1 giugno 2018 – Mons Zuppi, arcivescovo di Bologna e la festa della Repubblica

Due giorni fa, nello spazio digitale più impensato, ho scoperto un comunicato Ansa che recita:
Zuppi lancia ‘Te Deum’ per la patria. Arcivescovo Bologna, dopo difficoltà preghiamo per l’Italia

(ANSA) – BOLOGNA, 30 MAG – “Desidero che in ogni comunità della Diocesi, al vespro di venerdì 1 giugno o nella giornata di sabato 2 giugno, si canti l’inno di ringraziamento ‘Te Deum’ e si innalzino preghiere e suppliche per la nostra Patria, chiedendo la grazia di un rinnovato impegno di tutti per il bene comune”. L’inedita iniziativa liturgica è lanciata dall’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, in conclusione di un messaggio per la Festa della Repubblica. “La festa del 2 giugno – scrive Zuppi – ha quest’anno un carattere particolare: cade nel 70/o dell’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana e della prima elezione del Capo dello Stato. Spinto dal recente Congresso Eucaristico Diocesano, che ha rinnovato il legame tra Chiesa e Città degli uomini, considerando anche le difficoltà degli ultimi avvenimenti, desidero invitare tutti i credenti a innalzare a Dio un ringraziamento per il tanto che ci unisce e a pregare per il nostro Paese”.. [Fonte 1]

Scopro che all’arcivescovo di Bologna si unisce anche l’arcivescovo di Torin0.
Proseguo nelle mie ricerche e trovo un articolo di Repubblica.it, proposto dalla Città del Vaticano e dovuto alla penna dell’attendibilissimo giornalista Paolo Rodari [Fonte 2]

La Costituzione non è un retaggio del passato ma il fondamento della nostra casa comune.

“La Costituzione non è un retaggio del passato ma il fondamento della nostra casa comune, il deposito di valori che sono le radici senza le quali non si può costruire il futuro. Ai Padri costituenti “dobbiamo loro rispetto vero e gratitudine consapevole, perché la Costituzione ha permesso e orientato la costruzione di una società democratica e fornisce ancora lo spirito ed i criteri guida per una convivenza nella giustizia e nel rispetto per ogni persona. Essa garantisce diritti e doveri ed indica la responsabilità di tutti nella costruzione della casa comune che è il nostro Paese”. “Il suo spirito certamente ne rappresenta anche un’indicazione di metodo per il futuro”,

La citazione, certamente suggestiva fa parte di un passo attribuito al mons. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna, 112° Successore di San Petronio. Così si dichiara.
Nell’incipit dell’articolo di Rodari si trova anche un riferimento alle diocesi del Triveneto.
Continuo a cercare.                          

Le diocesi del cd. Triveneto sono 15 e comprendono anche le diocesi del Friuli Venezia Giulia [Fonte 3] e, cercando di capire quale sia il loro apporto, faccio una strana scoperta.
Nove di queste il 30 maggio hanno proposto, a firma dei direttori dei rispettivi settimanali diocesani, un editoriale comune: “Le Istituzioni e l’Europa, un patrimonio da difendere”.
E poiché 15 meno 9 fa 6, fra le sei testate diocesane assenti noto quelle di Trieste e Udine. [Fonte 4]
Tempistica inadeguata per proporre tempestivamente quel pezzo sui propri settimanali diocesani?
Se è così basterà aspettare una settimana per registrarne l’assenza o la presenza.
Ne trovo qualche tratto nel settimanale della diocesi di Padova e ne copio un passaggio::
“«Di fronte a un tale scenario è decisivo tornare all’essenziale ovvero al rispetto delle regole costituzionali e con esse delle istituzioni. C’è una palese e pericolosa spinta a violare le regole basilari della democrazia” … I governi passano, le istituzioni rimangono».

Benedetto Croce, padre costituente

Forse quel civile richiamo al rispetto delle regole che caratterizzano la democrazia può venir inteso come un’intrusione clericale dentro l’ambito che dovrebbe essere laico (quello della laicità dello stato che non si voglia confessionale, vuoi per settario fanatismo che per opportunismo)?
Quando la questione si pone nell’ambito del laicismo ci si colloca in un vecchio schema ignorando che la religione fa parte di una cultura con molte radici e che non occorre essere credenti per farvi legittimo riferimento (forse per leggere Omero ci è chiesto credere in Giove?).
Leggendo l’intervento dell’arcivescovo di Bologna mi è venuto in mente un episodio che risale all’11 marzo 1947 quando Benedetto Croce pronunciò il suo unico intervento nell’Assemblea Costituente . [Fonte 5]

«Ciascuno di noi si ritiri nella sua profonda coscienza e procuri di non prepararsi, col suo voto poco meditato, un pungente e vergognoso rimorso. Io vorrei chiudere questo mio discorso, con licenza degli amici democristiani dei quali non intendo usurpare le parti, raccogliendo tutti quanti qui siamo a intonare le parole dell’inno sublime:
«Veni, creator spiritus,
Mentes tuorum visita;
Accende lumen sensibus;
Infunde amorem cordibus!».     Soprattutto a questi: ai cuori».

Il rispetto per ogni persona     

Leggo questa espressione nel passo riferito a mons Zuppi e subito mi chiedo se ‘persona’ per Sua Eminenza sia anche il nato in Italia che resta un fantasma privo di certificato di nascita se un suo genitore è privo del permesso di soggiorno, una questione annosa aperta nel 2009 (di cui metto il riferimento all’ultima sintesi presente nel mio blog). [Fonte 6]
Di ciò scriverò all’arcivescovo di Bologna. Probabilmente non mi risponderà. Ci sono abituata ma persisto.
Può capitare che un sasso nello stagno generi un cerchio. O forse no.

[Fonte 1] http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2018/05/30/zuppi-lancia-te-deum-per-la-patria_21f11153-9606-4791-9409-fad46226a172.html
[Fonte 2] http://www.repubblica.it/politica/2018/05/31/news/_pregate_per_la_patria_un_te_deum_per_l_italia_l_appello_di_vescovi_e_diocesi-197830826 /
[Fonte 3] http://www.cet.chiesacattolica.it/diocesi-del-triveneto/
[Fonte 4] https://agensir.it/quotidiano/2018/5/30/governo-settimanali-diocesani-del-triveneto-pericolosa-spinta-a-violare-le-regole-basilari-della-democrazia/
[Fonte 5] https://www.radicali.it/20130107/benedetto-croce-uno-stato-unitario/”.
[Fonte 6] http://diariealtro.it/?p=5779

Giugno 1, 2018Permalink

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