02 agosto 2018 – Uova, arma impropria o no? Spreco di alimenti o no? ……………Per finire su un aspetto serio che esce dal labirinto disinformatico

Domandina. Il fatto che i lanciatori di uova siano ‘goliardi’ li esonera dal pagamento – almeno materiale – del danno a Daisy e a chi l’ha preceduta ?

Presi gli aggressori di Daisy Osakue, l’atleta ferita due giorni fa “L’abbiamo fatto per goliardia”. di OTTAVIA GIUSTETTI E CARLOTTA ROCCI
Denunciati a piede libero. Sono tre ragazzi italiani che usavano l’auto del padre consigliere comunale del Pd.
Identificati gli autori dell’aggressione, avvenuta nella notte tra il 29 e il 30 luglio a Daisy Osakue, colpita ad un occhio da un uovo, lanciato dagli occupanti di un’auto in corsa. Si tratta di tre ragazzi italiani abitanti a Vinovo, La Loggia e Moncalieri – comuni della cintura di Torino – che hanno utilizzato una Fiat Doblò, intestata al padre di uno di essi. I tre sono stati denunciati per lesioni e omissione di soccorso. Il padre di uno dei ragazzi è consigliere comunale del Pd a Vinovo. Immediata la reazione del ministro degli Interni Matteo Salvini: “Se verrà dimostrato che il razzismo non c’entra niente e che addirittura, come pare, il primo di questi cretini è il figlio di un consigliere comunale del Pd, c’è qualcuno che deve chiedere scusa e fare silenzio per il prossimo mese”. [fonte 1]

Dalla ministerial ‘cagnara’ alla caccia dei padri. Come ti affogo una notizia
E ancora: Daisy Osakue travolta da una nuova ondata razzista: “ipocrita, fai le valigie e tornatene in Africa”
L’atleta aggredita presa di mira sui social: “di azzurro hai solo la maglia, non ci sono neri italiani” mentre un noto leader/ministro proclama in testa a un ‘intervista ascoltabile con il link di sotto: “Chi ha montato cagnara chieda scusa” [fonte 2]
Per una specie di par condicio si indaga sul padre di Daisy.
Ho trovato un articolo che fa capo a Il Giornale e si può leggere dal link (Il giornale è proprio il quotidiano diretto dal giornalista Alessandro Sallusti, non un’indicazione generica)   [fonte 3]

Resto ai figli maggiorenni, tutti maggiorenni quindi responsabili
Con tutta la mia solidarietà a Daisy, la cui affermazione come atleta italiana riceve un colpo duro che a mio parere le goliarde creature devono pagare, come legge prevede
Si dichiarano goliardi: termine generico per indicare un giocherello in alto loco o sono iscritti all’Università? Oppure usano il termine proprio di giocherelloni non di criminali come si usa la variante ‘armi ad aria compressa’, quale fosse un’attenuante degli sparapallini (ne ho scritto nel mio blog il 29 luglio e a quello rimando) [fonte 4]

Una notizia che mi fa fare un salto all’indietro
Erano ancora i tempi del servizio militare obbligatorio senza alternative e l’impegno per arrivare alla legge 15 dicembre 1972, n. 772 fu lungo e pesante.
Ma allora l’Associazione per la pace ci si impegnò a fondo e non trascurò l’attenzione ai casi di nonnismo. Non ricordavo più il nome ma avevo memoria del caso Scieri.
Ho ancora nelle orecchio la voce di autorevoli signori he blateravano, riferendosi agli obiettori in servizio civile ‘vigliacchi’.
Ne provavo e ne provo disgusto, simile a quello che provo per chi manipola le notizie e ne fa uso per addolcire la violenza oggi, riportandola a una simpatica birichinata [fonte 6 ]

CORRIERE DELLA SERA   CRONACHE
2 agosto 2018
Morte del parà Scieri, un arresto dopo 19 anni. «Un caso di nonnismo»
Fermato un ex commilitone del militare morto nel 1999 alla caserma «Gamerra» di Pisa. La ricostruzione della commissione parlamentare d’inchiesta e l’omertà dei militari di Marco Gasperetti

Clamorosa svolta nell’inchiesta sulla morte Emanuele Scieri, il paracadutista di 26 anni morto nella caserma Gamerra di Pisa dopo una caduta da una torre utilizzata per asciugare i paracadute. Dopo 19 anni di indagini, è scattato un arresto. E’ un ex paracadutista, probabilmente uno dei «nonni» che Emanuele incontrò prima della tragedia. Alessandro Panella, di origini romane, ha negato ogni addebito. Altre persone sarebbero indagate a piede libero e sono state compiute perquisizioni. Il procuratore della Repubblica di Pisa, Alessandro Crini e gli investigatori della squadra mobile di Firenze e dei poliziotti della sezione di polizia giudiziaria di Pisa che hanno condotto le indagini, stanno svelando una nuova verità. Che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe molto vicina alle conclusioni della commissione parlamentare d’inchiesta che hanno recentemente ribaltano completamente anni e anni di indagini contraddistinte da omertà e forse anche depistaggi. Anche il ministro della Difesa Elisabetta Trenta è intervenuto sul caso, dichiarando che «sul caso Emanuele Scieri bisogno arrivare alla verità».

Elementi incompatibili
«Alla Gamerra, si legge, c’era un’altissima, sorprendente tolleranza verso comportamenti di nonnismo», si legge nella relazione finale e dunque Emanuele fu aggredito e picchiato. «La consulenza cinematica di tecnici specializzati – spiegò Sofia Amoddio (Pd) – ha accertato che la presenza di una delle scarpe di Scieri ritrovata troppo distante dal cadavere, la ferita sul dorso del piede sinistro e sul polpaccio sinistro, sono del tutto incompatibili con una caduta dalla scala e mostrano chiaramente che il giovane è stato aggredito prima di salire sulla scaletta». Adesso anche le indagini della procura di Pisa avrebbero individuato falle e le distorsioni di un sistema disciplinare in quegli anni fuori controllo ed ha rintracciato elementi di responsabilità depositandoli presso la Procura della Repubblica di Pisa.

«Scieri non accettava soprusi»
Anche l’ex ministro Stefania Prestigiacomo (Fi), vice presidente della commissione d’inchiesta, aveva parlato di diffusa omertà tra i testi ascoltati. Secondo la deputata qualcosa sarebbe accaduto mentre Scieri veniva trasferito sul pullman alla caserma pisana il 13 agosto insieme ad altre reclute. «Sappiamo che i ragazzi sono stati fatti viaggiare in pieno agosto con i finestrini chiusi ed il riscaldamento al massimo nella posizione della sfinge. – aveva spiegato Prestigiacomo -. Lui non era accettato perché era più grande rispetto alle reclute diciottenni, era laureato, faceva già l’avvocato. Probabilmente non accettava questi atti di sopruso». E dunque potrebbe essere stato punito.

Il muro del «nonnismo»
A Pisa, quel 13 agosto del 1999, Emanuele era arrivato insieme a settanta commilitoni nel pomeriggio dopo un breve periodo di addestramento reclute alla caserma Gonzaga di Scandicci, vicino a Firenze. Alle 21.30, durante la libera uscita trascorsa con alcuni commilitoni, aveva chiamato con il telefono cellulare la mamma in Sicilia: «Stai tranquilla, sto passeggiando in Piazza dei Miracoli, davanti alla Torre Pendente, sto facendo il turista». Poi era rientrato in caserma. La “Gamerra”, a quel tempo, aveva un’area di 144 mila metri con 35 palazzine e decine di aree per l’addestramento, il parcheggio e il rimessaggio di vecchi materiali. In quella scuola di paracadutismo in quegli anni il nonnismo non era una novità. Un anno prima, nel 1998, un alto ufficiale, già comandante del 9 battaglione incursori del Col Moschin, era stato rimosso dall’incarico perché sospettato di episodi di nonnismo.

La denuncia del padre e il commento del fratello
I familiari del giovane hanno sempre puntato il dito contro il muro di omertà dentro la «Gamerra». Corrado Scieri (il padre di Emanuele, un funzionario della Dogana morto nel 2011) e la madre Isabella Guarino, insegnante, pubblicheranno poi un libro sulla vicenda del figlio, nel 2007, («Folgore di morte e di omertà»), accusando la caserma pisana dei parà di essere stata prima «un mattatoio» e poi «una centrale di omertà da fare impallidire “Cosa nostra”». «Ancora una volta la giustizia italiana – scriveranno i due – ha dimostrato di essere una pseudo-giustizia all’italiana: delitti senza colpevoli, casi irrisolti, archiviazioni invece di verità, fantasmi al posto di imputati, generiche ipotesi invece di accertamenti». «Sono incredulo, è stata un’emozione fortissima…», dice oggi il fratello Francesco Scieri.
[fonte 5]

[fonte 1] http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/08/02/news/presi_gli_aggressori_di_daisy_osakue_l_atleta_ferita_due_giorni_fa_a_orbassano-203241766/
[fonte 2]
http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2018/08/02/daisy-salvini-chi-ha-montato-cagnara-chieda-scusa_88c27900-b7f3-4b84-a99e-544533441fc6.html
[fonte 3]
http://www.ilgiornale.it/news/politica/pap-daisy-minaccia-noi-dallitalia-ora-spuntano-due-arresti-e-1561287.html
[fonte 4] http://diariealtro.it/?p=5961
Diariealtro. it. 29 luglio 2018 – Fucili ad aria compressa contro migranti. Un dubbio e forse non solo uno
[fonte 5]
https://www.corriere.it/cronache/18_agosto_02/morte-para-scieri-arresto-19-anni-un-caso-nonnismo-be8a06d8-9620-11e8-8193-b4632fd4d653.shtml
[fonte 6] Onoriamo don Milani nella sua lettera ai Cappellani militari ma non dimentichiamo tuti gli altri – 1965
http://storiaefuturo.eu/lobiezione-di-coscienza-al-servizio-militare-in-italia-una-retrospettiva-storico-giuridica/

agosto 3, 2018Permalink

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