13 marzo 2020 – Il mio blog ha un nuovo tag: pandemonio

Ho scelto un titolo ridicolo perché sono ridicolmente donchisciottesca e testardamente persevero.
Me lo ha suggerito Il Manifesto.

Oggi pubblico il messaggio che avevo mandato ieri ad alcuni amici e lo pubblico perché mi rendo conto dell’importanza che assume nella mia vita il mio blog con il suo rozzo glossario che mi garantisce la continuità di certi argomenti, oltre i buchi e la deformazione della mia memoria.
Però ho ricevuto alcuni riscontri importanti e ho deciso di
– continuare con la corrispondenza e di raccoglierla per dare una piattaforma a un dialogo che non deve sparire;
– e di pubblicare la corrispondenza come tale senza modificarla in una forma narrativa che non vorrei ne spegnesse l’autenticità.
Oltre i propositi ho verificato che il nuovo tag che ho inserito: PANDEMONIO, funziona.
Quindi la piattaforma c’è e accanto a pandemonio inserirò sempre il tag anagrafe perché quello è il fondamento di quanto sto facendo da anni per sostenere il diritto di ogni nato in Italia ad avere un certificato di nascita, un impegno che voglio salvare nella sua testarda continuità perché – secondo me – è un segno di pesante degrado della politica e della cultura su cui dovrebbe fondarsi la nostra convivenza, un pilastro che ignoranza e malafede hanno reso traballante.

La lettera inviata ieri
Cari amici,
vi scrivo alcune considerazioni su cui non so e non voglio tacere.
L’allegato è lungo, noioso. Per chi non abbia tempo da perdere in questo momento dove ogni gesto consueto cambia modalità di proposta e si fa complicato, allego un mio testo che pubblicherò quanto prima in diariealtro.
Per ora due annotazioni:
– questa mattina sono uscita per fare la spesa e comperare i giornali all’edicola.
L’altra notte non ho avuto pace finché non mi è stato chiaro che la mia edicola di ventennale riferimento sarebbe stata aperta.
E lo era, così non mi è stato negato il breve incontro con il signor Costantino che mi conserva i giornali finché li vado a prendere. E non ci neghiamo uno scambio di battute. A volte mi segnala qualche lettura importante ;
– per strada passo davanti a un ingresso dell’Università. Nel piccolo spazio oltre il portone ci sono gli avvisi delle varie iniziative promosse e spesso aperte al pubblico.
Ora (e per quanto?) ci sono solo le tabelle predisposte per gli attacchi dei vari manifesti.
Sono vuote. E’ molto di più di un simbolo passeggero.
Mi rattrista molto.

Chi per strada non può esserci
Non posso impedirmi di pensare (fra i tanti disastri che caratterizzano questo momento di inaspettata svolta storica)ai figli dei sans papier, condannati a non esistere.
Se i loro genitori, privi di permesso di soggiorno, li nascondono significa almeno che hanno un luogo che suppongono sicuro in cui farlo. Ma se non hanno neppure quello …i piccoli svolgeranno il ruolo di spie che la legge ha loro affidato per distruggere i loro genitori e loro stessi.
Per arrivare a tanto si sono dovuti creare della condizioni che possano significare condanna.
Nel testo che allego c’è la posizione di due vescovi consapevoli nei confronti della società umana ai tempi del coronavirus.
Anche loro ignorano i nati invisibili.
E comunque le regole per chi “esiste” sono note e, se applicate, possono garantire una sicurezza tanto più significativa quanto migliore è la situazione economica e sociale di cui le persone dispongono.
In fondo al baratro può essere il nulla assoluto che però appartiene a persone con un nome
Ai piccoli invisibili invece lo abbiamo negato.

12 marzo 2020 – PANDEMONIO
Il titolo azzeccato è de Il manifesto che così si introduce          [Link 1]
«Il coronavirus è una pandemia». Il temuto annuncio da parte dell’Oms è arrivato. Il plauso dell’Organizzazione mondiale della sanità agli «sforzi dell’Italia per contrastarlo».
Bacchettate invece ai paesi che «non mostrano la volontà di farlo» e a quelli che marciano in ordine sparso. Tra questi Germania, Spagna, Francia e Stati Uniti

BOLOGNA – L’arcivescovo invita tutte le chiese della diocesi a suonare le campane alle ore 19 da domenica 8 marzo fino a martedì 17 marzo e vi associa una preghiera (per chi fosse interessato
Se ne può leggere il testo nel [Link 2]
Nel contesto trovo molto interessante un servizio di 12Porte del 25 aprile 2019 ci racconta la tradizione del suono delle campane per la Chiesa cattolica e in particolare per la diocesi di Bologna.     [Link 3]
Ho tratto la notizia da un articolo pubblicato oggi da La repubblica:
La prima cosa bella di giovedì 12 marzo 2020 di Gabriele Romagnoli [Link 4]
La prima cosa bella di giovedì 12 marzo 2020 sono le campane alle sette della sera, che suonano a Bologna per chiamare a raccolta contro l’emergenza. I rintocchi partono nello stesso istante da tutti i campanili della diocesi e si diffondono nella città deserta, fanno eco nella piazza vuota, rimbalzano contro le serrande abbassate dei bar, vagano per i vicoli del centro e gli stradoni di periferia. È un messaggio universale, anche per chi religioso non è. Come noto, la campana suona per tutti noi. Non importa sapere che è stata battezzata con acqua, cosparsa d’olio e d’incenso. Non importa riconoscere il suono, sapere che è il doppio bolognese, una tecnica cinquecentesca nata quando venne issata la seconda campana perché nemmeno uno strumento può vivere da solo. Basta ascoltarla e sentire che un’altra risponde. Hanno cominciato domenica scorsa e continueranno fino al 17 marzo, per nove sere, una novena voluta dall’arcivescovo Zuppi. Esiste anche una preghiera laica, collettiva e muta, fatta di assenso e riconoscimento, di rispetto e fiducia, negli altri come nel destino. Curiosamente ieri più persone, da Bologna, mi hanno mandato un sonoro delle campane delle sette di sera, come per propagarlo, per annullare la distanza proprio mentre la stiamo tenendo.

Da Bologna a Milano
Le messe con i fedeli non si possono fare, niente matrimoni e nemmeno funerali. E allora all’arcivescovo di Milano Mario Delpini non resta che affidarsi alla Madonnina, o meglio alla ‘Madunina’ come si dice in milanese. Oggi pomeriggio, è salito sul tetto del Duomo per rivolgere un’invocazione alla statua, simbolo religioso e civile della città, che sormonta la guglia maggiore della Cattedrale, a oltre 70 metri di altezza.
L’immagine, devo dire estremamente suggestiva, si può raggiungere con il [Link 5]
La statua, è stata posizionata sulla guglia maggiore del Duomo da tre magutt (manovali per i Giargiana) nel lontano 30 dicembre 1774. La Madunina nasce da un’idea di tal Giuseppe Perego. Di lui, che ha scolpito la storia, si sa poco o nulla. Solo che aveva vinto un concorso tra scultori della fabbrica del Duomo. La canzone è di Giovanni D’Anzi (1934)

Trovo molto interessante questo intreccio fra un linguaggio proprio di uno spazio sacro e un altro proprio del linguaggio profano: le campane di San Petronio (il fondamento dello svolgersi della vita della società civile di una città medievale orologi e radio dell’epoca) e i decreti che si rincorrono proponendo via via le indicazioni per comportamenti corretti) come vogliono le indicazioni di trasmesseci anche con ottimi servizi radiofonici.
Sottotraccia emergono a mio parere
– la preoccupazione di salvare prima di tutto la salute (e se oggi l’obiettivo ha un tema dominante dopo dovrà riprendere in mano con attenzione e rispetto delle competenze, fuori da giochini di nomine spartite fra le forse partitiche in auge, la ricostruzione di un sistema sanitario pubblico via via devastato. Ci sono responsabilità che non possono nascondersi dietro proclamazioni di eroismo dei lavoratori del settore!
– la preoccupazione di salvare l’economia,
– la preoccupazione di salvare la scuola,
– la preoccupazioni per relazioni internazionali che no n si giocano a livello di tavoli diplomatici ma negli spostamenti di popoli interi minacciati.
L’antidoto che trasforma la preoccupazione empatica in disprezzo, rigetto, indifferenza è da molto tempo diffuso a piene mani anche con norme di legge che legittimano disprezzo e odio come una sorta di risorse comuni. Il collante è l’ignoranza, assicurata dall’indifferenza come progetti di vita
Un settore di ‘altri’ condannati per essere nati in un luogo sbagliato da genitori “sbagliati”.

 

Tartarughina, che non si arrende al gallo del mosaico aquileiese da 1700 anni non molla, e so che quando tornerò a trovarla mi dirà che anch’io devo dire no a galli e gallacci per quanto coperti da penne accattivanti.

Dal 2009 la legge impone la presentazione del permesso di soggiorno a chi si presenti allo sportello di un comune per registrare la nascita di un figlio in Italia.
La mostruosità di questa norma è segnalata ancora una volta nel mio blog

Il mio blog è una fonte
7 febbraio 2020    http://diariealtro.it/?p=6937
E sempre nel mio diariealtro ancora lo scorso settembre ho riportato la posizione finalmente chiara e senza ambiguità della ministra Laborgese
Non conto nulla ma voglio che il mio blog ringrazi la ministra Lamorgese
7 settembre 2019 Nascite invisibili per legge

7 febbraio 2020 – NASCITE INVISIBILI per legge

LINK
[link 1 ] https://ilmanifesto.it/

[link 2 ] https://www.chiesadibologna.it/la-novena-di-preghiera-alla-madonna-di-san-luca

[link 3] https://rep.repubblica.it/pwa/rubrica/la-prima-cosa-bella/2020/03/12/news/la_prima_cosa_bella_di_giovedi_12_marzo_2020-250984611/

[link 4 ] ] https://rep.repubblica.it/pwa/rubrica/la-prima-cosa-bella/2020/03/12/news/la_prima_cosa_bella_di_giovedi_12_marzo_2020-250984611/

[link 5] https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/emergenza-coronavirus-larcivescovo-prega-la-madonnina-311766.html

13 Marzo 2020Permalink