18 agosto 2019 – Ministri e medici: fra la Procura di Agrigento e l’Ordine dei Medici

«Io, poliziotto, dico: coi migranti Salvini si comporta da criminale»

Intervista esclusiva a Orlando Amodeo, primo dirigente medico della Ps appena andato in pensione: «Il ministro specula sulle tragedie e costruisce la sua fortuna sulla morte. Impedire di attraccare nei porti o ostacolare il lavoro delle Ong significa fare vittime che nessuno conosce»   di Susanna Turco
[link in calce _ fonte 1]

«Da pazzi pensare che io faccia una marchetta a Salvini»

Ho copiato il titolo di una intervista importante che è possibile leggere integralmente dal link in calce. L’intervistato è l’attuale medico in servizio a Lampedusa le cui affermazioni si possono leggere integralmente, come proposte dalla agenzia Adnkronos .
Secondo me il termine ‘marchette’ non fa parte di una terminologia professionale o forse a tanto è stato elevato e io non ne sono informata.
Comunque io esprimo la speranza, marchette o non marchette, in un intervento dell’Ordine Professionale cui un medico del servizio pubblico è necessariamente iscritto             [fonte 2 ]

Anche diariealtro ha qualche cosa da dire.
Spero di contribuire ad offrire elementi di riflessione alle tante persone che condividono, ovunque e continuamente, le affermazioni urlate da MS (Ministro dell’Interno).
Ho ricopiato quindi il testo pubblicato da Espresso Repubblica.it che ritengo aiuti a comprendere la rinnovata attualità del genere letterario proprio della cultura che dal 1938 al 1945 sostenne le leggi razziali e voglio soprattutto sottolineare il significato di ciò che era accaduto negli anni precedenti il 1938 in cui, violenze e pregiudizi millantati per verità, furono sostenuti a conforto dell’opinione pubblica che si preparava ad essere, come fu, colonna portante dell’orrore.
Il mio ‘non dimenticare’ vuole essere anche strumento per sollecitare attenzione a una mostruosità legale che dieci anni fa ha opposto ostacoli gravi alla registrazione delle dichiarazioni di nascita dei nati in Italia, figli di migranti non comunitari privi di permesso di soggiorno, condannandoli a non avere certificato di nascita.
Nessuno – che conti e pesi politicamente e culturalmente – ha voluto e vuole impegnarsi alla necessaria modifica di una legge feroce che umilia un nato ad essere spia della irregolarità dei genitori. Se realizzata sarebbe una modifica semplice e possibile della lettera g del comma 22 dell’articolo 1 della legge 94/2009, una modifica che non ha costi: richiede solo la trasparenza della dignità di chi voglia autorevolmente sostenerla.
[un po’ di documentazione nei link di due pagine del mio blog – fonte 3]

NOTE

[fonte 1]

http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/08/16/news/io-poliziotto-dico-coi-migranti-salvini-si-comporta-da-criminale-1.325980?fbclid=IwAR3qQNzW-Yhcu0Y_qBgHjfs6OjihwLQwfwCjnq_c1RFSuLOizmh-4IxtsKE

[fonte 2]

17 agosto: Medico Lampedusa: Da pazzi pensare che io faccia una marchetta a Salvini.

https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/08/17/medico-lampedusa-pazzi-pensare-che-faccia-una-marchetta-salvini_kutgzDSNeqtCLr8UO0KhQJ.html

[fonte 3]
dal blog diariealtro.it
14 agosto: Qualche ostacolo per le scimmie sagge  http://diariealtro.it/?p=6820
14 agosto: Il coraggio della responsabilità                 http://diariealtro.it/?p=6812

 

Agosto 18, 2019Permalink

14 agosto 2019 – Qualche ostacolo per le scimmie sagge

14 agosto 2019   – Su Open Arms braccio di ferro tra Salvini e il Tar.
Navi marina scortano nave Ong in acque italiane.
Salvini: ‘Conte vuole lo sbarco, non capisco perché. E’ una ong straniera in acque straniere’.   Lettera di Conte al ministro

Braccio di ferro tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Tar del Lazio sull’ingresso nelle acque italiane di Open Arms.
Il Tar ha disposto la sospensione del divieto d’ingresso nelle acque territoriali italiane della Open Arms. E’ quanto sostiene la stessa Ong sottolineando che sulla base della decisione dei giudici “ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti”. “Alla luce della documentazione prodotta (medical report e relazione psicologica” e “della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza” si giustifica “la concessione della richiesta” per “consentire l’ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane e quindi di prestare l’immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli”. E’ quanto rileva il Tar del Lazio accogliendo il ricorso di Open Arms e sospendendo il divieto di ingresso in acque italiane.
Il Viminale invece contesta la decisione del Tar del Lazio sulla sospensione del divieto di ingresso in acque italiane della Open Arms e proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini inoltre, si apprende, è pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. La decisione di ricorrere al Consiglio di Stato, secondo quanto si apprende, sarebbe motivata dal fatto che agli avvenimenti citati nel provvedimento del Tar se ne sono aggiunti altri. Per giorni, si osserva, “Open Arms si è infatti trattenuta in acque Sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia”.
Intanto, due navi della Marina Militare stanno scortando a distanza verso le acque territoriali italiane la Open Arms, che attualmente naviga a tre nodi in direzione di Lampedusa. Lo si apprende da fonti della Difesa secondo le quali già dalla serata di ieri il ministro Elisabetta Trenta sta seguendo la vicenda. Dopo aver preso contatti con il Tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei 32 minori a bordo, il ministro nella giornata di ieri ha dato mandato al capo di stato maggiore dalla Difesa Vecciarelli di far avvicinare le due navi della Marina in modo da essere pronti ad un eventuale trasferimento. Il ministro è stato inoltre in contatto con le altre autorità di governo competenti per poter arrivare allo sbarco dei 32 minori che si trovano in mare da 13 giorni.

In serata Salvini rincara la dose: “Continuo e continuerò a negare lo sbarco a chi pretende di portare dei clandestini sempre e solo in Italia. Se qualcuno la pensa diversamente se ne assuma la responsabilità”. La Open Arms, “nave spagnola di ong spagnola – aggiunge – era in acque maltesi e non si capisce perché un giudice italiano possa consentire l’ingresso nelle nostre acque”.

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/08/14/salvini-conte-vuole-lo-sbarco-dei-migranti-non-capisco-perche_0d8d8f0a-d3af-476e-a7e1-2e4c026882d1.html

Ho scelto l’Ansa per trascrivere la notizia ma ne hanno parlato anche molti altri, non certo in  forma univoca ma abbastanza numerosi per escludere la possibilità di un rifugio sicuro per le scimmie  ovunque collocate.

La Repubblica:
https://www.repubblica.it/cronaca/2019/08/14/news/migranti_conte_chiede_di_autorizzare_lo_sbarco_delle_due_ong_salvini_rifiuta_non_vedo_perche_-233612799/

Il messaggero
https://www.repubblica.it/cronaca/2019/08/14/news/migranti_conte_chiede_di_autorizzare_lo_sbarco_delle_due_ong_salvini_rifiuta_non_vedo_perche_-233612799/

Il Giornale
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/assist-tar-open-arms-pu-entrare-acque-italiane-1740231.html

Il Tempo
https://tv.iltempo.it/tv-news/2019/08/14/video/migranti-tar-accoglie-il-ricorso-di-open-arms-verso-lampedusa-1198011/

Il Corriere dell’Umbria
https://corrieredellumbria.corr.it/video/tv-news/1077379/migranti-tar-accoglie-il-ricorso-di-open-arms-verso-lampedusa.html

Blasting News
https://it.blastingnews.com/cronaca/2019/08/video/tar-sospende-il-divieto-di-ingresso-di-open-arms-ma-salvini-insiste-firmo-per-il-no-005209259.html

Huff Post
https://www.huffingtonpost.it/entry/open-arms-e-ocean-viking-in-attesa-di-un-porto-lallarme-dellong-spagnola-mare-mosso-rischio-risse-a-bordo_it_5d540ee1e4b05fa9df081eca

Il fatto quotidiano
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/14/migranti-open-arms-il-tar-ha-sospeso-il-divieto-dingresso-ci-dirigiamo-verso-terra/5389087

Rai news
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/migranti-salvini-conte-mi-ha-scritto-rispondo-garbatamente-ma-no-sbarchi-dfcfa13d-b4b3-45c1-ab42-e9a9aa015d01.html

La7
https://tg.la7.it/cronaca/il-tar-sospende-il-divieto-di-entrare-in-acque-italiane-per-la-open-arms-ricorso-del-viminale-non-14-08-2019-141491

E molti altri …

Agosto 14, 2019Permalink

14 agosto 2019 – Il coraggio della responsabilità

La lezione sulla paura di Gustavo Zagrebelsky e Ezio Mauro: “Si combatte col coraggio”

La discussione scivola sull’italianità, meglio: sul suo tradimento. “Rosario, Nutella e pizza”, la sintesi di Zagrebelsky che ricorda i simboli impugnati da Salvini sui palchi dei comizi, via social. “Non mi riconosco in quella italianità, non mi sento italiano quando c’è qualcuno che dice che lui è il padre di 60 milioni di italiani”. Ezio Mauro rivendica una certa idea di Italia che non è quella attualmente egemone, quella posticcia che il governo gialloverde vuole rappresentare. Il primo passo è distinguersi “da quegli altri”, riconoscere che c’è un altro campo. “Non c’è dubbio” annuisce il costituzionalista. E ancora una volta gli applausi confermano l’umore della piazza. Sì, c’è un’altra Italia                                     [fonte 1]

Non sempre per fortuna tutti tacciono. Fra coloro che non si rifiutano alla responsabilità della parola ci sono anche cattolici che non dimenticano di essere cittadini e non si rifugiano in una chiesa come fosse un bunker.       [fonte 2]

Il dovere del rispetto

Siamo un gruppo di laici e religiose italiane e straniere, missionarie nel mondo, riuniti ad Assisi e sentiamo di unirci alle tante denunce che salgono da varie voci di cittadini italiani con il seguente contributo.

La preghiera di ringraziamento alla Vergine Maria, Madre di Gesù fatta in veste istituzionale di Vice Primo Ministro di una Repubblica laica e aconfessionale, che rappresenta tutti i cittadini italiani credenti di varie religioni e non credenti è una VIOLAZIONE alla Costituzione (cf Articoli 2, 3, 7, 8, 19 e 20) che garantisce il pluralismo confessionale e vieta la discriminazione tra i culti (sent. 440/1995) esige l’equidistanza e l’imparzialità della legislazione rispetto a tutte le confessioni religiose (sent. 508/2000).                                                                                    [continua – nota deja vu]

[fonte 1 ]
https://www.repubblica.it/dossier/la-repubblica-delle-idee-2019/2019/06/08/news/la_lezione_sulla_paura_di_gustavo_zagrebelsky_ed_ezio_mauro_si_combatte_col_coraggio_-228290118/?ref=search

[fonte 2]
https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com/2019/08/il-dovere-del-rispetto.html?fbclid=IwAR32QmmMXmsLXOGt-yiKrp9_tMp52pqF2PUWsD07sUp_dsiQBtF9beV0-w0#more

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/vescovo-mazara-attacca-salvini-che-bacia-rosario-indecente-1739473.html

Nota deja vu    
Vangelo secondo Giovanni 20, 1 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. 2 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 3 Uscì allora Simon Pietro insieme all’altro discepolo, e si recarono al sepolcro. 4 Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5 Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. 6 Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, 7 e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9 Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. 10 I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.11 Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro

https://www.monasterodibose.it/fondatore/articoli/articoli-su-quotidiani/10633-maria-di-magdala-apostola-degli-apostoli

Nota finale
Ieri su La Repubblica c’era un ottimo articolo di Ezio Mauro.
Spero di poterlo scaricare, prima o poi.

Agosto 14, 2019Permalink

12 agosto 2019 – Ieri: 1944 – strage di sant’Anna di Stazzema. Oggi?

Aquileia – Aula Nord

Oggi la mia tartarughina identificativa, approfittando del fatto che il gallo che la minaccia sta buttando stupidamente il suo tempo litigando con altri galli per lo più incapaci di proferire parole che non siano una raccolta di insensatezze vuote se non di turpiloquio, è riuscita a incontrare la tartaruga immaginata da una poetessa capace di parole sensate e belle e di sognare un obiettivo che potrebbe entrare nella realtà se in molti lo volessimo.

 

Una volta sognai di Alda Merini

Una volta sognai
di essere una tartaruga gigante
con scheletro d’avorio
che trascinava bimbi e piccini e alghe
e rifiuti e fiori
e tutti si aggrappavano a me,
sulla mia scorza dura.

Ero una tartaruga che barcollava
sotto il peso dell’amore
molto lenta a capire
e svelta a benedire.

Così, figli miei,
una volta vi hanno buttato nell’acqua
e voi vi siete aggrappati al mio guscio
e io vi ho portati in salvo
perché questa testuggine marina
è la terra
che vi salva
dalla morte dell’acqua.

Ma la mia tartarughina non si ferma, è curiosa, si informa e scopre che la poesia di Alda Merini è stata scritta nel 2008 per l’inaugurazione della Porta di Lampedusa , collocata nel punto più a sud dell’Italia.
“Chiudere questa porta vorrebbe dire chiudersi alla storia e al futuro”.                                                   [Fonte 1 ]
Sono le parole pronunciate nel 2013 da padre Renato “Kizito” Sesana, fondatore di Koinonia community – comunità che in Africa si batte per dare una seconda opportunità ai bambini di strada – parlando della Porta di Lampedusa che, come la Statua della libertà a New York, accoglie chi arriva sull’isola.
Molto, troppo spesso compiere quel viaggio ha un prezzo elevato, che si paga con la propria vita.
Il monumento, infatti, è dedicato alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare”.

Un mio commento estemporaneo                     [Fonte 2 ]
Dopo la sua piccola escursione fuori dalla cripta nord della Basilica di Aquileia, la tartarughina torna da dove ci parla da più o meno 1700 anni, sempre decisa, come già ci ha raccontato ieri, a tenere il suo collo tozzo fuori dal carapace, opponendosi alla aggressività del gallo, sapendo che le sue possibilità di successo sono pressoché nulle, ma ragione e etica non le consentono di nascondersi.
Ciò che ripugna alla ragione non può essere vinto dalla paura anche se i tempi della ragione sono lunghi e richiedono fermezza e, se necessario, anche coraggio, oltre se stessi, capaci di pensare a un futuro che appartiene ad altri.
Ma è coraggio vero non militarizzato

 

Non posso fingere di non sapere.
ieri il piede era straniero.    Oggi siamo stranieri a noi stessi

” alle fronde dei salici ”   di  Salvatore Quasimodo

E come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

[Fonte 1]
http://www.famigliacristiana.it/articolo/la-porta-di-lampedusa-opera-incompiuta.aspx
https://www.internazionale.it/tag/autori/renato-kizito-sesana

[Fonte 2]      http://diariealtro.it/?p=6793

 

Agosto 12, 2019Permalink

10 agosto 2019 – Un poeta nato in Friuli che si era conquistato uno sguardo ampio

Mentre mi trovavo impossibilitata a pubblicare qualunque cosa per le difficoltà del mio PC, molto ho raccolto. Ora mi do da fare perché non tutto vada perso.
Il blog è uno spazio che spero resti sicuro.
Sono riuscita a scaricare anche la poesia di Turoldo che mi sembra descriva situazioni del secolo scorso anche nei loro risvolti drammatici quando l’aspetto militare si era connesso direttamente alla politica.
Probabilmente nella poesia che trascrivo mi ha colpito in modo particolare l’eco dei passi della ronda nazista.
Un suono che ho sentito da bambina durante le orribili ore di coprifuoco e che non si cancella.

Torniamo ai giorni del rischio
Torniamo ai giorni del rischio,
quando tu salutavi a sera
senza essere certo mai
di rivedere l’amico al mattino.

E i passi della ronda nazista
dal selciato ti facevano eco
dentro il cervello, nel nero
silenzio della notte.

Torniamo a sperare
come primavera torna
ogni anno a fiorire.
E i bimbi nascano ancora,
profezia e segno
che Dio non si è pentito.

Torniamo a credere
pur se le voci dai pergami
persuadono a fatica
e altro vento spira
di più raffinata barbarie.

Torniamo all’amore,
pure se anche del familiare
il dubbio ti morde,
e solitudine pare invalicabile …

http://www.sullasoglia.it/turoldo/poesia5.htm
David Maria Turoldo. Ritorniamo ai giorni del rischio. CENS. Milano 1985, pp. 51-52

Un mio commento estemporaneo

Condivido totalmente la connessione fra amore e dubbio: la leggo come abbandono di certezze di comodo, garantite da una tradizione che vuole il silenzio ben collocato in  categorie predefinite in cui le donne hanno ancora  l’ombra della chiacchiera vacua e di un dominio dei sentimenti ritenuto limite che impoverisce la razionalità.
Vogliamo ragionare?
Cosa sono se non sentimenti ripugnanti – ma non disprezzati  come meriterebbero – i sostegni alle urla becere, volgari, cattive, pericolose fino a consentire la deresponsabilizzazione che appaga chi vi si accoccola come un cane contento di accucciarsi ai piedi di un padrone .
Proprio per questo nel mio blog ho scelto la tartarughina della cripta nord della basilica di Aquileia come mia immagine identificativa.
So che la mia interpretazione è totalmente inaccettabile per chi la vede – in un quadro gnostico – tenebre (tartaruga) a fronte di un gallo arrogante, colorato, minaccioso (luce).
La mia tartarughina lì non ci sta; esce dal mosaico per tenere il suo collo tozzo fuori dal carapace, opposto al gallo sapendo che le sue possibilità di successo sono pressoché nulle, ma ragione e etica non le consentono di nascondersi.
Ciò che ripugna alla ragione non può essere vinto dalla paura anche se i tempi della ragione sono lunghi e richiedono fermezza e, se necessario, anche coraggio, oltre se stessi, capaci di pensare a un futuro che appartiene ad altri.
Ma è coraggio vero non  militarizzato

Continua : volevo parlare dei bambini zittiti, odiati, umiliati a oggetto carino dei propri sentimenti (buoni o proprietari?) . Lo farò uno dei prossimi giorni

 

 

Agosto 10, 2019Permalink

10 agosto 2019 – Chi dorme sulla collina?

07 agosto – Elogio del pessimismo di Gianpaolo Carbonetto      (link in calce)

È quasi come veder crescere un bambino standogli accanto ogni giorno, o quasi: nessuno ne annota quotidianamente la crescita in altezza di una frazione di millimetro, o l’aumento di peso di un paio di grammi. Però, a un certo punto, ci si rende conto che qualcosa è profondamente cambiato e non soltanto nelle dimensioni del piccolo, ma anche nelle sue capacità: comincia a distinguere i numeri e le lettere e a compitare le prime sillabe. E allora ci si accorge che la sommatoria di piccoli mutamenti inevitabilmente porta a cambiamenti profondi.
La stessa cosa sta accadendo con la situazione sociale, politica ed economica in Italia.
Solo che se si guarda ai cambiamenti di mese in mese, l’osservazione non porta gioia, bensì sgomento.

Chi, soltanto qualche mese fa, per esempio, avrebbe potuto pensare che la sindaca di Monfalcone, la leghista Anna Maria Cisint, sia pure dopo aver fissato un tetto di presenze di bambini stranieri per classe nella scuola materna e dopo avere eliminato dalla biblioteca comunale i quotidiani “Il Manifesto” e “Avvenire”, potesse arrivare al punto di istituire un «punto di ascolto riservato» – in pratica una buca per delazioni anonime, con tutto quel che ne consegue – per denunciare gli insegnanti di sinistra che «con le loro ideologie, avvelenano i giovani, osteggiando apertamente le scelte democratiche che gli italiani stanno manifestando verso gli amministratori della Lega»?

Chi avrebbe potuto immaginare che una sezione della Lega, in un comunicato, attribuisse la strage di Bologna alle Brigate Rosse, mentre c’è una sentenza definitiva che ne ascrive la responsabilità alla destra eversiva e segnatamente a Mambro e Fioravanti? E che poi, davanti alle proteste per l’ennesima delle fake-news, si limitasse a dire che si può sbagliare, ma guardandosi bene dal ricordare che la responsabilità di tutti quei morti va attribuita, appunto, alla destra e non a quella sinistra terrorista che di morti ne ha tanti altri – ma altri – sulla coscienza.

Chi avrebbe ipotizzato che la parte leghista del governo, con il solito timoroso assenso di Di Maio e dei suoi più privi di autonomia di pensiero, fosse tanto desiderosa di mettere le mani sul mondo dello sport italiano e sui soldi del CONI da ignorare gli avvertimenti del CIO che da sempre pretende l’autonomia dello sport dalla politica e che adesso minaccia esplicitamente l’esclusione dell’Italia dalle Olimpiadi di Tokyo e l’annullamento della scelta di Milano e Cortina come sede per i futuri Giochi invernali?

Chi, soprattutto tra coloro che hanno avuto l’idea di votare 5stelle, avrebbe mai pensato di vedere il proprio partito preferito praticamente comandato da Salvini, quel ministro degli Inferni che travalica largamente gli ambiti istituzionalmente assegnatigli e che ottiene quello che vuole semplicemente ricordando a Di Maio e ai suoi senatori e deputati che quando questo governo cadrà e si tornerà alle urne, saranno in molti, e in primis il cosiddetto “capo politico” della Casaleggio Associati, a restare fuori dalle Camere e a dover cercare un nuovo sistema di sostentamento perché resteranno esclusi per il limite del doppio mandato, ma soprattutto per il crollo verticale del loro gradimento nei tanti che si erano illusi e che ora sono schifati e incattiviti?

Chi avrebbe mai immaginato che il ministro degli Inferni non avesse neppure preso in considerazione quello che è scritto in diversi articoli della nostra Costituzione prima di stilare quello che beffardamente è chiamato “Decreto Sicurezza bis” che è stato approvato chiedendo la fiducia a tanti grillini e darà tanto lavoro alla Consulta?

Chi poteva pensare che a tutt’oggi la teorica sinistra italiana potesse essere ancora più preoccupata delle lotte di potere intestine piuttosto che della necessità di formare nuovamente uno o più partiti che possano ridare fiducia agli elettori, magari preparando programmi seri e non vuoti slogan di velleitaria propaganda?
Potrei andare avanti a lungo con altre domande su questo tono, ma queste mi appaiono già sufficienti per mettere in luce il punto fondamentale: distrarsi, o rassegnarsi, è vietato anche per un solo giorno. È sbagliato starsene in silenzio, o senza scrivere, perché – si pensa – tanto si finisce per dire sempre le stesse cose, o in quanto si ritiene che comunque non si potrà influire sulla possibilità di accelerare almeno un po’ la fine di questa maledetta notte che stiamo attraversando. Saranno vere entrambe le motivazioni, ma il silenzio è comunque sbagliato, sia perché non si pungola gli altri, sia in quanto si perde la propria dignità. Me ne scuso.

Non è accettabile il rassegnarsi al fatto che ormai il bordo del burrone sia talmente vicino che la caduta appare quasi inevitabile, solo perché non si è ritenuto di opporsi ogni giorno, ma solo una volta ogni tanto. E non è neanche più lecito nascondere la realtà dietro le parole. È vero: in Italia non c’è il nazismo, ma, come allora in quel partito, oggi ci sono tantissimi italiani disumani. È vero: in Italia non c’è il fascismo, ma, come allora in quel partito, oggi ci sono tantissimi italiani che sentono la democrazia come un fastidio da limitare, se non da eliminare. È vero: in Italia non c’è nessuno che vada in giro con il cappuccio del Ku Klux Klan, ma oggi ci sono tantissimi italiani che neppure più si sognano di nascondere il loro razzismo.

E a questo punto l’unica possibile ancora di salvezza è il pessimismo, quel sentimento che ci fa temere sempre quel peggio che poi quasi sempre avviene e che ci sprona a fare qualcosa per resistere e per sovvertire quello che non è un destino ineluttabile. Ogni giorno e non solo di tanto in tanto.

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07 agosto 2019      Un commento sum ergo dubito     (commento al testo di Gianpaolo Carbonetto)

Da ”Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters
Dorcas Gustine

Non ero amato dagli abitanti del villaggio,
tutto perché dicevo il mio pensiero,
e affrontavo quelli che mancavano verso di me
con chiara protesta, non nascondendo né nutrendo
segreti affanni o rancori.
È assai lodato l’atto del ragazzo spartano,
che si nascose il lupo sotto il mantello,
lasciandosi divorare, senza lamentarsi.
È più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo dal corpo
e lottare con lui all’aperto, magari per strada,
tra polvere e ululi di dolore.
La lingua è magari un membro indisciplinato —
ma il silenzio avvelena l’anima.
Mi biasimi chi vuole — io son contento.

…ma qui non dobbiamo lottare contro un lupo (o una mucca in corridoio), bensì contro una malattia subdola ed infiltrante!
Nel frattempo i guru della sinistra, sempre per citare Lee Masters,
“Tutti, tutti dormono sulla collina”.

http://carbonetto-udine.blogautore.repubblica.it/2019/08/07/elogio-del-pessimismo/

http://lovemeblue.altervista.org/parlare-antologia-spoon-river/

Agosto 10, 2019Permalink

1 Agosto 2019 – Calendario

.1 agosto 1944 – Scoppio della rivolta del ghetto di Varsavia contro l’occupazione tedesca.
.1 agosto 1990 – L’Iraq invade il Kuwait
.1 agosto 2014 – Entra in vigore la Convenzione di Istanbul        [sintesi contenuti in nota 1]
.2 agosto          – Giornata europea in memoria del genocidio ROM  – Porrajmos         [nota 2]
.2 agosto 1980 – Strage alla stazione di Bologna
.3 agosto 1940 – L’Italia invade la Somalia britannica
.4 agosto 1974 – Bomba sul treno Italicus vicino a Bologna
.5 agosto 1938 – In Italia viene pubblicato il Manifesto della razza [testo in nota 3]
.6 agosto 1945 – Gli USA sganciano la bomba atomica su Hiroschima
.6 agosto 1978 – Morte di Paolo VI.
.8 agosto 1945 – Gli USA sganciano la bomba atomica su Nagasaki
.8 agosto 1956 – Tragedia nella miniera di Marcinelle
11 agosto 2019 – Aïd-el-Kébir o al-adha. Dalla sera del 11 fino alla sera del 15 …………………………………………..anno 1440                          [nota 4]
12 agosto 1944 – Strage nazista a Sant’Anna di Stazzema
13 agosto 1961 – Inizia costruzione muro di Berlino
14 agosto 1945 – Resa del Giappone e fine della seconda guerra mondiale
14 agosto 1947 – India – Dichiarazione di indipendenza
14 agosto  2018 – Genova. Crollo del ponte Morandi.
15 agosto 1867 – Regno d’Italia – Legge 15 agosto 1867, n. 3848
…………                   .Legge per la liquidazione dell’asse ecclesiastico  [nota 5]
15 agosto 2009 – Approvazione della legge 15 luglio 2009, n. 94
……………………………….”Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”
15 agosto 1917 – Nascita del vescovo Romero
16 agosto 1924 – Ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti
17 agosto 1893  – Strage di Aigües Mortes                                           [nota 6]
17 agosto 1945 – L’Indonesia si proclama indipendente dai Paesi Bassi
18 agosto 1936 – Assassinio di Federico Garcia Lorca
18 agosto 2015 – Assassinio di Khaled Asaad – direttore del sito archeologico
…………………..……………………………… di Palmira
19 agosto 1954 – Morte di Alcide De Gasperi
20 agosto 1960 – Dichiarazione di indipendenza del Senegal
21 agosto 1940 – Assassinio di Lev Trotsky
21 agosto 1964 – Morte di Palmiro Togliatti
21 agosto 1968 – L’URSS invade la Cecoslovacchia                            [nota 7]
23 agosto 1923 – Assassinio di don Minzoni ad Argentea (FE)
23 agosto 1927 – USA esecuzione di Sacco e Vanzetti
24 agosto 2004 – Assassinio di Enzo Baldoni in Iraq
24 agosto 2016 – Colombia. accordo governo-Farc
24 agosto 2016 – Terremoto in centro Italia
25 agosto 1900 – Morte di Friedrich Nietzsche
25 agosto 1989 – Assassinio di Jerry Masslo a Villa Literno (Caserta)
26 agosto 1769 – Francia: Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino
26 agosto 1978 – Elezione di papa Luciani (Giovanni Paolo I)
26 agosto 2018 – Apertura del Sinodo Valdese
27 agosto 1999 – Morte di Helder Camara – Brasile7
28 agosto 1963 – Martin Luther King guida la marcia su Washington
………………………………..per i diritti civili.
29 agosto 1991 – La mafia uccide l’imprenditore Libero Grassi a Palermo
31 agosto 1994 – Irlanda – L’IRA dichiara la cessazione di tutte le operazioni militari

NOTE:

[nota 1] Convenzione di Istanbul – contenuti
https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/0/750635/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione2-h2_h22

[nota 2] Porajmos o Porrajmos (pronuncia italiana: poràimos; in romaní: [pʰoɽai̯ˈmos]; traducibile come “grande divoramento” o “devastazione”) è il termine con cui Rom e Sinti indicano lo sterminio del proprio popolo perpetrato da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale.

[nota 3] Manifesto della razza:
http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2018/07/14/il-manifesto-della-razza-ecco-il-testo-per-non-dimenticare-80-anni-dopo_94f44111-b55a-4545-93cd-05c829211a4e.html

[nota 4]
https://www.linternaute.com/actualite/societe/1242541-aid-el-kebir-date-message-signification-les-secrets-de-la-fete-du-sacrifice/#date-aid-el-k%C3%A9bir-a%C3%AFd-el-adha-2019

11 agosto: Origine d’Aïd-el-Kébir L’Aïd-el-Kébir (aussi nommée Aïd-el-Adha, Aïd al-Kebir ou encore Eïd el-Adha), qui signifie « la Fête du sacrifice », est l’une des célébrations les plus importantes liées à la foi musulmane. Il s’agit d’une commémoration de la soumission d’Abraham (Ibrâhîm en arabe) à la volonté de Dieu lorsque celui-ci lui demanda de sacrifier son fils Ismaël. Certaines interprétations considèrent qu’il s’agit plutôt d’Isaac, le Coran ne mentionnant pas le nom du fils. Pour en savoir plus, consultez cet article d’Éric Geoffroy.

[nota 5]
Il termine si trova adoperato nella legge 28 giugno 1866, n. 2987, che all’art. 2 dà facoltà al governo di pubblicare ed eseguire come legge le disposizioni già votate dalla camera elettiva sulle corporazioni religiose e sull’asse ecclesiastico, e questo di Legge sulla soppressione delle corporazioni religiose e sull’asse ecclesiastico è il titolo dato al susseguente decreto legislativo 7 luglio 1866, n. 3036. Legge per la liquidazione dell’asse ecclesiastico s’intitola quella 15 agosto 1867, n. 3848, che costituisce col detto decreto legislativo il caposaldo della legislazione italiana in materia di soppressione di enti ecclesiastici e di norme sul patrimonio ecclesiastico. Giunta liquidatrice dell’asse ecclesiastico di Roma era il nome dell’organo governativo istituito con l’art. 9 della legge 19 giugno 1873, n. 1402.

[nota 6]
17 agosto 1893 dieci operai italiani delle saline vennero uccisi a Aigues-Mortes, in Camargue, perché si era diffusa la falsa notizia che avevano ucciso 4 francesi. L’odio per gli emigrati italiani che “rubavano il lavoro” scatenò il massacro e così un paese intero si scatenò contro gli operai italiani.

[nota 7]
Il 21 agosto del 1968 le truppe del Patto di Varsavia entrarono nella Cecoslovacchia per soffocare la stagione della Primavera di Praga che era iniziata  5 gennaio 1968, quando il riformista slovacco Alexander Dubček salì al potere, proseguendo fino al 20 agosto dello stesso anno, quando un corpo di spedizione dell’Unione Sovietica e degli alleati del Patto di Varsavia (ad eccezione della Romania) invase il paese.

 

 

 

 

Agosto 9, 2019Permalink

28 luglio 2019 – Grazie a Abraham Yehoshua

27 luglio 2019 – La rivoluzione femminista non è terminata
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L’Osservatore Romano

Abraham Yehoshua è uno degli scrittori israeliani viventi più conosciuti al mondo: interrogato per Donne Chiesa Mondo su Gerusalemme, sulla questione femminile e sull’attuale significato della letteratura, ha condensato le sue risposte in tre testi che esemplificano i temi e lo stile propri dei suoi romanzi, dove contenuti esperienziali narrati in modo sommesso rimandano a potenti ed universali domande di senso.

Elena Buia Rutt, Francesca Bugliani Knox

La discriminazione della donna, il suo lungo matrimonio, la questione di Gerusalemme e il ruolo etico della letteratura.
Parla il grande scrittore israeliano.

Il conflitto israelo-palestinese ultimamente risulta sempre più evidente se letto su un piano religioso. Si tratta di un conflitto che si va rafforzando tra Islam radicale e fanatismo religioso che va crescendo sempre più nelle cerchie della società ebraica. In questa complessa costellazione si finisce per dimenticare i palestinesi di fede cristiana, sia all’interno dello stesso Israele che della West Bank occupata da Israele.

I palestinesi cristiani appartengono a una stirpe presente in Terrasanta dall’antichità. Anche dopo che il cristianesimo si è separato dalla nazione ebraica e il Vangelo di Paolo ha spiegato le sue ali dalla Terra d’Israele per rivolgersi a tutta l’umanità, gli ebrei convertitisi al cristianesimo sono rimasti fedeli alla Terra d’Israele quale loro patria storica. Essi hanno ricevuto uno status speciale che li vede non solo custodi dei luoghi santi, Betlemme, Gerusalemme, Nazareth, ma che anche conferma che il cristianesimo non viene a negare l’ebraismo bensì ad ampliarlo e ad arricchirlo di contenuti umani, importanti e innovativi che non sono asserviti ai precetti stabiliti dalla Torah e dalla Halacha (corpus di norme religiose ebraiche).

È vero che nel momento in cui tali ebrei si sono convertiti al cristianesimo hanno cessato di fare parte del popolo ebraico, ma, dal mio punto di vista, i palestinesi cristiani rivestono grande importanza per la memoria storica degli israeliani rispetto alla Terra di Israele. Pochissimi sono i siti archeologici ebraici, sia del periodo del Secondo Santuario che dei secoli successivi, sopravvissuti in Israele sino all’epoca contemporanea. Al contrario, proprio i monasteri e le chiese, costruiti nel corso dei numerosi secoli nei quali la presenza ebraica in Terra d’Israele era molto esigua, se non del tutto assente, insieme alla presenza cristiana del periodo dei crociati, conferiscono agli israeliani, oggi intenti a forgiare la loro identità attraverso la lingua ebraica e il territorio stesso, una ricchezza e un ulteriore punto di forza. Pertanto i simboli cristiani in Terra d’Israele divengono parte di un’identità nazionale che si va rinnovando e non c’è da stupirsi che molte delle opere d’arte e letteratura israeliane degli ultimi cent’anni facciano riemergere la figura di Gesù e degli altri discepoli. In Terra d’Israele, infatti, il Gesù cristiano non è un nemico degli ebrei, come nella diaspora, bensì, come ho spiegato, una parte dell’eredità che si va rinnovando nella lingua e nel territorio.

A Gerusalemme, soprattutto nella città vecchia la cui grandezza è di 1 km² in totale, ebrei, musulmani e cristiani vivono a stretto contatto. E in questo chilometro quadrato, più che in qualunque altro luogo al mondo, la maggior parte dei luoghi sacri di primaria importanza per le tre religioni monoteiste si trovano uno affianco all’altro. Oltre al fatto che, mentre la Cupola della Roccia, la Moschea di Al-Aqsa o il Santo Sepolcro sono siti belli e imponenti, il Muro del Pianto, ovvero le rovine delle mura esterne che circondavano il Secondo Tempio, è un sito a mio parere privo di profondità e bellezza religiosa, il cui significato sta tutto nella memoria della distruzione del santuario che non verrà mai ricostruito.

Israele detiene il controllo di Gerusalemme e i fanatici ebrei e musulmani sono in perenne conflitto. Pertanto i cristiani, e non importa se cattolici, maroniti, ortodossi o protestanti, devono unirsi per invitare le altre due religioni a un altro tipo di cooperazione, non su base etnica, ma religiosa e spirituale, per cercare di liberare questo luogo faticoso, nel quale sono presenti contraddizioni e conflitti che possono ancora sfociare in grave violenza, sino a tradursi drammaticamente in una tragedia capace di coinvolgere tutta la regione.

Solo i cristiani, soprattutto i cattolici sotto la guida del Vaticano, quali partner non coinvolti nel cuore del conflitto etnico-religioso in merito al Monte del Tempio e al Santuario distrutto, possono pretendere e imporre una voce più autorevole con l’appoggio dei paesi cattolici forti d’Europa, Sud America e Asia. Theodor Herzel, padre del sionismo e fondatore del contratto dello stato ebraico, ha affermato già alla fine del secolo XIX che Gerusalemme non appartiene a nessuno poiché appartiene a tutti.

Gli Stati Uniti evangelici d’altra parte non sono d’aiuto, anzi talvolta buttano ulteriore benzina sul fuoco, per una concezione distorta in base alla quale gli ebrei dovrebbero combattere l’Islam per riportare il messia cristiano, il quale non solo salverebbe il mondo intero dalle sofferenze, ma convertirebbe anche gli ebrei in cristiani credenti. Così che, allo stato politico attuale, negli Stati Uniti, i cristiani evangelici, che hanno molta influenza nelle cerchie del governo repubblicano, si trasformano in sostenitori dell’integralismo e della supremazia ebraica su Gerusalemme.

Per molti anni i governi vaticani hanno rifiutato di riconoscere lo Stato di Israele e di intessere relazioni con esso. Ora che le relazioni sono solide e produttive, il Vaticano ha pieno diritto di pretendere da Israele, che ha la supremazia su Gerusalemme, di tenere a bada i fondamentalisti etnico-religiosi e giungere a una convivenza rispettosa delle tre fedi. Tuttora la città vecchia di Gerusalemme, nella quale si trovano tutti i luoghi sacri, ha insito in sé un potenziale distruttivo fonte di conflitti sanguinosi e pertanto deve ricevere uno statuto differente, anche dopo che Trump l’ha riconosciuta, compresa la sua parte palestinese, quale capitale di Israele, e dal momento che è chiaro a tutti che Gerusalemme stessa non verrà ulteriormente divisa e che non sarà possibile far passare una linea di confine internazionale al suo interno. I cristiani del mondo, e soprattutto d’Europa, devono uscire dalla passività con la quale ultimamente si sono rapportati a tale questione e farsi custodi della santità e del giusto equilibrio tra le tre grandi religioni. Su questo argomento mi aspetterei che il Papa non fosse cauto, bensì che osasse e prendesse l’iniziativa, non solo tramite dichiarazioni, ma avanzando richieste concrete e assertive nei confronti dei governi israeliani.

Il popolo d’Israele (io preferisco questa denominazione originaria a quella di popolo ebraico) è un popolo di origini antiche che non ha vissuto nella propria terra nel corso dei millenni, e pertanto la sua identità esiste grazie a miti religiosi e nazionali, soprattutto collegati ai libri, motivo per cui viene chiamato anche al suo interno “popolo del libro”. Naturalmente è difficile mantenere un’identità nazionale solo tramite i libri, e pertanto la maggior parte del popolo ha subito un processo di assimilazione nel corso delle generazioni e, da 3 milioni all’inizio del i secolo d.C., si è notevolmente ridotto di numero, finendo per contare, all’inizio del secolo 18º, solamente 1 milione di persone. Il ritorno tardivo al rinnovamento e alla costruzione dell’identità nazionale anche tramite il territorio, ovvero il ritorno in Terra d’Israele, per lo più naturale per altri popoli, è invece rivoluzionario e complesso per il popolo ebraico. Se i vecchi miti, in particolare attraverso la religione, continuano ancora a essere importanti per l’identità storica, oltre al fatto che metà del popolo ebraico vive ancora nella diaspora, è pur vero d’altra parte che nel territorio antico-nuovo si sono aperti nuovi orizzonti storici. In tal modo nell’Israele di oggi operano in parallelo due forze che talvolta si amalgamano meravigliosamente l’una con l’altra e altre si scontrano: da una parte una modernità fonte di grande ispirazione per tutto ciò che riguarda l’esercito, l’industria, la medicina, il governo ecc., e dall’altra l’attaccamento agli antichi miti biblici, da cui deriva la prosecuzione dell’occupazione dei palestinesi nella West Bank, che crea a Israele problemi etici ed esistenziali gravi sia al suo interno che oltre i suoi confini.

Dal mio punto di vista, se ci separassimo dai miti che si trovano nei libri sacri per concentrarci su un’analisi nuova e creativa della realtà intorno a noi, potremmo trasformare la rivoluzione sionista, il cui significato è ritorno alla “normalità nazionale”, in una corretta e più giusta normalità per il mondo che va costantemente cambiando dinnanzi ai nostri occhi.

Dal mio punto di vista la “rivoluzione femminista” è la rivoluzione più importante della seconda metà del secolo XX: non è terminata e ha dinanzi a sé ancora molti ostacoli, ma non c’è dubbio che il segnale di apertura sia stato dato e la consapevolezza della discriminazione della donna nel corso dei millenni vada permeando la coscienza pubblica. Non c’è dubbio che il rallentamento dello sviluppo nella gran parte del mondo musulmano, in particolare arabo, derivi dallo status di inferiorità di una donna ancora sottomessa all’uomo. Così come non c’è dubbio, ad esempio, che l’incredibile progresso della Cina derivi dalla liberazione della donna e dal miglioramento della sua condizione sociale.

Io personalmente ho vissuto con grande soddisfazione e pienezza un matrimonio durato cinquantasei anni con mia moglie, che ora è morta. Penso che la chiave di tanta gioia e armonia sia consistita nel fatto che sin dall’inizio mi fosse stato chiaro il dover stabilire una piena uguaglianza riguardo ai nostri reciproci diritti e doveri. Proprio perché a casa dei miei genitori ero stato testimone del fatto che mia madre, pur detenendo un forte potenziale intellettuale e pratico, era stata costretta a rinunciare alla propria realizzazione per fare unicamente la casalinga, sono stato spinto, non solo a incoraggiare mia moglie a costruirsi una sua carriera, ma anche ad assumermi a pieno titolo e volontariamente il dovere di sostenere di fatto l’avanzamento di tale carriera in collaborazione con lei, occupandomi cioè della cura della casa e dei figli, talvolta anche a scapito del mio di lavoro.

La parola chiave è uguaglianza. Per ovvi motivi è molto facile violarla e altrettanto difficile risulta l’esserle fedeli. Pertanto, quando descrivo la vita coniugale nei miei racconti e romanzi, cerco, per quanto possibile, di mostrarne il potenziale positivo, nonostante le difficoltà e le liti. A differenza del rapporto con i propri figli o genitori, dove il legame poggia su una relazione biologica innegabile, la relazione coniugale, per quanto duratura e felice, si può distruggere in un solo colpo. Naturalmente non accolgo la posizione della Chiesa cattolica che nega fermamente il divorzio, ma sono d’accordo nell’opporsi a una rottura facile e immediata di tale unione. Mia moglie Rivka, di benedetta memoria, che era una psicologa clinica e psicoanalista, ha sempre combattuto a fianco dei suoi pazienti per salvare i loro matrimoni nei momenti di crisi. È facile distruggere e difficile costruire. Oltre al fatto che in molti casi entrambe le parti, in seguito alla separazione, riproducono in seguito lo stesso modello di relazione problematica.

Sul femminismo sono stati pubblicati numerosi studi e continua a essere un argomento caldo di pubblico interesse. Si oscilla tra due visioni: una che vede la donna come completamente pari all’uomo, e perciò non ci si aspetta dalla sua condotta politica, sociale, manageriale o accademica, niente che distingua in modo unico il suo operato e le sue abilità da quelle maschili, e un’altra visione in cui la donna, in veste di guida politica, economica, o giuridica, riesce a trarre dalla propria femminilità capacità diverse da quelle dell’uomo, riversando e incanalando la natura femminile tradizionale all’interno dei nuovi ruoli rivestiti. Naturalmente la rivoluzione non è terminata, non solo perché in molte culture la donna è ancora sottomessa sotto vari aspetti, ma perché anche nei paesi in cui l’attesa uguaglianza formale appare davvero raggiunta, bisogna tuttavia indagarne e approfondirne gli aspetti, affinché non venga percepita come unicamente formale, a scapito della natura, dei bisogni e delle particolari caratteristiche di ogni sesso.

Nella società religiosa israeliana esiste ancora una evidente discriminazione delle donne, che riceve la sua giustificazione da rabbini oscurantisti e integralisti. Pertanto la rivoluzione femminista non deve preoccuparsi solo delle donne presenti nei settori economici o accademici, ma anche per prima cosa dell’incessante e audace lotta per la libertà e l’uguaglianza di quest’ultima nel mondo religioso ebraico. Purtroppo, a causa del perenne conflitto tra la destra e la sinistra, l’ambito religioso finisce per rivestire una valenza politica che neutralizza gli interessi nazionali generali.

Ultimamente mi sembra che la letteratura, il cinema e il teatro abbiano perso parte del loro rilievo nel discorso pubblico; un’importanza considerata significativa in particolare nel XIX secolo e nella prima metà del secolo XX. La produzione di letteratura, romanzi e racconti, accanto al fiorire crescente di film e serie televisive è diventata più “facile” rispetto ai tempi passati. La tecnologia moderna ha reso molto più economica la possibilità di creare libri e film. I canali di comunicazione si sono notevolmente moltiplicati, il tempo libero delle persone è aumentato, e pertanto esse possono “consumare maggiore cultura”. Ciò nonostante, ma forse io guardo alla realtà dal punto di vista di un uomo anziano che non comprende pienamente il nuovo, mi sembra che tutta questa abbondanza di creatività e arte, nonostante le sofisticate pubbliche relazioni, non dia origine alla stessa carica emotiva, etica e politica emanata dalle opere eccellenti del secolo XIX, o dell’inizio del secolo XX. Non voglio, nell’ambito di un’intervista giornalistica, entrare in tutti i dettagli di tale questione, ma secondo me la letteratura, e in un certo senso anche il cinema e il teatro, hanno rinunciato alla necessità di porre dilemmi etici di bene e male al centro della scena, come si faceva ad esempio nelle opere di Tolstoj o Dostoevskij, o nelle opere di Faulkner, Thomas Mann, Pirandello e altri. La psicologia ha represso il giudizio etico, in base al paziente principio del “comprendere significa scusare”. Il sistema giuridico nel mondo moderno e democratico è divenuto l’autorità etica che stabilisce che tutto ciò che è legale diventa automaticamente etico. La comunicazione, nella sua velocità, benché svolga un lavoro di verifica e talvolta istituisca tribunali giudicanti su ciò che è buono o cattivo, non può sostituire la capacità dell’arte di dar vita a un laboratorio etico esperienziale nel quale il lettore o lo spettatore, tramite la loro capacità di profonda interiorizzazione e identificazione, vaglino situazioni etiche, vecchie e anche completamente nuove, al fine di raffinare la propria percezione e comprensione. La letteratura ultimamente ha rinunciato sia alla centralità del dibattito etico nelle sue opere che alla presa di posizioni etiche definite, a causa del sospetto di disattendere, anche solo parzialmente le teorie post-moderne che negano l’autorità degli uomini di stabilire regole etiche “superiori”, o a fronte della concezione del politically correct che fa emergere tutta una serie di nuove sensibilità che non si possono esaminare all’interno di categorie etiche definite.

In conclusione, io credo che la letteratura, il teatro e il cinema, debbano ritornare ad esprimere, almeno in parte, la necessità di sollevare dilemmi etici nuovi e audaci, ponendoli in prima linea. Quando insegnavo letteratura all’università ho selezionato ed esaminato diverse opere solo dal punto di vista etico. Ciò significa che non mi sono occupato di aspetti psicologici, storici, linguistici o biografici, ma mi sono riferito solo all’aspetto etico presente in esse. Ed ecco la rivelazione dinnanzi ai miei studenti di nuovi e rivoluzionari risvolti che mai si sarebbero aspettati.

Propongo perciò ai lettori di questa intervista di esaminare per proprio conto la storia di Caino e Abele. La narrazione del primo omicidio nella Bibbia termina in un modo in cui non solo l’omicida non viene punito, bensì al contrario la sua situazione personale va migliorando. Qual è il significato di tutto ciò? Perché solo un esame etico e profondo è in grado di rivelare il grave problema teologico che si nasconde dietro questa vicenda?

di Abraham Yehoshua

http://www.osservatoreromano.va/it/news/la-rivoluzione-femminista-non-e-terminata

https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com/2019/07/la-rivoluzione-femminista-non-e.html#more

 

Luglio 28, 2019Permalink

23 luglio 2019 – Interni senza pietà.

Dieci anni fra il Ministro Maroni e il  Ministro Salvini & C.
Per anni ho cercato consensi efficaci al mio tentativo di far cancellare la norma che dal 2009 vuole rendere invisibili i nati in Italia che siano figli di migranti non comunitari privi di permesso di soggiorno, negando loro il certificato di nascita.
Una scelta che dobbiamo all’on. Maroni, ministro dell’Interno del IV governo Berlusconi (2009).

Per me circoscrivere un gruppo di persone per negare loro un diritto che è di tutti è modalità in odor di razzismo.
Scrivi e riscrivi a questo e a quello, a questa a quella (ricordando che la maternità è riconosciuta legalmente perché certificata appunto sul certificato di nascita) ma non c’è stato niente da fare:
i neonati sono di poco peso nel panorama sociale, non fanno manifestazioni di piazza, non trovano spazio sui social, non interessano neppure a chi si fa carico professionalmente dell’informazione quando può appropriarsi di un consenso esplicito e pubblico, utile ad ogni carriera.
Anche chi abbiamo eletto come nostro rappresentante si giova della promozione della norma discriminante o del silenzio (l’indifferenza ricordata dalla senatrice Segre!) per consolidare la propria fama che sarebbe disturbata se si piegasse a chi conta peggio che nulla.
E vorrei sorvolare sui maître à penser (senza escludere le maîtresse: il rifiuto del maschile neutro universale vale anche per le silenti) fra cui ho cercato riscontri autorevoli che dessero una scossa all’infinita pennichella di chi si giace nelle istituzioni.
Niente da fare nemmeno nel campo cattolico dove la pietà è proclamata e anche promossa, ma non a sostegno dei diritti dei nati in Italia, esclusi dal contesto dei diritti umani in quanto ‘figli di …’.

Dopo aver letto lo scorso mese di giugno che S.E. il cardinale Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità aveva dichiarato di voler dialogare con M.S., ministro dell’Interno del governo Conte, dissociandosi da alcune affermazioni care appunto all’eloquio e alla gestualità di quel ministro, gli ho scritto chiedendogli di dissociarsi anche dalla norma che vuole rendere invisibili alcuni nati in Italia.
Mi ha risposto e affido il suo scritto a chi qui lo può leggere sperando sia prova di una presa di posizione finalmente efficace cui unisco la mozione recentemente presentata al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia per promuovere attenzione ai nati senza nome (n.92: Sull’ottenimento del certificato di nascita per figli nati in Italia da persone non comunitarie irregolari).
Si può leggere dal mio blog: http://diariealtro.it/?p=6724

E infine una storica  fotografia.
La piccola Ruby Bridges entra nella scuola
cui è stata iscritta (1960)
scortata dalla polizia
non per cacciarla ma per assicurarne al presenza .
Lo voleva una legge cui la folla urlante
contro la piccola si opponeva e lo aveva deciso
l’allora Presidente degli USA, Eisenhower.
Una storia che Trump e i sui seguaci globalizzati
non conoscono.

 

La lettera del Segretario di stato
di Sua Santità si raggiunge
anche dal mio blog con il link
 http://diariealtro.it/?p=6730

 

Per conoscere la storia di Ruby:
https://www.vanillamagazine.it/il-primo-giorno-di-scuola-di-ruby-bridges/

 

Luglio 23, 2019Permalink