14-07-2015. – Se terrà è un accordo storico, se non terrà sarebbe stato tale

IRAN, OBAMA: ACCORDO NUCLEARE NON SU FIDUCIA MA SU VERIFICA. ISRAELE, MONDO PIÙ PERICOLOSO

Soddisfatto il presidente Usa che cita Kennedy: “Non negoziamo mai sulla base della paura, ma non abbiamo paura dei negoziati” e aggiunge: “Se Teheran lo violerà ci saranno serie conseguenze”. Putin: “Lo sviluppo di Teheran non sarà più influenzato”. Netanyahu: “Errore storico mondiale”

WASHINGTON – L’accordo tra i Paesi 5+1 e l’Iran sul programma nucleare della Repubblica islamica “non si basa sulla fiducia ma sulla verifica”, ha assicurato il presidente americano Barack Obama, in una dichiarazione dalla Casa Bianca in cui si è detto soddisfatto dell’intesa raggiunta a Vienna. L’Iran dovrà eliminare “il 98% delle sue riserve di uranio arricchito” ha riferito, “ora ne ha sufficienza per fare 10 bombe atomiche da oggi sarà ridotto a una sola arma”, ha spiegato il presidente americano.

Ma, ha detto il presidente, “se l’Iran violerà l’accordo, tutte le sanzioni saranno ripristinate e ci saranno serie conseguenze”. Fonti ufficiali statunitensi, anonime, hanno aggiunto che le sanzioni verranno riattivate nel giro di 65 giorni nel caso in cui l’Iran non rispettasse i termini dell’accordo.

Il problema resta Israele. E’ Israele a essere deluso. L’accordo di Teheran è un “errore storico mondiale”, ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu che ha convocato per questo pomeriggio a Gerusalemme il consiglio di difesa del proprio governo: “Il mondo è molto più pericoloso” ed “Israele non si è impegnato” a rispettare l’accordo di Vienna sul nucleare iraniano perché l’Iran “insiste nel volerci distruggere” ha affermato all’inizio della seduta straordinaria”.

Obama l’ha chiamato e ha ribadito l’impegno forte degli Usa alla sicurezza di Israele: l’intesa “non diminuirà le preoccupazioni americane sul sostegno dell’Iran al terrorismo e alle minacce verso Israele”. Netanyahu dalla sua parte non ha dubbi, “nel prossimo decennio – ha detto – questo accordo garantirà all’Iran centinaia di miliardi di dollari una abbondanza di fondi che sarà utilizzata per diffondere il terrorismo e per accrescere gli sforzi di distruggere Israele”. “In maniera stupefacente – ha aggiunto – questo cattivo accordo non esige in alcun modo dall’Iran di cessare la propria aggressività”. Le potenze mondiali, ha concluso, hanno così “scommesso sul nostro futuro collettivo”. Nella notte italiana c’è stata anche una telefonata di rassicurazione, da parte di Obama, al sovrano saudita Salman bin Abdulaziz, con cui ha condiviso i dettagli sull’accordo raggiunto sul nucleare iraniano. “Obama – dice una nota della Casa Bianca – ha sottolineato l’impegno immutato nel lavorare con i partner del Golfo per contrastare le attività dell’Iran destabilizzanti nella regione”.

Per ora il presidente americano è sollevato. L’accordo impedirà a Teheran di avere un’arma nucleare: “Questo dimostra che la  diplomazia può portare cambiamenti reali” ha detto il presidente Usa. Perché questo accordo “soddisfa tutte le condizioni: le ispezioni, la trasparenza. E l’Iran non produrrà uranio arricchito”, ha continuato prima di citare Kennedy: “Non negoziamo mai sulla base della paura, ma non abbiamo paura dei negoziati”. Il Congresso degli Stati Uniti dovrà votare sull’intesa: “Porrò il veto a qualsiasi legge che si opporrà all’attuazione” dell’intesa.

“Credo che la sicurezza nazionale” degli Stati Uniti “dipenda dall’impedire all’Iran di arrivare ad armi nucleari” e “sarebbe da irresponsabili abbandonare questo accordo”. Previene il rischio che in futuro si debba “usare la forza militare per impedirglielo ” ha spiegato Obama: “Molte volte ho deciso di ricorrere alla forza e non esiterei a farlo se si trattasse della sicurezza del nostro Paese”. Ma i repubblicani scalpitano.  “L’accordo con l’Iran alimenterà nel mondo la corsa alle armi nucleari” afferma lo speaker della camera statunitense, il repubblicano John Boehner. “Questo è un passo importante che ci permette di mettere un punto sul programma nucleare e di concentrarci per tentare di prevenire altri comportamenti da parte dell’Iran” ha detto Hillary Clinton.

E mentre la Santa Sede valuta “positivamente” l’accordo, Vladimir Putin commenta ufficialmente dal sito del Cremlino: “La Russia si augura che tutte le parti interessate, prima di tutto il sestetto, attuino pienamente le soluzioni trovate” a Vienna dice il presidente russo, “lo sviluppo di Teheran non sarà più influenzato da fattori esterni”. Per Mosca l’accordo sul nucleare “è totalmente conforme all’idea di politica estera della Russia”, ha detto il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, citato dalle agenzie Interfax e TassK2-RF. Una risoluzione sull’accordo sul programma nucleare iraniano sarà presentata al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dove sarà poi messa al voto, nei prossimi giorni, ha anticipato Lavrov. Ad aprile Mosca ha tolto l’embargo alla vendita di missili S-300 a Teheran.

In contemporanea a Obama, il presidente iraniano Hassan Rohani, ha parlato alla nazione in diretta tv: con le elezioni del 2013 “il popolo iraniano ha detto chiaramente di volere la pace”, e ha “duramente sofferto per le ingiuste sanzioni” internazionali imposte dalla comunità internazionale per il programma nucleare di Teheran. Il governo iraniano lo ribadisce: “Non cercavamo in alcun modo di dotarci di un’arma nucleare” ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Moahmad Javad Zarif. Ma l’intesa definitiva raggiunta con le grandi potenze sui programmi nucleari iraniani “non è solo un semplice accordo, è un buon accordo per tutte le parti in causa e tutta la comunità internazionale”.

“L’Italia deve essere forte e autorevole in tutte le sedi internazionali: è accaduto a Vienna in queste ore…” è l’elogio che il presidente del Consiglio Matteo Renzi riserva al lavoro svolto da Federica Mogherini nel suo ruolo di Alto rappresentante Ue al tavolo per i negoziati sul nucleare iraniano. “In una regione mediorientale da troppo tempo segnata da una pericolosa conflittualità e dalla recrudescenza del terrorismo, quest’intesa – ha sottolineato – dimostra che la soluzione delle crisi con mezzi pacifici, attraverso il dialogo, è possibile. Lo dobbiamo innanzitutto alla capacità e alla perseveranza dei negoziatori, ai quali vanno le mie più vive congratulazioni”.

All’Italia il compito di rassicurare. Per il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni “ci sono alcuni Paesi che vivono l’accordo con preoccupazione”, ma uno dei compiti dell’Italia “nei prossimi giorni sarà rassicurare questi Paesi”. Il ministro ha poi concluso che l’accordo sul nucleare potrà offrire una grande opportunità all’Iran per aiutare a rafforzare la stabilità anche del Libano

http://www.repubblica.it/esteri/2015/07/14/news/nucleare_obama_iran-119049307/?ref=HRER3-1

 

luglio 15, 2015Permalink

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