2 novembre 201 9 – Liliana Segre, una senatrice che si fa ostacolo all’indifferenza

Scrivo questa pagina nella forma con cui la pubblicherò successivamente su facebook sperando che qualcuno che può rendersi autorevole (io sono una ripetitiva noiosa) se ne faccia carico.

2 novembre 2019 – Gli applausi sono per i vincitori non si sprecano per le vittime.

Attenzione: non fermiamoci al 30 ottobre 2019 per considerare il significato di applausi attribuiti e negati.
Era già accaduto il 5 giugno del 2018. Liliana Segre era stata nominata senatrice a vita il 19 gennaio e quel giorno si presentava al Senato. L’omaggio alla senatrice già allora poteva significare per molti la richiesta di ‘perdono’ per essere stati, nella nostra storia di europei e di italiani, collaboratori di chi materialmente portò un treno partito dal binario 21 della stazione sotterranea di Milano ad Auschwitz .
Su quel treno viaggiavano una ragazzina e il suo papà.

Quella ragazzina oggi è una signora che ci offre non la rimozione del suo dolore ma la sapienza, nata dalla sua esperienza e dalla ragione che mai l’ha abbandonata , nell’organizzare la sua vita (sostenuta – come lei testimonia – dall’amore del marito) anche nei lunghi anni in cui ha voluto essere testimone soprattutto nelle scuole. Quando il Presidente della Repubblica glielo comunicò personalmente accolse il suo ruolo di senatrice a vita non come un onore dovutole ma con pienezza di responsabilità consapevole.
Ed è di questo che i suoi detrattori hanno paura, dai più volgari costruttori di offese ai parlamentari incapaci di renderle omaggio nel momenti in cui la Senatrice ci propone uno strumento per superare l’odio che impedisce di costruire e che per molti è sostanza di vita.
L’avere un nemico li aiuta ad essere se stessi

Che rifiutarsi alla necessità del nemico fosse la strada che  l’Europa avrebbe dovuto percorrere lo aveva capito
il cancelliere tedesco Willy Brandt che portò lentamente, attraverso la pratica dell’Ostpolitik, alla riunificazione tedesca, prima e dopo la distruzione del muro che, costruito nel 1961, fu abbattuto il 9 novembre 1989.

Non è questo mio blog il luogo per ‘fare storia’ ma vuole essere almeno un contributo a non dimenticare quanto fece Brandt a Varsavia il 7 dicembre 1970,un gesto che dà il significato di scelte

Willy-Brandt_davanti-al-monumento-che-ricorda-la-rivolta-del-Ghetto-di Varsavia

impraticabili dai meschinelli pericolosi
e nefasti che si aggirano nel vuoto
della memoria , nel loro spazio banale
ma non per questo meno pericoloso
dove, come ci ha insegnato Hannah Arendt,
si radica il male.

Dal piccolo osservatorio del Friuli Venezia Giulia non voglio trascurare il respingimento della mozione presentata al Consiglio Regionale per chiedere di « attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale».
Il mix dominante di odio, paura, ignoranza e indifferenza non ha escluso dal suo effetto il nord est del nostro paese.

Ha scritto Gad Lerner che « L’antisemitismo si conferma essere la matrice originaria e insopprimibile di un odio generalizzato» e mentre « al giorno d’oggi l’ostilità xenofoba si accanisce con maggiore sistematicità contro altre minoranze etniche e religiose , siamo in presenza di un fenomeno certamente minoritario e però diffuso, organizzato »

Chi voglia verificare la continuità di una linea politica accostando l’astensione dagli applausi del 5 giugno del 2018 con quello che è accaduto pochi giorni fa può farlo con il link che segue

http://www.occhiodinapoli.it/commovente-intervento-liliana-segre-senato-testo-integrale-5-giugno-2018/

mentre l’articolo di Gad Lerner da cui ho tratto la breve citazione conclusiva, pubblicato su La Repubblica il 27 ottobre si può leggere in
http://www.gruppolaico.it/2019/10/28/senatrice-ora-diciamo-basta/

2 Novembre, 2019Permalink

31 ottobre 2019 – L’uso dell’applauso dal 5 giugno 2018 al 30 ottobre 2019

Ieri il Senato non si è voluto sottrarre alla celebrazione della propria inadeguatezza dividendosi nel voto alla mozione conforme alla proposta di legge Segre per l’ “Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”.
Il voto non è stato unanime: si sono astenuti Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia..
La divisione dei rappresentanti di un popolo (evidentemente diviso nei valori fondanti come espressi nella Costituzione) è stata anche visivamente rappresentata dalla distribuzione degli applausi e dalle posizioni (in piedi o seduti) dei senatori durante la standing ovation.

Qualcuno si è meravigliato: io no .
Il mio blog non me lo consente e la mia tartarughina identificativa          
dal pavimento della basilica di Aquileia mi ricorda, con il suo collo ritto,
che  bisogna tener ritta la schiena anche quando significa solitudine
e, per qualcuno, forse paura.

Il 7 giugno 2018 avevo registrato nel mio blog la scansione degli applausi durante il primo discorso in Senato della Senatrice Segre.
Oggi richiamo con il link in calce quel testo perché voglio testimoniare la mia consapevolezza della continuità di una linea di ‘tolleranza’ (posso dire almeno questo?) nei confronti delle parole d’odio che sostengono intolleranza , razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza .
Il già ministro Salvini ha paura del ‘bavaglio censorio’ che colpirebbe evidentemente chi non è contro il razzismo e l’antisemitismo e questa sua libertà di parola proclama a un seguito significativo di seguaci.
E a questo punto voglio ricordare un punto di particolare significato nel discorso della Senatrice pronunciato più di un anno fa nel ricordo della sua prigionia testimoniato dal numero che porta sul braccio:
« In quei campi di sterminio altre minoranze, oltre agli ebrei, vennero annientate. Tra queste voglio ricordare oggi gli appartenenti alle popolazioni rom e sinti, che inizialmente suscitarono la nostra invidia di prigioniere perché nelle loro baracche le famiglie erano lasciate unite; ma presto all’invidia seguì l’orrore, perché una notte furono portati tutti al gas e il giorno dopo in quelle baracche vuote regnava un silenzio spettrale.
Per questo accolgo con grande convinzione l’appello che mi ha rivolto oggi su “la Repubblica “ il professor Melloni. Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le energie che mi restano ».

Anche la mia regione – FVG- non si sottrae all’indifferenza che è puntello solidale del peggio, di quel peggio che è incapace di applaudire a una testimonianza efficace di dignità..
L’11 settembre avevo pubblicato nel mio blog diariealtro il testo integrale di una mozione (n.55) presentata dal Consigliere Furio Honsell con cui chiedeva, tra l’altro di
« attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale».
La mozione presentata il 19 febbraio 2019 è stata respinta il 26 giugno da aspiranti primi della classe cui nessuno può negare di essere fisicamente adulti.
I mezzi di informazione non ne hanno dato notizia .
Non so, devo ancora verificare i giornali di oggi, se qualcuno se ne ricorderà in occasione di quanto accaduto in Senato ieri.

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/10/30/senato-approva-mozione-segre-con-151-si-e-98-astenuti_36f67d96-68a5-48e4-8895-0e0ab57a0da8.html

Commissione Segre. Fazzolari (Fdl), non è sull’antisemitismo ma è volta alla censura politica

11 settembre 2019        diariealtro.it/?p=6860

7 giugno 2018               diariealtro.it/?p=5830

31 Ottobre, 2019Permalink

29 ottobre 2019 – Senatrice, ora diciamo basta

Pubblico un articolo di Gad Lerner , approfittando del sito “Gruppo Laico di Ricerca Associazione Culturale” . Stimo molto Gad Lerner, giornalista intelligente, competente e informato.
In questo caso apprezzo soprattutto la sua dichiarazione di voler modificare il suo distacco dalla volgarità degli ‘odiatori’ facendone denuncia perché mettersi insieme ai tanti e tante vittime di insulti è, a mio parere, solidarietà sociale.
Nel sito del Gruppo Laico al testo di Lerner segue un articolo di Piero Colaprico (“Liliana Segre, ebrea. Ti odio”, testimone di  insulti quotidiani online) la cui lettura affido al link in calce.
Purtroppo gli insulti quotidiani ci sono noti anche prima della lettura non solo propinati dai mezzi di informazione ma proclamati a voce alta dove le persone si incontrano … dai negozi, agli autobus,  ai bar.

28 ottobre 2019 | Senatrice, ora diciamo basta
Adesso basta. L’incredulità e la vergogna suscitate dagli irripetibili messaggi d’odio antisemita indirizzati senza nessuna pietà, al ritmo di duecento al giorno, contro Liliana Segre, sopravvissuta alla deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz dove morì suo padre, per la sola colpa di essere ebreo, mi costringono a riconoscere un errore di sottovalutazione.
Per anni ho respinto le amichevoli critiche di Betti Guetta, la coordinatrice dell’Osservatorio Antisemitismo del Cdec (Centro di Documentazione Ebraica di Milano), perplessa dalla mia scelta di ignorare gli insulti razzisti che infestano quotidianamente sui social network ogni mio intervento.
Denunciarli, pensavo, avrebbe dato importanza a pochi imbecilli, per lo più anonimi. Non volevo far loro pubblicità. E non volevo attirarmi l’accusa di vittimismo. Tanto più che al giorno d’oggi l’ostilità xenofoba si accanisce con maggiore sistematicità contro altre minoranze etniche e religiose. Ma ormai è evidente che mi sbagliavo.
L’antisemitismo si conferma essere la matrice originaria e insopprimibile di un odio generalizzato. Siamo in presenza di un fenomeno certamente minoritario e però diffuso, organizzato. Che recupera gli antichi stereotipi sugli ebrei amanti del denaro, li nutre con l’avversione rivolta contro lo Stato d’Israele, ma trova il suo culmine nello scherno per le vittime della Shoah e nell’ammirazione tributata ai carnefici.
La nomina di Liliana Segre a senatrice a vita ha indispettito questi fanatici. Ma bersaglio sistematico delle loro invettive, non a caso, è anche Emanuele Fiano, figlio di Nedo, un altro sopravvissuto al lager. L’attacco alla sinagoga di Halle, in Germania, nel giorno del digiuno del Kippur (“gli ebrei sono all’origine di tutto”), e ancora mercoledì scorso l’assalto di cinquanta neonazisti in divisa a un centro culturale ebraico di Budapest, confermano che l’antisemitismo propagandato online cammina sulle gambe di un’estrema destra pronta a trasformare le minacce in azione violente.
Non illudiamoci che l’Italia ne sia immune. Gli adolescenti che si divertivano a intitolare “Shoah party” la loro chat fanno il paio con gli ultras da stadio profanatori dell’immagine di Anna Frank. Gli stessi che prima di una partita di calcio della Lazio hanno marciato per le vie di Glasgow facendo il saluto romano. E che, dalle loro curve, rivolgono in coro agli avversari il grido “ebrei!”, come se si trattasse di un insulto.
All’astro nascente della destra italiana, Giorgia Meloni, non deve essere più permesso di fare la finta tonta, quando adopera l’epiteto “usuraio” all’indirizzo di George Soros. E il partito di governo M5S non può permettersi di ospitare nelle proprie file un senatore come Giancarlo Lannutti che condivide come veritiera la citazione del falso libello antisemita sui “Protocolli dei Savi di Sion“.
Stroncare la propaganda del veleno razzista, come ha chiesto ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, deve essere assunta come priorità assoluta da parte di tutte le forze politiche che finora avevano ignorato la richiesta, formulata un anno fa da Liliana Segre, con una apposita proposta di legge, di istituire una “Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza“. E non sarebbe male, nella circostanza, se il Senato della Repubblica restituisse alla sua Commissione Diritti Umani la preziosa funzione che svolgeva nella scorsa legislatura.
Spiace che per ottenere questo minimo risultato sia stata necessaria la denuncia del Cdec pubblicata ieri su Repubblica da Piero Colaprico. Non avremmo mai voluto leggere quell’immondezzaio di contumelie rivolte a una donna che porta tatuato sull’avambraccio il numero 75190 e che da anni, ben prima di onorare con la sua presenza le nostre istituzioni, svolge opera di testimonianza nelle scuole italiane.
Adesso basta. Basta anche con chi sfregia la memoria definendo un “derby” tra fascisti e comunisti la Resistenza, come se la storia non avesse più nulla da insegnarci. È venuto il momento di far seguire allo sdegno i fatti.
Gad Lerner Repubblica 27/10/2019

http://www.gruppolaico.it/2019/10/28/senatrice-ora-diciamo-basta/

29 Ottobre, 2019Permalink

27 ottobre 2019 – L’avevo detto anch’io

Ho scelto, per il mio pezzo di oggi in diariealtro, un tiolo antipatico, solo un piccolo gradino più sotto quello che poteva suonare: ”l’avevo detto io”.
Ebbene l’avevo proprio detto, e ci tengo a dirmelo, sostenendo pubblicamente anche in due incontri organizzati la mozione 55, presentata dal Consigliere Honsell al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia , che si concludeva chiedendo di:
“attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale”.
La mozione faceva riferimento al ddl 362 della senatrice Segre.
Era il 19 febbraio e fu respinta il 26 giugno, da chi non sopporta si sviluppi la conoscenza in particolare della storia che non è maestra di vita ma, a chi li sa e vuole cogliere, lancia segnali importanti.

Oggi, 26 ottobre, si prende finalmente atto della valanga di insulti contro la senatrice Segre e il giornalista Gad Lerner scrive: Senatrice Segre, adesso diciamo basta
“ L’antisemitismo si conferma essere la matrice originaria e insopprimibile di un odio generalizzato. Siamo in presenza di un fenomeno certamente minoritario e però diffuso, organizzato. Che recupera gli antichi stereotipi sugli ebrei amanti del denaro, li nutre con l’avversione rivolta contro lo Stato d’Israele, ma trova il suo culmine nello scherno per le vittime della Shoah e nell’ammirazione tributata ai carnefici. E l’Italia non ne è immune”.

Alcune parole del presidente Conte lasciano sperare che finalmente si pongano le condizioni per discutere il ddl S362: “Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”.
Un’azione governativa che si sovrappone all’iniziativa parlamentare finora inzuppata nel liquame dell’indifferenza, permettendosi di ignorare la proposta Segre?
Non so. Mi piace riportare le parole della senatrice.
“La politica che investe nell’odio è sempre una medaglia a due facce, non danneggia solo coloro che vengono scelti come bersaglio, ma incendia anche gli animi di chi vive con rabbia e disperazione il disagio. L’odio si diffonde e questo è anche un po’ più pericoloso”,
Ne avevo scritto nel mio blog l’’11 settembre 2019 – La senatrice Segre compie ottantanove anni e sostiene il governo che nasce”.
Vi si possono leggere i documenti che ho citato sopra:
http://diariealtro.it/?p=6860

27 Ottobre, 2019Permalink

9 ottobre 2019 – Ho ricevuto e ricopiato. Ora trasmetto

Carissime amiche e cari amici del GrIS Fvg

oggi giornata mondiale del migrante ci sembra opportuno inviarvi link e informazioni dal rapporto-caritas-migrantes e una sintetica anteprima del DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE IDOS 2019, strumenti utili per contrastare disinformazioni e stereotipi purtroppo ancora largamente diffusi contro i quali è utile far conoscere risposte documentate.

Qui sotto i links in questione e il comunicato della IDOS.

Un carissimo mandi a ducj
claudia e guglielmo

https://www.agensir.it/italia/2019/09/27/rapporto-caritas-migrantes-sono-5-milioni-e-200mila-gli-stranieri-in-italia-una-presenza-ombra-in-generale-diminuzione/

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/i-migranti-arrivano-con-i-visti

…… E ANCHE…. ANTEPRIMA DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE IDOS 2019

Con i suoi 5,2 milioni di stranieri residenti, pari all’8,7% della popolazione complessiva, di cui 3,7 milioni costituiti da cittadini non-Ue regolarmente soggiornanti, l’Italia resta uno dei principali paesi Ue di immigrazione (dopo Germania e Regno Unito e in linea con Francia e Spagna).
A dispetto di una quarantennale retorica dell’invasione, il numero degli stranieri regolari resta sostanzialmente stabile nel paese:

• sia per il blocco – dal 2011 – dei canali di ingresso regolari per lavoratori non comunitari che intendano inserirsi stabilmente in Italia (nonostante il lavoro resti il principale motivo delle migrazioni economiche a livello globale);

• sia per i discutibili e onerosi accordi con la Libia siglati nel 2017 non solo con entrambi i governi in conflitto, ma anche direttamente con i clan che controllano il traffico e la tratta dei migranti. L’esito è stato, nel 2018, il crollo a poco più di 26.000 delle persone sbarcate in Italia (-80,4% rispetto alle oltre 119.000 del 2017), poi ridottesi ulteriormente ad appena 6.700 nei primi 9 mesi del 2019; una riduzione ottenuta al costo salatissimo di centinaia di morti e dispersi in mare (nel Mediterraneo centrale l’Oim ne stima oltre 2.800 nel 2017, per un rapporto di 1 morto/disperso ogni 50 che hanno tentato la traversata, e oltre 1.300 nel 2018, quando il medesimo rapporto è salito a 1 ogni 35) e migliaia intercettati e riportati dalla Guardia costiera libica nei campi di detenzione da cui erano fuggiti, per subirvi ancora violenze, stupri e torture tra le più feroci, come ormai documentato da numerosi organismi internazionali e dalla stesse Nazioni Unite;

• sia per il trasferimento all’estero di un numero sempre più cospicuo di stranieri già regolarmente presenti (40.000 cancellazioni anagrafiche nel 2018, ma il numero effettivo è senz’altro più elevato), soprattutto giovani e altamente qualificati, i quali, al pari di tanti italiani (116.000 cancellati, ma Idos ne stima circa 290.000 effettivi), non trovano più nel paese condizioni (e ambiente) di inserimento favorevoli per una loro permanenza e si spostano in altri paesi, lasciando un’Italia sempre più anziana e meno produttiva e competitiva sul piano internazionale.
“In un mondo in cui le sperequazioni tra ricchi e poveri, i conflitti, le dittature, le carestie e i mutamenti climatici spingono sempre più persone a migrare, al punto che attualmente sono arrivati a 272 milioni i migranti nel mondo, di cui 24 milioni rifugiati e richiedenti asilo, è sempre più fondamentale – afferma Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche Idos – che le dinamiche migratorie che interessano i contesti nazionali, come quello italiano, vengano inquadrate e lette, nelle loro caratteristiche strutturali, alla luce del più ampio contesto europeo e globale, all’interno del quale vanno elaborate e discusse anche tutte le possibili soluzioni”.

https://www.dossierimmigrazione.it/no-mans-land-osservatorio-sulla-rotta-balcanica/
Gruppo Immigrazione Salute Friuli Venezia Giulia Gr.I.S. Fvg
S.I.M.M. Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
LA SALUTE COME BENE COMUNE LA SALÛT E JE’ DI DUCJ
ZDRAVJE JE ZA VSIH GESUNDHEIT IST FUER ALLE ZDRAVLJE SVIMA
GOOD HEALTH FOR ALL LA SANTÉ POUR TOUS LA SALUD ES PARA TOD

9 Ottobre, 2019Permalink

3 ottobre 2019 – Un nuovo linguaggio per salvare i bambini fantasma?

Cari amici
l’altro ieri – 1 ottobre 2019 – il Consiglio Regionale del FVG ha approvato all’unanimità , modificandola senza stravolgerla, la mozione 92 presentata lo scorso 11 giugno dal consigliere Furio Honsell.
Mi viene comunicato che da domani (04/10) sarà pubblicata nel sito internet del consiglio regionale.
Comunque allego  i due testi della mozione originaria e di quella modificata incolonnati in tabella così che sia possibile ad ognuno verificare le modifiche proposte come tagli e – sottolineo – confrontare i due dispositivi finali –certamente ‘più debole’ quello della versione modificata di quanto non fosse nella proposta 92 originaria.              tabella mozioni_92
Così recita:
Il Consiglio regionale “impegna la Giunta regionale a dare evidenza alla circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”.   

E’ però la risposta, assicurata dalla ineccepibile serie di dispositivi in premessa nelle due mozioni, finalmente riferibile alla raccomandazione del Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1):
«Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante. Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».

E il rapporto – che tante volte ho per anni, finora inutilmente, citato – non manca di sottolineare ciò che ora emerge nella mozione. Infatti contestualmente alla legge era stata emanata la circolare n. 19 del 7 agosto 2009 del Ministero dell’Interno (Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali) che afferma:
« Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita – dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto».
E non basta perché quanto sapranno fare i Sindaci ora trova la sua garanzia nelle affermazioni del Ministro dell’Interno che si possono leggere nelle tre fotografie che allego: una interrogazione dell’on. Federico Fornaro cui il Ministro dell’interno ha risposto con un linguaggio nuovo rispetto al passato che quantomeno si fa garanzia della certezza della circolare 19.
Certamente, come ha dichiarato anche il consigliere Honsell, attendiamo la modifica della legge 94 ma lo facciamo in un clima di sicurezza e rispetto che da tempo non conoscevamo.
Contando sull’impegno dei sindaci a garantire il rispetto della circolare 19 e a pubblicizzarne il contenuto, primo antidoto alla paura indotta da chi dieci anni fa ha voluto umiliare i nuovi nati in Italia a spie dell’irregolarità dei genitori, vi saluto con qualche nuova non infondata speranza.
augusta

Allegati
La tabella con le due mozioni si apre in calce al paragrafo cui fa riferimento
I testi della interrogazione Fornaro e della risposta ministeriale sono qui di seguito
Ritengo molto importante  la coincidenza dell’interrogazione dell’on. Fornaro con la mozione Honsell approvata a Trieste.
Sembra riproporsi un principio di civiltà negato nel 2009 a proposito della garanzia del certificato di nascita a tutti coloro che nascono in Italia.
.


 

 

 

 

3 Ottobre, 2019Permalink

1 ottobre 2019 – L’identità del tortellino

“L’Arcidiocesi di Bologna informa che l’Arcivescovo Matteo Zuppi ha appreso la notizia del tortellino con carne di pollo solo questa mattina e dai media. Era all’oscuro dell’iniziativa annunciata ieri in conferenza stampa dal Comitato cittadino per le manifestazioni petroniane.
Il Comitato ha previsto che accanto ai quintali di tortellini conformi alla ricetta depositata, siano preparati anche pochi chilogrammi senza maiale per chi non può mangiarne per diversi motivi”.

Lo sconcerto è grande e penso sia giusto tranquillizzare.

Le chiese cristiane avevano affrontato un problema di cibo e organizzazione religiosa in una primissima fase di formazione senza subirne traumi insostenibili che inibissero loro lo sviluppo futuro.
Siamo nel 49 d.C. e si svolge il cd Concilio di Gerusalemme  che deve dirimere una questione rilevante

La questione era più o meno questa: Per diventare cristiani coloro che provenivano dal mondo pagano (le nazioni) dovevano arrivare al cristianesimo attraverso la religione ebraica e tutti i suoi obblighi (per es. la circoncisione) o potevano aderirvi direttamente?

Cap. 15; 19 «Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio, 20ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue. 21Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe».
22Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. 23E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! 24Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. 25 Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, 26uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. 27Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. 28 «È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: 29astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».

Il testo canonico degli Atti degli Apostoli è un po’ lungo ma tranquillizzante (cap 15, 19-29 traduzione CEI, 2008).
Ho evidenziato in grassetto gli elementi che a me sono sembrati di attualità

1 Ottobre, 2019Permalink

28 settembre 2019 – Nelle piazze di tutto il mondo

Tanti e tante in piazza in tutto il mondo. Tanti, tante ma non tutti

Oggi a scuola con la consapevolezza che la giustificazione deve essere sincera: « Mio figlio non aveva mal di pancia, mia figlia non aveva il raffreddore: era in piazza ». In Italia questa scelta è suggerita dal ministro Lorenzo Fieramonti (Istruzione, Università e Ricerca – MIUR).                                                                                                                                                               Un magistrato lo aveva detto  in altro modo

Un ragazzino ha saputo dircelo da solo a Stornarella.
Oggi rispetto quei ragazzi consapevoli e coraggiosi, trovo ammirevole la consapevolezza che li ha portati in piazza ma voglio ricordare chi in piazza non c’è, coloro di cui la politica si è furbescamente, con cinico opportunismo, infischiata e ancora si infischia  – con un arco a 3600 .

Il superiore interesse del minore
Esponenti politici più che ecumenici tutti assieme hanno finto di non sapere che la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (approvata dall’ONU nel 1989 e da molti stati ratificata) afferma il superiore interesse del minore.
Quello di cui trascrivo il significato doveva essere il principio ispiratore di ogni atto della politica.
Probabilmente se un sistema di informazione responsabile ne avesse diffuso la conoscenza i ragazzi di Greta se ne sarebbero fatti carico. A me piace ricordarlo e spero che qualcuno di loro ne prenda consapevolezza per salvare i loro coetanei non dalla terra devastata e minacciosa ma dalla minaccia degli adulti.

      “Il best interests of the child rappresenta il principio informatore di tutta la normativa a tutela del fanciullo,   garantendo che in tutte le decisioni che lo riguardano il giudice deve tenere in considerazione il superiore interesse del minore. Ogni pronuncia giurisdizionale, pertanto, è finalizzata a promuovere il benessere psicofisico del bambino e a privilegiare l’assetto di interessi più favorevole a una sua crescita e maturazione equilibrata e sana. Corollario applicativo è che i diritti degli adulti cedono dinnanzi ai diritti del fanciullo, con l’ulteriore conseguenza che essi stessi trovano tutela solo nel caso in cui questa coincida con la protezione della prole”.                                                                              [fonte 1]

Chi in piazza non c’è

Non ci sono coloro che –pur se bambini – sono sfruttati in tutto il mondo con il lavoro nero esercitato in condizioni spietate.
Di loro si era occupato il pachistano Iqbal Masih (bambino operaio, attivista nella lotta contro il lavoro minorile e per questo ammazzato il 16 aprile 1995: aveva 13 anni).

 

Non ci sono le bambine cui l’appartenenza al loro sesso chiude le porte della scuola .
Di loro si era occupata e si occupa  Malala Yousafzai, pachistana, gravemente ferita da un talebano nel 2012, salvata dalla solidarietà internazionale che le ha garantito l’ingresso in Inghilterra e le cure necessarie.
Nata nel 1997, nel 2014 ha ricevuto il premio Nobel per la pace e ha creato la fondazione Malala Fund, che si occupa di raccogliere fondi per promuovere l’istruzione di bambini e donne in tutto il mondo.

 

Non c’è il bambino che il Mediterraneo ha accolto con la sua pagella cucita nel giubbotto.
Ci ha rivelato la sua storia una donne, medico legale consapevole del significato della sua professione. Ne ho scritto nel mio blog                   [fonte 2]


Potrei continuare ma voglio segnalare chi in Italia è condannato a non esistere.

Nel 2009, quando fu approvato con voto di fiducia (fortemente voluto dal ministro verde/lega on. Maroni) un piccolo articolo che nega il certificato di nascita ai figli dei migranti privi di permesso di soggiorno. La dizione non è così diretta ma è un raggiro feroce. Se il genitore, irregolare a fronte della burocrazia che per una ragione o per l’altra gli ha negato il permesso di soggiorno, si rivela irregolare di fronte a un pubblico ufficiale crea le condizioni per la propria espulsione.
Il figlio è diventato la sua spia, piccolo 007 che non impone costi all’intelligence       [fonte 3]

La norma che mi prendo la responsabilità di definire infame ha retto con il sostegno silente e furbescamente opportunistico di tutte le variegate maggioranze parlamentari degli ultimi dieci anni: il tempo dei governi che, a partire dal quarto Berlusconi, il presidente del consiglio della sua creazione, ha retto nel tempo dei governi Monti, Lette, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e oggi Conte 2
Proprio oggi nel tempo del Conte 2 si rilancia lo jus culturae (che non è ius soli e per fortuna finalmente lo si dice: essere chiari è fondamentale, pasticci ne hanno già fatti abbastanza).
Ne farà parte la cancellazione della “lettera g” ? Non so.
Ricordo per l’innegabile autorevolezza che i Vescovi italiani quando nel 2015 celebrarono il Sinodo della famiglia, esclusero dalla lista delle criticità i bambini cui, con la negazione del certificato di nascita, è negata proprio la famiglia.
Un alibi prezioso alla malafede della politica italiana                                      [fonte 4]

Che dire? Lo ha detto la senatrice Segre
« Mi fa paura quella parola che mi faceva paura anche allora e che ho voluto fortissimamente scritta a caratteri cubitali al binario 21 del Memoriale della Shoah a Milano: INDIFFERENZA. L’indifferenza è stata colpevole allora perché non ci si può difendere da chi volta la faccia dall’altra parte, si cerca di difendersi da chi è violento, ma non da chi fa finta di non vederti e di non vedere. Ed è lo stesso pericolo che c’è anche oggi».

 

 

 

 

I sindaci possono salvare i bambini senza certificato di nascita

Glielo assicura la circolare 19/2009 che li esime dal chiedere il permesso di soggiorno a chi si presenti allo sportello del comune per registrare la dichiarazione di nascita di un figlio.
Lo fanno? Non si sa.
Se lo fanno lo rendano noto come un loro onore di garanti dell’esistenza di coloro che nel loro territorio nascono.
Antichi statuti di comuni medievali dicevano “l’aria delle città rende liberi”.
Oggi possono dire , se vogliono, “l’aria della mia città rende esistenti .. tutti”.

[Fonte 1]
http://www.cde.unict.it/sites/default/files/files/N_%20Di%20Lorenzo_%20Il%20principio%20del%20superiore%20interesse%20del%20minore%20all%27inetrno%20delle%20relazioni%20familiari.pdf

[fonte 2]             http://diariealtro.it/?p=6550

[fonte 3]          legge 94/2009 art. 1, comma 22, lettera g

[fonte 4]
https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/10/24/0816/01825.html

28 Settembre, 2019Permalink

25 settembre 2019 – Percorrere la strada del peggio non è obbligatorio

20 Settembre 2019 –    L’ostensione del bambino di Michele Serra                          [fonte 1]

La storia della bambina esibita dal Salvini alla folla di Pontida come testimonial (involontaria) della violenza dello Stato ai danni della Famiglia, ovvero del “caso Bibbiano” è così esemplarmente disgustosa da meritare un piccolo ripasso.
Appurato che non si trattava affatto di uno dei “bambini rubati dai comunisti“ in quel di Bibbiano, ora si sa anche (vedi la dettagliata ricostruzione di Giampaolo Visetti su questo giornale, ieri) che è uno dei tanti e dolorosi casi di figli contesi tra genitori in conflitto tra loro; che il Tribunale dei minori di Milano (non i famigerati “giudici di Bologna”), per ragioni giustamente non spiattellabili sui giornali e tantomeno nei comizi, aveva deciso di affidarla a una casa protetta, consentendo incontri “assistiti” con entrambi i genitori; che la bambina, durante uno di questi incontri, ha preferito allontanarsi e rifugiarsi dalla madre; che né la madre né la Lega, come è ovvio sul piano umano prima che su quello legale, avevano la potestà di consentire l’ostensione della piccola, manco fosse un rosario o la teca di San Gennaro, davanti a migliaia di persone disposte a credere qualunque cosa, anche che la piccola fosse appena stata eroicamente prelevata dal Salvini in persona in un gulag per minori.
È stata un’operazione talmente scorretta, talmente cinica, che il più scalcinato degli assistenti sociali, il più scadente degli psicologi, il più distratto dei genitori la considererebbe gravemente lesiva del diritto alla discrezione e alla protezione che una ragazzina già esposta agli sconquassi della vita avrebbe meritato.
La sconcia propaganda politica imperversante ci ha abituati al peggio. Ma è un peggio, questo al quale non possiamo permetterci il lusso di abituarci.

18 settembre – Una catena di indecenze                                                                  [fonte 2]
Ne avevo parlato il 18 settembre nel mio blog.
Il 21 ho poi trovato il prezioso articolo di Michele Serra che mi è stato di grande conforto e ne riprendo la conclusione: « La sconcia propaganda politica imperversante ci ha abituati al peggio. Ma è un peggio, questo al quale non possiamo permetterci il lusso di abituarci».
Purtroppo l’ostensione (bellissima scelta di una parola che richiama alla sacralità di una bambina, sbatacchiata come il rosario di non lontana memoria, baciata come il crocifisso di non lontana memoria) doveva e poteva essere evitata se il senatore protagonista della scena avesse ricordato il principio del “superiore interesse del minore” che riconosce al minore diritti propri (il primo in questo caso di non veder spiattellata la propria situazione privata in video e in voce).
I giornalisti (quasi tutti per quanto ho verificato) si sono buttati in una comprensibile operazione di espressa indignazione nei confronti del senatore che aveva occupato la scena enfatizzando purtroppo le informazioni sulla piccola.
Nel mio articolo del 18 settembre avevo ricordato la Carta di Treviso (il codice deontologico dei giornalisti quando si tratti di minori). Di là è possibile anche prenderne visione
Spero che in futuro ogni operatore d’ informazione ne faccia efficace memoria.
E segua la strada più difficile del rispetto a chi rispetto è dovuto e non ha difese.

[fonte 1]
https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=wm&ogbl#inbox/QgrcJHsHnPZxhZQdwlsClcgVqsgSpvQnskL?projector=1&messagePartId=0.1.1

[fonte 2]
http://diariealtro.it/?p=6871

25 Settembre, 2019Permalink

21 settembre 2019 – Tre insegnanti e un Tribunale ma non solo nè sole.

La prima storia.
Da Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford

+++ Liceo da Vinci di Milano. Il Tribunale annulla le sanzioni disciplinari per le docenti che avevano chiesto un dibattito sull’omofobia +++
Il 5 febbraio del 2018, davanti a uno dei più prestigiosi istituti scolastici di Milano, il Liceo scientifico Leonardo da Vinci, venne affisso un manifesto anonimo «Gay, c’è poco da essere pride», con un lungo elenco di informazioni del tutto sbagliate su malattie sessualmente trasmissibili, di cui gli omosessuali venivano indicati come «untori».
A molti, compresi i giornalisti che riportarono la vicenda, il manifesto sembrò la risposta omofoba all’Assemblea che, il precedente 30 gennaio, gli Studenti del Liceo avevano organizzato sulle tematiche dell’orientamento sessuale e dell’educazione affettiva, e che aveva affrontato anche la storia del movimento LGBTI in Italia e nel mondo, la condivisione di esperienze di coming out e le malattie sessualmente trasmissibili.
L’organizzazione di quella Assemblea era stata preceduta da numerose polemiche, riportate da diversi quotidiani nazionali e addirittura 11 docenti avevano inviato una e-mail a tutti i genitori, lamentando l’assenza di contraddittorio su temi da loro considerati «sensibili».
Del resto, già nel 2015 una professoressa – tra i firmatari della lettera di contestazione dell’Assemblea – aveva preso posizione, sia a mezzo stampa che con un cartellone sulle scale del Liceo, contro le unioni tra persone dello stesso sesso, definite «innaturali» poiché solo la «relazione tra un uomo e una donna è naturalmente capace di generare la vita».
Anche per questa ragione, una docente del Liceo, il giorno successivo all’affissione del manifesto anonimo, decise di esporre nei locali dell’Istituto un proprio manifesto nel quale invitava la Dirigente scolastica a promuovere un momento di dialogo per commentare quanto stava accadendo nella scuola: «Le chiedo di trovare un momento comune per riportare la nostra comunità scolastica al patto di fiducia per la crescita integrale dei ragazzi, nel rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno. È a scuola che si educa al rispetto dell’altra e dell’altro». Le prime ad aderire furono due colleghe, seguite successivamente da altri docenti e molti ragazzi.
La Dirigente scolastica anziché accogliere la richiesta di confronto interno, decise di sanzionare le tre docenti con un provvedimento disciplinare. Secondo l’Istituto, le tre Professoresse avevano ecceduto «nel diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero», con un comportamento – si legge nelle motivazioni delle sanzioni – che ledeva «il decoro e l’onore della persona, mettendo in pericolo e o creando tensione all’interno del luogo di lavoro e più in generale nella comunità scolastica».
Le tre Professoresse difese dagli Avvocati Emiliano Ganzarolli e Maria Grazia Sangalli, di Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI, sono ricorse contro le sanzioni disciplinari dinanzi al Tribunale di Milano, che le ha annullate con un provvedimento pubblicato il 27 agosto 2019.
Inoltre, ha condannato il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) alla integrale rifusione delle spese legali.
«Abbiamo dovuto lavorare per mesi per ricostruire con precisione il quadro fattuale e fornire al Tribunale la rappresentazione dettagliata della vicenda – sottolineano i legali -. Ciò ha consentito al Tribunale di riconoscere che la procedura disciplinare non aveva fondamento giuridico. Appariva evidente, infatti, che la contestazione era assai confusa».
Secondo le parole del Tribunale «la genericità delle contestazioni disciplinari tradisce, nel caso di specie, l’irrilevanza a livello disciplinare della condotta delle ricorrenti, mera espressione della libertà di manifestazione del pensiero delle docenti».
«Si tratta di un giudizio molto importante – commenta la Presidente di Rete Lenford, Miryam Camilleri -. Viene riaffermata la centralità del patto educativo che deve esistere tra docenti e studenti e che, per esprimersi, ha necessità di un ambiente inclusivo e plurale, in cui sia riconosciuta la libertà di pensiero degli educatori, ma soprattutto il diritto dei ragazzi e delle ragazze – come recita la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – alla libertà di ricercare, di ricevere e di divulgare informazioni e idee di ogni specie.
Il procedimento disciplinare intrapreso dalla Dirigente del Liceo aveva prodotto l’effetto opposto: quello di impedire il confronto di idee, ancora più grave perché portata avanti in un luogo – l’Istituto superiore – in cui il dibattito e il contraddittorio rappresentano i primi motori della crescita individuale».

La seconda storia

Quello che ho ricopiato sopra non è un episodio a se staente ma si colloca nella storia di chi conosce il significato della propria professione .. oltre il potere che non tollera competenza e responsabilità

La professoressa Rosa Dall’Aria era stata era stata sospesa dall’ufficio scolastico provinciale per due settimane in seguito alle polemiche relative a un lavoro realizzato dai suoi alunni che avevano tracciato un parallelo tra le leggi razziali del ’38 e il decreto sicurezza voluto dall’allora ministro dell’interno.
Il mio blog diariealtro lo sa e lo ricorda

24 maggio 2019 – Purtroppo ho trovato quel che cercavo               http://diariealtro.it/?p=6609

25 maggio 2019 – Una collega che mi fa guardare con rinnovato orgoglio a quella che è stata la mia professione                                                                                          http://diariealtro.it/?p=6615

Rosa Dall’Aria, quando la sua vicenda disciplinare si era conclusa, fu accolta in Senato dalla senatrice Liliana Segre e dalla senatrice scienziata Elena Cattaneo.

 

21 Settembre, 2019Permalink