23 settembre 2017 – Appelli per le Disposizioni in materia di cittadinanza (cd ius soli)

Questa mattina nella casella di posta ho trovato una segnalazione de ‘ildialogo – at – org’ (link in calce).
Non so se gli intellettuali firmatari dell’appello abbiano la credibilità che li può fare leader di un movimento di civiltà
Per quel che capisco se le Disposizioni in materia di cittadinanza (cd ius soli) passeranno con voto di fiducia sarà nel testo approvato dalla camera nel mese di ottobre 2915 e caratterizzato dal lungo sonno in senato.
Quindi saranno salvati (a norma dell’art.2 comma 3) anche i nati in Italia, figli di sans papier condannati dal 2009 (quarto governo Berlusconi, allora ministro dell’interno on Maroni) ma lo saranno per una felice casualità perché i firmatari degli appelli (per quanto ho potuto controllare) non se ne sono mai occupati.
Capisco che associarsi a un bel movimento intelligente, competente, coraggioso e visibile possa piacere e assicurare visibilità anche a chi lo sostiene.
Capita però che i diritti che segnano una civiltà vengano occultati anche nelle pieghe oscure della storia dove le vittime ci sono e non si vedono. e se queste vittime –ben identificabili in legge perché una legge le ha costruite – non si vedono è un segnale, secondo me, di degrado di civiltà.
Spero che gli appelli abbiano successo ma nel quadro -mio- di una grande delusione per un silenzio distratto di chi ha gli strumenti per capire e dire..

Repubblica.it Politica
Ius soli, gli appelli degli intellettuali: “Il governo ponga la fiducia”
21 settembre 2017 Due diversi appelli di esponenti del mondo della cultura – da Luigi Manconi a Furio Colombo e Luciana Castellina fino a Carlo Ginzburg e Goffredo Fofi – per chiedere alle istituzioni uno scatto sulla legge pel la cittadinanza Lucrezia Clemente

LO SPECIALE Le leggi da non tradire
Continua la battaglia di intellettuali e professori per l’approvazione, prima della fine della legislatura, dello Ius soli, la riforma della legge sulla cittadinanza italiana. In mattinata il senatore democratico Luigi Manconi, insieme a Ginevra Bompiani, Furio Colombo, Luigi Ferrajoli, Luciana Castellina e il professor Franco Lorenzoni, ha presentato al presidente del Senato Pietro Grasso due appelli rivolti ai cittadini italiani e alle istituzioni. “La partita non è definitivamente chiusa, i tempi della legislatura consentono l’approvazione della legge” ha dichiarato Manconi, presidente della commissione per la tutela dei diritti umani al Senato. “Chiedo al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che su questo tema importante venga posta la questione di fiducia, ne vale della dignità del Parlamento”.
Ius Soli, Manconi: ”La partita non è chiusa, Gentiloni ponga la fiducia”

I due appelli, lanciati nei giorni scorsi hanno già raccolto oltre 6 mila adesioni tra cui quelle di prestigiosi intellettuali italiani, da Carlo Ginzburg a Goffredo Fofi, da Moni Ovadia a Erri De Luca. Il primo, “Appello Ius Soli” è stato proposto dall’editrice Ginevra Bompiani e fatto circolare successivamente in Senato da Manconi. “Ci sono due immaginari oggi, uno fatto di diffidenza e paura, su cui non si costruisce niente e l’altro di apertura e creatività. Si tratta di scegliere a quale dare voce” ha detto Bompiani, “lo ius sanguinis è come un dialetto che si appoggia alla lingua madre, lo ius soli invece è la lingua comune, approvarlo è una questione in primo luogo d’onore per l’Italia”.

Il secondo appello, che ha come primo firmatario il professor Franco Lorenzoni si rivolge invece direttamente agli insegnanti che il 3 ottobre, in occasione della giornata dedicata alla memoria delle vittime dell’emigrazione, cominceranno una mobilitazione di un mese per fare pressioni sull’approvazione della riforma. “Settecento insegnanti entreranno in uno sciopero della fame simbolico, già in 3 mila hanno aderito all’appello” racconta Lorenzoni, “i bambini che ho di fronte in classe ogni giorno hanno tutti la stessa dignità. La scuola è l’epicentro di una battaglia che riguarda tutti”.

La legge, bloccata al Senato da un anno e mezzo, dopo l’approvazione alla Camera, è fortemente contestata dalle forze di destra. Gli oltre 40 mila emendamenti presentati dalla Lega obbligano il Governo a porre la questione di fiducia per blindare la legge, ma i numeri per ottenerla ancora non ci sono, dopo il “no” dei senatori di Ap. “I numeri possono essere cambiati con la pressione dell’opinione pubblica” ha ricordato Luciana Castellina. E proprio alla destra nazionalista si è rivolto il giurista Luigi Ferrajoli, firmatario dell’ ”Appello Ius soli”: “voglio ricordare che la tradizione propria del diritto romano è quella dello Ius soli, mentre lo Ius sanguinis è di tradizione barbarica. E’ la stessa sicurezza che richiede la cittadinanza, evitando che si crei negli animi un senso di ingiustizia”. Presente a palazzo Madama anche il giornalista Furio Colombo che ha dichiarato: “Non c’è alcuna argomentazione logica in base alla quale lo Ius soli comporti dei pericoli. Non riconoscere la cittadinanza a dei bambini cresciuti in Italia è una condanna disumana, stupida e contro la storia”.

Sul tema della ius soli, secondo il senatore Manconi, è stata fatta una campagna di disinformazione che ha deformato il senso della legge, dividendo l’opinione pubblica. “La legge va nella direzione di coloro che sono regolarmente in Italia, non di chi sbarca. L’appello è uno dei molti atti che intendiamo portare avanti. Ancora non è troppo tardi
http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/elezioni/Rassegna_1506143814.htm

settembre 23, 2017Permalink

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