15 agosto 2017 – Provo a far arrivare una lettera al giornalista che conduce Prima Pagina

Al giornalista Marco Bracconi
conduttore di Prima Pagina e
giornalista di La Repubblica
SUA SEDE

Egregio giornalista
quando ho chiamato Prima Pagina questa mattina prevedevo che non sarei stata passata. L’argomento su cui mi documento e che cerco di diffondere è noioso, non emoziona, non è rappresentabile con foto, video capaci di far rabbrividire, emozionare, commuovere.
E’ solo un pezzo di carta, il certificato di nascita, di cui tutti disponiamo, di cui dispongono i nostri figli eccezion fatta per i ‘figli degli altri’, categoria identificata per la prima volta con una legge fortemente voluta dall’allora Ministro Maroni ai tempi del quarto governo Berlusconi (legge 94/2009 art. 1, comma 22, lettera g).
Certamente l’on Ministro non li chiamò ‘figli degli altri’ ma figli nati in Italia da genitori non comunitari privi di permesso di soggiorno.
La finalità: mostrare politici burocratici muscoli ad amici ed estimatori facendo sì che una persona che voglia registrare la nascita del proprio figlio per assicurargli come dovuto il certificato di nascita si esponga al rischio dell’espulsione manifestandosi irregolare.
A questo punto, per ragioni di sicurezza della famiglia tutta il genitore ‘irregolare’ potrebbe essere indotto a nascondere il piccolo. Lo facevano anche i nostri emigrati in Svizzera cui, se ‘stagionali’, era negata la presenza dei figli (che però avevano potuto registrare regolarmente all’anagrafe in Italia).
Le pongo ora la domanda che non ho potuto farle in viva voce: ieri (14 agosto) lei ha parlato a lungo della interessante proposta di legge “Disposizioni per la formazione alla genitorialità e per il sostegno alla responsabilità educativa dei genitori” (prima firmataria on. Iori –Pd).
Si presume che in questa attività educativa i genitori siano edotti anche dell’opportunità di educare i figli al rispetto delle leggi (un esempio banale: non attraversare col rosso, usare con prudenza la bicicletta, gettare l’immondizia nei cassonetti appositi …).
Purtroppo c’è il rischio che possano spiegare ai loro figli che, disponendo del certificato che apre loro la scuola, la sanità e quant’altro è diritto dei cittadini, debbano sapersi legalmente privilegiati, diversi dai loro coetanei cui tutto ciò è negato perché legalmente inesistenti in quanto ‘non nati’. Possono aggiungere che un loro compagno di giochi può essere un fantasma?
Ora è previsto che quella norma sia cancellata dall’articolo 2 comma 3 dalla proposta “Disposizioni in materia di cittadinanza” (cd ius soli) ma – ammesso che questa legge sia approvata prima della fine della legislatura – otto senatori hanno già proposto la cancellazione dell’articolo che riporterebbe i piccoli fantasmi alla condizione di bambini. Si tratta di Paolo Romani, Bernini, Gasparri, D’Alı, Malan, Pelino, Floris, Fazzone – FI-PdL.
Se l’emendamento citato fosse approvato e di conseguenza la norma “Disposizioni in materia di cittadinanza”(cd ius soli) fosse approvata così mutilata manterremmo i fantasmi immaginati otto anni fa e genitori che ne fossero informati potrebbero educare i loro figli all’accettazione di un’esclusione che può sembrare a fondamento razzista.
Che fare?
Augusta De Piero – Udine

agosto 15, 2017Permalink

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