25 settembre 2019 – Percorrere la strada del peggio non è obbligatorio

20 Settembre 2019 –    L’ostensione del bambino di Michele Serra                          [fonte 1]

La storia della bambina esibita dal Salvini alla folla di Pontida come testimonial (involontaria) della violenza dello Stato ai danni della Famiglia, ovvero del “caso Bibbiano” è così esemplarmente disgustosa da meritare un piccolo ripasso.
Appurato che non si trattava affatto di uno dei “bambini rubati dai comunisti“ in quel di Bibbiano, ora si sa anche (vedi la dettagliata ricostruzione di Giampaolo Visetti su questo giornale, ieri) che è uno dei tanti e dolorosi casi di figli contesi tra genitori in conflitto tra loro; che il Tribunale dei minori di Milano (non i famigerati “giudici di Bologna”), per ragioni giustamente non spiattellabili sui giornali e tantomeno nei comizi, aveva deciso di affidarla a una casa protetta, consentendo incontri “assistiti” con entrambi i genitori; che la bambina, durante uno di questi incontri, ha preferito allontanarsi e rifugiarsi dalla madre; che né la madre né la Lega, come è ovvio sul piano umano prima che su quello legale, avevano la potestà di consentire l’ostensione della piccola, manco fosse un rosario o la teca di San Gennaro, davanti a migliaia di persone disposte a credere qualunque cosa, anche che la piccola fosse appena stata eroicamente prelevata dal Salvini in persona in un gulag per minori.
È stata un’operazione talmente scorretta, talmente cinica, che il più scalcinato degli assistenti sociali, il più scadente degli psicologi, il più distratto dei genitori la considererebbe gravemente lesiva del diritto alla discrezione e alla protezione che una ragazzina già esposta agli sconquassi della vita avrebbe meritato.
La sconcia propaganda politica imperversante ci ha abituati al peggio. Ma è un peggio, questo al quale non possiamo permetterci il lusso di abituarci.

18 settembre – Una catena di indecenze                                                                  [fonte 2]
Ne avevo parlato il 18 settembre nel mio blog.
Il 21 ho poi trovato il prezioso articolo di Michele Serra che mi è stato di grande conforto e ne riprendo la conclusione: « La sconcia propaganda politica imperversante ci ha abituati al peggio. Ma è un peggio, questo al quale non possiamo permetterci il lusso di abituarci».
Purtroppo l’ostensione (bellissima scelta di una parola che richiama alla sacralità di una bambina, sbatacchiata come il rosario di non lontana memoria, baciata come il crocifisso di non lontana memoria) doveva e poteva essere evitata se il senatore protagonista della scena avesse ricordato il principio del “superiore interesse del minore” che riconosce al minore diritti propri (il primo in questo caso di non veder spiattellata la propria situazione privata in video e in voce).
I giornalisti (quasi tutti per quanto ho verificato) si sono buttati in una comprensibile operazione di espressa indignazione nei confronti del senatore che aveva occupato la scena enfatizzando purtroppo le informazioni sulla piccola.
Nel mio articolo del 18 settembre avevo ricordato la Carta di Treviso (il codice deontologico dei giornalisti quando si tratti di minori). Di là è possibile anche prenderne visione
Spero che in futuro ogni operatore d’ informazione ne faccia efficace memoria.
E segua la strada più difficile del rispetto a chi rispetto è dovuto e non ha difese.

[fonte 1]
https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=wm&ogbl#inbox/QgrcJHsHnPZxhZQdwlsClcgVqsgSpvQnskL?projector=1&messagePartId=0.1.1

[fonte 2]
http://diariealtro.it/?p=6871

Settembre 25, 2019Permalink