15 agosto 2013 – CIE e ferragosto 3

CIE di Gradisca: Una parlamentare …

Il 13 e 14 agosto ho riportato nel mio blog (e come potevo trasferito su facebook)  i comunicati e le frettolose note dell’on. Serena Pellegrino che anche oggi ha pubblicato una notizia nel sito che si è costruita e a cui rimando per il futuro (www.serenapellegrino.it). Comunico comunque che domani alle 11.45 terrà una conferenza stampa a Gradisca nel piazzale antistante il CIE.
Non sono l’addetta stampa di Serena e l’ho fatto perché era l’unico modo di proporre una voce dall’interno che è stata indubbiamente enfatizzata dall’emergenza della situazione ma di cui nessuno ha potuto soffocare la visibilità.
Però Serena si è messa in gioco e di ciò le va dato onore anche per aver sollevato la voce del senatore Manconi, Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.
Non era mai successo e speriamo abbia un seguito.
Il CIE è là – se non vado errata – dal 2006, impenetrabile all’esterno ma non a chi (parlamentari e consiglieri regionali) ha un ruolo per potervi entrare, ruolo che da allora non è stato esercitato o almeno non lo è stato con efficacia.

CIE di Gradisca: …e sette consiglieri regionali

Il 31 luglio i consiglieri regionali Cremaschi, Codega, Dal Zovo, Gratton, Moretti, Pustetto, Travanut hanno presentato, a seguito della visita di alcuni di loro al CIE, l’interpellanza n. 10 di cui riassumo, collegandola per una lettura completa,  i  termini essenziali:
–        eterogeneità delle presenze dal punto di vista della classificazione amministrativa;
–        situazioni di fragilità e vulnerabilità psichica che necessitano di interventi socio sanitari non attuabili dentro un sistema di contenzione;
–         e, cito, “anche le forze dell’Ordine ritengono scarsamente tutelante la situazione sia per le persone trattenute, sia per gli operatori deputati a mantenere le norme di legge, tanto che lo stesso Sindacato di Polizia è intervenuto con numerosi comunicati”.

In definitiva  i consiglieri firmatari, prima di porre le ovvie domande alla giunta,  constatano come : “si ponga un problema umanitario, un problema di diritto ed un problema di efficacia”.
Nulla è accaduto nel consiglio regionale prima dell’intervento dell’on. Pellegrino cui ha fatto seguito (13 agosto) un comunicato stampa di Gianni Torrenti, Assessore all’istruzione, università, ricerca, famiglia, associazionismo, cooperazione, cultura, sport, relazioni internazionali e comunitarie, che qui collego per una eventuale lettura.

Non ho trovato invece comunicati personali della Presidente della Regione salvo qualche brandello di interviste, spero correttamente riportato, in cui chiede la chiusura del CIE.
Mi sembra poco e generico.  Continuerò a cercar di capire soprattutto se la Presidente della Regione, al di là degli auspici, si rende conto che – anche se il CIE venisse chiuso- questi migranti ora e per un futuro non so quanto lungo sono qui e che ci si deve far carico nell’esercizio delle proprie funzioni, partiti di riferimento consentendo o meno, anche dell’ora e del ‘qui’.

Le appartenenze dei consiglieri interpellanti
Volutamente non le collego ai singoli nomi: ci sono 4 Pd, 2 SEL, 1 M5S. Quello che mi interessa è l’eterogeneità delle appartenenze che segnano il rispetto dell’art. 67  della Costituzione (che vale anche per i Consiglieri regionali) “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.
Poco dopo la formazione del governo Letta c’era stata una stupida polemica in merito (ma poiché le cose stupide hanno successo me ne ero molto –e ancora lo sono –preoccupata).

Ha vinto Erode?

Ora spero che chi se ne ricorda sappia, nell’ambito delle proprie funzioni e con trasparenza, stimolare interventi efficaci non dimenticando la legge che nega ai neonati –figli di immigrati irregolari – il certificato di nascita.
Come ricorda la proposta di legge regionale n. 740, che potrebbe rimuovere questa infamia, è una riforma che non costa nulla (ma cui non sembrano attenti nemmeno i proponenti).
In questo periodo mi interesso di certi antichi miti e mi viene in mente un precedente: il re Erode decise di far ammazzare tutti i bambini di Betlemme per essere certo di liberarsi di uno che gli sfuggì. Nel 2009 il ministro Maroni volle minacciare alcuni bambini per spaventare i migranti e ottenere il consenso di chi si crogiola in una cultura xenofobo razzista. Gli è riuscito?

16 agosto – mattino presto
Trascrivo la segnalazione di un articolo che ho ricevuto e, pur trovandolo molto pertinente, ora non ho tempo di commentare. Ma se qualcuno legge…
http://www.famigliacristiana.it/articolo/bari-al-cara-si-violano-i-diritti-umani.aspx

Un po’ più tardi
http://www.cronachediordinariorazzismo.org/2013/08/in-coma-luomo-caduto-dal-cie-di-gradisca-chiudere-subito-i-cie/

E ancora, dopo una telefonata di Serena

Scritto su fb
Cara Serena, l’adesione dei movimenti è importante ma, ti prego, non dimenticare di essere una parlamentare. Agisci anche sulle regole. Troppi pensano che l’urlo basti.
Ho letto che è stata ritirata la circolare che negava l’uso del cellulare.
 E’ una misura importante e il non piccolo successo va a tuo merito.
Mi hai detto che avevi concordato con il prefetto anche la possibilità dell’uso della mensa per i pasti (i detenuti mangiano in cella) e l’uso di un campetto di calcio.
Forse ai fautori del tutto o nulla sembrerà poco ma ogni misura per umanizzare è un passo,  purché sia un passo e non l’ultima sosta davanti a una porta chiusa. Hai aperto uno spiraglio. Continua, se potessi mettere il piede nella fessura per non far chiudere quella porta lo farei.
Speriamo e attendiamo con trepidazione lo scioglimento della prognosi per il cittadino del Marocco in coma farmacologico.

 

15 Agosto 2013Permalink