29 gennaio 2020 – Abbandono facebook

Difendermi dalla frustrazione
Per accedere mi si chiede una fotografia. Mi spiace no e non per la fotografia richiesta che comunque mi irrita: ho sempre scritto con il mio nome senza nascondere la città in cui vivo e ho sempre motivato – con nome e cognome – i commenti che scrivevo.
Ma non è solo irritazione.
Ora ho l’ennesima conferma dell’uso del like con pollice in su. Serve a dire ‘mi piace’ senza coerenza e senza impegno a trasformare quel ‘mi piace’ in un progetto qualsiasi quando è messo sotto segnalazioni che possono indicare decisioni personali o collettive. Certo serve anche dire mi piace un testo, una foto, ma il pastrocchio polisemico per cui avevo deciso di non fare mai uso di quel segno è diventato per me inestricabile ed equivoco.
E allora riprendo a nutrire il mio blog e comincio con un testo importante che trascrivo con altro e successivo post.
Nessuno lo legge? Lo leggo io e il piccolo glossario (i tag!) mi aiuta a seguire i percorsi critici e consapevoli che mi sono concessa.
So che non riesco a fare di più ma è già qualche cosa.

29 Gennaio, 2020Permalink