5 ottobre 2014 – In Friuli Venezia Giulia c’è una Garante per i diritti della persona … e parla!

Ho ricevuto la lettera che si trova in allegato, scritta alla commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza dalla Garante regionale dei diritti della persona: Mi ha fatto piacere venir a sapere che un organismo regionale si fa carico del problema della segnalazione della pdl 740, di cui tanto si trova in questo blog.

testo della lettera della Garante

Così ho risposto: 

Gentile dr. Mellina Bares, La cortese dr. D’Orlando mi ha inviato copia della sua lettera alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza su cui  mi permetto, per la personale conoscenza che ho del problema alcune precisazioni. Lieta del sostegno da Lei manifestato alla pdl 740 e della consapevolezza espressa relativamente al danno che una persona subisce se privata (e a tanto in Italia provvede la lettera g del comma 22 dell’art. 1) della registrazione della nascita, sento però il dovere di alcune precisazioni.

Lei scrive che il ‘rischio paventato’ di mancata registrazione anagrafica ‘non ha trovato probabilmente effettiva realizzazione’ e cita, quale elemento di tutela dei nuovi nati, la circolare datata 7 agosto 2009 (cui fa riferimento con il n. 0008899). Il 23 aprile scorso l’avvocato Fachile, membro della Associazione Studi Giuridici Immigrazione, esprimeva alla radio tutta la sua consapevole preoccupazione (trasmissione Tutta la città ne parla – radio 3  – Rai). Le allego il testo del suo intervento che ho trascritto. Inoltre, per ciò che riguarda il problema specifico, il gruppo Convention on the Rights of the Child – CRC (http://gruppocrc.net) – così scrive nel suo quinto rapporto 2011-2012, lamentando la scarsa conoscenza della circolare da lei citata: “Il timore […] di essere identificati come irregolari può spingere i nuclei familiari ove siano presenti donne in gravidanza sprovviste di permesso di soggiorno a non rivolgersi a strutture pubbliche per il parto, con la conseguente mancata iscrizione al registro anagrafico comunale del neonato, in violazione del diritto all’identità (art. 7 CRC), nonché dell’art. 9 CRC contro gli allontanamenti arbitrari dei figli dai propri genitori.

Pur non esistendo dati certi sull’entità del fenomeno, le ultime stime evidenziano la presenza di 544 mila migranti privi di permesso di soggiorno. Questo può far supporre che vi sia un numero significativo di gestanti in situazione irregolare” (cap.3.1).

E ancora, dopo aver ripetuto tali considerazioni nel successivo e sesto rapporto, nel settimo e più recente pubblica la seguente raccomandazione del comitato ONU, che parzialmente riporto sempre dal cap. 3.1 “Il Comitato ONU è preoccupato per le restrizioni legali e pratiche al diritto dei minorenni di origine straniera di essere registrati alla nascita. In particolare, il Comitato esprime preoccupazione per come la L. 94/2009 sulla pubblica sicurezza renda obbligatorio per i non cittadini mostrare il permesso di soggiorno per gli atti inerenti il registro civile. Il Comitato [..], raccomanda all’Italia: di assicurare che l’impegno sia onorato tramite la legge e facilitarlo registrazione alla nascita di tutti i bambini nati e cresciuti in Italia”

Voglio aggiungere – a riprova della constatata inefficacia della circolare – che è di mia conoscenza una informazione errata, diffusa dal 2009 – successivamente all’approvazione della legge 94/2009 – e contenuta in un dépliant informativo dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine che indicava il permesso di soggiorno fra i documenti da presentarsi per la registrazione di nuovi nati che poteva e può essere eseguita nell’ambito ospedaliero. A seguito di mia personale segnalazione il dépliant veniva ritirato e l’anno successivo ripubblicato corretto. Con una cortese lettera il Direttore dell’Azienda mi informava non essere mai stati frapposti ostacoli alla registrazione delle nascite ma resta il fatto che per più di quattro anni l’opinione pubblica aveva ricevuto un’informazione distorta da fonte autorevole. Considerando che ci sono gestanti che scelgono (secondo la testimonianza dell’autorevole gruppo CRC) il parto nascosto a domicilio non è difficile evincere l’urgenza della modifica legislativa da Lei stessa sostenuta. Permetta però a una cittadina italiana, priva di qualsiasi ruolo politico e autorevole nella società civile di affermare con forza che il diritto inalienabile a un’esistenza giuridicamente riconosciuta deve, per la dignità di noi tutti, essere affidato alla legge e non a uno strumento di rango inferiore, quale una circolare che, per sua stessa natura, potrebbe essere revocata senza che vi sia neppure dibattito parlamentare.

Le dichiarazioni dell’avv. Fachile (citato come allegato) si trovano in questo blog in data 6 maggio

Ma non basta. Chi volesse andare nel rinnovato, ottimo sito dell’ASGI e volesse seguire la voce famiglia/minori dell’archivio ben organizzato, retrocedendo al 2009 troverà una voce datata 29 settembre di quell’anno, titolo
“I minori stranieri extracomunitari e il diritto all’istruzione dopo l’entrata in vigore della legge n. 94/2009”

E non basta ancora Se visiterà il testo del cinque agosto troverà un pezzo straordinario scritto sotto forma di appello con il titolo “Dichiarazione di nascita e riconoscimento del figlio naturale da parte di cittadini stranieri irregolarmente soggiornanti dopo la legge n. 94/2009”. Le riporto per intero ricordando che in finale ci sono le firme (parecchie pagine!) a seguito di un appello al Governo e uno alle regioni.

Ecco il sintetico testo: “La legge n. 94/2009 (c.d. “pacchetto sicurezza”) prevede una norma che, se interpretata restrittivamente, potrebbe impedire la registrazione alla nascita dei figli di cittadini stranieri irregolari. L’A.S.G.I. e altre Associazioni, al fine di chiarire che l’obbligo di esibizione del permesso di soggiorno previsto da tale norma non si applica alla dichiarazione di nascita ed al riconoscimento del figlio naturale, in quanto tra le possibili interpretazioni della legge, questa viene ritenutala sola conforme alla Costituzione e agli obblighi internazionali, ha inviato in data 5 agosto 2009 un appello al Governo e alle Regioni al fine di emanare disposizioni attuative” .

Intristita e un po’ disgustata rimando i miei commenti alla prossima volta. Intanto se qualcuno legge ci pensi su!

ottobre 5, 2014Permalink

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