25 febbraio 2019 – Il diluvio del razzismo si è fatto tanto invasivo e pervasivo che potrei considerare inutile la narrazione sul mio blog .

Invece no.
Radio, tv, giornali grondano di narrazioni in cui cerco di cogliere alcuni elementi che mi consentano di capire, capire di più se mai è possibile.

Affidiamo la scuola al dominio della politica politicante?
La scuola è stata sbandierata come luogo di integrazione mentre sentiamo di allontanamenti dalla mensa per ragioni di costi tanto onerosi da essere insostenibili per parecchi genitori autoctoni e non, di allontanamenti dalla scuola dell’infanzia per ragioni di percentuali ‘etnicamente’ calcolate che devono essere rispettate classe per classe (e i ‘fuori norma’ –che se l’aspettava?- sono gli stranieri, pur se nati in Italia), di insulti proposti in classi della scuola dell’obbligo ,

Si comincia così

fondati sull’aspetto fisico di alcuni alunni esposti alle beffe dei loro compagni per volontà dell’insegnante (che non sempre riesce a provocarle perché evidentemente ci sono bambini forniti di anticorpi [Nota 1] ), di provvedimenti discriminanti a livello di nidi che sembrano di particolare interesse per la radicalità della decisione dove la politica soffoca completamente l’esigenza educativa e si fa portatrice di un decisionismo dominante ancorché sostanzialmente ridicolo [Nota 2].

Uno schema che ha almeno 10 anni ma forse più

Per me questo episodio è il segnale del peggio che si è fatto obiettivo: un peggio iniziato dieci anni fa – sul solido piedestallo della cultura razzista degli anni ’30 – forte del perdurante antisemitismo garantito da radici lontane, profonde e robuste.
Dieci anni fa infatti una legge imposta con voto di fiducia dall’antenato ministro Maroni stabilì che i nati in Italia, figli di migranti non comunitari privi di permesso di soggiorno potessero essere privati del certificato di nascita. Gli andò bene, assicurato nella sua proposta dal consenso del quarto governo Berlusconi, fu confortato infatti dall’indifferenza (credo consapevolmente irresponsabile) dei governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni che, sostenuti dalla varie maggioranze loro consone, hanno offerto questo scempio di civiltà, bello e sicuro come un pacchetto regalo coi fiocchi, al governo Conte.
E ciò che una volta si è fatto si può fare e via via estendere nella sua dimensione peggiorativa politica e culturale, ampliando il consenso dai complici consapevoli ai complici e alle complici, trasognati quasi fossero sotto l’effetto di una droga soporifera   [Nota 3].

Bakary, suo fratello e i suoi genitori

Una famiglia lombarda (mamma, papà, un figlio grande) adotta legalmente Bakary Dandio, un ragazzo senegalese che ha attraversato l’inferno libico ed è sopravvissuto al passaggio del Mediterraneo.
Dopo le elezioni del mese di marzo 2018 in Italia si assume apertamente e senza vergogna il linguaggio dell’odio che si materializza in scritte insultanti davanti alla casa della famiglia di Melegnano fino a farsi minaccia dal sapore ormai apertamente razzista.
Per persone succubi del martellamento del pregiudizio – e vittime dei propri limiti intellettuali gratificati da pesante ignoranza – la connessione fra il colore della pelle e la cittadinanza italiana è una soltanto.
La mamma di Bakery si appella al Ministro dell’Interno perché – nell’esercizio della sua funzione – esprima una doverosa condanna del fatto.
La risposta del Ministro lascia senza parole a partire dalla sconnessione logica che è impossibile non rilevare: non pronuncia – in questo caso – parole d’odio ma parole fra ,loro incoerenti che chiunque può usare e copertura di eventuale espressione dell’odio ormai diffuso.
Dice: «Rispetto il dolore di una mamma, abbraccio suo figlio e condanno ogni episodio di razzismo. Ma la signora rispetti la richiesta di sicurezza e legalità che arriva dagli italiani: bloccare gli scafisti e fermare l’immigrazione clandestina non è razzismo o tantomeno fascismo».
Un figlio, con una storia terribile alle spalle che da richiedente asilo ospite di un Centro si inserisce nella normalità di una famiglia che diventa la sua famiglia con lo strumento pienamente legale dell’adozione, rappresenta una minaccia a fronte della richiesta di sicurezza e legalità che arriva dagli italiani. Che dire ? Meglio non dire ciò che le governative parole suscitano ma un piccolo excursus storico non me lo voglio negare.

Quando i cittadini italiani divennero nemici dei loro concittadini.
Era il 18 settembre 1938. Il 5 settembre la scuola italiana era stata liberata dalla presenza di alunni e insegnanti ebrei, cittadini italiani elevati a nemici dei propri concittadini.
Qualche anno dopo diligenti funzionari italiani avrebbero organizzato il percorso per consegnarli ai lager di gestione tedesca.
Il ‘duce’ (ma non gli veniva da ridere sentendosi così definito? Certamente no: i dittatori fanno ridere ma non sanno ridere: è un tratto comune ovunque siano collocati) aveva comunque proclamato: «il problema di scottante attualità è quello razziale, e in relazione con la conquista dell’Impero, poiché la storia ci insegna che gli imperi si conquistano con le armi ma si tengono con il prestigio, occorre una chiara, severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze ma delle superiorità nettissime. Il problema ebraico è dunque un aspetto di questo fenomeno. »
Quindi gli ebrei, facilmente identificati attraverso il censimento del 1938 e la sottrazione degli elenchi custoditi negli archivi delle loro comunità, subirono – a partire dalla negazione della scuola – una serie di limitazioni e privazioni di beni e diritti che la martellante propaganda fascista rese accettabile . Residui di quella cultura si trovano ancora in certe forme di linguaggio non solo popolare ma anche istituzionale.

L’8 dicembre 2018 per esempio il presidente della Giunta del Friuli Venezia Giulia ha dichiarato al Messaggero Veneto che «per integrare bambini che vengono da paesi lontani non bisogna dar loro materiale ludico-didattico del paese d’origine. Questi bambini devono conoscere tradizione e cultura del territorio in cui si sono trasferiti a vivere. Questo è fare integrazione»                          [Nota 2]
Ne ho scritto nel mio blog del 14 dicembre 2018 (Integrazione precoce a Codroipo, provincia di Udine) stordita dal fatto che il riferimento fosse al nido dove si trovano bimbi dai tre mesi ai tra anni , cui non capisco come si possano riferire le parole del presidente della regione .
Mi aiutano a suggerirne l’insostenibilità le indimenticabili immagini di Charles Monroe Schulz attraverso la sua invenzione della coperta di Linus. [Nota 5]

Concludendo
Persone che siano di origine geograficamente diversa da quella che si può collocare entro i confini dell’Italia (quando la Lega si connotava come Lega Nord forse la questione sarebbe stata più complessa), ancorché diventate legalmente cittadine italiane, costituiscono un pericolo costante alla nostra sicurezza.
Se poi le stesse persone, provenienti da paesi non comunitari non dispongono del permesso di soggiorno, l’intreccio geografico-burocratico le rende indegne, come abbiamo visto,  di denunciare la nascita di un figlio in Italia che, non per ciò che abbia fatto ma per ciò che è, nel lego immaginario rappresenta una minaccia alla sicurezza di ognuna e ognuno di noi.
Persino Linus e Snoopy, condividendo la coperta, ci dicono che così non va.

NOTE

[Nota 1] e non si tratta di anticorpi solo culturali ma anche di anticorpi fisici negati dalla elevato livello di scientificità dei no vax che, per aver iscritto a scuola figli non vaccinati ne impediscono l’ingresso a un bambino che ha superato la leucemia ma è immunodepresso
https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_febbraio_23/roma-bimbo-immunodepresso-leucemia-mamma-se-matteo-prende-morbillo-finisce-sotto-terra-ca5d9442-3734-11e9-8878-6501931868b1.shtm

[Nota 2]
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Foligno-la-famiglia-denuncia-maestro.-Il-padre-Altro-che-esperimento-didattico-razzismo-02d5d726-bf56-492b-a8cc-f1f21689c352.html

Blog 14 dicembre ”Integrazione precoce a Codroipo, provincia di Udine” http://diariealtro.it/?p=6278

[Nota 3].
Il Movimento di Cooperazione Educativa prende atto del nefasto percorso che si apre con la richiesta del permesso di soggiorno per la registrazione delle dichiarazioni di nascita
Il testo del documento in diariealtro 5 febbraio 2019 ” La politica determina le modalità di esercizio della professione medica – Bambini invisibili in Italia“. http://diariealtro.it/?p=6424

[Nota 4].
https://www.corriere.it/video-articoli/2019/02/20/melegnano-un-altra-scritta-razzista-contro-bakary-papa-vorrei-parlare-la-persona-che-ha-fatte/aca2b748-3545-11e9-9316-3a96070c5354.shtml

[Nota 5]
Blog 14 dicembre ”Integrazione precoce a Codroipo, provincia di Udine” http://diariealtro.it/?p=6278

Febbraio 24, 2019Permalink

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