14 agosto 2012 – Il cammino di Santiago 16

8 giugno – ottavo giorno (a) Astorga

Lasciando Leon

Per lasciare Leon percorriamo la strada principale della città sul cui selciato è inserita, oltre le ormai consuete conchiglie, la scritta che riporto.
Qui si incrociano quindi il cammino che viene (o va … le strade hanno sempre due sensi) da Oviedo e il cammino più consueto che da Leon si dirige a Santiago.
La mappa che ho pubblicato il 18 giugno consente di identificare facilmente le due città ed è raggiungibile anche da qui
Il cammino di Oviedo sembra particolarmente difficile, inerpicato sui monti cantabrici, ma anche significativo dal punto di vista devozionale. Un antico proverbio (l’espressione spagnola è facile e così la trascrivo) dice:”Quien va a Santiago y no va al Salvador, honra al criado y deja al Señor”.

Verso Astorga

L’esperienza vissuta sulla strada per Astorga è stato uno dei momenti che più ha avvicinato il mio viaggio a un pellegrinaggio. Un tempo era evidentemente necessario un obiettivo per chi lasciava la sua casa per un lungo periodo (o forse per sempre) ed è comprensibile che le reliquie di San Giacomo (ci siano o non ci siano poco importa) potessero essere una motivazione sufficiente. Ma quel che avveniva per strada era più importante: si incontravano persone diverse (persino donne sole! ci ha ricordato Laura Novati in una sua conferenza), provenienti da paesi diversi di cui quei lontani camminatori ignoravano reciprocamente l’esistenza . E l’immagine dell’ignoto penso trovasse forma nelle parole, in ciò che si comunicavano, superando inevitabili difficoltà linguistiche.  Nasceva anche lì l’inconsapevole conoscenza dell’Europa.
Noi siamo stati fermati dai minatori in sciopero che avevano bloccato l’autostrada: e questa è la nostra Europa di cui –nel nostro pellegrinaggio impropriamente motorizzato – abbiamo sfiorato un tratto doloroso.
Tornati in Italia abbiamo saputo della continuità della protesta.
Certamente venir bloccati fra un guardrail e un tir non è piacevole (anche perché nessuno ti spiega quando finirà).
Mi chiedo se fra i miei compagni di viaggio (escludo quelli che conosco da tempo e chi mi siede vicino con cui ho scambiato piacevoli chiacchierate) ci sia qualcuno che mormora la frase –tante volte altrove sentita- della libertà altrui che confligge con la propria (libertà di sciopero contro libertà di turismo senza fastidi). Mi piacerebbe – anche perché non abbiamo altro da fare che chiacchierare fra noi- porre la questione, ma non lo faccio.
So che un tempo lo avrei fatto e mi chiedo (ma non chiedo) perché la mia voglia di comunicare si sia così ridotta.
Dopo parecchio tempo si profilano lontane le sagome dei poliziotti con il volto coperto.
Mi viene in mente Pasolini e la sua ‘Battaglia di Valle Giulia’ (1 marzo 1968) ma anche di questa non dico niente (Inserisco qui il link per chi la voglia leggere).Penso che allora la contrapposizione era fra studenti e poliziotti, qui è fra minatori e poliziotti e ognuno difende, come può, il suo tragico lavoro, chi per non perderlo, chi per mantenerlo.
Ripartendo sfioriamo copertoni che bruciano.

Continua – precedenti puntate 18, 21, 23, 29, 30 giugno; 4, 10, 11, 17, 22, 27 luglio; 3, 5  9 e 10 agosto

 

agosto 14, 2012Permalink

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