21 giugno 2013 – I.V.G. e non solo

Obiezione di coscienza: parole e silenzi

Non molto tempo fa in parlamento sono state presentate diverse mozioni a proposito della presenza abnorme (fino ad essere totalizzante) di medici obiettori negli ospedali italiani dove quindi l’interruzione volontaria di gravidanza non  è praticata (anche per chi avesse espletato le procedure previste per legge e ne avesse necessità e diritto). Inutile qui scrivere delle obiezioni più di comodo che di coscienza, purtroppo ci sono e certamente costituiscono uno stimolo per il ritorno alla clandestinità che avevamo tentato di superare in un lontano, fortissimi impegno … di coscienza.
Forse quelle mozioni non erano abbastanza attente e articolate nei confronti della legge 194 nel suo complesso che, non a caso si intitola, “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza“.
Quel che conta ora è che il governo ha accolto parecchie di quelle mozioni e io non vedo comparire la domanda necessaria per continuare: ‘E ora che succede?’.
Per  quel che io ne so dovrebbero scaturirne linee di indirizzo.
Che fa il ministro, anzi la ministra, alla salute? Vengono sollecitate convocazioni delle commissioni ci competenza in proposito? Parlamentari d’ambo i sessi si preparano ad affrontare l’argomento con la competenza dovuta? A livello regionale – dove poi si dovrà legiferare e predisporre azioni conseguenti ed adeguate (se le linee di indirizzo lo meriteranno) – ci si predispone a farlo oltre una meccanicistica approvazione o un altrettanto meccanicistico rifiuto?
Spero prima o poi (meglio prima) di conoscere domande e di leggere risposte efficaci.
Presentare mozioni e verificarne l’accoglienza non è l’inizio di un rito magico ma di un lavoro urgente e importante.

Una riflessione di Giancarla Codrignani

PENSIERI PER UN  WEEKEND                      14 giugno 2013  Giancarla Codrignani

1) Donne italiane: le donne hanno superato i maschi nelle elezioni amministrative, dopo le solite dicerie (“le donne non votano le donne”) e l’ideologia delle “quote”.  Bastava la doppia preferenza….

2) Donne turche: che cosa scommettiamo che anche a Istambul questa protesta verrà ricordata come ecologica (“salviamo 800 alberi”) o laicista (“ci faranno una moschea”) o anche anticonsumista (“ci costruiscono un supermercato”)? Non c’è più traccia nei media della reazione di donne e giovani contro il divieto di bacio nelle strade e le minacciate “velature” delle donne. Come se il primo problema non fosse la violenza sessista: alla fine dello scorso anno una deputata ha scandalizzato il Parlamento mostrando sul suo corpo le lividure delle botte maritali. E la giallista Esmahan Aykol dice (su Repubblica di oggi) che in Turchia “non è difficile essere scrittrice, ma essere donne…ogni giorno ne vengono uccise tre “.

3) Donne cattoliche (e non solo): Papa Francesco è molto caro e dice cose entusiasmanti. Peccato che continui il culto dell’embrione tipico del maschilismo di un clero che, anche se non ha idee ben chiare su come nascono i bambini, dovrebbe rinunciare a chiedere a tutti i governi del mondo “la protezione giuridica” di ogni prodotto del concepimento. Pensare che le donne tentano di spiegare che cosa è la maternità “libera e responsabile” e che cos’è la violenza….

giugno 21, 2013Permalink
One Response to 21 giugno 2013 – I.V.G. e non solo
  1. cristina cocchi ha detto:

    Io ho sempre sostenuto la l.194 , perchè garantiva l’ospedalizzazione di una pratica diffusa che mettva in pericolo la vita delle donne, di quelle almeno, che non si potevano permettere i famosi “cucchiaini d’oro”.Significa, numericamente parlando, la maggioranza delle donne.
    In quel momento storico si sono aperti i consultori A.I.E.D. (Associazione Italiana Educazione Demografica), che istituivano incontri sull’educazione sessuale , divulgando la necessità della conoscenza del proprio corpo e di una pratica contraccettiva adeguata ,indicatrice di una libertà sessuale priva di paure e tabù e di una maternità responsabile ,desiderata non casuale .
    Oggi l’urgenza, a fronte anche di una importante presenza di popolazione immigrata è di imporre con strumenti di legge, corsi di educazione sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado.
    Saluti.Cristina Cocchi