8 ottobre 2017 – Molti i modi per distruggere: ne leggo uno nel ricordo del Vajont

L’8 ottobre 1963 un’onda incontenibile superò la diga del Vajont causando distruzioni terribili e, secondo una stima attendibile, 1910 morti.
Oggi una legge voluta nel 2009 e mantenuta con incomprensibile costanza nega l’esistenza di persone classificate allo scopo (i nati in Italia, figli di sans papier).
E’ distruttiva quanto l’onda d’acqua, quella prevedibile  e prevista a fronte di decisioni negate, questa voluta con fermezza dal quarto governo Berlusconi nel 2009 e mantenuta con costanza dai governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni a cui probabilmente sopravviverà per appestare la prossima legislatura, quale che sia.
Una persona amica ieri mi ha inviato un messaggio di stima cui ho risposto con la lettera che trascrivo.

Carx xxx
Ti ringrazio per la stima e mi dispiace di averti scaricato addosso il mio sfogo ma io veramente non ne posso più.
In questi lunghi otto anni che ci separano da quello che secondo me è un crimine (la negazione in legge dell’esistenza giuridica a nati in Italia, classificati come figli di migranti privi di permesso di soggiorno) mi hanno fatto cadere non solo la fiducia nelle organizzazioni dei partiti (che giocando sulla fine delle ideologie hanno distrutto anche le idee, riducendo la capacità di pensiero a conteggio di sondaggi) ma anche parecchi riferimenti a persone che stimavo e perplessità scoraggianti sul mondo associativo.
Continuerò a scrivere dove posso finché chi come istituzione non mi rappresenta più (e lo dico con dolore) avrà definitivamente affossato le “Disposizioni in materia di cittadinanza” compreso il tombale sberleffo al comma 3 dell’art. 2.
Allo sberleffo associo anche il silenzio ipocrita nella Relazione finale del Sinodo dei Vescovi (“La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo” 2015) che al punto 28 si occupa con partecipata intensità dei bambini purché parte di una famiglia. Silenzio – veramente tombale – su quelli che non ce l’hanno perché negata loro per legge. E’ un servizio importante, che non può che realizzare una relazione di gratitudine da parte di chi ha voluto, vuole o semplicemente tollera l’oscenità negazionista inserita in legge nel 2009 (e che si potrebbe eliminare senza onere di spesa).
L’abitudine ad aggrapparsi strumentalmente a qualsivoglia tonaca purché conforme ai propri desideri anche, in questo caso, di tipo negazionista, paga. La pigrizia dei “buoni e pii” è appagata dalle affermazioni di monsignori, vescovi, cardinali, componenti del clero che li esonerano dalla faticosa necessità di pensare.
Se avessi il potere di farlo introdurrei in legge un principio di ius culturae riservato ai parlamentari, obbligandoli (con successiva verifica .. sine qua non) a documentarsi sul significato della seconda massima dell’etica kantiana (1788)
“Agisci in modo da trattare l’uomo, così in te come negli altri, sempre anche come fine e non mai solo come mezzo”. (Kant Critica della ragion pratica 1788)
collegandolo all’art 67 della Costituzione
“Ogni membro del parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”
e, dopo la verifica sulla adeguata comprensione dei due concetti, a farsi una ragione del principio che nasce dalle risoluzioni dell’ONU che vuole il minore persona, declinando questa considerazione in quella che è una vera rivoluzione copernicana, il principio del “superiore interesse del minore” (qualcuno traduce ‘supremo’ e forse ha ragione).
Hai ragione quando mi scrivi “temo che non se ne potrà fare nulla”. Le ragioni dell’inutilità della ragione (intesa come umana funzione) sono importanti anzi determinanti.
Grazie per avermi dato attenzione

ottobre 8, 2017Permalink

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