2 febbraio 2018 – La memoria noiosa di una vecchia documentata … che sono io.

Oggi mi è successa una cosa strana

La pagina del mio blog che avevo pubblicato ieri ha cominciato ad agitarsi e a strillare.
Ho verificato. Il 2 febbraio è la vigilia del 3 dello stesso mese e il 3 sta scritto tra altri documentati ricordi:

3 febbraio 1998 – Strage del Cermis [Link 1 – collegamento alla narrazione di rai storia ]
Fino all’anno precedente facevo parte del Comitato Misto Paritetico (Co.Mi.Par.) del Friuli Venezia Giulia che esamina i problemi connessi all’armonizzazione tra i piani di assetto territoriali e i programmi militari.
Il fatto che io mi interessassi del territorio (perché quello era il mio compito nel ruolo riconosciuto dalla legge) non interessava alla regione che pur a tanto mi aveva nominata e il fatto che io non mi esibissi in strilli pacifisti in luogo delle conoscenza che cercavo di assumere non piaceva all’associazionismo pacifista che pur informavo con annuali relazioni.
Così – dopo un pubblico attacco in un convegno in cui mi trovai completamente isolata (non so più quale elezione incombeva e distorceva gli interessi sulla pubblicità) – mi dimisi: era la fine di dicembre 2017.
Un mese dopo sarebbe intervenuta la strage del Cermis.

E qui comincia la storia del Memorandum ignorato (e millantato come segreto che riporto con le parole e i link di allora, 1998 [2])

La base di Aviano nacque su di un vecchio aeroporto italiano che fu affidato agli USA, a seguito dei trattati di pace, negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. Un ulteriore accordo tra governi, stipulato nel ’54, stabilì che gli americani fossero da considerarsi ospiti e che le responsabilità del territorio della Base, non delle operazioni di volo, appartenessero alle Forze Armate italiane. Questo accordo tra l’Italia e gli USA è in parte noto e in parte segretato.
Io ne possiedo una parte, in qualche modo “conquistata”, perché quando si cerca di ottenere questo tipo di documentazione la prima risposta è negativa: “Si tratta di segreto militare”. Alla domanda che ne consegue: “Allora mostratemi il decreto di segretazione” (il segreto infatti non è soggetto all’arbitrio, ma è tale a seguito di una decisione precisa e formalizzata), improvvisamente i muri cadono allo squillo di immaginarie trombe di Gerico e il documento emerge, almeno nella parte non segretata .
Il documento di cui dicevo è denominato “Memorandum” ed è stato più volte contrattato fra il governo degli USA e il governo italiano.
Il testo del 30 novembre 1993 afferma esplicitamente che l’ufficiale responsabile della Base, del territorio della Base e non delle operazioni di volo, che appartengono all’aeronautica militare statunitense, è il comandante italiano.
E l’edizione successiva del Memorandum (2 febbraio1995) merita di essere letta anche per chi volesse ragionare sulla strage del Cermis. Apro una parentesi: per avere il testo di questo Memorandum i giudici di Trento sono dovuti andare fino a Roma; dopo di che – si è letto – avrebbero incriminato anche il comandante italiano della Base. Non conosco i capi d’accusa, però ritengo che, se ci sono, possano fondarsi sul testo che ora vi leggo, invitandovi a ricordare quanto ho detto precedentemente sulle competenze non solo delle Forze Armate, ma anche della Regione e dei sindaci nell’espressione di determinati pareri.

Dunque l’edizione del Memorandum del 2 febbraio 1995 precisa:
“L’installazione è posta sotto il Comando italiano. Le funzioni di tale Comando, che sono esercitate da un Ufficiale italiano, variano a seconda che l’installazione sia utilizzata congiuntamente o esclusivamente dalle Forze Armate degli USA. Il Comandante italiano ha piena giurisdizione sul sedime, sulle infrastrutture su di esso esistenti, su tutto il personale italiano militare e civile – assegnato a qualsiasi titolo all’installazione – e sull’equipaggiamento e i materiali nazionali […]. Il Comandante USA esercita il comando pieno sul personale, l’equipaggiamento e le operazioni statunitensi. Egli deve preventivamente informare il comandante italiano in merito a tutte le attività USA di rilievo, con particolare riferimento all’attività operativa e addestrativa, ai movimenti di materiali, armamenti, personale militare e civile, nonché agli avvenimenti o inconvenienti che dovessero verificarsi. Analogamente il Comandante italiano tiene informato il Comandante USA su tutte le attività nazionali di rilievo. Nel caso ritenga che le attività USA non rispettino le leggi italiane vigenti, il Comandante italiano informerà il Comandante USA e si rivolgerà immediatamente alle autorità italiane superiori per un parere. Le divergenze fra i Comandanti, in merito all’opportunità di intraprendere una particolare operazione, che non possono essere risolte localmente, saranno prontamente sottoposte alle rispettive Superiori Autorità…”.

Quindi il riferimento ai rispettivi Governi, o ai Ministeri della Difesa dei rispettivi Governi, non è un capriccio o una garanzia offerta in termini generici, ma è obbligatorio: quando i problemi non possono essere risolti in sede locale, i due Comandanti devono rivolgersi uno al Ministero della Difesa italiano, l’altro al Ministero della Difesa statunitense. Ancora una volta dobbiamo rilevare che non ci stiamo aggirando oscuramente nel quadro di un mistero imperscrutabile, ma esistono procedure che hanno il loro iter, che hanno i loro responsabili, e, nel caso specifico, ci sono anche persone tenute ad esprimere un parere su cui dovrebbe essere adeguatamente informata l’opinione pubblica. Anche in questa materia è possibile quindi identificare responsabilmente funzioni e referenti.
Viceversa nella conduzione della Base, almeno per gli aspetti di competenza del CoMiPar, c’è stata una strana collusione fra il responsabile americano e quello italiano. Non sto evidentemente parlando del problema dell’esistenza della Base. Credo che ragionare solo in termini di “Base sì, Base no, qui ed ora” sia improponibile e forse privo di efficacia, perché non mette in discussione il ruolo che gli USA possono esercitare nella politica europea. E’ già accaduto che, a fronte di proteste per la presenza della Base, gli americani abbiano proclamato che se ne sarebbero andati in Ungheria, dove ritenevano di poter avere migliore accoglienza.
In sostanza a chi tenta di dire la propria opinione sulla realtà del territorio in cui vive, i militari americani ricordano che la libertà di espressione del pensiero e della parola, quando si traduce in decisioni conseguenti, dà loro fastidio, irrita e disturba.

LINK
[1 http://raistoria.rai.it/articoli/tragedia-sul-monte-cermis/11985/default.aspx
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[2 link d’epoca – con gli ultimi 2 si arriva al testo del Memorandum]
https://www.google.it/search?q=http%3A%2F%2Fwww.bbc.com%2F&rls=com.microsoft:it-IT:IE-SearchBox&ie=UTF-8&oe=UTF-8&sourceid=ie7&gfe_rd=cr&ei=U53OVtChEZLF8AeUjbOYBw&gws_rd=ssl#q=CERMIS+1998+CORRIERE

https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_della_funivia_del_Cermis
http://www.repubblica.it/online/dossier/basi/tre/tre.html
http://www.repubblica.it/online/dossier/basi/trattato/trattato.html
http://www.repubblica.it/online/speciale/shell/uno/uno.html

febbraio 2, 2018Permalink

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