16 maggio 2015 – Il Vaticano apre a rapporti con la Palestina

La notizia cui di seguito si fa riferimento si trova sull’Osservatore Romano del 13 maggio ed è leggibile da qui

Bruno Segre

Il giorno successivo Bruno Segre ha inviato la lettera che pubblico di seguito ai componenti della sua mailing list.
L’ho ringraziato subito e ricordo una precedente lettera che ha girato e ho pubblicato il 7 settembre 2009 e così inizia: Una lettera aperta agli ebrei americani

Siamo un gruppo di israeliani viventi attualmente negli Stati Uniti.  Ci rivolgiamo a voi in quanto ci opponiamo agli atti compiuti dal governo israeliano nel contesto dell’operazione “Margine di protezione”.

Si può leggere anche da qui    http://diariealtro.it/?p=3317

 Milano, 14 maggio 2015

Al reverendo
Don Cristiano Bettega,
Ufficio CEI per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso,
Roma

Caro Don Cristiano,

ti è possibile far arrivare al Pontefice la voce di un vecchio ebreo italiano che da decenni persegue con impegno totalmente laico rapporti di  fraterno dialogo con amici cristiani nelle sedi più diverse: dai Colloqui di Camaldoli alle sessioni estive del S.A.E.?

Ebbene, se hai tale possibilità, ti prego di esprimergli la mia  più profonda gratitudine per l’annuncio odierno del riconoscimento da parte del Vaticano dello Stato di Palestina. Si tratta di un passo fondamentale in direzione della pace nel Vicino Oriente, pace che non si materializzerà mai fino a quando in quella regione non vi siano due Stati, Israele e Palestina.

Con questa storica decisione, Papa Francesco si erge quale autentico leader del mondo libero, dimostrandosi capace di operare per la promozione della giustizia in tutte le sue declinazioni. Ne fa fede, oltre alla sua caparbia volontà di riconciliazione tra i popoli e tra le fedi, il suo reiterato impegno nel combattere le troppe sacche di miseria presenti un po’ ovunque nel mondo, e nell’esigere da tutti i politici misure più consapevoli di protezione dell’ambiente globale.

Ti ringrazio per l’attenzione.
Di cuore, shalom.
Bruno Segre

Mons Sabbah  –  Giovedì 14 Maggio 2015

Ho poi trovato queste considerazioni di mons Sabbah, patriarca latino emerito di Gerusalemme.

09:05 – TERRA SANTA: SABBAH (PATRIARCA EMERITO), “POTENZE MONDO SFRUTTANO ESTREMISMO ISLAMICO”

(dall’inviato Sir a Betlemme) – “La ricerca della pace in Medio Oriente è anche una lotta contro i poteri politici del mondo e i loro piani per creare un nuovo Medio Oriente. Poteri che sfruttano l’estremismo religioso per raggiungere questo scopo”. Lo ha detto al Sir il patriarca emerito di Gerusalemme, Michel Sabbah, ieri sera a Betlemme, a margine della cerimonia inaugurale di “Pilgrims on the path to peace” (Pellegrini sul sentiero verso la pace), che celebra il 70° anniversario di Pax Christi international. “Coloro che uccidono oggi in questa regione – è la denuncia di Sabbah – sono due, l’estremismo islamico e le potenze mondiali che fingono di combatterlo, ma in realtà lo usano e gli danno spazio perché uccida. L’estremismo è nelle mani dell’Occidente”. Come sta avvenendo in Siria e in Iraq. (segue)

09:06 – TERRA SANTA: SABBAH (PATRIARCA EMERITO), “POTENZE MONDO SFRUTTANO ESTREMISMO ISLAMICO” (2)

Situazione preoccupante anche in Israele e Palestina dove “non c’è nessuna speranza per un cambiamento che offra almeno stabilità: “Gli israeliani hanno paura anche se sono forti e potenti, non vivono nella pace ma nell’insicurezza. Dal canto loro i palestinesi aspettano chiedendo pace”. Il ruolo dei leader religiosi, in questo contesto, è significativo ed “è quello di liberare la religione e i fedeli in modo che essi vedano nell’altro una creatura di Dio da amare. I leader religiosi devono essere educati perché possano educare i fedeli a diventare costruttori di pace e non feroci assassini”. Vanno per questo apprezzate e sostenute le azioni di pace di molte associazioni di dialogo e di difesa dei diritti umani. “Veri segni di speranza” le ha definite Sabbah, che in passato è stato anche presidente di Pax Christi International. Il patriarca emerito ha poi commentato al Sir l’accordo tra la Santa Sede e lo Stato di Palestina, a conclusione della plenaria della Commissione bilaterale. “Si tratta di un passo verso la speranza – ha spiegato – che sancisce gli ottimi rapporti della Chiesa con l’Autorità palestinese. Sarà un segno per tutto il mondo arabo e forse anche per Israele per fare lo stesso passo”.

fonte:

http://www.agensir.it/pls/sir/v4_s2doc_b.stampa_quotidiani_cons?id_oggetto=312651

maggio 16, 2015Permalink

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