10 febbraio 2020 – Succede a San Daniele del Friuli.

Un “eppure” di Giampaolo Carbonetto
http://carbonetto-udine.blogautore.repubblica.it/2020/02/10/quei-monconi-di-svastica/

Trascrivo volentieri:

Quei monconi di svastica
A San Daniele hanno appiccicato un cuore di carta di colore rosso fuoco sopra una svastica nera tracciata con un pennarello grosso sul muro esterno della casa in cui ha abitato da bambina Arianna Szörenyi, deportata a undici anni nei Lager nazisti e poi fortunatamente tornata in Italia con la sorella – due vive su nove deportati della famiglia – a raccontare a tutti l’irracontabile orrore della Shoah. Poche ore dopo il comune di San Daniele ha deciso di cancellare tutto, togliendo il cuore e ridipingendo il muro di bianco.
È una storia emblematica di come le simbologie possano essere importanti, ma possano anche rivelarsi fuorvianti se si va di fretta, se non le si analizza con la dovuta attenzione. Un cuore posto sopra una svastica, per esempio, è un simbolo bellissimo, ma anche pericolosissimo. Bellissimo perché vuole affermare che il bene prevale sul male e che può farlo senza abbassarsi al livello di chi il male lo pratica con convinzione. Pericolosissimo, in quanto, oltre a farci illudere che inevitabilmente l’amore sia destinato a vincerla sull’odio, ci fa commuovere e il velo di graditissime lacrime che ci inumidiscono il ciglio ci rende un po’ più arduo vedere che la realtà è ben diversa dall’illusione.
Non so se quella di sovrastare la svastica con un cuore sia stata una scelta ragionata, oltre che assolutamente benemerita, ma la decisione di non coprire completamente l’orrendo simbolo del nazismo e di lasciarne apparire ancora i quattro monconi, ha anch’essa un alto significato simbolico perché ci ricorda che i buoni sentimenti sono fondamentali e sono alla base di tutto, ma anche che da soli non possono bastare: per cancellare anche quei monconi occorrono ancora molte altre cose: cultura, solidarietà sociale, apparati legislativi e volontà di metterli in pratica.
Quando il padri costituenti, hanno scritto la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione – «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista» – non pensavano certamente che sarebbe venuto al mondo un idiota che pensasse di poter fondare letteralmente un nuovo Partito nazionale fascista: ovviamente pensavano, con quel «sotto qualsiasi forma», a ogni possibile azione volta a porre le basi per la rinascita di un’organizzazione politica che, pur sotto nome diverso, avesse le stesse basi autoritarie, antidemocratiche e discriminatorie che hanno dominato l’Italia per un orribile ventennio. E oggi ci appare un po’ strano leggere di sentenze nelle quali si stabilisce che il saluto romano è legittimo, che è lecito festeggiare con canti, labari e lugubri cortei il compleanno di Mussolini, mentre sventolano bandiere della Repubblica sociale italiana, quella nazista ancor più che fascista. E anche vedere che alle elezioni si presentano partiti ben attenti a non usare la parola “fascio” o derivati nel proprio nome, ma esplicitamente orgogliosi di proclamarsi eredi di una dittatura schifosa. E constatare che ci sono altri partiti che, se conviene, a questi si alleano.

Anche per questo avrei preferito che quel cuore che vuole cancellare la svastica fosse rimasto visibile un po’ più a lungo. Molte volte – e spero che questa non si aggiunga a tante altre – cancellare è sinonimo di dimenticare. E dimenticare non soltanto non si deve, ma davvero non si può. Perché il fascismo è stato le leggi razziste del ’38, presupposto alla deportazione nei campi di sterminio di uomini e donne, bambini e anziani; è stato le spedizioni di aggressione coloniale con il primato mondiale del primo uso di gas venefici in guerra; l’ingresso in guerra a fianco dell’orrore nazista; l’uccisione di Matteotti, dei fratelli Rosselli, di Amendola e di tanti dissidenti; l’invio al confino di molti che si opponevano perché si rifiutavano di smettere di pensare; è stato la soppressione della libertà di stampa, l’eliminazione della maggior parte dei diritti civili, la dissuasione violenta nei confronti del libero pensiero. Perché il fascismo è stata la negazione dell’umanità mentre la Resistenza, di quella stessa umanità, è stata la più alta affermazione laica.
Si avvicina il 25 aprile ed è il caso di ricordare ancora una volta, proprio sotto la spinta dei vigliacchi di San Daniele, che la Liberazione non è mai stata, né mai sarà una festa “di” tutti perché non tutti hanno accettato quella che è stata una lotta “per” tutti. Si dirà che in quel giorno bisogna cercare la riconciliazione nazionale. D’accordo! Ma una volontà di pacificazione non può vivere sulla mascalzonaggine; può smussare certi spigoli, ma non può colmare abissi.
Già si sentono le voci che diranno che in quel giorno non bisogna fare politica. Ma essere antifascisti è fare politica; credere nella democrazia è fare politica; non mediare su certi principi è fare politica; ricordare che l’articolo 1 della Costituzione nata dalla Resistenza pone il lavoro a fondamento di tutto è fare politica; ribadire che la preminenza spetta sempre ai bisogni degli uomini e non a quelli dei bilanci è fare politica; celebrare il 25 aprile con i ragazzi, affinché tutte le generazioni siano consapevoli della nostra storia e diventino, prima che sia troppo tardi, sensibili e attente a ogni pur minimo, ma progressivo degrado etico e democratico è fare politica; perché dire che l’indifferenza e il non prendere posizione, sono già complicità è fare politica.
E si dirà anche che fischiare chi tenta di sminuire il valore della Resistenza sarebbe un’inopportuna maleducazione istituzionale. Vero! Ma un’istituzione è ancora tale se fa di tutto per non esserlo?
           Anche un fischio può essere politica se prefigura la ricerca del bene della polis.

Ebrei perseguitati a San Daniele                                                      novembre99
Allego anche la foto di un mio vecchio articolo (novembre99) pubblicato .. nell’altro secolo dal mensile Confronti

 

10 Febbraio, 2020Permalink

7 febbraio 2020 – NASCITE INVISIBILI per legge

Nascite Invisibili,  resistenti nonostante l’UNICEF
(Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia)

Il rapporto “Birth Registration for Every Child by 2030: Are we on track?”
(Registrare alla nascita ogni bambino entro il 2030: siamo sulla strada giusta?)
analizza i dati di 174 Stati e mostra che a livello globale, negli ultimi dieci anni,
la percentuale di bambini sotto i 5 anni regolarmente registrati all’anagrafe nazionale
è aumentata di circa del 20% passando dal 63% al 75%.

«Abbiamo fatto molti progressi, ma ancora troppi bambini non vengono registrati»
ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore esecutivo dell’UNICEF.

«Un bambino non registrato alla nascita è invisibile:
non esiste per il governo o per la legge.
Senza prove che ne attestino l’identità, i bambini restano
spesso esclusi dall’accesso all’istruzione, alle cure mediche
o da altri servizi di prima necessità,
e sono più vulnerabili allo sfruttamento e agli abusi.»

Nel mese di settembre 2015 i governi dei 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto

«l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,
un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità».

Questo programma si struttura per obiettivi.
L’obiettivo 16 propone di
«Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile ,
garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci,
responsabili ed inclusive a tutti i livelli».

E, più specificatamente , il punto 9 recita
«Entro il 2030, fornire identità giuridica per tutti ,
inclusa la registrazione delle nascite».

Tutto chiaro? E in Italia siamo tranquilli ?   Purtroppo no

Italia controcorrente

Per rendersene conto è bene leggere la nota agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
che rimanda alle Raccomandazioni avanzate all’Italia dal Comitato ONU
sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a febbraio 2019 e anche qui
proviamo a scegliere un punto specifico di particolare interesse
perché la legislazione italiana si oppone all’obiettivo 16.9 delle NU,
seguendo un percorso inverso almeno per una determinata categoria di persone
.
Leggiamo infatti nel 10mo Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio
della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (nota al cap.3.1):

«Si evidenzia come i nati in Italia da genitori senza permesso di soggiorno
potrebbero essere a rischio di mancata registrazione (cosiddette nascite invisibili)
a causa della legge 94/2009, che ha introdotto il reato di ingresso e soggiorno irregolare
e successivo obbligo di denuncia per i pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio.
Nonostante la circolare esplicativa n.19/2009 del Ministero dell’Interno,
nonché la successiva legge 67/2014 che ha di fatto depenalizzato
il reato di ingresso e soggiorno irregolare autorizzando il Governo
a convertire la fattispecie in una sanzione amministrativa,
la Legge 94/2009 continua ad essere in vigore e potrebbe indurre in errore genitori
in posizione irregolare, portandoli a non provvedere alla registrazione alla nascita
dei figli per paura di essere identificati».

Un nodo gordiano.
A questo punto è chiaro che se un genitore non denuncia un figlio nato in Italia manca
al suo dovere ed è suscettibile di sanzione se lo denuncia rischia una sanzione
e in ogni caso la piccola spia, ignara ma efficace, vede violato il suo diritto fondamentale
che il Codice Civile, all’art. 1, così chiarisce
“la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita”.
E’ ben vero che di recente una circolare del Ministero dell’Interno ha affermato che
«per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita …
non devono essere esibiti documenti di soggiorno, trattandosi di dichiarazioni rese,
anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza della situazione di fatto»
.

E fermo restando che è necessario dare una informazione corretta, con attenzione particolare
ai soggetti minacciati, la direttiva precisa che
«alla corretta applicazione della direttiva appena enunciata
esercitano i loro poteri di vigilanza i Prefetti,
dal momento che gli ufficiali di stato civile sono tenuti ad uniformarsi alle istruzioni
che vengono formulate a livello centrale dal ministero dell’Interno».

Svelando odio e indifferenza. Ripensare con la senatrice Segre
Solo una politica mirata a costruire il disprezzo per ‘l’altro’ , se non l’odio,
può aver garantito il permanere di una norma mostruosa
come quella che inutilmente da dieci anni minaccia.
E non minaccia solo chi è nato da genitori che la legge italiana
vuole siano “sbagliati” ma ci minaccia tutti perché apre una crepa
che diventerà voragine nella trasformazione dei diritti umani in privilegi per categorie esclusive
..
Dice la ministra Lamorgese associandosi a parole della senatrice Segre che l’odio
«è un’emergenza culturale e civile. Nell’odio in cui siamo immersi c’è spesso assenza totale di pensiero. Inconsapevolezza di quali ferite si aprano nel ridare corpo a certi fantasmi.
Io a questo fallimento non voglio rassegnarmi e penso non sia giusto rassegnarsi».
Non è giusto ma molti ci riescono.

7 Febbraio, 2020Permalink

3 febbraio 2020 – Una notizia che avrà un seguito degno, spero

Le ricercatrici e i ricercatori dell’istituto Spallanzani di Roma hanno isolato il virus del coronavirus:
“Aver isolato il virus – spiegano dallo Spallanzani – significa avere molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione. Sarà condiviso con tutta la comunità internazionale. Ora sarà più facile trattarlo”.
Ci tornerò su ma ora voglio sottolineare la decisione generosa, consapevole e responsabile:
                          Sarà condiviso con tutta la comunità internazionale.

3 Febbraio, 2020Permalink

1 febbraio 2020 Calendario di febbraio

.1 febbraio 1876 – Massacro di Wounded Knee. Gli USA dichiararono guerra agli Sioux.
.1 febbraio 1945 – Decreto Legislativo Luogotenenziale 1 febbraio 1945, n. 23 –
…………………….               ….Riconosciuto il diritto di voto alle donne.
.1 febbraio 1979 – L’ayatollah Khomeini torna in Iran dopo l’esilio.
.2 febbraio 2017 – Muore Predrag Matvejevic
.2 febbraio 2020  – E’ stato isolato il virus del Corona Virus
.3 febbraio 1985 – Sudafrica. Desmond Tutu è il primo vescovo anglicano nero.
.3 febbraio 1998 – Strage del Cermis
.3 febbraio 2016 – Ritrovamento della salma di Giulio Regeni
.4 febbraio 1913 – Nasce Rosa Parks
.4 febbraio 1945 – Si apre a Yalta la Conferenza tra Roosvelt, Churchill e Stalin
.4 febbraio 1906 – Nasce Dietrich Bonhoeffer
.4 febbraio 2019 – Viaggio del papa ad Abu Dhabi
.5 febbraio 62 –       Terremoto di Pompei
.5 febbraio 1848 – Processo a Marx ed Engels per attività sovversiva
.6 febbraio 1992 – Muore David Maria Turoldo
.6 febbraio – Giornata mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili
.7 febbraio 1986 – Il dittatore Marcos fugge dalla Filippine, Duvalier da Haiti
10 febbraio –           “Giorno del ricordo” – vittime delle foibe (legge 92/2004)
10 febbraio 1990 – Sud Africa: De Klerk annuncia la liberazione di Mandela
11 febbraio 1929 – Firma dei Patti Lateranensi
11 febbraio 2011 – Egitto, dimissioni di Mubarak
12 febbraio 1938 – Anschluss, le truppe tedesche entrano in Austria
12 febbraio 2020 –  Il senato accoglie la richiesta di rinvio dell’ex ministro Salvini al tribunale
ordinario per l’accusa di sequestro di persona sulla nave Gregoretti
15 febbraio 1945 – Aerei USA bombardano Dresda
15 febbraio 1967 – Uccisione Camillo Torres
17 febbraio 1600 – Roma – Rogo di Giordano Bruno, condannato per eresia
17 febbraio 1848 – Lettere Patenti, decreto con cui il re Carlo Alberto,
…………………………….concedeva i diritti civili ai valdesi  e, successivamente, agli ebrei.
18 febbraio 1564 – Morte di Michelangelo
18 febbraio 1943 – Monaco – arresto fratelli Scholl e altri membri della Rosa Bianca
18 febbraio 1984 – Firma del Nuovo Concordato fra Italia e Santa Sede
18 febbraio 2018 – Muore Giacometta Limentani
19 febbraio 1937 – Strage italiana in Etiopia – Giorno dei martiri etiopici *
……………………………… (Nota e link in calce)
19 febbraio 2016 – Morte di Umberto Eco
20 febbraio 1958 – Approvazione della legge Merlin
20 febbraio 2016 – Muore Fernando Cardenal
21 febbraio 2015 – Caduta governo Letta
21 febbraio 1965 – A New York viene ucciso Malcom X
22 febbraio 1943 – Esecuzione capitale dei membri della ‘rosa bianca’
23 febbraio 1903 – Cuba affitta ‘in perpetuo’ agli USA la baia di Guantanamo
24 febbraio 1990 – Morte di Sandro Pertini
25 febbraio 2014 – Fiducia al governo Renzi – Ieri al senato oggi alla camera
……………………………..finirà il 12 dicembre 2016
25 febbraio 2018 – Chiusura Santo Sepolcro
26 febbraio 1991 – Si scioglie il patto di Varsavia
27 febbraio 1933 – Incendio del Reichstag
28 febbraio 1986 – Assassinio del primo ministro svedese Olaf Palme
28 febbraio 2013 – Abdicazione papa Benedetto XVI
28 febbraio 2018 – Riapertura Santo Sepolcro

* NOTA:
A seguito di un attentato al maresciallo Graziani le truppe italiane in Etiopia perpetrarono una delle tante stragi che caratterizzarono quella occupazione. Per qualche informazione:

http://anpi.it/media/uploads/patria/2006/6/09-13_DE_PAOLIS.pdf

2 Febbraio, 2020Permalink

30 gennaio 2020 – L’INDIFFERENZA CUSTODE DEL PREGIUDIZIO CHE GENERA ODIO

Posso trascrivere solo la breve ma significativa presentazione dell’articolo che segue perché al testo completo del dibattito è possibile arrivare solo con l’ascolto, un ascolto lungo (più di un’ora) ma molto importante e sarebbe cosa bella se qualcuno fosse così abile da trascriverl0 (link in calce)
Aiuta anche nella revisione di concetti che ancora ci vengono proposti come certezze e ci impediscono di leggere la storia senza pregiudizi che proteggono chi pur si esercitò nelle radici della violenza senza ammetterlo.

20 gennaio 2020   –  DALL’ANTIGIUDAISMO ALL’ANTISEMITISMO

La Giornata della Memoria celebra ogni anno il ricordo del 27 gennaio 1945, data in cui l’Armata Rossa entrò nel campo di concentramento di Auschwitz (Polonia).
In questo giorno speciale la Scuola della Cattedrale presieduta da Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, propone una profonda riflessione su argomenti di fortissima attualità prendendo spunto dalla pubblicazione del volume Bibbia e antisemitismo teologico (Paideia, 2020).
Quando iniziò a elaborare la sua strategia per la conquista del potere, Adolf Hitler sapeva che il suo programma antisemita aveva bisogno di ottenere l’appoggio della teologia e della chiesa. Nel gennaio del 1933 Hitler divenne nuovo cancelliere del Reich.
Pochi mesi più tardi, Gerhard Kittel, stimato professore di Nuovo Testamento all’università di Tübingen ed esperto internazionale di ebraismo, pubblicò Die Judenfrage (La questione ebraica): in quest’opera, fondandosi sulla sua esegesi neotestamentaria, proponeva un regime di apartheid per gli ebrei tedeschi.
Anche Walter Grundmann, figura chiave del movimento Deutsche Christen (Cristiani tedeschi), utilizzò le sue competenze esegetiche per costruire un’immagine de-giudaizzata e ariana di Gesù nella sua opera Wer ist Jesus von Nazareth? (Chi è Gesù di Nazaret?), 1940.
Negli anni trenta e quaranta altri esegeti più moderati presero posizione su ebrei, ebraismo e antisemitismo.
Le loro opere sono esempi di come la chiesa e la teologia si siano occupate di ebrei ed ebraismo nella situazione di uno stato razzista.
L’evento, introdotto e coordinato da Armando Torno, si è tenuto lunedì 27 gennaio 2020 e ha visto la partecipazione di Daniele Garrone, Professore di Antico Testamento presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma, Gadi Luzzatto Voghera, Direttore della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, e di Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano e Professore di Antico Testamento presso la Facoltà Teologica

https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com/2020/01/dallantigiudaismo-allantisemitismo.html

Questo articolo fa seguito all’articolo di Daniele Garrone (biblista e pastore protestante valdese, docente di Antico Testamento alla Facoltà Valdese di Teologia), tratto dal Sole 24 Ore – 26 gennaio 2020 che ho pubblicato qualche ora fa.

30 Gennaio, 2020Permalink

30 gennaio 2020 – L’indifferenza, custode dell’odio

“L’indifferenza racchiude la chiave per comprendere la ragione del male, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c’è limite all’orrore. L’indifferente è complice. Complice dei misfatti peggiori”. Sono alcune parole della ‘definizione d’autore che la senatrice a vita Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e testimone della Shoah italiana, ha scritto per il vocabolario Zingarelli 2020”.

Giornata della memoria 2020 – Un commento di Daniele Garrone (biblista e pastore protestante valdese, docente di Antico Testamento alla Facoltà Valdese di Teologia), tratto dal Sole 24 Ore – 26 gennaio 2020

Alle radici dell’odio. Il processo che portò il secolare antigiudaismo cristiano a mutare nell’ancora più aberrante antisemitismo, concepito nel mondo tedesco dell’Ottocento

Noi accecati dal disprezzo per gli ebrei
In Germania, ma non solo, l’ostilità contro gli ebrei ebbe un’impennata negli anni Ottanta del XIX secolo e da allora non smise di crescere, fino alla Shoah. Una delle sinistre parole propagandistiche che ebbero subito grande seguito fu «gli ebrei sono la nostra disgrazia», messa in circolo nel 1879 da Heinrich von Treitschke (18341896). Il giornalista Wilhelm Marr (1819-1904) introdusse il termine «antisemitismo», e anche questa invenzione ebbe tragicamente grande fortuna. Il pastore luterano e predicatore alla corte prussiana Adolf Stoecker (1835-1909), fondatore di un Partito cristiano sociale in funzione antisocialista, cominciò anch’egli ad additare negli ebrei la principale minaccia per la nazione e il popolo tedeschi. Sono gli inizi di una deriva che porterà alla politica razzista del governo nazista e al sostegno di massa che essa ricevette. Il resto è storia tragicamente nota.
La riflessione avviata dopo la seconda guerra mondiale e dopo la Shoah da parte delle chiese cattolica e protestanti fece emergere che il peso che gravava su di esse non consisteva solo nel tracollo morale di quei cristiani che avevano sostenuto l’antisemitismo razzista o lo avevano assecondato o ignorato: occorreva risalire più indietro, a quello che l’ebreo francese Jules Isaac chiamò «l’insegnamento del disprezzo».
Le pietre d’inciampo, che ricordano le vittime della Shoah, fanno impattare anche sulla storia della cristianità e mettono di fronte all’«antigiudaismo cristiano», fatto non soltanto di pregiudizi volgari e di esplosioni odio, ma anche di insegnamenti veicolati nelle prediche, nella catechesi e nella teologia; di norme restrittive e oppressive imposte da una società che si concepiva come «cristiana». Se parliamo di «antigiudaismo», distinguendolo dall’antisemitismo otto e novecentesco con la sua dimensione razzista pseudoscientifica, non è per minimizzare il primo, ma per individuarne con maggiore precisione i tratti.
Una visione negativa dell’ebraismo e l’emarginazione degli ebrei hanno dominato la società cristiana per secoli e secoli. Quando gli antisemiti di fine Ottocento indicano negli ebrei «la nostra disgrazia» e li accusano di essere un corpo estraneo e non integrabile, al tempo stesso numericamente infimo eppure potentissimo, al punto da costituire una terribile minaccia per l’integrità del «popolo» e un pericolo per lo Stato, dirigono i loro strali contro un bersaglio a cui erano già state attribuite quelle stesse fattezze in secoli di polemica cristiana.
Per tutto il Medioevo, gli ebrei furono costretti da autorità cristiane a condurre un’esistenza ai margini della società, bollati da contrassegni che li rendessero identificabili, tollerati per convenienza oppure arbitrariamente espulsi, esclusi dalla maggior parte delle professioni, talora esposti alle aggressioni di folle che li ritenevano colpevoli di avvelenare pozzi, di profanare ostie per ripetere l’oltraggio a Cristo o di rapire e uccidere bambini cristiani per scopi rituali.
Questa misera esistenza imposta agli ebrei dal mondo «cristiano» veniva interpretata in base alla nozione di «popolo testimone», che risale a Sant’Agostino di Ippona: questa è la condizione degli ebrei perché questo è il castigo divino per il loro rifiuto del messia e per la sua morte, di cui sono ritenuti responsabili in solido, come popolo «deicida». Non devono scomparire, ma rimanere in questa condizione per testimoniare del trionfo della chiesa; l’errore e la colpa di cui pagano il fio devono, per contrasto, far emergere la superiorità del cristianesimo e attestarne la verità. È il messaggio che illustrano, in varie cattedrali medioevali (ad esempio, le cattedrali di Notre-Dame a Parigi, di Friburgo in Brisgovia, di Strasburgo; il duomo di Bamberga) le statue di due donne contrapposte: umiliata, accecata perché non riconosce la verità, la sinagoga; fiera e incoronata, la chiesa. Quello che era il popolo eletto viene considerato reietto, soppiantato dalla Chiesa che lo ha sostituito ed è divenuta il nuovo, anzi il vero, Israele.
Si insegna che una sola lettura delle Scritture ebraiche, il nostro Antico Testamento, è legittima: quella che porta a Cristo. È la rivendicazione dell’interpretazione cristiana della Bibbia ebraica come unica legittima che conduce Martin Lutero – che aveva promosso, in sintonia con l’Umanesimo, l’accesso al testo ebraico dell’Antico Testamento – alle sue drastiche affermazioni antiebraiche (Gli ebrei e le loro menzogne, 1543): travisano le Scritture, sono blasfemi, dunque non possono essere tollerati in mezzo alla cristianità; se ciò avvenisse, i cristiani sarebbero corresponsabili e ne dovrebbero rendere conto il giorno del giudizio. Di lì a poco, con la bolla Cum nimis absurdum (1555) di Papa Paolo IV, la Controriforma farà un ragionamento analogo: poiché è del tutto inconcepibile che gli ebrei, condannati da Dio alla schiavitù per il loro errore, vivano in mezzo ai cristiani, devono essere segregati in un quartiere chiuso: è la nascita dei ghetti.
Il bagaglio di preconcetti e stereotipi negativi che riassumiamo con il termine «antigiudaismo» ha fatto parte per secoli e secoli del bagaglio culturale del «cristiano qualunque», veicolato com’era nei discorsi «normali», nelle chiese e nel quotidiano, nella teologia come nell’immaginario. Quando entrarono in azione i personaggi di fine Ottocento citati all’inizio, la categoria dello «ebreo» esisteva già, anzi aveva radici secolari. Bastava ravvivarla nel contesto di un mondo che si andava industrializzando e urbanizzando e perciò era attraversato da fermenti sociali inediti; un mondo in cui i nazionalismi si rafforzavano proiettando risentimento contro un presunto elemento «estraneo», dissolutore dell’anima popolare sul fronte interno.
Dopo la Shoah, dapprima con fatica e poi con maggiore risolutezza e incisività, le chiese hanno cominciato a fare i conti con la storia tragica del loro rapporto con il popolo ebraico: pietre miliari sono la dichiarazione conciliare Nostra Aetate n. 4 in ambito cattolico-romano e pronunciamenti di sinodi di chiese protestanti.
Sempre di più, i vari aspetti del rapporto tra cristiani ed ebrei sono oggetto di indagini approfondite. Ne è un esempio il volume che verrà presentato a Milano domani 27 gennaio alla Scuola della cattedrale, dedicato ad alcuni degli esponenti dell’esegesi storica e critica sviluppatasi, prima in ambito protestante e soprattutto in Germania, a partire dall’Illuminismo. Ne emergono vari tratti: da visioni del giudaismo come decadimento rispetto all’ebraismo biblico, come angusto particolarismo contrapposto all’universalismo cristiano, fino a teologi che sostennero l’antisemitismo nazista, come nei casi di Rudolf Kittel e di Walter Grundmann; ma anche approcci più simpatetici, legati però al proposito di convertire gli ebrei. Un importante case study che si aggiunge ad altre ricerche, il cui numero cresce, e che devono continuare, non per additare dei colpevoli, ma per essere sicuri di essere cambiati noi.

L’analisi storica è essenziale, ma non esaurisce il compito che attende i cristiani: si tratta di nuovo del bagaglio di ogni «cristiano qualunque»: la conoscenza deve prendere il posto del pregiudizio o del sentito dire, il rispetto deve sostituire il sospetto e la polemica; la solidarietà con chi rimane altro da noi, eppure ci è così vicino, deve soppiantare l’inimicizia. Tanto più urgente di questi tempi, in cui in tutta Europa molti discorsi, amplificati dai social, assomigliano in modo preoccupante a quelli degli anni Venti e Trenta del secolo i cui errori e orrori credevamo sepolti per sempre.
Daniele Garrone

Giornata della memoria 2020 – Un commento di Daniele Garrone, docente di Antico Testamento (Facoltà Valdese di Teologia), tratto dal Sole 24 Ore

Si veda anche (i miei commenti fra qualche giorno)

2 novembre 2019.  Liliana Segre, una senatrice che si fa ostacolo all’indifferenza
Vi prego di prendere in considerazione la foto di Willi Brandt)
http://diariealtro.it/?p=6963

17 luglio 2019   Al Segretario di stato vaticano è noto il problema del certificato di nascita, negato ai nati in Italia, figli di sans papier
http://diariealtro.it/?p=6730

30 Gennaio, 2020Permalink

29 gennaio 2020 – Abbandono facebook

Difendermi dalla frustrazione
Per accedere mi si chiede una fotografia. Mi spiace no e non per la fotografia richiesta che comunque mi irrita: ho sempre scritto con il mio nome senza nascondere la città in cui vivo e ho sempre motivato – con nome e cognome – i commenti che scrivevo.
Ma non è solo irritazione.
Ora ho l’ennesima conferma dell’uso del like con pollice in su. Serve a dire ‘mi piace’ senza coerenza e senza impegno a trasformare quel ‘mi piace’ in un progetto qualsiasi quando è messo sotto segnalazioni che possono indicare decisioni personali o collettive. Certo serve anche dire mi piace un testo, una foto, ma il pastrocchio polisemico per cui avevo deciso di non fare mai uso di quel segno è diventato per me inestricabile ed equivoco.
E allora riprendo a nutrire il mio blog e comincio con un testo importante che trascrivo con altro e successivo post.
Nessuno lo legge? Lo leggo io e il piccolo glossario (i tag!) mi aiuta a seguire i percorsi critici e consapevoli che mi sono concessa.
So che non riesco a fare di più ma è già qualche cosa.

29 Gennaio, 2020Permalink

26 gennaio 2020 – 1 maggio 1945. Una data poco chiara e molto fluttuante

«Gli alleati liberarono Udine, non i partigiani» dice il Sindaco Fontanini
Non bastando va oltre e promuove un evento il 2 maggio: la sfilata della “Colonna della Libertà”, (carri armati, camion e quant’altro di mezzi bellici in movimento) , iniziativa proposta dalla associazione “Cingoli e ruote per conoscere la storia”.
Se il sindaco avesse avuto l’accortezza di alzare il naso dalla sua scrivania avrebbe visto i ritratti dei suoi predecessori e avrebbe letto, sotto la fotografia del Sindaco Giovanni Cosattini, la data del suo insediamento:
1 maggio 1945.
Tra l’altro domenica 19 gennaio abbiamo posto una pietra di inciampo davanti alla sua casa di Udine, in ricordo del figlio Luigi morto a Buchenwald, dove era stato deportato per aver partecipato alla Resistenza.
I carri armati alleati sarebbero arrivati il giorno successivo accolti da un sindaco legittimato dal mandato del Comitato di Liberazione Nazionale.
Se avesse voluto onorare i caduti inglesi, neozelandesi, americani avrebbe potuto pensare a una atto di omaggio riconoscente al cimitero militare di Tavagnacco dove si trovano le tombe di coloro che erano venuti a combattere per stroncare la minaccia del nazismo considerato ormai minaccia per tutto il mondo.

Presa da curiosità vado a vedere cos’è è Cingoli e ruote per conoscerne la storia che non mi tranquillizza. Leggo: “Questo sito è indirizzato a collezionisti ed appassionati di mezzi militari, divise ed armi ed è bandita ogni forma di ideologia politica o razziale”
E leggo ancora la loro proposta nel loro sito: “Perché non festeggiare assieme e seguendo la linea storica di quel giorno e non fare una giornata unica sia essa il 25 il 1 o il 2 Maggio? La mattina le celebrazioni istituzionali mentre il pomeriggio la festa con l’arrivo dei mezzi alleati… ”
Al sindaco va bene. A me (e non credo di essere la sola), NO.

26 Gennaio, 2020Permalink

12 gennaio 2020 – Attendendo il 27 gennaio: giorno della memoria.

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria

Un primo segnale in attesa del 27 gennaio.
Il segretario della Lega M. Salvini ha invitato la senatrice Segre al convegno ‘Le nuove forme dell’antisemitismo’ che si svolgerà il 16 gennaio a Palazzo Giustiniani, ma Liliana Segre, non potrà essere presente perché “impegnatissima” tutto il mese a Milano con le iniziative per il Giorno della Memoria.
Traggo la notizia da un comunicato Ansa di ieri di cui riporto in calce il link      [Nota 1]

Voglio sottolineare la competenza e l’eleganza della senatrice Segre ricopiando le sue parole: “Ritengo che non si debba mai disgiungere la lotta all’antisemitismo dalla più generale ripulsa del razzismo e del pregiudizio che cataloga le persone in base alle origini, alle caratteristiche fisiche, sessuali, culturali o religiose”. “Questa visione – aggiunge – mi pare tanto più necessaria in questa fase storica, in cui le condizioni di disagio sociale spingono tanti ad indirizzare la propria rabbia verso un capro espiatorio, scambiando la diversità per minaccia”.
Una gran donna, nominata senatrice a vita il 19 gennaio 2018, il 26 giugno dello stesso anno aveva presentato la sua proposta di legge S362 “ Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”.
Quella proposta decadde con il primo governo Conte ma nel secondo (data del giuramento 5 settembre 2019) è stata approvata nella forma di istituzione di una Commissione speciale (30 ottobre 2019), conforme al dettato della proposta decaduta.
La Commissione – a quanto ho capito – eserciterà un monitoraggio sui fenomeni di intolleranza, oltre ad avere compiti di stimolo legislativo con una attenzione particolare allo hate speech, le male parole che diventano fatti carichi di consenso. E’ accaduto nel passato, accade nel presente .

Una cascata di date per orientarci nelle vicende del Consiglio Regionale del FVG
Il consigliere regionale del FVG Furio Honsell il 29 febbraio 2019 aveva presentato Mozione n. 55 “Sulla necessità di completare l’iter e approvare al più presto il Ddl nazionale S. 362”.
La mozione venne respinta nella seduta N° 83 del 26/06/2019.
Vale la pena a questo punto ricordare il testo della rivoluzionaria, proposta del consigliere Honsell, dinamite verbale che la rendeva inaccettabile: “ attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale”.
L’intreccio di date che sono andata a verificare è un segnale interessante che indica come su temi fondanti, che si pensa di poter spazzolare con un ostentato disinteresse non privo di qualche volgarità anche nell’abbigliamento, da molte parti (ohimè non solo da parte di chi si colloca in obbedienza salviniana) si navighi a vista dopo aver perso gli occhiali.

Infatti la Mozione Honsell, bocciata in giugno 2019, è pienamente conforme allo spirito e al testo della Commissione speciale approvata dal Senato il 31 ottobre dello stesso anno.
Confesso che le date messe in fila mi fanno riflettere (ma mi fanno anche ridere tanto più quando sperimento i fastidi che la mia insistenza procura a chi potrebbe parlare e tace e pensa di rabbonirmi con atteggiamenti di bonario consenso).

Testarda (ma la sclerotizzazione è una caratteristica della tarda età che necessariamente mi appartiene) non posso corrispondere agli inviti a non ripetermi, a non riproporre sempre lo stesso argomento. Che altro fare alla mia età?
La mia fastidiosa argomentazione ripetitiva riguarda gli ostacoli creati dalla legge 94/2009 in opposizione alla richiesta di registrazione di dichiarazione di nascita di nati in Italia se figli di migranti non comunitari privi di permesso di soggiorno.
Spero che qualcuno si faccia carico di promuovere una verifica della correttezza di comportamento agli sportelli dei comuni italiani che (e lo ha ribadito la brava ministra Lamorgese) devono rispettare una circolare che interpreta la legge sopracitata affermando (relativamente alla lettera g del comma 2 dell’art.1) il contrario di quanto la legge 94/2009 dice.      [Nota 2 ]

Per fortuna – a ricordarci fondamenti di civiltà ben presenti nella Costituzione ci sono le ammirevoli sardine (che oggi saranno in piazza Duomo ad Aviano e, a quanto leggo, hanno scoperto la simbologia coraggiosa del silenzio) ma c’è anche la parola di una donna giovane, consigliera comunale a Udine che ha presentato un documento “mozione di sentimenti” che è stato approvato all’unanimità.
Lo ricopio confortata e ammirata e ringrazio la consigliera Eleonora Meloni.

“Antisemitismo: Meloni, importante voto unanime a Udine
Con la votazione all’unanimità della mozione di sentimenti, la città tutta ha espresso la sua solidarietà e vicinanza alla senatrice Liliana Segre.
“Non possiamo pensare di rimanere indifferenti di fronte all’odio, all’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo e ai pregiudizi che circolano tanto in rete quanto nella realtà, e come amministratori locali abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce, prendere una posizione chiara, netta e far giungere tutto il nostro sostegno a Liliana Segre.
Ci uniamo così al percorso che Segre ha dato avvio in Parlamento, con l’istituzione della Commissione straordinaria di contrasto dei fenomeni d’intolleranza e razzismo e dare l’esempio ai cittadini che rappresentiamo. Abbiamo un obbligo morale di riconoscenza nei confronti di Liliana Segre per l’importante opera di divulgazione per mantenere viva la memoria, raccontando l’indifferenza e gli orrori della Shoah e dell’Olocausto, di tutti i deportati e di coloro che negli anni non hanno mai smesso di mantenere viva la memoria.
La città di Udine, Medaglia d’Oro al valore militare, è stata retta da un altro ebreo deportato, il sen. Elio Morpurgo. Con questa votazione unanime, proprio nell’Aula da lui un tempo presieduta, abbiamo dato idealmente voce anche al Sen. Morpurgo, prendendo così una posizione chiara contro ogni forma di odio, intolleranza e antisemitismo”.

Domenica prossima un percorso definito seguirà l’itinerario di pietre d’inciampo che proprio quel giorno verranno inserite per concludersi davanti alla casa che fu del Senatore Morpurgo.

Nota 1
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2020/01/11/segre-da-forfait-a-invito-salvini-sono-impegnatissima_1c9e4ef3-5020-4413-a091-c8e9136989b2.html
Nota 2
http://diariealtro.it/?p=6937

12 Gennaio, 2020Permalink