6 novembre 2017 – Ho il diritto ad avere paura

 .PREMESSA  Ho deciso di non passare questo testo a facebook ma, poiché contiene una scommessa con me stessa, di farlo dopo che avremo conosciuto i risultati delle elezioni nazionali (che se non erro avranno luogo il 3 marzo). Lo faccio invece questa mattina perché ancora non si conoscono i risultati delle elezioni siciliane che probabilmente, una volta noti, mi consentirebbero una impietosa risataccia. Intanto la pubblicazione nel blog mi assicura la certezza della data e dell’ora.

 

Paura di che? del dibattito parlamentare sulla legge ‘Disposizioni in materia di cittadinanza’ che si giace in senato nel testo approvato dalla camera, dal mese di ottobre 2015  (duemilaequindici!) senza che nessuno in parlamento abbia messo in moto iniziative efficaci per farlo votare. Da poco tempo sembra essersi manifestata una imprevedibile scossa. Veramente c’era stato già in giugno un tentativo del Presidente del senato via via franato. Qualche giorno fa il senatore Luigi Zanda, capigruppo Pd al Senato, lo ha rilanciato con una convinzione che ha lasciato l’aula quasi attonita: “Non appena avremo la certezza di avere i voti necessari, accoglierei con molto favore una decisione del governo di mettere la fiducia sullo Ius soli prima della fine di questa legislatura”. Poi ci si è messo anche il ministro dell’interno “Un grande partito si batte, decide e convince: non rinunciamo”, ha detto il ministro dell’Interno

Un grande partito, appunto ma dov’è?… Nel 2009 (XVI legislatura) l’allora ministro Maroni, protetto dal nido sicuro del quarto governo Berlusconi, aveva fatto approvare con voto di fiducia il pacchetto sicurezza che all’art. 1 comma 22 lettera g imponeva la presentazione del permesso di soggiorno anche per la registrazione della dichiarazione di nascita e per le pratiche relative alla pubblicazione di matrimonio. Si accorse dell’assurdità della situazione l’allora deputato Leoluca Orlando che presentò un’interrogazione che val la pena ricordare soprattutto corredata dalla risposta ipocrita fino al ridicolo di un sottosegretario, uomo della Lega Nord allora al governo.

Un’interrogazione puntuale e una risposta governativa ipocrita. Spunta la circolare 19

LEOLUCA ORLANDO. – Al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che: in data 8 agosto 2009 è entrata in vigore la legge 15 luglio 2009, n. 94 «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica»; alla lettera g del comma 22 dell’articolo 1 della predetta legge si modificava il comma 2 dell’articolo 6 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sostituendone una parte, con la frase «, per quelli inerenti all’accesso alle prestazioni sanitarie di cui ali ‘articolo 35 e per quelli attinenti alle prestazioni scolastiche obbligatorie»; questa modifica è stata di fondamentale importanza per la tutela della maternità, della salute e dell’istruzione di tutte le persone extracomunitarie che si trovano, anche illegalmente, nel nostro Paese, in quanto non obbliga le persone in situazione di bisogno sanitario urgente alla presentazione del permesso di soggiorno per ottenere le giuste cure; in data 7 agosto 2009 è stata emanata, dal dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’interno, una circolare (prot. 0008899) con oggetto: «Legge 15 luglio 2009, n. 94, recante «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica. Indicazioni in materia di anagrafe e stato civile», ed è stata inviata a tutti i prefetti della Repubblica italiana; con questa circolare il Ministero dell’interno andava a sanare una situazione di interpretazione dubbia della suddetta legge, su alcuni temi, tra cui quello importantissimo delle dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione; al punto 3 della predetta circolare si chiariva che «Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita-stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto. L’atto di stato civile ha natura diversa e non assimilabile a quella dei provvedimenti menzionati nel citato articolo 6»; a parere dell’interrogante, molti punti della circolare stessa sono fondamentali per la struttura e per la funzionale applicazione della legge n. 94 del 2009, ma il metodo applicato dell’uso della circolare stessa appare di indicazione troppo lieve e sicuramente meno impegnativa dell’uso di una legge nell’applicazione della stessa -: se il Ministro non ritenga opportuno assumere iniziative che attribuiscano valore normativo alla circolare del 7 agosto 2009 prot. 0008899 fornendo così strumenti sicuramente più incisivi a chi la stessa debba applicare        (4-08314) .                                                                                            

Risposta. – Il ministero dell’interno, con la circolare n. 19 del 7 agosto 2009, ha inteso fornire indicazioni mirate a tutti gli operatori dello stato civile e di anagrafe, che quotidianamente si trovano a dover intervenire riguardo ai casi concreti, alla luce delle novità introdotte dalla legge n. 94 del 2009 (entrata in vigore in data 8 agosto 2009), volta a consentire la verifica della regolarità del soggiorno dello straniero che intende sposarsi e ad arginare il noto fenomeno dei matrimoni «fittizi» o di «comodo». È stato chiarito che l’eventuale situazione di irregolarità riguarda il genitore e non può andare ad incidere sul minore, il quale ha diritto al riconoscimento del suo status di figlio, legittimo o naturale, indipendentemente dalla situazione di irregolarità di uno o di entrambi i genitori stessi. La mancata iscrizione nei registri dello stato civile, pertanto, andrebbe a ledere un diritto assoluto del figlio, che nulla ha a che fare con la situazione di irregolarità di colui che lo ha generato. Se dovesse mancare l’atto di nascita, infatti, il bambino non risulterebbe esistere quale persona destinataria delle regole dell’ordinamento giuridico. Il principio della inviolabilità del diritto del nato è coerente con i diritti garantiti dalla Costituzione italiana a tutti i soggetti, senza alcuna distinzione di sorta (articoli 2, 3, 30 eccetera), nonché con la tutela del minore sancita dalla convenzione di New York del 20 novembre 1989 (Legge di ratifica n. 176 del 27 maggio 1991), in particolare agli articoli 1 e 7 della stessa, e da diverse norme comunitarie. Considerato che a un anno dall’entrata in vigore della legge n. 94 del 2009 non risultano essere pervenute segnalazioni e/o richieste di ulteriori chiarimenti, si ritiene che le deposizioni contenute nella predetta circolare siano state chiare ed esaustive, per cui non si è ravvisata sinora la necessità di prospettare interventi normativi in materia. Il Sottosegretario di Stato per l’interno: Michelino Davico.

E arriviamo alla XVII legislatura

Il presidente del consiglio Berlusconi, entrato in carica nel 2008, si dimise il 16 novembre 2011. Subentrò il governo Monti le cui dimissioni (dicembre 2012), seguite da elezioni, segnarono la fine della XVI legislatura e insieme la decadenza della proposta di legge presentata da Leoluca Orlando con l’intento di risolvere il problema delle registrazioni delle dichiarazioni di nascita. Per le pubblicazioni di matrimonio il problema era stato risolto dalla Corte Costituzionale, formalmente interpellata. Infatti con sentenza n. 245 del mese di luglio 2011 l’Alta Corte escludeva il permesso di soggiorno dai documenti da presentarsi per registrare le pubblicazioni di matrimonio. I nati in Italia, figli di migranti irregolari, restavano invece penalizzati dalla permanente necessità della presentazione del permesso di soggiorno dei genitori che era ed  è legge dello stato italiano. Solo la politica avrebbe potuto tutelarli cancellando l’articolo che li condannava – e li condanna – a non esistere.

Anche nella XVII legislatura il nemico pesante tre chili o poco più o anche meno resta come un macigno inamovibile nella nostra legislazione e il parlamento, nel succedersi degli imperturbabili governi Letta, Renzi, Gentiloni, non osa affrontare la situazione della registrazione di nascita negata ai figli dei sans papier anche se, durante la presidenza Letta, qualcuno fu così audace da presentare due proposte di legge (740/2013 alla Camera e 1562/2014 al Senato) per risolvere – senza onere di spesa – il problema. La governativa fermezza (sostenuta non solo a livello parlamentare ma anche dal silenzio della società in-civile) assicurò che le due proposte non fossero prese in considerazione fino al 2015 quando la soppressione della richiesta del permesso di soggiorno al fine di registrare la nascita di un figlio fu inserita nella proposta “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza” (nota come ius soli). Era ed è  il comma 3 dell’articolo 2 che, se fosse approvato, ripristinerebbe la garanzia del certificato di nascita negato dal 2009 ai figli dei sans papier. Ma anche “lo ius soli” ora è sul filo del rasoio e rischia seriamente di non essere approvato.

Due storie si intrecciano agli sgoccioli della legislatura
La questione si riapre fra un’indicazione particolarmente deresponsabilizzante dovuta all’indifferenza della sottosegretaria Boschi (non ci sono i numeri!) e un  soprassalto del ministro dell’interno e del sen. Zanda (capogruppo del Pd al senato).
Come si chiuderà? Alla fine della XVII legislatura manca poco e, scommettendo con me stessa, faccio tre ipotesi (ritengo vincente la prima)
1. o non sarà possibile percorrere la strada di una normale procedura di voto né concedersi un voto di fiducia e la norma decadrà per essere affidata – secondo una banale espressione dell’improvvida sottosegretaria di cui sopra, (“Speriamo nella prossima legislatura”) – a quel che succederà (après moi le déluge, diceva il re di Francia);
2. o con normale procedura o con voto di fiducia sarà approvato il testo licenziato due anni fa dalla camera (ipotesi da richiami miracolistici e perciò la più improbabile);
3. o la norma uscita dalla camera potrebbe tornarvi mutilata dal senato per un’ulteriore approvazione (e per questo non mi sembra ci siano i tempi tecnici, senza contare le migliaia di emendamenti presentati dal solito senatore Calderoli all’art. 1).
La mutilazione, la cui stessa proposta mi spaventa per il suo peso culturale in un’etica che sta affermandosi condivisa, potrebbe intervenire con l’accettazione dell’emendamento soppressivo del comma 3 dell’art. 2, uno dei più squallidi, ignobili passaggi parlamentari che io abbia registrato in questa vicenda ripugnante fin dalle sue lontane origini.
Questa soppressione infatti è stata proposta da otto senatori di FI PdL eroicamente associati, per assicurare continuità alla grottesca sempre presente trovata di Maroni. Ricordiamone i nomi (della serie se li conosci li eviti) Paolo Romani, Bernini, Gasparri, D’alì, Malan, Pelino, Floris, Fazzone.  [NOTA]

Ferma restante l’ideologia fondante («Nei riguardi della politica interna il problema di scottante attualità è quello razziale» aveva proclamato Mussolini a Trieste il 18 settembre 1938) io continuo a chiedermi: quale vantaggio traggono questi signori dal consentire a una matta bestialità che vede un nemico da annullare in un essere appena nato cui si dichiara di non volerlo  come proprio concittadino? Inorridisco pensare che questi otto alfabetizzati signori abbiano scelto di distruggere l’esistenza di neonati – identificati a seguito della irregolarità amministrativa dei loro genitori – per qualche loro personale vantaggio o per la soddisfazione amorale di fare un  danno al ‘nemico’ attraverso i suoi figli e che insieme rispondano, con un silenzio che equivale a un ghigno, agli appelli di ragazze e ragazzi che, dai banchi di scuola, chiedono di diventare cittadini italiani. E’ così? Lo sapremo entro due mesi.

[NOTA]  Ho scelto questo sito – fra i tanti possibili – perché riporta varie citazioni dalla pubblicazione linkata e a pag. 116 si trova l’affermazione che ho citato
“Nei riguardi della politica interna il problema di scottante attualità è quello razziale”
Mettendo nel motore di ricerca la frase virgolettata emerge la citazione che ritengo importante per il termine ancora attuale “politica interna”

https://books.google.it/books?id=X7FfCgAAQBAJ&pg=PA116&lpg=PA116&dq=nei+riguardi+della+politica+interna+il+problema+di+scottante+attualit%C3%A0+%C3%A8+quello+razziale&source=bl&ots=SjnOZHXmf6&sig=15ctvWUmvzk6IFmiMOBNtbfXUG4&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjCvuXxnqnXAhXnD8AKHYHHASQQ6AEIJzAA#v=onepage&q=nei%20riguardi%20della%20politica%20interna%20il%20problema%20di%20scottante%20attualit%C3%A0%20%C3%A8%20quello%20razziale&f=false

 

novembre 6, 2017Permalink

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