8 maggio 2014 – In conclusione il nemico è svelato [Seconda puntata]

Riprendo le considerazioni conclusive del sei maggio, riportando anche il testo che allora avevo trascritto. .

Un pezzo, datato 5 maggio che ricopio per intero,  dimostra l’attenzione civile e professionale che  l’Associazione Studi Giuridici Immigrazione riserva all’attualità.
E’ chiaro che con legalitaria diligenza l’Asgi si occupa di minori che esistono, la cui esistenza è comprovata da un certificato di nascita, concesso da una pietosa circolare non dalla legge,  ma non possono realizzare il loro desiderio di prendere a calci un pallone all’interno delle organizzazioni a quegli specifici calci deputate  perché, pur se sono nati e risiedono in Italia, sono stati caricati del peccato dei loro genitori di essere privi del permesso di soggiorno.

-5 maggio  Calcio negato ai minori stranieri se i genitori non hanno il permesso

Sono ragazzini e vorrebbero giocare a calcio. Vorrebbero partecipare ai tornei ufficiali in cui gareggiano molti loro coetanei. Ma devono rinunciare perché la legge del calcio lo vieta. Sono i tantissimi adolescenti tagliati fuori dalle competizioni della Figc (Federazione italiana gioco calcio) perché i loro genitori non hanno il permesso di soggiorno 
1 Centinaia in tutta Italia, alcuni nati nel nostro Paese.
. Il permesso di soggiorno a cui si fa riferimento è quello dei genitori, visto che la regolarità in suolo italiano del minore straniero dipende dalla posizione giuridica della madre e del padre
. 2
Una norma che ricalca il regolamento internazionale della Fifa eimmigrazione irregolare, ma che spesso finisce per condannare i bambini, tutti quei bambini che avrebbero diritto allo sport ma che non possono giocare a causa della situazione legale dei genitori. Una norma che è finita al centro del mirino di numerose società calcistiche, spesso costrette a rifiutare tesseramenti di adolescenti stranieri ma perfettamente integrati in Italia, e di varie associazioni tra cui l’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione), la quale parla esplicitamente di “discriminazione”.
Secondo Alberto Guariso dell’Asgi, “la Figc nega il diritto allo sport dei minori, violando la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, secondo la quale nessun minore può essere trattato diversamente in relazione allo status giuridico dei genitori”  2.
Secondo Guariso “la Figc dovrebbe adeguarsi agli altri settori della società italiana come la scuola e la sanità, dove qualsiasi minore ha diritto allo studio e alle cure mediche, indipendentemente dalla regolarità dei genitori in territorio italiano”  3.

Tanto più che, aggiunge Guariso, “i minorenni non possono essere espulsi dall’Italia in base all’articolo 19 del Testo Unico. Un paradosso – precisa l’avvocato – visto che il minore può restare in Italia ma contestualmente non può praticare sport”.
Un principio su cui sostanzialmente si è espressa anche la magistratura. Nello specifico il altro affermato come il diritto alla pratica sportiva costituisca un diritto fondamentale perché attraverso di essa trova espressione la personalità dell’individuo e l’attività sportiva costituisce certamente uno strumento di integrazione sociale così come una possibilità di fonte di reddito e di accesso al lavoro.
E proprio in base a questi principi, risulterebbero esclusi dai tornei ufficiali anche i minori non accompagnati, quelli cioè presenti in Italia senza genitori e non ancora adottati 2. Anche in questo caso, esiste una sentenza del tribunale di Pescara datata giugno 2011 che giudica discriminatorio il rifiuto del tesseramento a una società calcistica del minore straniero non accompagnato affidato in Italia. In questo caso si trattava di un minore senegalese in affido ad una coppia di italiani in attesa di regolarizzarsi. (js)

A seguito di alcuni dei tratti in rosso ho scritto dei numerini cui corrispondono i tre passi che seguono con cui propongo le citazioni di norme corrispondenti ai tratti evidenziati/colorati  sopra.

1.F.I.G.C. – Settore Giovanile e Scolastico -Carta dei diritti dei bambini e dei doveri degli adulti                                           http://www.figc.it/other/Carta_diritti_06.pdf
La Carta della FIGC si giova del marchio del Ministero del lavoro e Politiche sociali e dell’UNICEF, allineati in questo contesto alle formulazioni della F.I.G.C. e meno interessati al diritto di garantire ai nuovi nati un’esistenza giuridicamente riconosciuta quale è assicurata dalla registrazione anagrafica di cui non sembrano occuparsi. Proclamano invece ‘diritti’ la cui formulazione non si trova nella Legge 27 maggio 1991, n. 176  (si veda il punto successivo) ma interessano evidentemente l’organizzazione calcistica limitatamente ai ragazzini che, per il fatto di essere riconosciuti giuridicamente esistenti, hanno chi assicura loro voce e possono quindi essere utilmente allevati per le funzioni attinenti il calcio.
Se parla anche, nello stesso quadro di indifferenza per chi è privato della registrazione anagrafica, in un articolo reperibile in rete  

2.  Legge 27 maggio 1991, n. 176  Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989

Art. 7  – Il fanciullo è registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto a un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi.
– Gli Stati parti vigilano affinché questi diritti siano attuati in conformità con la loro legislazione nazionale e con gli obblighi che sono imposti loro dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in particolare nei casi in cui se ciò non fosse fatto, il fanciullo verrebbe a trovarsi apolide.

Art. 8 –. Gli Stati parti si impegnano a rispettare il diritto del fanciullo a preservare la propria identità, ivi compresa la sua nazionalità, il suo nome e le sue relazioni familiari, così come riconosciute dalla legge, senza ingerenze illegali.
-. Se un fanciullo è illegalmente privato degli elementi costitutivi della sua identità o di alcuni di essi, gli Stati parti devono concedergli adeguata assistenza e protezione affinché la sua identità sia ristabilita il più rapidamente possibile.

Art. 31 –. Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.
-. Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.

3. Leggo nella comunicazione dell’ASGI: “la Figc dovrebbe adeguarsi agli altri settori della società italiana come la scuola e la sanità, dove qualsiasi minore ha diritto allo studio e alle cure mediche, indipendentemente dalla regolarità dei genitori in territorio italiano”.
Qui segnalo due punti che non posso condividere:
–  lo studio – nel pacchetto sicurezza per i minori figli di persone senza permesso di soggiorno lo studio è assicurato solo per le ‘prestazioni scolastiche obbligatorie’, quindi per far assicurare al  proprio figlio la possibilità di frequenza della scuola per l’infanzia e del percorso scolastico successivo alla scuola dell’obbligo occorre il permesso di soggiorno. E tale permesso occorre anche per l’iscrizione al nido così importante per l’apprendimento della lingua italiana che in chiacchiere diffuse viene beffardamente dichiarato fondamentale strumento di integrazione.
– cure mediche. “Sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, ancorché continuative, per malattia ed infortunio […]. Sono, in particolare, garantiti: a) la tutela sociale della gravidanza e della maternità, […] b)la tutela della salute del minore in esecuzione della Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva ai sensi della legge 27 maggio 1991, n. 176;  c)  le vaccinazioni secondo la normativa e nell’ambito di interventi di campagne di prevenzione collettiva autorizzati dalle regioni” (legge 94/2009 art. 1 comma 22 lettera g)”.
(Si veda Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 33)
Per altre modalità di cura, assicurate ai minori, si vedano i riferimenti all’accordo stato-regioni nel sito della Società di Medicina delle Migrazioni (www.simmweb.it )

CONCLUDO PER ORA:
Nei documenti che ho citato il diritto dei bambini al gioco  come affermato dalla Convenzione di New York  viene intrappolato dentro le maglie dei regolamenti FIGC che a me non sembrano del tutto conformi alla Convenzione stessa
Ripeto il testo dell’art. 31 della Convenzione di New York:
Art. 31 1. Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.
2. Gli Stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali.

L’Italia è stato parte o no?

Ma soprattutto non voglio dimenticare che i bambini senza certificato di nascita in ogni caso sono tagliati fuori dall’esistenza giuridicamente riconosciuta assicurando così alla società (in)civile il loro ruolo di capro espiatorio.

2 continua

NOTA: Oggi 7 maggio il sito dell’Asgi riporta nella colonna di sinistra il testo che ho trascritto e a destra, nella colonna notizie, si ferma al 29 aprile                            http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=3228&l=it


 

Maggio 8, 2014Permalink

Comments are closed.