3 agosto – Il cammino di Santiago 12

5 giugno – quinto giorno – Nájera, Santo Domingo de la Calzada (carreggiata), Monastero  San Juan Ortega, Burgos

In Spagna e fuori
Gli appunti che soccorrono la memoria sono strumenti di diagnosi del suo funzionamento e la mia- senza stampelle – scricchiola e poco so dire di ciò che ho visto.
Mi sono concentrata sulla vicenda delle streghe di Logroño, che ancora mi interroga.
Certo non ci bruciano, non ci impiccano, l’Inquisizione – che è diventata ‘Congregazione per la dottrina della fede’ (con una modifica che onestà obbliga a considerare ben più che nominale)– si concentra su qualche personaggio di pubblico rilievo in particolare nel campo della cultura e della ricerca teologica e su misure che portano ad indicazioni di carattere generale che, se non si trasformano in sanzioni comminate da tribunali ecclesiastici o laici che siano, là dove il cattolicesimo conta ancora come potere, diventano occasione di stigma sociale.
Perché ho scritto cattolicesimo e non chiesa? Perché –dal Concilio Vaticano II – la chiesa non è definita come un potere gerarchico, almeno finché la ormai sessantenne definizione non verrà cancellata, come già in parte lo è, nella sonnolenta indifferenza della realtà del mondo cattolico e – almeno in Italia – in furberie di politicanti da strapazzo che ricercano il successo assicurato dai sondaggi secondo categorie costruite su una tradizione non ragionata e opportunisticamente adoperata con squallide complicità.
La laicità, almeno in Italia, sembra ormai a brandelli ovunque.

Ma torniamo in Spagna
La prima tappa del quinto giorno è il monastero di Santa Maria la Real di cui ricordo la pietra che diventa merletto secondo un gusto raffinato che a me richiama alcune decorazioni arabe.
Vi si trovano sepolcri di una trentina di sovrani di Navarra.

 

 

Per arrivarci attraversiamo il fiume Najerilla dove piante acquatiche scorrono trascinate dall’acqua come isole fiorite.
E’ uno spettacolo straordinario (ma gli allarmi ormai automatici mi fanno scattare una domanda cui non ho risposta: natura affascinante o inquinamento?). Comunque lo spettacolo così inconsueto non mi impedisce di guardare in su e di vedere –ed è uno spettacolo costante- nidi di cicogne ovunque che purtroppo non sono riuscita ad adeguatamente fotografare.

Il pollaio in chiesa.
Il pollaio è una nicchia alta all’interno di una navata della cattedrale di Santo Domingo.
Vi soggiornano (mi hanno detto che vengono sostituiti ogni 15 giorni) un gallo e una gallina.
Se ne stanno lì da quando i loro antenati schizzarono fuori dal piatto di un giudice che aveva inopinatamente condannato a morte un giovane presunto ladro. E’ buffo ma la leggenda è simile (in chiave grossolana) alla storia biblica di Giuseppe. In questo caso non un fratello offeso ma una fanciulla rifiutata da un giovane pellegrino aveva messo una coppa d’argento nel suo sacco, denunciandolo poi al magistrato locale. Inseguito, scoperta la coppa, condannato e impiccato fu ritrovato parecchi giorni dopo ancor vivo dai genitori che avevano proseguito il pellegrinaggio. Ovviamente i due si precipitarono dal magistrato che consumava un pollo arrosto e, informato del miracolo, affermò che lo avrebbe accettato quando il pollo che mangiava fosse uscito vivo dal piatto. Secondo miracolo e la tradizione continua. Non mi entusiasma ma è evidentemente attrae.
Fuori della cattedrale si trova l’antico edificio dell’Ospedale dei pellegrini, esempio interessante di quel ‘percorso attrezzato’ che aveva ed ha tanti e diversi luoghi di accoglienza che meriterebbero uno studio a sé.
Ma purtroppo bisogna proseguire.

Burgos
Dal 1936 al 1938 vi ebbe sede il governo franchista, l’organizzazione nata dal golpe (alzamiento) militare contro la Seconda Repubblica Spagnola (nata nel 1931).
Perciò la città fu pesantemente bombardata dai repubblicani.
Non ho competenze sufficienti per sintetizzare la storia di Spagna, ci tengo solo a precisare che cito eventi di cui controllo sempre i relativi dati e che non appartiene al mio pensiero spiegare una violenza come la contropartita di un’altra violenza. Ognuna è una storia a se stante.

Anche la cattedrale di Burgos subì danni significativi e oggi appare comunque in tutta la sua imponenza. Non la descrivo se non per alcune considerazioni,
Qui, come in altre chiese, troneggiano sfondi di legno dipinto e soprattutto dorato che spesso coprono l’intera abside. Nel mio egocentrismo fotografico ne ho ripresi alcuni, senza entusiasmo. Avrei voluto potermi soffermare su i particolari più raccapriccianti che spesso vi si possono vedere, nati –temo (ma so di essere maligna) più per imbonire un popolo che per istruirlo (non posso negarmi un parallelo con i meravigliosi, sobri capitelli romanici), ma non c’era il tempo per un’attenzione mirata. Meglio così, forse!
Al centro della navata di Burgos sorge il coro: un ampio spazio riservato  alle preghiere del clero che disponeva dei suoi stalli ben rinchiusi in una sorta di chiesa nella chiesa. Rappresentano una frattura per me  liturgicamente  interessante quanto l’iconostasi delle chiese ortodosse dietro la quale il clero celebra riti tutti suoi, avvolto i nubi di incenso.
Non ricordo se qui o a Leon l’enorme porta di ingresso al coro (in qualche modo aperto verso l’altar maggiore) non è cieca, ma sostituita da una di cristallo che consente di godere di una visuale completa del tempio.

Nella cattedrale di Burgos ci sono le tombe del Cid Campeador e della moglie.
Prometto a me stessa di verificare le mie note e di riprendere l’argomento.

Continua – precedenti puntate 18, 21, 23, 29, 30 giugno e 4, 10, 11, 17, 22, 27 luglio

Agosto 3, 2012Permalink
One Response to 3 agosto – Il cammino di Santiago 12
  1. Massimiliano ha detto:

    Il viaggio si fa sempre più interessante…un’esperienza davvero indimenticabile!
    Buona domenica.
    Massimiliano