9 gennaio 2019 – La salute non è un privilegio


Lettera aperta

Al Presidente ANCI, Sindaco di Bari, Antonio Decaro
c/o patrizia.manna@pec.anci.it – p.manna@anci.it

E p.c. al

Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando
sindaco@comune.palermo.it; c/o segretariogenerale@cert.comune.palermo.it

Roma, 03 gennaio 2019

Oggetto: Iscrizione all’anagrafe e diritto all’assistenza sanitaria

Illustrissimo Sindaco,

Oggetto: Iscrizione all’anagrafe e diritto all’assistenza sanitaria

Illustrissimo Sindaco,

abbiamo colto dalla stampa nazionale la posizione espressa dal Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, condivisa da altri Sindaci italiani, circa la concessione della residenza a persone richiedenti protezione internazionale, e ne riconosciamo l’opportunità, considerato il rischio che questo specifico punto del cosiddetto Decreto sicurezza costituisce per la tutela del diritto alla salute delle persone migranti in Italia.

In passato abbiamo trovato nell’ANCI un interlocutore attento e sensibile ai temi della salute dei cittadini di origine straniera, in particolare grazie ai contatti tra le sedi regionali dell’ANCI e i Gruppi Immigrazione e Salute, unità regionali della SIMM – si veda il riscontro alla lettera aperta “Basta lacrime” inoltrata nel 2015 al Presidente di ANCI Liguria all’indomani dell’ennesima strage in mare di migranti nell’aprile 2015 (poi ripresa dalla SIMM e adottata dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri – FNOMCeO).

Confidiamo che in questa congiuntura l’ANCI voglia esprimere il proprio supporto al Sindaco di Palermo e ribadire l’assoluta necessità di garantire l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di tutti i cittadini stranieri in condizione di regolarità, quali i richiedenti protezione internazionale e i rifugiati, favorendone l’iscrizione all’anagrafe dei residenti.

La mancata concessione della residenza, infatti, come già sottolineato dalla SIMM – vedi il comunicato “Il decreto ‘immigrazione e le implicazioni per la salute” [https://simmweb.it/937-comunicato-stampa-il-decreto-immigrazione-e-le-implicazioni-per-la-salute] costituisce un vulnus rilevante al diritto alla salute e all’assistenza sanitaria, pur garantita dalla legge alle persone migranti.

In assenza di una residenza riconosciuta, infatti, potrebbe essere impedita l’iscrizione al SSN dei richiedenti protezione internazionale che, pur avendone diritto in quanto l’iscrizione obbligatoria sifonda sulla titolarità del permesso di soggiorno, si vedrebbero di fatto negata l’iscrizione all’anagrafe sanitaria e la piena fruibilità del diritto alle cure. Criticità, questa, che abbiamo fatto presente anche al Ministero della Salute, chiedendo di precisare la non ostatività della mancata residenza per l’iscrizione al SSN.

Pur consapevoli delle difficoltà concrete che si manifestano sui territori a tale riguardo, confidiamo che l’ANCI voglia esprimersi a favore del riconoscimento della residenza ai richiedenti protezione e alla loro iscrizione tempestiva al SSN, secondo quanto stabilito dal TU sull’immigrazione tuttora in vigore (D.Lgs. 286/98), la cui lettera deriva direttamente dall’art. 32 della Costituzione della Repubblica.

Cogliamo l’occasione per esprimere inoltre il nostro sostegno alle ulteriori iniziative che l’ANCI vorrà intraprendere per limitare l’impatto negativo sulla salute e sull’accesso agli altri servizi che promuovono l’inclusione delle persone straniere derivanti dall’applicazione del cosiddetto Decreto sicurezza, già denunciato dalla SIMM nel comunicato precedentemente citato.

Rimaniamo a disposizione per ogni ragguaglio e per ulteriori approfondimenti sulle norme vigenti.

Cogliamo l’occasione per i più cordiali saluti

Il Presidente SIMM
Maurizio Marceca

Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (S.I.M.M.) sede legale: Via Marsala, 103 – 00185 Roma sito: www.simmweb.it “Dignitas in Salute, Salus in Dignitate”

NOTA di augustaRitengo il documento che ho trascritto molto importante per il contenuto totalmente condivisibile e l’autorevolezza della firma.
Preciso che l’iscrizione all’anagrafe dei residenti non comprende la registrazione delle dichiarazioni di nascita di chi nascesse in Italia figlio di migranti senza permesso di soggiorno, come vuole la legge 94/2009 in merito al quale si era espressa anche la SIMM nelle raccomandazioni del suo Congresso del 2014. 
L’estate prossima registreremo i dieci anni di questo abominio segnalato anche dal Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1):
«Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante. Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».

Voglio però segnalare che l’impegno della SIMM per i figli dei migranti irregolari non si era fermato al 2014 come si può leggere nella pagina raggiungibile con il link:
https://www.simmweb.it/879-nei-lea-iscrizione-al-ssn-dei-figli-di-immigrati-irregolari

 

 

Gennaio 9, 2019Permalink