7 dicembre 2016 ­ Ho bisogno di fare il punto per pensarci su

Il trucco dell’Italicum

Abbiamo una legge elettorale che non prevede norme per il Senato. Se ben ricordo inizialmente c’erano ma sono state eliminate in corso di lavori prima del voto per il referendum, quindi quando il senato, nel bene e nel male c’era, con i poteri che la Costituzione –in vigore prima e dopo del referendum – gli attribuiva e gli attribuisce.. Ora mi rendo conto che, se votassimo subito, lo faremmo con due leggi: una per la camera e una per il senato (e in questo caso, quale?). Scema io a non  capirlo subito, scema ma non sola.

Mi guardo attorno e mi angoscio

Ieri – ragionando con un’amica della cui competenza e razionalità estranea da opportunismi mi fido –ne ho ottenuto questo schema che condivido:

1 Se si sciolgono le camere tutto resta bloccato.
2 Se si forma nuovo governo bisognerà vedere se il mandato é limitato alle leggi elettorali
3 o, se si intenda traghettare al 2018.
Nel qual caso poterebbe essere completato l’iter di leggi che, approvate alla camera,  si giacciono in varie modalità alla attenzione del senato (sempre che questo senato sia capace di una decisione).

Leggendo questo schema mi rendo conto che nessuno dei punti elencati mi offre ipotesi di speranza … soprattutto se immagino i probabili vincitori di prossime elezioni, vincitori che scaramanticamente non nomino.

Un ricordo del 2013

Oggi facebook mi ha riproposto il ricordo di un mio blog del 2013 in cui facevo memoria del grande Nelson Mandela, un’immagine di persona che mi consente un attimo di distrazione consolatoria dai nanerottoli che oggi occupano la nostra scena. Nelson Mandela era morto due giorni prima la pubblicazione del mio testo di cui riporto il link:

http://diariealtro.it/?p=2830

 

5 dicembre 2016 – Questa mattina mi son svegliata …

.. e ho trovato il vaso di Pandora aperto.
Ieri pomeriggio avevo acquisito una informazione positiva: la vittoria di Van der Bellen in Austria. Al momento il pericolo di un neonazista, presidente della Repubblica al di là del nostro confine sembra sventato. Ieri sera sono andata a dormire dopo aver inserito in facebook il mio scritto sulle ragioni per cui avevo annullato la scheda elettorale. Non l’avevo fatto prima perché non volevo coinvolgere nessuno in una decisione brutta e disperata: una scelta senza appigli che mi potessero convincere da nessuna parte. Fermo restando che non potevo votare SI’ per ragioni di merito, che non sto a ripetere, ho constatato la vittoria di un vaso di Pandora che, aperto, riverserà frammenti buoni e cattivi da usare nella vita e nelle scelte di tutti noi. Ultimo frammento pessimo: il bambino che giorni fa in piazza Montecitorio si era avvicinato a Salvini (uno dei ‘vincitori’ tramite NO) dichiarando “noi non vogliamo gli stranieri” e ricevendone un premiale, ripetuto e sogghignate  “Numero 1”. Così, attraverso la parola di un leader in una folla plaudente, si instillano i fondamenti del razzismo che poi cresceranno. Certo, se avesse vinto il SI’ non sarebbe andata meglio, anzi.

Il mio triplice filo di Arianna
Per leggere le proposte di riforma bocciate ieri mi ero costruito un personale fino di Arianna fatto di tre fili intrecciati fra loro.
– 1.  il principio di uguaglianza realizzato come “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (Cost. art 3 comma 2)”
– 2.  e avevo ben presente che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche , di condizioni personali e sociali” (Cost. art. 3 comma1).
– 3. Poi c’era un terzo filo, quello robusto attorno al quale si intrecciavano i primi due: il convincimento che la politica sia strumento per promuovere, con tutti i nostri limiti di capacità e di forze, l’eguaglianza (che – per onestà e chiarezza – abbiamo declinato anche  in ‘pari opportunità’).

IL certificato per esistere
Mi è chiaro che l’esistenza giuridica di una persona necessita di un riconoscimento adeguato e valido. Nella nostra storia di civiltà (non solo italiana) si è configurato come certificato di nascita. Dal 2009 la legge 94 (art. 1, comma 22, lettera g) ne ostacola gravemente l’acquisizione per i figli dei non comunitari privi di permesso di soggiorno, figli che nascano in Italia. Era una legge voluta fortemente dall’allora ministro dell’interno Maroni nel quadro del quarto governo Berlusconi. Nei sette anni successivi forze diverse (collocabili per semplificare nel SI’ e nel NO) non l’hanno voluta cambiare. Uso il verbo volere e non potere perché, volendo, avrebbero potuto: si trattava infatti di una riforma senza onere di spesa, che non prevedeva l’introduzione di principi nuovi ma solo il ritorno al sistema precedente il 2009. Questo atteggiamento beffardo nei confronti di soggetti che non possono farsi lobby, che solo alla politica si affidano perché privi di ogni forza,  è stato consolidata da decisioni sconvolgenti in cui i bambini sono stati usati – meglio abusati – per spaventare i genitori a gloria e onore di soggetti ululanti più che parlanti  (ma di ciò ho scritto ieri – http://diariealtro.it/?p=4767 ).
Siamo alla negazione della politica

Spes contra spem
Nel bene e nel male le forze NO della mia scatola di Pandora (dove ci sono anche elementi di positività da scovare) hanno acquisito maggior forza in Parlamento. Se fra loro emergesse qualche gruppo pensante e parlante di conseguenza, capace delle necessarie alleanze su progetti di civiltà, potrei sperare. Temo però che il loro collante resterà l’ANTI, qualcuno o qualche cosa che sia E l’anti non ha nulla a che fare con il “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
E sperare, dopo essermi guardata attorno con una qualche attenzione, mi è sempre più difficile.

4 dicembre 2016 – Chiarisco a me stessa, poi vado a dormire e domani mattina vedrò

Anche Cartesio ragionevolmente dubitava. Perché non io?

Adesso provo a chiarire a me stessa (e, a urne chiuse, pubblicherò su facebook) perché ho annullato la scheda del referendum. Dopo aver preso visione delle modifiche della Costituzione sottoposte a referendum ho deciso di non votare SI’. Ho conservato i testi di molte sagge e competenti analisi nel mio archivio personale, qualche cosa ho trasferito nel blog e da lì su fb. Ora però mi interessa spiegarmi (a mia futura memoria) perché non ho potuto votare NO. Il SI’ mi garantirebbe – dicono – la continuità politica con qualche modifica nei comportamenti (cominciamo a cambiare, era il mantra). Considerazione del tutto marginale ma quando qualche cosa diventa ridicola a me scatta un segnale d’allarme. Mi chiedo, se vincerà il SI’,  come potranno arrangiarsi fra i corridoi di palazzo Madama e l’aula i senatori nuovo modello che non si conosceranno fra di loro, probabilmente non faranno in tempo a conoscersi ed entreranno nel loro ruolo a piccoli gruppi, in momenti diversi secondo le elezioni locali e la conferma della eventuale scelta differenziata dei cittadini (non credo che comuni e regioni tireranno sbrigativamente a sorte i nominativi dei senator/consiglieri). Temo che, per la difficoltà di girare in un palazzo ignoto fra sconosciuti, la domanda più frequente sarà: ‘ Scusi dov’è la toilette?’. Non dimentichiamo che si tratta di un necessario luogo di universale conforto per chiunque, comunque collocato..

Ma veniamo al ‘perché del mio no al NO’

La causa del mio no al NO è dei suoi sostenitori che lasciavano intravedere, e spesso prevedevano con sicurezza, un futuro diverso e migliore in caso di vittoria. Ora, in caso di successo del NO, resteremo con la Costituzione in vigore e l’insieme dei gruppi che lo sostengono perderanno anche il collante dell’antirenzismo che svaporerà come la benzina in una bottiglia dimenticata aperta. Per proporre modifiche di loro gradimento (pur se migliorative del testo  del SI’) i gruppi pro NO dovranno allearsi in modo da costituire maggioranze. E’ possibile che lo facciano? Personalmente non credo ne siano capaci. Pendo ad esempio l’ignobile manifesto del movimento Pro Vita che, a sostegno del suo dichiarato NO, afferma
Pro vita non si occupa della politica. A noi non interessano i partiti ma i diritti dei bambini. Se passa il referendum sulla riforma costituzionale il 4 dicembre ci troveremo con una Camera legislativa nelle mani della maggioranza che farà passare leggi come l’utero in affitto, l’eutanasia, le norme contro l’omofobia, la liberalizzazione della cannabis. Quindi, per ragioni di coscienza non abbiamo alternativa, il 4 dicembre votiamo ‘no’”.

Con analoghe motivazioni nel 2005 il movimento Scienza e Vita sostenne il card Ruini nel sua squallidamente furbesco invito agli italiani a non andare a votare al referendum per l’abrogazione della legge 40 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”. Non si trattava di referendum confermativo, il quorum era necessario e l’incrocio fra una bella domenica di giugno, la pigrizia degli elettori e le surrettizie  blandizie del cardinale produsse la mancanza di quorum. Nel recente dibattito sulla legge Cirinnà l’on.Giovanardi e i suoi sodali, più con beceri toni urlati che con raziocinio, riuscirono a escludere  ogni protezione da parte del partner per i figli del compagno o compagna quando il genitore legalmente riconosciuto venisse a mancare. Beffardamente finsero di non sapere che pochi mesi prima era stata approvata una legge che sanciva il diritto alla continuità affettiva dei bambini che, già in affido, diventassero adottabili. Il soggetto privilegiato a prendersi cura di loro deve essere l’affidatario cui i bambini non devono venir tolti per venir affidati ad altre famiglie anche se in ‘lista d’attesa’ (Legge, 19/10/2015 n° 173).
Ne consegue che ci sono bambini che, per la condizione di eterosessualità dei loro genitori affidatari hanno la garanzia della continuità affettiva come diritto, altri che – per il diverso tipo di sessualità di chi di loro ha una cura genitoriale – tale diritto non hanno. Le forze del SI’, maggioritarie in parlamento, hanno ampiamente dimostrato il loro disinteresse per soggetti deboli cui solo la politica potrebbe dare contrattualità, ma hanno comunicato a tutti noi la politica ha altro da fare.

Che hanno da dire i sostenitori del gruppo dei NO in merito?

Mi aspettavo la promessa di un distinguo. Invece nessuno di loro, che io sappia, ha avuto la dignità di affermare ufficialmente e pubblicamente: “Se vinceremo, per la maggior forza che avremo in Parlamento non lasceremo prevalere chi abusa dei bambini per spaventare i genitori, nemmeno se si tratti di non  comunitari privi di permesso di soggiorno, mutilati per legge della possibilità di dirsi padri e madri”.
Il silenzio mi fa pensare che, trovandosi di fronte a rinnovate o consolidate minacce di creare bambini fantasma, non faranno quanto in loro potere per evitare tale scempio, certi insieme del silenzio complice della società civile organizzata e delle chiese mute.
Il mio rifiuto a quel NO non conta nulla ma, in questo caso, è tutto quello che ho

dicembre 4, 2016Permalink 2 Comments

4 dicembre 2016 — Un altro inizio. Oggi forse gli inizi sono più deboli ma gli indizi di una ripartenza ci sono

ADN-ZB/Archiv Deutschland unter dem faschistischen Terrorregime 1933-1945 Weltweit als Dokument der Schande für die Nazi-Schergen wurde dieses Foto vom März 1933. ein jüdischer Anwalt, der noch auf die Polizei als Hüterin von Recht und Ordnung vertraut hatte, wird von SA-Rowdys, die als Hilfspolizisten fungierten, über den Stachus in München getrieben. Der Mann, den das Bild zeigt, der Münchner Rechtsanwalt Dr. Michael Siegel, einer der ersten Opfer des braunen Terror-Regimes, war einer der wenigen, der es überlebte, obwohl er bis in die Kriegszeit hinein in Deutschland ausharrte. Er ist am 15. März 1983 im 97. Lebensjahr in Lima (Peru) gestorben. Foto: Heinrich Sanden

ADN-ZB/Archiv
Deutschland unter dem faschistischen Terrorregime 1933-1945
Weltweit als Dokument der Schande für die Nazi-Schergen wurde dieses Foto vom März 1933. ein jüdischer Anwalt, der noch auf die Polizei als Hüterin von Recht und Ordnung vertraut hatte, wird von SA-Rowdys, die als Hilfspolizisten fungierten, über den Stachus in München getrieben. Der Mann, den das Bild zeigt, der Münchner Rechtsanwalt Dr. Michael Siegel, einer der ersten Opfer des braunen Terror-Regimes, war einer der wenigen, der es überlebte, obwohl er bis in die Kriegszeit hinein in Deutschland ausharrte. Er ist am 15. März 1983 im 97. Lebensjahr in Lima (Peru) gestorben.
Foto: Heinrich Sanden

 

La storia della foto che allertò il mondo del pericolo nazista
Di Renato Paone da L’Huffington Post

10 marzo 1933, sono passate poche settimane da quando Adolf Hitler è salito al potere. In Germania qualcosa sta cambiando. In molti guardano curiosi agli sviluppi della politica interna tedesca, senza capire bene cosa stia realmente accadendo. Assistono curiosi. I nazionalsocialisti si insediano – legittimamente – nei municipi, come a Monaco. Si sono subito messi all’opera, girando per le strade della città e prendendo di mira i negozi dei commercianti ebrei. Minacce perlopiù, ma in alcuni casi si passa alle maniere forti.

Il signor Max Uhlfeder, proprietario del secondo grande magazzino più importante della città, si avvia come ogni giorno al lavoro. Quel che trova al suo arrivo è solo distruzione: vetrine sfasciate e gli interni devastati dalla furia degli uomini delle SA.

Non contenti, arrestano lo stesso Uhlfeder, che si unisce ad altre 280 persone, tutte trasportate nel campo di Dachau in “custodia protettiva”, come si legge nel documento redatto dagli ufficiali. Gli arrestati sono tutti ebrei.

Il suo avvocato, il signor Michael Siegel – ritratto nella foto – viene contattato dalla famiglia dell’imprenditore, e subito si attiva. Valigetta alla mano, entra negli uffici della polizia per sporgere denuncia, quell’arresto non aveva alcun senso, Uhlfeder non aveva commesso alcun reato, i suoi diritti civili ignorati. Seduti alla scrivania, però, Siegel non trova i soliti ufficiali di polizia, ma degli uomini in divisa che indossano delle camice brune. Sono gli uomini delle Sturmabteilung, un gruppo paramilitare del partito nazista.

Siegel inizia a esporre la questione, ma da dietro la scrivania partono solo grasse risate. Risate che si trasformano in insulti. E dagli insulti si passa alla violenza. Siegel viene colpito al volto, poi viene preso di forza e portato nel seminterrato del municipio, dove viene malmenato da alcuni uomini. Lo colpiscono, perde gli incisivi, un timpano perforato. Non contenti, gli strappano i pantaloni all’altezza del ginocchio e gettano le scarpe. Malmenato e tramortito, lo caricano di peso e lo portano fuori dagli uffici. Un uomo con in mano un cartello gli si avvicina, lo costringe a stare dritto e immobile: glielo deve mettere addosso. Su questo una scritta, un monito: “Non mi lamenterò più con la polizia”.

Inizia la marcia di Siegel per le strade di Monaco, seguito da un drappello di sette uomini delle SA. Marciano baldanzosi, loro, mentre raccolgono qualche approvazione da parte delle persone che si fermano a osservare la scena. Altri rimangono di pietra vedendo quell’uomo ferito e pestato a sangue sfilare con quella scritta appesa al collo. Il piccolo corteo arriva fino alla stazione centrale. Siegel rimane eretto, il sangue che gli cola sugli occhi pesti, fino alla bocca senza denti. Le SA gli intimano di fermarsi, caricano i fucili, glieli puntano addosso. L’ufficiale lo schernisce, poi dice: “Jetzt stirbst du, Jud! – Ora morirai, ebreo”. Scoppiano a ridere, fanno dietro front e se ne vanno.

Siegel è sconvolto, vuole e deve tornare a casa dalla sua famiglia. Si incammina tra la folla, qualcuno continua a deriderlo.Tra questi, però, si trova il fotografo Heinrich Sanden. Con la sua macchina fotografica aveva immortalato quanto accaduto all’avvocato. Si avvicina a Siegel e gli chiede: “Ho il suo permesso di pubblicare le foto che le ho scattato?”. La risposta di Siegel è secca: “Sì”.

Il fotografo intuisce immediatamente l’importanza di quelle foto, ma allo stesso tempo del rischio che rappresentano: se lo dovessero trovare in possesso di quegli scatti farebbe di certo una brutta fine. Chiama un’agenzia giornalistica americana con sede a Berlino. La redazione gli compra le foto e gli dice di inviarle appena possibile. Foto che partono alla volta degli Usa, a Washington DC. Il 23 marzo il Washington Times le pubblica. Le foto fanno il giro del mondo.

Nel frattempo, l’avvocato Siegel e la sua famiglia organizzano la fuga dalla Germania, da cui riescono a scappare nell’agosto del 1940, un lungo viaggio che parte da Berlino, passando per la Russia sulla transiberiana, in Corea e in Giappone. Da qui una nave li porterà in America, ma loro andranno fino in Perù. Siegel è così riuscito a sopravvivere fino all’età di 97anni. Un giorno gli chiesero cosa stesse pensando durante il pestaggio. Senza mezzi termini la risposta dell’avvocato: “Che sarei sopravvissuto a ognuno di loro”.

Sanden continuò la sua attività di fotoreporter, ma quell’esperienza, quella scena di quell’uomo umiliato in pubblica piazza non la dimenticò mai. E come lui tante altre persone. La gente cominciò a capire che in Germania qualcosa stava cambiando e che forma questo cambiamento stesse prendendo.

FONTE  (testo pubblicato l’1/12 da L’Huffington Post ): http://www.huffingtonpost.it/2016/12/01/storia-foto-allerto-mondo-nazismo_n_13346104.html?ncid=engmodushpmg00000003

3 dicembre 2016 – Una lettera alla Presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato

A seguito della notizia scritta ieri sul bambino fantasma di Moncalieri – e convinta che non sia il solo a vivere questa sorte (senza dimenticare i piccoli figli di migranti in Svizzera cfr nota finale) e soprattutto che l’esistenza di una legge del 2009 finalizzata a crearne alcuni ci insozza tutti– ho scritto alla Presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato.
Ho poi inviato simili lettere al direttore de La Stampa, de La Repubblica e ad alcuni parlamentari. Risponderanno? Non credo.

Gentile Presidente Finocchiaro,
ho letto su vari quotidiani (e ne ha dato notizia anche il Giornale Radio di Rai3 delle ore 13.45 di oggi 2 dicembre) di un bambino, nato nel 2009, che da allora è vissuto nascosto in casa a Moncalieri. Tale situazione lo avrebbe privato della frequenza alla scuola, delle vaccinazioni, delle relazioni con i coetanei.
Responsabile di questa violenza, perpetrata attraverso l’omissione di un atto dovuto, sarebbe il padre che non avrebbe provveduto a registrarne la dichiarazione di nascita. Se il padre del piccolo fantasma fosse italiano la situazione del comune (di cui quest’uomo è diventato spia) potrebbe risolversi con una miglior organizzazione degli uffici e una puntuale attenzione dei servizi alla popolazione più fragile,  pur nella consapevolezza della irrimediabilità del danno già fatto.
Dalle notizie che circolano non è però chiaro se il padre sia italiano.
Se fosse un cittadino non comunitario privo del permesso di soggiorno farebbe necessariamente parte dei soggetti ostacolati a riconoscersi genitori e interessati quindi all’approvazione dell’art. 2, comma 3 del ddl 2092 (Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza) da molti mesi all’attenzione della commissione che Lei presiede.
L’approvazione di quel comma risolverebbe la situazione creata nel 2009  (legge 94 art. 1 comma 22 lettera g) che penalizza bambini colpevoli di essere nati da genitori ‘burocraticamente sbagliati’, rendendoli simili al piccolo di Moncalieri.
Quel  caso dimostra quanto facile sia devastare la vita di un minore, fino a cancellarne l’esistenza giuridicamente riconosciuta. e per sé sollecita nuova attenzione al problema.
L ’approvazione del ddl 2092 darebbe finalmente  il segno di una attenzione dovuta ai diritti fondamentali della persona anche se incapace o non in grado di farsi voce forte e condivisa.
Ringraziandola per l’attenzione, porgo cordiali saluti
Augusta De Piero .

Articolo di riferimento: http://www.lastampa.it/2016/12/01/cronaca/a-moncalieri-vive-un-bambino-fantasma-ha-anni-ma-non-esiste-mai-registrato-alla-nascita-6dirmTCoc6GuJJaTLTCN6M/pagina.html

A proposito dei bambini nascosti in Svizzera
7 febbraio 2013  —  http://diariealtro.it/?p=2088

 

 

1 dicembre 2016 – Fantasma a Moncalieri

Ricopio con disagio profondo la notizia che segue

A Moncalieri vive un bambino fantasma, ha 7 anni ma non esiste: “Mai registrato alla nascita”

Il piccolo non frequenta alcuna scuola, né è stato sottoposto a vaccinazioni. La madre: “Il mio compagno mi ha sempre detto di averlo registrato alla nascita”. Il padre è irreperibile

Giuseppe Legato Moncalieri   Pubblicato il 01/12/2016 (Ultima modifica il 01/12/2016 alle ore 19:29)

Un bambino invisibile. Mai registrato all’anagrafe, mai iscritto a scuola. Ha 7 anni. Lo hanno trovato i carabinieri di Moncalieri martedì scorso all’interno di una casa in una borgata delle precollina. Viveva con la mamma, il padre è irreperibile. I militari dovevano notificare un atto giudiziario alla donna, e quando hanno visto il piccolo hanno chiesto chi fosse (dai loro controlli anagrafici risultava una sola persona in quell’alloggio). Cinzia F., 48 anni ha risposto senza esitare: «E’ mio figlio». Ma il minore, nato all’ospedale di Moncalieri nel 2009, non esiste per lo Stato italiano.

Non ha frequentato la scuola, non ha mai fatto le vaccinazioni obbligatorie. Un fantasma. La donna ha sostenuto di averlo partorito a Moncalieri e i riscontri fatti dai carabinieri confermano. «Il mio compagno mi aveva detto che ci avrebbe pensato lui», ha raccontato lei ai militari.

Sia lei sia il padre – irreperibile al momento – sono stati denunciati per inosservanza dell’obbligo di istruzione. Secondo quanto si apprende dai carabinieri il bambino è in buone condizioni di salute ed è stato visitato all’ospedale Regina Margherita e trasferito in una località protetta. Stessa sorte per la madre, affidata ai servizi socio-assistenziali: dietro a questa storia c’è un retroscena di disagio familiare.

2009: una data significativa

Il bambino è nato nel 2009, nell’anno in cui fu approvata la legge 94 che all’art. 1 comma 22 lettera g) impone la presentazione del permesso di soggiorno per registrare gli atti di nascita. I primi bambini penalizzati da quella norma infame oggi avrebbero appunto sette anni, come il piccolo fantasma casualmente trovato a Moncalieri dai carabinieri.

Il padre irreperibile
E’ italiano o non comunitario privo di permesso di soggiorno e quindi in una condizione burocratica tale per la legge italiana da suggerirgli, se così fosse, di non registrare la dichiarazione di nascita del figlio per non incorrere nel rischio di espulsione?
Situazione di disagio familiare dice l’asettica notizia, tale però da suggerire il trasferimento del piccolo in una località protetta ‘provvedendo’ allo stesso modo alla madre.
Sono sette anni che inseguo fantasmi costruiti a norma di legge (si veda nel mio blog il tag anagrafe).
Se questo piccolo fosse uno di quei fantasmi dove dovrebbero recarsi i carabinieri? In Parlamento?

FONTE

http://www.lastampa.it/2016/12/01/cronaca/a-moncalieri-vive-un-bambino-fantasma-ha-anni-ma-non-esiste-mai-registrato-alla-nascita-6dirmTCoc6GuJJaTLTCN6M/pagina.html

1 dicembre 2016 – Calendario di dicembre

.1 dicembre 1955 – Rosa Parks si rifiuta di cedere a un bianco il suo posto in
…………………………. autobus. Alabama (Montgomery Bus Boycott)
.1 dicembre 2000 – Il giudice Guzman dispone il processo contro Pinochet in Cile
.1 dicembre 2013 –  Rogo fabbrica cinese a Prato .
.2 dicembre 1968 –  La polizia uccide due braccianti ad Avola
.2 dicembre 2002 –  Morte di Ivan Illich
.2 dicembre 2015 –  Strage a San Bernardino – California
.3 dicembre 1984 – India, disastro di Bhopal. Muoiono più di 3800 persone
.4 dicembre 1975 –  Morte di Hanna Arendt
.4 dicembre 1999  – Morte di Nilde Jotti
.4 dicembre  2016 – Referendum confermativo modifica Costituzione
.5 dicembre 1349 –  Norimberga strage ebrei accusati di essere responsabili della
peste del 1348.
.5 dicembre 2000 – Italia: ergastolo per due generali della dittatura argentina
.5 dicembre 2013..- Morte di NELSON MANDELA
.6 dicembre 1975 – Roma: prima manifestazione del movimento femminista
.6 dicembre 1990 –  Casalecchio di Reno. Strage liceo Salvemini
.6 dicembre 2015  – Primo giorni di Hanukkah (Chanukach)
.7 dicembre 1965 –  Si chiude il Concilio Vaticano II
.8 dicembre 1978 –  Viene fermato il golpe di Junio Valeria Borghese
.8 dicembre 2015 –   Apertura del Concilio Vaticano II
.9 dicembre 1987 –  Israele: inizio della prima Intifada
10 dicembre 1948 – Firma della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo
11 dicembre 1997  – Unione europea firma il protocollo di Kyoto
12 dicembre 570 (?)– Nascita del profeta Muhammad (Mawlid al-Nabi)
………………………….. La data è da alcuni storici spostata anche fino al 580
12 dicembre 1969 – Milano: strage alla Banca dell’agricoltura di piazza Fontana
13 dicembre 1294 – Celestino V rinuncia al papato
14 dicembre 1995 – Bosnia: firma degli accordi di Dayton
14 dicembre 2015 – Ultimo giorno di Hanukkah (Chanukach)
15 dicembre 1969 – Morte Giuseppe Pinelli
15 dicembre 1972 – Approvazione della legge 772 sull’obiezione di coscienza
17 dicembre 2014 –  USA e Cuba annunciano relazioni diplomatiche
18 dicembre 1994 – Si dimette Silvio Berlusconi (primo governo)
19 dicembre 2001 –  In Argentina inizia il carcerolazo contro il governo
20 dicembre 2008 –Morte di Piergiorgio Welby
22 dicembre 1988 – Brasile: uccisione di ‘Chico’ Mendes
23 dicembre 1899 –  Nascita di Aldo Capitini
24 dicembre 1979 –  Le truppe sovietiche invadono l’Afghanistan
25 dicembre 1989 –  Romania: viene giustiziato Nicolae Ceausescu
25 dicembre 2016  –  Hanukkah (Festa della luce. 25 – 31 dicembre)
26 dicembre 1965  –  Rapimento di Franca Viola
26  dicembre 1991 –  Si dissolve ufficialmente l’Unione Sovietica
26 dicembre 1996  –   Affonda un battello di migranti a Portopalo – 283 morti
27 dicembre 2007  –  Uccisione di Benazir Bhutto
29 dicembre 1908 –  Terremoto di Messina
29 dicembre 1890 —  USA. Il 7° cavalleggeri stermina gli ultimi Lakota Sioux
30 dicembre 2006 –  Impiccagione di Saddam Hussein

25 novembre 2016 – La scelta che mi è negata

Attendendo il 4 dicembre. SI’ o NO?

Ero partita con una convincente adesione al NO, paradossalmente rafforzata leggendo testi seri pro SI’ (dove fosse proposta anche la comparazione testuale fra gli articoli della Costituzione in vigore e i nuovi). Nel tempo i miei dubbi aumentavano ma resistevo contro me stessa per ché proprio non riuscivo e non riesco a digerire il SI’.

Continuava però a ronzarmi in testa la domanda: se vincerà il NO, dopo, nell’insieme delle forze disomogenee che lo sostengono, ci sarà qualcuno in grado di formulare una nuova proposta, aprendo un nuovo dibattito, su opportune modifiche della Costituzione (a partire dal bicameralismo perfetto)?
Mi turbava e mi turba non poco verificare che il collante delle presenze pro NO si rivela sempre di più un esclusivo antirenzismo (non che il Presidente del Consiglio nonché Segretario DS non  si meriti un ‘anti’ convinto se non  altro per la sua banale autoreferenzialità priva anche di ironia) e aspettavo da qualcuno una parola chiara che permettesse un distinguo che facesse baluginare l’idea di un’alleanza possibile post referendum o di un deciso differenziarsi nel ribollire del calderone.
Ma nulla ho trovato di propositivo che fosse chiaro e convincente (ammetto che leggo ma non ascolto i talk show perché li trovo generalmente stupidi e insopportabili in quel sovrapporsi di voci che i conduttori non riescono a controllare. Fa eccezione, con qualche caduta, Lilli Gruber che perciò cerco di ascoltare).

Ora si è resa chiara una posizione orrifica contro cui non trovo aperte diffuse obiezioni.
Proclama un manifesto pro vita con tanto di simbolo per il NO:
“Pro vita non si occupa della politica. A noi non interessano i partiti ma i diritti dei bambini. Se passa il referendum sulla riforma costituzionale il 4 dicembre ci troveremo con una Camera legislativa nelle mani della maggioranza che farà passare leggi come l’utero in affitto, l’eutanasia, le norme contro l’omofobia, la liberalizzazione della cannabis. Quindi, per ragioni di coscienza non abbiamo alternativa, il 4 dicembre votiamo ‘no'”.

Questi non la smettono con il tradimento dei bambini, umiliati dentro la trappola delle loro ideologie, senza attenzione  e senza rispetto, abusati per creare quel pavido consenso che si fonda sulla paura.

Mi aggrappo alla mia coerenza.  –  Cito dal mio blog (link in calce)

  • 8 novembre 2015   Sbucano i bambini invisibili

Scrivevo, fra l’altro, dell’approvazione della legge 19 ottobre 2015, n. 173 che si occupa – positivamente – della continuità affettiva fra affido e adozione (limitatamente però alle coppie eterosessuali)  e di ciò ragionavo il

E poi ci sono i fantasmi per legge

Non posso nemmeno tentare l’elenco di quanto ho scritto nel blog e oltre per i bambini che, per nascere in Italia figli di non comunitari privi del permesso di soggiorno , non hanno –per legge – diritto ad esistere .

A questo punto che dire ai signori del NO che in nome dell’antirenzismo digeriscono (e temo anche metabolizzino) pro vita?
E che , se non accettano, tacciono,  a mio parere con la viltà di chi pensa che quel silenzio sia sostegno alla ‘vittoria’ del 4 dicembre?
E che dire ai signori del SI’ incapaci di modificare la legge che ha creato i fantasmi?

Attendo e per il momento faccio mia la conclusione proposta oggi dalla vignetta di Altan

NON DICO COME VOTO. NON VOGLIO ROVINARMI LA SORPRESA.

  • Link a ‘diariealtro’

http://diariealtro.it/?p=4081

http://diariealtro.it/?p=4268

21 novembre 2016 — Ho un sogno n. 245

Questa settimana sarà reperibile alla Libreria CLUF di via Gemona 22 il n. 245 di Ho un sogno.

Contiene dati di particolare interesse regionale riportando l’elenco dei 35 progetti di collaborazione allo sviluppo che sono stati finanziati e non mancano due miei articoli, uno si può lettere il 18 novembre, l’altro qui di seguito.

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 6 Mai! No sai ce chi fasarai (6 maggio! Non so cosa farò)

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Il quarantennale del terremoto del Friuli è stata un’occasione non solo di celebrazioni ma anche di stimolo al rinnovarsi di memorie. Fra le tante ce n’è una che ci sembra degna di farsi patrimonio condiviso. In occasione del Natale 1975 le bambine e i bambini delle due classi quinte della scuola elementare di Gemona con le loro maestre, Maria Mansi e Lina Zulian, avevano realizzato un lavoro cui gli eventi avrebbero dato un significato inimmaginabile, impreziosito persino dalla misteriosa coincidenza di dichiarato disorientamento che compare nel testo del 6 maggio. Si trattava di un lunario, un calendario che riportava ogni giorno dell’anno detti, motti  poesie appartenenti alla tradizione popolare friulana

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Era il regalo di Natale per le famiglie dei piccoli autori ma gli eventi successivi ne avrebbero fatto un dono alla città tutta. Lo ricevette anche Grazia Levi, gemonese di Roma, che lo affidò a Gianni Rodari, il famoso scrittore di fiabe, filastrocche e racconti per bambini e in maggio quel lunario gli fu guida quando si recò a Gemona come redattore di Paese Sera. Dei 42 bambini che l’avevano firmato tre non c’erano più: il loro nome era scritto sul testo che nella loro breve vita avevano contribuito a produrre. Intanto il lunario aveva suscitato l’interesse comitato italiano dell’Unicef  e l’anno successivo, trasformato in diario scolastico, fu distribuito ai bambini delle scuole del Friuli.

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Il filo della memoria, come ne ha testimoniato la testata giornalistica gemonese Pense & Maravee, non si è spezzato: in occasione del quarantennale del terremoto la scuola elementare di Gemona ha rimesso il lunario nelle mani dei ragazzi perché lo aggiornassero. E’ stata anche l’occasione di incontro con alcuni gemonesi cinquantenni, nel 1976 responsabili della ‘prima edizione’. La casualità delle vicende della nostra terra vuole purtroppo che il loro sia uno sguardo più consapevole e partecipe d’altri su quanto è accaduto in agosto nel centro Italia.

 

18 novembre 2016 – Ho un sogno n. 245

La prossima settimana sarà reperibile alla Libreria CLUF di via Gemona 22 il n. 245 di Ho un sogno.
Contiene dati di particolare interesse regionale riportando l’elenco dei 35 progetti di collaborazione allo sviluppo che sono stati finanziati e non mancano due miei articoli
Ricopio il primo

Le nuove agane

Ogni evento se ha un significato ha una storia che lo sottrae all’occasionalità. Così accade anche per il “filo di mosaico” a Tramonti di Sotto, piccolo comune della Val Tramontina in provincia di Pordenone dove due anni fa la mosaicista Carolina Zanelli realizzò un mosaico, posto sulla parete esterna della pro loco di cui era allora presidente Patrizia Bertoncello, oggi assessora alla cultura del Comune.  Da quell’incontro nacque un’iniziativa che vede protagoniste sette mosaiciste, tutte legate alla Scuola del Mosaico di Spilimbergo, una realtà importante nella cultura friulana e ben nota all’estero. Lo testimoniano gli studenti che provengono dai più lontani paesi anche di altri continenti. Le sette mosaiciste hanno costituito un piccolo gruppo che di anno in anno, nel contesto di un work in progress, crea un filo di mosaico che si dipana sulle pareti delle case del paese, fra strade e cortili, in un’iniziativa non solo ben accolta, ma partecipata, quest’anno alla sua seconda edizione. Come dimenticare la signora che offriva l’acqua alle artiste-artigiane all’opera sul muro della sua casa, o il vicino che prestava la scala, e come ignorare bambini e adulti che all’ombra del gazebo-laboratorio (quest’anno elevato dal 21 al 24 luglio) lavorano con le mosaiciste o offrono piccoli oggetti da inserire nel filo (la contemporaneità della scelta artistica infatti fa sì che il mosaico non si limiti alle tessere tradizionali)? bollaPaesani, villeggianti, amici, curiosi, in molti hanno partecipato al progetto. Le mosaiciste accolgono i visitatori tutte vestite di bianco rivisitando così l’antico mito delle agane, creature dei boschi, streghe o fate che fossero, o simboli della spesso dolente condizione femminile. Le nostre ‘agane’ (ricordiamone i nomi: li proponiamo in un ordine alfabetico corrispondente al cognome: Lisa Battistutta, Gabriella Buzzi, Laura Carraro, Dagmar Friedrich, Sarah Persello, Valentina Rossi, Carolina Zanelli) non umiliano però la creatività che deve assicurare un risultato duraturo e di qualità sul piano estetico. Hanno ben chiari tre obiettivi, condivisi sette-mosaiciste-e-una-volontariaevidentemente con la lungimirante assessora,: creare comunità, abbellire il paese e attirare turismo. Quest’anno risulta ci siano riuscite. Torneremo a trovarle nel 2017.