18 giugno 2015 – Come un osso a un cane

Quella che segue è una pagina che ho tratto dall’ottavo rapporto del Gruppo CRC (di cui molte volte ho scritto). Ho inserito di seguito alcune note che consentono di apprezzare meglio le modalità di presentazione del rapporto che ora propone come conclusione ciò che già sei anni fa auspicavo e che continua ad essere disatteso (si veda la relazione del 9 giugno). Fallito nel 2009 il tentativo di usare medici e operatori sanitari come spie per la segnalazione di chi si presentasse a una struttura sanitaria senza permesso di soggiorno, restava nella legge 94/2009 la lettera g del comma 22 dell’art. 1 che, sottoponendo la registrazione delle dichiarazioni di matrimonio e di nascita alla presentazione del permesso di soggiorno, rendeva inaccessibile il matrimonio e estremamente difficile la dichiarazione di nascita (si veda anche più avanti il distinguo relativo alla circolare n. 19 del 2009) per i sans papier Nel 2011 la Corte Costituzionale cancellava l’ostacolo del permesso di soggiorno per i matrimoni. Restava e resta problematico e pericoloso dichiarare la nascita del proprio figlio. Ci sono due proposte di legge che, se fossero discusse e approvate (non prevedono oneri di spesa), sanerebbero questa devastante situazione. Ma nessuno se ne occupa efficacemente. Alla voracità devastante e spregiudicata della Lega Nord e della cultura diffusa abilmente costruita (senza che l’operazione conoscesse ostacoli nella società civile) sono lasciati i neonati di cui nessuno si occupa perché non assicurano né voti né successo di pubblico. Vengono trattati come un osso gettato alla voracità di un cane perché si distragga e non  ti azzanni.

Gruppo CRC – dal Rapporto n. 8

Capitolo III DIRITTI CIVILI E LIBERTÀ1. DIRITTO DI REGISTRAZIONE E CITTADINANZA

29. Il Comitato, richiamando l’accettazione da parte dello Stato Italiano della Raccomandazione n. 40 durante l’Universal Periodic Review, al fine di attuare la L.91/1992 sulla cittadinanza italiana, in modo da preservare i diritti di tutti i minorenni che vivono in Italia, raccomanda all’Italia:

a) di assicurare che l’impegno sia onorato tramite la legge e facilitarlo nella pratica in relazione alla registrazione alla nascita di tutti i bambini nati e cresciuti in Italia;

   b) di intraprendere una campagna di sensibilizzazione sul diritto di tutti i bambini a essere registrati alla nascita, indipendentemente dall’estrazione sociale ed etnica e dallo status soggiornante dei genitori;

c) di facilitare l’accesso alla cittadinanza per i bambini che potrebbero altrimenti essere apolidi.

CRC/C/ITA/CO/3-4, punto 29

Come già riportato nei precedenti Rapporti CRC, l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato, con Legge n.94/2009, in combinato disposto con gli ex artt.361-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza della situazione di irregolarità di un migrante. Tale obbligo rappresenta un deterrente per quei genitori che, trovandosi in situazione irregolare, non si presentano agli uffici anagrafici per la registrazione del figlio, per paura di essere identificati ed eventualmente espulsi. A questo riguardo si ricorda che, sebbene la Circolare del 7 agosto 2009 del Ministero dell’Interno specifichi che non è necessario esibire documenti inerenti il soggiorno per attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita e dello stato civile), tale disposizione ha avuto una scarsa pubblicizzazione [1]  , così come è rimasto disatteso il sollecito sopra riportato del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, affinché l’Italia intraprenda una campagna di sensibilizzazione sul diritto di tutti i bambini a essere registrati alla nascita, indipendentemente dallo status giuridico dei genitori.

Rispetto al reato di ingresso e soggiorno illegale, tuttavia, si segnala l’approvazione della legge delega del 28 aprile 2014, n. 672, che prevede l’abolizione del reato di ingresso illecito in Italia, ma continua a mantenere in vigore l’arresto per i cittadini stranieri qualora rientrino nel nostro Paese dopo un provvedimento di espulsione o violino altre disposizioni, come ad esempio l’obbligo di firma in Questura.

La Fondazione Ismu ha stimato che al 1° gennaio 20143 la componente irregolare è ai minimi storici, il 6% del totale, pari a circa 300 mila unità. Tuttavia non si può escludere che tra gli immigrati in situazione di irregolarità vi possa essere anche un numero di gestanti che, per paura di essere identificate, potrebbero non richiedere le cure ospedaliere cui avrebbero diritto, né provvedere alla registrazione anagrafica del figlio.

Alla luce di tali considerazioni il Gruppo CRC raccomanda:1. Al Parlamento, una riforma legislativa che garantisca il diritto alla registrazione per tutti i minorenni nati in Italia, indipendentemente dalla situazione amministrativa dei genitori;

2. Al Parlamento, di approvare entro il 2015 una riforma delle Legge 91/1992 che garantisca percorsi agevolati di acquisizione della cittadinanza italiana per i minorenni stranieri nati in Italia e per i minorenni stranieri arrivati nel nostro Paese in tenera età.

Nota 1 Si veda la proposta di legge Rosato ed altri: “Modifica all’articolo 6 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di obbligo di esibizione dei documenti di soggiorno”.

Note esplicative del testo CRC

Le Osservazioni Conclusive indirizzate dal Comitato ONU al Governo italiano nel 2011 in merito all’attuazione della Convenzione (CRC/C/ITA/CO/3-4) sono un utile strumento di lavoro per l’opera di monitoraggio intrapresa dal Gruppo  CRC, in quanto indicano la direzione che il Governo dovrebbe tenere per uniformare la politica e la legislazione interna sull’infanzia e l’adolescenza agli standard richiesti dalla CRC. Per questo motivo all’inizio di ogni paragrafo sono riportate le raccomandazioni relative alla tematica trattata.

Nota bene: alla fine di ogni paragrafo sono inserite le raccomandazioni che il Gruppo CRC rivolge alle istituzioni competenti. In bordeaux le raccomandazioni reiterate dagli anni precedenti e non ancora attuate.

WHO’s WHO

Seguono informazioni tratte dalle prime pagine del rapporto dove fra le 80 associazioni firmatarie del rapporto, coordinate da Save the Children Italia, si trovano anche il  Comitato italiano per l’Unicef Onlus e la Caritas Italiana. Organizzazioni rispettate e attive firmano l rapporto, come 80 altre associazioni ma non sprecano le loro energie per neonati che non sanno farsi utili, neppure come immagine.

Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza cui il gruppo CRC presenta il proprio annuale rapporto verifica i progressi compiuti dagli Stati che hanno ratificato la CRC nell’attuazione dei diritti in essa sanciti, attraverso la presentazione e relativa discussione a Ginevra di Rapporti periodici governativi e dei Rapporti Supplementari delle Ong.

CRC  Acronimo di Convention on the Rights of the Child la cui traduzione ufficiale in italiano è «Convenzione sui diritti del fanciullo», ma nel testo si preferisce utilizzare la denominazione di uso corrente «Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza».

Maggiori informazioni su www.gruppocrc.net

 

giugno 18, 2015Permalink

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