4 luglio 2012 – Il cammino di Santiago 6

Ho interrotto il diario di viaggio per consentirmi (29 e 30 giugno) qualche appunto a sostegno di quello che via via scrivo con tutta la preoccupazione che mi viene dall’insufficienza delle note frettolosamente prese in pullman (e non riviste –come avrei voluto – la sera quando la stanchezza mi stroncava) e dall’assenza di registrazioni durante il percorso. Dovrò considerare come superare l’irritazione che il rumore di fondo del motore mi produce quando registro nel corso del viaggio.
Provo a servirmi anche di fotografie che ho preso pur riconoscendone l’inadeguatezza a fronte delle splendide cose viste.
Per oggi mi fermerò di fronte a Roncisvalle (per un tratto proprio il 3 giugno abbiamo superato il confine francese) di cui scriverò la prossima volta.

3 giugno, terzo giorno (a)  Jaca (Chaca in aragonese), San Juan de la Peña (San Giovanni del dirupo), Santa Cruz de la Seròs (Seros: dal latino sorelle, monache), Saint Jean Pied de Port (Francia)

Da Pamplona ci spostiamo verso est per raggiungere Jaca, che fu la prima capitale del regno di Aragona, uno di quei piccoli regni di confine che ostacolarono la diffusione dei regni islamici oltre i Pirenei. E’ un problema che in questo viaggio è emerso nella sua complessità, superando la rigida visione ideologica di contrasto ‘cristiano’ all’Islam.
Siamo quindi ancora sul Cammino aragonese che percorreremo all’inverso rispetto alla sua direzione ‘naturale’ per raggiungere Somport (valico a 1600 m circa) e poi spostarci – direzione ovest – a Saint Jean de Pied de Port e scendere quindi a Roncisvalle (Roncesvalles in castigliano e Orreaga in basco. Passo di Roncisvalle 1000m circa), ma di questo alla prossima puntata).
Abbiamo fatto un giro che ci ha riportato più o meno a nord di Pamplona.

Un percorso interessante

Il percorso del 3 giugno attraversa ampie zone verdi, assolutamente prive di centri urbani ma dove anche i villaggi sono piuttosto rari. La diversità con il paesaggio italiano è enorme, tanto che sento la necessità di procurarmi qualche numero che non occorre commentare:
– Spagna: territorio 504.782 kmq – abitanti (stima del 2010) 45.054.694 – densità media 81 abitanti per kmq
– Italia: territorio 301.340 km². – abitanti (stima del 2011) -Italia 60.626.442  – densità media 200 abitanti per kmq
Quello che mi colpisce di più comunque in tutto questo verde così inusuale per chi percorra il paesaggio italiano è il canto delle rondini.
In Friuli la monocultura del mais –sostenuta dall’uso di pesticidi – ha fatto scomparire gli insetti di cui le rondini si cibano.
In Spagna, almeno in questa zona, l’agricoltura dev’essere diversamente organizzata: ma su questo paesaggio dovrò tornare.

E finalmente le fotografie

Comincio con il primo impatto: il monastero di San Juan de la Peña , cui fanno seguito alcuni capitelli del chiostro.

Il primo raffigura il sogno di Giuseppe

 

 , il secondo l’ultima cena,

 

il terzo l’ho identificato come Raab, la prostituta di Gerico senza il conforto di alcuna spiegazione.

 

 

 
 

 

Infine un’immagine francese: Il ponte di Saint Jean Pied de Port.

Di capitelli e ponti avrò occasione di scrivere ancora. Per oggi basta così.

Continua – precedenti puntate 18, 21, 23, 29 e 30 giugno

luglio 4, 2012Permalink
2 Responses to 4 luglio 2012 – Il cammino di Santiago 6
  1. Fabiano Zaina ha detto:

    Cara Augusta, mi piacciono assai quei capitelli che pubblichi. Proprio per quell’aria primitiva e “barbarica” che mi richiama l’Ara di Ratchis di Cividale. Buon viaggio

  2. augusta ha detto:

    Grazie anche del ‘buon viaggio”.
    Con gli elementi che ho raccolto in questa corsa turbinosa mi piacerebbe fare un viaggio da me, non a piedi non ci riuscirei, ma con tutta la calma per capire a modo mio.
    Prendo l’augurio per un improbabile viaggio futuro.
    Interessante la relazione con la mia amatissima ara di Ratchis.
    Quei capitelli e l’ara di Cividale sono elementi interessanti per sfatare il mito della Bibbia pauperum. Non solo pensarli e realizzarli richiede competenza e conoscenze, ma anche leggerli. Mi fa rabbia pensare a chi passa ed esclama ‘che bello!’, soprattutto perchè molto potrebbero dire del cristianesimo in Europa, aiutare a capire come un antidoto alle mazzate che ti prendi con le espressioni di religiosità che si trovano negli eccessi barocchi dei Cristi sofferenti, delle Madonne vestite come bambole, nei retablo dorati e in tutto quello di cui dirò più avanti … e forse basterebbe dare un’occhiata in un certo tipo di presente per avvilirsi ancora di più.