8 gennaio 2019 – Come fabbricare nati fantasma in quantità maggiore della precedente.

A fondamento di un’Europa che si liberi dall’abiezione culturale e politica in cui è piombata, “agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo.” (Immanuel Kant).

Penso che la riduzione dei permessi di soggiorno produrrà persone che non avrebbero voluto essere irregolari ma vengono costrette ad esserlo.
Se riusciranno a nascondersi (e d’altra parte come sarebbe possibile espellerli materialmente tutti?), se avranno – qui in Italia – un figlio, nel momento in cui ne denunciassero la dichiarazione di nascita si esporrebbero a manifestarsi irregolari e probabilmente contro di loro si realizzerebbe una persecuzione.
E d’altra parte come potrebbero farsene carico i comuni se il sostegno finanziario viene drasticamente ridotto? Come potrebbero essere affidati a una accoglienza diffusa priva del sostegno finanziario dovuto ai richiedenti asilo?
Quindi la possibilità che ci siano piccole vittime colpevoli di essere nate, ridotte a spie della condizione dei loro genitori, aumenterà.
Così li aveva voluti il ministro Maroni nel 2009 così il ministro Salvini si impegna ad aumentarne il numero (legge 94/2009 art. 1 comma 22, lettera g – articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286).
Se da parte dei comuni ci fosse la garanzia esplicita e pubblica della non richiesta del permesso di soggiorno almeno potremmo assicurare a tutti i nuovi nati in Italia la certezza dell’esistenza legalmente riconosciuta.
Resterebbe tutto il resto certe ma cominciamo con il dovere di  non creare fantasmi.

Nani sulle spalle di giganti.
(Non rubo citazioni, le rivivo: 1159 ca. Metalogicon  -III, 4- di Giovanni di Salisbury)

Ho notato l’assoluta indifferenza al problema anche di chi, pur presente nelle istituzioni autoproclamatosi sinistra e centro sinistra, pur portatore di una cultura che si propone di non annientare la società civile, se mai parla di registrazione anagrafica si riferisce alla registrazione della residenza e non alla registrazione della nascita.
Mi è stato detto che le parole che pronuncio e scrivo da quasi dieci anni non servono a niente. Lo so per esperienza.
Ma si dà il caso che, riconoscendomi rottamata, appartenente a quella deliziosa categoria così a suo tempo identificata da un presidente del consiglio di nome Renzi, io sia cocciuta per scelta non per sclerosi senile.

Anche la parola che non serve a nulla deve essere pronunciata.
Lo dice quella straordinaria signora della senatrice Segre agli studenti dell’Università di Padova.

https://www.youtube.com/watch?v=HUPv3ZHCdRE

Gennaio 8, 2019Permalink

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