22 giugno 2019 – Promemoria per Giulio Regeni

Un carteggio e due documenti.

Chi avesse la pazienza di scorrete la mia pagina troverà quella che per me è la frase chiave per comprendere la scelta del Presidente:
non ho fatto rimuovere lo striscione per più di un anno per non portare nell’agone politico la morte di un ragazzo”
Per quel che io capisco si vuol riportare la questione a un fatto privato: “ la dolorosa storia di un ragazzo morto all’estero” potrebbe essere un titolo adeguato al pensiero del Presidente

21 giugno 2019 ore 7.45 scrivo:

Con preghiera di consegna al presidente Massimiliano Fedriga

Presidente Fedriga, la prego ragioni su quel ‘mai più’ che ha dichiarato nel contesto della rimozione dello striscione dedicato a un giovane  friulano che vogliamo sia ricordato con giustizia e onore .
Le sembra da persona normalmente umana ipotecare il gesto imposto agli operatori addetti alla rimozione di striscioni in forma così assoluta e indefinita?
Il ‘mai più’ attiene al suo futuro qualche sia il tempo futuro di vita che le appartiene o sarà patrimonio imposto anche alle generazioni future?
Imprudenza nel rapporto con il tempo o rischio non valutato di supposta onnipotenza?
Faccia lei.
Augusta De Piero

PS: nel messaggio spedito c’era evidentemente anche l’indirizzo.

Alle 15 circa ricevo:
Relazioni Pubbliche Trieste (URP)

Gent.ma Sig.ra De Piero,

con riferimento alla Sua richiesta di chiarimenti in merito alla rimozione dello striscione per Giulio Regeni si comunica che lo stesso è stato rimosso definitivamente garantendo da parte dell’Amministrazione regionale una costante attenzione sugli sviluppi nella ricerca della verità attraverso i lavori della Commissione d’inchiesta della Camera istituita appositamente.

Cordiali saluti.
Marco Dagri

Marco Dagri
Coordinatore Uffici Relazioni Pubbliche
Ufficio Stampa e Comunicazione
Presidenza Regione AutonAutonoma Friuli Venezia Giulia
Piazza Unità d’Italia, 1 – Entrata Via dell’Orologio, 1
34121 TRIESTE
Tel.: 040-3773520 – 040-3773634
Fax: 040-3773614
e-mail : marco.dagri@regione.fvg.it

Così ho replicato
Da singola cittadina prendo atto della cortese risposta e spero che l’attenzione alla ricerca della verità diventi oggetto di comunicazione all’opinione pubblica che nello striscione rimosso vedeva (e continua a vedere negli striscioni che altri mantenga visibili) una civile partecipazione alla ricerca di una verità che è condizione imprescindibile di una dovuta giustizia.
Augusta De Piero

Ricercando oltre la mia comunicazione, ma ci tenevo a parlare anche in quanto singola persona, trovo nel sito di rainews le seguenti informazioni

“La mia attenzione per non urtare le sensibilità non ha pagato, e ci si sente pertanto legittimati a imporre con atteggiamenti prevaricatori cosa deve o non deve fare la Regione. Per questi motivi comunico, così da anticipare le polemiche che continueranno a susseguirsi ad ogni batter di ciglio, che lo striscione non verrà più esposto né a Trieste né in altre sedi di Regione Friuli Venezia Giulia” – si difende il Governatore in un post su Facebook – “Malgrado non condivida la politica degli striscioni e dei braccialetti, non ho fatto rimuovere lo striscione per più di un anno per non portare nell’agone politico la morte di un ragazzo. Evidentemente questa sensibilità non appartiene a tutti e ad ogni occasione non si perde tempo per alimentare polemiche”.

Serracchiani (Pd): “Striscione per chiedere verità e giustizia” Le parole di Fedriga gettano acqua sul fuoco. “Spero che Fedriga darà disposizione affinché lo striscione per Regeni sia riappeso, e non segua l’esempio del sindaco di Trieste che ha voluto toglierlo con le sue mani” tuona in una nota la deputata Pd, Debora Serracchiani. “Ho personalmente appeso lo striscione che ammonisce a ricordare la tragica scomparsa di Giulio Regeni e chiede verità e giustizia, a nome della comunità del Friuli Venezia Giulia”, ricorda Serracchiani.

Honsell (Open Arms): “Striscione messaggio forte di giustizia. Sbagliata rimozione”
Si dichiara sconcertato alla notizia della rimozione dello striscione anche il consigliere regionale di Open Sinistra Fvg, Furio Honsell. “Il motivo? Affiggere i manifesti per gli Europei under 21 di calcio- spiega il consigliere-. Sembra che ogni pretesto sia buono per eliminare un messaggio forte di giustizia e vicinanza alla famiglia, in particolare in questo momento di tensione dopo l’ondata di intimidazioni al Cairo nei confronti dei Regeni, dei loro avvocati e consulenti”, conclude Honsell, ricordando che lo scorso luglio il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione in favore della ricerca della verità e giustizia per Giulio. –

See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/regione-rimuove-striscione-regeni-scoppia-la-polemica-f33f5e6c-2995-431b-9d5b-2fb4c1ab352d.html

Giugno 22, 2019Permalink

21 giugno 2019 – Gli striscioni di Giulio Regeni: non lasciamoli strappare

Profeti dei nostri giorni                       [fonte 1]

e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

Quando il potere decide di non diventare triste: la priorità del calcio.
Il tradizionale manifesto giallo di Amnesty International con la scritta “Verità per Giulio Regeni”  – il ricercatore friulano torturato e ucciso in Egitto – è stato rimosso dal palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia in piazza Unità d’Italia, dove era stato esposto nel 2016.

i fantasmi del governatore
Il balcone del Palazzo del Lloyd, sede della Regione che si affaccia su piazza Unità a Trieste, dove è stato esposto lo striscione giallo di Amnesty International con la scritta “Verità per Giulio Regeni” a Trieste, 08 ottobre 2016.
ANSA/FRANCESCO DE FILIPPO

Alle immediate proteste – di cui danno notizia anche numerosi quotidiani italiani, notiziari radiofonici e televisivi – il governatore della regione FVG, Massimiliano Fedriga , replica e proclama: «Comunico che lo striscione non verrà più esposto né a Trieste né in altre sedi di Regione», anticipando, dice lui, «le polemiche che continueranno a susseguirsi ad ogni batter di ciglio».
Lo striscione è stato tolto per far spazio agli addobbi per il campionato calcistico europeo Under 21.
E proprio quella non casuale rimozione toglie invece all’evento che ci vorrebbe tutti allegri (un campionato calcistico!) ogni segno di gioia, come sottolinea l’immagine dove la rimozione è realizzata da due persone (gli striscioni non sono nuvolette leggere, pesano e non solo nelle coscienza cui fanno paura) ridotte a poco accattivanti ombre nere.
Non era ombra invece ma corpo ben visibile il capo del governo più lungo d’Italia che il 18 settembre 1938 vi si insediò per annunciare le leggi razziali.
Certo non era l’intreccio di immagini e ingombranti ricordi l’effetto voluto dall’indomito governatore ma è capitato in un momento in cui l’inconsapevolezza di una macchina si è fatta veicolo dell’innocenza del bambino della fiaba che grida ciò che vede: «Il re è nudo»                                                                                                      [fonte 2]

Una ragazzina lo ammonisce da 2000 anni…
… e precoce sposa gli ricorda che quel Dio che l’aveva voluta madre

Ha spiegato con forza la potenza del suo braccio,
i superbi ha disperso nei pensieri del loro cuore.
Ha rovesciato i potenti dai loro troni,
ha innalzato gli umili.                                                                                    [fonte 3]

Non mi risulta che un ministeriale tintinnar di rosari l’abbia zittita, spegnendo le speranze che la sua voce può suscitare se gli esseri umani sapranno farsene efficaci realizzatori, se decideranno di sfuggire al ruolo di scimmie sagge   cui, purtroppo, spesso si adeguano.

E scimmia saggia è stato il sullodato governatore quando lo scorso anno ha proclamato che
«per integrare bambini che vengono da paesi lontani non bisogna dar loro materiale ludico-didattico del paese d’origine. Questi bambini devono conoscere tradizione e cultura del territorio in cui si sono trasferiti a vivere. Questo è fare integrazione». [fonte 4]
Con questa grida il governatore Fedriga sosteneva una iniziativa del comune di Codroipo che limita l’accesso al nido dei piccoli dai tre mesi ai tre anni, se questi precoci bricconi si munissero di oggetti transizionali, quegli oggetti conforto psicologico al bambino che, nel momento del distacco sostituiscono progressivamente il legame madre-figlio nel cammino del piccolo verso l’autonomia che appartiene ad ogni essere umano. Gli esempi più comuni includono bambole, orsacchiotti o coperte.

linus

Bisogna riconoscere che la grida/Fedriga ha il merito di rendere chiaro il testo del regolamento del Comune di Codroipo che in sé risulta di complessa lettura .                                                                                                                               [fonte 5]
Dicono infatti gli articoli modificati del regolamento del nido di Codroipo:
Articolo 1 per cui il nido opera « …..con lo scopo di favorire in ogni bimbo la possibilità di svilupparsi ed esprimersi liberamente, contando su interventi educativi che gli consentano, senza inibirlo, di orientare le proprie energie verso comportamenti in cui egli riesca a stabilire proficue relazioni e a manifestare in modo costruttivo la propria iniziativa e inventiva, supportato da adeguati materiali ludico-didattici. »
E se non bastasse precisa all’articolo 2 che « Al nido ogni azione è svolta nel rispetto delle diverse fasi di crescita, dei personali ritmi di sviluppo di ciascun bambino garantendo a tutti i piccoli uguali possibilità di sviluppo e di mezzi espressivi e contribuendo a superare i dislivelli dovuti a differenze di stimolazioni ambientali e culturali. » [fonte 5]
Quell’ipocrita “rispetto delle diverse culture” richiama a un tema caro alla cultura diffusa dalla Lega non più solo nord per cui nel quadro di principi che si vorrebbero, nel rispetto della Costituzione, efficaci perché egualitari, si introducono invece, con i più vari pretesti, i germi della diseguaglianza.
I filoni di una nuova era di violenza anche istituzionale e che per me (non sono i soli, ma fra i tanti sono miei) hanno aperto una frana sempre più vistosa e pervasiva, cominciano nel 2009 quando il Ministro dell’Interno d’epoca –tale Maroni – estrapolò i nati in Italia, figli dei migranti irregolari – dal diritto al certificato di nascita altrimenti a tutti i nati dovuto.
Non finirò mai di dire che questo è offesa anche ai loro genitori che , in assenza del documento negato, tali giuridicamente non risultano perché non c’è luogo dove legittimamente tali possano essere dichiarati.
Di questa bestialità mi arriva la conferma dal successore dell’on. Maroni, tale ministro Salvini, che differenziando le madri rom dalle ‘altre’ considera la maternità come una concessione da condividere co n la prudenza che gli suggerisce il più turpe dei pregiudizi, quello che collega la colpa non al fare dell’individuo ma all’essere

Adulto confezionato a gloria dell’impero e a conforto di una cultura senza pudore

.
Mi permetto un lontano ricordo con l’immagine di una cartolina assicurata ai soldati italiani in Etiopia per corrispondere con i loro cari e per chi volesse saperne di più sull’opinione dell’on. Ministro in merito al discrimine ‘materno’ rinvio all’ultima nota.

[fonte 6]

 

E infine Giulio Regeni
Il ricordo di questo ragazzo massacrato ci è stato proposto dalla generosa costanza dei suoi genitori: un ragazzo che credeva nella forza della democrazia e forse, perché tale, fa ancora paura.

E per concludere, un video che ci riporta a quelli che ho chiamato “profeti dei nostri giorni”
https://www.youtube.com/watch?v=_TBwPcvfDWs

[fonte 1] Ho visto un re è un brano musicale con il testo composto da Dario Fo fu
pubblicato la prima volta, nel 1968.
La canzone fu censurata dalla Rai che vietò a Jannacci di
presentarla alla finale di Canzonissima del 1968
[fonte 2] Hans Christian Andersen I vestiti nuovi dell’imperatore 1837
[fonte 3] Vangelo secondo Luca 1, 5 sgg.
[fonte 4 e 5] 14 dicembre 2018 http://diariealtro.it/?p=6278
[fonte 6] https://www.repubblica.it/politica/2019/06/19/news/salvini_tweet_maledetta_ladra_in_carcere_tolti_i_bambini_dati_in_adozione_famiglie_per_bene-229161848/?ref=RHPPLF-BH-I229167040-C4-P7-S1.4-F4

Giugno 21, 2019Permalink

16 giugno 2019 – Due blog parlano fra loro di dignità

Comincio dal blog di G. Carbonetto ricopiando uno dei suoi “Eppure…”

Uno dei parametri più certi per valutare lo stato di salute di una democrazia è quello basato sulla quantità di rischi da correre per mantenere la propria dignità. E la diagnosi attuale appare assolutamente infausta.

Provate a pensarci. Quanta dignità perde una persona che magari decide di non alzare più un terribile cartello con su scritto l’evangelico «Ama il prossimo tuo», perché rischia di essere picchiato a pugni e calci dai sostenitori del ministro degli Inferni?

Quanta ne perde chi magari rinuncia a esprimere il proprio dissenso davanti a una manifestazione – questa sì con grandi striscioni in testa – nella quale si solidarizza con una persona che ha ucciso un ladro sparandogli alle spalle da un balcone?

Quanta chi non dice che si preoccupa di essere in un Paese che sta diventando razzista quando sente sempre lo stesso padrone del governo che minaccia di ripulire l’Italia dai Rom e che, davanti all’obiezione «Ma sono quasi tutti italiani», ghigna minacciosamente: «Beh, quelli purtroppo ce li dobbiamo tenere».

Ma forse l’esempio più clamoroso di sottrazione di dignità arriva da Udine. E di questo Salvini – scusate la parola – con tutta probabilità non sa nulla. Ed è proprio per questo che diventa il più clamoroso; perché ormai il nascondersi e il nascondere la propria dignità per molti sta diventando un automatismo di sopravvivenza.

Alla scuola media Fermi, dove il 45 per cento degli studenti è di origine straniera e dove sono rappresentate più di venti etnie, due bravi insegnanti hanno fatto svolgere ai propri alunni dell’ultimo anno un progetto teso a riflettere su quanto è stato fatto nel corso del triennio. E ne sono uscite delle colorate strisce di stoffa con su delle parole assolutamente pericolose, se non sediziose: “Solidarietà”, “Amicizia”, “Integrazione”, “Autonomia”, “Essere poesia” e altri concetti di simile elevata pericolosità.

E, infatti, davanti a una simile protervia, qualcuno deve aver protestato, se è vero che l’avvenimento ha fatto discutere e se il Comune di Udine, pro tempore saldamente nelle mani della destra, ha magnanimamente concesso di non togliere fino alla fine dell’estate le cosiddette “bandiere tibetane” esposte.

Quello che colpisce, a proposito dell’ormai impiantato automatismo di autodifesa, è – almeno a leggere le cronache – la reazione dei due bravissimi insegnanti che hanno voluto far pensare e ragionare, in una parola educare, i propri studenti: hanno ritenuto di dover scusare i propri giovani e, in definitiva, se stessi, sottolineando che tutte queste rivoluzionarie scritte non erano assolutamente contro Salvini e che in tutto questo non c’è alcun collegamento con la politica.

Di tutte le cose brutte che hanno seguito un’iniziativa assolutamente bella, forse la frase peggiore, anche se detta per difendere i propri ragazzi e soprattutto quelli “stranieri”, è stata proprio quella che esclude ogni collegamento tra le nostre azioni e la politica, perché in realtà tutto quello che facciamo, o che non facciamo è politica. Perché quel personaggio che ama travestirsi con le divise come tanti altri nella storia hanno fatto, fa politica e noi facciamo politica sia che diciamo di essere d’accordo, sia che esprimiamo il nostro dissenso, sia che stiamo timorosamente zitti.

Ma perché quei giovani che oggi hanno distillato quelle parole dalla loro esperienza comunitaria in una scuola domani dovrebbero rispettare la politica se prima si fa loro percepire che l’umanità è parte fondamentale della politica e poi lo si smentisce? E perché dovrebbero praticarla ancora se si nega loro l’onore e l’orgoglio di averla già fatta pacificamente e razionalmente? Perché non dovrebbero rinunciare a quella dignità che la democrazia – unico regime che dà davvero spazio alla politica – ci consente?

Tutti gli “Eppure…” li puoi trovare anche all’indirizzo http://g-carbonetto.blogspot.it/

E alle domande elencate ne aggiungo una mia.

Quanto perdiamo in dignità ostentando la nostra indifferenza a una legge che da dieci anni agita lo spauracchio della minaccia di espulsione davanti a un genitore che si presenta allo sportello di un comune per registrare la nascita di un figlio in Italia senza avere il permesso di soggiorno?
E che quel genitore trovi più sicurezza nel nascondimento che nella richiesta di ciò che al nuovo nato è dovuto: una identità riconosciuta?
La prima perdita di dignità è davanti ai nostri figli: nati in uno stato democratico devono apprendere di essere non degli ‘uguali’ ma dei ‘privilegiati’, devono sapere che ci sono loro simili cui già dalla nascita è negato ciò che dovrebbe essere di tutti.

Giugno 16, 2019Permalink

11 giugno 2019 – Un blog da non trascurare

Diversi, ma diversi  (un ‘Eppure ..’ di G. Carbonetto)
L’improntitudine del sindaco di Udine, Pietro Fontanini (tendo a dare scarsa autonomia di movimento all’assessorato alla Cultura) è davvero esemplare. Attacca a spada tratta vicino/lontano – iniziativa assolutamente privata – perché, a suo dire, è troppo schierato in quanto conteggia la presenza di molti più intellettuali di sinistra che di destra, come se fosse colpa di qualcuno se la cultura, a destra, non è che vada proprio per la maggiore. Inoltre si scaglia contro Gad Lerner in quanto si permette di criticare la Lega, taglia il contributo comunale a un evento ormai apprezzato in tutto il resto d’Italia e pretenderebbe anche che i futuri programmi fossero, se non concordati, quantomeno depurati da momenti in cui egli e i suoi superiori politici potrebbero provare qualche fastidio.
Poi, in prima persona, come Comune, appoggia economicamente e con la concessione del Salone del Parlamento del Castello di Udine il convegno “Identitas: uguali ma diversi”, organizzato da Emanuele Franz , filosofo gemonese e direttore della casa editrice Audax, ampiamente incensato dai siti di destra oltre che da quella della sua stessa casa editrice, un convegno che, tra gli altri, annovera la presenza di Alexandr Dugin, filosofo russo dichiaratamente di destra e in netto contrasto con la tutela dei diritti civili, considerato da molti come l’ideologo di Putin, che ha ispirato e supportato una filosofia geopolitica che sostiene l’irrilevanza dell’Unione Europea e la collaborazione tra la “santa Russia” e le forze conservatrici del continente, per ridimensionare la forza degli Stati Uniti e darne di più all’attuale zar di Mosca.
Lungi da me l’idea anche soltanto di oppormi a un’occasione in cui si parla di idee, anche se sono diametralmente opposte alle mie, ma resto davvero ammirato dalla faccia di bronzo di chi pretende equidistanza e apoliticità dagli altri e poi, invece, concede, a se stesso e ai suoi amici, ampi spazi di propaganda senza eccessive opposizioni (si veda il resto dei partecipanti). Guardando in questo senso a Fontanini e ai suoi, forse il titolo più giusto – e per me consolante – per il convegno sarebbe “Identitas: diversi, ma diversi”.

Tutti gli “Eppure…” li puoi trovare anche all’indirizzo
http://g-carbonetto.blogspot.it/

Per meglio apprezzare il testo che ho ricopiato trascrivo la presentazione del convegno del 15 giugno a Udine

Convegno “Identitas: uguali ma diversi”
Sabato 15 giugno 2019 alle 16.30 si tiene il convegno “Identitas: uguali ma diversi”.
L’evento, patrocinato e promosso dal Comune di Udine, è organizzato sotto la direzione artistica di Emanuele Franz, filosofo e direttore della casa editrice Audax e ideatore del convegno. La realizzazione ha trovato un’importante collaborazione nell’associazione Historia gruppo studi storici e sociali, nonché in Limes Club Pordenone/Udine/Venezia presieduta dal professore dell’Università di Udine Guglielmo Cevolin.
L’evento affronta il tema dell’identità dal punto di vista territoriale, culturale e antropologico, e nel suo rapporto con la tradizione, con i costumi, con la società, con la lingua.
Interverranno: Aleksandr Dugin, Noam Chomsky, Diego Fusaro, Massimo Fini, Edoardo Sylos Labini, Paolo Paron, Guglielmo Cevolin, Daniele Bertello. Modera: Emanuele Franz.
Il convegno si tiene nel salone del Parlamento presso il Castello di Udine, piazzale Patria del Friuli.
Per informazioni: Audax Editrice

Fonte: http://www.comune.udine.gov.it/home/notizie/2162-convegno-dal-titolo-identitas-uguali-ma-diversi

 

Giugno 11, 2019Permalink

7 giugno 2019 – “Ragazzi studiate, fottiamoli”

Il monito di Gratteri: “Ragazzi studiate, fottiamoli”
Dovete studiare, comportarvi bene, essere educati. A 18 anni donare il sangue e andare a trovare gli anziani nelle strutture. Solo da voi può giungere il vero segnale di cambiamento della Calabria! Noi ce la stiamo mettendo tutta».
E noi, dobbiamo continuare a lottare perché negli occhi di un ragazzino che vede un’insegnante che dalla mattina alla sera sta a Scuola, e magari non ha neanche la patente come me, si serve di mezzi pubblici, e continua a credere nelle Istituzioni, nell’ agitazione dei nostri studenti, nel loro entusiasmo, nella loro forza e nella loro intelligenza, scelga il cambiamento, scelga la ragione, scelga la libertà. Ragazzi dobbiamo abbattere questo sistema: studiamo, pensiamo, curiamo l’ardore e la passione. Fottiamoli.
Nicola Gratteri

Un precedente che aiuta a capire

Redazione ANSA ANCONA 23 maggio 2019     19:02 News

(ANSA) – ANCONA, 23 MAG – “Il problema delle elite mafiose non è arricchirsi, ma giustificare la ricchezza”. Lo ha sottolineato il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri intervenendo ad Ancona al convegno “Mafia e stragismo” organizzato nella giornata del 27/o anniversario dalla strage di Capaci. “Abbiamo decine e decine di imprenditori ‘ndranghetisti che sono nel Centro e Nord Italia – ha osservato – e offrono servizi con ribassi del 30% e 40%. E’ ovvio che l’imprenditoria locale non può dire che non sapeva che quello era un mafioso: se hai comprato un tondino di ferro da 50 anni allo stesso prezzo e ti arriva uno che lo offre al ribasso del 30%, non potevi non sapere, lo stesso per smaltimento di rifiuti o operai in nero e sottopagati”. Le organizzazioni, ha detto Gratteri a margine dell’incontro, “portano cocaina e cercano di comprare beni in vendita, la loro principale attività, riciclare. Non sono un esperto delle Marche – ha ammesso – però mi risulta che ‘ndranghetisti e camorristi sono presenti”.

http://www.ansa.it/marche/notizie/2019/05/23/gratteri-mafie-gia-ricche-ora-comprano_45df380b-5a17-435f-9731-6975c34d8df2.html

Chi è Gratteri  

Nicola Gratteri è un magistrato  italiano, dal 21 aprile 2016 Procuratore della Repubblica di Catanzaro, capoluogo della Regione Calabria

www.affaritaliani.it/cronache/gratteri-sotto-attacco-a-rischio-c-e-chi-vuole-trasferirlo-dalla-calabria-609060.html

https://zapping2017.myblog.it/2019/06/04/il-fantastico-monito-del-magistrato-nicola-gratteri-ragazzi-studiate-fottiamoli/?fbclid=IwAR3JceQfkJ_tq6fPrwWfEoiutNuDKlJZR3IOVNE_WiOPjSY_3wpi0DCYOPM

 

Giugno 7, 2019Permalink

6 giugno 2019 – Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della fine del Ramadan

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della fine del Ramadan (Eid al Fitr), ha rilasciato la seguente dichiarazione:

«Al termine del Ramadan desidero porgere ai cittadini italiani di fede islamica e ai musulmani ospiti o residenti nel nostro Paese un sincero augurio di felice e sereno Eid al Fitr.
La realizzazione di società inclusive e pacifiche, rispettose dei diritti delle persone, con identico rispetto per quelle appartenenti a minoranze religiose, esige la partecipazione di tutti e rappresenta un dovere nei confronti delle giovani generazioni.
Alle istituzioni e ai singoli cittadini compete prevenire e contrastare l’incitamento all’odio e alla violenza, mentre i leader religiosi sono chiamati all’insostituibile ruolo di promozione delle fedi quali strumento di pace, dialogo e comprensione tra culture diverse.
Il pieno rispetto della libertà di coscienza – principio che trova ampio riconoscimento ed efficace tutela nella Costituzione repubblicana – consente di contrastare efficacemente l’estremismo violento e le discriminazioni su base religiosa, valorizzando l’armonica convivenza tra quanti professano credi diversi.
Con questi auspici, rinnovo a quanti festeggiano oggi l’Eid al Fitr i più sentiti auguri».

Roma, 04/06/2019

https://www.quirinale.it/elementi/30184?fbclid=IwAR0GOhuNyBEvcIrgqNLOAw2Zqq5_kCY-jT8i3r4Z6fo3Lvue2BpciSthydo

Costituzione  Art. 19
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

NOTA:
Nell’anno islamico 1440 (calendario gregoriano 2019) Il ramadan inizia il 5 maggio e termina il 4 giugno.

Giugno 6, 2019Permalink

2 giugno 2019 – Il discorso del Presidente della Repubblica

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del Concerto in onore del Corpo Diplomatico accreditato presso lo Stato Italiano
Palazzo del Quirinale, 01/06/2019

È per me un grande piacere rivolgere – insieme alle autorità della Repubblica presenti – il benvenuto e un saluto, pieno di amicizia, agli ambasciatori accreditati a Roma in questa occasione, la Festa della Repubblica italiana: vi ringrazio per aver accolto il nostro invito.
Il 2 giugno è la Festa degli Italiani, è il simbolo del ritrovamento della libertà e della democrazia da parte del nostro popolo. È un appuntamento che rinsalda da parte dei cittadini la loro adesione leale e il loro sostegno all’ordinamento repubblicano, nella sua articolazione, allo stesso tempo unitaria e rispettosa delle autonomie, sociali e territoriali.
Ringrazio il maestro Marco Angius e l’Orchestra Giovanile Italiana – il più giovane ha 18 anni, il meno giovane 27 – che, tra breve, ci offriranno uno splendido momento d’arte, che ascolteremo insieme a quanti ci seguono, attraverso la tv e la rete: a tutti loro, invio il saluto più cordiale.
Abbiamo appena celebrato in ventotto Paesi d’Europa un grande esercizio di democrazia: la elezione dei deputati al Parlamento Europeo, a conferma delle radici solide di una esperienza che stiamo, gradualmente, costruendo da ormai sessantadue anni. In realtà sessantotto dal momento dell’avvio del primo organismo comunitario, la Comunità del carbone e dell’acciaio.
L’Italia è stata guidata, in questo percorso, dalle indicazioni della sua Costituzione; dalla consapevolezza di una sempre più accentuata interdipendenza tra i popoli; dalla amara lezione dei sanguinosi conflitti del ventesimo secolo. Soltanto la via della collaborazione e del dialogo permette di superare i contrasti e di promuovere il mutuo interesse nella comunità internazionale.
La Repubblica italiana, con l’assunzione di responsabilità nel contesto globale, ha contribuito, per la sua parte, alla definizione di modelli multilaterali e di equilibri diretti a garantire universalmente pace, sviluppo, promozione dei diritti umani.
Anche per questo non possiamo sottovalutare le tensioni che si sono manifestate, e si manifestano, provocando conflitti e mettendo pesantemente a rischio la pace in tanti luoghi del mondo.
Va ricordato che – in ogni ambito – libertà e democrazia non sono compatibili con chi alimenta i conflitti, con chi punta a creare opposizioni dissennate fra le identità, con chi fomenta scontri, con la continua ricerca di un nemico da individuare, con chi limita il pluralismo.
I valori delle civiltà e delle culture di ogni popolo contrastano in modo radicale con quella deriva e fanno, invece, appello a salde fondamenta di umanità, per confidare nel progresso. Per quanto ci riguarda, in questo anno, cinquecentesimo dalla morte di Leonardo da Vinci, avvertiamo in modo ancor più esigente questa prospettiva.
Abbiamo bisogno di praticare attenzione e rispetto reciproco, nella libertà e nella legalità internazionale, per avanzare sulla strada del progresso, con il dinamismo che contrassegna il mondo contemporaneo in cui viviamo.
Con l’auspicio che la convivenza internazionale sappia far propria l’armonia che la musica sa esprimere.
Auguri per la Festa della Repubblica italiana!

Il testo del discorso pronunciato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella  in occasione del concerto al Quirinale per il corpo diplomatico che apre le celebrazioni della Festa della Repubblica si  legge nel sito del Quirinale
https://www.quirinale.it/elementi/30111

Giugno 2, 2019Permalink

1 giugno 2019 – Calendario

.1 giugno 2018 – Giuramento del governo Conte. Inizio XVIII legislatura
.1 giugno 2018 – Spagna. Cade il governo Rajoy
.1 giugno 2018 – Assassinio del maliano Sacko Soumalia        [nota 1],
.2 giugno –          Festa della Repubblica
.2 giugno 2016 – Il parlamento tedesco riconosce il genocidio armeno
.3 giugno 1963 – Muore papa Giovanni XXIII (eletto nel 1958)
.3 giugno 2016 – Muore il pugile Cassius Clay – Muhammad Ali
.3 giugno 2016 – Corleone – La processione del santo locale si inchina alla
…………………………………….casa di Salvatore Riina
.3 giugno 2019 – Fine del mese di Ramadan 2019
.4 giugno 1989 – Cina: Strage di piazza Tienanmen
.4 giugno 1994 – Muore Massimo Troisi
.4 giugno 2019 – anno islamico 1440, fine del mese di Ramadan
.5 giugno –           Giornata mondiale in difesa dell’ambiente
.5 giugno 1967 –  Inizio della guerra dei 6 giorni
.6 giugno 2015 –  Visita papa Francesco a Sarajevo
.7 giugno 1929 –  Il Vaticano pubblica la legge fondamentale che ne fa uno
…………………………stato sovrano come previsto nel Trattato di febbraio. [Nota 2]
10 giugno 1924 –  Assassinio di Giacomo Matteotti
10 giugno 1940 –  L’Italia dichiara guerra alla Francia e all’Inghilterra
11 giugno 1984 –  Morte di Enrico Berlinguer
12 giugno 1964 –  Condanna all’ergastolo di Nelson Mandela.              [Nota 3]
………..……………L’ergastolo si concluderà dopo 27 anni, l’11 febbraio 1990
14 giugno 1966 –   Il concilio Vaticano annuncia l’abolizione dell’indice dei  libri proibiti.
15 giugno 2007 –   Morte di Giuseppe Alberigo                                     [Nota 4]
16 giugno 1976 –    Sudafrica: massacro di Soweto
16 giugno 2016 –   Assassinio della deputata laburista Jo Fox             [Nota 5]
18 giugno 1982 –   Londra: ritrovamento del cadavere di Roberto Calvi
18 giugno 2015 –   Papa Francesco promulga l’Enciclica Laudato si’
19 giugno –            Giornata mondiale del rifugiato
19 giugno1945 –     Birmania_Nascita di Aung San Suu Kyi [Nota 6]
19 giugno 2013 –    Viene approvata la legge di ratifica della Convenzione di Istanbul
…………………….…………………………. (L.27 .giugno 2013, n. 77)
20 giugno 1979 –   Nilde Jotti è eletta presidente della Camera dei deputati,
…………………………………..prima donna nella storia della Repubblica
22 giugno 1633 –   Galileo è costretto all’abiura
22 giugno 2015 –   Papa Francesco visita il Tempio valdese di Torino
23 giugno 1858 –  Papa Pio IX fa rapire il bambino ebreo Edgardo Mortara  [Nota 7]
23 giugno 2016 –   Gran Bretagna: Il referendum decreta la Brexit
24 giugno 2013 –  Sentenza processo Ruby. [Nota 8]
17 giugno 1991 –   Fine dell’apartheid in Sudafrica
25 giugno 1946 –   Inizio dei lavori dell’Assemblea Costituente
25 giugno 2017 –   Fine del mese di Ramadan 1438
26 giugno 1967 –  Morte di don Lorenzo Milani
27 giugno 1980 –  Ustica: esplosione del DC9. Muoiono 81 persone
28 giugno 1914 –   Sarajevo Assassinio di Francesco Ferdinando e della moglie.
28 giugno 1919 – Trattato di Versailles. Fine della prima guerra mondiale
29 giugno 1934 –  Germania: notte dei lunghi coltelli                 [Nota 9]
29 giugno 2013 –   Muore la scienziata Margherita Hack           [Nota 10]
30 giugno 2005 –  Spagna: il Parlamento riconosce il matrimonio omosessuale
30 giugno 2017 –  Muore Simone Veil                                         [Nota 11]
30 giugno 2017 –  Muore Ettore Masina                                      [Nota 12]

NOTE
[Nota 1]
https://video.corriere.it/soumahoro-in-mali-soumaila-sacko/832df320-7c70-11e8-87b8-02c87e8bc58c

 

 

 

[Nota 2]
http://www.vatican.va/roman_curia/secretariat_state/archivio/documents/rc_seg-st_19290211_patti-lateranensi_it.html

[Nota 3] Nelson Mandela fu eletto Presidente del Sud Africa il 27 aprile 1994.
Il 10 maggio 1994 pronunciò il discorso che segnò la fine dell’apartheid.
http://www.vita.it/it/article/2013/12/06/il-discorso-di-mandela-che-ha-segnato-la-fine-dellapartheid/125515/

[Nota 4]
http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-alberigo_(Dizionario-Biografico)/

[Nota 5]
http://ltirreno.gelocal.it/italia-mondo/2016/06/19/news/omicidio-di-jo-fox-l-urlo-d-odio-del-killer-1.13688049

[Nota 6]
https://it.wikipedia.org/wiki/Aung_San_Suu_Kyi

[Nota 7] David Kertzer, “Prigioniero del papa Re”
http://www.davidkertzer.com/it/biografia

[Nota 8]              Il tribunale di Milano condanna in primo grado Silvio Berlusconi a 7 anni e
alla interdizione perpetua dai pubblici uffici per il reato di concussione e prostituzione minorile
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-24/processo-ruby-berlusconi-giudici-130213.shtml?uuid=AbNsGw7H

[Nota 9]
http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/la-notte-dei-lunghi-coltelli/24137/default.aspx

[Nota 10]
https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Hack

[Nota 11 ]
https://it.wikipedia.org/wiki/Simone_Veil

[Nota 12]
http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2017/06/28/addio-ad-ettore-masina-una-vita-nel-segno-
dellimpegno_c58d78ac-723c-4ea0-98f6-e63b476c6435.htm

Giugno 1, 2019Permalink

31 maggio 2019 – La prof sospesa in Senato con i suoi alunni , ospiti di Liliana Segre e Elena Cattaneo

Rosa Maria Dell’Aria e la sua classe, la II E incontrano le due senatrici a vita e l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.      Segre ribadisce: “Cambiare nome alla scuola”    di TULLIO FILIPPONE

Non avevano mai provato un’emozione del genere gli studenti, 15enni dell’Iti Vittorio Emanuele III, che insieme alla professoressa Rosa Maria Dell’Aria hanno visitato, oggi, il Senato, dopo l’invito delle senatrici a vita Liliana Segre e Elena Cattaneo. Sono arrivati a Roma la mattina presto, vestiti con giacca e papillon, i ragazzi della II E Informatica, a fianco della loro insegnante di storia e italiano, sospesa per non aver vigilato su un loro lavoro in power Point, dove una slide accostava le leggi razziali al decreto sicurezza
La mattina hanno visitato l’aula di palazzo Madama, dove hanno incontrato anche l’ex presidente della Repubblica e ora senatore a vita Giorgio Napolitano, a complimentarsi con i ragazzi “per il senso della memoria e della storia che li ha spinti” e il presidente del gruppo per le autonomie Julia Unterberger. Poi, nel primo pomeriggio, a palazzo Giustiani, l’incontro con le senatrici a vita Liliana Segre e Elena Cattaneo. “Ricordare quello che è successo e a cosa ha portato sia fondamentale per non perdere mai di vista l’importanza di difendere valori essenziali come la libertà d’insegnamento e quella di parola”, ha detto la senatrice Segre,  sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz. E in sala c’erano anche i senatori Piero Grasso e Mario Monti.

“E’ stata un’emozione grandissima – dice la professoressa Dell’Aria, che nella sala Zuccari anche ripercorso i motivi che hanno portato all’iniziativa di realizzare il video poi proiettato. “Lo studio della storia -ha sottolineato- non deve essere sterile e alcuni alunni hanno trovato che alcune parti del decreto sicurezza potevano ledere alcuni diritti fondamentali”. La senatrice Segre, invece, ha chiesto nuovamente che l’Iti Vittorio Emanuele III, che porta il nome del re che promulgò le leggi razziali, cambi nome: “Cancellare quel ‘Vittorio Emanuele III’ non deve essere un lavoro difficile, basterebbe togliere un numero romano. Se dopo tanti anni sono ancora molti gli istituti intestati a Vittorio Emanuele III vuol dire che c’è un preoccupante vuoto di memoria e di sentimenti”.

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/05/31/news/la_prof_sospesa_con_i_suoi_alunni_in_senato_ospiti_di_liliana_segre_e_elena_cattaneo-227677337/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P10-S1.4-T2

I precedenti visti dal blog

17 maggio – http://diariealtro.it/?p=6600
24 maggio – http://diariealtro.it/?p=6609
25 maggio – http://diariealtro.it/?p=6615
27 maggio – http://diariealtro.it/?p=6617
27 maggio – http://diariealtro.it/?p=6622
30 maggio – http://diariealtro.it/?p=6625

Maggio 31, 2019Permalink

30 maggio 2019 – Non accetto la clemenza

Leggo che la sanzione contro la professoressa Rosa Maria Dell’Aria sarà annullata.
Ricopio l’articolo che ho trovato e mi impegno con me stessa a seguire la vicenda di cui avevo scritto anche ieri nel mio blog http://diariealtro.it/?p=6622

« Non accetto la clemenza» , aveva detto regalando ai suoi studenti (e non solo a loro) una grande lezione di educazione civica.
Una mia considerazione: Dopo tutte le esibizioni corporee e di gadget personali del Ministro dell’Interno costui  non risulta presente né direttamente né indirettamente nella saletta vip dell’aeroporto di Punta Raisi.
Qualcuno si è accorto che il protagonismo del Ministro dell’Interno (chiunque lui sia e a qualsivoglia aggregazione politica appartenga), protagonismo in seconda battuta “assolutorio” gettava sulla vicenda l’ombra di uno stato di polizia?

Palermo, la sanzione contro la professoressa sospesa sarà annullata
Lo hanno annunciato gli avvocati dopo un incontro con i dirigenti del ministero dell’Istruzione. “Una dichiarazione di illegittimità della sanzione ne farà venire meno gli effetti giuridici”
“Abbiamo individuato la soluzione per chiudere la vicenda senza presentare il ricorso al tribunale di Palermo: una dichiarazione di illegittimità della sanzione che fa venir meno gli effetti giuridici della sanzione stessa”. Lo affermano gli avvocati Fabrizio La Rosa e Alessandro Luna, legali della docente di Rosa Maria Dell’Aria dopo un incontro con i dirigenti del ministero dell’Istruzione. “Per i dettagli e la definizione formale – aggiungono – ci incontreremo nei prossimi giorni per la formulazione del documento”.

L’incontro si è svolto nella saletta vip dell’aeroporto di Punta Raisi, a Palermo. Faccia a faccia il capo dipartimento per il sistema educativo del Miur Carmela Palumbo, il capo dell’ufficio legislativo Maurizio Borgo e Fabrizio La Rosa e i due avvocati (uno è il figlio) della professoressa sospesa per 15 giorni dall’Ufficio scolastico provinciale e rientrata a scuola lunedì scorso, dopo avere scontato per intero la sanzione. I dirigenti sono stati incaricati dal ministro Marco Bussetti di trovare una soluzione extragiudiziale per risolvere definitivamente il caso. Nei giorni scorsi la docente aveva chiesto un provvedimento in cui si dichiarasse la sua estraneità alle colpe: “La sanzione inflittami – ha detto – è ingiusta e non accetterò un atto di clemenza”.
Rosa Maria Dell’Aria era stata sospesa per non avere esercitato il controllo su una ricerca presentata in PowerPoint dagli alunni della seconda E informatica dell’istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III, all’interno della scuola e con altre classi, in cui gli studenti paragonavano le leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza del ministro Salvini.

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2019/05/30/news/palermo_la_sanzione_contro_la_professoressa_sospesa_sara_annullata-227568169/

Maggio 30, 2019Permalink