27 luglio 2018 – Ciò di cui si parla, fra chiacchiere e dichiarazioni più o meno autorevoli

(per una rapida consultazione nel pezzo che segue con la stessa data ho inserito per mia comodità alcuni articoli della Costituzione, del Concordato 1929, dell’Accordo 1984)

Mi è capitato ieri di trovare la segnalazione di un tweet di padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica. Dopo aver trasalito (confesso con molta simpatia) per la forma di comunicazione, ben strana a fronte della solenne rivista nata nel 1850, ho verificato che il tweet fosse certo e ne ho trovato svariate conferme fino ad approdare a un interessante articolo di Avvenire, quotidiano di ispirazione cattolica, da cui traggo la citazione che segue relativa al Direttore de La Civiltà Cattolica. [fonte 1]
«Usare il Crocifisso come un Big Jim qualunque è blasfemo. La croce è segno di protesta contro peccato, violenza, ingiustizia e morte, non è mai un segno identitario. Grida l’amore al nemico e l’accoglienza incondizionata. È l’abbraccio di Dio senza difese. Giù le mani». 
Per fortuna lo stesso Avvenire mi ha svelato l’identità di Big Jim che non mi era nota: “bambola maschile tutta muscoli e snodabile, adattabile a qualsiasi posizione e circostanza”.

Ma l’articolo di Avvenire mi ha rivelato anche una faccenda più importante e lo ha fatto con il silenzio. L’articolo infatti sottotitola: Fa discutere la proposta leghista per ribadire l’obbligo (n.d.r. del crocifisso) in tutti gli edifici pubblici.
Così mi sono detta «finalmente saprò in quali termini se ne giustifica l’obbligatorietà nelle aule scolastiche accanto al ritratto del presidente dell Repubblica» .
Avvenire riporta un elenco di decisioni in merito che si snodano fra il 2004 e il 2009, la Corte Costituzionale e la Corte Europea dei diritti dell’uomo.
Uso diligentemente i link e non trovo quello che cercavo, il Concordato fra l’Italia e la Santa Sede del 1929 (rivedo le firme che, quando ne parlavo a scuola mai mancavo di sottolineare, PIETRO Cardinale GASPARRI BENITO MUSSOLINI …. in nome della Santissima Trinità) e l’accordo del 1984 che ha al suo attivo firme più sobrie. AGOSTINO CARD. CASAROLI – B:CRAXI

Non si va alla fonte per un argomento così caro ad Avvenire?
Non è possibile mi dicevo scorrendo enciclopedie cartacee e digitali, riguardando i testi ufficiali nel bellissimo sito della Santa Sede (Vatican.va per chi ne volesse approfittare).
All’alba perché mi sono rovinata la notte per ciò che non c’è ho concluso che nulla dicono le originali fonti ufficiali precedenti le sentenze citate in merito a pareti e crocifissi.
Ne parla invece una circolare (e le circolari per le amministrazioni cui sono rivolte sono un obbligo) del 1967, preceduta da due regi decreti del 1928.
Grazie al soccorso dell’Ansa ne ricopio il testo

I regi decreti del 1924 e del 1928
ROMA – L’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane – oggetto di esame il 30 giugno da parte della ‘Grande Camera’ della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo – viene formalmente prescritta da due vecchie norme, mai abrogate: si tratta dell’articolo 118 del Regio Decreto 30 aprile 1924, n. 965, che prevede disposizioni sull’ordinamento interno degli istituti di istruzione elementare e media; e dell’art 119 del Regio Decreto 26 aprile 1928, n. 1297 (e, in particolare, nella Tabella C allo stesso allegata), che è riferito agli istituti di istruzione elementare.
Ecco cosa prevedono i due Regi decreti riguardo all’esposizione del crocifisso:
REGIO DECRETO 30 APRILE 1924, numero 965 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 giugno 1924, numero 148) – Ordinamento interno delle Giunte e dei Regi istituti di istruzione media (omissis) art. 118 – Ogni istituto ha la bandiera nazionale; ogni aula, l’immagine del Crocifisso e il ritratto del Re.
REGIO DECRETO 26 APRILE 1928, numero 1297 (pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 19 luglio 1928, numero 167) – Approvazione del regolamento generale sui servizi dell’istruzione elementare (omissis). Capo V – Arredamento scolastico art. 119 – Gli arredi, il materiale didattico delle varie classi e la dotazione della scuola sono indicati nella tabella C allegata al presente regolamento (nell’allegato C il crocifisso è la prima voce in ciascuno degli elenchi riguardanti ogni classe, ndr). (ANSA). [Fonte 2]

Edilizia e arredamento di scuole dell’obbligo
Ministero della Pubblica Istruzione, Circolare 19 ottobre 1967, n. 367/2527, Edilizia e arredamento di scuole dell’obbligo: legge 28 luglio 1967, n. 641: artt. 29 e 30, in Bollettino Ufficiale – Ministero della Pubblica Istruzione, parte prima – Anno 94°, n. 40-41.

(omissis)

Ai fini suddetti si precisa che l’arredamento di un’aula è cosi costituito:
Scuole elementari:
a) Crocifisso; b) ritratto del Presidente della Repubblica; c) tavolini e seggiole per gli alunni; d) tavolino e scrivania con due poltroncine per l’insegnante; (…)

Scuole medie:
1) Aule normali: a) Crocifisso; b) ritratto del Presidente della Repubblica; c) tavolini e seggiole per gli alunni; d) tavolino o scrivania con due poltroncine per l’insegnante; (..)
2) Locali per le osservazioni ed elementi di scienze naturali, applicazioni tecniche ed educazione artistica: a) Crocifisso; b) ritratto del Presidente della Repubblica; c) banchi-cattedra per l’insegnante con due seggiole; d) banchi per gli alunni;(…)». [fonte 3]

    Il crocifisso come arredo
Non mi arrendo, cerco ancora e trovo alcuni vecchi precedenti finché, come in un girotondo, torno alla circolare 367.
Ordinanza ministeriale 11 novembre 1923 n. 250, nelle aule giudiziarie con Circolare del Ministro Rocco, Ministro Grazia e Giustizia, Div. III, del 29 maggio 1926, n. 2134/1867 recante “Collocazione del crocifisso nelle aule di udienza”.
In materia scolastica si ricordano, le norme regolamentari art. 118 Regio Decreto n. 965 del 1924 (relativamente agli istituti di istruzione media) e allegato C del Regio Decreto n. 1297 del 1928 (relativamente agli istituti di istruzione elementare), che dispongono che ogni aula abbia il crocifisso.
Con circolare n. 367 del 1967, il Ministero dell’Istruzione ha inserito nell’elenco dell’arredamento della scuola dell’obbligo anche i crocifissi.
Nello sconcerto per il brutto cammino percorso una speranza che il prossimo comunicatore, quando sventolerà un qualche oggetto ritenuto sacro, citi a sua fonte anche la Circolare del Ministro Rocco, un nome più appropriato di altri che pronunciare in certe circostanza è improprio e scorretto.
Se non lo farà il proponente posso ricordarglielo io e, se il caso, non mancherò.

Leggo – e la Bibbia è sempre un conforto per la ragione e, per chi crede, anche
    per la fede :“”Siate santi, perché io, il Signore Dio vostro, sono santo” (Lv 19, 2).
Santo, non sacro oggetto.
[fonte 1]
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/la-storia-infinita-del-crocifisso-a-scuola
[fonte 2]
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/06/27/visualizza_new.html_1847483283.html
[fonte 3]
https://www.olir.it/documenti/index.php?documento=1323

luglio 27, 2018Permalink

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