8 gennaio 2018 – Quando sperare è un dovere

Ho pubblicato le segnalazioni che trascrivo su facebook e inviato con lettera alla mia lista cieca.

Prima delle elezioni mi sembra il caso di sollecitare ancora l’interesse per i minori senza certificato di nascita.

Segnalo il link a un articolo del 2015, tutt’altro che inattuale per chi ancora voglia il rispetto dei diritti devastati dalla Shoà e oggi – pur proclamati dall’assemblea delle Nazioni Unite – ignorati se non apertamente beffati. L’ho trascritto nel mio blog il 4 gennaio e si può leggere da qui.
Nel 2015 l’autore svolgeva la funzione di Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, incarico che ha ricoperto dal 2011 al 2016.

LUIGI FADIGA : DA FIGLIO A BAMBINO. Il fanciullo come persona titolare di diritti
Pubblicato nella rivista: Jura Gentium, Rivista di filosofia del diritto internazionale e della politica globale, ISSN 1826-8269

Luigi Fadiga è stato giudice del Tribunale per i minorenni dal 1970 al 1979, è passato al Tribunale civile e penale nei due anni successivi, poi ha diretto l’ Ufficio centrale per la giustizia minorile del Ministero.
Negli ultimi otto anni ho dovuto constatare che, a proposito della fragilità indifesa dei diritti dei minori , non c’è limite al peggio.
Nell’approssimarsi delle elezioni, più che rammarico per la devastante esperienza vissuta, ho paura. Ho imparato che quando ci si confronta con soggetti fragili, che non hanno parola, non c’è limite al peggio.
La lettura dell’articolo di Fadiga può – a chi sia in buona fede – aiutare a definire i termini del problema.
Sarà possibile farlo conoscere a chi – forse – sta preparando un progetto per la prossima legislatura?
Il 5 gennaio, ho tentato alcuni richiami ai tentativi di affermare il cd ius soli, tentativi che si chiudono con una beffa perpetrata in Senato e non solo dalla destra. L’articolo si po’ leggere anche da qui

Ancora una segnalazione
Da lunedì 8 gennaio, #SandraToffolatti legge #AdAltaVoce IL DIARIO DI ETTY HILLESUM Radio3 Rai ore 17
Etty Hillesum è una giovane donna che ad Amsterdam legge Rilke, Dostoevskij, Jung. È un’ebrea, ma non osservante anche se pensa, se non alla religione, a dio. E quando nella sua realtà comincia a entrare il quotidiano della persecuzione, Etty non pensa nemmeno per un momento a salvarsi. Deve parlare, deve osservare. Dal campo di Westerbork sarà mandata ad Auschwitz. A mano a mano che si avvicina la fine, la voce di Etty Hillesum diventa sempre più limpida e sicura, senza incrinature, anche nel pieno dell’orrore”.
Nel #MeseDellaMemoria, il ricordo della vita in tempo di guerra. Il diario è pubblicato da Adelphi Edizioni

Riprendo questa informazione, per me molto importante, perché la lettura di Etty Hillesum consente di conoscere una donna significativa nella cultura europea, voce poco nota della vicenda tragica che ha segnato irrimediabilmente la storia d’Europa.

gennaio 8, 2018Permalink

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