29 ottobre 2019 – Senatrice, ora diciamo basta

Pubblico un articolo di Gad Lerner , approfittando del sito “Gruppo Laico di Ricerca Associazione Culturale” . Stimo molto Gad Lerner, giornalista intelligente, competente e informato.
In questo caso apprezzo soprattutto la sua dichiarazione di voler modificare il suo distacco dalla volgarità degli ‘odiatori’ facendone denuncia perché mettersi insieme ai tanti e tante vittime di insulti è, a mio parere, solidarietà sociale.
Nel sito del Gruppo Laico al testo di Lerner segue un articolo di Piero Colaprico (“Liliana Segre, ebrea. Ti odio”, testimone di  insulti quotidiani online) la cui lettura affido al link in calce.
Purtroppo gli insulti quotidiani ci sono noti anche prima della lettura non solo propinati dai mezzi di informazione ma proclamati a voce alta dove le persone si incontrano … dai negozi, agli autobus,  ai bar.

28 ottobre 2019 | Senatrice, ora diciamo basta
Adesso basta. L’incredulità e la vergogna suscitate dagli irripetibili messaggi d’odio antisemita indirizzati senza nessuna pietà, al ritmo di duecento al giorno, contro Liliana Segre, sopravvissuta alla deportazione nel campo di sterminio di Auschwitz dove morì suo padre, per la sola colpa di essere ebreo, mi costringono a riconoscere un errore di sottovalutazione.
Per anni ho respinto le amichevoli critiche di Betti Guetta, la coordinatrice dell’Osservatorio Antisemitismo del Cdec (Centro di Documentazione Ebraica di Milano), perplessa dalla mia scelta di ignorare gli insulti razzisti che infestano quotidianamente sui social network ogni mio intervento.
Denunciarli, pensavo, avrebbe dato importanza a pochi imbecilli, per lo più anonimi. Non volevo far loro pubblicità. E non volevo attirarmi l’accusa di vittimismo. Tanto più che al giorno d’oggi l’ostilità xenofoba si accanisce con maggiore sistematicità contro altre minoranze etniche e religiose. Ma ormai è evidente che mi sbagliavo.
L’antisemitismo si conferma essere la matrice originaria e insopprimibile di un odio generalizzato. Siamo in presenza di un fenomeno certamente minoritario e però diffuso, organizzato. Che recupera gli antichi stereotipi sugli ebrei amanti del denaro, li nutre con l’avversione rivolta contro lo Stato d’Israele, ma trova il suo culmine nello scherno per le vittime della Shoah e nell’ammirazione tributata ai carnefici.
La nomina di Liliana Segre a senatrice a vita ha indispettito questi fanatici. Ma bersaglio sistematico delle loro invettive, non a caso, è anche Emanuele Fiano, figlio di Nedo, un altro sopravvissuto al lager. L’attacco alla sinagoga di Halle, in Germania, nel giorno del digiuno del Kippur (“gli ebrei sono all’origine di tutto”), e ancora mercoledì scorso l’assalto di cinquanta neonazisti in divisa a un centro culturale ebraico di Budapest, confermano che l’antisemitismo propagandato online cammina sulle gambe di un’estrema destra pronta a trasformare le minacce in azione violente.
Non illudiamoci che l’Italia ne sia immune. Gli adolescenti che si divertivano a intitolare “Shoah party” la loro chat fanno il paio con gli ultras da stadio profanatori dell’immagine di Anna Frank. Gli stessi che prima di una partita di calcio della Lazio hanno marciato per le vie di Glasgow facendo il saluto romano. E che, dalle loro curve, rivolgono in coro agli avversari il grido “ebrei!”, come se si trattasse di un insulto.
All’astro nascente della destra italiana, Giorgia Meloni, non deve essere più permesso di fare la finta tonta, quando adopera l’epiteto “usuraio” all’indirizzo di George Soros. E il partito di governo M5S non può permettersi di ospitare nelle proprie file un senatore come Giancarlo Lannutti che condivide come veritiera la citazione del falso libello antisemita sui “Protocolli dei Savi di Sion“.
Stroncare la propaganda del veleno razzista, come ha chiesto ieri il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, deve essere assunta come priorità assoluta da parte di tutte le forze politiche che finora avevano ignorato la richiesta, formulata un anno fa da Liliana Segre, con una apposita proposta di legge, di istituire una “Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza“. E non sarebbe male, nella circostanza, se il Senato della Repubblica restituisse alla sua Commissione Diritti Umani la preziosa funzione che svolgeva nella scorsa legislatura.
Spiace che per ottenere questo minimo risultato sia stata necessaria la denuncia del Cdec pubblicata ieri su Repubblica da Piero Colaprico. Non avremmo mai voluto leggere quell’immondezzaio di contumelie rivolte a una donna che porta tatuato sull’avambraccio il numero 75190 e che da anni, ben prima di onorare con la sua presenza le nostre istituzioni, svolge opera di testimonianza nelle scuole italiane.
Adesso basta. Basta anche con chi sfregia la memoria definendo un “derby” tra fascisti e comunisti la Resistenza, come se la storia non avesse più nulla da insegnarci. È venuto il momento di far seguire allo sdegno i fatti.
Gad Lerner Repubblica 27/10/2019

http://www.gruppolaico.it/2019/10/28/senatrice-ora-diciamo-basta/

Ottobre 29, 2019Permalink

9 ottobre 2019 – Ho ricevuto e ricopiato. Ora trasmetto

Carissime amiche e cari amici del GrIS Fvg

oggi giornata mondiale del migrante ci sembra opportuno inviarvi link e informazioni dal rapporto-caritas-migrantes e una sintetica anteprima del DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE IDOS 2019, strumenti utili per contrastare disinformazioni e stereotipi purtroppo ancora largamente diffusi contro i quali è utile far conoscere risposte documentate.

Qui sotto i links in questione e il comunicato della IDOS.

Un carissimo mandi a ducj
claudia e guglielmo

https://www.agensir.it/italia/2019/09/27/rapporto-caritas-migrantes-sono-5-milioni-e-200mila-gli-stranieri-in-italia-una-presenza-ombra-in-generale-diminuzione/

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/i-migranti-arrivano-con-i-visti

…… E ANCHE…. ANTEPRIMA DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE IDOS 2019

Con i suoi 5,2 milioni di stranieri residenti, pari all’8,7% della popolazione complessiva, di cui 3,7 milioni costituiti da cittadini non-Ue regolarmente soggiornanti, l’Italia resta uno dei principali paesi Ue di immigrazione (dopo Germania e Regno Unito e in linea con Francia e Spagna).
A dispetto di una quarantennale retorica dell’invasione, il numero degli stranieri regolari resta sostanzialmente stabile nel paese:

• sia per il blocco – dal 2011 – dei canali di ingresso regolari per lavoratori non comunitari che intendano inserirsi stabilmente in Italia (nonostante il lavoro resti il principale motivo delle migrazioni economiche a livello globale);

• sia per i discutibili e onerosi accordi con la Libia siglati nel 2017 non solo con entrambi i governi in conflitto, ma anche direttamente con i clan che controllano il traffico e la tratta dei migranti. L’esito è stato, nel 2018, il crollo a poco più di 26.000 delle persone sbarcate in Italia (-80,4% rispetto alle oltre 119.000 del 2017), poi ridottesi ulteriormente ad appena 6.700 nei primi 9 mesi del 2019; una riduzione ottenuta al costo salatissimo di centinaia di morti e dispersi in mare (nel Mediterraneo centrale l’Oim ne stima oltre 2.800 nel 2017, per un rapporto di 1 morto/disperso ogni 50 che hanno tentato la traversata, e oltre 1.300 nel 2018, quando il medesimo rapporto è salito a 1 ogni 35) e migliaia intercettati e riportati dalla Guardia costiera libica nei campi di detenzione da cui erano fuggiti, per subirvi ancora violenze, stupri e torture tra le più feroci, come ormai documentato da numerosi organismi internazionali e dalla stesse Nazioni Unite;

• sia per il trasferimento all’estero di un numero sempre più cospicuo di stranieri già regolarmente presenti (40.000 cancellazioni anagrafiche nel 2018, ma il numero effettivo è senz’altro più elevato), soprattutto giovani e altamente qualificati, i quali, al pari di tanti italiani (116.000 cancellati, ma Idos ne stima circa 290.000 effettivi), non trovano più nel paese condizioni (e ambiente) di inserimento favorevoli per una loro permanenza e si spostano in altri paesi, lasciando un’Italia sempre più anziana e meno produttiva e competitiva sul piano internazionale.
“In un mondo in cui le sperequazioni tra ricchi e poveri, i conflitti, le dittature, le carestie e i mutamenti climatici spingono sempre più persone a migrare, al punto che attualmente sono arrivati a 272 milioni i migranti nel mondo, di cui 24 milioni rifugiati e richiedenti asilo, è sempre più fondamentale – afferma Luca Di Sciullo, presidente del Centro Studi e Ricerche Idos – che le dinamiche migratorie che interessano i contesti nazionali, come quello italiano, vengano inquadrate e lette, nelle loro caratteristiche strutturali, alla luce del più ampio contesto europeo e globale, all’interno del quale vanno elaborate e discusse anche tutte le possibili soluzioni”.

https://www.dossierimmigrazione.it/no-mans-land-osservatorio-sulla-rotta-balcanica/
Gruppo Immigrazione Salute Friuli Venezia Giulia Gr.I.S. Fvg
S.I.M.M. Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
LA SALUTE COME BENE COMUNE LA SALÛT E JE’ DI DUCJ
ZDRAVJE JE ZA VSIH GESUNDHEIT IST FUER ALLE ZDRAVLJE SVIMA
GOOD HEALTH FOR ALL LA SANTÉ POUR TOUS LA SALUD ES PARA TOD

Ottobre 9, 2019Permalink

3 ottobre 2019 – Un nuovo linguaggio per salvare i bambini fantasma?

Cari amici
l’altro ieri – 1 ottobre 2019 – il Consiglio Regionale del FVG ha approvato all’unanimità , modificandola senza stravolgerla, la mozione 92 presentata lo scorso 11 giugno dal consigliere Furio Honsell.
Mi viene comunicato che da domani (04/10) sarà pubblicata nel sito internet del consiglio regionale.
Comunque allego  i due testi della mozione originaria e di quella modificata incolonnati in tabella così che sia possibile ad ognuno verificare le modifiche proposte come tagli e – sottolineo – confrontare i due dispositivi finali –certamente ‘più debole’ quello della versione modificata di quanto non fosse nella proposta 92 originaria.              tabella mozioni_92
Così recita:
Il Consiglio regionale “impegna la Giunta regionale a dare evidenza alla circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”.   

E’ però la risposta, assicurata dalla ineccepibile serie di dispositivi in premessa nelle due mozioni, finalmente riferibile alla raccomandazione del Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1):
«Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante. Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».

E il rapporto – che tante volte ho per anni, finora inutilmente, citato – non manca di sottolineare ciò che ora emerge nella mozione. Infatti contestualmente alla legge era stata emanata la circolare n. 19 del 7 agosto 2009 del Ministero dell’Interno (Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali) che afferma:
« Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita – dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto».
E non basta perché quanto sapranno fare i Sindaci ora trova la sua garanzia nelle affermazioni del Ministro dell’Interno che si possono leggere nelle tre fotografie che allego: una interrogazione dell’on. Federico Fornaro cui il Ministro dell’interno ha risposto con un linguaggio nuovo rispetto al passato che quantomeno si fa garanzia della certezza della circolare 19.
Certamente, come ha dichiarato anche il consigliere Honsell, attendiamo la modifica della legge 94 ma lo facciamo in un clima di sicurezza e rispetto che da tempo non conoscevamo.
Contando sull’impegno dei sindaci a garantire il rispetto della circolare 19 e a pubblicizzarne il contenuto, primo antidoto alla paura indotta da chi dieci anni fa ha voluto umiliare i nuovi nati in Italia a spie dell’irregolarità dei genitori, vi saluto con qualche nuova non infondata speranza.
augusta

Allegati
La tabella con le due mozioni si apre in calce al paragrafo cui fa riferimento
I testi della interrogazione Fornaro e della risposta ministeriale sono qui di seguito
Ritengo molto importante  la coincidenza dell’interrogazione dell’on. Fornaro con la mozione Honsell approvata a Trieste.
Sembra riproporsi un principio di civiltà negato nel 2009 a proposito della garanzia del certificato di nascita a tutti coloro che nascono in Italia.
.


 

 

 

 

Ottobre 3, 2019Permalink

18 agosto 2019 – Ministri e medici: fra la Procura di Agrigento e l’Ordine dei Medici

«Io, poliziotto, dico: coi migranti Salvini si comporta da criminale»

Intervista esclusiva a Orlando Amodeo, primo dirigente medico della Ps appena andato in pensione: «Il ministro specula sulle tragedie e costruisce la sua fortuna sulla morte. Impedire di attraccare nei porti o ostacolare il lavoro delle Ong significa fare vittime che nessuno conosce»   di Susanna Turco
[link in calce _ fonte 1]

«Da pazzi pensare che io faccia una marchetta a Salvini»

Ho copiato il titolo di una intervista importante che è possibile leggere integralmente dal link in calce. L’intervistato è l’attuale medico in servizio a Lampedusa le cui affermazioni si possono leggere integralmente, come proposte dalla agenzia Adnkronos .
Secondo me il termine ‘marchette’ non fa parte di una terminologia professionale o forse a tanto è stato elevato e io non ne sono informata.
Comunque io esprimo la speranza, marchette o non marchette, in un intervento dell’Ordine Professionale cui un medico del servizio pubblico è necessariamente iscritto             [fonte 2 ]

Anche diariealtro ha qualche cosa da dire.
Spero di contribuire ad offrire elementi di riflessione alle tante persone che condividono, ovunque e continuamente, le affermazioni urlate da MS (Ministro dell’Interno).
Ho ricopiato quindi il testo pubblicato da Espresso Repubblica.it che ritengo aiuti a comprendere la rinnovata attualità del genere letterario proprio della cultura che dal 1938 al 1945 sostenne le leggi razziali e voglio soprattutto sottolineare il significato di ciò che era accaduto negli anni precedenti il 1938 in cui, violenze e pregiudizi millantati per verità, furono sostenuti a conforto dell’opinione pubblica che si preparava ad essere, come fu, colonna portante dell’orrore.
Il mio ‘non dimenticare’ vuole essere anche strumento per sollecitare attenzione a una mostruosità legale che dieci anni fa ha opposto ostacoli gravi alla registrazione delle dichiarazioni di nascita dei nati in Italia, figli di migranti non comunitari privi di permesso di soggiorno, condannandoli a non avere certificato di nascita.
Nessuno – che conti e pesi politicamente e culturalmente – ha voluto e vuole impegnarsi alla necessaria modifica di una legge feroce che umilia un nato ad essere spia della irregolarità dei genitori. Se realizzata sarebbe una modifica semplice e possibile della lettera g del comma 22 dell’articolo 1 della legge 94/2009, una modifica che non ha costi: richiede solo la trasparenza della dignità di chi voglia autorevolmente sostenerla.
[un po’ di documentazione nei link di due pagine del mio blog – fonte 3]

NOTE

[fonte 1]

http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/08/16/news/io-poliziotto-dico-coi-migranti-salvini-si-comporta-da-criminale-1.325980?fbclid=IwAR3qQNzW-Yhcu0Y_qBgHjfs6OjihwLQwfwCjnq_c1RFSuLOizmh-4IxtsKE

[fonte 2]

17 agosto: Medico Lampedusa: Da pazzi pensare che io faccia una marchetta a Salvini.

https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/08/17/medico-lampedusa-pazzi-pensare-che-faccia-una-marchetta-salvini_kutgzDSNeqtCLr8UO0KhQJ.html

[fonte 3]
dal blog diariealtro.it
14 agosto: Qualche ostacolo per le scimmie sagge  http://diariealtro.it/?p=6820
14 agosto: Il coraggio della responsabilità                 http://diariealtro.it/?p=6812

 

Agosto 18, 2019Permalink

14 agosto 2019 – Qualche ostacolo per le scimmie sagge

14 agosto 2019   – Su Open Arms braccio di ferro tra Salvini e il Tar.
Navi marina scortano nave Ong in acque italiane.
Salvini: ‘Conte vuole lo sbarco, non capisco perché. E’ una ong straniera in acque straniere’.   Lettera di Conte al ministro

Braccio di ferro tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini e il Tar del Lazio sull’ingresso nelle acque italiane di Open Arms.
Il Tar ha disposto la sospensione del divieto d’ingresso nelle acque territoriali italiane della Open Arms. E’ quanto sostiene la stessa Ong sottolineando che sulla base della decisione dei giudici “ci dirigiamo verso il porto sicuro più vicino in modo che i diritti delle 147 persone, da 13 giorni sul ponte della nostra nave, vengano garantiti”. “Alla luce della documentazione prodotta (medical report e relazione psicologica” e “della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza” si giustifica “la concessione della richiesta” per “consentire l’ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane e quindi di prestare l’immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli”. E’ quanto rileva il Tar del Lazio accogliendo il ricorso di Open Arms e sospendendo il divieto di ingresso in acque italiane.
Il Viminale invece contesta la decisione del Tar del Lazio sulla sospensione del divieto di ingresso in acque italiane della Open Arms e proporrà ricorso urgente al Consiglio di Stato. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini inoltre, si apprende, è pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. La decisione di ricorrere al Consiglio di Stato, secondo quanto si apprende, sarebbe motivata dal fatto che agli avvenimenti citati nel provvedimento del Tar se ne sono aggiunti altri. Per giorni, si osserva, “Open Arms si è infatti trattenuta in acque Sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia”.
Intanto, due navi della Marina Militare stanno scortando a distanza verso le acque territoriali italiane la Open Arms, che attualmente naviga a tre nodi in direzione di Lampedusa. Lo si apprende da fonti della Difesa secondo le quali già dalla serata di ieri il ministro Elisabetta Trenta sta seguendo la vicenda. Dopo aver preso contatti con il Tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei 32 minori a bordo, il ministro nella giornata di ieri ha dato mandato al capo di stato maggiore dalla Difesa Vecciarelli di far avvicinare le due navi della Marina in modo da essere pronti ad un eventuale trasferimento. Il ministro è stato inoltre in contatto con le altre autorità di governo competenti per poter arrivare allo sbarco dei 32 minori che si trovano in mare da 13 giorni.

In serata Salvini rincara la dose: “Continuo e continuerò a negare lo sbarco a chi pretende di portare dei clandestini sempre e solo in Italia. Se qualcuno la pensa diversamente se ne assuma la responsabilità”. La Open Arms, “nave spagnola di ong spagnola – aggiunge – era in acque maltesi e non si capisce perché un giudice italiano possa consentire l’ingresso nelle nostre acque”.

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2019/08/14/salvini-conte-vuole-lo-sbarco-dei-migranti-non-capisco-perche_0d8d8f0a-d3af-476e-a7e1-2e4c026882d1.html

Ho scelto l’Ansa per trascrivere la notizia ma ne hanno parlato anche molti altri, non certo in  forma univoca ma abbastanza numerosi per escludere la possibilità di un rifugio sicuro per le scimmie  ovunque collocate.

La Repubblica:
https://www.repubblica.it/cronaca/2019/08/14/news/migranti_conte_chiede_di_autorizzare_lo_sbarco_delle_due_ong_salvini_rifiuta_non_vedo_perche_-233612799/

Il messaggero
https://www.repubblica.it/cronaca/2019/08/14/news/migranti_conte_chiede_di_autorizzare_lo_sbarco_delle_due_ong_salvini_rifiuta_non_vedo_perche_-233612799/

Il Giornale
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/assist-tar-open-arms-pu-entrare-acque-italiane-1740231.html

Il Tempo
https://tv.iltempo.it/tv-news/2019/08/14/video/migranti-tar-accoglie-il-ricorso-di-open-arms-verso-lampedusa-1198011/

Il Corriere dell’Umbria
https://corrieredellumbria.corr.it/video/tv-news/1077379/migranti-tar-accoglie-il-ricorso-di-open-arms-verso-lampedusa.html

Blasting News
https://it.blastingnews.com/cronaca/2019/08/video/tar-sospende-il-divieto-di-ingresso-di-open-arms-ma-salvini-insiste-firmo-per-il-no-005209259.html

Huff Post
https://www.huffingtonpost.it/entry/open-arms-e-ocean-viking-in-attesa-di-un-porto-lallarme-dellong-spagnola-mare-mosso-rischio-risse-a-bordo_it_5d540ee1e4b05fa9df081eca

Il fatto quotidiano
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/14/migranti-open-arms-il-tar-ha-sospeso-il-divieto-dingresso-ci-dirigiamo-verso-terra/5389087

Rai news
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/migranti-salvini-conte-mi-ha-scritto-rispondo-garbatamente-ma-no-sbarchi-dfcfa13d-b4b3-45c1-ab42-e9a9aa015d01.html

La7
https://tg.la7.it/cronaca/il-tar-sospende-il-divieto-di-entrare-in-acque-italiane-per-la-open-arms-ricorso-del-viminale-non-14-08-2019-141491

E molti altri …

Agosto 14, 2019Permalink

12 agosto 2019 – Ieri: 1944 – strage di sant’Anna di Stazzema. Oggi?

Aquileia – Aula Nord

Oggi la mia tartarughina identificativa, approfittando del fatto che il gallo che la minaccia sta buttando stupidamente il suo tempo litigando con altri galli per lo più incapaci di proferire parole che non siano una raccolta di insensatezze vuote se non di turpiloquio, è riuscita a incontrare la tartaruga immaginata da una poetessa capace di parole sensate e belle e di sognare un obiettivo che potrebbe entrare nella realtà se in molti lo volessimo.

 

Una volta sognai di Alda Merini

Una volta sognai
di essere una tartaruga gigante
con scheletro d’avorio
che trascinava bimbi e piccini e alghe
e rifiuti e fiori
e tutti si aggrappavano a me,
sulla mia scorza dura.

Ero una tartaruga che barcollava
sotto il peso dell’amore
molto lenta a capire
e svelta a benedire.

Così, figli miei,
una volta vi hanno buttato nell’acqua
e voi vi siete aggrappati al mio guscio
e io vi ho portati in salvo
perché questa testuggine marina
è la terra
che vi salva
dalla morte dell’acqua.

Ma la mia tartarughina non si ferma, è curiosa, si informa e scopre che la poesia di Alda Merini è stata scritta nel 2008 per l’inaugurazione della Porta di Lampedusa , collocata nel punto più a sud dell’Italia.
“Chiudere questa porta vorrebbe dire chiudersi alla storia e al futuro”.                                                   [Fonte 1 ]
Sono le parole pronunciate nel 2013 da padre Renato “Kizito” Sesana, fondatore di Koinonia community – comunità che in Africa si batte per dare una seconda opportunità ai bambini di strada – parlando della Porta di Lampedusa che, come la Statua della libertà a New York, accoglie chi arriva sull’isola.
Molto, troppo spesso compiere quel viaggio ha un prezzo elevato, che si paga con la propria vita.
Il monumento, infatti, è dedicato alla memoria dei migranti che hanno perso la vita in mare”.

Un mio commento estemporaneo                     [Fonte 2 ]
Dopo la sua piccola escursione fuori dalla cripta nord della Basilica di Aquileia, la tartarughina torna da dove ci parla da più o meno 1700 anni, sempre decisa, come già ci ha raccontato ieri, a tenere il suo collo tozzo fuori dal carapace, opponendosi alla aggressività del gallo, sapendo che le sue possibilità di successo sono pressoché nulle, ma ragione e etica non le consentono di nascondersi.
Ciò che ripugna alla ragione non può essere vinto dalla paura anche se i tempi della ragione sono lunghi e richiedono fermezza e, se necessario, anche coraggio, oltre se stessi, capaci di pensare a un futuro che appartiene ad altri.
Ma è coraggio vero non militarizzato

 

Non posso fingere di non sapere.
ieri il piede era straniero.    Oggi siamo stranieri a noi stessi

” alle fronde dei salici ”   di  Salvatore Quasimodo

E come potevano noi cantare
Con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

[Fonte 1]
http://www.famigliacristiana.it/articolo/la-porta-di-lampedusa-opera-incompiuta.aspx
https://www.internazionale.it/tag/autori/renato-kizito-sesana

[Fonte 2]      http://diariealtro.it/?p=6793

 

Agosto 12, 2019Permalink

10 agosto 2019 – Chi dorme sulla collina?

07 agosto – Elogio del pessimismo di Gianpaolo Carbonetto      (link in calce)

È quasi come veder crescere un bambino standogli accanto ogni giorno, o quasi: nessuno ne annota quotidianamente la crescita in altezza di una frazione di millimetro, o l’aumento di peso di un paio di grammi. Però, a un certo punto, ci si rende conto che qualcosa è profondamente cambiato e non soltanto nelle dimensioni del piccolo, ma anche nelle sue capacità: comincia a distinguere i numeri e le lettere e a compitare le prime sillabe. E allora ci si accorge che la sommatoria di piccoli mutamenti inevitabilmente porta a cambiamenti profondi.
La stessa cosa sta accadendo con la situazione sociale, politica ed economica in Italia.
Solo che se si guarda ai cambiamenti di mese in mese, l’osservazione non porta gioia, bensì sgomento.

Chi, soltanto qualche mese fa, per esempio, avrebbe potuto pensare che la sindaca di Monfalcone, la leghista Anna Maria Cisint, sia pure dopo aver fissato un tetto di presenze di bambini stranieri per classe nella scuola materna e dopo avere eliminato dalla biblioteca comunale i quotidiani “Il Manifesto” e “Avvenire”, potesse arrivare al punto di istituire un «punto di ascolto riservato» – in pratica una buca per delazioni anonime, con tutto quel che ne consegue – per denunciare gli insegnanti di sinistra che «con le loro ideologie, avvelenano i giovani, osteggiando apertamente le scelte democratiche che gli italiani stanno manifestando verso gli amministratori della Lega»?

Chi avrebbe potuto immaginare che una sezione della Lega, in un comunicato, attribuisse la strage di Bologna alle Brigate Rosse, mentre c’è una sentenza definitiva che ne ascrive la responsabilità alla destra eversiva e segnatamente a Mambro e Fioravanti? E che poi, davanti alle proteste per l’ennesima delle fake-news, si limitasse a dire che si può sbagliare, ma guardandosi bene dal ricordare che la responsabilità di tutti quei morti va attribuita, appunto, alla destra e non a quella sinistra terrorista che di morti ne ha tanti altri – ma altri – sulla coscienza.

Chi avrebbe ipotizzato che la parte leghista del governo, con il solito timoroso assenso di Di Maio e dei suoi più privi di autonomia di pensiero, fosse tanto desiderosa di mettere le mani sul mondo dello sport italiano e sui soldi del CONI da ignorare gli avvertimenti del CIO che da sempre pretende l’autonomia dello sport dalla politica e che adesso minaccia esplicitamente l’esclusione dell’Italia dalle Olimpiadi di Tokyo e l’annullamento della scelta di Milano e Cortina come sede per i futuri Giochi invernali?

Chi, soprattutto tra coloro che hanno avuto l’idea di votare 5stelle, avrebbe mai pensato di vedere il proprio partito preferito praticamente comandato da Salvini, quel ministro degli Inferni che travalica largamente gli ambiti istituzionalmente assegnatigli e che ottiene quello che vuole semplicemente ricordando a Di Maio e ai suoi senatori e deputati che quando questo governo cadrà e si tornerà alle urne, saranno in molti, e in primis il cosiddetto “capo politico” della Casaleggio Associati, a restare fuori dalle Camere e a dover cercare un nuovo sistema di sostentamento perché resteranno esclusi per il limite del doppio mandato, ma soprattutto per il crollo verticale del loro gradimento nei tanti che si erano illusi e che ora sono schifati e incattiviti?

Chi avrebbe mai immaginato che il ministro degli Inferni non avesse neppure preso in considerazione quello che è scritto in diversi articoli della nostra Costituzione prima di stilare quello che beffardamente è chiamato “Decreto Sicurezza bis” che è stato approvato chiedendo la fiducia a tanti grillini e darà tanto lavoro alla Consulta?

Chi poteva pensare che a tutt’oggi la teorica sinistra italiana potesse essere ancora più preoccupata delle lotte di potere intestine piuttosto che della necessità di formare nuovamente uno o più partiti che possano ridare fiducia agli elettori, magari preparando programmi seri e non vuoti slogan di velleitaria propaganda?
Potrei andare avanti a lungo con altre domande su questo tono, ma queste mi appaiono già sufficienti per mettere in luce il punto fondamentale: distrarsi, o rassegnarsi, è vietato anche per un solo giorno. È sbagliato starsene in silenzio, o senza scrivere, perché – si pensa – tanto si finisce per dire sempre le stesse cose, o in quanto si ritiene che comunque non si potrà influire sulla possibilità di accelerare almeno un po’ la fine di questa maledetta notte che stiamo attraversando. Saranno vere entrambe le motivazioni, ma il silenzio è comunque sbagliato, sia perché non si pungola gli altri, sia in quanto si perde la propria dignità. Me ne scuso.

Non è accettabile il rassegnarsi al fatto che ormai il bordo del burrone sia talmente vicino che la caduta appare quasi inevitabile, solo perché non si è ritenuto di opporsi ogni giorno, ma solo una volta ogni tanto. E non è neanche più lecito nascondere la realtà dietro le parole. È vero: in Italia non c’è il nazismo, ma, come allora in quel partito, oggi ci sono tantissimi italiani disumani. È vero: in Italia non c’è il fascismo, ma, come allora in quel partito, oggi ci sono tantissimi italiani che sentono la democrazia come un fastidio da limitare, se non da eliminare. È vero: in Italia non c’è nessuno che vada in giro con il cappuccio del Ku Klux Klan, ma oggi ci sono tantissimi italiani che neppure più si sognano di nascondere il loro razzismo.

E a questo punto l’unica possibile ancora di salvezza è il pessimismo, quel sentimento che ci fa temere sempre quel peggio che poi quasi sempre avviene e che ci sprona a fare qualcosa per resistere e per sovvertire quello che non è un destino ineluttabile. Ogni giorno e non solo di tanto in tanto.

Condividi:
07 agosto 2019      Un commento sum ergo dubito     (commento al testo di Gianpaolo Carbonetto)

Da ”Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters
Dorcas Gustine

Non ero amato dagli abitanti del villaggio,
tutto perché dicevo il mio pensiero,
e affrontavo quelli che mancavano verso di me
con chiara protesta, non nascondendo né nutrendo
segreti affanni o rancori.
È assai lodato l’atto del ragazzo spartano,
che si nascose il lupo sotto il mantello,
lasciandosi divorare, senza lamentarsi.
È più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo dal corpo
e lottare con lui all’aperto, magari per strada,
tra polvere e ululi di dolore.
La lingua è magari un membro indisciplinato —
ma il silenzio avvelena l’anima.
Mi biasimi chi vuole — io son contento.

…ma qui non dobbiamo lottare contro un lupo (o una mucca in corridoio), bensì contro una malattia subdola ed infiltrante!
Nel frattempo i guru della sinistra, sempre per citare Lee Masters,
“Tutti, tutti dormono sulla collina”.

http://carbonetto-udine.blogautore.repubblica.it/2019/08/07/elogio-del-pessimismo/

http://lovemeblue.altervista.org/parlare-antologia-spoon-river/

Agosto 10, 2019Permalink

20 luglio 2019 – La prima laurea con protezione internazionale

Mentre ci si adopera – con le più varie e comunque ripugnanti motivazioni – a rendere difficoltosi i percorsi scolastici ed educativi degli stranieri, anche per i bambini nella scuola dell’obbligo e persino nella scuola dell’infanzia e non bastasse anche nei nidi – una notizia che indica la capacità di una università a superare i muri che invadono molte menti.
(Per i nidi si veda la nota in calce)

Ansa.it Il primo laureato con protezione internazionale dell’Università di Sassari si chiama Bakari Coulibaly, per tutti Bouba, arriva dal Mali, ha 32 anni e da due giorni è dottore magistrale in Pianificazione e politiche per la città, l’ambiente e il paesaggio. La sua favola è stata scritta ad Alghero, dove il neo architetto è arrivato nel 2016 per coronare un sogno. “Quando studiavo a Bamako desideravo tanto fare un master in Europa – racconta Bouba – sembrava un sogno irrealizzabile, si è concretizzato e sono felicissimo”.
Ha dedicato la tesi a “La cultura Maliana e gli effetti urbani delle migrazioni”, ottenendo il massimo dei voti: 110 su 110 e lode. Ad accompagnarlo lungo il percorso la fitta rete di attori istituzionali, culturali e sociali che ad Alghero scommettono nel valore della multiculturalità. Uno dei punti di riferimento è Silvia Serreli, docente al Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica di Alghero, delegata rettorale per le Politiche di integrazione dei migranti e rifugiati e non a caso relatrice del dottor Coulibaly che, realizzato il suo sogno, ne ha già un altro. “Un giorno vorrei diventare professore, continuare a studiare, fare ricerca e insegnare”, rivela. Nel frattempo “lavoro nelle cucine di un ristorante di Alghero, vivo con dei colleghi e amici – conclude – e sono grato alle tante persone di Alghero e dell’Università di Sassari senza le quali questo traguardo sarebbe stato impossibile”.
Nato nel nord del Mali, Bakari Coulibaly si è immatricolato nel 2016 ed è arrivato all’Università di Sassari con una borsa di studio della Conferenza dei rettori delle Università italiane e del Ministero dell’Interno per rifugiati e titolari di protezione sussidiaria, costretti nel proprio Paese a interrompere gli studi.
Durante il corso di laurea magistrale ad Alghero, ha potuto trascorrere sei mesi alla Universitat autonoma di Barcellona col programma Erasmus Plus. La sua storia è un esempio per altri allievi dell’Università di Sassari titolari di protezione, inseriti dal 2015 nel percorso di integrazione che l’ateneo promuove con la rete territoriale dedita al progetto di una Università sempre più inclusiva.

http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/07/19/la-favola-di-bouba-dal-mali-alla-laurea_5abd02cc-6066-4e36-b667-f21bcb2fa7d7.html

Nota:  Per i nidi segnalo il mio “Integrazione precoce a Codroipo, provincia di Udine” del 14 dicembre 2018
http://diariealtro.it/?p=6278

Luglio 20, 2019Permalink

17 luglio 2019 – Al Segretario di Stato Vaticano è noto il problema del certificato di nascita negato ai nati in Italia, figli di sans papier.

Il 5 luglio avevo pubblicato su questo blog la lettera spedita al Segretario di Stato, card. Parolin che aveva reso nota la sua intenzione di parlare con il ministro Salvini, affermando che «il dialogo si fa soprattutto con quelli che non la pensano come noi e con i quali abbiamo qualche difficoltà e qualche problema».
Gli avevo scritto perché in caso di colloquio non ignorasse l’esistenza possibile di bambini, nati i n Italia, figli di migranti non comunitari che potrebbero, per un groviglio di norme insensate approvate dal Parlamento nel 2009, essere privi del certificato di nascita.
Oggi ricevo la lettera che ho fotografato.   Gliene sono grata , non solo perché spero possa fare qualche cosa di concreto per stimolare la cancellazione di una legge insensata, ma perché per la prima volta che a me sia nota un autorevole esponente della chiesa cattolica esprime in forma scritta un parere negativo in merito alla questione su cui pochissime voci si sono alzate.
Mi rendo conto che si tratta di un documento privato ma per me è importante nel marasma di indifferenza dominante anche su questa ferita a un fondamento di civiltà.
Nel 2015 dopo aver convocato il Sinodo della famiglia anche i Vescovi italiani avevano ignorato la legge che nega ad alcuni nati in Italia il diritto a un’identità e a una famiglia riconosciute nel certificato di nascita. Per la verità ne aveva preso atto solo l’Arcivescovo di Chieti e Vasto che ne aveva scritto su Il sole 24 ore . Il testo si può leggere in questo blog in data 29 giugno 2015 raggiungibile anche con il link http://diariealtro.it/?p=3863.
Chi volesse leggere la lettera al cardinale Parolin può raggiungerla anche con questo link
http://diariealtro.it/?p=6713

Luglio 16, 2019Permalink

16 luglio 2019 – In alcuni comuni veneti si rinnova il censimento etnico

 In alcuni comuni veneti si rinnova il censimento etnico (un tempo razziale ora forse non si può dire, però..)

Per iscriversi alla scuola elementare di una località a cavallo tra Venezia e Padova bisogna specificare la propria etnia, ovvero se sei sinti, rom, nomade o camminante.
Leggo che il modulo consegnato ai genitori ha fatto scattare l’immediata polemica sostenuta dalle famiglie che si sono rivolte ad una associazione che fa capo a Rifondazione Comunista che a sua volta ha contattato i propri legali perché si tratterebbe di un “abuso e discriminazione gravissima”, mentre la direzione scolastica sostiene che l’atto “serve per favorire l’integrazione”, salvo cambiare parere in rapida successione temporale.

Metamorfosi dirigenziale
Le finalità del modulo – chiarisce il dirigente – erano quelle della maggior inclusione possibile e non certo il contrario” e “Le informazioni che noi raccogliamo – rileva Marzolo (il dirigente scolastico) – hanno finalità istituzionali, tese a tutelare gli alunni e non a discriminali”.
Ma poco dopo leggiamo: “Se il modulo dal punto di vista legale ha dei profili di illegittimità lo cambieremo sicuramente“, dice Carlo Marzolo, il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Corner di Fossò e Vigonovo.
Mentre apprezzo la denuncia di Rifondazione Comunista, meravigliata dalla velocità della metamorfosi , vado avanti e scopro l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali)

Un inciso necessario: cos’è UNAR
L’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica, brevemente denominato UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, è l’ufficio deputato dallo Stato italiano a garantire il diritto alla parità di trattamento di tutte le persone, indipendentemente dalla origine etnica o razziale, dalla loro età, dal loro credo religioso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro identità di genere o dal fatto di essere persone con disabilità.
L’Ufficio è stato istituito nel 2003 (d.lgs. n. 215/2003) in seguito a una direttiva comunitaria (n. 2000/43/CE), che impone a ciascun Stato Membro di attivare un organismo appositamente dedicato a contrastare le forme di discriminazione.
In particolare, UNAR si occupa di monitorare cause e fenomeni connessi ad ogni tipo di discriminazione, studiare possibili soluzioni, promuovere una cultura del rispetto dei diritti umani e delle pari opportunità e di fornire assistenza concreta alle vittime.

Tanto basti per sapere con chi e cosa abbiamo a che fare
Dichiara il direttore di UNAR
13 Luglio 2019 Scuola distribuisce moduli con etnia per i bambini rom.
Loukarelis, Unar: “Inaccettabile discriminazione”
Ritengo assolutamente inaccettabile quanto accaduto nell’Istituto Comprensivo di Fossò-Vigonovo, dove ai bambini sono stati distribuiti dei moduli all’interno dei quali andava indicata anche la loro etnia, se rom”.
Così il Direttore dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), Triantafillos Loukarelis ha commentato l’episodio accaduto nell’istituto scolastico di Fossò-Vigonovo. “Si tratta di un atteggiamento discriminatorio – continua Loukarelis – condannato non solo dalla nostra Costituzione ma anche dal diritto internazionale. In nessun caso sono infatti ammessi censimenti del genere”.
Il dirigente scolastico ha prontamente assicurato il ritiro dei moduli e la ristampa senza l’etnia. “Provvedimento che cogliamo positivamente e, contestualmente, segnaliamo che i nostri uffici sono a disposizione di ogni altro ente che dovesse avere dubbi su simili questioni. Tutto ciò al fine di evitare il verificarsi di situazioni discriminatorie, che non fanno onore al nostro Paese”.
(Nota stampa UNAR) – 13 Luglio 2019                                                            [Fonte 1]

Le sorprese non finiscono qui
Vado ancora avanti e trovo nel sito dell’UNAR la scheda per la segnalazione di discriminazioni nel sito dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) in cui potevo dichiararmi vittima o testimone di discriminazioni.                                                                      [Fonte 2]

Ho scelto di essere ‘testimone’ come cittadina. Non so se accetteranno comunque ho scritto (rispettando i 500 caratteri imposti)
«Mi dichiaro cittadina testimone di una discriminazione indotta da legge. Dal 2009 la legge 94 all’art. 1 comma 22 lettera g impone la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione delle dichiarazioni di nascita. Tale prescrizione può condizionare i genitori identificati per uno ‘status geografico/burocratico’ a non presentarsi agli uffici anagrafici per timore di essere eventualmente espulsi. Non posso testimoniare casi concreti ma solo la mia indignazione di cittadina responsabile per una norma che ci umilia tutti minacciando alcuni».
Immediata la risposta automatica ma sempre gradevole visto che non è assimilabile a urla e ululati consueti in alto loco. “Your message was sent successfully. Thanks”.

Se non mi fossi trovata nella necessità di rispettare il limite avrei scritto, ma non è detto che il testo non mi serva a una prossima occasione quindi lo mantengo pro memoria:
“Sono testimone di una discriminazione indotta da legge.
Dal 2009 la legge 94 all’art. 1 comma 22 lettera g impone la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione delle dichiarazioni di nascita . Infatti l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante.
«Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi», sostiene il Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1).
Il rischio della irrimediabile ferita a chi nasce in Italia, differenziato dagli altri per le ragioni geografico/burocratiche del/dei genitori permane anche se la circolare n. 19 del 7 agosto 2009 del Ministero dell’Interno (Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali) afferma:
« Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita – dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto».
Personalmente non posso testimoniare casi concreti ma solo la mia indignazione di cittadina consapevole e responsabile per una norma che ci umilia tutti minacciando alcuni.

[Fonte 1]
http://www.unar.it/scuola-distribuisce-moduli-con-etnia-per-i-bambini-nomadi-loukarelis-unar-inaccettabile-discriminazione/
[Fonte 2]
http://www.unar.it/cosa-facciamo/contact-center/fai-una-segnalazione/

Per leggere il testo della mozione 92 relativa alla registrazione delle dichiarazioni di nascita (presentatore Furio Honsell – regione FVG):                                                      http://diariealtro.it/?p=6724

Luglio 16, 2019Permalink