27 marzo 2012 – Cittadinanza o anagrafe?

Due fratelli bosniaci – trattenuti in un Centro di Iden tificazione ed Espulsione –ne sono usciti a seguito della sentenza di un giudice di Modena.
Trascrivo da Il resto del Carlino che, fra le varie fonti che ho cercato di raccogliere, mi è sembrato equilibrato nell’esposizione:
“Modena, 22 marzo 2012 – Andrea e Senad, i due fratelli di origine bosniaca trattenuti al Cie e finiti al centro di una lunga polemica, sono stati rilasciati. Il giudice di pace ha infatti accolto il ricorso dei due fratelli ed ha annullato il decreto di espulsione emesso dal questore di Modena. L’avvocato Luca Lugari ha dichiarato che si tratta di una sentenza storica, perché sancisce l’impossibilità di espellere chi è nato in Italia da genitori stranieri. E’ la prima volta in Italia che questo principio viene affermato da un magistrato”.

Quel che capisco io

I due fratelli stavano in un centro di identificazione: perché?.
Evidentemente  qualcuno aveva dubitato della loro identificazione ma, nati in Italia più di vent’anni fa – quindi precedentemente al pacchetto sicurezza –, la loro identificazione, garantita dalla registrazione anagrafica, non era e non è soggetta a dubbio.

Quel che mi aspetto

Strilli di coloro che, singoli, associati o organizzati in rete si proclamano difensori dei diritti dei migranti, per sostenere (come fa la Lega per trarne opposte conclusioni) che è stata loro riconosciuta la cittadinanza italiana (cosa manifestamente impossibile, a mio parere).
D’altra parte ho ampia casistica di persone (anche con responsabilità istituzionale) che confondono cittadinanza e registrazione anagrafica).

Quel che non mi aspetto

1 -Un sussulto di decenza parlamentare per togliere quel residuo del pacchetto sicurezza che vuole non registrabili i figli di immigrati irregolari  (ho scritto decine di volte che – a mio parere – la circolare emanata in contraddizione con la legge non è misura adeguata e sufficiente anche se funziona);
2 – un’assunzione di responsabilità da parte dei sindaci per rivendicare, anche su questo problema, la loro dignità di Ufficiali di stato civile in uno stato democratico;
3 – un sussulto di decenza da parte della società civile variamente organizzata perché la smetta di usare i proclami di presunta solidarietà per finalità esclusiva di opposizione politica e pre elettorale.

marzo 27, 2012Permalink

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