5 luglio 2018 – I figli degli altri non sono e non erano figli ‘nostri’

La ‘statua della libertà’ parla di liberazione

Sette persone sono state arrestate per aver appeso al piedistallo della Statua della Libertà, nel Giorno dell’indipendenza, uno striscione con la scritta “Abolire l’Ice”, la divisione del dipartimento della sicurezza interna che arresta ed espelle gli immigrati clandestini. Lo rende noto un portavoce della polizia del National Park service, ricordando che è proibito esporre striscioni dal monumento. Gli arrestati sono attivisti del gruppo «Rise and Resist», che si batte contro la politica immigratoria di Trump, in particolare contro la separazione delle famiglie al confine col Messico. Dopo il blitz una donna ha scalato la base della statua e la polizia ha evacuato l’isola per precauzione. [fonte 1]

(ANSA) – ROMA, 5 LUG – Dopo circa tre ore due agenti legati con una fune sono riusciti a raggiungere e a bloccare la donna che si era arrampicata sulla base della Statua della Libertà. Le immagini sono trasmesse in diretta da quasi tutte le principali tv Usa. Mentre gli agenti si avvicinavano, la donna si allontanava, poi ad un certo punto si è tolta le scarpe ed è sembrata voler scalare ulteriormente il monumento. Alla fine si è seduta sotto un piede della statua ed è stata catturata. Per farla scendere, gli agenti le hanno messo una imbracatura e hanno usato una fune. Foto e video del ‘duello’ sono state postate anche sui social media. . [fonte 2]

In Italia non abbiamo statue della libertà da scalare, per assicurare a tutti i nati in Italia il certificato di nascita basterebbe modificare la lettera g, comma 22, art 1 della legge 94/2009.  

3 luglio 2018  – Quei bimbi morti di migranti italiani
Le storie dei tanti veneti che all’inizio del Novecento partivano pieni di speranze alla volta del Brasile sono simili a quelle degli odierni emigranti. Anche i loro drammi di Gian Antonio Stella
«Durante il viaggio in nave la bimba mi prese la febbre, una febbre sempre più alta, la vegliavo giorno e notte, non sapevo cosa fare. Una notte la sentii gemere, sudava freddo, tremava; cercai di scaldarla e tenermela vicino, ma all’improvviso smise di tremare. Era morta. Morta. Forse perché non c’erano medicine, forse perché il medico non c’era; non so. Forse aveva preso una febbre mortale». «Me la strapparono dalle braccia, la fasciarono stretta stretta da capo a piedi e le legarono una grossa pietra al collo; di notte, alle due di notte, con quelle onde così nere, la calarono giù, in mare. Io urlavo, urlavo, non volevo staccarmi da lei, volevo annegare con la mia piccola; mi tennero ferma con le braccia, degli uomini credo. Io non volevo che la mia bambina così piccola finisse in quel mare così freddo, così scuro, certamente divorata dai pesci. Volevo essere sepolta con lei, mi pareva di proteggerla, difenderla, perché non la divorassero. Non volevo lasciarla sola, povera bambina, invece mi tennero indietro mentre la buttavano giù. Quel tonfo in acqua, non posso dimenticarlo».
La mamma emigrante che ricorda lo strazio di perdere una figlioletta durante il viaggio verso il continente mille volte sognato durante l’attesa di partire, nei lunghi mesi trascorsi a vendere tutto per raccogliere i soldi e pagare la nave non è eritrea, non è senegalese, non è nigeriana… È Amalia Pasin, una veneta che, partita col marito Giovanni da Villafranca Padovana nel 1923, avrebbe tanti anni dopo raccontato la sua tragedia a Francesca Massarotto Raouik, autrice di un bellissimo libro di testimonianze, «Brasile per sempre. Donne venete in Rio Grande do Sul». Donne mosse tutte dalla stessa speranza: «catàr fortuna». Lì, nel «Brasil taliàn» pieno di immigrati nostri ed evocato da una canzone struggente: «Italia bella, mostrati gentile / i figli tuoi non li abbandonare / sennò se ne van tutti nel Brasile / non si ricordan più di ritornare…». Alcuni fecero i soldi. Altri no. Ad agosto a volte fanno ancora festa cantando un «forrò» brasileiro in veneto ricordando la ricotta, la polentà e il baccalà: «ohi puina la bèla puina / la polentina con el bacalao». I loro bambini morti nella traversate, però, tantissimi, non li hanno dimenticati mai. E se vedono alla tivù le immagini di bimbi spiaggiati sulle spiagge italiane, loro, ancora oggi un sussulto ce l’hanno. Non scrivono su facebook «buon appetito ai pesci»… [fonte 3]

Vedi anche: 27 giugno 2018 – Continuare a parlare dei bambini fantasma è inutile offerta all’indifferenza rassegnata, annoiata, incosciente, beffarda che sia;
4 luglio – Testimonianze di razzismo diffuso in Italia (due post).
E comunque le categorie migranti, minori, razzismo e i teg anagrafe, bambini

[fonte 1]
http://www.lastampa.it/2018/07/04/esteri/migranti-scala-la-statua-della-libert-e-striscione-per-protesta-arresti-95KJyLRmXlaoNkuegEqZeM/pagina.html
[fonte 2]
http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2018/07/05/usa-arrestata-donna-su-statua-liberta_61cdeb10-fbe6-4d23-8034-87ab756f06b3.html
[fonte 3]
https://www.corriere.it/opinioni/18_luglio_04/quei-bimbi-morti-migranti-italiani-39a0aea2-7ee4-11e8-9a5a-8ee160d32254.shtml

luglio 5, 2018Permalink

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