29 marzo 2018 – Malala torna in Pakistan

Malala ritorna nella sua patria: visita blindata in Pakistan a sei anni dall’attentato.
L’attivista per i diritti delle donne, premio Nobel per la pace nel 2014, fu portata via in coma dopo gli spari dei talebani e sognava di rivedere la sua terra: è arrivata in segreto
  Malala Yousafzai, vincitrice del premio Nobel per la pace e attivista per i diritti delle donne, è tornata nella sua terra natale, il Pakistan, per la prima volta da quando è sfuggita a un attentato nel 2012. I dettagli del suo viaggio sono stati “tenuti segreti a causa della natura sensibile di questa visita”, ha detto un funzionario del governo, mentre il suo sbarco all’aeroporto internazionale di Islamabad è stato blindato dalla polizia, secondo le foto mostrate in televisione.
Malala, che ha 20 anni ed è arrivata accompagnata dai suoi genitori, dovrebbe incontrare il primo ministro Shahid Khaqan Abbasi e fermarsi nel Paese per quattro giorni. A tentare di ucciderla 6 anni fa furono i talebani pakistani. L’agguato scattò mentre lei tornava da scuola: non le perdonavano la sua campagna per l’educazione delle ragazze. Una sfida che Manala aveva lanciato nel 2007, quando i talebani hanno imposto la loro legge sanguinosa nella sua Swat Valley (nel nord-ovest del paese), regione che in passato era stata pacifica meta turistica ai piedi dell’Himalaya. Figlia di un preside e di una madre analfabeta, a 11 Malala stava alimentando un blog sul sito web della Bbc in urdu, la lingua nazionale del Pakistan. Sotto lo pseudonimo di Gul Makai, descrisse il clima di paura nella sua valle. Il nome di questa ragazza coraggiosa, amante dei libri e della conoscenza, cominciò allora a circolare a Swat, poi nel resto del Paese e la fama la portò a vincere un premio nazionale per la pace. Finché il 9 ottobre 2012, i jihadisti del Ttp hanno fatto irruzione nello scuolabus di Malala all’uscita dalle lezioni. Un attentatore ha chiesto chi era Malala prima di spararle in testa. Gravemente ferita, la ragazza era stata trasferita d’urgenza in un ospedale di Birmingham, nel Regno Unito, dove aveva ripreso conoscenza alcuni giorni dopo.

In Inghilterra, dove vive dopo quell’attentato, è diventata la paladina del diritto all’istruzione femminile. Nel 2014 ha ricevuto il premio Nobel insieme all’indiano Kailash Satyarthi per il loro lavoro a sostegno del diritto all’istruzione per le ragazze. Ora studia economia, filosofia e scienze politiche all’Università di Birmingham.

In patria è ancora minacciata dai circoli islamici radicali contrari all’emancipazione delle donne. Ma la giovane attivista non ha rinunciato a vedere il suo paese nonostante le minacce. “Spero di poter un giorno tornare in Pakistan, è difficile non vedere la propria casa, la propria famiglia e gli amici per oltre cinque anni”, aveva detto a gennaio nel corso di una visita al World Economic Forum da Davos. Molti dei suoi compatrioti hanno accolto favorevolmente il suo ritorno su Twitter. “Benvenuta #MalalaYousafzai, la figlia coraggiosa e resistente del Pakistan, nel suo paese”, ha scritto il politico Syed Ali Raza Abidi.

http://www.repubblica.it/esteri/2018/03/29/news/malala_ritorna_nella_sua_patria_visita_blindata_in_pakistan_a_sei_anni_dall_attentato-192487267/?ref=RHPPBT-BH-I0-C4-P2-S1.4-T1

Marzo 29, 2018Permalink

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