9 marzo 2019 – Ho modificato il titolo di un post pubblicato ieri

Ieri ho pubblicato un post ricopiato da TPI (The Post Internazionale, abbreviato TPI, è un giornale online italiano edito da The Post Internazionale) ma non ho retto a vedere come titolo la frase, che pur ritengo necessario conoscere e far conoscere. Ho modificato il titolo che avevo proposto, ricopiato il testo dove la frase intollerabile, ma che è necessario conoscere, si trova più sotto in colore rosso per venir identificata.

Negazionisti insultano Liliana Segre
La senatrice a vita, sopravvissuta ad Auschwitz, ha risposto al messaggio che ha ricevuto sui social
Di Clarissa Valia 08 Mar. 2019

Liliana Segre, la senatrice a vita sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti, è stata nuovamente attaccata sul web. Gli insulti sono crudeli:
“Vecchia schifosa hai imparato molto bene a memoria la tua bugia”.
La senatrice ha raccontato di avere ricevuto il messaggio sui social e di avere denunciato il fatto alla polizia postale, ma che a causa dell’anonimato non è stato possibile risalire al mittente.
Qui l’intervista di TPI a Liliana Segre: “Io che ho vissuto Auschwitz sulla mia pelle, vi avverto: attenti a questa campagna d’odio”.
Liliana Segre ha parlato ai professori e accademici dell’Accademia dei Lincei a Roma nell’incontro “Il futuro della memoria”, dove ha affrontato anche il tema dell’odio che è nostro dovere “Combattere ogni giorno”.
E in questa occasione la senatrice ha risposto all’insulto che ha ricevuto in rete: “Spesso siamo criticati, trattati da pazzi. O da bugiardi. Viviamo in un brutto momento”.
“Ora che, per motivi di calendario, carnefici e vittime di quella stagione stiamo morendo uno dopo l’altro, noi pochi sopravvissuti siamo in prima linea. Spesso siamo lodati ma veniamo anche criticati, trattati da pazzi. O anche da bugiardi. Viviamo in un brutto momento in cui i negazionisti, che vogliono far dimenticare e vogliono cancellare la memoria, si fanno sempre più avanti, e sempre più forti…”.
Liliana Segre ha raccontato anche della speranza che ha trovato negli occhi dei bambini che incontra nelle scuole: “Quegli sguardi e i messaggi che poi ricevo sono un motivo di soddisfazione un grande balsamo”.
E ha ribadito la sua contrarietà alla decisione del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti di cancellare la traccia di Storia dall’esame di Maturità: “C’è una sacralità della Memoria e una scelta di questo tipo è profondamente sbagliata”.
Sempre sul tema della scuola, la senatrice sopravvissuta alla Shoah ha raccontato delle leggi razziste emanate dal fascismo nel 1938 e della sua storia personale: “Io appartenevo a una famiglia ebrea ma laica, anzi atea. Chi mi voleva bene, in famiglia, non riusciva a spiegare cosa fosse accaduto. Io mi ero sentita fino a quel momento una bambina di 13 anni uguale a tutte le altre. Improvvisamente scoprii cosa significasse essere diversi”.
“Ci fu l’indifferenza nei confronti di noi ebrei, noi 40.000 italiani colpiti da una legge razzista. Nessuno si voltò verso di noi. E ancora oggi c’è una grande ignoranza sulla nostra comunità. Quando chiedo quanti siamo noi ebrei italiani, anche in ambienti universitari sento rispondere ‘mezzo milione, un milione, addirittura due milioni e mezzo, ma eravamo e siamo ancora solo 40.000”.
Liliana Segre ha raccontato anche il suo arrivo al Senato dopo la nomina del Presidente Mattarella come senatrice a vita: “Ho detto che a 13 anni ero stata una richiedente asilo, e che quell’asilo mi venne negato sul confine svizzero, e che poi ero stata deportata, usata come operaia schiava nei campi di sterminio. Che non avevo alcun merito nell’arrivare in quell’aula: solo essere sopravvissuta all’odio, a un genocidio che colpiva persone colpevoli solo di essere nate”.
[Link in nota]

Ricopio anche un articolo dello scorso anno
Liliana Segre: “Oggi i segnali dell’odio che c’era allora, sono contenta di essere stata vittima e non carnefice”

La senatrice a vita, 88 anni, sopravvissuta ad Auschwitz, è ospite dell’Arena Robinson alla manifestazione Più Libri Più Liberi

“Esiste un filo comune tra il razzismo che cominciò a inquinare una paese bonario e tollerante come l’Italia allora e quello che accade nei nostri giorni”. Così Liliana Segre mette in guardia dal rischio del ritorno del fascismo, ospite all’Arena Robinson durante la manifestazione Più Libri Più Liberi.
La senatrice a vita, 88 anni, sopravvissuta ad Auschwitz, parla a una platea fatta soprattutto di giovani. Parte dalla sua giovinezza e del fascismo che ha cambiato la vita sua e della sua famiglia per sempre. In quel momento, spiega Liliana Segre, “in pochissimi fecero una scelta diversa, dissero no al fascismo che montava, erano come eroi. Poi, dopo la guerra, dopo la tragedia degli ebrei, si scoprì che praticamente nessuno era stato fascista, c’era stata una sorta di lavaggio delle coscienze”.
“E subito dopo la guerra i sentimenti di intolleranza non erano assolutamente di moda, a nessuno veniva più in mente di discriminare altre religioni, altre razze”, racconta ancora la sopravvissuta. Ma qualcosa a un certo punto è cambiata: “Il tempo è passato e questi sentimenti di fascistizzazione stanno riemergendo e stavolta nel mirino per prima cosa c’è il colore della pelle. Un’avversione, una discriminazione che evidentemente a tanta distanza di tempo viene permessa, non suscita tanto scandalo, non muove vivaci e doverose reazioni. Di nuovo vedo complici, aguzzini e comunque tanta gente indifferente”, spiega ancora.
La prima proposta di legge di Liliana Segre è stata quella di istituire una “commissione parlamentare di controllo e di indirizzo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”. Perché, spiega la senatrice, “con tutto l’odio che ho visto e ho provato sulla mia carne allora e di cui rivedo segnali oggi, resto comunque contenta di essere stata una vittima e non una dei carnefice”.
[Link: https://www.tpi.it/2019/03/08/liliana-segre-insulti-social ]/

Marzo 9, 2019Permalink

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