2 giugno 2017 – Diritto di tutti i nuovi nati al certificato di nascita

Speriamo di trovare presto negli organi di informazione il comunicato del Gruppo Consiliare del Partito Democratico FVG, diffuso dall’Ufficio Stampa del gruppo stesso, che la consigliera Silvana Cremaschi ci ha cortesemente inviato. Il comunicato illustra l’iniziativa di invio al Presidente del Senato del testo della lettera in  cui alle nostre firme si uniscono quelle assolutamente autorevoli di consiglieri regionali del FVG (si veda allegato pdf, Appello al Presidente del Senato). Sappiamo anche che molte persone (di cui non abbiamo l’elenco completo; vogliamo però ricordare la presenza del Segretario nazionale del Movimento di Cooperazione Educativa) hanno accettato la nostra proposta di inviare a loro volta la lettera al Presidente Senatore Pietro Grasso e questa presa di coscienza di una partecipazione democratica a tutela di un diritto umano inalienabile non può che farci piacere.

Testo del comunicato:

TRIESTE (30.05.17). «Il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini stranieri nati in Italia è un atto di civiltà. Il presidente del Senato, Grasso fermi l’emendamento del centrodestra che ci farebbe fare un netto passo indietro nel campo dei diritti».  A dirlo è la consigliera regionale del Pd, Silvana Cremaschi, prima firmataria di una lettera rivolta al presidente del Senato, Pietro Grasso, sottoscritta da tutta la maggioranza consiliare. Il documento riprende l’appello inviato da un gruppo di donne attive nel campo di diritti sociali, tra cui Augusta De Piero, già vice presidente del Consiglio regionale.

«Ci è noto che ora è all’attenzione della Commissione Affari Costituzionali del Senato – si legge nella lettera al presidente Grasso – la norma già approvata dalla Camera “Disposizioni in materia di cittadinanza” che – oltre ad agire positivamente sulla possibilità di acquisizione della cittadinanza – con il comma 3 dell’art. 2 garantirebbe, se approvata, la cancellazione della norma che condanna alcuni nuovi nati in Italia all’inesistenza». I consiglieri regionali esprimono «preoccupazione per la proposta di un emendamento soppressivo del comma 3 dell’art. 2, firmato da esponenti appartenenti a FI-PdL, che, se approvato, manterrebbe efficace l’atroce volontà di negare l’esistenza giuridica di alcuni neonati, vanificando per costoro anche il significato della volontà da espressa a Milano dallo stesso presidente Grasso».

Testo della lettera aperta al sen. Pietro Grasso, Presidente del Senato

Egregio Presidente del Senato “Chi nasce e studia qui è italiano”. Abbiamo ascoltato con vivo apprezzamento  quanto da Lei dichiarato il 20 maggio alla marcia di Milano e perciò vogliamo proporLe una nostra considerazione cominciando da una ovvietà: per diventare cittadine/i di qualsivoglia stato bisogna esistere, non solo in virtù della propria presenza fisica ma anche per il riconoscimento della propria esistenza giuridica, garantita dal certificato di nascita.. Purtroppo dal 2009, a seguito della approvazione della legge 94/2009, ci sono persone cui la lettera g del comma 22 dell’art.1 di quella legge nega il certificato di nascita. Il mezzo con cui ciò avviene non è diretto ma obliquo: l’imposizione  al genitore che voglia registrare la nascita di un figlio della presentazione del permesso di soggiorno, documento di cui non dispone se migrante non comunitario irregolare. Per evitare questo vulnus di civiltà che, per essere affermato in legge tutti ci umilia, basterebbe tornare al regime precedente al 2009 nel rispetto di un diritto umano sancito anche dalla legge 176/1991, ratifica della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989) Ci è noto che ora è all’attenzione della Commissione Affari Costituzionali del Senato la norma già approvata dalla Camera “Disposizioni in materia di cittadinanza”  che – oltre ad agire positivamente sulla possibilità di acquisizione della cittadinanza  – con il comma 3 dell’art. 2 garantirebbe, se approvata, la cancellazione della norma che condanna alcuni nuovi nati in Italia all’inesistenza. Sperando che il Senato riesca per tempo ad approvare quella norma così conforme, ci sembra, allo spirito di quanto da Lei affermato alla marcia di Milano, Le segnaliamo con viva urgenza e preoccupazione, la proposta di un emendamento soppressivo del comma 3 dell’art. 2, firmato da esponenti appartenenti a FI-PdL, che, se approvato, manterrebbe efficace l’atroce volontà di negare l’esistenza giuridica di alcuni neonati, vanificando per costoro anche il significato della volontà da Lei espressa a Milano. Non sia superfluo ricordare che la mancata registrazione anagrafica di neonati comporta  una violazione multipla dei diritti umani, in quanto, oltre a negare il loro diritto alla registrazione al momento della nascita (art. 7 legge 176/1991), li rende particolarmente vulnerabili, esponendoli  alla apolidia e a varie forme di sfruttamento e crimini, tra cui la tratta di esseri umani nelle sue varie forme.  Contiamo su di lei Augusta De Piero  -Valentina Degano  -Daniela Rosa   -Chiara Gallo   -Eugenia Benigni 

Ma anche se occultata la vicenda ha una storia che non vogliamo dimenticare.

Non dimentichiamo la Mozione 48 (31 maggio 2016), il cui testo si deve all’impegno della consigliera comunale Chiara Gallo, approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Udine che, con argomentazioni analoghe a quelle del comunicato già trascritto impegnava “Il Sindaco e la Giunta a sollecitare i Presidenti delle competenti commissioni consiliari Affari Costituzionali di Camera e Senato a calendarizzare le proposte di legge suindicate, favorendone il sollecito iter al fine di ripristinare la certezza delle situazioni giuridiche riconoscendo ai bambini il diritto a un nome, all’appartenenza familiare e all’identità”.
Se ne può leggere sia la sintesi che l’intero testo con il link
http://diariealtro.it/?p=4424.

Invece il plumbeo silenzio dei mezzi di informazione segnò la sorte del comunicato inviato lo scorso mese di aprile alla commissione Affari Costituzionali del Senato con le firme di un gruppo di cittadini fra cui consiglieri e assessori del Comune di Udine.Si può leggere nella parte finale del testo raggiungibile con il link
http://diariealtro.it/?p=4944.

In precedenza se ne era fatto carico il consigliere Pustetto, Diritto di tutti i nuovi nati al certificato di nascita primo firmatario di  una mozione presentata al consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia nel lontano 23 ottobre 2013 e approvata in aula il 26 febbraio 2014  (allegato Mozione 21) e se ne era validamente occupata nel suo congresso del 2014 la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
Mozione 21_Registrazione figli immigrati
http://diariealtro.it/?p=3110

Infine la questione era stata posta in un incontro ospitato nella sede del Centro Balducci il 9 0ttobre 2015 (presenti anche l’on. Rosato e Fabia Mellina Bares, valida Garante regionale dei diritti della persona della Regione Friuli Venezia Giulia).

Non sappiamo come finirà questa tristissima, lunga vicenda ma ci è sembrato doveroso darne puntuale informazione a chi ne sia interessato, senza negarci la speranza nell’efficacia dell’intervento del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia.

Augusta De Piero –

Chiara Gallo
Daniela Rosa  (anche come presidente dell’associazione ‘le Donne resistenti’)Eugenia Benigni
Valentina Degano

PS: Per chiarezza di lettura si trascrivono i nomi dei Consiglieri Regionali firmatari

Agnola Enio; Bagatin Renata; Boem Vittorino; Codega Franco; Cremaschi Silvana; De Giau Chiara; Gabrovec Igor; Gerolin Daniele; Liva Renzo; Marsilio Enzo; Martines Vincenzo; Moretti Diego; Rotelli Franco; Ukmar Stefano; Zecchinon Armando; Paviotti Pietro; Gregoris Gino; Edera Emiliano; Lauri Giulio; Gratton Alessio; Pustetto Stefano;  Travanut Mauro

 

 

giugno 2, 2017Permalink

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