4 dicembre 2019 – Squali d’acqua e squali di terra

Acquario di Cattolica, presepe con brivido: i sub portano il Bambin Gesù nella vasca degli squali
Una stella marina come cometa, una conchiglia per mangiatoia e un San Giuseppe marinaio: il “Presepe del Mare”, opera della maestra d’arte e ceramista faentina Maria Cristina Sintoni, è la novità 2019 all’Acquario di Cattolica. Unica è la sua straordinaria ambientazione nella grande vasca degli enormi squali toro e nutrice. Per mettere a dimora l’opera sono state necessarie sette persone: quattro subacquei in vasca, muniti di pertiche di dissuasione e muta da alta visibilità, e tre colleghi fuori dall’acqua
Il link è in calce.

Aggiungo la vignetta che ricorda il bambino con la pagella, la sua immagine e l’immagine del suo documento sono state proposte da Cristina Cattaneo, anatomopatologo

 

Copio da facebook
Gianluca Fanti 28 novembre alle ore 13:40
Grazie a Michela Piovan per averlo condiviso e a Cinzia Pennati per averlo scritto.
“Succede che sali su un autobus con la tua classe per un’uscita didattica, succede che il viaggio è abbastanza lungo, succede che cerchi di sistemare i bambini in modo di averli tutti sotto controllo. Loro sono diciannove, noi insegnanti in tre. Succede che uno di loro finisca vicino a una signora, lui non è bianco, non è italiano, ha una disabilità, parla pochissimo, ma ha gli occhi buoni e intelligenti. Guarda fuori dal finestrino, è felice di essere con la sua classe, noi che lo conosciamo lo sappiamo. La mamma ci racconta che la domenica si sveglia spesso alle cinque e dice: “Io scuola, io scuola” e lei prova a spiegarle che non c’è scuola la domenica e non ci sono i suoi compagni, ma lui si dispera, si veste, vuole uscire.
La signora vicino a lui contorce la bocca e inizia a lamentarsi. “Poi non pagano nemmeno il biglietto!” esclama. Io e le mie colleghe la guardiamo incredule, non vogliamo credere che stia succedendo, lei continua, borbotta, è davvero infastidita. Così, per farla tacere, una di noi le risponde che il biglietto i bambini ce l’hanno e l’hanno pagato tutti.
La signora, se così si può chiamare, a un certo punto guarda il nostro piccolo con disprezzo, e ci chiede: “Me lo potete togliere?”. Non è infastidita dalla sua disabilità, perché, a volte, succede anche questo, ma dal colore della sua pelle.
La mia collega le risponde pronta: “Lui non si alza, se vuole si sposti lei”.
I bambini ci guardano, è difficile essere insegnanti in quel momento, devi proteggerli, non esporli, ma come? Stando zitte, facendo finta di niente per non urtargli l’animo?
Poi pensi allo spazio che il silenzio può lasciare al razzismo, a quello che è successo nel passato dentro a questo spazio, e tu sei un’educatrice, pensi a Rosa Park e pensi che era il 1955 e queste cose accadevano tanto tempo fa (Perché Rosa Parks non è un’eroina, ndr), non oggi a Genova, nella tua città, con i tuoi bambini.
La signora si alza, si siede vicino ad un’altra nostra bambina e le sorride, lei va bene perché è bianca, è bionda, parla italiano. Forse pensa che le assomigli, ma non è così. Noi tre ci guardiamo, siamo provate, avevamo appena finito di vedere uno spettacolo meraviglioso e profondo intitolato Luce di Aline Nari che parlava delle domande importanti che sanno farsi i bambini e dell’unicità di ognuno di loro, vaglielo a spiegare che tutta quella bellezza è svanita in un attimo dentro alla discriminazione di quella signora.
Lui, il nostro bambino guarda fuori, legge i cartelli con quella voce metallica a noi tanto cara, ora è contornato dai suoi compagni, sono in tre in due sedili, si stringono come fossero una cosa sola.
A me sale la rabbia, è giusto stare zitte? Così, ritorno dalla signora, faccio spostare la nostra bambina “bianca2 in un altro posto e le dico: “Lei merita di stare da sola, qui i diritti sono di tutti, il mondo non è suo!” e mi sposto al centro dell’autobus. Lei continua a lamentarsi, inveisce contro di me, le mie colleghe le rispondono a tono, finché non tace. Prima di scendere mi passa davanti, mi picchietta il braccio tre volte con forza: “Non mi hai fatto paura” mi dice come se il problema fosse chi è più forte tra me e lei. “Non ha capito niente, nessuno voleva farle paura, solo farla ragionare che il mondo è di tutti, soprattutto dei bambini e lei non ha più diritti degli altri”. Ha alzato le spalle ed è scesa, sguardo dritto e sicuro. Legittimata anche dallo schifo di questi politicanti che non s’indignano abbastanza, questa è la verità.
Io e le mie colleghe ci siamo guardate, avevamo gli occhi lucidi. Siamo state in silenzio fino a scuola.
Ovviamente in classe abbiamo parlato con i nostri alunni, perché erano lì, ci hanno visto, uno di loro aveva le idee molto chiare su quello che era successo a un suo fratello, suo fratello, in questo caso, il fragile dei più fragili. “Quella signora era razzista” ha detto. Ed è proprio così, perché è importante che, almeno loro, sappiano dare il nome alle cose e capiscano da che parte stare prima che sia troppo tardi.
Stasera una delle mie colleghe mi ha chiamato. “È stata una brutta giornata” ci siamo dette. Un mondo in cui degli adulti se la prendono con dei bambini è un mondo che fa paura. Dobbiamo parlarne. Ancora e ancora, non lasciare spazio alle discriminazioni, non lasciare terreno fertile alle ingiustizie, è stato un attimo che i bambini ebrei non sono più andati a scuola e sono saliti su un treno dritti verso l’inferno. Un attimo di silenzi e collusione. Questi atti gravi hanno trovato lo spazio di esistere non solo grazie alle politiche contro i migranti ma anche a quelle tiepide e non coraggiose di quei governi che si chiamano di “sinistra”.
Dobbiamo denunciare ogni atto razzista, dobbiamo proteggere i nostri piccoli e il loro futuro, ci siamo ribadite io e lei dentro a quella telefonata, forse per farci coraggio, forse per sentirci vicine e allontanare la rabbia. La mia collega mi ha detto: ”Dovevano fermare l’autobus!”. “Già”, le ho risposto io. Una cosa è certa, i nostri bambini hanno ben chiaro che sono fratelli. Siamo noi che, spesso, non siamo alla loro altezza e non impariamo nulla dalla storia, dai nostri morti, dall’odio. E non sappiamo insegnare la Pace, perché avere un nemico porta consensi, canalizza la rabbia, è utile per il potere.
Un nemico, appunto. E vennero a prendere anche i bambini.
Genova 2019.
https://video.repubblica.it/cronaca/acquario-di-cattolica-presepe-con-brivido-i-sub-portano-il-bambin-gesu-nella-vasca-degli-squali/349385/349963?ref=RHRD-BS-I0-C6-P3-S1.6-T1

Dicembre 4, 2019Permalink

1 dicembre 2019 – Calendario

.1dicembre 1955 – Rosa Parks si rifiuta di cedere a un bianco il suo posto in
………………………………. autobus. Alabama (Montgomery Bus Boycott)
.1 dicembre 2000 – Il giudice Guzman dispone il processo contro Pinochet in Cile
.1 dicembre 2013 – Rogo fabbrica cinese a Prato ..
.2 dicembre 2002 – Morte di Ivan Illich
.2 dicembre 2015 – Strage a San Bernardino – California
.3 dicembre 1984 – India, disastro di Bhopal. Muoiono più di 3800 persone
.3 dicembre 1967 – Primo trapianto di cuore in Sud Africa
.4 dicembre 1975 – Muore Hanna Arendt
.4 dicembre 1999 – Muore Nilde Jotti
.4 dicembre 2016 – Referendum confermativo modifica Costituzione – Fallito
.5 dicembre 1349 – Norimberga – strage di ebrei accusati di essere responsabili
………………………………………..della peste del 1348.
.5 dicembre 2000 – Italia: ergastolo per due generali della dittatura argentina
.5 dicembre 2013..- Muore Nelson Mandela
.6 dicembre 1975 – Roma: prima manifestazione del movimento femminista
.6 dicembre 1990 – Casalecchio di Reno. Strage liceo Salvemini
.8 dicembre 1978 – Fallisce il golpe di Junio Valerio Borghese
.8 dicembre 1965 – Chiusura del Concilio Vaticano II
.9 dicembre 1987 – Israele: inizio della prima Intifada
10 dicembre 1948 – Firma della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo (nota)
11 dicembre 1997 – L’Unione europea firma il protocollo di Kyoto
11 dicembre 2016 – Morte di Paolo De Benedetti
11 dicembre 2018 – Strage al mercatino di Natale di Salisburgo
12 dicembre 570 (?)– Nascita del profeta Muhammad (Mawlid al-Nabi)
…………………………. La data è spostata da alcuni storici anche fino al 580
12 dicembre 1969 – Milano: strage alla Banca dell’agricoltura di piazza Fontana
13 dicembre 1294 – Celestino V rinuncia al papato
14 dicembre 1995 – Bosnia: firma degli accordi di Dayton
15 dicembre 1969 – Morte Giuseppe Pinelli
15 dicembre 1972 – Approvazione della legge 772 sull’obiezione di coscienza
15 dicembre 2018 – Morte di Antonio Megalizzi
17 dicembre 2014 – USA e Cuba annunciano relazioni diplomatiche
18 dicembre 1994 – Si dimette Silvio Berlusconi (primo governo)
19 dicembre 2001 – In Argentina inizia il carcerolazo contro il governo
19 dicembre 2016 – Berlino: strage al mercatino di Natale (probabile origine
……………………………… terroristica)
20 dicembre 2008 – Morte di Piergiorgio Welby
22 dicembre 1988 – Brasile: uccisione di ‘Chico’ Mendes
22 dicembre 2017 – Viene approvata la legge n. 219 “Norme in materia di
…………………….…consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”.
22 dicembre 2019 –   Primo giorno di Chanukkah
23 dicembre 1899 –  Nascita di Aldo Capitini
23 dicembre 2016 –  ONU – approvata risoluzione sulla illegalità delle colonie nei
………………………………. Territori
23 dicembre 2017 – Il senato non vota il cd ius soli con la collaborazione di Pd e
………………………………..5stelle opportunisticamente silenti
24 dicembre 1979 – Le truppe sovietiche invadono l’Afghanistan
25 dicembre 1989 – Romania: viene giustiziato Nicolae Ceausescu
26 dicembre 1965 – Rapimento di Franca Viola
26 dicembre 1991 – Si dissolve ufficialmente l’Unione Sovietica
26 dicembre 1996 – Affonda un battello di migranti a Portopalo – 283 morti
27 dicembre 2007 – Uccisione di Benazir Bhutto
27 dicembre 2016 – Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU approva la risoluzione
…………………………………2334 relativa agli insediamenti.
28 dicembre 2018 _    Morte di Amos Oz
29 dicembre 1908 –   Terremoto di Messina
29 dicembre 1890 –   USA. Il 7° cavalleggeri stermina gli ultimi Lakota Sioux
30 dicembre 2006 –   Impiccagione di Saddam Hussein
30 dicembre 2019 –     Fine di Chanukkah
31 dicembre 1991 –    Si dissolve ufficialmente l’URSS

NOTA
La Giornata mondiale dei diritti umani è una celebrazione sovranazionale che si tiene in tutto il mondo il 10 dicembre di tutti gli anni. La data è stata scelta per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 1948.

 

Dicembre 1, 2019Permalink

23 novembre 2019 – Guardare avanti a 90 anni

Liliana Segre: «Sono pronta a guidare la commissione contro l’odio.
Il gesto di Ezio Greggio? Un fiore raro»
La senatrice: stanca ma non mi arrendo. Insulti, scorta: la mia vita cambiata a 89 anni di Alessia Rastelli

«La tentazione di abbandonare il campo ogni tanto si affaccia. Se a quasi 90 anni finisci bersagliata da insulti, sotto scorta, senza più la vita semplice e riservata di prima, credo sia normale chiedersi “ma chi me l’ha fatto fare?”. Però dura poco, non sono una che si arrende facilmente».

Quindi, senatrice Segre, sarà presidente della Commissione contro l’odio, nata su sua iniziativa?
«Se me lo propongono, sono dell’idea di dire sì. Sono stata in dubbio e certo il calendario degli anni non va indietro. Ma io credo in questa Commissione, dunque spero di reggere».

L’astensione del centrodestra proprio sulla «sua» Commissione lo scorso 30 ottobre. E poi lo striscione di Forza Nuova apparso a Milano vicino al teatro in cui stava parlando, l’assegnazione della scorta, i messaggi d’odio e le polemiche di chi li mette in dubbio, l’incontro con Matteo Salvini trapelato anche se sarebbe dovuto restare riservato. Sono state settimane faticose per Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz-Birkenau, dove fu deportata a 13 anni, senatrice a vita nominata da Mattarella il 19 gennaio 2018.
Al Corriere rilascia la prima intervista dopo quasi un mese di silenzio.

Come si sente dopo quello che è successo?
«Sono esausta. Troppa esposizione, troppo odio, troppe polemiche, troppa popolarità, troppo tutto. Alla mia età mi trovo a condurre un’esistenza che non avrei mai immaginato».

La sua vita è cambiata con la scorta?
«Né io né i miei familiari abbiamo chiesto nulla. Il Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico della Prefettura di Milano ha ritenuto di garantirmi una tutela, che è una forma di protezione più blanda della scorta. Naturalmente sono rimasta di stucco: a quasi 90 anni e per la sola colpa di essere una sopravvissuta alla Shoah e di esporre pacatamente i miei convincimenti, c’è bisogno che sia tutelata la mia sicurezza. È certo un condizionamento nella vita privata e mi disturba l’idea di essere un peso per lo Stato, però i carabinieri che mi accompagnano sono ragazzi meravigliosi che mi hanno adottata come una nonna, non solo con professionalità, ma anche con affetto».

Lei ha raccontato più volte nelle sue testimonianze la forza di continuare a vivere, ridotti a scheletri, nel gelido inverno del lager. Nasce da lì la forza di oggi?
«Ho passato quarantacinque anni, dopo la guerra, a macerarmi nel rimorso di non riuscire a parlare. Poi a 60 anni ho trovato le parole per fare il mio dovere. Per decenni ho rivissuto gli incubi del passato pur di testimoniare nelle scuole, nella speranza che anche un solo studente accogliesse il mio doloroso dono.
Oggi, grazie alla scelta stupefacente del presidente Mattarella di nominarmi senatrice a vita, posso raggiungere milioni di persone. Se smettessi avrei una vita più serena, ma non sarei in pace. E poi la darei vinta proprio agli odiatori».

Cosa risponde a chi critica la «Commissione Segre»? C’è chi parla di «bavaglio».
«Mi sembra una barzelletta: “Qual è il colmo per un’ebrea sefardita? Diventare il capo dell’Inquisizione spagnola”. Ma figuriamoci! Sono arrivati al paradosso di ribattezzarla con tono demonizzante “Commissione Segre-Boldrini” gli stessi partiti che nella passata legislatura, alla Camera, avevano approvato all’unanimità le conclusioni della Commissione Jo Cox, cioè la vera “Commissione Boldrini”. Siamo seri. La Commissione che ho proposto non può giudicare né censurare nessuno e non può cambiare le leggi. Si tratta di studiare un fenomeno, di avanzare proposte su un problema per cui tutti, anche gli esponenti dell’opposizione quando parlano a telecamere spente, si dichiarano allarmati. L’odio in rete dilaga. La convinzione di agire in una zona franca e nell’anonimato sta producendo un imbarbarimento, una sorta di bullismo su larga scala, che le leggi esistenti non riescono a contenere».

Anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni dicono di essere bersagliati.
«Colgo l’occasione per esprimere loro solidarietà. Sarò un’illusa, ma continuo ad auspicare che tutti si uniscano in un impegno bipartisan per prevenire le epidemie dell’odio. Io ho sperimentato i danni che possono produrre».

Da più parti, dopo l’astensione sulla Commissione contro l’odio, il razzismo, l’antisemitismo che lei ha proposto, il centrodestra ha ribadito l’«amicizia per Israele». I due aspetti sono collegabili?
«Sono argomenti separati. Mi ha fatto piacere ricevere il messaggio affettuoso del presidente Reuven Rivlin, anche se non potrò andare in Israele perché i viaggi lunghi mi affaticano. Succede spesso che mi chiedano di prendere posizione sul conflitto israelo-palestinese, ma non lo accetto. Non voglio mischiare temi diversi. Non sono un’esperta ed escludo di dover rispondere, in quanto ebrea, di quello che fa Israele. Il mio disagio fu espresso magistralmente da Clara Sereni in un articolo su l’Unità, La colpa di essere Ebrea, del 16 gennaio 2006. Raccontava di essere stata costretta a esprimersi sulla questione mediorientale e di avere dovuto quasi giustificarsi di essere ebrea. “Non dovrei più farlo”, sottolineava. Fatta questa premessa, anche io ho le mie idee: ho un grande rimpianto per Yitzhak Rabin e ho molto sperato di vedere la pace basata sul principio “due popoli, due Stati”. Ormai posso solo sperare che la vedano i miei figli».

Anche sui messaggi di odio contro di lei sono stati avanzati dubbi.
«Sapevo poco di questi messaggi perché non sono iscritta ai social network e i miei figli avevano deciso di risparmiarmi tali miserie. Dopo il rapporto dell’Osservatorio antisemitismo del Centro di documentazione ebraica contemporanea, ho dovuto occuparmene ed è stato molto sgradevole. Per le oscenità che ho dovuto vedere. Ma anche perché, facendo leva sul numero dei messaggi, “200 al giorno”, scaturito da un’inesattezza giornalistica, si è scatenata una campagna negazionista in cui non solo veniva contestato quel numero, ma l’esistenza stessa delle espressioni di odio. Scopo: far passare tutti per visionari o speculatori».

Come stanno davvero le cose?
«I messaggi non solo esistono, ma sono una valanga. Nessuno può dare numeri attendibili perché occorrerebbe monitorare milioni di pagine Facebook, Twitter, Instagram, siti, blog. Quello che emerge è un campione, la punta dell’iceberg. Sono stati registrati picchi in corrispondenza di una mia maggiore esposizione. Il meccanismo è questo: qualcuno inizia postando un attacco contro di me spesso veemente, non necessariamente di cattivo gusto, ma da lì parte la ridda dei commenti che si trasforma in una gara di esternazioni triviali, truci, immonde: decine, a volte centinaia, sotto ogni singolo post. Abbondano gli auguri di morte, gli insulti, il rammarico perché “i nazisti non hanno finito il lavoro”, l’accusa di essere una vecchia rimbambita e manovrata “dai comunisti”. Poi ci sono quelli più specifici».

Di cosa si tratta?
«Ho ricordato di essere stata clandestina e mi hanno scritto: “Parli così fino a quando non trovi un immigrato che ti stupra vecchiaccia”. Ho ricordato lo sterminio dei rom e mi hanno augurato di avere la casa svaligiata dagli zingari. Poi ci sono i qualunquisti indignati per “un’altra da mantenere”, gli antisionisti fanatici che mi ritengono complice della “Shoah dei palestinesi”, perfino frange animaliste che postano la mia foto di vent’anni fa in pelliccia e dicono che sono come i nazisti perché approverei le torture sui visoni».

Si moltiplicano i Comuni che vogliono darle la cittadinanza onoraria. Ma ci sono anche amministrazioni che si rifiutano.
«Tra le innumerevoli manifestazioni di affetto, ci sono le decine e decine di Comuni, retti da maggioranze di diverso orientamento, che mi vogliono conferire la cittadinanza. Mi dicono che alcune iniziative hanno risvolti strumentali. Io non me ne curo, presumo la buona fede. Così fin qui le ho accolte onorata, preoccupandomi solo — per non apparire maleducata — di avvisare che, alla mia età, non posso andare a ricevere gli attestati. Però anche questo sta diventando un nuovo terreno di battaglia di cui farei a meno».

A Sesto San Giovanni il sindaco ha detto che lei «non ha a che fare con la storia della città». A Biella Ezio Greggio ha rinunciato alla cittadinanza onoraria dopo che era stata negata a lei.
«Avere creato imbarazzo a quelle giunte mi dispiace. Il caso di Biella è stato però l’occasione di ricevere un fiore raro come il gesto di Greggio, che è molto più di una cittadinanza».
A Napoli lei stessa ha fatto un passo indietro...
«In quel caso non c’è stata una proposta dell’amministrazione comunale, ma la strumentalizzazione di un’assessora. Per rispondere alle critiche sulle sue dichiarazioni di odio verso Israele, ha detto: “Allora facciamo la Segre cittadina onoraria”. Io amo moltissimo Napoli, la prima città italiana insorta contro i nazisti, ma non mi presto come scudo umano per levare dall’imbarazzo l’assessora».
Ieri ha accolto Giuseppe Conte al Memoriale della Shoah di Milano. Cosa vi siete detti?
«Il premier ha voluto vedere tutto e ha sforato di almeno mezz’ora sui suoi programmi perché si è fatto spiegare ogni dettaglio».

L’avere votato la fiducia al governo giallo-rosso può aver pesato sulle critiche delle settimane scorse?
«Non faccio parte della maggioranza, sono indipendente e decido volta per volta. Avrei preferito confermare l’astensione come per il primo governo Conte, ma ho sentito dentro di me un campanello d’allarme e ho deciso in coscienza per l’interesse del Paese».

Qual era l’allarme?
«Si era creato un clima parossistico di continue forzature, con le emergenze artefatte a ogni arrivo di poche decine di disgraziati — questioni che oggi la ministra Lamorgese risolve con una telefonata —, con l’invocazione dei pieni poteri, con la preparazione di una specie di crociata. Credo che anche chi ha creato quel clima si sia poi reso conto di avere esagerato. Nella nuova ondata di odio che si è abbattuta su di me, mi hanno anche scritto: “Rispetta la nostra religione!”, quando sono l’Osservatore Romano e l’Avvenire a denunciare che è proprio l’abuso politico dei simboli religiosi a costituire una mancanza di rispetto».

Salvini è venuto a casa sua. Come è andato l’incontro?
«Non voglio dire nulla perché ci siamo impegnati entrambi alla riservatezza per evitare strumentalizzazioni politiche. In ogni caso incontrarsi e parlarsi, a maggior ragione tra due colleghi senatori e concittadini milanesi, più che un gesto di civiltà dovrebbe essere considerato un fatto normale».

È stata proposta la sua candidatura a presidente della Repubblica. Lei ha declinato.
«Ho grande stima per Lucia Annunziata e sono certa che abbia fatto quella proposta per manifestarmi apprezzamento e solidarietà. Tuttavia mi sono trovata, mio malgrado, ad essere già una figura sulla quale si concentrano fin troppi significati simbolici. Non è il caso di aggiungerne altri e di coinvolgermi in ambiti impropri. Alla presidenza della Repubblica deve stare un arbitro che abbia le energie per correre in mezzo al campo e che soprattutto abbia una sopraffina sapienza politica ed istituzionale, come il presidente Mattarella. Non una novantenne arrivata come una marziana sulla scena politica».

*****
Molti non vogliono vedere e ci sono comuni che non intendono darle la cittadinanza onoraria perché “manca il legame con il nostro territorio” (sic!)
In calce ricopio il link a un articolo di Repubblica che ne va un quadro ampio, cui seguirà quello che riporta all’articolo del Corriere
Segnalo in particolare l’ufficiale fuga dalla conoscenza della mia regione.
Ne ho scritto in questo blog il 31 ottobre scorso e ricopio
Anche la mia regione – FVG- non si sottrae all’indifferenza che è puntello solidale del peggio, di quel peggio che è incapace di applaudire a una testimonianza efficace di dignità..
L’11 settembre avevo pubblicato nel mio blog diariealtro il testo integrale di una mozione (n.55) presentata dal Consigliere Furio Honsell con cui chiedeva, tra l’altro di
« attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale».
La mozione presentata il 19 febbraio 2019 è stata respinta il 26 giugno da aspiranti primi della classe cui nessuno può negare di essere fisicamente adulti.
I mezzi di informazione non ne hanno dato notizia .

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/11/22/news/liliana_segre_commissione_contro_intolleranza_razzismo-241623737/?ref=RHRS-BH-I241612835-C6-P18-S2.3-T1

https://www.corriere.it/cronache/19_novembre_22/liliana-segre-sono-pronta-guidare-commissione-contro-l-odio-3d975cf2-0ca7-11ea-89cc-e514bdace0f8.shtml

Novembre 23, 2019Permalink

19 novembre 2019 – La mia tartarughina non è più sola

La mia tartarughina ha trovato compagnia.
E’ lì brutta, scura, con il suo collo tozzo fuori dal carapace si oppone da 1700 anni al gallo che la minaccia, bello arrogante, ammirato … ma lei è rimasta lì.

Lei è immobilizzata nel pavimento della cripta nord della Basilica di Aquileia e aspetta le sardine.

Che ne sarà del gallo?

Novembre 19, 2019Permalink

7 novembre 2019 – Una intervista che non mi piace. Copio e basta

5 novembre 2019 Corriere della sera – l’intervista
Salvini: «Ruini mi ha commosso. Liliana Segre? Le chiederò se possiamo vederci»
Il leader della Lega: «Cerco il dialogo con i cattolici. Presto farò degli incontri». «Come centrodestra un accordo lo abbiamo sempre trovato. E penso che ognuno avrà il suo spazio»   di Cesare Zapperi

Matteo Salvini, il cardinal Ruini dice che lei «ha notevoli prospettive davanti». Se l’aspettava?
«L’intervista mi ha colpito e commosso. Ruini rappresenta una parte importante della Chiesa. Io cerco il dialogo con la Cei, con i vescovi, con il mondo cattolico. La sua un’apertura straordinaria».

Ha anche detto, però, che lei deve maturare.
«Sicuramente non si finisce mai di imparare. Però sulla famiglia, sulla difesa della vita e della libertà educativa sono già allineato alle posizioni della Chiesa».

Incontrerà il cardinale?
«Lo farò riservatamente. Voglio parlare con lui e con tanti cattolici che hanno mostrato interesse per la mia politica. Nei prossimi giorni fisserò alcuni incontri».

I «vescovoni» di Bossi, quindi, non fanno più paura.
«Siamo di fronte all’avvio di un percorso positivo».

Ma monsignor Mogavero la pensa diversamente.
«Rispetto l’opinione di tutti. Ma preferisco ricordare le parole di tre Papi (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco) che sull’accoglienza hanno espresso posizioni non lontane dalle mie».

Parliamo di politica: ma davvero il voto in Emilia-Romagna è cruciale?
«Per me no, mentre a sinistra c’è grande preoccupazione. C’è in ballo solo il voto degli emiliano-romagnoli».

Non è sicuro di vincere?
«Non ci sono io al governo, né sono stato io a portare il premier in Umbria a mettere la faccia su una sonora sconfitta. Tuttavia, per la sua storia, la sinistra non potrebbe archiviare una sconfitta come se nulla fosse».

Ma se il 26 gennaio conquista la Regione, il 27 lei cosa chiede?
«Mah… Sa che non so nemmeno se ci arrivano al 27 gennaio. Questi fanno un vertice al giorno, litigano su tutto. Non darei nulla per scontato».

Non ha risposto.
«Se vincessimo sarebbe un’ottima notizia per i cittadini mentre per il Pd sarebbe la nona o la decima sconfitta consecutiva. Tanto più clamorosa perché subita in una regione rossa».

Tanto basterebbe per chiedere le dimissioni del governo?
«Per me il governo Conte II, corretto nella forma ma non nella sostanza politica, non doveva nemmeno nascere».

Giorgia Meloni ha detto che tocca a FdI indicare i candidati in Toscana e nelle Marche. È d’accordo?
«Come centrodestra un accordo lo abbiamo sempre trovato. E penso che ognuno avrà il suo spazio».

E di «Altra Italia», la nuova creatura di Berlusconi, cosa pensa?
«Tutto quello che ci aiuta a portare voti è benvenuto. Non sono geloso. Anche in Emilia Romagna ci saranno 2-3 liste civiche».

Forza Italia sembra ridotta al lumicino.
«Quando sono diventato segretario della Lega avevo più o meno quei voti. Se mi fossi preoccupato non avrei nemmeno cominciato. Ma il dato politico che conta è un altro».

A cosa si riferisce?
«Se si votasse oggi il centrodestra avrebbe una maggioranza assoluta e e governerebbe il Paese».

E invece governano M5S e Pd. Da ieri alle prese con la «grana» Ilva.
«Se la sono cercata. Già nel precedente governo avevamo dovuto dare battaglia per contrastare l’ideologia dei 5 Stelle. Nei giorni scorsi, col voto anche del Pd e dei renziani, è stato tolto lo scudo penale ed ora la frittata è fatta».

Ha parlato di «dilettanti, incapaci o venduti».
«Che siano stati dilettanti o incapaci lo dimostra il disastro che hanno provocato».

Ma perché «venduti»?
«Semplice: se l’acciaio non lo produci in Italia, lo devi andare a comprare altrove. Da chi? A che prezzo? Non vorrei che si trattasse dell’ennesimo favore all’Europa…».

Minaccia barricate in Parlamento.
«Oggi in apertura dei lavori chiederemo che il governo riferisca subito. Altrimenti, in maniera educata e rispettosa faremo in modo che i lavori non comincino».

Lei sostiene che il governo «è nemico del Sud».
«Il caso dell’Ilva è il più clamoroso. Ma ci sono crisi aziendali anche in Sicilia e in Campania. Ci siamo dimenticati di Whirpool? E che fin farà Alitalia? La verità è che questo governo ha il ministro per il Mezzogiorno ma finora si sono visti solo licenziamenti. ».

Quel ministero c’era anche nel suo governo?
«Sì, con la Lezzi… Il ministro ha cambiato cognome, la sostanza è la stessa».

Lei è un tifoso di calcio. Che idea si è fatto del caso Balotelli?
«A mio figlio predico sempre rispetto per giocatori e arbitri. Quindi, giusto condannare insulti e comportamenti oltraggiosi. Ma mi pare che si sia sollevato un polverone esagerato».

Ha qualcosa da dire al giocatore del Brescia?
«Se devo incontrare qualcuno penso a Liliana Segre».

Ha citato la Segre perché si è pentito dell’astensione sulla commissione da lei proposta?
«No, se ci si fosse limitati all’antisemitismo non avrei avuto problemi. Le commissioni etiche le lascio all’Unione Sovietica. Ma Liliana Segre è una persona che merita tutto il mio rispetto e le chiederò quanto prima un incontro».

5 novembre 2019 (modifica il 5 novembre 2019 | 07:01)

https://www.corriere.it/politica/19_novembre_05/io-cerco-dialogo-cattolicivedro-ruini-non-solo-lui-fbadce9c-ff46-11e9-aa9d-60f7e515e47b.shtml

Novembre 6, 2019Permalink

5 novembre 2019 La senatrice Segre parla ai medici

Liliana Segre, l’appello ai giovani medici: «Rispettate il giuramento, siate uomini e donne di buona volontà» – Il video
4 Novembre 2019 – 14:54 di Cristin Cappelletti

All’università Statale di Milano la senatrice a vita ha ricordato i medici ebrei italiani deportati durante la seconda guerra mondiale
Davanti a laureandi e studenti in medicina dell’università Statale di Milano la senatrice a vita ha lanciato un appello, un monito ai giovani medici: «In qualunque professione così come nella vita bisogna fare una scelta, ma chi è medico una scelta l’ha già fatta e non potrà e non dovrà mai scegliere così come hanno fatto i medici nazisti: dovrà curare l’altro, dovrà essere uomo o donna di buona volontà».
Nell’aula magna Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ha ricordato gli ultimi momenti del nonno malato di Parkinson, ucciso poi in un campo di concentramento perché considerato «un pericolo per il Terzo Reich».
«Venivano sempre dei medici in casa nostra. Molti vennero a salutare, molti vennero a dire: “noi andiamo via, non possiamo più esercitare qui”. Un capitale umano che fu perduto in quegli anni, pensiamo ai fisici, biologi, medici, persone che come Rita Levi Montalcini presero il premio Nobel ma che fecero le loro scoperte fuori dall’Italia», ricorda la senatrice a vita.
Un incontro, quello organizzato alla Statale, per ricordare cosa successe ai medici ebrei italiani durante la seconda guerra mondiale. «Al loro arrivo nei campi, tutti i medici vennero chiamati da parte e furono mandati per mesi – finché durarono – in quell’immondo ospedale chiamato “Revier” in cui molti entravano, perché le malattie erano tantissime, ma pochi uscivano. Quei medici erano crudelmente destinati anche a non curare più quelli che sarebbero andati nelle camere a gas, privilegiando quelli che se la sarebbero cavata con le poche medicine disponibili».
«A volte sembra di aver perduto, con la scelta di odiare invece che di amare, quei principi che devono invece condurre l’uomo e la donna nel proprio destino senza mai perdere di vista la scelta», ha concluso la senatrice, che al termine del suo intervento è stata a lungo applaudita dai partecipanti.

https://www.open.online/2019/11/04/liliana-segre-lappello-ai-giovani-medici-rispettate-il-giuramento-siate-uomini-e-donne-di-buona-volonta-il-video/

L’intervento che ho riportato sopra mi coinvolge particolarmente perché mi richiama un precedente di cui trascrivo la memoria dal mio blog.
Nel predisporre quella che sarebbe stata la legge la legge 94/2009 qualcuno aveva pensato alla figura del medico spia. Era il predecessore del ministro degli interni del governo da poco trascorso.

Era in discussione quello che l’anno successivo sarebbe diventato il “pacchetto sicurezza” (legge 94/2009). Fra le norme impronunciabili che conteneva e contiene c’era anche l’obbligo per i medici e gli operatori sanitari di denunciare chi si presentasse per cure (o vi capitasse dopo un incidente) a un qualsiasi servizio sanitario pubblico senza permesso di soggiorno. Il dr. Luigi Conte, allora Presidente dell’Ordine in Provincia di Udine, reagì col comunicato che riporto di seguito (come reagì l’ordine dei medici a livello nazionale) e la norma infame non arrivò nemmeno al dibattito parlamentare quando sarebbe stata blindata come la condanna dei figli dei sans papier a non esistere.
Fra tanta persistente barbarie fa piacere ricordare un gesto di civiltà

COMUNICATO STAMPA DELL’ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI UDINE
PREOCCUPAZIONE SU PROPOSTA EMENDAMENTO DEL C.D. “PACCHETTO SICUREZZA”
“Il Medico non è un delatore e risponde all’obbligo deontologico di garantire assistenza a tutti “senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.

Come da parecchi anni segnalo, senza che qualche sporadico segnale di interesse abbia mai prodotto una riforma legislativa, nella legge 94/2009 è rimasta intatta la condanna dei figli dei migranti irregolari a non avere il certificato di nascita che può essere loro concesso (la parola giusta sarebbe garantito ma in clima salviniano, benedetto dalle recenti parole del card. Ruini e dai silenzi sul punto dai tanto autorevoli vescovi italiani, mi attengo allo squallore del ‘concesso’) diventando per legge spie dei loro genitori burocraticamente irregolari (legge 94/2009 art. 1 comma 22 lettera g).
Quella condanna – resa tanto forte da farsi opinione comune – ha assicurato il mantenimento della norma infame durante il tempo dei governi ( si parte dal 4 Berlusconi quando fu votata con voto di fiducia) Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e Conte 2 e delle variegate maggioranze che li hanno sostenuti e li sostengono.
Dopo anni di tentativi frustrati di suscitare interesse ne ho scritto a Pietro Ichino, un giurista già parlamentare di cui ricevo una newsletter interessante e, sorprendentemente , ho ricevuto risposta.
Per leggere la mia lettera e altro connesso trascrivo in calce il link ma qui copio la risposta pur questa dal mio interlocutore pubblicata.
Cara Augusta, la mia opinione su questo argomento è in tutto e per tutto coincidente con la sua. La ringrazio di questa occasione che mi dà per esprimerla pubblicamente, e anche dei riferimenti normativi, che metto qui a disposizione dei parlamentari che vorranno attivarsi per correggere il vero e proprio… mostro giuridico che la indigna. (p.i.)
https://www.pietroichino.it/?p=54020

Novembre 5, 2019Permalink

4 novembre 2019 — Un cardinale risponde a domande dirette

Corriere della sera – Domenica 3 novembre 2019 pag.11
Intervista al cardinal Ruini: «La Chiesa dialoghi con Salvini. I sacerdoti sposati? Un errore»
«Salvini ha notevoli prospettive davanti a sé, però deve maturare. Il rosario? Un modo per affermare il ruolo della fede. Vedo un declino dell’autorevolezza della Chiesa. E il cattolicesimo politico di sinistra ha sempre meno rilevanza». di Aldo Cazzullo

Prima di entrare nella stanza del cardinale Camillo Ruini (Sassuolo, 1931, per sedici anni presidente dei vescovi italiani) si viene accolti dalla signora Pierina, tradizionale barometro della sua salute e del suo umore. Come sta? «È sempre il solito combattente» sorride lei.

Eminenza, sul «Corriere» Ernesto Galli della Loggia ha scritto che il voto in Umbria certifica «l’inconsistenza del richiamo politico di segno cattolico-democratico, nonostante l’impegno diretto della Chiesa». È d’accordo?
«In questi mesi Galli della Loggia ha scritto vari articoli molto acuti e penetranti. Penso anch’io che il “cattolicesimo democratico”, in concreto il cattolicesimo politico di sinistra, in Italia abbia sempre meno rilevanza. Sarei invece più cauto a parlare di impegno diretto della Chiesa».

In Umbria non c’è stato?
«Ha riguardato solo quella parte di uomini di Chiesa che sono a loro volta orientati a sinistra».

Ha l’impressione che i cattolici nella politica italiana non contino molto?
«Sì, oggi è così. E non per caso. Ma spero che non si tratti di una situazione irreversibile».

Dopo la fine della Dc e dell’unità politica dei cattolici, lei scelse la strada di influenzare gli schieramenti, in particolare il centrodestra. Non se n’è pentito?
«Non mi sono pentito. Senza mitizzarla, quella strada ha portato dei frutti. Si è trattato di sottolineare contenuti molto importanti, non solo per i cattolici, e di chiedere alle forze politiche di impegnarsi su di essi, o almeno di non contrastarli. Questa linea ha avuto maggiori adesioni nel centrodestra, ma ne ha trovate anche nel centrosinistra».

Cosa dovrebbero fare oggi i cattolici per far sentire la propria voce? Con il proporzionale non potrebbero fondare un loro partito?
«Domanda difficile. Non è questo il tempo per dar vita a un partito dei cattolici. Mancano i presupposti: per il pluralismo molto accentuato all’interno della Chiesa stessa, e per la sua giusta ritrosia a coinvolgersi nella politica. I cattolici possono però operare all’interno di quelle forze che si dimostrino permeabili alle loro istanze. È una strada oggi più faticosa di ieri, perché la scristianizzazione sta avanzando anche in Italia; ma non mi sembra una strada impossibile».

Salvini è così cattivo come lo dipingono? È possibile il dialogo con lui? O deve cambiare linea sui migranti?
«Non condivido l’immagine tutta negativa di Salvini che viene proposta in alcuni ambienti. Penso che abbia notevoli prospettive davanti a sé; e che però abbia bisogno di maturare sotto vari aspetti. Il dialogo con lui mi sembra pertanto doveroso, anche se personalmente non lo conosco e quindi il mio discorso rimane un po’ astratto. Sui migranti vale per Salvini, come per ciascuno di noi, la parola del Vangelo sull’amore del prossimo; senza per questo sottovalutare i problemi che oggi le migrazioni comportano».

Sbaglia a baciare il rosario?
«Il gesto può certamente apparire strumentale e urtare la nostra sensibilità. Non sarei sicuro però che sia soltanto una strumentalizzazione. Può essere anche una reazione al “politicamente corretto”, e una maniera, pur poco felice, di affermare il ruolo della fede nello spazio pubblico».

È vero che la Santa Sede rischia il crac finanziario?
«Attualmente non ho informazioni in merito, al di là di quello che leggo sui giornali. Però ho fatto parte per vent’anni del Consiglio dei cardinali per gli affari economici; e penso che la notizia sia fortemente esagerata. La Santa Sede non è così ricca come tanti pensano, e spesso i suoi bilanci sono in rosso; ma da qui a un crac finanziario la distanza è grande».

Il Sinodo sull’Amazzonia potrebbe consentire ai diaconi sposati di diventare preti. L’impressione è che possa essere il grimaldello per far saltare l’obbligo del celibato. O no?
«In Amazzonia, e anche in altre parti del mondo, c’è una grave carenza di sacerdoti, e le comunità cristiane rimangono spesso prive della messa. È comprensibile che vi sia una spinta a ordinare sacerdoti dei diaconi sposati, e in questo senso si è orientato a maggioranza il Sinodo. A mio parere, però, si tratta di una scelta sbagliata. E spero e prego che il Papa, nella prossima Esortazione apostolica post-sinodale, non la confermi».

Perché sbagliata?
«Le ragioni principali sono due. Il celibato dei sacerdoti è un grande segno di dedizione totale a Dio e al servizio dei fratelli, specialmente in un contesto erotizzato come l’attuale. Rinunciarvi, sia pure eccezionalmente, sarebbe un cedimento allo spirito del mondo, che cerca sempre di penetrare nella Chiesa, e che difficilmente si arresterebbe ai casi eccezionali come l’Amazzonia. E poi oggi il matrimonio è profondamente in crisi: i sacerdoti sposati e le loro consorti sarebbero esposti agli effetti di questa crisi, e la loro condizione umana e spirituale non potrebbe non risentirne».

Sta dicendo che un prete divorziato sarebbe un guaio?
«È così».

Ma lei non ha mai sentito la mancanza di una famiglia, di avere figli?
«Vivere il celibato non mi è stato facile: è un grande dono che il Signore mi ha fatto. Non ho però avvertito il peso di non avere figli, forse perché ho goduto dell’affetto di molti giovani. Quanto alla mancanza di una mia famiglia, sono tanto legato a mia sorella Donata (il cardinale indica una signora sorridente dalla fotografia che tiene accanto a quella di Wojtyla), e ho la fortuna di vivere con persone che per me sono come una famiglia».

Cosa si può fare allora per combattere il calo delle vocazioni? Per riempire i seminari? E anche le chiese, spesso disertate dai fedeli?

«A tutti questi interrogativi la risposta decisiva è una sola: noi cristiani, e in particolare noi sacerdoti e religiosi, dobbiamo essere più vicini a Dio nella nostra vita, condurre una vita più santa, e domandare tutto questo a Dio nella preghiera. Senza stancarci».

Papa Francesco è attaccato sia da coloro — come i vescovi tedeschi — che lo vorrebbero più riformatore, sia da coloro — come i vescovi nordamericani — che lo vorrebbero più conservatore. C’è il rischio di uno scisma?
«Non lo penso, e spero di no con tutto il cuore. L’unità della Chiesa è un bene fondamentale, e noi vescovi, in unione con il Papa, dobbiamo esserne i primi fautori».

Lei come giudica l’attuale pontificato? Sbaglia chi definisce Francesco un Papa «di sinistra», se non «populista»?
«Gesù Cristo ha detto: non giudicate, per non essere giudicati. Tanto meno io posso giudicare Francesco, che è il mio Papa, a cui devo rispetto, ubbidienza e amore. In questo spirito, posso rispondere che papa Francesco ha messo i poveri al centro del suo pontificato; e ricordo che anche san Giovanni Paolo II, molto diverso da lui, ribadiva di continuo l’amore preferenziale per i poveri».

Vede un declino dell’autorevolezza della Chiesa italiana?
«Lo vedo, purtroppo. Anche se non dobbiamo esagerare, e tanto meno disperare. Per recuperare autorevolezza dobbiamo esprimerci con chiarezza, coraggio e realismo sui problemi concreti; così la gente può comprendere che il messaggio cristiano la riguarda da vicino».

Il Papa emerito Ratzinger ha affermato che la crisi dell’Europa è antropologica: l’uomo non sa più chi è. Lei è d’accordo?
«Sì. Il principale motivo per cui non sappiamo più chi siamo è che non crediamo più di essere fatti a immagine di Dio; la conseguenza è che non abbiamo più la nostra identità, rispetto al resto della natura».

Lei ha scritto un libro sull’aldilà, «C’è un dopo? La morte e la speranza». Come se lo immagina?
«Ho 88 anni, e anche per questo all’aldilà penso ogni giorno, soprattutto nella preghiera. Immaginarlo è impossibile, se non per quello che ce ne ha detto Gesù Cristo: saremo per sempre con Lui e con Dio Padre, insieme ai nostri fratelli. Vivere già adesso il rapporto con Dio è il modo per pregustare la gioia che ci attende e che supera ogni nostro desiderio».

Ha mai qualche dubbio sull’immortalità dell’anima e sulla resurrezione della carne?
«Fino a Kant, l’immortalità dell’anima era l’idea prevalente tra i filosofi; il vero scandalo del cristianesimo è la resurrezione dei morti. Non i dubbi, ma più precisamente le tentazioni contro la fede nella salvezza futura mi hanno sempre accompagnato e affaticato. A vincerle aiuta la teologia, ma molto di più aiuta la preghiera. E ci confortano i segni che dall’aldilà talora arrivano».

Quali segni?
«Pensi alle tante guarigioni dovute all’intercessione di padre Pio. E anche a quelle — lo so per certo — dovute a san Giovanni Paolo II».

https://www.corriere.it/cronache/19_novembre_03/intervista-cardinal-ruini-la-chiesa-dialoghi-salvini-sacerdoti-sposati-errore-9729b784-fdb0-11e9-8a58-4dee50fcf96c.shtml

https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/11/03/padre-zanotelli-esterrefatto-ruini_0wcztO37pB9BskcELePMHN.html

Novembre 4, 2019Permalink

2 novembre 201 9 – Liliana Segre, una senatrice che si fa ostacolo all’indifferenza

Scrivo questa pagina nella forma con cui la pubblicherò successivamente su facebook sperando che qualcuno che può rendersi autorevole (io sono una ripetitiva noiosa) se ne faccia carico.

2 novembre 2019 – Gli applausi sono per i vincitori non si sprecano per le vittime.

Attenzione: non fermiamoci al 30 ottobre 2019 per considerare il significato di applausi attribuiti e negati.
Era già accaduto il 5 giugno del 2018. Liliana Segre era stata nominata senatrice a vita il 19 gennaio e quel giorno si presentava al Senato. L’omaggio alla senatrice già allora poteva significare per molti la richiesta di ‘perdono’ per essere stati, nella nostra storia di europei e di italiani, collaboratori di chi materialmente portò un treno partito dal binario 21 della stazione sotterranea di Milano ad Auschwitz .
Su quel treno viaggiavano una ragazzina e il suo papà.

Quella ragazzina oggi è una signora che ci offre non la rimozione del suo dolore ma la sapienza, nata dalla sua esperienza e dalla ragione che mai l’ha abbandonata , nell’organizzare la sua vita (sostenuta – come lei testimonia – dall’amore del marito) anche nei lunghi anni in cui ha voluto essere testimone soprattutto nelle scuole. Quando il Presidente della Repubblica glielo comunicò personalmente accolse il suo ruolo di senatrice a vita non come un onore dovutole ma con pienezza di responsabilità consapevole.
Ed è di questo che i suoi detrattori hanno paura, dai più volgari costruttori di offese ai parlamentari incapaci di renderle omaggio nel momenti in cui la Senatrice ci propone uno strumento per superare l’odio che impedisce di costruire e che per molti è sostanza di vita.
L’avere un nemico li aiuta ad essere se stessi

Che rifiutarsi alla necessità del nemico fosse la strada che  l’Europa avrebbe dovuto percorrere lo aveva capito
il cancelliere tedesco Willy Brandt che portò lentamente, attraverso la pratica dell’Ostpolitik, alla riunificazione tedesca, prima e dopo la distruzione del muro che, costruito nel 1961, fu abbattuto il 9 novembre 1989.

Non è questo mio blog il luogo per ‘fare storia’ ma vuole essere almeno un contributo a non dimenticare quanto fece Brandt a Varsavia il 7 dicembre 1970,un gesto che dà il significato di scelte

Willy-Brandt_davanti-al-monumento-che-ricorda-la-rivolta-del-Ghetto-di Varsavia

impraticabili dai meschinelli pericolosi
e nefasti che si aggirano nel vuoto
della memoria , nel loro spazio banale
ma non per questo meno pericoloso
dove, come ci ha insegnato Hannah Arendt,
si radica il male.

Dal piccolo osservatorio del Friuli Venezia Giulia non voglio trascurare il respingimento della mozione presentata al Consiglio Regionale per chiedere di « attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale».
Il mix dominante di odio, paura, ignoranza e indifferenza non ha escluso dal suo effetto il nord est del nostro paese.

Ha scritto Gad Lerner che « L’antisemitismo si conferma essere la matrice originaria e insopprimibile di un odio generalizzato» e mentre « al giorno d’oggi l’ostilità xenofoba si accanisce con maggiore sistematicità contro altre minoranze etniche e religiose , siamo in presenza di un fenomeno certamente minoritario e però diffuso, organizzato »

Chi voglia verificare la continuità di una linea politica accostando l’astensione dagli applausi del 5 giugno del 2018 con quello che è accaduto pochi giorni fa può farlo con il link che segue

http://www.occhiodinapoli.it/commovente-intervento-liliana-segre-senato-testo-integrale-5-giugno-2018/

mentre l’articolo di Gad Lerner da cui ho tratto la breve citazione conclusiva, pubblicato su La Repubblica il 27 ottobre si può leggere in
http://www.gruppolaico.it/2019/10/28/senatrice-ora-diciamo-basta/

Novembre 2, 2019Permalink

1 novembre 2019 – Calendario

.1 novembre 1911 – .. Primo bombardamento aereo italiano in Libia
…………………………. … .(e primo.bombardamento aereo della storia).
.1 novembre 2009 –     Morte della poetessa Alda Merini
.1 novembre 2016 –     Morte di Tina Anselmi, prima donna ministro nella storia della
……………………………… .repubblica
.2 novembre 1975 –     Assassinio di Pier Paolo Pasolini
.3 novembre 1970 —    Salvador Allende diventa presidente del Cile.
.4 novembre 1966 –     Alluvione di Firenze
.4 novembre 1995 –     Assassinio di Yitzhak Rabin
.5 novembre 2017 –     Elezioni in Sicilia. Disastro tutta sinistra
.6 novembre 1962 –     Risoluzione ONU contro l’apartheid in Sudafrica
.7 novembre 1917 –     Rivoluzione d’Ottobre
.8 novembre 1960 –     USA: elezione alla presidenza di J.F.Kennedy
.8 novembre 2016 –      USA: elezione alla presidenza di D. Trump
.9 novembre 1938 –      Germania: “notte dei cristalli”
.9 novembre 1989 –      Germania: abbattimento del muro di Berlino
.9 novembre 1993 –      Distruzione del ponte di Mostar
10 novembre 1483 –      Nascita di Martin Lutero
11 novembre 1992 –      La chiesa anglicana inglese ammette le donne pastore
…………………..….…………(gli anglicani usano anche il termine ‘prete’).
………………………..…… Dicembre 2014: consacrazione della prima ‘vescova’
13 novembre 354 –        Nascita di Agostino di Ippona
13 novembre 2015 –      Attentati dell’ISIS a Parigi – strage del Bataclan
15 novembre 1988 –      L’ANP annuncia la nascita dello stato palestinese
16 novembre 1989 –      El Salvador – strage dell’UCA – Universidad entroamericana
……………………………….. José Simeón Cañas
17 Novembre 1938 –     REGIO DECRETO LEGGE n. 1728
…………………………………Provvedimenti per la difesa della razza italiana
18 novembre 1626 –      Consacrazione della basilica di San Pietro
19 novembre 1975 –      Spagna: morte del dittatore Francisco Franco
20 novembre 1945 –      Inizio del processo di Norimberga
20 novembre 1989 –        L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la
………………..…..………….Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia
……………………….……….e dell’adolescenza (nota 1)
22 novembre 2004 –      Ucraina: inizio della ‘rivoluzione arancione’
23 novembre 1971 – …..La Cina sostituisce Taiwan nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
25 novembre 1973 – ….Grecia: golpe militare
25 novembre –                Giornata contro la violenza sulle donne
25 novembre 1992 – … Il Parlamento vota la divisione fra Repubblica Ceca e Slovacca
25 novembre 2016 – …  Morte di Fidel Castro
26 novembre 1915 – … Einstein presenta la teoria della relatività generale
26 novembre 1954 – ..   Ritorno di Trieste all’Italia
27 novembre 1941 – …..Resa di Gondar: l’Italia lascia l’Africa Orientale.
…………………………………….(Gondar – antica capitale imperiale dell’Etiopia)
29 novembre – ………….ONU: giornata internazionale di solidarietà con il popolo
…………………………………….palestinese (nota 2)
30 novembre 1780 -…….Muore Maria Teresa d’Austria
30 novembre 1786 -…     .Il granduca di Toscana abolisce la pena di morte
30 novembre 1943 -…….Morte di Etty Hillesum ad Auschwitz
30 novembre 1999 – …..Seattle: prima mobilitazione del movimento no-global
…………………………….….
Note:
[nota 1] L’elenco delle giornate internazionali celebrate dalle Nazioni Unite si raggiunge con http://www.centrounesco.to.it/?action=view&id=337
[ntoa 2]

29 novembre: Giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese

Novembre 1, 2019Permalink

31 ottobre 2019 – L’uso dell’applauso dal 5 giugno 2018 al 30 ottobre 2019

Ieri il Senato non si è voluto sottrarre alla celebrazione della propria inadeguatezza dividendosi nel voto alla mozione conforme alla proposta di legge Segre per l’ “Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”.
Il voto non è stato unanime: si sono astenuti Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia..
La divisione dei rappresentanti di un popolo (evidentemente diviso nei valori fondanti come espressi nella Costituzione) è stata anche visivamente rappresentata dalla distribuzione degli applausi e dalle posizioni (in piedi o seduti) dei senatori durante la standing ovation.

Qualcuno si è meravigliato: io no .
Il mio blog non me lo consente e la mia tartarughina identificativa          
dal pavimento della basilica di Aquileia mi ricorda, con il suo collo ritto,
che  bisogna tener ritta la schiena anche quando significa solitudine
e, per qualcuno, forse paura.

Il 7 giugno 2018 avevo registrato nel mio blog la scansione degli applausi durante il primo discorso in Senato della Senatrice Segre.
Oggi richiamo con il link in calce quel testo perché voglio testimoniare la mia consapevolezza della continuità di una linea di ‘tolleranza’ (posso dire almeno questo?) nei confronti delle parole d’odio che sostengono intolleranza , razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza .
Il già ministro Salvini ha paura del ‘bavaglio censorio’ che colpirebbe evidentemente chi non è contro il razzismo e l’antisemitismo e questa sua libertà di parola proclama a un seguito significativo di seguaci.
E a questo punto voglio ricordare un punto di particolare significato nel discorso della Senatrice pronunciato più di un anno fa nel ricordo della sua prigionia testimoniato dal numero che porta sul braccio:
« In quei campi di sterminio altre minoranze, oltre agli ebrei, vennero annientate. Tra queste voglio ricordare oggi gli appartenenti alle popolazioni rom e sinti, che inizialmente suscitarono la nostra invidia di prigioniere perché nelle loro baracche le famiglie erano lasciate unite; ma presto all’invidia seguì l’orrore, perché una notte furono portati tutti al gas e il giorno dopo in quelle baracche vuote regnava un silenzio spettrale.
Per questo accolgo con grande convinzione l’appello che mi ha rivolto oggi su “la Repubblica “ il professor Melloni. Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le energie che mi restano ».

Anche la mia regione – FVG- non si sottrae all’indifferenza che è puntello solidale del peggio, di quel peggio che è incapace di applaudire a una testimonianza efficace di dignità..
L’11 settembre avevo pubblicato nel mio blog diariealtro il testo integrale di una mozione (n.55) presentata dal Consigliere Furio Honsell con cui chiedeva, tra l’altro di
« attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale».
La mozione presentata il 19 febbraio 2019 è stata respinta il 26 giugno da aspiranti primi della classe cui nessuno può negare di essere fisicamente adulti.
I mezzi di informazione non ne hanno dato notizia .
Non so, devo ancora verificare i giornali di oggi, se qualcuno se ne ricorderà in occasione di quanto accaduto in Senato ieri.

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/10/30/senato-approva-mozione-segre-con-151-si-e-98-astenuti_36f67d96-68a5-48e4-8895-0e0ab57a0da8.html

Commissione Segre. Fazzolari (Fdl), non è sull’antisemitismo ma è volta alla censura politica

11 settembre 2019        diariealtro.it/?p=6860

7 giugno 2018               diariealtro.it/?p=5830

Ottobre 31, 2019Permalink