14 marzo 2020 – Nati in Italia senza nome, mai più _1

Occupandomi della legge che dal 2009 nega il certificato di nascita a un gruppo di nati in Italia, appositamente classificati secondo criteri burocratici artatamente costruiti, ho incontrato molte persone consapevoli e interessate , convinte che questo sfregio di civiltà non sia tollerabile ma, in quanto aderenti a realtà associative, protagonisti del mondo dell’informazione o presenti a livello istituzionale, non sono riuscite e non riescono a far partecipe del loro convincimento la realtà in cui si riconoscono.

I singoli parlano, “le formazioni sociali ove si svolge la nostra personalità” (art. 2 Costituzione) pervicacemente tacciono e spesso consentono.

Ben ricordo, quando fu discussa la legge sulle Unioni Civili, i parlamentari che berciavano contro la step child adoption per negare “ai figli degli altri” la sicurezza del riconoscimento del loro legame con la compagna o il compagno del genitore riconosciuto.

Ripropongo uno schema che ci sia guida:
Convention on the Rights of the Child (CRC)

Per chi volesse documentarsi meglio, ogni punto successivamente considerato si ritrova nel documento integrale collegato in calce come [fonte 1].
Di ogni punto segnalo le pagine di riferimento.

10° Rapporto di aggiornamento 2019 I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia

AGENDA 2030 OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE      [pag. 4]
Obiettivo 16. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci, responsabili ed inclusive a tutti i livelli
16.9 Entro il 2030, fornire identità giuridica per tutti, inclusa la registrazione delle nascite.

Il seguente schema riporta i principali Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e relativi Target dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che risultano più pertinenti rispetto ai temi trattati nel presente Rapporto e alle Raccomandazioni avanzate all’Italia dal Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a febbraio 2019.

10° Rapporto di aggiornamento 2019 | 7
PREMESSA
I trent’anni della CRC: una nuova agenda per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza                                                                 [pag. 8]
Il Gruppo CRC pubblica il 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) in Italia in occasione del 20 novembre 2019, 30° anniversario dall’approvazione della CRC. È un momento di grande visibilità per i diritti dell’infanzia a livello internazionale, con eventi dedicati organizzati sia a New York che Ginevra1, che nazionale, dato che la Legge n. 451/1997 ha istituito per questa data la Giornata italiana per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza2. Il Gruppo CRC ha pensato di cogliere l’occasione di tale momento celebrativo per proporre e condividere un’analisi che entri nel merito dell’attuazione dei diritti delle persone di età minore alla luce delle Osservazioni Conclusive che il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha rivolto al nostro Paese lo scorso febbraio. Si è infatti da pochi mesi concluso il “quarto ciclo di monitoraggio” dell’attuazione della CRC in Italia da parte del Comitato ONU che ha portato all’adozione delle Osservazioni Conclusive per il nostro Paese e conseguentemente avviato un nuovo ciclo, un percorso che prevede un confronto tra il Governo, la società civile e gli esperti che compongono il Comitato ONU. La stessa CRC3 prevede infatti le modalità per il monitoraggio dello stato di attuazione dei diritti in essa enunciati attraverso la predisposizione di rapporti periodici e incontri con i rappresentanti del Governo4 e del Terzo Settore. Da quasi vent’anni, il Gruppo CRC è parte attiva di questo percorso, avendo predisposto tre Rapporti Supplementari5 inviati al Comitato ONU e presentati nel corso delle pre-sessioni antecedenti l’esame dell’Italia. Le Osservazioni del Comitato ONU tracciano la direzione per l’azione futura per promuovere e tutelare i diritti delle persone di età minore. I singoli governi, e quindi nello specifico anche il Governo italiano è chiamato ad adoperarsi per implementare le Raccomandazioni espresse dal Comitato ONU, e su cui l’Italia sarà chiamata a render conto nel prossimo incontro previsto per il 2023. Allo stesso tempo le Organizzazioni Non Governative sono chiamate a vigilare che le raccomandazioni siano considerate nell’agenda nazionale e a diffonderne la conoscenza. Tale procedura ha consentito nel corso del tempo di promuovere cambiamenti e miglioramenti in molti Paesi. Progressi che si traducono spesso nell’adozione di leggi o provvedimenti amministrativi, o in sviluppi nell’attuazione dei diritti civili e politici, di più facile realizzazione rispetto alle misure volte a garantire maggiori diritti economici, sociali e culturali, che richiedono per la loro progressiva realizzazione un impegno concreto e la conseguente allocazione di risorse adeguate.

NOTA METODOLOGICA                                             [pag .3]
La suddivisione in capitoli rispecchia i raggruppamenti tematici degli articoli della CRC suggerita dal Comitato ONU nelle «Linee Guida per la redazione dei Rapporti Periodici». Il Comitato ONU ha infatti raggruppato i 41 articoli contenuti nella prima parte della CRC, in cui sono sanciti i diritti, in 9 gruppi tematici. Le Osservazioni Conclusive indirizzate dal Comitato ONU al Governo italiano nel 2019 in merito all’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC/C/ITA/CO/5-6) sono riportate all’inizio di ogni paragrafo per la specifica tematica trattata. Alla fine di ogni paragrafo sono poi inserite le raccomandazioni che il Gruppo CRC rivolge alle istituzioni competenti. Per questa edizione speciale nel trentennale della CRC e nell’ambito dell’impegno assunto dall’Italia nel sottoscrivere l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, il Gruppo CRC ha inoltre deciso di far riferimento ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e ai relativi 169 Target. Si noti infine che per il Gruppo CRC, da sempre, la visione dei minorenni come persone titolari di propri diritti e il rispetto di genere rappresentano una priorità fondamentale e, in tutte le nostre attività, poniamo la massima attenzione al rispetto dei diritti dei bambini, delle bambine e degli/lle adolescenti.
Nel presente documento, per semplificazione e sintesi, viene utilizzato il termine “bambini” come falso neutro e cioè con riferimento sia a bambine che a bambini.

Capitolo III                                                                       [pag. 29 ]
DIRITTI CIVILI E LIBERTÀ
DIRITTO DI REGISTRAZIONE E CITTADINANZA
18. Alla luce dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 16.9 e in riferimento alle proprie precedenti raccomandazioni (CRC/C/ITA/CO/3-4, par. 29),
il Comitato raccomanda all’Italia di:
(a) adottare misure per prevenire l’apolidia e assicurare l’efficace applicazione della legge che disciplina l’acquisizione della cittadinanza italiana alla nascita per i minorenni altrimenti apolidi;
(b) adottare disposizioni legislative per migliorare le procedure di determinazione dell’apolidia in conformità degli standard internazionali;
(c) riavviare gli incontri del gruppo di lavoro sullo status giuridico di Rom, Sinti e Caminanti e adottare misure per migliorare la situazione dei minorenni privi di documenti o apolidi appartenenti a queste comunità;
(d) prendere in considerazione l’opportunità di ratificare la Convenzione europea sulla nazionalità del 1997.
CRC/C/ITA/CO/5-6, punto 18

N.d.R. Nel testo vengono utilizzati come sinonimi i termini “cittadinanza” e “nazionalità”.

In particolare si evidenzia  come i nati in Italia da genitori senza permesso di soggiorno potrebbero essere a rischio di mancata registrazione (cosiddette nascite invisibili) a causa della Legge 94/2009, che ha introdotto il reato  d’ingresso e soggiorno irregolare e successivo obbligo di denuncia  per i pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio. Nonostante la  Circolare esplicativa n. 19/2009 del Ministero dell’Interno, nonché  la successiva Legge 67/2014 che ha di fatto depenalizzato il reato  di ingresso e soggiorno irregolare autorizzando il Governo a convertire la fattispecie in una sanzione amministrativa, la Legge 94/2009  continua ad essere in vigore e potrebbe indurre in errore genitori in  posizione irregolare, portandoli a non provvedere alla registrazione  alla nascita dei figli per paura di essere identificati. [Nota 4 pag.8]

[fonte 1]
http://gruppocrc.net/wp-content/uploads/2019/12/RAPPORTO-CRC-2019-x-web-1.pdf

14 Marzo 2020Permalink