14 gennaio 2019 – L’aggravante razziale

14 gennaio 2019 – Insulti a Kyenge, Calderoli condannato a 18 mesi: riconosciuta l’aggravante razziale

Definì l’ex ministra “un orango” durante un comizio alla festa della Lega di Treviglio. Lei: “Abbiamo vinto un’altra volta”

È stato condannato in primo grado a un anno e sei mesi dal tribunale di Bergamo, che ha riconosciuto l’aggravante razziale, il senatore della Lega Roberto Calderoli, a processo a Bergamo – dove vive – per aver dato dell’orango a Cecile Kyenge all’epoca esponente del governo Letta. L’ex ministra commenta: “Abbiamo vinto un’altra volta. Evviva, evviva, evviva. Il razzismo la paga cara”.
All’epoca Kyenge aveva scelto di non sporgere denuncia, ma in procura a Bergamo il procedimento era partito d’ufficio sostenuto dai pm Maria Cristina Rota e Gianluigi Dettori.

Roberto Calderoli condannato in primo grado ad un anno e sei mesi per avermi rivolto insulti razzisti
Era il 2013 quando di fronte a migliaia di persone fui paragonata ad un orango da Roberto Calderoli, parlamentare della Lega. Un oltraggio che il Tribunale di Bergamo ha definito una diffamazione aggravata dall’odio razziale, e che l’ha sanzionata oggi con una pena di un anno e sei mesi di carcere.
Era il luglio 2013, Calderoli si trovava alla festa della Lega Nord di Treviglio, e quelle dichiarazioni avevano scatenato un vero e proprio putiferio tanto che il Colle, all’epoca il presidente della Repubblica era Giorgio Napolitano, si disse “colpito e indignato”. Calderoli cercò, viste le polemiche, di difendersi affermando che la sua era soltanto “una battuta simpatica”.
La questione finì anche al Senato quando, nel 2015, la difesa aveva cercato di sostenere la scriminante dell’articolo 68 della Costituzione , secondo il quale i membri del Parlamento, nell’esercizio delle loro funzioni, non possono essere chiamati a rispondere delle loro affermazioni.

L’Aula diede l’autorizzazione a procedere per il reato di diffamazione escludendo però l’aggravante razziale. Ma il Tribunale di Bergamo fece ricorso alla Consulta che, infine, diede ragione ai magistrati lombardi: quell’accusa aveva un sottofondo razzista. Visto che l’ex ministra non si è costituita parte civile, non sono previsti risarcimenti di natura economica.

https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/01/14/news/insulti_a_kyenge_calderoli_condannato-216538412/?ref=RHPPBT-BH-I0-C6-P2-S1.6-T1

Aggiungo per l’evidente connessione con il testo precedente

15 gennaio 2019  –  Cos’è la politica per il sindaco di Pontinvrea (Savona)

Ventimila euro di multa con la sospensione condizionale subordinata al pagamento del risarcimento dei danno entro un mese. È la sentenza del giudice Emilio Fois nel processo al sindaco leghista di Pontinvrea Matteo Camiciottoli accusato di diffamazione ai danni dell’ex presidente della Camera Laura Boldrini, per un post pubblicato nel settembre del 2017 su Facebook nel quale suggeriva di fare scontare gli arresti domiciliari agli stupratori di Rimini a casa dell’allora presidente della Camera («Magari le mettono il sorriso»).

Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a otto mesi di reclusione. Camiciottoli dovrà risarcire 20 mila euro alla Boldrini e cento euro a ciascuna delle associazioni che si sono costituire parti civili. «Dedico questa sentenza – sono state le prime parole di Laura Boldrini – a mia figlia e a tutte le figlie d’Italia che devono sapere che la legge tutela le donne». Il sindaco Camiciottoli a sua volta: Non mi pento di quel post perché non era un incitamento allo stupro ma un attacco politico».

https://www.lastampa.it/2019/01/15/savona/processo-camiciattoli-la-boldrini-in-tribunale-quel-messaggio-mi-fer-moltissimo-a35PvIpp2fbnVFfewdrDjK/pagina.html?fbclid=IwAR32sLQRAxVdnXpIBYTw4gJ1vWCJlwDDUdGz-t8vnW5CLMXD-pgHE2-IX-k

 

Gennaio 14, 2019Permalink

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