18 agosto 2013 – Era quello che temevo 5

Una nota di Serena Pellegrino scritta nella notte del 18 agosto.

Alla manifestazione di questo pomeriggio svoltasi davanti al CIE di Gradisca, a cui non ho partecipato ma che come altri ho sostenuto per la sua forma di solidarietà verso le parti coinvolte, hanno partecipato gruppi eterogenei.
 Rappresentanti del consiglio regionale, provinciale di Gorizia e di diversi comuni erano presenti nella loro veste istituzionale. Secondo quanto mi è stato riferito da fonti più che accreditate, i fatti per come si sono succeduti non potevano che far esplodere, come ho più volte ripetuto, la pentola a pressione. Mi era stato annunciato che alcuni “antagonisti” i cosiddetti disobbedienti si stavano preparando a partecipare alla manifestazione.
Quanto imposto dalla questura come misura cautelativa per la buona riuscita della manifestazione non è stato seguito e nel frattempo all’interno del CIE gli “ospiti” sono saliti nuovamente sul tetto!!!

 Due telefonate, la prima con il dirigente della questura poi con Matteo Negrari mi hanno permesso di sapere come si sono svolti i fatti.
 Per accedere al tetto hanno di nuovo spaccato il vetro/plexiglass che funge da separatore tra l’ultima vasca e l’esterno, mettendo a rischio, in primo luogo la loro incolumità fisica e successivamente la loro credibilità; io mi auguro che tutto continui a procedere nel verso che abbiamo imboccato quest’ultima settimana.
 La scorsa volta che erano sul tetto avevo trascorso buona parte della nottata con loro e solo all’indomani ero riuscita a persuaderli a scendere perché andavo dal Prefetto con i loro desiderata.
 Ma noi sappiamo bene cosa pretendono: la riduzione del periodo di permanenza nella struttura da 18 a 6 mesi, ma si sa anche che è una misura che non può certo essere presa nell’immediato né tantomeno dal Prefetto.
 La mia più grande preoccupazione ora è l’incolumità di tutti gli “ospiti”. Non possiamo dimenticare che è ancora in ospedale, in coma farmacologico, il marocchino che lunedì notte è caduto dal tetto cercando di scappare.
 E’ arrivato il momento che gli organi preposti intervengano nell’immediato, il Parlamento poi dovrà fare il suo.

Aggiungo

Certamente ‘il Parlamento dovrà fare il suo’ ma dovrebbe farlo anche chi si muove nella società più o meno civile, purtroppo talvolta strumentalizzando sentimenti e confusione mentale a proprio vantaggio.
La causa prima di quanto è successo è la pessima gestione del problema migratorio che crea situazioni di disperazione e rabbia.
Adoperare la rabbia altrui a vantaggio della propria immagine non serve a nulla ma è pratica quotidiana e non solo in questo caso.

18 Agosto 2013Permalink