21 dicembre 2014 – Frottole tosco-francescane per discriminare le bambine di Betlemme.

Si parla di francescani inguaiati per un affare finanziario ‘poco chiaro’ (diciamo così) Nel 2005 sono stata testimone di una affare a quanto ne so non  finanziario ma decisamente oscuro., Mi trovato a Betlemme per un periodo abbastanza lungo per consentirmi di guardare attorno e avevo avuto modo di visitare l’edificio della bellissima scuola dell’infanzia, costruita dall’Italia (e vedremo fra poco chi sostenne l’iniziativa) nel compound della Scuola di terra Santa dei Francescani. Sapevo con certezza che era frequentata solo da maschi ma mi turbava il vago ricordo di una campagna finalizzata alla raccolta di fondi finalizzati a un  regalo per “i bambini e le bambine di Betlemme”.

Rovistando nei miei appunti ho trovato il testo di un comunicato stampa d’epoca, di cui purtroppo non ho conservato il link. Lo ricopio lo stesso perché alla fine ci sarà la prova del fatto che segnalo da fonte diversa del mio diario 

2004 – Il vecchio comunicato  ”Giorgio La Pira”, una scuola per la pace

Domenica 24 ottobre, è stata inaugurata la scuola materna Giorgio La Pira del Terra Santa college di Betlemme.  Erano presenti Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, mons. Luciano Giovannetti, vescovo di Fiesole, mons. Rodolfo Cetoloni, vescovo di Montepulciano, Chiusi e Pienza, Mario Primicerio, presidente Fondazione La Pira, Turiddo Campaini, presidente di Unicoop Firenze e alcuni primi cittadini della Toscana. Presente anche l’on. Rosi Bindi. La costruzione della Scuola materna del Terra Santa college di Betlemme è un progetto che ha visto la convergenza di tanti: da Unicoop Firenze, alle diocesi toscane, dall’Antoniano di Bologna, ai comuni gemellati con Betlemme e molte altre istituzioni. L’intento di tutti é quello di offrire ai bambini e alle bambine di Betlemme un ambiente accogliente per far crescere una speranza di pace e normalità. E’ stata chiamata Giorgio la Pira, in omaggio ad una grande personalità fiorentina, nel centenario della sua nascita. La scuola Terra Santa offre a oltre duemila alunni, maschi e femmine, sostegno materiale e possibilità di studiare: dalla materna alle superiori. E’ aperta a palestinesi cristiani e musulmani che fanno esperienza vera di convivenza e collaborazione, ed è una possibilità unica di aggregazione e vita civile. Essa rappresenta uno strumento fondamentale di qualificazione delle nuove generazioni: di formazione e di apertura alla speranza. Alla realizzazione della nuova scuola materna Unicoop Firenze ha destinato 100 mila euro

Dopo il 14 agosto 2005 (quando avevo registrato la prima notizia) scrissi più volte all’Ufficio stampa Unicoop (e ne ho dato resoconto nel mio blog) sempre senza risposta. Allora avevo questi riferimenti che non so se siano ancora validi ma li trascrivo nel caso incuriosissero qualcuno
Claudio Vanni – Ufficio stampa Unicoop Firenze Tel. 0554780316
E-mail: c.vanni@coopfirenze.it

20017  -Un amico giornalista ottiene risposta

Nel 2007 un amico giornalista (che collaborava alla rivista Diario) si occupò della questione e ne trasse l’articolo che riporto.

Da Diario nr. 1/2007   Un asilo a Betlemme: peccato sia solo per maschi

Dalla coop ai comuni in tanti avevano dato i soldi: ma le bambine nella scuola non possono entrare.  di Max Mauro

Una scuola materna per i bambini e le bambine di Betlemme. Per questo obiettivo nel Natale del 2002 venne avviata una raccolta di fondi con protagonisti Unicoop Firenze, le diocesi toscane, l’Antoniano di Bologna e vari comuni gemellati con la città. Venne reperita la somma di un milione e duecentomila dollari, necessaria alla costruzione dell’edificio all’interno del Terra Santa College, gestito da frati francescani. La scuola materna è stata inaugurata il 24 ottobre 2004 alla presenza del presidente della regione Toscana Claudio Martini e dell’allora deputata o oggi ministro Rosi Bindi. Un successo della solidarietà internazionale, quindi? Non proprio, perché in quella scuola ci vanno solo bambini, bambini maschi s’intende, in barba alla propagandata intenzione “di offrire ai bambini e alle bambine di Betlemme un ambiente accogliente per far crescere una speranza di pace e normalità”, come si può leggere in un comunicato di Unicoop.

A denunciare il fatto è Augusta De Piero, una pensionata che dopo una vita divisa tra la politica – è stata vicepresidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, eletta col Pci – e l’insegnamento, ha deciso di dedicare parte del suo tempo al volontariato. Trascorre alcuni mesi all’anno in Palestina ed è durante uno di questi viaggi che ha avuto modo di visitare il Terra Santa College. “La realtà è ben diversa da come hanno voluto far credere i promotori”, dice. “Quella scuola è frequentata solo da maschi. All’interno del Terra Santa College non esiste un’esperienza di integrazione tra bambini e bambine, quale invece si può trovare alla scuola Dar Al Khalima, gestita da luterani”. La risposta di Unicoop cela qualche imbarazzo. “Noi siamo solo dei sostenitori del progetto”, dice Claudio Vanni dell’ufficio stampa, “abbiamo raccolto 100mila euro per acquistare gli arredi. E’ vero, là maschi e femmine sono separati,  una cosa che io personalmente non condivido, ma è la loro cultura e va rispettata”. Per avere maggiori informazioni Vanni ci rimanda a Angelo Rossi, collaboratore della Conferenza Episcopale Italiana e uno dei promotori del progetto. “Sappiamo di questo problema” dice, “ma i fondi sono stati indirizzati in quella struttura perché c’era il terreno disponibile e un progetto, ora si vorrebbe proseguire, magari aiutando una scuola materna dell’Autorità Palestinese. Farne una per le femmine? E’ difficile raccogliere di nuovo tutti quei soldi”.

Conclusione irrinunciabilmente mia

Io non posso mettere ostacoli ad alcuno che voglia costruire una scuola monosex. Che però lo faccia in ambiente dove la condizione della donna andrebbe sostenuta e promossa e racconti frottole ai sottoscrittori questo mi infastidisce. Io non ho contribuito a quel progetto ma se lo avessi fatto – per fare un regalo a bambini e bambine – e poi avessi scoperto che le bambine erano state usate come esca per essere poi cancellate – e di conseguenza io sarei stata presa in giro – non gliela avrei fatta passare liscia se mai fossi riuscita a disturbare quei muri silenti e impermeabili. Secondo il mio ordine di valori quello che esce da questa notizia segnala un fatto non meno grave di un ipotetico pastrocchio finanziario.

21 Dicembre 2014Permalink