15 aprile 2020 – Schiavi della pubblica opinione producono schiavi.

Chi guardasse il calendario del mio blog ad ogni 16 aprile potrà leggere
1995 Pakistan: assassinio del sindacalista Iqbal Masih. Aveva 12 anni
Da allora il 16 aprile è Giornata Mondiale contro la schiavitù infantile –
Istituita in memoria di Iqbal, un bambino pakistano che a soli cinque anni viene consegnato ad un fabbricante di tappeti. Una fabbrica in cui i lavoratori sono tutti bambini che in regime di totale sfruttamento vengono costantemente percossi per ogni minimo errore di lavorazione o per ogni cenno di rimostranza. Iqbal riesce a scappare e, da un incontro con un’attivista per i diritti minorili, comincia la sua battaglia anti-sfruttamento e inizia a lottare contro la schiavitù infantile. La sua piccola voce, le sue denunce, fanno il giro del mondo raggiungendo una tale forza da costringere la fabbrica dove lavorava, e molte altre, a chiudere. Tuttavia è proprio in questo frangente che il bambino pakistano diviene un bersaglio e sarà a causa della sua denuncia che sarà ucciso il 16 aprile 1995.

Con mia meraviglia i giornali oggi ne parlano, ne parla la giornalista di Prima Pagina.
Nel mio blog, oltre alla data, c’era una nota promemoria con cui l’avevo associato ad altri bambini con storie d’attualità
Si può leggere il 28 settembre 2019 con il link http://diariealtro.it/?p=6897
Lascio perdere diariealtro e cerco di capire che succede

Ieri La Stampa aveva un breve articolo di Andrea Riccardi, ex ministro e fondatore della comunità di Sant’Egidio che evidenzia come regolarizzare gli immigrati sarebbe vantaggioso e giusto.
L’articolo non è leggibile ai non abbonati e non trovo più il quotidiano sparito fra quelli che cerco disperatamente di leggere con esiti deprimenti per l’insufficienza del tempo-

Mi soccorre un articolo on line
Coronavirus, Riccardi: ‘Regolarizzare immigrati irregolari, potenziali focolai di infetti’
L’articolo è firmato da Pasquale De Marte e accanto trovo anche l’indicazione per un video di Chiara Esposito [fonte 2]

La guerra contro la diffusione del Coronavirus va combattuta su più fronti.
Uno di questi potrebbe essere quello delle persone che rischiano di sfuggire al controllo in quanto irregolari. E’ il caso dei migranti, molto spesso lavoratori stagionali ai limiti della schiavitù, che possono diventare un preoccupante veicolo di contagio. A lanciare l’allarme e a proporre misure di regolarizzazione straordinarie è l’ex ministro per l’Integrazione del governo Monti, Andrea Riccardi. Il fondatore della comunità di Sant’Egidio, in un’intervista rilasciata a La Stampa, ha spiegato tutte le problematiche connesse al mondo del lavoro e a chi è sul territorio italiano in maniera borderline o comunque irregolare.
Un esercito di invisibili in Italia
Non è un segreto che in Italia ci siano molte persone che lavorano senza un permesso di soggiorno. Come spiega lo stesso Riccardi, si tratta di persone provenienti dall’Est Europa che lavorano come colf, badanti e baby sitter. A loro si aggiungono indiani, africani o persone del Bangladesh che prestano il loro servizio e fanno la fame. “Non hanno – evidenzia l’ex ministro- diritti e fanno la fame”. A rendere più complicata la loro situazione, secondo Riccardi, ci sarebbe stata ,la loro esclusione dagli ammortizzatori sociali straordinari del periodo.
“E’ stato – fa sapere – un errore gravissimo lasciarli senza tutele”.
Tuttavia, secondo Andrea Riccardi, sotto il profilo strettamente lavorativo il problema va affrontato sotto due aspetti. Il primo è strettamente legato alla manodopera. “Secondo Confagricoltura – evidenzia – occorrono 200.000 lavoratori, sono a rischio la produzione e gli allevamenti”.
Per Riccardi, migranti decisivi nella ripresa
La richiesta di manodopera e l’emergenza sanitaria fa nascere, secondo l’ex ministro, la necessità di offrire maggiori garanzie per chi potrebbe lavorare nelle campagne e assistere gli anziani. Tenerli ai margini potrebbe diventare un rischio destinato a diventare sensibile sotto ogni punto di vista. “In Italia – ha detto – ci sono 600.000 migranti irregolari che vivono ai margini e possono alimentare focolai di infezione.
Occorre regolarizzarli prevedendo permessi di soggiorno temporanei per garantire la tutela sociale. Nella fase 2 ci sarà ancora più bisogno di loro”.
Riccardi ha fatto sapere che non vuole sentir parlare di sanatoria, ma necessità di regolarizzare gli immigrati che potrebbero giocare un ruolo decisivo nella ripresa del Paese.
Dopo il Ministro Teresa Bellanova che aveva palesato la necessità di manodopera straniera nei campi, un’altra voce arriva sulla stessa lunghezza d’onda.

Concludo ragionando sul nuovo modello di inclusione, tramite regolarizzazione

Invisibili utili che di conseguenza devono diventare visibili; adulti impegnati nel salvare i prodotti dell’agricoltura nel nostro territorio e badanti che devono salvare famiglie abbandonate con soggetti bisognosi di assistenza
Invisibili inutili e perciò abbandonati dalle istituzioni, dalle norme di legge, alle associazioni culturali, assistenziali, dalle chiese cristiane finalmente ecumeniche nell’accettazione che, a seguito della legge 94/2009, ci siano nati nel nostro territorio cui, accuratamente classificati per condizioni burocratiche, viene negato anche il nome .
Il metodo non è quello usato in Pakistan per il povero Iqbal ma è più morbido e possibilmente altrettanto efficace .

Schiavi della pubblica opinione producono schiavi.
Meritano segnalazione i pochi che si sono rifiutati di partecipare alla distruzione di nati in Italia, distruzione gradita all’indifferenza dei più.

Di seguito accanto ad ogni passaggio indico la data più recente in cui ne ho scritto nel blog diariealtro dove si possono trovare i link per risalire alle fonti.
Ha espresso il sui dissenso la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (e va segnalata in proposito l’attività del GrIS FVG) anche in sede congressuale nel 2014,
La ministra Lamorgese ha dato dignità alla circolare che affida ai comuni l’aggiramento eticamente e politicamente sostenibile dei comuni che la applicano. (7 settembre 2019)
Il consigliere Furio Honsell ha richiamato il ruolo dei comuni con una mozione approvata dal consiglio regionale del FVG (3 ottobre 2919) l.
Ha dato notizia della necessità di cambiare la legge il gruppo Convention on the Rights of the Child
anche con la pubblicazione del 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. (14 marzo 2020)
Ha consentito alla mia ipotesi il giurista Pietro Ichino
(direttamente al suo sito: https://www.pietroichino.it/?p=54020 )

FONTI
[fonte 1]
https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/04/14/news/coronavirus-andrea-riccardi-regolarizziamo-tutti-gli-immigrati-cosi-possiamo-evitare-il-contagio-1.38715498
[fonte 2]
https://it.blastingnews.com/politica/2020/04/coronavirus-riccardi-regolarizzare-immigrati-irregolari-potenziali-focolai-di-infetti-003115143.html

15 Aprile 2020Permalink

25 marzo 2020 – Un blog e qualche tag

Diariealtro nel  tempo del covid19 e dopo

Mi sono chiesta che uso fare di questo povero blog che però a me è stato tanto utile e lo sarà ancora perché con i suoi tag mi consente di leggere notizie e riflessioni secondo preordinati fili conduttori che, per quanto io so fare, trasformano notizie che potrebbero essere disperse in piccole strutture organizzate.
Negli ultimi anni mi sono state utilissime per seguire certi argomenti soprattutto quelli sviliti e sbeffeggiati perché riguardano diritti umani di chi non conta nulla perché non ha voce che urli in piazza e possa essere adoperata per farsene strumento di successo attraverso qualcosa che assomiglia al consenso, ridotto spesso a una becera conta di pollici alzati, like e altre amenità insignificanti.
Dal 13 marzo il mio blog ha un nuovo tag, pandemonio, cui è inutile apporre aggettivi. Segnerà quello che inserirò finché mi sembrerà il caso di inserire qualcosa.
Ieri Giuliano Pisapia, eurodeputato, ex sindaco di Milano, avvocato, ha risposto a una domanda importante:
«Secondo lei, in questi giorni drammatici di coronavirus la vita, la salute, valgono più del rispetto delle libertà individuali?»
«Non credo si possa fare una gerarchia, perché questa mette certamente la vita al primo posto, ma occorre la consapevolezza che una limitazione anche molto vasta delle libertà costituzionali può essere accettata con uno scopo preciso e per un tempo limitato».
Appunto un tempo limitato … ma io vedo un alto rischio

Il Grande Inquisitore e il rischio del futuro 

Premetto un passo che ricopio dal V capitolo de I fratelli Karamazov, il poema del Grande Inquisitore . È per me un testo importante da molti anni. Cerco di ricordare le situazioni in cui l’ho letto e mi vedo nelle case in cui ho abitato che segnano il mio tempo. L’ho fatto senza dubbio negli anni cinquanta e ora era molto tempo che non lo rileggevo.
In Spagna a Siviglia quando ardevano i roghi della Santa Inquisizione, si presenta Lui . E’ Gesù ma Dostoevskij non lo nomina
«Egli è apparso in silenzio, inavvertitamente , eppure, strano!, tutti Lo riconoscono».
Il Grande inquisitore Lo vede, Lo riconosce e ne ordina la carcerazione.
La notte va nella Sua cella. Il monologo che vi si s volge (Gesù non parla mai) credo sia uno dei testi più alti della teologia. A malincuore, perché copiare è cosa faticosa, ne trascrivo solo un tratto per me perfettamente pertinente a quanto sta accadendo:
«Hai Tu il diritto di rivelarci anche uno solo dei segreti di quel mondo dal quale vieni ?»
Gli domanda il mio vecchio . E subito dà la risposta lui stesso:
«No, non l’hai, perché aggiungeresti qualcosa a quello che hai già detto allora, e toglieresti agli uomini quella libertà che difendevi tanto quando eri sulla terra. Qualunque cosa Tu ci rivelassi ora , sarebbe un attentato alla libertà di fede degli uomini, perché apparirebbe come un miracolo; ma la loro libertà di fede già allora, millecinquecento anni fa, Ti era più cara di ogni altra cosa. Non dicevi sempre: “Voglio rendervi liberi”? Ebbene ora li hai v isti questi uomini ‘liberi’ »,
aggiunge a un tratto il vecchio con un sorriso pensoso. Poi, guardandolo severamente continua: «Sì, questa faccenda ci è costata cara, ma finalmente l’abbiamo portata a termine nel Tuo nome. Per quindici secoli ci siamo tormentati con questa famosa libertà, ma ora è finita, è finita sul serio. Non lo credi? Mi guardi con aria mansueta e non mi degni neppure della Tua collera! Ma sappi che oggi , anzi proprio ora , questi uomini sono più convinti che mai di essere perfettamente liberi , e invece hanno perso la loro libertà e l’hanno deposta umilmente ai nostri piedi. Siamo noi però che abbiamo ottenuto questo! Era forse questo che Tu volevi? Una simile libertà!» ….
« Perché ora (parla dell’Inquisizione, naturalmente ) per la prima volta è diventato possibile pensare davvero alla felicità degli uomini. L’uomo fu creato ribelle: forse che i ribelli possono essere felici? Tu eri stato avvertito (gli dice il vecchio), avvertimenti e consigli non Ti erano mancati, ma Tu non li volesti ascoltare. Tu rifiutasti l’unica strada per la quale si potevano rendere felici gli uomini. Per fortuna, andandotene, rimettesti la faccenda nelle nostre mani. Tu hai promesso, hai garantito con la Tua parola , hai dato a noi il diritto di legare e di sciogliere, e ora non puoi certo pensare di riprendertelo, questo diritto. Perché dunque sei venuto a disturbarci? »

Dostoewskij non è un profeta del covid19
ma quello che io temo lo lascio alle parole del Grande Inquisitore.
Persone con una concezione già traballante della libertà, non tanto a livello personale quanto a livello sociale (e ce ne sono tante), sono convinte di essere libere nel momento in cui negano diritti fondamentali d’altri e mentre credono di assicurarli a se stessi se ne privano in una incoscienza beota.
Si apre una ferita che rende banale il male e, normalizzandolo, non si rimargina, anzi imputridisce e diffonde la peste a chi, intontito, non si rende conto di esserne affetto.
Da dieci anni so che la malvagità dell’opportunismo amorale è diventata coscienza collettiva indiscussa: che fastidio ci dà che possano esserci bambini senza nome perché nati in Italia dopo il mese di agosto 2009, figli di migranti irregolari senza permesso di soggiorno?
Noi non siamo migranti irregolari senza permesso di soggiorno quindi …
Sarà questa una frase che segnerà ogni inizio di ogni pagina del mio blog finché ne avrò voglia.
So che probabilmente  il mio sogno di arrivare oltre il covid19 avendo coscienza che questo sfregio di civiltà va cancellato non avrà esito ma non è un motivo sufficiente perché io ne taccia.
Se approdassimo oltre il covid19 con questa consapevolezza avrei speranza nel futuro che invece temo dominato dalla specie rassicurante degli zombi inconsapevoli.
Naturalmente questo non sarà il solo motivo che rende felici gli zombi ma se ognuno passasse oltre il covid19 con il sogno di un diritto umano da difendere potremmo aver speranza nel futuro, nonostante tutto.
Non posso non vedere il Grande Inquisitore che mi sembra sghignazzi.
Vorrei togliergli quel ghigno

 

25 Marzo 2020Permalink

14 marzo 2020 – Nati in Italia senza nome, mai più _1

Occupandomi della legge che dal 2009 nega il certificato di nascita a un gruppo di nati in Italia, appositamente classificati secondo criteri burocratici artatamente costruiti, ho incontrato molte persone consapevoli e interessate , convinte che questo sfregio di civiltà non sia tollerabile ma, in quanto aderenti a realtà associative, protagonisti del mondo dell’informazione o presenti a livello istituzionale, non sono riuscite e non riescono a far partecipe del loro convincimento la realtà in cui si riconoscono.

I singoli parlano, “le formazioni sociali ove si svolge la nostra personalità” (art. 2 Costituzione) pervicacemente tacciono e spesso consentono.

Ben ricordo, quando fu discussa la legge sulle Unioni Civili, i parlamentari che berciavano contro la step child adoption per negare “ai figli degli altri” la sicurezza del riconoscimento del loro legame con la compagna o il compagno del genitore riconosciuto.

Ripropongo uno schema che ci sia guida:
Convention on the Rights of the Child (CRC)

Per chi volesse documentarsi meglio, ogni punto successivamente considerato si ritrova nel documento integrale collegato in calce come [fonte 1].
Di ogni punto segnalo le pagine di riferimento.

10° Rapporto di aggiornamento 2019 I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia

AGENDA 2030 OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE      [pag. 4]
Obiettivo 16. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci, responsabili ed inclusive a tutti i livelli
16.9 Entro il 2030, fornire identità giuridica per tutti, inclusa la registrazione delle nascite.

Il seguente schema riporta i principali Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e relativi Target dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che risultano più pertinenti rispetto ai temi trattati nel presente Rapporto e alle Raccomandazioni avanzate all’Italia dal Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a febbraio 2019.

10° Rapporto di aggiornamento 2019 | 7
PREMESSA
I trent’anni della CRC: una nuova agenda per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza                                                                 [pag. 8]
Il Gruppo CRC pubblica il 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) in Italia in occasione del 20 novembre 2019, 30° anniversario dall’approvazione della CRC. È un momento di grande visibilità per i diritti dell’infanzia a livello internazionale, con eventi dedicati organizzati sia a New York che Ginevra1, che nazionale, dato che la Legge n. 451/1997 ha istituito per questa data la Giornata italiana per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza2. Il Gruppo CRC ha pensato di cogliere l’occasione di tale momento celebrativo per proporre e condividere un’analisi che entri nel merito dell’attuazione dei diritti delle persone di età minore alla luce delle Osservazioni Conclusive che il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha rivolto al nostro Paese lo scorso febbraio. Si è infatti da pochi mesi concluso il “quarto ciclo di monitoraggio” dell’attuazione della CRC in Italia da parte del Comitato ONU che ha portato all’adozione delle Osservazioni Conclusive per il nostro Paese e conseguentemente avviato un nuovo ciclo, un percorso che prevede un confronto tra il Governo, la società civile e gli esperti che compongono il Comitato ONU. La stessa CRC3 prevede infatti le modalità per il monitoraggio dello stato di attuazione dei diritti in essa enunciati attraverso la predisposizione di rapporti periodici e incontri con i rappresentanti del Governo4 e del Terzo Settore. Da quasi vent’anni, il Gruppo CRC è parte attiva di questo percorso, avendo predisposto tre Rapporti Supplementari5 inviati al Comitato ONU e presentati nel corso delle pre-sessioni antecedenti l’esame dell’Italia. Le Osservazioni del Comitato ONU tracciano la direzione per l’azione futura per promuovere e tutelare i diritti delle persone di età minore. I singoli governi, e quindi nello specifico anche il Governo italiano è chiamato ad adoperarsi per implementare le Raccomandazioni espresse dal Comitato ONU, e su cui l’Italia sarà chiamata a render conto nel prossimo incontro previsto per il 2023. Allo stesso tempo le Organizzazioni Non Governative sono chiamate a vigilare che le raccomandazioni siano considerate nell’agenda nazionale e a diffonderne la conoscenza. Tale procedura ha consentito nel corso del tempo di promuovere cambiamenti e miglioramenti in molti Paesi. Progressi che si traducono spesso nell’adozione di leggi o provvedimenti amministrativi, o in sviluppi nell’attuazione dei diritti civili e politici, di più facile realizzazione rispetto alle misure volte a garantire maggiori diritti economici, sociali e culturali, che richiedono per la loro progressiva realizzazione un impegno concreto e la conseguente allocazione di risorse adeguate.

NOTA METODOLOGICA                                             [pag .3]
La suddivisione in capitoli rispecchia i raggruppamenti tematici degli articoli della CRC suggerita dal Comitato ONU nelle «Linee Guida per la redazione dei Rapporti Periodici». Il Comitato ONU ha infatti raggruppato i 41 articoli contenuti nella prima parte della CRC, in cui sono sanciti i diritti, in 9 gruppi tematici. Le Osservazioni Conclusive indirizzate dal Comitato ONU al Governo italiano nel 2019 in merito all’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC/C/ITA/CO/5-6) sono riportate all’inizio di ogni paragrafo per la specifica tematica trattata. Alla fine di ogni paragrafo sono poi inserite le raccomandazioni che il Gruppo CRC rivolge alle istituzioni competenti. Per questa edizione speciale nel trentennale della CRC e nell’ambito dell’impegno assunto dall’Italia nel sottoscrivere l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, il Gruppo CRC ha inoltre deciso di far riferimento ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e ai relativi 169 Target. Si noti infine che per il Gruppo CRC, da sempre, la visione dei minorenni come persone titolari di propri diritti e il rispetto di genere rappresentano una priorità fondamentale e, in tutte le nostre attività, poniamo la massima attenzione al rispetto dei diritti dei bambini, delle bambine e degli/lle adolescenti.
Nel presente documento, per semplificazione e sintesi, viene utilizzato il termine “bambini” come falso neutro e cioè con riferimento sia a bambine che a bambini.

Capitolo III                                                                       [pag. 29 ]
DIRITTI CIVILI E LIBERTÀ
DIRITTO DI REGISTRAZIONE E CITTADINANZA
18. Alla luce dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 16.9 e in riferimento alle proprie precedenti raccomandazioni (CRC/C/ITA/CO/3-4, par. 29),
il Comitato raccomanda all’Italia di:
(a) adottare misure per prevenire l’apolidia e assicurare l’efficace applicazione della legge che disciplina l’acquisizione della cittadinanza italiana alla nascita per i minorenni altrimenti apolidi;
(b) adottare disposizioni legislative per migliorare le procedure di determinazione dell’apolidia in conformità degli standard internazionali;
(c) riavviare gli incontri del gruppo di lavoro sullo status giuridico di Rom, Sinti e Caminanti e adottare misure per migliorare la situazione dei minorenni privi di documenti o apolidi appartenenti a queste comunità;
(d) prendere in considerazione l’opportunità di ratificare la Convenzione europea sulla nazionalità del 1997.
CRC/C/ITA/CO/5-6, punto 18

N.d.R. Nel testo vengono utilizzati come sinonimi i termini “cittadinanza” e “nazionalità”.

In particolare si evidenzia  come i nati in Italia da genitori senza permesso di soggiorno potrebbero essere a rischio di mancata registrazione (cosiddette nascite invisibili) a causa della Legge 94/2009, che ha introdotto il reato  d’ingresso e soggiorno irregolare e successivo obbligo di denuncia  per i pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio. Nonostante la  Circolare esplicativa n. 19/2009 del Ministero dell’Interno, nonché  la successiva Legge 67/2014 che ha di fatto depenalizzato il reato  di ingresso e soggiorno irregolare autorizzando il Governo a convertire la fattispecie in una sanzione amministrativa, la Legge 94/2009  continua ad essere in vigore e potrebbe indurre in errore genitori in  posizione irregolare, portandoli a non provvedere alla registrazione  alla nascita dei figli per paura di essere identificati. [Nota 4 pag.8]

[fonte 1]
http://gruppocrc.net/wp-content/uploads/2019/12/RAPPORTO-CRC-2019-x-web-1.pdf

14 Marzo 2020Permalink

2 marzo 2020 – A proposito di covid 19 (alias corona virus)

Cerco informazioni su ciò che si può fare e non fare in Friuli Venezia Giulia e mi imbatto nel sito della protezione civile che propone un interessante commento all’ordinanza del 24 febbraio, firmata dal ministro della salute e dal governatore della regione.        [link in calce]
Il commento, evidentemente per dare più incisività alla lettura, è strutturato in forma di intervista e contiene una domanda e risposta interessanti, capaci di offrire chiarezza all’uso del linguaggio anche se quel linguaggio appartiene al ‘governatore’ della regione, assicurato nei media nell’esprimere la sua opinione per il ruolo che è suo anche ordinanza a prescindere.

Il passaggio dell’intervista che ho richiamato sopra non fa rifermento al governatore ma pone un problema per me di grande interesse.

«Domanda: Le attività economiche, agricole, produttive commerciali e di servizio rientrano nell’ordinanza per il contenimento e prevenzione di COVID-19?
Risposta: Le attività economiche, agricole, produttive commerciali e di servizio non rientrano nell’ordinanza per il contenimento e prevenzione di COVID-19, ivi compresi i pubblici esercizi e le mense. »

Le parole chiave per proseguire «non rientrano nell’ordinanza».

Quindi ciò che non rientra nell’ordinanza non ha significato né persuasivo né, tantomeno, prescrittivo.

Invece.
Il 29 febbraio ho ricordato nel mio blog alcune parole del presidente Fedriga, come diffuse dai sistemi di informazione.  Trascrivo di nuovo:                                                                  [collegamento in calce]

Udine, 24 feb. -«I migranti irregolari che venissero rintracciati sul territorio del Friuli Venezia Giulia verranno messi in quarantena in via precauzionale come richiesto dalla Regione Friuli Venezia Giulia».
Lo ha dichiarato il governatore Massimiliano Fedriga a margine di un incontro con i sindaci della Regione a Udine. Questa richiesta « ha ricevuto l’ok dal Governo» ha aggiunto il presidente del FVG.
Ho cercato l’evocato ok del governo e non l’ho trovato.

Mi sono chiesta allora la congruità nell’uso della parola ‘irregolari’ che non sono solidi geometrici mal costruiti ma esseri umani.
La parola ‘irregolari’ nell’ordinanza non c’è .
Indica una definizione burocratica appiccicata a categoria che quella definizione crea e che si annida in un modulo.
Non è nemmeno il timbro di un codice sul corpo, già noto nell’Europa del secolo breve, un riferimento visibile che i migranti irregolari si portino addosso come la campanella che nel Medio Evo suonava dal collo dei lebbrosi che, cacciati dalla città perché portatori di contagio, non dovevano essere avvicinati.
E’ una parola che il mio blog ha tante volte citato a proposito dei genitori dissuasi dalla paura indotta da quella parola a registrare la dichiarazione di nascita in Italia di un loro figlio, immeritevole del certificato di nascita, per essere appunto figlio di una persona ‘irregolare’.

Il governatore del FVG ha una visione olistica del problema

E in nome di questa visione il Presidente Fedriga si è impegnato, con l’appoggio di tutta la maggioranza che lo sostiene, a chiudere alla diffusione di un testo che, se noto, avrebbe potuto richiamare concetti precisi, il loro uso, il rischio della contrapposizione che si faccia ‘parola d’odio’, veicolata dal lessico più consueto e non per questo meno efficace.
In quadro culturalmente devastato dalla forza ammorbante del pregiudizio l’odio trova il terreno per diffondersi – e diventare se possibile operativo – anche nella banalità della vita di tutti i giorni.

Chi ha paura di una signora quasi novantenne, pur se senatrice a vita?
Ecco il documento che aveva impaurito il Presidente governatore e la sua maggioranza.
Il documento, sotto forma di mozione, era stato presentato dal consigliere regionale Furio Honsell il 19 febbraio dello scorso anno per essere respinto nella seduta N° 83 del 26 giugno scorso.

Mozione 55 Sulla necessità di completare l’iter e approvare al più presto il Ddl nazionale S. 362

VISTO il Disegno di legge nazionale S. 362 “Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”, presentato in data 14 maggio 2018;
APPURATO che il suddetto disegno di legge non ha ancora iniziato l’esame presso la prima Commissione permanente a cui è stato assegnato in data 26 giugno 2018;
RAVVISATO che recentemente l’ODIHR (Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell’uomo), istituito dall’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), ente che si occupa di censire gli hate crimes in diversi Paesi del mondo, ha aggiornato i dati relativi al censimento dei crimini d’odio, intolleranza o razzismo, perpetrati in Italia nel 2017, rilevando che i crimini sono aumentati di circa il 30% rispetto al 2016 e quasi del 60% rispetto al 2013;
CONSIDERATO che i suddetti dati, su stessa specificazione dell’ODIHR, potrebbero rappresentare una stima a ribasso in quanto basata su crimini riconosciuti come tali dallo Stato italiano, il quale riconosce quali crimini d’odio i reati previsti dalla legge Mancino del 1993, che però si limita a punire l’odio razziale;
RILEVATO che il Codice Penale italiano non prevede una definizione di “crimine d’odio” e di conseguenza una legislazione specifica dedicata ai crimini d’odio verso altre categorie a rischio come ad esempio persone con disabilità, LGBTQ o appartenenti a minoranze, quale che sia la connotazione;
ATTESO che numerosi sono i casi di cronaca che testimoniano crimini d’odio perpetrati anche nel territorio regionale;
Tutto ciò premesso
impegna la Giunta regionale
1. ad attivarsi con le Presidenze di Camera e Senato e con la Presidenza del Consiglio affinché si inizi al più presto l’esame del Disegno di Legge citato al fine di velocizzare e rendere il più possibile condiviso il testo della legge e l’iter di approvazione;
2. ad attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale

Link:
https://www.protezionecivile.fvg.it/it/la-protezione-civile/eventi/ordinanza-coronavirus-e-criteri-interpretativi

Collegamento a diariealtro del 29 febbraio:
http://diariealtro.it/?p=7138

 

2 Marzo 2020Permalink

7 febbraio 2020 – NASCITE INVISIBILI per legge

Nascite Invisibili,  resistenti nonostante l’UNICEF
(Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia)

Il rapporto “Birth Registration for Every Child by 2030: Are we on track?”
(Registrare alla nascita ogni bambino entro il 2030: siamo sulla strada giusta?)
analizza i dati di 174 Stati e mostra che a livello globale, negli ultimi dieci anni,
la percentuale di bambini sotto i 5 anni regolarmente registrati all’anagrafe nazionale
è aumentata di circa del 20% passando dal 63% al 75%.

«Abbiamo fatto molti progressi, ma ancora troppi bambini non vengono registrati»
ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore esecutivo dell’UNICEF.

«Un bambino non registrato alla nascita è invisibile:
non esiste per il governo o per la legge.
Senza prove che ne attestino l’identità, i bambini restano
spesso esclusi dall’accesso all’istruzione, alle cure mediche
o da altri servizi di prima necessità,
e sono più vulnerabili allo sfruttamento e agli abusi.»

Nel mese di settembre 2015 i governi dei 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto

«l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,
un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità».

Questo programma si struttura per obiettivi.
L’obiettivo 16 propone di
«Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile ,
garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci,
responsabili ed inclusive a tutti i livelli».

E, più specificatamente , il punto 9 recita
«Entro il 2030, fornire identità giuridica per tutti ,
inclusa la registrazione delle nascite».

Tutto chiaro? E in Italia siamo tranquilli ?   Purtroppo no

Italia controcorrente

Per rendersene conto è bene leggere la nota agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
che rimanda alle Raccomandazioni avanzate all’Italia dal Comitato ONU
sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a febbraio 2019 e anche qui
proviamo a scegliere un punto specifico di particolare interesse
perché la legislazione italiana si oppone all’obiettivo 16.9 delle NU,
seguendo un percorso inverso almeno per una determinata categoria di persone
.
Leggiamo infatti nel 10mo Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio
della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (nota al cap.3.1):

«Si evidenzia come i nati in Italia da genitori senza permesso di soggiorno
potrebbero essere a rischio di mancata registrazione (cosiddette nascite invisibili)
a causa della legge 94/2009, che ha introdotto il reato di ingresso e soggiorno irregolare
e successivo obbligo di denuncia per i pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio.
Nonostante la circolare esplicativa n.19/2009 del Ministero dell’Interno,
nonché la successiva legge 67/2014 che ha di fatto depenalizzato
il reato di ingresso e soggiorno irregolare autorizzando il Governo
a convertire la fattispecie in una sanzione amministrativa,
la Legge 94/2009 continua ad essere in vigore e potrebbe indurre in errore genitori
in posizione irregolare, portandoli a non provvedere alla registrazione alla nascita
dei figli per paura di essere identificati».

Un nodo gordiano.
A questo punto è chiaro che se un genitore non denuncia un figlio nato in Italia manca
al suo dovere ed è suscettibile di sanzione se lo denuncia rischia una sanzione
e in ogni caso la piccola spia, ignara ma efficace, vede violato il suo diritto fondamentale
che il Codice Civile, all’art. 1, così chiarisce
“la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita”.
E’ ben vero che di recente una circolare del Ministero dell’Interno ha affermato che
«per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita …
non devono essere esibiti documenti di soggiorno, trattandosi di dichiarazioni rese,
anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza della situazione di fatto»
.

E fermo restando che è necessario dare una informazione corretta, con attenzione particolare
ai soggetti minacciati, la direttiva precisa che
«alla corretta applicazione della direttiva appena enunciata
esercitano i loro poteri di vigilanza i Prefetti,
dal momento che gli ufficiali di stato civile sono tenuti ad uniformarsi alle istruzioni
che vengono formulate a livello centrale dal ministero dell’Interno».

Svelando odio e indifferenza. Ripensare con la senatrice Segre
Solo una politica mirata a costruire il disprezzo per ‘l’altro’ , se non l’odio,
può aver garantito il permanere di una norma mostruosa
come quella che inutilmente da dieci anni minaccia.
E non minaccia solo chi è nato da genitori che la legge italiana
vuole siano “sbagliati” ma ci minaccia tutti perché apre una crepa
che diventerà voragine nella trasformazione dei diritti umani in privilegi per categorie esclusive
..
Dice la ministra Lamorgese associandosi a parole della senatrice Segre che l’odio
«è un’emergenza culturale e civile. Nell’odio in cui siamo immersi c’è spesso assenza totale di pensiero. Inconsapevolezza di quali ferite si aprano nel ridare corpo a certi fantasmi.
Io a questo fallimento non voglio rassegnarmi e penso non sia giusto rassegnarsi».
Non è giusto ma molti ci riescono.

7 Febbraio 2020Permalink

1 gennaio 2020 – Calendario con premessa

PREMESSA. Come ogni mese mi ostino a pubblicare un mio personale calendario: nel mio blog ci sta bene e tanto mi dovrebbe bastare. In questo primo gennaio però mi sento di segnalare la data di una assenza obbligatoria per legge: quella dei nati in Italia cui è negato il certificato di nascita perché figli di migranti senza permesso di soggiorno.
La procedura è un po’ tortuosa ma il principio c’è ed è ben fermo da dieci anni.
Confermo la mia ammirazione a chi, faticosamente e pagando di persona , si adopera per salvare vite, a chi cerca di garantire spazi di accoglienza e di segnalare l’orrore di ciò che può accadere a chi fugge dalla guerra e dalla tortura (penso in particolare al dr. Bartolo, medico di Lampedusa e oggi parlamentare Europeo) .
Per questi piccoli che vogliamo inesistenti basterebbe una parola che riporti la norma presente nella legge 94/2009 (art. 1 comma 22 lettera g) allo stato precedente quella riforma che hanno chiamato “sicurezza pubblica”.
La parola non c’è e non c’è chi spinga a pronunciarla là dove ha da essere: in parlamento.
Nella nostra legge abbiamo aperto una crepa : abbiamo il diritto di negare a nati in Italia la registrazione nei registri di stato civile.
I corpi di questi piccoli sono infilati dentro quella crepa come un cuneo e la crepa si allargherà.
Quando il papa parla di ‘scarti’ li nomina ma di questo scarto non ha detto parola .
Il presidente della Repubblica ieri sera ha parlato di responsabilità: ricordi anche questa che appartiene alla necessità di rompere il silenzio che circonda l’obbrobrio di chi dice a un essere che nasce: “tu ci sei ma non esisti”.

CALENDARIO

.1 gennaio 1948 – Italia, entra in vigore la Costituzione
.1 gennaio 1959 – Inizio della rivoluzione cubana
.2 gennaio 1979 – Brasile, assassinio di Francisco Jentel, difensore dei contadini indios
.2 gennaio 2016 – Entra in vigore l’accordo fra la Santa Sede e lo stato di Palestina,
…………………………….     firmato il 26 giugno 2015
.3 gennaio 1964 – New York, 500mila studenti in piazza contro l’apartheid
.3 gennaio 2020-   Morte Qasem Soleimani _ attacco aereo
.4 gennaio 2005 – La Corte Suprema del Cile autorizza il processo a Pinochet
.5 gennaio 1942 – Morte di Tina Modotti.
.5 gennaio 1948 – Nasce Peppino Impastato.
…………………….     Cosa Nostra lo eliminerà  quando avrà preso il coraggio della  parola
.5 gennaio 1968 – Inizio della primavera di Praga [nota 1]
.5 gennaio 1984 – Cosa nostra’ uccide il giornalista Giuseppe Fava.
.5 gennaio 2017 – Muore Tullio De Mauro
.6 gennaio 1907 – Maria Montessori apre la prima casa dei bambini
.6 gennaio 1980 – Assassinio del presidente della regione Sicilia, Piersanti Mattarella
.6 gennaio 1992 – Il Consiglio di sicurezza dell’ONU condanna all’unanimità Israele
………………………..        per la deportazione  di Palestinesi (risoluzione n. 726)
.7 gennaio – …… Natale ortodosso e copto
.7 gennaio 2015 – Parigi, strage alla redazione di Charlie Hebdo
.8 gennaio 1642 – Morte di Galileo
.8 gennaio 1913 – Sudafrica: Nasce l’African National Congress (Anc)
.8 gennaio 2015 – Romero è riconosciuto ‘martire’ dalla chiesa cattolica
…………………….  (era stato assassinato il 24 marzo 1980). [ Nota 2]
10 gennaio 1948 – Prima assemblea generale delle Nazioni Unite a Londra
11 gennaio 1947 – Scissione di Palazzo Barberini (nascita Psdi)
11 gennaio 2014 – Morte di Ariel Sharon
12 gennaio 1948 – La Corte Suprema USA dichiara l’uguaglianza fra neri e bianchi
14 gennaio – …… Capodanno ortodosso e copto
14 gennaio 2011 – Tunisia, cade il regime di Ben Alì
14 gennaio 2019 – Il parlamentare Calderoli è condannato per le offese alla on. Kyenge.
……………………         Riconosciuta l’aggravante razziale
15 gennaio 1919 – Assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht
15 gennaio 1929 – Nascita di Martin Luther King
15 gennaio 1993 – Arresto di Totò Riina
16 gennaio 1992 – Accordi di pace in El Salvador
17 gennaio 1961 – Congo, assassinio di Patrice Lumumba
17 gennaio 1991 – Inizia la prima Guerra del Golfo
18 gennaio 1919 – Luigi Sturzo fonda il Partito Popolare Italiano
18 gennaio 2017 – Valanga a Rigopiano – distruzione albergo
19 gennaio 1969 – Praga, Jan Palach si dà fuoco in piazza San Venceslao
20 gennaio 1996 – Arafat eletto presidente dell’Anp
21 gennaio 1924 – Morte di Lenin
21 gennaio 1984 – Brasile: nasce il Movimento Sem Terra
24 gennaio 1979 – Assassinio di Guido Rossa
25 gennaio 2015 – Rapimento di Giulio Regeni
26 gennaio 1564 – Pubblicazione delle conclusioni del Concilio di Trento
27 gennaio -………. Giornata mondiale in memoria delle vittime della Shoa
29 gennaio 1895 – José Martì inizia la guerra per l’indipendenza di Cuba
30 gennaio 1948 – Assassinio di Gandhi a Nuova Delhi
31 gennaio 1929 – L’Urss esilia Lev Trotsky
31 gennaio 2015 – Sergio Mattarella, dodicesimo presidente della Repubblica
31 gennaio 2018 – Entra in vigore la legge 22 dicembre 2017, n. 219
……… …Norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento.

[nota 1] La Primavera di Praga: iniziò quando il riformista slovacco Alexander Dubček salì al potere, proseguendo fino al 20 agosto 1968.

[nota 2] Dopo una latenza della questione durata qualche anno, il 14 ottobre 2018 papa Francesco proclama santo Oscar Romero

1 Gennaio 2020Permalink

24 dicembre 2019 – Natale?

Il coraggio della responsabilità
Questa mattina ho inserito nel mio blog la notizia dell’assoluzione di Marco Cappato, accusato di aiuto al suicidio, “perché il fatto non sussiste”.
Cappato aveva accompagnato il dj Fabo a morire in Svizzera. Sapeva che sarebbe potuto incorrere in conseguenze  anche pesanti ma poiché credeva in ciò che faceva si era assunto la sua consapevole responsabilità fino in fondo.
Condivido totalmente le ragioni di Cappato e vorrei poter essere certa che il Parlamento si decida ad affrontare il tema, importantissimo, del ‘fine vita’ per cui mi piace riprendere una breve citazione che ho trovato nel comunicato dell’Ansa. Precedentemente al processo c’era stata una sentenza della Corte Costituzionale che, come ha detto il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, al “principio di sacralità della vita (…) sostituisce la tutela della fragilità umana”.

La fragilità umana
E proprio quel richiamo alla “fragilità” mi richiama un annoso problema, quello dei nati in Italia cui è negato il certificato di nascita per essere i loro genitori, migranti non comunitari, privi del permesso di soggiorno.
Qui la fragilità, una condizione personale evidente e naturalmente riconoscibile, diventa condanna perché si accompagna all’opportunismo che si gloria di produrre un danno irrimediabile al nemico, usando ferocemente del ricatto che, per il danno irrimediabile al figlio, nei genitori può tradursi in paura, il primo limite della libertà .
La tutela della fragilità umana in questo caso dovrebbe essere sostenuta dalla volontà espressa della richiesta della modifica della legge e da un appello ai sindaci perché assicurino pubblicamente e nonostante tutto il diritto fondate ogni altro alla registrazione della propria nascita.
Se singole persone capiscono, le associazioni che si dicono impegnate (e spesso lo sono) alla tutela di precisi soggetti fingono di non capire la necessità di proteggere questi piccoli senza nome

Intanto ho trovato una fotografia che gira sui social e allego.
Non so se abbia un significato storico.
Certamente ha un forte valore simbolico e perciò la riproduco mentre non dimentico altre
     situazioni nel mondo ricordate da Bansky con il “muro di Betlemme” in questo terribile
Natale.

24 Dicembre 2019Permalink

4 dicembre 2019 – Squali d’acqua e squali di terra

Acquario di Cattolica, presepe con brivido: i sub portano il Bambin Gesù nella vasca degli squali
Una stella marina come cometa, una conchiglia per mangiatoia e un San Giuseppe marinaio: il “Presepe del Mare”, opera della maestra d’arte e ceramista faentina Maria Cristina Sintoni, è la novità 2019 all’Acquario di Cattolica. Unica è la sua straordinaria ambientazione nella grande vasca degli enormi squali toro e nutrice. Per mettere a dimora l’opera sono state necessarie sette persone: quattro subacquei in vasca, muniti di pertiche di dissuasione e muta da alta visibilità, e tre colleghi fuori dall’acqua
Il link è in calce.

Aggiungo la vignetta che ricorda il bambino con la pagella, la sua immagine e l’immagine del suo documento sono state proposte da Cristina Cattaneo, anatomopatologo

 

Copio da facebook
Gianluca Fanti 28 novembre alle ore 13:40
Grazie a Michela Piovan per averlo condiviso e a Cinzia Pennati per averlo scritto.
“Succede che sali su un autobus con la tua classe per un’uscita didattica, succede che il viaggio è abbastanza lungo, succede che cerchi di sistemare i bambini in modo di averli tutti sotto controllo. Loro sono diciannove, noi insegnanti in tre. Succede che uno di loro finisca vicino a una signora, lui non è bianco, non è italiano, ha una disabilità, parla pochissimo, ma ha gli occhi buoni e intelligenti. Guarda fuori dal finestrino, è felice di essere con la sua classe, noi che lo conosciamo lo sappiamo. La mamma ci racconta che la domenica si sveglia spesso alle cinque e dice: “Io scuola, io scuola” e lei prova a spiegarle che non c’è scuola la domenica e non ci sono i suoi compagni, ma lui si dispera, si veste, vuole uscire.
La signora vicino a lui contorce la bocca e inizia a lamentarsi. “Poi non pagano nemmeno il biglietto!” esclama. Io e le mie colleghe la guardiamo incredule, non vogliamo credere che stia succedendo, lei continua, borbotta, è davvero infastidita. Così, per farla tacere, una di noi le risponde che il biglietto i bambini ce l’hanno e l’hanno pagato tutti.
La signora, se così si può chiamare, a un certo punto guarda il nostro piccolo con disprezzo, e ci chiede: “Me lo potete togliere?”. Non è infastidita dalla sua disabilità, perché, a volte, succede anche questo, ma dal colore della sua pelle.
La mia collega le risponde pronta: “Lui non si alza, se vuole si sposti lei”.
I bambini ci guardano, è difficile essere insegnanti in quel momento, devi proteggerli, non esporli, ma come? Stando zitte, facendo finta di niente per non urtargli l’animo?
Poi pensi allo spazio che il silenzio può lasciare al razzismo, a quello che è successo nel passato dentro a questo spazio, e tu sei un’educatrice, pensi a Rosa Park e pensi che era il 1955 e queste cose accadevano tanto tempo fa (Perché Rosa Parks non è un’eroina, ndr), non oggi a Genova, nella tua città, con i tuoi bambini.
La signora si alza, si siede vicino ad un’altra nostra bambina e le sorride, lei va bene perché è bianca, è bionda, parla italiano. Forse pensa che le assomigli, ma non è così. Noi tre ci guardiamo, siamo provate, avevamo appena finito di vedere uno spettacolo meraviglioso e profondo intitolato Luce di Aline Nari che parlava delle domande importanti che sanno farsi i bambini e dell’unicità di ognuno di loro, vaglielo a spiegare che tutta quella bellezza è svanita in un attimo dentro alla discriminazione di quella signora.
Lui, il nostro bambino guarda fuori, legge i cartelli con quella voce metallica a noi tanto cara, ora è contornato dai suoi compagni, sono in tre in due sedili, si stringono come fossero una cosa sola.
A me sale la rabbia, è giusto stare zitte? Così, ritorno dalla signora, faccio spostare la nostra bambina “bianca2 in un altro posto e le dico: “Lei merita di stare da sola, qui i diritti sono di tutti, il mondo non è suo!” e mi sposto al centro dell’autobus. Lei continua a lamentarsi, inveisce contro di me, le mie colleghe le rispondono a tono, finché non tace. Prima di scendere mi passa davanti, mi picchietta il braccio tre volte con forza: “Non mi hai fatto paura” mi dice come se il problema fosse chi è più forte tra me e lei. “Non ha capito niente, nessuno voleva farle paura, solo farla ragionare che il mondo è di tutti, soprattutto dei bambini e lei non ha più diritti degli altri”. Ha alzato le spalle ed è scesa, sguardo dritto e sicuro. Legittimata anche dallo schifo di questi politicanti che non s’indignano abbastanza, questa è la verità.
Io e le mie colleghe ci siamo guardate, avevamo gli occhi lucidi. Siamo state in silenzio fino a scuola.
Ovviamente in classe abbiamo parlato con i nostri alunni, perché erano lì, ci hanno visto, uno di loro aveva le idee molto chiare su quello che era successo a un suo fratello, suo fratello, in questo caso, il fragile dei più fragili. “Quella signora era razzista” ha detto. Ed è proprio così, perché è importante che, almeno loro, sappiano dare il nome alle cose e capiscano da che parte stare prima che sia troppo tardi.
Stasera una delle mie colleghe mi ha chiamato. “È stata una brutta giornata” ci siamo dette. Un mondo in cui degli adulti se la prendono con dei bambini è un mondo che fa paura. Dobbiamo parlarne. Ancora e ancora, non lasciare spazio alle discriminazioni, non lasciare terreno fertile alle ingiustizie, è stato un attimo che i bambini ebrei non sono più andati a scuola e sono saliti su un treno dritti verso l’inferno. Un attimo di silenzi e collusione. Questi atti gravi hanno trovato lo spazio di esistere non solo grazie alle politiche contro i migranti ma anche a quelle tiepide e non coraggiose di quei governi che si chiamano di “sinistra”.
Dobbiamo denunciare ogni atto razzista, dobbiamo proteggere i nostri piccoli e il loro futuro, ci siamo ribadite io e lei dentro a quella telefonata, forse per farci coraggio, forse per sentirci vicine e allontanare la rabbia. La mia collega mi ha detto: ”Dovevano fermare l’autobus!”. “Già”, le ho risposto io. Una cosa è certa, i nostri bambini hanno ben chiaro che sono fratelli. Siamo noi che, spesso, non siamo alla loro altezza e non impariamo nulla dalla storia, dai nostri morti, dall’odio. E non sappiamo insegnare la Pace, perché avere un nemico porta consensi, canalizza la rabbia, è utile per il potere.
Un nemico, appunto. E vennero a prendere anche i bambini.
Genova 2019.
https://video.repubblica.it/cronaca/acquario-di-cattolica-presepe-con-brivido-i-sub-portano-il-bambin-gesu-nella-vasca-degli-squali/349385/349963?ref=RHRD-BS-I0-C6-P3-S1.6-T1

4 Dicembre 2019Permalink

5 novembre 2019 La senatrice Segre parla ai medici

Liliana Segre, l’appello ai giovani medici: «Rispettate il giuramento, siate uomini e donne di buona volontà» – Il video
4 Novembre 2019 – 14:54 di Cristin Cappelletti

All’università Statale di Milano la senatrice a vita ha ricordato i medici ebrei italiani deportati durante la seconda guerra mondiale
Davanti a laureandi e studenti in medicina dell’università Statale di Milano la senatrice a vita ha lanciato un appello, un monito ai giovani medici: «In qualunque professione così come nella vita bisogna fare una scelta, ma chi è medico una scelta l’ha già fatta e non potrà e non dovrà mai scegliere così come hanno fatto i medici nazisti: dovrà curare l’altro, dovrà essere uomo o donna di buona volontà».
Nell’aula magna Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ha ricordato gli ultimi momenti del nonno malato di Parkinson, ucciso poi in un campo di concentramento perché considerato «un pericolo per il Terzo Reich».
«Venivano sempre dei medici in casa nostra. Molti vennero a salutare, molti vennero a dire: “noi andiamo via, non possiamo più esercitare qui”. Un capitale umano che fu perduto in quegli anni, pensiamo ai fisici, biologi, medici, persone che come Rita Levi Montalcini presero il premio Nobel ma che fecero le loro scoperte fuori dall’Italia», ricorda la senatrice a vita.
Un incontro, quello organizzato alla Statale, per ricordare cosa successe ai medici ebrei italiani durante la seconda guerra mondiale. «Al loro arrivo nei campi, tutti i medici vennero chiamati da parte e furono mandati per mesi – finché durarono – in quell’immondo ospedale chiamato “Revier” in cui molti entravano, perché le malattie erano tantissime, ma pochi uscivano. Quei medici erano crudelmente destinati anche a non curare più quelli che sarebbero andati nelle camere a gas, privilegiando quelli che se la sarebbero cavata con le poche medicine disponibili».
«A volte sembra di aver perduto, con la scelta di odiare invece che di amare, quei principi che devono invece condurre l’uomo e la donna nel proprio destino senza mai perdere di vista la scelta», ha concluso la senatrice, che al termine del suo intervento è stata a lungo applaudita dai partecipanti.

https://www.open.online/2019/11/04/liliana-segre-lappello-ai-giovani-medici-rispettate-il-giuramento-siate-uomini-e-donne-di-buona-volonta-il-video/

L’intervento che ho riportato sopra mi coinvolge particolarmente perché mi richiama un precedente di cui trascrivo la memoria dal mio blog.
Nel predisporre quella che sarebbe stata la legge la legge 94/2009 qualcuno aveva pensato alla figura del medico spia. Era il predecessore del ministro degli interni del governo da poco trascorso.

Era in discussione quello che l’anno successivo sarebbe diventato il “pacchetto sicurezza” (legge 94/2009). Fra le norme impronunciabili che conteneva e contiene c’era anche l’obbligo per i medici e gli operatori sanitari di denunciare chi si presentasse per cure (o vi capitasse dopo un incidente) a un qualsiasi servizio sanitario pubblico senza permesso di soggiorno. Il dr. Luigi Conte, allora Presidente dell’Ordine in Provincia di Udine, reagì col comunicato che riporto di seguito (come reagì l’ordine dei medici a livello nazionale) e la norma infame non arrivò nemmeno al dibattito parlamentare quando sarebbe stata blindata come la condanna dei figli dei sans papier a non esistere.
Fra tanta persistente barbarie fa piacere ricordare un gesto di civiltà

COMUNICATO STAMPA DELL’ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI UDINE
PREOCCUPAZIONE SU PROPOSTA EMENDAMENTO DEL C.D. “PACCHETTO SICUREZZA”
“Il Medico non è un delatore e risponde all’obbligo deontologico di garantire assistenza a tutti “senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.

Come da parecchi anni segnalo, senza che qualche sporadico segnale di interesse abbia mai prodotto una riforma legislativa, nella legge 94/2009 è rimasta intatta la condanna dei figli dei migranti irregolari a non avere il certificato di nascita che può essere loro concesso (la parola giusta sarebbe garantito ma in clima salviniano, benedetto dalle recenti parole del card. Ruini e dai silenzi sul punto dai tanto autorevoli vescovi italiani, mi attengo allo squallore del ‘concesso’) diventando per legge spie dei loro genitori burocraticamente irregolari (legge 94/2009 art. 1 comma 22 lettera g).
Quella condanna – resa tanto forte da farsi opinione comune – ha assicurato il mantenimento della norma infame durante il tempo dei governi ( si parte dal 4 Berlusconi quando fu votata con voto di fiducia) Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e Conte 2 e delle variegate maggioranze che li hanno sostenuti e li sostengono.
Dopo anni di tentativi frustrati di suscitare interesse ne ho scritto a Pietro Ichino, un giurista già parlamentare di cui ricevo una newsletter interessante e, sorprendentemente , ho ricevuto risposta.
Per leggere la mia lettera e altro connesso trascrivo in calce il link ma qui copio la risposta pur questa dal mio interlocutore pubblicata.
Cara Augusta, la mia opinione su questo argomento è in tutto e per tutto coincidente con la sua. La ringrazio di questa occasione che mi dà per esprimerla pubblicamente, e anche dei riferimenti normativi, che metto qui a disposizione dei parlamentari che vorranno attivarsi per correggere il vero e proprio… mostro giuridico che la indigna. (p.i.)
https://www.pietroichino.it/?p=54020

5 Novembre 2019Permalink

7 settembre 2019 – Non conto nulla ma voglio che il mio blog ringrazi la ministra Lamorgese

Una circolare da strumento ‘fragile’ a elemento di forza a sostegno di soggetti fragili

Lo scorso mese di giugno il consigliere regionale Furio Honsell presentò al consiglio regionale una mozione che, se approvata, avrebbe impegnato la Giunta regionale
“ad attivare azioni per una più ampia promozione della circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”                         [fonte 1]

In questo passaggio c’è un riferimento alla ‘circolare 19’ che così descritto – fra le tante, rigorose citazioni di norme nell’ampia premessa della mozione n.92–
Segnalato che… la legge 15 luglio 2009, n. 94 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” all’art. 1, comma 22, lettera g), modifica l’art. 6, comma 2, del Testo Unico sull’immigrazione del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, cancellando il riferimento all’eccezione che escludeva dalla presentazione del permesso di soggiorno la richiesta di atti di stato civile, ivi compresa evidentemente la domanda di registrazione di nascita”.
Il primo ottobre, nella seduta n.97, la proposta Honsell veniva affidata al dibattito del consiglio regionale che, avendola esaminata, l’approvava “all’unanimità .. con modifiche orali proposte dal Presidente della Regione Fedriga”
Le ‘modifiche orali’ nulla eccepivano del rigoroso elenco di norme in vigore.

La modifica conclusiva così recita (e, mi ripeto, accolta all’unanimità)
“il Consiglio Regionale … impegna la Giunta Regionale … a dare evidenza alla circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”.
Da parte mia annoto che quel ‘dare evidenza’ è certamente più debole dell’ “attivare azioni” del testo originale ma poiché dipende dalle modifiche orali proposte dal Presidente Fedriga lo interpreto come impegno assunto dal Presidente della Regione, tale che sarebbe fellonia tradirlo.                                                C19_Honsell-consiglio- 2 colonne-tabella

A chi ‘dare evidenza’?
Ce lo dice un passaggio della accolta Mozione 92 : “RICORDATO che già nel 2009 fu emanata la circolare interpretativa n. 19 del Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali che ha la funzione di tutelare il diritto del neonato in Italia ad avere un’esistenza legalmente riconosciuta …” il Consiglio regionale impegna la Giunta a dare evidenza, nel quadro sopra citato, alla responsabilità dei Sindaci cui è ben noto che il Codice Civile, all’art. 1, chiarisce che “la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita”, sindaci cui spetta l’onore di assicurare – con la correttezza del funzionamento dello sportello degli Uffici Anagrafe l’esistenza legale di tutti coloro che nascono in Italia.                                                                                                                                   [fonte 2]  [fonte 3]

Di passaggio – per evitare la paura dei tanti pavidi e dei troppi vigliacchi che abitano la nostra terra – trascrivo ancora un passaggio delle ipercitata Mozione 92: “RILEVATO che ottemperando al diritto del bambino ad avere il certificato di nascita gli sarà assicurata la cittadinanza dei genitori in conformità alla norma in vigore, Legge 5 febbraio 1992 n. 91”.
Sottolineo che l’impegno ben condivisibile, che presto si manifesterà per promuovere le modifiche alla LEGGE 5 febbraio 1992, n. 91 “Nuove norme sulla cittadinanza”, è cosa altra dall’impegno della corretta registrazione di chi nasce in Italia, registrazione che non implica assolutamente la concessione automatica della cittadinanza italiana.
Una domanda però me la consento: «Se una persona non esiste come si fa ad attribuirgli una qualsivoglia cittadinanza?»

La storia dei neonati fantasma non finisce in Regione ma si allarga
Mentre il Consiglio Regionale discuteva della mozione 92, l’on. Federico Fornaro presentava una interrogazione a risposta immediata in commissione affari Costituzionali, con cui “si chiede al Ministro dell’Interno , per quanto di sua competenza, se intenda intervenire , con le azioni necessarie, affinché venga garantita ai figli degli stranieri la registrazione della dichiarazione di nascita nel rispetto della Costituzione e della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, eliminando la presentazione del permesso di soggiorno, dei genitori, evitando in questo modo che i bambini possano non venir iscritti all’anagrafe”.
Incredibilmente immediata era la risposta trasmessa dagli Uffici della Ministra Lamorgese C19_testi Ministra Lamorgese
che riprendono il testo della circolare 19 per chiarire che:
Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita- dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto”.
E ancora “per la corretta applicazione della direttiva appena enunciata, esercitano il loro potere i Prefetti dal momento che gli ufficiali di Stato civile sono tenuti a uniformarsi alle istruzioni che vengono formulate a livello centrale dal ministero dell’interno”.
E non mancano di indicare i Prefetti come referenti di eventuali segnalazioni di “difformità applicative”.
Ancora una precisazione: ho apprezzato molto la trascrizione della risposta data a una interrogazione dell’allora on. Leoluca Orlando il 31 gennaio 2011 (ma che bravo chi si è adoperato nella ricerca storica!) che si poneva precocemente nella linea oggi precisata e garantita dalla autorità del Ministro in carica, Luciana Lamorgese, solo per segnalare che i termini figlio legittimo o naturale (e simili aggettivazioni riconosciute allora) oggi non sono più in vigore. Di bambini parliamo, non di figli di …, cui la legge riconosce – con la ratifica della Convenzione di New York sopra citata il superiore interesse in ogni atto che , in quanto minori, li coinvolga.
E finalmente, a questo punto registro l’art. 7 comma della legge 176/1991, correttamente trascritto nelle premesse alla Mozione 92: “Gli Stati parti vigilano affinché questi diritti siano attuati in conformità con la loro legislazione nazionale e con gli obblighi che sono imposti loro dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in particolare nei casi in cui se ciò non fosse fatto, il fanciullo verrebbe a trovarsi apolide”.

Un appello (tutto mio che invio nella speranza che qualche persona lo raccolga con l’autorevolezza che io non ho)

APPELLO               (N.B.: la tartarughina aquileiense sono io)

Ora il Presidente della regione e gli assessori di competenza si impegnino correttamente e con trasparenza a ciò che loro stessi hanno deciso – con il consenso unanime del Consiglio –
dare evidenza alla circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”.
e con altrettanta trasparenza lo facciano i Sindaci, primo argine contro una paura che paralizza e devasta coloro cui è impedito di dirsi padri e madri del loro bambino appena nato.

NOTE:

[fonte 1]
https://dait.interno.gov.it/servizi-demografici/circolari/circolare-n19-del-7-agosto-2009

[fonte 2]
http://www.comune.ra.it/Aree-Tematiche/Anagrafe-e-immigrazione/Anagrafe/Un-po-di-storia/Storia-delle-anagrafi
Mi permetto di suggerire la lettura del testo che si raggiunge con il link trascritto sopra.
Ne trascrivo un passaggio
Storia delle anagrafi.
L’Anagrafe (dal greco anagraphé = registrazione, iscrizione) della Popolazione Residente ha la funzione di registrare nominativamente, secondo determinati caratteri naturali e sociali, gli abitanti residenti in un Comune, sia come singoli sia come componenti di una famiglia o componenti di una convivenza, nonché le successive variazioni che si verificano nella popolazione stessa.

[fonte 3]
Ufficiale dello stato civile è il sindaco in qualità di ufficiale del Governo o chi lo sostituisce (vicesindaco, assessore anziano, commissario prefettizio).

D.P.R. 396/2000TITOLO II Delle funzioni degli ufficiali dello stato civile
Il sindaco, il titolare della funzione di ufficiale dello stato civile, di norma la delega a consiglieri comunali o al segretario comunale. Il conferimento della delega, in ogni caso, non priva il sindaco della titolarità delle funzioni.
Anche altri soggetti possono esercitare la funzione di uff. dello stato civile, ad esempio: autorità diplomatiche e consolari italiane all’estero; comandanti delle navi.
I compiti dell’ufficiale di stato civile sono disciplinati dall’art. 5 del D.P.R. 396/2000.

5. Compiti degli ufficiali dello stato civile.
1. L’ufficiale dello stato civile, nel dare attuazione ai princìpi generali sul servizio dello stato civile di cui agli articoli da 449 a 453 del codice civile e nel rispetto della legge 31 dicembre 1996, n. 675, espleta i seguenti compiti: a) omissis; b) omissis c) rilascia, nei casi previsti, gli estratti e i certificati che concernono lo stato civile, nonché le copie conformi dei documenti depositati presso l’ufficio dello stato civile

7 Ottobre 2019Permalink