14 gennaio 2019 – L’aggravante razziale

14 gennaio 2019 – Insulti a Kyenge, Calderoli condannato a 18 mesi: riconosciuta l’aggravante razziale

Definì l’ex ministra “un orango” durante un comizio alla festa della Lega di Treviglio. Lei: “Abbiamo vinto un’altra volta”

È stato condannato in primo grado a un anno e sei mesi dal tribunale di Bergamo, che ha riconosciuto l’aggravante razziale, il senatore della Lega Roberto Calderoli, a processo a Bergamo – dove vive – per aver dato dell’orango a Cecile Kyenge all’epoca esponente del governo Letta. L’ex ministra commenta: “Abbiamo vinto un’altra volta. Evviva, evviva, evviva. Il razzismo la paga cara”.
All’epoca Kyenge aveva scelto di non sporgere denuncia, ma in procura a Bergamo il procedimento era partito d’ufficio sostenuto dai pm Maria Cristina Rota e Gianluigi Dettori.

Roberto Calderoli condannato in primo grado ad un anno e sei mesi per avermi rivolto insulti razzisti
Era il 2013 quando di fronte a migliaia di persone fui paragonata ad un orango da Roberto Calderoli, parlamentare della Lega. Un oltraggio che il Tribunale di Bergamo ha definito una diffamazione aggravata dall’odio razziale, e che l’ha sanzionata oggi con una pena di un anno e sei mesi di carcere.
Era il luglio 2013, Calderoli si trovava alla festa della Lega Nord di Treviglio, e quelle dichiarazioni avevano scatenato un vero e proprio putiferio tanto che il Colle, all’epoca il presidente della Repubblica era Giorgio Napolitano, si disse “colpito e indignato”. Calderoli cercò, viste le polemiche, di difendersi affermando che la sua era soltanto “una battuta simpatica”.
La questione finì anche al Senato quando, nel 2015, la difesa aveva cercato di sostenere la scriminante dell’articolo 68 della Costituzione , secondo il quale i membri del Parlamento, nell’esercizio delle loro funzioni, non possono essere chiamati a rispondere delle loro affermazioni.

L’Aula diede l’autorizzazione a procedere per il reato di diffamazione escludendo però l’aggravante razziale. Ma il Tribunale di Bergamo fece ricorso alla Consulta che, infine, diede ragione ai magistrati lombardi: quell’accusa aveva un sottofondo razzista. Visto che l’ex ministra non si è costituita parte civile, non sono previsti risarcimenti di natura economica.

https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/01/14/news/insulti_a_kyenge_calderoli_condannato-216538412/?ref=RHPPBT-BH-I0-C6-P2-S1.6-T1

Aggiungo per l’evidente connessione con il testo precedente

15 gennaio 2019  –  Cos’è la politica per il sindaco di Pontinvrea (Savona)

Ventimila euro di multa con la sospensione condizionale subordinata al pagamento del risarcimento dei danno entro un mese. È la sentenza del giudice Emilio Fois nel processo al sindaco leghista di Pontinvrea Matteo Camiciottoli accusato di diffamazione ai danni dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, per un post pubblicato nel settembre del 2017 su Facebook nel quale suggeriva di fare scontare gli arresti domiciliari agli stupratori di Rimini a casa dell’allora presidente della Camera («Magari le mettono il sorriso»).

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a otto mesi di reclusione. Camiciottoli dovrà risarcire 20 mila euro alla Boldrini e cento euro a ciascuna delle associazioni che si sono costituire parti civili. «Dedico questa sentenza – sono state le prime parole di Laura Boldrini – a mia figlia e a tutte le figlie d’Italia che devono sapere che la legge tutela le donne». Il sindaco Camiciottoli a sua volta: Non mi pento di quel post perché non era un incitamento allo stupro ma un attacco politico».

https://www.lastampa.it/2019/01/15/savona/processo-camiciattoli-la-boldrini-in-tribunale-quel-messaggio-mi-fer-moltissimo-a35PvIpp2fbnVFfewdrDjK/pagina.html?fbclid=IwAR32sLQRAxVdnXpIBYTw4gJ1vWCJlwDDUdGz-t8vnW5CLMXD-pgHE2-IX-k

 

Gennaio 14, 2019Permalink

10 gennaio 2019 – Corrispondere con il ministro dell’interno

09/01/2019 LETTERA A SALVINI DI UN’IMMIGRATA AFRICANA: «LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA»

È diretta e senza mediazioni la lettera aperta di una donna africana al ministro dell’Interno. “Se avessi potuto scegliere, avrei fatto volentieri a meno della sua ospitalità”.

«Ho visto la sua faccia ieri al telegiornale. Dipinta dei colori della rabbia. La sua voce ,poi, aveva il sapore amarissimo del fiele. Ha detto che per noi che siamo qui nella vostra terra è finita la pacchia. Ci ha accusati di vivere nel lusso, rubando il pane alla gente del suo paese.
Ancora una volta ho provato i morsi atroci della paura…

Chi sono? Non le dirò il mio nome.
I nomi, per lei, contano poco. Niente.
Sono una di quelli che lei chiama con disprezzo “clandestini”.
Vengo da un paese, la Nigeria, dove ben pochi fanno la pacchia e sono tutti amici vostri. Lo dico subito. Non sono una vittima del terrorismo di Boko Haram. Nella mia regione, il Delta del Niger non sono arrivati. Sono una profuga economica, come dite voi, una di quelle persone che non hanno alcun diritto di venire in Italia e in Europa.
Lo conosce il Delta del Niger? Non credo.
Eppure ogni volta che lei sale in macchina può farlo grazie a noi. Una parte della benzina che usa viene da lì.
Io vivevo alla periferia di Port Harkourt, la capitale dello Stato del Delta del Niger. Una delle capitali petrolifere del mondo. Vivevo con mia madre e i miei fratelli in una baracca e alla sera per avere un po’ di luce usavamo le candele. Noi come la grande maggioranza di chi vive lì.
È dura vivere dalle mie parti. Molto dura. Un inferno se sei una ragazza.
Ed io ero una ragazza. Tutto è a pagamento. Tutto. Se non hai soldi non vai a scuola e non puoi curarti. Gli ospedali e le scuole pubbliche non funzionano. E persino lì, comunque, se vuoi far finta di studiare o di curarti, devi pagare. E come fai a pagare se di lavoro non ce ne è? La fame, la miseria, la disperazione e l’assenza di futuro, sono nostre compagne quotidiane.
La vedo già storcere il muso. È pronto a dire che non sono fatti suoi, vero?
Sono fatti suoi, invece.
Il mio paese, la regione in cui vivo, dovrebbe essere ricchissima visto che siamo tra i maggiori produttori di petrolio al mondo. E invece no. Quel petrolio arricchisce poche famiglie di politici corrotti, riempie le vostre banche del frutto delle loro ruberie, mantiene in vita le vostre economie e le vostre aziende.
Il mio paese è stato preda di più colpi di stato. Al potere sono sempre andati, caso strano, personaggi obbedienti ai voleri delle grandi compagnie petrolifere del suo mondo, anche del suo paese. Avete potuto, così, pagare un prezzo bassissimo per il tanto che portavate via. E quello che portavate via era la nostra vita.
Lo avete fatto con protervia e ferocia.
La vostra civiltà e i vostri diritti umani hanno inquinato e distrutto la vita nel Delta del Niger e impiccato i nostri uomini migliori.

Si ricorda Ken Saro Wiwa? Era un giovane poeta che chiedeva giustizia per noi. Lo avete fatto penzolare da una forca…
Le vostre aziende, in lotta tra loro, hanno alimentato la corruzione più estrema.
Avete comprato ministri e funzionari pubblici pur di prendervi una fetta della nostra ricchezza.
L’Eni, l’Agip, quelle di certo le conosce. Sono accusate di aver versato cifre da paura in questo sporco gioco. Con quei soldi noi avremmo potuto avere scuole e ospedali. A casa, la sera, non avrei avuto bisogno di una candela…
Sarei rimasta lì, a casa mia, nella mia terra.
Avrei fatto a meno della pacchia di attraversare un deserto. Di essere derubata dai soldati di ogni frontiera e dai trafficanti. Di essere violentata tante volte durante il viaggio. Avrei volentieri fatto a meno delle prigioni libiche, delle notti passate in piedi perché non c’era posto per dormire, dell’acqua sporca e del pane secco che ti davano, degli stupri continui cui mi hanno costretta, delle urla strazianti di chi veniva torturato.
Avrei fatto a meno della vostra ospitalità.
Nel suo paese tante ragazze come me hanno come solo destino la prostituzione.
Lo sapete. E non fate niente contro la nostra schiavitù anzi la usate per placare la vostra bestialità. Io sono riuscita a sfuggire a questo orrore, ma sono stata schiava nei vostri campi. Ho raccolto i vostri pomodori, le vostre mele, i vostri aranci in cambio di pochi spiccioli e tante umiliazioni.
Ancora una volta, la pacchia l’avete fatta voi. Sulla nostra pelle. Sulle nostre vite. Sui nostri poveri sogni di una vita appena migliore.

Vedo che non ho mai pronunciato il suo nome. Me ne scuso, ma mi mette paura. Quella per l’ingiustizia di chi sa far la faccia dura contro i deboli, ma sa sorridere sempre ai potenti.
Vuole che torniamo a casa? Parli ai suoi potenti, a quelli degli altri paesi che occupano di fatto casa mia in una guerra velenosa e mai dichiarata. Se ha un po’ di dignità e di coraggio, la faccia brutta la faccia a loro».
(Fonte: Raiawadunia.com)

http://www.famigliacristiana.it/articolo/lettera-a-salvini-di-un-immigrata-africana-cara-ministro-la-faccia-brutta-la-faccia-ai-potenti-che-occupano-casa-mia.aspx?fbclid=IwAR1fUC8ydx-TIBJG87PMkd4Ox0BrhyAhPiN934_-16XJA_Uk6gtWBVwkBPo

Gennaio 10, 2019Permalink

9 gennaio 2019 – La salute non è un privilegio


Lettera aperta

Al Presidente ANCI, Sindaco di Bari, Antonio Decaro
c/o patrizia.manna@pec.anci.it – p.manna@anci.it

E p.c. al

Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando
sindaco@comune.palermo.it; c/o segretariogenerale@cert.comune.palermo.it

Roma, 03 gennaio 2019

Oggetto: Iscrizione all’anagrafe e diritto all’assistenza sanitaria

Illustrissimo Sindaco,

Oggetto: Iscrizione all’anagrafe e diritto all’assistenza sanitaria

Illustrissimo Sindaco,

abbiamo colto dalla stampa nazionale la posizione espressa dal Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, condivisa da altri Sindaci italiani, circa la concessione della residenza a persone richiedenti protezione internazionale, e ne riconosciamo l’opportunità, considerato il rischio che questo specifico punto del cosiddetto Decreto sicurezza costituisce per la tutela del diritto alla salute delle persone migranti in Italia.

In passato abbiamo trovato nell’ANCI un interlocutore attento e sensibile ai temi della salute dei cittadini di origine straniera, in particolare grazie ai contatti tra le sedi regionali dell’ANCI e i Gruppi Immigrazione e Salute, unità regionali della SIMM – si veda il riscontro alla lettera aperta “Basta lacrime” inoltrata nel 2015 al Presidente di ANCI Liguria all’indomani dell’ennesima strage in mare di migranti nell’aprile 2015 (poi ripresa dalla SIMM e adottata dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri – FNOMCeO).

Confidiamo che in questa congiuntura l’ANCI voglia esprimere il proprio supporto al Sindaco di Palermo e ribadire l’assoluta necessità di garantire l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di tutti i cittadini stranieri in condizione di regolarità, quali i richiedenti protezione internazionale e i rifugiati, favorendone l’iscrizione all’anagrafe dei residenti.

La mancata concessione della residenza, infatti, come già sottolineato dalla SIMM – vedi il comunicato “Il decreto ‘immigrazione e le implicazioni per la salute” [https://simmweb.it/937-comunicato-stampa-il-decreto-immigrazione-e-le-implicazioni-per-la-salute] costituisce un vulnus rilevante al diritto alla salute e all’assistenza sanitaria, pur garantita dalla legge alle persone migranti.

In assenza di una residenza riconosciuta, infatti, potrebbe essere impedita l’iscrizione al SSN dei richiedenti protezione internazionale che, pur avendone diritto in quanto l’iscrizione obbligatoria sifonda sulla titolarità del permesso di soggiorno, si vedrebbero di fatto negata l’iscrizione all’anagrafe sanitaria e la piena fruibilità del diritto alle cure. Criticità, questa, che abbiamo fatto presente anche al Ministero della Salute, chiedendo di precisare la non ostatività della mancata residenza per l’iscrizione al SSN.

Pur consapevoli delle difficoltà concrete che si manifestano sui territori a tale riguardo, confidiamo che l’ANCI voglia esprimersi a favore del riconoscimento della residenza ai richiedenti protezione e alla loro iscrizione tempestiva al SSN, secondo quanto stabilito dal TU sull’immigrazione tuttora in vigore (D.Lgs. 286/98), la cui lettera deriva direttamente dall’art. 32 della Costituzione della Repubblica.

Cogliamo l’occasione per esprimere inoltre il nostro sostegno alle ulteriori iniziative che l’ANCI vorrà intraprendere per limitare l’impatto negativo sulla salute e sull’accesso agli altri servizi che promuovono l’inclusione delle persone straniere derivanti dall’applicazione del cosiddetto Decreto sicurezza, già denunciato dalla SIMM nel comunicato precedentemente citato.

Rimaniamo a disposizione per ogni ragguaglio e per ulteriori approfondimenti sulle norme vigenti.

Cogliamo l’occasione per i più cordiali saluti

Il Presidente SIMM
Maurizio Marceca

Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (S.I.M.M.) sede legale: Via Marsala, 103 – 00185 Roma sito: www.simmweb.it “Dignitas in Salute, Salus in Dignitate”

NOTA di augustaRitengo il documento che ho trascritto molto importante per il contenuto totalmente condivisibile e l’autorevolezza della firma.
Preciso che l’iscrizione all’anagrafe dei residenti non comprende la registrazione delle dichiarazioni di nascita di chi nascesse in Italia figlio di migranti senza permesso di soggiorno, come vuole la legge 94/2009 in merito al quale si era espressa anche la SIMM nelle raccomandazioni del suo Congresso del 2014. 
L’estate prossima registreremo i dieci anni di questo abominio segnalato anche dal Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1):
«Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante. Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».

Voglio però segnalare che l’impegno della SIMM per i figli dei migranti irregolari non si era fermato al 2014 come si può leggere nella pagina raggiungibile con il link:
https://www.simmweb.it/879-nei-lea-iscrizione-al-ssn-dei-figli-di-immigrati-irregolari

 

 

Gennaio 9, 2019Permalink

8 gennaio 2019 – Come fabbricare nati fantasma in quantità maggiore della precedente.

A fondamento di un’Europa che si liberi dall’abiezione culturale e politica in cui è piombata, “agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo.” (Immanuel Kant).

Penso che la riduzione dei permessi di soggiorno produrrà persone che non avrebbero voluto essere irregolari ma vengono costrette ad esserlo.
Se riusciranno a nascondersi (e d’altra parte come sarebbe possibile espellerli materialmente tutti?), se avranno – qui in Italia – un figlio, nel momento in cui ne denunciassero la dichiarazione di nascita si esporrebbero a manifestarsi irregolari e probabilmente contro di loro si realizzerebbe una persecuzione.
E d’altra parte come potrebbero farsene carico i comuni se il sostegno finanziario viene drasticamente ridotto? Come potrebbero essere affidati a una accoglienza diffusa priva del sostegno finanziario dovuto ai richiedenti asilo?
Quindi la possibilità che ci siano piccole vittime colpevoli di essere nate, ridotte a spie della condizione dei loro genitori, aumenterà.
Così li aveva voluti il ministro Maroni nel 2009 così il ministro Salvini si impegna ad aumentarne il numero (legge 94/2009 art. 1 comma 22, lettera g – articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286).
Se da parte dei comuni ci fosse la garanzia esplicita e pubblica della non richiesta del permesso di soggiorno almeno potremmo assicurare a tutti i nuovi nati in Italia la certezza dell’esistenza legalmente riconosciuta.
Resterebbe tutto il resto certe ma cominciamo con il dovere di  non creare fantasmi.

Nani sulle spalle di giganti.
(Non rubo citazioni, le rivivo: 1159 ca. Metalogicon  -III, 4- di Giovanni di Salisbury)

Ho notato l’assoluta indifferenza al problema anche di chi, pur presente nelle istituzioni autoproclamatosi sinistra e centro sinistra, pur portatore di una cultura che si propone di non annientare la società civile, se mai parla di registrazione anagrafica si riferisce alla registrazione della residenza e non alla registrazione della nascita.
Mi è stato detto che le parole che pronuncio e scrivo da quasi dieci anni non servono a niente. Lo so per esperienza.
Ma si dà il caso che, riconoscendomi rottamata, appartenente a quella deliziosa categoria così a suo tempo identificata da un presidente del consiglio di nome Renzi, io sia cocciuta per scelta non per sclerosi senile.

Anche la parola che non serve a nulla deve essere pronunciata.
Lo dice quella straordinaria signora della senatrice Segre agli studenti dell’Università di Padova.

https://www.youtube.com/watch?v=HUPv3ZHCdRE

Gennaio 8, 2019Permalink

5 gennaio 2019 – Quando la legge può garantire l’umanità

Oggi 5 gennaio ho ascoltato il TG delle 13.30 su La7 in cui veniva riferita una esternazione della on. Giorgia Meloni in merito ai sindaci dissenzienti del ‘decreto sicurezza’ . Non ci credevo ma invece la ricerca di un testo scritto ha confermato ufficialmente le parole della deputata. Per la verità i testi di conferma sono parecchi ma io scelgo il comunicato dell’ANSA:

ROMA, 4 GEN – “Fratelli d’Italia è pronta a denunciare in procura i sindaci che si rifiutano di applicare la legge e dare piena attuazione al decreto sicurezza. In Italia la legge è uguale per tutti, anche per i sostenitori dell’immigrazione incontrollata”

 

Si tratta quindi dell’obbedienza a una legge che, presentata come assoluta, non avrebbe possibilità di contrasto. Eppure ci sono esemplari eccezioni anche a questo rigore

Ricordo alla on. Melloni e a chi ritiene corretto sostenerla che esiste una legge che formalmente ammette il rifiuto di se stessa e trova in una circolare lo strumento per renderlo operativo.
Ne descrive l’iter una interrogazione dell’on. Rosato (16 aprile 2013) che riporto testualmente e pressoché integralmente, interrogazione che si può raggiungere facendo buon uso del link che trascrivo
https://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/9570

“— Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che:
il permesso di soggiorno e la carta di soggiorno consentono agli stranieri presenti sul territorio nazionale regolarmente di accedere ai servizi dello Stato; pertanto, l’esibizione del permesso di soggiorno o della carta è richiesta dagli uffici ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni od altri provvedimenti di interesse dello straniero;
l’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 1988, n. 286, così come modificato dalla legge 15 luglio 2009, n. 94, prevede che siano fatti salvi dall’obbligo di esibizione di tale documenti da parte dello straniero, i provvedimenti che riguardino l’«accesso alle prestazioni sanitarie […] e quelli attinenti alle prestazioni scolastiche obbligatorie»;
in particolare, la legge 15 luglio 2009, n. 94, sostituisce la precedente previsione normativa che estendeva la non sussistenza dell’obbligo a tutti i provvedimenti inerenti «gli atti di stato civile o all’accesso a pubblici servizi»;
il decreto legislativo, così novellato, escluderebbe – stando ad una interpretazione restrittiva – la possibilità per lo straniero irregolare di poter registrare anagraficamente la nascita di un figlio in territorio nazionale;
eppure, l’articolo 7 della Convenzione sui diritti del fanciullo fatta a New York il 20 novembre 1989, che anche l’Italia ha recepito con legge 27 maggio 1991, n. 176, dichiara che «Il fanciullo è registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto ad un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori ed a essere allevato da essi»;
il Ministero dell’interno ha emanato una circolare del 7 agosto 2009, del dipartimento per gli affari interni e territoriali, nella quale si precisa che «per le attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita – stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti il soggiorno»;
sebbene la circolare ministeriale abbia contribuito a dirimere il dubbio iniziale circa l’interpretazione dell’articolo 6 del decreto legislativo di cui sopra, affinché tale disposizione non si ponga in contrasto con l’articolo 10 della Costituzione per violazione di norma del diritto internazionale generalmente riconosciuta, sarebbe necessaria una sua modifica –:
<…> (4-00229)

Se ne era occupato qualche anno prima anche l’on Orlando con una interrogazione del 2 agosto 2010 (Seduta n. 363). Gli aveva risposto l’allora sottosegretario (Lega Nord) Michelino Davico, con un testo interessante che in parte ricopio:

“Il Ministero dell’Interno, con la circolare n. 19 del 7 agosto 2009, ha inteso fornire indicazioni mirate a tutti gli operatori dello stato civile e di anagrafe, che quotidianamente si trovano a dover intervenire riguardo ai casi concreti, alla luce delle novità introdotte dalla legge n. 94/09 (entrata in vigore in data 8 agosto 2009), volta a consentire la verifica della regolarità del soggiorno dello straniero che intende sposarsi e ad arginare il noto fenomeno dei matrimoni “fittizi” o di “comodo”.
E’ stato chiarito che l’eventuale situazione di irregolarità riguarda il genitore e non può andare ad incidere sul minore, il quale ha diritto al riconoscimento del suo status di figlio, legittimo o naturale, indipendentemente dalla situazione di irregolarità di uno o di entrambi i genitori stessi. La mancata iscrizione nei registri dello stato civile, pertanto, andrebbe a ledere un diritto assoluto del figlio, che nulla ha a che fare con la situazione di irregolarità di colui che lo ha generato. Se dovesse mancare l’atto di nascita, infatti, il bambino non risulterebbe esistere quale persona destinataria delle regole dell’ordinamento giuridico.
Il principio della inviolabilità del diritto del nato è coerente con i diritti garantiti dalla Costituzione italiana a tutti i soggetti, senza alcuna distinzione di sorta (artt. 2,3,30 ecc .), nonché con la tutela del minore sancita dalla Convenzione di New York del 20 novembre 1989 (Legge di ratifica n. 176 del 27/05/1991), in particolare agli artt. 1 e 7 della stessa, e da diverse norme comunitarie.
<..>

Quindi una legge dice doversi presentare il permesso di soggiorno per chiedere la registrazione della dichiarazione di nascita, una circolare nega nel caso specifico tale esibizione impegnando gli Uffici Anagrafe dei comuni a non farne richiesta.
Mi è noto che la circolare cui fanno riferimento l’on. Rosato e il sottosegretario Davico, ottemperando il dettato della citata convenzione di New York in Italia ratificata in legge , viene identificata come interpretativa. Evidentemente un rispettabile livello istituzionale può ignorare l’uso di un normale vocabolario, mentre a me quel termine richiama una foglia di fico di biblica memoria atta a nascondere la ‘vergogna’ che non si vuole esibire.

Se vale una analogia basterebbe quindi una circolare interpretativa a trasformare i sindaci ribelli in legittimi soccorritori di soggetti in difficoltà anche (o meglio proprio perché) fragili e privi di parola.
O no? E se no perché?

Gennaio 5, 2019Permalink

4 gennaio 2019 _ Homo sum et nihil humani a me alienum puto (Terenzio)

Le leggi hanno una storia non sono tegole che ci cadono in testa né morbidi cuscini cui addormentarci.

Il punto di partenza di una norma che ci coinvolse nel bene da promuovere e nella cognizione del male:

L’art. 587 del Codice Penale Rocco, in vigore dal ventennio fascista, recitava:
Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona, che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.”

Il matrimonio riparatore era, invece, una soluzione adottata per salvaguardare l’onore delle persone coinvolte e delle loro famiglie. Con la sua istituzione, se un uomo commetteva uno stupro nei confronti di una ragazza celibe ed illibata, poteva evitare la pena detentiva e lavare l’onta che aveva causato alla famiglia della giovane, offrendosi di sposarla e di affrontare tutte le spese matrimoniali. La vittima non aveva molta libertà di scelta infatti veniva spinta dalla propria famiglia e dalla società ad accettare in quanto non più illibata e di conseguenza non più ritenuta “da sposare” .

La legge che ci ha regalato Franca Viola
Franca Viola, giovane ragazza di Alcamo violentata dal giovane boss mafioso del paese, rifiutò il matrimonio riparatore nel 1966, sostenuta dalla famiglia ma svillaneggiata da molti, compreso l’Arciprete che le prevedeva un avvenire da zitella (sic!)
Nel 1981 fu approvata la legge che dobbiamo al coraggio di Franca Viola ma anche all’attenzione pubblica e costante che in molte assicurammo al problema in sintonia con alcune parlamentari (so che l’uso del femminile è un arbitrio forse ingeneroso ma segnala la mia rivolta al maschile neutro universale)

LEGGE 5 agosto 1981, n. 442
Abrogazione della rilevanza penale della causa d’onore.

Oltre la legge

Oggi si proclama l’obbedienza alle leggi (quanti ditini alzati per comunicarci che “le leggi vanno rispettate” e confondono con la certezza del diritto una esternazione politica, politica in quanto proviene da un soggetto istituzionale!)
Nel tempo di latenza fra il 1966 e il 1981 (15 anni! Da Franca Viola alla abrogazione del della causa d’onore) non abbiamo taciuto, oggi lasciamo che alcuni principi conquistati a livello delle Nazioni Unite e ratificati in legge in Italia siano beffati da menti cui non ritengo opportuno apporre un aggettivo che le qualifichi .
Ci sono navi che ballano in mare avendo a bordo persone soccorse e fra queste bambini cui è dovuto il rispetto della legge che invece si nega

Legge 27 maggio 1991, n. 176
Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989

Art.1. Ai sensi della presente Convenzione si intende per fanciullo ogni essere umano avente un’età inferiore a diciott’anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile.
Art. 2 Gli Stati parti si impegnano a rispettare i diritti enunciati nella presente Convenzione e a garantirli a ogni fanciullo che dipende dalla loro giurisdizione, senza distinzione di sorta e a prescindere da ogni considerazione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o altra del fanciullo o dei suoi genitori o rappresentanti legali, dalla loro origine nazionale, etnica o sociale, dalla loro situazione finanziaria, dalla loro incapacità, dalla loro nascita o da ogni altra circostanza;

Che le navi su cui si trovano i bambini in difficoltà navi debbano conformarsi alla giurisdizione italiana, tanto da potersi trovare di fronte a porti chiusi, ce lo dice implicitamente il ministro dell’interno impedendo loro l’ingresso nei nostri porti e facendoci così responsabili anche della salute di quei bambini.

“Meglio atei che cristiani ipocriti”
Al momento possiamo manifestare la solidarietà di persone ai sindaci ‘disobbedienti’ nella speranza che chi agisce a livello istituzionale si dia una scossa almeno in nome dei una dignitosa legalità che può ritrovarsi anche in una lontana invocazione profetica nella cui lettura ci aiuta un richiamo del papa.

Lontano da me il frastuono dei vostri canti:
il suono delle vostre arpe non posso sentirlo!
Piuttosto come le acque scorra il diritto
e la giustizia come un torrente perenne.
(Amos 5, 23-24)

Gennaio 4, 2019Permalink

2 gennaio 2019 – Messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Palazzo del Quirinale, 31/12/2018

Care concittadine e cari concittadini,
siamo nel tempo dei social, in cui molti vivono connessi in rete e comunicano di continuo ciò che pensano e anche quel che fanno nella vita quotidiana.
Tempi e abitudini cambiano ma questo appuntamento – nato decenni fa con il primo Presidente, Luigi Einaudi – non è un rito formale. Mi assegna il compito di rivolgere, a tutti voi, gli auguri per il nuovo anno: è un appuntamento tradizionale, sempre attuale e, per me, graditissimo.
Permette di formulare, certo non un bilancio, ma qualche considerazione sull’anno trascorso. Mi consente di trasmettere quel che ho sentito e ricevuto in molte occasioni nel corso dell’anno da parte di tanti nostri concittadini, quasi dando in questo modo loro voce. E di farlo da qui, dal Quirinale, casa di tutti gli italiani.
Quel che ho ascoltato esprime, soprattutto, l’esigenza di sentirsi e di riconoscersi come una comunità di vita. La vicinanza e l’affetto che avverto sovente, li interpreto come il bisogno di unità, raffigurata da chi rappresenta la Repubblica che è il nostro comune destino.
Proprio su questo vorrei riflettere brevemente, insieme, nel momento in cui entriamo in un nuovo anno.
Sentirsi “comunità” significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri.
Significa “pensarsi” dentro un futuro comune, da costruire insieme. Significa responsabilità, perché ciascuno di noi è, in misura più o meno grande, protagonista del futuro del nostro Paese.
Vuol dire anche essere rispettosi gli uni degli altri. Vuol dire essere consapevoli degli elementi che ci uniscono e nel battersi, come è giusto, per le proprie idee rifiutare l’astio, l’insulto, l’intolleranza, che creano ostilità e timore.
So bene che alcuni diranno: questa è retorica dei buoni sentimenti, che la realtà è purtroppo un’altra; che vi sono tanti problemi e che bisogna pensare soprattutto alla sicurezza.
Certo, la sicurezza è condizione di un’esistenza serena.
Ma la sicurezza parte da qui: da un ambiente in cui tutti si sentano rispettati e rispettino le regole del vivere comune.
La domanda di sicurezza è particolarmente forte in alcune aree del Paese, dove la prepotenza delle mafie si fa sentire più pesantemente. E in molte periferie urbane dove il degrado favorisce il diffondersi della criminalità.
Non sono ammissibili zone franche dove la legge non è osservata e si ha talvolta l’impressione di istituzioni inadeguate, con cittadini che si sentono soli e indifesi.
La vera sicurezza si realizza, con efficacia, preservando e garantendo i valori positivi della convivenza.
Sicurezza è anche lavoro, istruzione, più equa distribuzione delle opportunità per i giovani, attenzione per gli anziani, serenità per i pensionati dopo una vita di lavoro: tutto questo si realizza più facilmente superando i conflitti e sostenendosi l’un l’altro.
Qualche settimana fa a Torino alcuni bambini mi hanno consegnato la cittadinanza onoraria di un luogo immaginario, da loro definito Felicizia, per indicare l’amicizia come strada per la felicità.
Un sogno, forse una favola. Ma dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. Come se questi valori non fossero importanti nel mondo degli adulti.
In altre parole, non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società.
Sono i valori coltivati da chi svolge seriamente, giorno per giorno, il proprio dovere; quelli di chi si impegna volontariamente per aiutare gli altri in difficoltà.
Il nostro è un Paese ricco di solidarietà. Spesso la società civile è arrivata, con più efficacia e con più calore umano, in luoghi remoti non raggiunti dalle pubbliche istituzioni.
Ricordo gli incontri con chi, negli ospedali o nelle periferie e in tanti luoghi di solitudine e di sofferenza dona conforto e serenità.
I tanti volontari intervenuti nelle catastrofi naturali a fianco dei Corpi dello Stato.
È l’“Italia che ricuce” e che dà fiducia.
Così come fanno le realtà del Terzo Settore, del No profit che rappresentano una rete preziosa di solidarietà.
Si tratta di realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto.
Anche per questo vanno evitate “tasse sulla bontà”.
È l’immagine dell’Italia positiva, che deve prevalere.
Il modello di vita dell’Italia non può essere – e non sarà mai – quello degli ultras violenti degli stadi di calcio, estremisti travestiti da tifosi.
Alimentano focolai di odio settario, di discriminazione, di teppismo.
Fenomeni che i pubblici poteri e le società di calcio hanno il dovere di contrastare e debellare.
Lo sport è un’altra cosa.
Esortare a una convivenza più serena non significa chiudere gli occhi davanti alle difficoltà che il nostro Paese ha di fronte.
Sappiamo di avere risorse importanti; e vi sono numerosi motivi che ci inducono ad affrontare con fiducia l’anno che verrà. Per essere all’altezza del compito dobbiamo andare incontro ai problemi con parole di verità, senza nasconderci carenze, condizionamenti, errori, approssimazioni.
Molte sono le questioni che dobbiamo risolvere. La mancanza di lavoro che si mantiene a livelli intollerabili. L’alto debito pubblico che penalizza lo Stato e i cittadini e pone una pesante ipoteca sul futuro dei giovani. La capacità competitiva del nostro sistema produttivo che si è ridotta, pur con risultati significativi di imprese e di settori avanzati. Le carenze e il deterioramento di infrastrutture. Le ferite del nostro territorio.
Dobbiamo aver fiducia in un cammino positivo. Ma non ci sono ricette miracolistiche.
Soltanto il lavoro tenace, coerente, lungimirante produce risultati concreti. Un lavoro approfondito, che richiede competenza e che costa fatica e impegno.
Traguardi consistenti sono stati raggiunti nel tempo. Frutto del lavoro e dell’ingegno di intere generazioni che ci hanno preceduto.
Abbiamo ad esempio da poco ricordato i quarant’anni del Servizio sanitario nazionale.
E’ stato – ed è – un grande motore di giustizia, un vanto del sistema Italia. Che ha consentito di aumentare le aspettative di vita degli italiani, ai più alti livelli mondiali. Non mancano difetti e disparità da colmare. Ma si tratta di un patrimonio da preservare e da potenziare.
L’universalità e la effettiva realizzazione dei diritti di cittadinanza sono state grandi conquiste della Repubblica: il nostro Stato sociale, basato sui pilastri costituzionali della tutela della salute, della previdenza, dell’assistenza, della scuola rappresenta un modello positivo. Da tutelare.
Ieri sera ho promulgato la legge di bilancio nei termini utili a evitare l’esercizio provvisorio, pur se approvata in via definitiva dal Parlamento soltanto da poche ore.
Avere scongiurato la apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea per il mancato rispetto di norme liberamente sottoscritte è un elemento che rafforza la fiducia e conferisce stabilità.
La grande compressione dell’esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i corpi sociali richiedono adesso un’attenta verifica dei contenuti del provvedimento.
Mi auguro – vivamente – che il Parlamento, il Governo, i gruppi politici trovino il modo di discutere costruttivamente su quanto avvenuto; e assicurino per il futuro condizioni adeguate di esame e di confronto.
La dimensione europea è quella in cui l’Italia ha scelto di investire e di giocare il proprio futuro; e al suo interno dobbiamo essere voce autorevole.
Vorrei rinnovare un pensiero di grande solidarietà ai familiari di Antonio Megalizzi, vittima di un vile attentato terroristico insieme ad altri cittadini europei.
Come molti giovani si impegnava per un’Europa con meno confini e più giustizia. Comprendeva che le difficoltà possono essere superate rilanciando il progetto dell’Europa dei diritti, dei cittadini e dei popoli, della convivenza, della lotta all’odio, della pace.
Quest’anno saremo chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, la istituzione che rappresenta nell’Unione i popoli europei, a quarant’anni dalla sua prima elezione diretta. È uno dei più grandi esercizi democratici al mondo: più di 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne.
Mi auguro che la campagna elettorale si svolga con serenità e sia l’occasione di un serio confronto sul futuro dell’Europa.
Sono rimasto colpito da un episodio di cronaca recente, riferito dai media. Una signora di novant’anni, sentendosi sola nella notte di Natale, ha telefonato ai Carabinieri. Ho bisogno soltanto di compagnia, ha detto ai militari. E loro sono andati a trovarla a casa portandole un po’ di serenità.
Alla signora Anna, e alle tante persone che si sentono in solitudine voglio rivolgere un saluto affettuoso.
Vorrei sottolineare quanto sia significativo che si sia rivolta ai Carabinieri. La loro divisa, come quella di tutte le Forze dell’ordine e quella dei Vigili del fuoco, è il simbolo di istituzioni al servizio della comunità. Si tratta di un patrimonio da salvaguardare perché appartiene a tutti i cittadini.
Insieme a loro rivolgo un augurio alle donne e agli uomini delle Forze armate, impegnate per garantire la nostra sicurezza e la pace in patria e all’estero. Svolgono un impegno che rende onore all’Italia.
La loro funzione non può essere snaturata, destinandoli a compiti non compatibili con la loro elevata specializzazione
In questa sera di festa desidero esprimere la mia vicinanza a quanti hanno sofferto e tuttora soffrono – malgrado il tempo trascorso – le conseguenze dolorose dei terremoti dell’Italia centrale, alle famiglie sfollate di Genova e della zona dell’Etna. Nell’augurare loro un anno sereno, ribadisco che la Repubblica assume la ricostruzione come un impegno inderogabile di solidarietà.
Auguri a tutti gli italiani, in patria o all’estero.
Auguro buon anno ai cinque milioni di immigrati che vivono, lavorano, vanno a scuola, praticano sport, nel nostro Paese.
Rivolgo un augurio, caloroso, a Papa Francesco; e lo ringrazio, ancora una volta, per il suo magistero volto costantemente a promuovere la pace, la coesione sociale, il dialogo, l’impegno per il bene comune.
Vorrei concludere da dove ho iniziato: dal nostro riconoscerci comunità.
Ho conosciuto in questi anni tante persone impegnate in attività di grande valore sociale; e molti luoghi straordinari dove il rapporto con gli altri non è avvertito come un limite, ma come quello che dà senso alla vita.
Ne cito uno fra i tanti ricordando e salutando i ragazzi e gli adulti del Centro di cura per l’autismo, di Verona, che ho di recente visitato.
Mi hanno regalato quadri e disegni da loro realizzati. Sono tutti molto belli: esprimono creatività e capacità di comunicare e partecipare. Ne ho voluto collocare uno questa sera accanto a me. Li ringrazio nuovamente e rivolgo a tutti loro l’augurio più affettuoso.
A tutti voi auguri di buon anno.

https://www.quirinale.it/elementi/19805

 

Gennaio 2, 2019Permalink

1 gennaio 2019 _ Calendario del mese

.1 gennaio 1948 – Italia, entra in vigore la Costituzione
.1 gennaio 1959 – Inizio della rivoluzione cubana
.2 gennaio 1979 – Brasile, assassinio di Francisco Jentel, difensore dei
…………………….…….contadini indios
.2 gennaio 2016 – Entra in vigore l’accordo fra la Santa Sede e lo stato
…………………….…di Palestina firmato il 26 giugno 2015
.3 gennaio 1964 – New York, 500mila studenti in piazza contro
……………………………l’apartheid
.4 gennaio 2005 – La Corte Suprema del Cile autorizza il processo a
……………………….. ..Pinochet
.5 gennaio 1942 – Morte di Tina Modotti.
.5 gennaio 1948 – Nasce Peppino Impastato. Cosa Nostra lo eliminerà
………………………a 30 annii
.5 gennaio 1968 – Inizio della primavera di Praga [nota 1]
.5 gennaio 1984 – Cosa nostra’ uccide il giornalista Giuseppe Fava.
.5 gennaio 2017 – Muore Tullio De Mauro
.6 gennaio 1907 – Maria Montessori apre la prima casa dei bambini
.6 gennaio 1980 – Assassinio del presidente della regione Sicilia, …………………………….Piersanti Mattarella
.6 gennaio 1992 –  Il Consiglio di sicurezza dell’ONU condanna
……………………………..all’unanimità Israele per la deportazione di
………………………………Palestinesi (risoluzione n. 726)
.7 gennaio – ………Natale ortodosso e copto
.7 gennaio 2015 –  Parigi, strage alla redazione di Charlie Hebdo
.8 gennaio 1642 – Morte di Galileo
.8 gennaio 1913 – Sudafrica: Nasce l’African National Congress (Anc)
.8 gennaio 2015 – Romero è riconosciuto ‘martire’ dalla chiesa cattolica
…………………….(era stato assassinato il 24 marzo 1980). [ Nota 2]
10 gennaio 1948 – Prima assemblea generale delle Nazioni Unite a
……………………………Londra
11 gennaio 1947 – Scissione di Palazzo Barberini (nascita Psdi)
11 gennaio 2014 – Morte di Ariel Sharon
12 gennaio 1948 – La Corte Suprema USA dichiara l’uguaglianza fra
………………………… ..neri e bianchi
14 gennaio – ……  Capodanno ortodosso e copto
14 gennaio 2011 – Tunisia, cade il regime di Ben Alì
14 gennaio 2019 –  Il parlamentare Calderoli è condannato per le offese alla on.
………………………………….Kyenge. Riconosciuta l’aggravante razziale
15 gennaio 1919 –   Assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht
15 gennaio 1929 –  Nascita di Martin Luther King
15 gennaio 1993 –  Arresto di Totò Riina
16 gennaio 1992 –  Accordi di pace in El Salvador
17 gennaio 1961 –  Congo, assassinio di Patrice Lumumba
17 gennaio 1991 –  Inizia la prima Guerra del Golfo
18 gennaio 1919 –  Luigi Sturzo fonda il Partito Popolare Italiano
18 gennaio 2017 –  Valanga a Rigopiano – distruzione albergo
19 gennaio 1969 –  Praga, Jan Palach si dà fuoco in piazza San Venceslao
20 gennaio 1996 –  Arafat eletto presidente dell’Anp
21 gennaio 1924 –  Morte di Lenin
21 gennaio 1984 –  Brasile: nasce il Movimento Sem Terra
25 gennaio 2015 –  Rapimento di Giulio Regeni
26 gennaio 1564 –  Pubblicazione delle conclusioni del Concilio di
……………………………..Trento
27 gennaio -………. Giornata mondiale in memoria delle vittime della
…………………………………Shoa
29 gennaio 1895 –  José Martì inizia la guerra per l’indipendenza di
…………………………………Cuba
30 gennaio 1948 –  Assassinio di Gandhi a Nuova Delhi
31 gennaio 1929 –  L’Urss esilia Lev Trotsky
31 gennaio 2015 –  Sergio Mattarella, dodicesimo presidente della
…………………………………Repubblica
31 gennaio 2018 – Entra in vigore la legge 22 dicembre 2017, n. 219
………………………       Norme in materia di consenso informato e di
……………………………….. disposizioni anticipate di trattamento.

[nota 1]  La Primavera di Praga: iniziò quando il riformista slovacco Alexander Dubček salì al potere, proseguendo fino al 20 agosto 1968.

[nota 2]  Dopo una latenza della questione durata qualche anno, il 14 ottobre 2018 papa Francesco proclamò santo Oscar Romero

Gennaio 1, 2019Permalink

30 dicembre 2018 – Il presidente Mattarella ci consente di chiudere il 2018 accompagnati da persone perbene

29 dicembre 2018 Riconoscimenti al Quirinale; Mattarella premia 33 cittadini eroi della Repubblica –di Nicoletta Cottone

Sono 33 le onorificenze al Merito della Repubblica Italiana che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito, motu proprio, a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità. I premiati rappresentano esempi nella società civile e nelle istituzioni, alcuni significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. Premiati i valori positivi della società italiana contro la tendenza al “cattivismo”, rancore e odio che emergono nel Paese.
C’è Marco Omizzolo, che opera in difesa della legalità attraverso il contrasto al fenomeno del caporalato, la missionaria Suor Elvira Tutolo. Maria Rosaria Coppola che ha coraggiosamente difeso un giovane straniero vittima di una aggressione razzista. Fra i premiati anche Rebecca Jean Spitzmiller, fondatrice di Retake Roma, da anni impegnata nella lotta contro il degrado della Capitale. C’è Mustapha El Aoudi, l’ambulante che ha salvato una dottoressa aggredita violentemente da un uomo e Irma Dall’Armellina, 93 anni, premiata per l’eccezionale prova di altruismo con cui ha prestato il proprio servizio in qualità di volontaria in una missione umanitaria in Kenya. anche il calciatore dilettante – Fabio Caramel di 26 anni – che ha donato il midollo a una donna malata.

Ecco l’elenco e le motivazioni dei nuovi insigniti dal Capo dello Stato.

Maria Tiziana Andriani, 56 anni (Roma), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la professionalità e l’umanità con cui è impegnata nella lotta al cancro nei Paesi africani” – Presidente della Onlus Afron, impegnata nella lotta al cancro in Africa. Dopo un’esperienza di volontariato in Africa fonda, nel maggio 2010, insieme a 5 medici specialisti dell’Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena” di Roma, l’Associazione Afron Oncologia per l’Africa Onlus. Tra i risultati raggiunti dalla Onlus: più 600.000 persone coinvolte in campagne di sensibilizzazione sui tumori, 15.587 donne hanno ricevuto uno screening senologico e ginecologico gratuito, più 100 bambini colpiti dal cancro hanno beneficiato di attività di supporto psico-sociale e ludico-ricreativo. Nell’ottobre scorso il presidente dell’Uganda Yoweri Kaguta Museveni ha conferito ad Afron oncologia per l’Africa Onlus la Golden Jubilee Medal, medaglia al valore per quanti si impegnano per cause civili, per il contributo alla lotta contro il cancro nel Paese.
Fabio Caramel, 26 anni (Marcon – Ve), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per aver testimoniato in prima persona il valore e la responsabilità della scelta di donare il midollo” – Calciatore dilettante dello Spinea, squadra del veneziano. Nel febbraio 2018 ha scelto di saltare una partita importante, contro la squadra capolista del campionato dilettanti, per donare il suo midollo ad una donna malata. Presidente di una associazione filantropica Associazione Uguale con sede a Marcon che è impegnata nel crowdfunding per il sociale.
Vincenzo Castelli, 63 anni (Roma), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo quotidiano impegno nella divulgazione e promozione della cultura dell’emergenza e del primo soccorso” – Medico specializzato in allergologia, presso l’Ospedale Vannini di Roma. Padre di Giorgio Castelli, giovane calciatore stroncato da un arresto cardiaco mentre si allenava nello stadio di Tor Sapienza nel 2006. Dopo la morte del figlio ha creato, insieme alla moglie Rita e agli altri due figli Alessio e Valerio, la Fondazione di ricerca scientifica Giorgio Castelli, il cui obiettivo è contribuire alla lotta alle malattie cardio-vascolari attraverso la promozione e divulgazione della cultura dell’emergenza e del primo soccorso. A tal fine la Fondazione è impegnata nell’organizzazione di eventi mediatici e di corsi di addestramento alle tecniche di rianimazione cardio-polmonare e di utilizzo del defibrillatore semiautomatico (BLS-D). Ad oggi sono state formate gratuitamente oltre 12.000 persone che assistono i giovani nello sport, nelle scuole, negli oratori e sono stati donati 400 defibrillatori di ultima generazione. L’attività della Fondazione ha preceduto di fatto la Legge Balduzzi del 2012 sulla presenza dei defibrillatori negli impianti sportivi e sulla cultura dell’emergenza.
Vito Massimo Catania, 39 anni (Regalbuto – En) Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo generoso impegno nella sensibilizzazione sul tema delle barriere architettoniche e sociali” – È un podista tesserato con l’Atletica Regalbuto. Nel 2014 ha vinto l’Etnatrail di 64 Km; nel 2016 la Super maratona dell’Etna. Da un paio di anni ha deciso di smettere di gareggiare. Da allora mette a disposizione le sue gambe e polmoni a chi non ha la possibilità di poter correre permettendo ai disabili di vivere l’esperienza della corsa. Sensibilizza così gli sportivi e il pubblico sulla vita dei disabili, vittime delle barriere architettoniche e sociali.
Aldo Chiavari, 76 anni (Tolentino – Mc), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sensibilità e la generosità con cui ha sostenuto due dipendenti duramente provati dalla malattia e dalla successiva scomparsa della figlia” – Presidente della Dafram Spa, ditta che costruisce valvole a sfera flottante. I vertici della società si sono distinti per umanità e solidarietà nei confronti di due loro dipendenti, impiegati come operai, Amos e Giuseppina Pazzaglia che nel 2015 hanno perso la figlia Valentina a cui tre anni prima era stato diagnosticato un rabdomiosarcoma maxillo-facciale. Durante i tre anni di cure i datori di lavoro hanno sostenuto la famiglia sia moralmente che economicamente. In occasione dei numerosi spostamenti per/da il Policlinico Gemelli di Roma e l’ospedale di Padova hanno pagato le spese di viaggio, vitto e alloggio. Pur non sapendo quando sarebbero potuti rientrare in servizio, la società Dafram ha conservato il loro posto di lavoro.
Maria Rosaria Coppola, 62 anni (Napoli), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il coraggio e lo spirito di iniziativa con cui ha pubblicamente difeso un giovane straniero vittima di una aggressione razzista” – Dipendente del centro di produzione Rai di Napoli. Nel novembre 2018 mentre viaggiava su un treno della rete circumvesuviana ha difeso un ragazzo proveniente dallo Sri Lanka, vittima di una aggressione (verbale) razzista da parte di un giovane passeggero. Davanti al silenzio e all’indifferenza degli altri viaggiatori, è stata l’unica ad intervenire.L’accaduto è stato filmato con lo smartphone da un altro viaggiatore e poi postato su Facebook. È diventato virale in pochissimo tempo. Nel video si vede il giovane che inveisce contro gli immigrati, lanciando accuse.
Roberto Luigi Giuseppe Crippa, 51 anni e Luisa Fricchione, 57 anni (Tione – Tn), Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per lo straordinario esempio di generosità e solidarietà che li ha visti adottare otto giovani etiopi rimasti orfani in seguito alla guerra civile” – Genitori adottivi dell’atleta (nazionale italiana) Yemen Crippa, medaglia di bronzo nei 10mila agli Europei di atletica a Berlino (agosto 2018). Tra il 2003 e il 2008 hanno adottato, a più riprese, un gruppo di giovani etiopi (8 tra fratelli e cugini) rimasti orfani. Hanno cresciuto ed educato questi ragazzi permettendo loro di costruirsi una vita indipendente. Oltre a Yemen, 22 anni, poliziotto nelle Fiamme Oro, Mekdes ha 19 anni, fa la commessa e abita a Trento; Mulu e Gabissa, 20 e 21 anni, lavorano come camerieri in provincia di Trento; Asna, 23 anni, è parrucchiera a Milano; Neka, 24 anni, fa il cameriere a Trieste ed è l’altro atleta di casa: nel 2013 ha vinto il Mondiale juniores di corsa in montagna; Elisabet, 27 anni, è rientrata in Etiopia e lavora nella cooperazione; Kelemu, 28 anni, fa l’operaio a Tione (TN).
Irma Dall’Armellina, 93 anni (Noventa Vicentina – Vi), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’eccezionale prova di altruismo con cui ha prestato il proprio servizio in qualità di volontaria in una missione umanitaria in Kenya” – Rimasta vedova con tre figli, ha vissuto gli anni della guerra e cresciuto da sola la sua famiglia. Nel febbraio 2018, nonostante il bastone e i problemi alle gambe, è partita per il Kenya per una missione umanitaria di tre settimane in un orfanotrofio che da sempre aiuta a distanza con offerte economiche.
Mustapha El Aoudi, 40 anni (Crotone), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il coraggio e l’altruismo con cui, a proprio rischio, è intervenuto in difesa di una donna violentemente aggredita” – Cittadino marocchino, in Italia dal 1990. È un venditore ambulante. Il 4 dicembre scorso è intervenuto in difesa di Nuccia Calindro, una dottoressa dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, aggredita violentemente (e gravemente ferita) da un uomo che l’accusava della morte della madre. Grazie all’intervento di Mustapha l’aggressore è stato fermato dalla Polizia e portato in Questura.
Carmen Isabel Fernandez Reveles, 60 anni (Milano), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “In qualità di Presidente di Emdr, per l’opera di sostegno psicologico che i professionisti dell’associazione offrono, a titolo volontario, alle vittime e testimoni di eventi traumatici” –
Presidente dell’Associazione Emdr Italia che riunisce i terapeuti formati, secondo gli standard internazionali, all’applicazione dell’Eye Movement Desensitization and Reprocessing – Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari. Dal 1999 l’Associazione è diventata un riferimento per la gestione dei disturbi legati a situazioni di stress cronico e traumatico. Dal 2001 ha contribuito alla formazione di volontari e funzionari della Protezione civile e supportato Croce Rossa Italiana, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Esercito, Arma dei Carabinieri, Polizie locali. Tra le attività più significative svolte dagli psicologi volontari dell’Associazione si segnalano: interventi a favore delle popolazioni e dei soccorritori a seguito del crollo del ponte Morandi, negli eventi sismici, in occasione di disastri naturali e attentati terroristici. Tutte le attività, a carattere volontario, vengono svolte in coordinamento e a supporto delle istituzioni.
Ilaria Galbusera, 27 anni (Bergamo), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’impegno e la passione con cui fa dello sport uno strumento di conoscenza e inclusione delle diversità” – Capitano della Nazionale Femminile Volley sorde, medaglia d’argento ai Deaflynmpics 2017, Giochi dedicati agli atleti sordi. Lavora in banca e si sta laureando all’Università Cattolica di Milano. Ha una sordità congenita ereditaria ed è cresciuta fra due mondi: mamma udente e papà sordo. In occasione dei Deaflympics, fra social e siti, instagram e post su facebook cominciò a girare un video: una squadra con la maglia azzurra che “canta” l’Inno d’Italia nella lingua dei segni. Appassionata di corti visivi, ha voluto raccontare lo sport sordo attraverso «Il rumore della vittoria», documentario realizzato con Antonino Guzzardi, altro videomaker. Ne è nato un viaggio attraverso l’Italia, seguendo il percorso umano e sportivo di sei giovani atleti sordi che indossano la maglia azzurra. Attivissima nel sociale, è stata promotrice di un viaggio in Ghana per aiutare la Federazione locale sordi, che non aveva potuto partecipare alla competizione olimpica per mancanza di risorse economiche, a raccogliere fondi. L’ultima iniziativa di Ilaria si chiama «Champions’ Camp»: sono campi estivi sportivi per ragazzi sordi e udenti insieme che condividono non solo una vacanza ma un progetto educativo.
Germana Giacomelli, 71 anni (Craviana – Mn), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per aver dedicato tutta la sua vita all’accoglienza e all’inclusione di minori in condizioni di disagio e di abbandono” – Conosciuta come la “Grande Madre d’Italia” ha avuto finora 121 “figli”: 5 li ha partoriti lei, 8 li ha adottati, gli altri le sono stati affidati dai Tribunali per Minorenni di Milano, Brescia e Venezia. Il più piccolo aveva 15 giorni, il più grande oggi ha 47 anni. Da 33 anni mette a disposizione tutto il suo tempo a favore delle persone più deboli. Vive con il marito Gianpaolo Brizzolari, fornaio, nella grande casa dove accoglie tutti i ragazzi che le sono stati affidati. I bambini provengono da situazioni familiari complicate; sono figli di tossicodipendenti, di genitori che hanno subito condanne, vittime di violenze domestiche o orfani di entrambi i genitori. Per sostenere questi ragazzi Germana si fa aiutare da una psicologa, altri tre educatori ed una logopedista, tutti pagati da lei ed il marito.
Antonio La Cava, 73 anni (Matera), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’impegno profuso, nel corso della sua vita, nella promozione del valore della cultura” – Maestro in pensione. Da 18 anni ha fatto della sua vita una missione in nome della cultura: portare libri ai bambini delle scuole elementari dei paesi più piccoli e isolati della Basilicata, dove spesso non ci sono biblioteche o librerie. Lo fa con un mezzo speciale: il bibliomotocarro, un motocarro trasformato in una vera e propria biblioteca ambulante. L’idea del bibliomotocarro è nata nel 1999 per richiamare l’attenzione sulla crescente disaffezione nei confronti del libro da parte, soprattutto, delle nuove generazioni. Racconta La Cava: “Nel corso di questi anni ho percorso 170mila chilometri a bordo di questo motocarro e nonostante l’età e la scomodità del mezzo rifarei tutto da capo. Nessuno nasce lettore, sta a noi genitori, alla scuola, alla società fare dei nostri bambini, di tutti i bambini indistintamente, dei lettori perché è con la lettura che si formano gli uomini di domani ma soprattutto si trasmette ai bambini l’importanza della cittadinanza attiva”.
Roberta Leporati, 52 anni (Martina Franca – Ta), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo contributo nella formazione delle giovani generazioni e a favore della promozione della cultura” – Dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Chiarelli di Martina Franca (Taranto). In collaborazione con Katia Ricciarelli, Marco Carrozzo e il tenore Francesco Zingariello, ha dato vita ad un progetto di avvicinamento degli studenti al mondo dell’opera lirica. Il progetto pilota, che ha visto come capofila l’Istituto Chiarelli, è iniziato con un mini tour di Puglia e Basilicata, per poi proseguire in Sicilia, nelle Marche, in Emilia Romagna, in Veneto coinvolgendo amministrazioni comunali, associazioni musicali, conservatori, famiglie. L’edizione del 2019 è in programma per il 27 gennaio, Giorno della Memoria, e vedrà la messa in scena di Brundibar, originariamente rappresentata nel campo di concentramento di Theresienstadt.
Nilo Mattugini, 65 anni e Simonetta Stefanini, 60 anni (Lido di Camaiore – Lu), Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’esempio di accoglienza e disponibilità offerti in tema di tutela dell’infanzia” – Già genitori di una ragazza con disabilità, sono stati i primi a rendersi disponibili per il progetto “Nonna per amica” del Comune di Camaiore. Obiettivo dell’iniziativa è quello di creare una banca dati di over50 che possano dedicare il loro tempo a bambini e ragazzi in carico al Servizio sociale e contribuire così alla realizzazione dei progetti educativi definiti dal Servizio sociale in accordo anche con la famiglia di origine. Nilo e Simonetta si prendono cura di un bambino di 8 anni che vive a Camaiore con la sola madre dal vissuto complicato e priva di alcuna rete familiare: lo ospitano in casa nei pomeriggi e nelle sere in cui la madre lavora, lo accompagnano a praticare attività sportive, lo hanno inserito in esperienze di socializzazione. Sono diventati per il bambino una risorsa fondamentale, una famiglia.
Claudio Madau, 37 anni (Oristano), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua preziosa iniziativa a supporto della condizione dei malati durante la degenza ospedaliera” – Libraio. Ideatore di Dottor Libro, la prima rassegna letteraria pensata e organizzata negli ospedali romani di San Giovanni e San Camillo. Dal 2005 si è trasferito dalla Sardegna a Roma dove ha aperto una libreria in via dell’Amba Aradam, accanto all’ospedale San Giovanni. Dal 2016 ha cominciato ad organizzare incontri letterari per i pazienti dell’Ospedale per contribuire ad alleviare la condizione gravosa della degenza. Gli eventi si svolgono a cadenza settimanale e ogni autore ha l’occasione di parlare del suo libro confrontandosi con i pazienti.
Iacopo Melio, 26 anni (Pisa), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo appassionato contributo alla causa dell’abbattimento delle barriere architettoniche e degli stereotipi culturali” – Affetto dalla Sindrome di Escoban che lo costringe su una sedia a rotelle, studia Scienze Politiche a Firenze e lavora come freelance nel mondo del giornalismo e della comunicazione digitale. Si occupa di sensibilizzazione e divulgazione come attivista per i diritti umani e civili. Nel gennaio 2015 ha fondato la Onlus “#vorreiprendereiltreno”, con l’obiettivo di portare avanti progetti inerenti alla disabilità. Si occupa dell’abbattimento di tutte le barriere, non solo architettoniche, soprattutto culturali. Vede la comunicazione come uno strumento sociale per dare voce a chi ha subito “la violenza del non ascolto”.
Gira l’Italia, fisicamente e virtualmente, come relatore in conferenze, eventi, lezioni o incontri nelle scuole. Nel marzo 2018 ha pubblicato per Mondadori il libro “Faccio salti altissimi”.
Davide Monticolo, 45 anni (Trieste), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua generosa attività di sensibilizzazione e di sostegno a favore di persone con disabilità” – Ex cestista, Presidente di “Un Canestro per te Onlus”, fondata nel 2016 allo scopo di aiutare l’amico atleta Dario che, in seguito a un incidente aveva perso l’uso delle gambe e aveva la necessità di intraprendere un nuovo percorso di vita. L’Associazione, attraverso una squadra di pallacanestro, ha di fatto reso “operativo” un gruppo di amici per fornire un aiuto sia concreto che morale a Dario e a chi, come lui, potesse averne bisogno. Oltre a casi personali “Un Canestro per te” ha anche aiutato l’associazione Brainpowers che sostiene lo sport per disabili.
L’associazione è sostenuta, come testimonial, da grandi nomi della pallacanestro nazionale.
Roberto Morgantini, 71 anni (Bologna), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo prezioso contributo alla promozione di una società solidale e inclusiva” – Vicepresidente di “Piazza Grande”, associazione impegnata nella lotta all’emarginazione sociale, e anima storica dell’ufficio stranieri della Cgil. Nel 2015, in occasione del suo matrimonio, chiese agli amici, come regalo, una donazione per raccogliere fondi volti ad avviare una iniziativa alla quale pensava da molto tempo. Il suo sogno era quello di creare “una comunità” intorno ad una tavola: ha dato vita alle Cucine Popolari. Per ora le cucine sono tre, in zone diverse della città: ci lavorano 100 volontari, preparano 2800 pasti al mese. Gli ospiti sono quelli indicati e mandati dai servizi sociali comunali e dalle parrocchie, o semplicemente curiosi, o che vengono a trovare un amico. Spiega Morgantini che non si tratta di una iniziativa di carità ma di solidarietà, che mira a far crescere in città un sentimento diffuso: la carità è un gesto, la solidarietà un processo, un percorso. L’impresa non ha alcun finanziamento pubblico ma si avvale di una vasta rete di sostenitori, cooperative, aziende alimentari, organizzazioni e associazioni varie.
Riccardo Muci, 31 anni (Copertino – Le), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il coraggio e l’altruismo con cui, senza esitazione, si è adoperato per prestare soccorso in occasione dell’incidente del 6 agosto sul raccordo autostradale di Casalecchio” – Agente in servizio presso la Questura di Bologna. È rimasto ferito nell’incidente del 6 agosto sul raccordo autostradale di Casalecchio di Reno dove la collisione tra mezzi pesanti ha provocato l’esplosione di una autocisterna che trasportava GPL uccidendo una persona e ferendone 140. L’Agente Muci, che stava svolgendo attività di controllo del territorio come Capo pattuglia, raggiunto il luogo dell’incidente, rendendosi conto dei rischi per l’incolumità pubblica, si adoperava per mettere in sicurezza l’area al di sotto del cavalcavia. Percorreva l’area interessata intimando ai presenti di allontanarsi con rapidità. Durante queste operazioni è stato travolto dall’esplosione e sbalzato per diversi metri procurandosi ustioni di II e III grado. Nonostante le gravi lesioni riportate, continuava a prestare soccorso. All’ospedale Bufalini di Cesena è stato sottoposto a intervento chirurgico a entrambe le braccia.
Marco Omizzolo, 43 anni (Sabaudia – Lt), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sua coraggiosa opera in difesa della legalità attraverso il contrasto al fenomeno del caporalato” – Sociologo, legale rappresentante dell’associazione di promozione sociale Tempi moderni e consigliere della cooperativa sociale In Migrazione che svolge servizi di mediazione culturale e assistenza ai migranti. Ha più volte denunciato, anche con dettagliati dossier, il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento degli stranieri nei campi. Segue da anni il fenomeno dei braccianti nell’Agro Pontino: ha descritto la rete dei caporali, raccontato le condizioni di vita, i problemi di salute e lo stato delle abitazioni di questi lavoratori. Da quando ha cominciato ad impegnarsi sulla questione, riceve avvertimenti e minacce di morte.
Marco Ranieri, 38 anni (Bari), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’appassionato impegno nel recupero e redistribuzione degli alimenti e nella promozione dell’educazione contro lo spreco” – È il rappresentante legale dell’associazione Farina 080, fondata con tre amici (Antonio Scotti, Marco Costantino e Antonio Spera) e volta a contribuire a ridurre lo spreco alimentare attraverso una serie di strumenti tra i quali il food sharing ossia lo scambio di cibo tra gli utenti di una comunità registrata sulla piattaforma Avanzi popolo 2.0. Da questa idea di scambio tra privati si è passati al concetto di recuperare e ridistribuire quantità di alimenti provenienti da imprese o eventi che ne hanno in eccedenza. In particolare, su Bari è stata avviata una collaborazione con tre pizzerie: volontari dell’associazione consegnano i prodotti in eccedenza alle suore di madre Teresa di Calcutta per la mensa o alle Caritas parrocchiali. Volontari dell’associazione sono operativi nell’intera provincia. Nel 2017 sono state recuperate le eccedenze di banchetti matrimoniali e convegni, sono entrate nella rete 43 imprese di produzione, distribuzione e ristorazione che hanno donato i prodotti avanzati. Sono stati recuperati quasi 7mila kg di cibo. L’obiettivo del progetto include anche l’educazione contro lo spreco.
Roxana Roman, 34 anni (Roma), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo contributo nell’affermazione del valore della legalità” – Di cittadinanza rumena. È proprietaria del bar “Roman Roxana”, nel quartiere Romanina dove, il giorno di Pasqua 2018, due appartenenti al clan dei Casamonica hanno aggredito il marito Marian Roman e una cliente disabile. Gli stessi aggressori, hanno rivolto ai presenti espressioni intimidatorie per dissuaderli ad allertare le forze dell’ordine, distrutto gli arredi del locale e costretto a tenere chiusa l’attività commerciale per due giorni a causa delle continue minacce. In seguito alla denuncia da parte dei coniugi Roman, un congiunto degli aggressori si è recato presso il bar intimando il ritiro della denuncia nei confronti dei due nipoti che, a maggio, sono stati arrestati.
Ha dichiarato Roxana: “La mia denuncia è stato un gesto normale. Nel quartiere la paura c’ è sempre, è lo strumento dei Casamonica per avere più potere. Ogni tanto un cliente mi dice sottovoce che ho fatto bene a denunciarli, qualcun altro mi racconta di essere stato una loro vittima: c’è tanta gente per bene che vuole cambiare ma serve una nuova mentalità che parta da tutti noi”.
Massimiliano Sechi, 32 anni (Sassari), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo encomiabile esempio di reazione alle avversità, spirito costruttivo e impegno sociale” – Affetto da una focomelia che lo ha costretto sulla sedia a rotelle. Deve affrontare da subito il pietismo delle persone e il bullismo. Un lungo periodo di depressione lo porta a buttarsi nei videogiochi, grazie ai quali diventa popolare (è campione dei Gec – Giochi elettronici competitivi). Si rende conto di avere una grande responsabilità nei confronti delle migliaia di persone che lo seguono: decide quindi di reagire dando un nuovo senso alle sofferenze. Nel 2015 fonda l’Associazione Massimiliano Sechi definendola la sua “risposta alla disabilità”. L’iniziativa dell’Associazione nasce dalla consapevolezza delle difficoltà che un disabile, la sua famiglia e l’ambiente che lo circonda debbano affrontare, sopportare e superare per avere una vita dignitosa. È promotore del progetto “No Excuse”, con cui intende “invitare tutte le persone a non avere scuse e ad impegnarsi nella società”. In pochi anni viene contattato da alcune delle più importanti aziende italiane ed internazionali come Coach e Consulente dei top Manager con l’obiettivo di far capire cosa voglia dire NIENTE SCUSE.
Rebecca Jean Spitzmiller, 62 anni (Roma), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo coinvolgente impegno nella lotta contro il degrado urbano e nella difesa dei beni comuni” – Ricercatore presso l’Università degli Studi Roma Tre dove insegna Diritto comparato e internazionale. Ha iniziato la carriera come insegnante d’arte negli Stati Uniti. È impegnata nella lotta contro il degrado, nella valorizzazione dei beni comuni e nella diffusione del senso civico sul territorio di Roma Capitale. Nel 2009, stanca delle scritte e tag che imbrattavano la zona in cui vive (Viale Eritrea), ha cominciato a pulire le strade con alcuni solventi. In pochi mesi centinaia di cittadini si sono uniti. Nell’ottobre 2014 ha fondato Retake Roma, una Organizzazione di Volontariato necessaria per creare un rapporto con gli enti, dare risalto e credibilità alle attività, gestire le donazioni (vernici, gel, ecc.) di privati, aziende e multinazionali.
Rosella Tonti, 51 anni (Norcia), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la professionalità e l’umanità con cui si è spesa per garantire il regolare svolgimento dell’attività scolastica e la coesione della comunità locale a seguito del sisma del 2016” – Dirigente scolastica degli istituti omnicomprensivi di Norcia e Cascia. In occasione del terremoto dell’ottobre 2016 è stata in prima linea per garantire le attività scolastiche e il sostegno alla comunità duramente colpita.
Igor Trocchia, 46 anni (Bergamo), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo esempio e la sua determinazione nel rifiuto e contrasto a manifestazioni di carattere razzista” – Ex calciatore, è venditore di generi alimentari e allenatore del Pontisola, squadra di calcio giovanile della provincia di Bergamo. Il 1° maggio 2018, a Ponte San Pietro (BG) in occasione di un torneo della categoria esordienti, durante la partita Rozzano-Pontisola, un calciatore del Rozzano offende, con insulti razzisti, il centravanti del Pontisola, mediano tredicenne, di cittadinanza italiana, figlio di genitori del Burkina Faso. A fine partita Trocchia si accorge che il suo giocatore rifiuta di dare la mano all’avversario e chiede spiegazioni. Quando i calciatori del Pontisola raccontano al mister l’episodio, Trocchia decide di dare subito un segnale forte: «Giochino gli altri, noi ce ne andiamo». Ha commentato Trocchia: “nessuna coppa e nessun torneo valgono la dignità di un ragazzino”. La squadra viene ritirata nonostante stesse vincendo il torneo, la scelta è condivisa da tutti: dai calciatori alla dirigenza.
Suor Elvira Tutolo, 69 anni (Termoli – Cb), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo impegno in ambito internazionale nella difesa e recupero dei bambini e ragazzi di strada” – Missionaria delle Suore della Carità di S. Giovanna Antida Thouret. Dopo aver svolto servizio in Italia per il recupero dei giovani dalle tossicodipendenze, da più di 25 anni è missionaria in Africa. Dal 2001 opera a Berberati (Repubblica Centrafricana) dove si dedica ai bambini e ragazzi di strada: orfani o allontanati dalle famiglie perché ritenuti portatori di maledizioni o ragazzi soldati salvati dalla schiavitù delle bande armate. In particolare, Suor Elvira, attraverso la sua Ong Kizito, ha avviato un centro culturale per insegnare a questi bambini a leggere e scrivere e parallelamente ha iniziato un progetto di formazione umana e spirituale ad alcune giovani coppie affinché possano accogliere nella loro famiglia uno o due di questi ragazzi. Dal 2017 è residente nella Repubblica Centrafricana presso la Mission Catholique Sacre Coeur.
Annalisa Ubertoni, 56 anni (Treia – Mc), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’esemplare contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione” – Coordinatrice del Centro di studi e servizi per la famiglia dell’associazione La Goccia onlus. Responsabile del gruppo marchigiano di Refugees Welcome Italia, organizzazione impegnata nella promozione di una politica dell’inclusione sociale che passa attraverso una accoglienza domestica dei migranti. Assieme alla sua famiglia ha accolto in casa Mohammad Toure, di 32 anni, rifugiato dalla Costa d’Avorio. Commenta Annalisa: “L’ospitalità domestica, la convivenza permettono un accompagnamento e una crescita reciproca, aiutano ad essere partecipi di una comunità attiva, costruiscono nuove relazioni umane, sociali e lavorative. Siamo famiglie consapevoli che chi si prende cura dell’altro si prende cura di sé. Sta a noi realizzare la capacità di condividere le diversità nella eguaglianza creando una sinergia sociale rigeneratrice per una Italia migliore e possibile”.
Carlo Vettorato, 71 anni (Aosta), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo prezioso contributo nella ideazione e realizzazione dell’attività di elisoccorso in Valle d’Aosta e nella sensibilizzazione sul tema della sicurezza in montagna” – È una colonna della Protezione Civile in Valle d’Aosta, a lui si deve la nascita del moderno Servizio di Elisoccorso della Regione. Nel 1972, in qualità di medico anestetista e rianimatore in servizio presso l’ospedale Parini di Aosta, ha cominciato le attività di elisoccorso operando con la Smalp (Scuola Militare Alpina) e il Ral (Reparto Aviazione Leggera dell’Esercito). Il 1° dicembre 1984, anche grazie all’arrivo del dott. Alessandro Bosco, il servizio diviene permanente (365 giorni all’anno). Già responsabile del “118 valdostano”, ha anche ideato e sviluppato iniziative quali l’attuale Centro di medicina di montagna, volto a fornire servizi ai frequentatori e ai professionisti della montagna.
Don Eugenio Renzo Zocca, 75 anni (Settimo di Pescantina – Vr), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la dedizione e il quotidiano impegno a favore di anziani in condizioni di disagio economico e sociale” – Ordinato prete nel 1967. Nel 1980 nella periferia ovest di Verona denominata “Saval”, ha dato vita a una parrocchia, Santa Maria Maddalena, che è diventata il fulcro delle attività di un quartiere in cui non c’era nulla se non il capolinea dell’autobus ed una scuola elementare, sotto il cui portico, si celebrava la messa. Ha fondato l’associazione L’Ancora impegnata a Settimo (VR) con L’oasi di Gina e Enrico, struttura di accoglienza inaugurata nel 2011, che offre ospitalità ad anziani in condizione di disagio economico e sociale. L’idea alla base della casa-famiglia “è quella della corte contadina, di una comunità solidale”. Il Centro si avvale di molti giovani volontari e in generale della partecipazione della comunità locale. Nello scorso novembre è andato in pensione e si è ritirato a Casa Adele, ultima struttura dell’associazione L’Ancora, dedicata all’accoglienza.

https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-12-29/mattarella-premia-33-cittadini-eroi-repubblica–195659.shtml?uuid=AEJYGy6G

Dicembre 31, 2018Permalink

27 dicembre 2018 – Un bambino muore solo. Ha fatto paura al presidente degli USA

Ho tirato fuori il Presepio
Ho rimosso Ebrei, Arabi e stranieri
Sono rimasta con un asino
e una manciata di pecore.
[Nota 1]

 

 

Usa, bimbo di 8 anni muore in un centro per l’immigrazione al confine col Messico       [Nota 2]

Ignote le cause del decesso del bambino proveniente dal Guatemala, il secondo morto sotto custodia americana nel giro di un mese di Redazione Online
Morto in un centro per l’immigrazione la Vigilia di Natale al confine con il Messico.
Aveva la febbre, questo si sa, ma ignote ancora sono le cause della morte di un bambino di otto anni, un piccolo migrante proveniente dal Guatemala che era stato preso in custodia dalle autorità americane.
Ed è la seconda morte nel giro di un mese: l’8 dicembre si era spenta per disidratazione e fame una bambina, sempre del Guatemala, di sette anni, Jakelin Caal.

Pro memoria

I bambini ‘sotto custodia americana’ furono strappati ai loro genitori arrestati
(e imprigionati) per aver varcato illegalmente con i loro figli la frontiera che separa gli USA dal Messico.
Così un piccolo bambino è stato condannato a morire solo mentre i suoi genitori si trovavano in carcere.
“ Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Il grido di Cristo in croce gli appartiene di diritto se a Dio mio sostituiamo ‘papà”.
Chi in un simile momento potrebbe spiegare a un piccolo sofferente fino alla morte che il suo papà non l’ha abbandonato ma che è stato rapito un tizio di nome Trump?
La registrazione dei pianti dei bambini, strappati ai genitori, si può ascoltare inserendo in un motore di ricerca il link in nota
(TG 2000)                      [Nota 3]
In Italia credo non ci sia consentito rifugiarci nella condanna a Trump (la sua decisione di sottrarre i bambini ai genitori risulterebbe riconducibile a un’iniziativa personale) dimenticando che in Italia abbiamo costruito con legge  una analoga possibilità.

Il diritto ad avere dei diritti.

La legge 94/2009, condannando nati in Italia a non avere un certificato di nascita e quindi a non avere identità, nome, famiglia, li colloca in un limbo di inesistenza dove ogni p0ssibilità di avere dei diritti è loro negata.
Non ci è concesso rifugiarci dietro alla convinzione – diffusa probabilmente per creare paura di questa minaccia insostenibile – che quei bambini avrebbero automaticamente la cittadinanza italiana: non è così.
Sul loro certificato di nascita sarebbe registrata la cittadinanza dei genitori. [Nota 4]
Queste piccole persone così minacciose non ci vengono imposte come concittadini.
Ci viene imposta la violenza che loro facciamo negando il certificato di nascita, una misura condivisa anche da rispettabili persone e associazioni pur queste rispettabili.
Molti si riconoscono nel diritto a donare ma non vogliono impegnarsi per il diritto ad esistere legalmente di chi il dono riceve, quando tale diritto sia negato per legge.
E’ comprensibile: questi piccoli e i loro terrorizzati genitori non costituirebbero massa di consenso elettorale né sono capaci di garantire pubblico onore a chi per propria solidale ‘bontà’ è notoriamente capace di benefiche azioni positive anche reali.

Però i bambini invisibili per democratica volontà espressa nelle istituzioni comunque esistono (siano figli di migranti irregolari o di coppie riconosciute nelle Unioni Civili con il riconoscimento di diritti che non si estendono ai figli – un esempio soltanto: l’adozione del figlio del partner nota come stepchild adoption. Ricordo ancora gli interventi volgari di chi in Parlamento riuscì a bloccare questa norma necessaria e rispettosa di persone che da sé non possono tutelarsi).

Che ci siano bambini nascosti ce lo ricorda il Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1):
«Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante.
Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».

E infine non vanno dimenticate le navi che percorrono il Mediterraneo per soccorrere chi fugge come può e con una precarietà di mezzi la cui scarsa affidabilità è pur sempre meno rischiosa della permanenza del paese da cui provengono.
C’è chi si adopera perché dondolino affollate e al freddo. Il mangiatore di nutella non è solo: è uno fra parecchi irresponsabili della chiusura di approdi sicuri, ma è uno che conta

Nessuno lascia la propria casa
a meno che casa sua non siano le mandibole di uno squalo
verso il confine ci corri solo
quando vedi tutta la città correre
i tuoi vicini che corrono più veloci di te
il fiato insanguinato nelle loro gola
(Warsan Shire)

[Nota 1] Ringrazio l’amica Alessandra Missana che mi ha regalato l’immagine – da lei stessa pubblicata su facebook.

[Nota 2] https://www.corriere.it/esteri/18_dicembre_25/usa-bimbo-8-anni-muore-un-centro-l-immigrazione-confine-col-messico-e9d57040-0874-11e9-9efd-ce3c5bf3dd59.shtml

[Nota 3] https://www.youtube.com/watch?v=y05743HMrWM
La registrazione dei pianti dei bambini, strappati ai genitori, si può ascoltare inserendo in un motore di ricerca il link che precede (TG 2000)

[Nota 4] Disposizioni in materia di sicurezza pubblica (nota come pacchetto sicurezza)  Legge 94/2009 art. 1 comma 22 lettera g
Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” ( art. 6/2)

Dicembre 27, 2018Permalink