3 settembre 2018 – Tra settembre e ottobre

Mi sveglio molto presto e vedo dalle finestre una giornata grigina, la limpidezza di certi cieli estivi è già finita . Tornerà con il freddo dell’inverno, forse.
Ma questo preludio di una tipica giornata ottobrina mi suggerisce vari ricordi, frammentati, appena compaiono poi si uniscono, si confrontano e non mi piace.
Anche il mio calendario di settembre pretende la sua attenzione e mi ricorda che fra pochi giorni saranno 80 anni da quando la scuola italiana conobbe una radicale pulizia etnica.
So che quel giorno non potrò tacerne ma ora altri ricordi si impongono.
Riguardano avvenimenti vecchi ma tutti successivi alla mia nascita e questo, non so perché, mi interroga

26 settembre 1943 . Prima il furto
L’oro di Roma Durante l’occupazione di Roma i tedeschi obbligarono la comunità ebraica a raccogliere e consegnare 50 chili d’oro. [nota 1]

16 ottobre 1943 – Poi la deportazione

Giulio De Benedetti 16 ottobre 1943
Dalla quarta di copertina: «La retata nazista nel Ghetto di Roma, una mattina che si concluse con la deportazione di oltre mille ebrei: questo fu il16 ottobre 1943, e questo è ciò che racconta Giacomo Debenedetti. Pagine brucianti dove a parlare è un coro sgomento e terribile da cui si staccano, solo per infinitesimi istanti, le voci dei protagonisti, subito sommerse e per sempre perdute.
Otto ebrei, cronaca che segue 16 ottobre 1943, evoca, invece, la figura di un commissario di Pubblica sicurezza che, dopo la guerra, per provare la sua fede antifascista, testimonia di aver salvato otto ebrei dall’eccidio delle Fosse Ardeatine».

«Debenedetti riesce a darci tutto ciò che avremmo potuto aspettarci da uno scrittore della famiglia di Defoe e Manzoni: sgomento della ragione di fronte alla furia irrazionale, carità religiosa, pietà storica, strazio esistenziale». Alberto Moravia

1943 – 1945 La shoah italiana.
I particolari banali del male; Treni e stazioni ferroviarie

Gli ebrei del ghetto furono ammassati nei sotterranei e della stazione Tiburtina . vi restarono tre giorni, tre giorni che segnano anche il silenzio del papa Pio XII.

Roma era città aperta, nel Nord la creazione di uno Stato italiano fascista guidato da Mussolini fu annunciata dallo stesso il 18 settembre 1943 attraverso Radio Monaco.
Nei sotterranei della stazione il binario 21 si attrezzava per la deportazione.
Una delle funzioni dei lager era la distruzione delle persone: il nome spariva e diventava un codice alfanumerico sul braccio. La senatrice a vita Liliana Segre non lo ha cancellato

[nota 1] http://www.16ottobre1943.it/it/loro-di-roma.aspx

[Nota 2] Dal mio blog del 7 giugno 2018. Testo integrale del discorso della senatrice Segre con la segnalazione degli applausi differenziati. Un elemento che ora mi appare di grande attualità.
http://diariealtro.it/?p=5830

settembre 3, 2018Permalink

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