30 giugno 2012 – Il cammino di Santiago 5

 Se ieri ha funzionato la mappa che mi ha orientato nello spazio percorso (e che mi servirà quando mi soffermerò sui ricordi delle singole località più viste che visitate) ora devo mettere ordine nel tempo.

Qualche data nella storia della Spagna.
Territorio invaso dai Romani cui subentrarono i Visigoti (VI-VII sec.  capitale Toledo) cristiani ariani (passarono al cattolicesimo romano nel 589). Nel 711 iniziò la conquista araba e, nel 756, nacque l’emirato ommayyade di Cordoba.
La conquista araba si estese a buona parte del territorio della penisola da loro chiamata Al Andalus, terra dei Vandali. Nella zona della catena dei Pirenei e della cordigliera cantabrica si formarono piccoli regni che rappresentarono il limite dell’insediamento arabo-berbero, dando inizio al lungo processo noto come Reconquista.

Nel 996-97 (con un gesto dall’alto valore simbolico) il califfo cordobano Hisham II assalì e saccheggiò la citta di Compostela, rispettando però le ‘reliquie’  dell’apostolo Giacomo.
Così – dal prezioso libretto di Biblia – alla tomba dell’apostolo “stava convenendo un numero di anno in anno più folto di pellegrini dalle regioni poste al di là dei Pirenei. Quel che non poteva comprendere è come quel culto si fosse ormai radicato in tutta Europa. … La causa dell’apostolo Giacomo diventava, ora, quella della cristianità intera” (F. Cardini).
L’apostolo quindi venne umiliato (parere mio ma non ci rinuncio) al ruolo di matamoros e identificato nella figura di un cavaliere che compariva in occasione di scontri fra mussulmani e cristiani e volgeva le sorti della battaglia in favore di questi ultimi.

 

L’organizzazione del pelligrinaggio
Dell’organizzazione materiale del pellegrinaggio avrò modo di scrivere nel corso del diario.
Per ora mi limito a segnalare a me stessa il Codex Calixtinus (di cui si considera committente papa Callisto II 1119-1124; notizie raggiungibili anche da qui)
Una sola annotazione, sperando che la memoria non mi inganni.
Il prof. Cardini ci ha segnalato la particolarità della conchiglia a ventaglio che può essere raccolta in riva all’oceano. A differenza di quelle mediterranee presenta ‘costole’ aspre e ruvide.
Quando i pellegrini tornavano da Santiago erano soliti offrire la conchiglia alla loro chiesa. La particolarità della struttura (le conchiglie mediterrane all’esterno sono lisce) ha permesso di constatare che molti dei pellegrini (forse quelli che avevano fatto il cammino per delega?) avevano mentito sul raggiungimento della meta.

Come sempre è possibile ingrandire le immagini facendo clic sopra (tasto sinistro)
Continua – precedenti puntate 18, 21, 23 e 29 giugno

 

 

30 Giugno 2012Permalink

2 thoughts on “30 giugno 2012 – Il cammino di Santiago 5

  1. Cara Augusta, qualcosa mi lega al tuo viaggio. Qualcuno partì da Porpetto, il mio paese, in provincia di Udine, per andare a fare il Viaggio. Pare che, appena passati i Pirenei, si ammalò. Ma venne curato e ristabilito nella città di Pamplona. Poi, una volta tornato indietro, raccontò la storia agli amici del piccolo borgo dove abitava. Questo piccolo borgo, una frazione di Porpetto, in conseguenza di questo evento, si chiamò da allora Pampaluna…Salutami Cardini e digli che sono un suo fan. Ma Cardini è lì con voi a condurre il giro? Ciao Fabiano

  2. Caro Fabiano,
    Franco Cardini è stato con noi per tutto il viaggio e poiché eravamo in due pullman si alternava con Laura Novati, l’altra guida culturale, un giorno per uno. Le conferenze serali invece erano collettive.
    Scrivo al passato perché il mio diario è successivo al viaggio.
    Penso che la notizia che hai inserito nei commenti (grazie!) possa interessare a Cardini, di cui non ho l’indirizzo.
    Quindi la manderò a Biblia perché gliela girino.
    Visto che sei un fan di Cardini ti farò ascoltare le registrazioni delle sue conferenze serali (purtroppo non ho registrato i suoi interventi durante il viaggio perché riscolatare al registratore con il rumore di fondo del motore è cosa irritante). augusta

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