10 settembre 2019 – Il discorso completo di Conte alla Camera nel giorno della fiducia


9 settembre 2019  –  Il discorso integrale pronunciato questa mattina alle 11 dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel giorno della fiducia all’esecutivo giallorosso all’interno dell’aula Parlamentare. Molti i temi affrontati da Giuseppe Conte nel suo discorso per richiedere all’Aula la fiducia al nuovo governo.
Signor Presidente, gentili deputate e deputati, prima di avviare le mie comunicazioni in quest’Aula concedetemi innanzitutto di rivolgere un saluto e ringraziamento al presidente della Repubblica, il quale anche in queste ultime fasi così determinanti per la vita della nostra repubblica, esercitando con scrupolo le proprie prerogative costituzionali ha guidato il paese con equilibrio ed è stato riferimento per tutti.

Il programma di governo
Oggi ci presentiamo per chiedere a voi, rappresentanti del popolo italiano, la fiducia del nuovo governo che sarà il mio compito guidare con disciplina e onore. Il programma che illustro non è un elencazione di proposte eterogenee, né tantomeno la sommatoria delle diverse posizioni delle forze politiche per sostenere questa iniziativa. È, al contrario, una sintesi programmatica che disegna l’Italia del futuro, è un progetto di governo del Paese fortemente connotato sul piano politico, che annuncia risposte alle attese e bisogni dei cittadini che ci impegniamo a realizzare con lavoro e impegno di donne e uomini che qui mi affiancano. Ha l’ambizione di delineare la società in ci vogliamo vivere non solo noi stessi, ma che vogliamo consegnare ai figli e nipoti, nella consapevolezza che il patto che oggi proponiamo a voi si proietta per essere sostenibile in una dimensione intergenerazionale. Questo progetto politico segna l’inizio di una nuova, che consideriamo risolutiva, stagione riformatrice.
Come più volte sollecitato dalle forze di maggioranza, presenta elementi e caratteristiche di novità: nuovo è nella sua impostazione, nel suo impianto progettuale, nella determinazione a invertire gli indirizzi meno efficaci delle pregresse azioni, nelle modalità di elaborazione di soluzioni ai bisogni dei cittadini, nuovo nel suo sforzo di affrontare le questioni più critiche. Nello stesso tempo questo progetto, per quanto avanzato, ambisce a recuperare con umiltà un metodo di condotta politica che valorizzi, traendo ispirazione dal migliore passato, equilibrio e misura, sobrietà e rigore, affinché i cittadini possano guardarci con rinnovata fiducia, quella fiducia nelle istituzioni che è presupposto imprescindibile affinché le azioni di governo possano rivelarsi efficaci.
Si tratta di un progetto politico di ampia portata anche culturale; vogliamo volgerci alle spalle il frastuono di programmi inutili e dichiarazioni bellicose. Io e i miei Ministri prendiamo l’impegno a curare le parole, usare un lessico più consono e rispettoso delle persone, della diversità delle idee. Ci impegniamo a essere pazienti anche nel linguaggio, misurandolo sull’esigenza della comprensione; la lingua del governo sarà una lingua mite, perché siamo consapevoli che la forza della nostra azione non si misurerà con l’arroganza delle nostre parole. I cittadini ci guardano, ascoltano, attendono una parola e un’azione all’altezza della funzione a cui siamo chiamati, si attendono consapevolezza del ruolo e un supplemento di umanità, non possiamo deludere le loro aspettative.

Il Nuovo Umanesimo
Faccio mie le parole pronunciate da Saragat nella seduta inaugurale dell’assemblea costituente: “Fate che il volto di questa repubblica sia un volto umano, la democrazia non è solo un rapporto tra maggioranza e minoranza (…), ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo, dove questi rapporti sono umani la democrazia esiste, dove sono inumani essa è la maschera di una nuova tirannide”. Lavoriamo dunque insieme, ogni giorno, per promuovere una democrazia autenticamente umana. Il nostro governo si richiamerà a un quadro di principi e valori che offrano respiro e orizzonte alle proprie politiche, sono principi non negoziabili perché universali, si collocano in una dimensione sovra governativa, non hanno colore politico, sono scritti nella nostra Costituzione, che ho richiamato sintetizzandoli con Nuovo Umanesimo: il primato della persona, con i suoi diritti inviolabili e inderogabili doveri, il lavoro come supremo valore sociale per rendere ogni uomo un cittadino pleno iure, l’uguaglianza nelle sue varie declinazioni, il principio di laicità e la tutela di libertà religiosa, il ripudio della guerra, la promozione di pace e giustizia. All’interno di questi valori, si ascrive la nostra azione riformatrice, racchiusa in un programma del quale sarò il garante e che cercherò di tratteggiare in questo mio intervento.
Gli obiettivi posti a fondamento della formazione di governo mira a far rinascere il paese nel segno di sviluppo, innovazione, equità sociale; molte le sfide che ci attendono a partire dalla prossima relazione di bilancio, in un quadro caratterizzato da profonda incertezza dato dalle tensioni commerciali, le crisi di settori cruciali come quello manifatturiero, ci obbligano a definire un’agenda di ampio respiro e lungo periodo per rilanciare crescita sostenibile, occupazione, questione sociale e territoriale in Europa.
Non possiamo limitarci a programmare azioni che intervengano marginalmente, abbiamo l’opportunità di imprimere un’azione che restituisca una prospettiva di sviluppo e speranza a giovani e famiglie a basso reddito. Da troppi anni l’Italia fatica a esprimere il potenziale di sviluppo, cresce a ritmi molto inferiori rispetto a quelli che potrebbero garantire sviluppo armonico e sostenibile Ne ha risentivo la qualità della vita dei cittadini, la speranza dei giovani di perseguire i propri progetti, la garanzia di una terza età serena, la capacità di fornire beni pubblici di qualità. Occorre invertire questa tendenza attraverso un’azione coordinata sul piano interno ed europeo.

La politica interna e il lavoro
Sul piano interno la sfida è di aumentare la partecipazione alla vita lavorativa, soprattutto per giovani e donne particolarmente nel Mezzogiorno; vogliamo offrire loro opportunità di lavoro, salari adeguati, condizioni di vita degne di un Paese civile. Dobbiamo rimuovere gli ostacoli per il raggiungimento di questo obiettivo, riconducibili a varie cause: dinamiche fortemente condizionate dalla nostra storia economica, che non possono trovare soluzione immediate, ma richiedono una riflessione approfondita e sincera su come si è definito lo sviluppo dell’Italia post bellica, della crisi legata al nuovo ciclo della globalizzazione. Altre cause sono di più immediata evidenza e possono essere affrontate e risolte grazie a un’opera di riforma: scarsa formazione e carente dotazione di conoscenze, difficoltà di conciliare vita familiare e lavorativa; scuole e servizi di qualità saranno le prime leve sulle quali agire. Il primo, immediato intervento sarà sugli asili nido: non possiamo indugiare oltre, rafforzare l’offerta e la qualità dell’educazione fin dal nido è un investimento strategico per il futuro della società, perché combatte le diseguaglianze sociali, favorisce una completa integrazione delle donne nella comunità lavorativa. Dobbiamo contrastare la falsa mitologia per cui la cura della comunità familiare possa essere d’ostacolo a una partecipazione del mercato del lavoro: il simultaneo conseguimento di questi obiettivi è possibile con un’adeguata offerta di servizi alle famiglie, lotta alla discriminazione di genere, in particolare sul lavoro. Questo governo si adopererà con le regioni per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili nido e micronidi per il prossimo anno scolastico, per le famiglie svantaggiate, e per ampliare contestualmente l’offerta dei posti disponibili soprattutto nel Mezzogiorno. è una delle misure che introdurremo anche per sostenere la natalità.

La scuola e l’Università
Per la scuola, occorre migliorare la didattica, contrastare la dispersione scolastica, concentrandosi sulla professionalità dei docenti da valorizzare equamente in linea con gli altri paesi europei; occorre anche in questo contesto contrastare il precariato attraverso concorsi ordinari e straordinari che riconoscano il valore dell’esperienza e valorizzino al tempo stesso il merito. Per assicurare l’effettività del diritto allo studio valuteremo sostegni alle famiglie meno abbienti nell’ottica di innalzamento obbligo scolastico. Occorre valorizzare il sistema universitario e di ricerca per spingerci verso le più avanzate frontiere della conoscenza. Occorre avviare i nostri giovani alla formazione terziaria anche attraverso politiche adeguate di sostegno al diritto allo studio.
Il sistema di reclutamento va allineato ai migliori standard internazionali e va potenziato attraverso l’istituzione di un’agenzia nazionale sul modello di quelle istituite in altri Paesi europei per migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche sulla ricerca grazie a nuove forme di finanziamento e forme di partenariato pubblico-privato: è in gioco il futuro dei nostri giovani migliori. Tra le eccellenze del nostro Paese ve n’è una che stiamo esportando da anni: sono le ragazze e i ragazzi soprattutto del Sud, costretti ad abbandonare i loro territori per cercare nuove opportunità all’estero: occorre invertire questa tendenza, i giovani sono la spinta propulsiva senza la quale ogni tentativo di rinnovamento è vano.
La trasformazione digitale e gli investimenti
Questo è il governo più giovane della storia della repubblica: non può rinnegare se stesso, deve raccogliere e vincere questa sfida. L’Italia dovrà essere laboratorio di innovazione, opportunità ed idee per far rimanere i giovani hic et optime. Gli anni della globalizzazione ci hanno insegnato che il lavoro di qualità è l’unica garanzia contro la povertà: il tessuto del Paese deve essere altamente qualitativo, e si deve basare su qualità e innovazione dei prodotti. Perseguiamo un modello di sviluppo integrale e inclusivo, nella prospettiva di una crescita equa e solidale. La nostra forza è un sistema industriale in grado di far incontrare produzione di massa, personalizzazione e flessibilità: occorre rafforzare determinazione e impegno affinché questa vocazione possa essere sfruttata, dobbiamo coordinare in questa direzione intervento pubblico e iniziativa privata. L’azione pubblica deve favorire questo processo, rilanciando investimenti pubblici e creando condizioni che consentano investimenti e crescita: abbiamo voluto creare un ministero per innovazione tecnologica e digitalizzazione, che aiuti le imprese, oltre che la medesima PA, a trasformare l’Italia in una smart nation. Dobbiamo perseguire una strategia di azione che porti l’Italia a primeggiare a livello mondiale in tutte le sfide che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale: una razionale politica di investimenti ci consentirà di crescere nella digitalizzazione e nell’intelligenza artificiale. Questo impegno non riguarda solo l’industria: l’innovazione deve imprimere una nuova spinta per il rinnovamento di tutti i settori, con la PA in testa a questo processo. occorrono impegni concreti, dobbiamo lavorare perché i cittadini abbiano un’unica identità digitale in un anno. Dobbiamo implementare gli investimenti di venture capital, innovazione e tecnologia. L’innovazione non può realizzarsi tuttavia senza una rete di infrastrutture tradizionali di trasporti e servizi pubblici, senza una politica di difesa dell’ambiente. è necessario ravvivare la dinamica degli investimenti nella definizione delle priorità su cui concentrare nuove risorse. in questa prospettiva le infrastrutture sono essenziali per una crescita fondata sulla sostenibilità, per un sistema moderno, connesso, integrato e più sicuro. Renderemo più efficiente il sistema delle concessioni di beni e servizi pubblici, operando un’inesorabile revisione del sistema. Quanto in relazione alle concessioni autostradali a seguito della tragedia del Morandi, voglio chiarire che questo governo porterà avanti il procedimento senza sconti per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell’interesse pubblico e, con esso, la memoria delle 43 vittime, una tragedia che rimarrà una pagina indelebile della nostra storia patria. Nella prospettiva di un’azione riformatrice coraggiosa e innovativa, obiettivo primario sarà la realizzazione di un green new deal per rigenerazione urbana, riconversione energetica per un progressivo ricorso a fonti rinnovabili, protezione della biodiversità, contrasto ai cambiamenti climatici. Non consentiremo più il rilascio di nuove concessioni per le trivellazioni. Lo voglio dire chiaramente: chi verrà dopo di noi, se mai vorrà assumersi l’irresponsabilità di far tornare il paese indietro, dovrà farlo modificando questa nuova norma di legge.

La tutela dell’ambiente e la lotta alle disuguaglianze
È anche per evitare questi rischi che dci adopereremo affinché la tutela dell’ambiente e della sostenibilità siano inseriti tra i principi fondamentali del sistema costituzionale; tutto il sistema produttivo dovrà orientarsi in questa direzione, promuovendo prassi socialmente responsabili che renderanno più efficace la transizione ecologica e indirizzino il sistema verso un’economia circolare che dismetta la cultura del rifiuto e valorizzi la cultura del riciclo. D’altra parte dobbiamo essere consapevoli che siamo di fronte a cambiamenti epocali, che a tutti i livelli di governance bisogna ripensare modalità per creare nuove opportunità, ridurre le disuguaglianze, garantire l’equità intergenerazionale, non compromettere la qualità di vita delle generazioni future. Anche l’agricoltura rappresenta un comparto decisivo: è necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le migliori pratiche agronomiche, accrescere la qualità del territorio, sostenere le aziende, investire nella ricerca sulle coltivazioni, con particolare attenzione all’uso efficiente della risorsa idrica. riserveremo la massima attenzione al rafforzamento delle regole europee per etichettatura e tracciabilità degli alimenti. massima priorità assumeranno le politiche per il contrasto al disserto idrogeologico e la ricostruzione delle are terremotate che consenta di rendere più spedite le procedure, in particolare per la ricostruzione pubblica. ho incontrato una rappresentanza delle popolazioni colpite dal sisma durante le consultazioni: desidero ripetere in quest’Aula quanto già affermato. La ricostruzione sarà una questione prioritaria di questo governo. Il mio primo impegno pubblico in Italia sarà la visita ad alcuni comuni colpiti dal sisma: incontrerò sindaci e semplici cittadini; l’azione di rilancio degli investimenti passa necessariamente dall’abbattimento del divario tra nord e sud del paese, a questo scopo occorre rilanciare un piano straordinario di investimenti per il Mezzogiorno anche attraverso l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che aiuti le imprese e dia impulso all’accumulazione di capitale fisico, umano, sociale e naturale del Sud. per le aree più disagiate dobbiamo promuovere il coordinamento degli strumenti normativi esistenti, e intervenire affinché i fondi europei siano utilizzati al meglio per valorizzare i territori.

Il tessuto produttivo italiano
Per rilanciare efficacemente il nostro sistema produttivo dobbiamo tenere conto dei suoi punti di forza e debolezza. Il nostro tessuto produttivo è composto per larga parte da PMI, dobbiamo introdurre misure che incentivino queste imprese a dimensionarsi in modo sempre più strutturato. La sfida della competizione è molto dura: piccolo è bello, ma il piccolo che è messo nelle condizioni di rafforzarsi è ancora più bello. Dobbiamo creare le premesse e condizioni affinché chi voglia crescere e competere possa farlo consolidando la propria posizione anche nei mercati globali; le evidenze ci dicono che quando l’impresa cresce retribuisce meglio i propri lavoratori: le imprese che crescono investono di più, offrono opportunità di lavoro anche ai giovani altamente qualificati. Consolidare le nostre imprese vuol dire favorirne l’internazionalizzazione e incentivare l’export: su questo fronte il governo perseguirà una strategia di rafforzamento degli strumenti che consentono alle nostre aziende di navigare meglio nella competizione globale, promuovendo il made in Italy, coinvolgendo le ambasciate, sostenendo le imprese esportatrici con consulenza giuridico ed economica, accesso a ventaglio di strumenti finanziari e assicurativi. Una visione coerente e integrata di internazionalizzazione non può trascurare il ruolo traino del turismo, settore chiave per il PIL, attraverso una serie revisione della sua governance pubblica. occorre promuovere i numerosi percorsi del turismo anche grazie alla valorizzazione del patrimonio naturale, artistico e culturale: obiettivi prioritari saranno al conservazione e valorizzazione del patrimonio racchiuso nei nostri territori. Dobbiamo investire anche nelle imprese che si fondano sulla creatività, che ampliano l’accesso ai consumi culturali: l’intera società ne trarrà beneficio in termini di ricchezza e occupazione.

La politica fiscale
La crescita delle nostre imprese dovrà essere incoraggiata da una politica fiscale che non sia disincentivante verso le imprese che assumono dimensioni più consistenti. Gli italiani hanno pieno diritto a confrontarsi su un fisco chiaro, amico di cittadini e imprese: bisognerà perseguire una riforma fiscale che tenda alla semplificazione per una più efficace alleanza tra contribuenti e amministrazione per alleggerire la pressione fiscale. Questo governo perseguirà una strategia chiara: tutti, ma proprio tutti, devono pagare le tasse, affinché tutti possano pagare meno, nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, in linea con il fondamentale principio della progressività della tassazione, l’obiettivo è ridurre le tasse sul lavoro, il cosiddetto cuneo fiscale, e intendiamo operare questa riduzione a vantaggio dei lavoratori e individuare una retribuzione giusta, il cosiddetto salario minimo, garantendo le tutele massime a beneficio dei lavoratori anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali. Occorre procedere finalmente all’approvazione di una legge sulla rappresentanza sindacale, ovviamente sulla base di indici molto rigorosi: vogliamo individuare il giusto compenso anche per i lavoratori non dipendenti.
Ci prefiggiamo di introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni, è una battaglia che intendiamo portare a termine al più presto; intendiamo realizzare un piano strategico di prevenzione da infortuni sul lavoro e malattie professionali. Il numero ancora troppo elevato di morti sul lavoro non può essere tollerato. Non possiamo, nessuno, rassegnarsi al fatto che in Italia, nello svolgimento della propria attività lavorativa, si possa morire o subire gravi danni fisici. Occorre anche contrastare le odiose forme di sfruttamento dei lavoratori, che finiscono con l’essere ridotti in condizioni analoghe alla vera e propria schiavitù. Riporremo anche massima attenzione al problema della tutela dei risparmi dei cittadini: a tal fine occorre prendere atto che i tre comparti – bancario, finanziario e assicurativo – sono sempre più intrecciati, e le attività di vigilanza dovrebbero ispirarsi a minimi comuni denominatori con controlli maggiori e più efficaci, per garantire maggiore trasparenza e un più adeguato livello di informazioni.

La manovra economica
Questa è la nostra visione, che si sviluppa in un orizzonte temporale ampio, he abbraccia l’intero arco della legislatura. Realizzeremo la visione tenendo conto dei vincoli di finanza pubblica e della sostenibilità del debito: in questo modo potremmo arrivare a liberare nuove risorse da investire per realizzare a fondo questa articolata stagione riformatrice. Come dimostra la sensibile riduzione dei tassi, i mercati finanziari stanno investendo con fiducia su questa nuova fase che stiamo affrontando: la definirei una vera e propria riforma strutturale perché ci permette di allentare quello che è stato il maggior freno allo sviluppo degli ultimi decenni. Ogni euro risparmiato sui tassi ci permette di eliminare il capitolo più improduttivo della nostra spesa pubblica, per liberare risorse da reinvestire in scuola, sanità, riduzione del carico fiscale. Il nostro è un progetto ambizioso e di lungo periodo, siamo consapevoli che questa manovra sarà impegnativa: la sfida più importante sarà evitare l’aumento dell’IVA e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale. Le risorse saranno reperite con una strategia organica, articolata, che includerà un controllo rigoroso della qualità della spesa corrente e un riordino del sistema delle agevolazioni fiscali che salvaguardi la funzione sociale e redistributiva di questo strumento, nonché un’efficace strategia di contrasto all’evasione.
Il nostro progetto non si limita all’ambito economico finanziario ma si estende anche al tema dei diritti, della giustizia, della tutela dei beni comuni: promuoveremo una più efficace protezione dei diritti della persona, rimuovendo le forme di diseguaglianza che impediscono la crescita della persona nella vita del Paese. è necessario rafforzare la tutela e i diritti dei minori, i diritti delle famiglie, con particolare attenzione alle famiglie numerose e prive di adeguate risorse economiche. In una società sempre più frammentata, dominata da un individualismo che tende a esaltare i forti, il ruolo sociale della famiglia è sempre più insostituibile, dunque è doveroso realizzare una politica integrata per le famiglie anche a sostegno della natalità. Massima attenzione sarà riservata al tema della disabilità, per realizzare una riunificazione normativa della disciplina in tema di sostegno alla disabilità promuovendo politiche orientate all’inclusione sociale e all’esercizio di una cittadinanza attiva. Le deleghe sulla disabilità saranno in capo direttamente alla Presidenza del Consiglio.

La riforma Fraccaro e la legge elettorale
Per il tema delle riforme costituzionali, è nostra volontà inserire in calendario il disegno di legge che promuove la riduzione del numero dei parlamentari. Questa riforma dovrà essere affiancata da un percorso volto a incrementare le garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, anche favorendo l’accesso alle formazioni minori e assicurando il pluralismo politico e territoriale. In particolare, occorrerà avviare un percorso di riforma quanto più possibile condiviso del sistema elettorale; contestualmente è nostro obiettivo procedere a una riforma dei requisiti di elettorato attivo e passivo, nonché avviare una revisione costituzionale per assicurare maggiore equilibrio al sistema e far riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Sarà un percorso di ampio respiro, che caratterizzerà questa esperienza di governo e richiederà tempo, attenzione, competenza. Ogni intervento sulla Costituzione presuppone una scrupolosa verifica degli effetti che può produrre sul sistema di pesi e contrappesi; nel quadro delle riforme costituzionali è intenzione del governo portare a termine il processo che conduca a un’autonomia differenziata giusta e cooperativa, che salvaguardi il principio di coesione e la tutela dell’unità giuridica ed economica. Occorre definire i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, e anche i fabbisogni standard, perché bisogna dare attuazione completa al 5 comma dell’art 119 della Costituzione che, ricordo a me stesso, prevede l’istituzione di un fondo perequativo per garantire a tutti la medesima qualità dei servizi. Queste cautele consentiranno di evitare che questo sacrosanto processo riformatore possa contribuire a creare un Paese a due velocità, che aggravi il divario tra Nord e Sud. Lo sviluppo locale è un prezioso motore di crescita, e molti sono gli interventi che intendiamo fare per favorirlo. è necessario rivedere il testo unico degli enti locali, anche nel caso delle città metropolitane e di Roma Capitale, il cui assetto va riformato. Dobbiamo attuare la legge per la valorizzazione dei piccoli Comuni, sopprimendo gli enti inutili. In questo contesto occorre garantire e tutelare le autonomie a statuto speciale e le minoranze linguistiche; il nostro Paese necessita di una riforma della giustizia, anche attraverso una drastica riduzione dei tempi e di una riforma del metodo di elezione dei membri del consiglio superiore della magistratura. Questo piano riformatore dovrà salvaguardare il principio di indipendenza della magistratura dalla politica, potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose, rendere più efficace il contrasto all’evasione fiscale anche inasprendo le pene. la tutela dei beni comuni è un valore essenziale, che dobbiamo presidiare a tutti i livelli: intendiamo approvare una legge sull’acqua pubblica completando l’iter legislativo in corso; allo stesso modo il governo si impegnerà a difendere la sanità pubblica e universale predisponendo un piano di assunzioni straordinarie di medici e infermieri. Questo governo sarà anche particolarmente sensibile nella promozione del pluralismo nell’informazione: ringrazio la stampa per il suo ruolo di termometro della democrazia. L’informazione libera e indipendente è uno dei nodi nevralgici che definiscono la tenuta del nostro Paese e delle sue istituzioni. La qualità del dibattito democratico dipende anche dal contributo critico offerto ai cittadini tramite i mezzi di comunicazione. Confido che i professionisti dell’informazione possano svolgere opera di stimolo affinché gli esponenti della politica si concentrino più sul merito che sulle polemiche verbali.

La politica estera e l’Unione Europea
L’Italia sarà protagonista di una fase di rilancio dell’Unione, che punti a costruire un’Europa più solida, inclusiva, vicina ai cittadini, attenta alla sostenibilità ambientale, alla coesione sociale e territoriale. Non si tratta di indicazioni astratte, ma di obiettivi fondanti delle istituzioni eurounitarie: per farlo è essenziale migliorare le politiche, rafforzare la governance economica per favorire crescita, innovazione, sostenibilità, coesione interna, competitività. Il governo realizzerà un piano di investimenti sostenibili, per riformare l’unione economica e bancaria a partire dall’istituzione di un bilancio e di una garanzia europea dei depositi. In questo quadro occorre migliorare il patto di stabilità e di crescita e la sua applicazione, evitando effetti prociclici e sostenendo gli investimenti. Un’impostazione di bilancio prociclica rischia di vanificare gli sforzi compiuti sul piano interno; è necessario infine attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e rafforzare le politiche di contrasto all’evasione fiscale: i profitti devono essere tassati dove effettivamente sono realizzati. Dobbiamo infine contrastare pratiche di concorrenza sleale non solo in ambito commerciale, ma anche fiscale, attraverso l’introduzione di un’aliquota minima europea. Queste sfide possono essere affrontate con successo a beneficio dell’interesse nazionale se le Istituzioni dell’unione ne usciranno rafforzate: sui vari temi europei mi sono adoperato sin dalla mia passata esperienza per affermare e rivendicare quelle sensibilità ancora largamente diffuse tra i cittadini, volte a imprimere un salto di qualità circa il ruolo dell’Unione. Difendere l’interesse nazionale non significa abbandonarsi a sterili ripiegamenti isolazionistici: difendere l’interesse nazionale significa mettere la propria patria al di sopra di tutto, non farsi mai condizionare da pressioni di poteri economici e da indebite influenze esterne. È in questo modo che ho evitato due infrazioni difendendo l’interesse nazionale e offrendo il proprio contributo in un’ottica di costruttiva cooperazione e rispetto del quadro normativo vigente. Rimango fermamente convinto che è dentro, e non fuori l’Unione, che si deve operare alla ricerca del benessere degli Italiani, aggiornando e rivitalizzando un progetto che ha assicurato per decenni pace e prosperità, sempre maggiori opportunità per i cittadini. Nel momento in cui l’Europa appare bisognosa di rinnovarsi, occorre elaborare un progetto comune a cui tutti possono partecipare, in grado di intercettare il bisogno di cittadini e imprese per fornire risposte. In questa prospettiva potrebbe essere utile partecipare alla definizione di una conferenza sul futuro dell’Europa, per rilanciare un nuovo protagonismo del nostro Continente. Solo con un rigoroso impegno possiamo ambire a ottenere quei risultati verso i quali tutti aspiriamo. penso anche al fenomeno migratorio, da gestire con rigore e responsabilità, perseguendo una politica basata su un approccio strutturale, che affronti la questione nel suo complesso, anche attraverso la definizione di una normativa che persegua la lotta all’immigrazione clandestina, ma che allo stesso tempo si dimostri capace di affrontare i temi dell’immigrazione per coloro che hanno diritto a rimanere, e dei rimpatri per coloro che non hanno titolo per rimanere. Il che significa recuperare, nella sostanza, la formulazione originaria del più recente decreto legge prima che intervenissero le integrazioni che ne hanno compromesso l’equilibrio complessivo: in materia di immigrazione non possiamo prescindere da un’effettiva solidarietà tra gli Stati membri; questa solidarietà è stata affermata anche in documenti ufficiali, preannunciata nei fatti ma non realizzata. Ho rappresentato questa visione ai principali leader europei e continuerò a farlo con iniziative concrete, per farci uscire da gestioni emergenziali. Su questo le nostre strutture sono già al lavoro anche con azioni lucide e coerenti come il nostro approccio, come l’istituzione di corridoi umanitari europei. I contatti che ho avviato con la neopresidente Ursula Von Der Leyen mi fanno ben sperare: hanno consentito di individuare punti di convergenza promettenti. Le sfide globali in corso richiedono l’affermazione di un multilateralismo efficace, irrinunciabile riferimento per un Paese che vuole evitare di uscire ridimensionato da un confronto globale. Su questo aspetto l’Italia si muoverà con coerenza nelle sedi opportune, di concerto con gli altri stati membri a partire dai vertici del G7 e del G20. Ciò vale tanto per temi globali, quali il contrasto al cambiamento climatico, quanto per l’attuale dibattito in materia di commercio: il protezionismo non rappresenta una risposta adeguata, la difesa dei nostri interessi nazionali deve essere condotta con una battaglia comune insieme agli altri Paesi europei. Ispirato da questo convincimento, ho negoziato a Bruxelles per evitare una procedura di infrazione che sarebbe stata esiziale per il Paese. Ritengo che l’Italia debba proseguire lungo i tre assi fondamentali che storia, geografia, tradizione politico-culturale ci impongono, senza perdere di vista le opportunità offerte da nuove dinamiche istituzionali. Tali assi sono, oltre alla responsabilità, le relazioni transatlantiche e il rapporto con gli USA per lo sviluppo di un Mediterraneo allargato. Il Mediterraneo non è solo area di conflitti, ma anche di grandi opportunità.

I fenomeni migratori e la cittadinanza
Il mio impegno non intende fermarsi alla sponda sud del Mediterraneo: intende continuare ad avere grande attenzione sull’Africa, facendomi interprete in Europa del ruolo di questo continente delle dinamiche internazionali. Dobbiamo poi rilanciare allo stesso modo la nostra azione nei Balcani. L’azione di governo che oggi si avvia investirà su queste direttrici per realizzare le potenzialità che il nostro Paese esprime: questo è lo spirito con cui intendiamo portare avanti i rapporti con i grandi produttori globali, come India, Russia, Cina. Tali rapporti dovranno essere declinati sempre e comunque con modalità compatibili con la nostra vocazione euroatlantica. La difesa degli assi portanti della politica estera è tanto più importante perché è non scontata: essa non è più un automatismo, ma una scelta strategica sempre più consapevole che va perseguita con coerenza per assicurare massima credibilità al nostro ruolo internazionale. Anche la legge sull’acquisto della cittadinanza italiana da parte di cittadini residenti all’estero appare meritevole di una revisione, per eliminare elementi discriminatori e introdurre ulteriori criteri: ci aspetta un lavoro intenso, servono idee, determinazione e visione per procedere senza incertezze, nella consapevolezza che abbiamo un’occasione unica per migliorare il Paese in cui viviamo. I cittadini che in questi anni hanno vissuto gli effetti della crisi richiedono alle istituzioni coraggio e forza di mettere da parte egoismi e rancori, proiettando lo sguardo in avanti. Avviamo oggi una stagione di rilancio e speranza, fondata su dialogo e confronto a tutti i livelli, ascoltando le parti sociali, le associazioni di categoria, i rappresentanti del terzo settore, senza pregiudizi verso nessuno. A un analogo spirito costruttivo si ispireranno tutti i nostri interlocutori.

Una nuova stagione riformatrice
Nel corso del primo Consiglio dei Ministri l’ho ribadito: abbiamo un’opportunità per avviare una nuova stagione riformatrice, ma la sua riuscita dipende da noi, le forze politiche di maggioranza, e i ministri: una squadra competente proveniente da forze politiche differenti, che avrà l’onore e l’onere di offrire al Paese un governo stabile, autorevole. Dovremo mostrare coesione di spirito e unità di azione nel segno della collaborazione e della lealtà. Non sarà facile, dobbiamo esserne consapevoli, saremo chiamati ad affrontare momenti duri, in cui sarà forte la tentazione di indugiare sul particulare e abbandonarsi alle polemiche; le forze politiche a sostegno di questo governo hanno dato prova di coraggio, hanno messo da parte i pregiudizi, e hanno accettato di affidarsi ai giudizi, impegnandosi a sollecitare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni. Chiedo alle forze politiche, insieme con la fiducia, un impegno da assumere di fronte al Paese: non possiamo nei prossimi mesi dissipare il tempo a disposizione in scontri e litigi, i cittadini non comprenderebbero. Nell’interesse dei cittadini chiedo che il confronto sui temi, sulle proposte e sugli indirizzi da perseguire si svolga sempre nelle sedi istituzionali, nelle aule parlamentari, perché dobbiamo dimostrare ai cittadini che siamo impegnati a cambiare davvero il Paese senza lasciarci distrarre da valutazioni altre che non meritano di essere comprese nella dinamica politica. Lo rivendico come parte qualificante dell’indirizzo di governo: dobbiamo essere sobri nelle parole, operosi nelle azioni. Una sobrietà che mi auguro possa risultare contagiosa, orientare positivamente i comportamenti dei cittadini, a iniziare da un uso responsabile dei social network che non di rado sono ricettacolo di espressioni ingiuriose e accuse verbali. E a questo proposito non posso non stigmatizzare ancora una volta gli ignobili attacchi indirizzati a due ministre, la senatrice Teresa Bellanova, l’onorevole Paola De Micheli, alle quali rinnovo la mia partecipe vicinanza. Questo è il momento del coraggio ed è il momento della determinazione: il coraggio di disegnare un Paese migliore, la determinazione di perseguire questo obiettivo senza lasciarsi frenare ogni ostacoli.

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Settembre 10, 2019Permalink