25 marzo 2020 – Un blog e qualche tag

Diariealtro nel  tempo del covid19 e dopo

Mi sono chiesta che uso fare di questo povero blog che però a me è stato tanto utile e lo sarà ancora perché con i suoi tag mi consente di leggere notizie e riflessioni secondo preordinati fili conduttori che, per quanto io so fare, trasformano notizie che potrebbero essere disperse in piccole strutture organizzate.
Negli ultimi anni mi sono state utilissime per seguire certi argomenti soprattutto quelli sviliti e sbeffeggiati perché riguardano diritti umani di chi non conta nulla perché non ha voce che urli in piazza e possa essere adoperata per farsene strumento di successo attraverso qualcosa che assomiglia al consenso, ridotto spesso a una becera conta di pollici alzati, like e altre amenità insignificanti.
Dal 13 marzo il mio blog ha un nuovo tag, pandemonio, cui è inutile apporre aggettivi. Segnerà quello che inserirò finché mi sembrerà il caso di inserire qualcosa.
Ieri Giuliano Pisapia, eurodeputato, ex sindaco di Milano, avvocato, ha risposto a una domanda importante:
«Secondo lei, in questi giorni drammatici di coronavirus la vita, la salute, valgono più del rispetto delle libertà individuali?»
«Non credo si possa fare una gerarchia, perché questa mette certamente la vita al primo posto, ma occorre la consapevolezza che una limitazione anche molto vasta delle libertà costituzionali può essere accettata con uno scopo preciso e per un tempo limitato».
Appunto un tempo limitato … ma io vedo un alto rischio

Il Grande Inquisitore e il rischio del futuro 

Premetto un passo che ricopio dal V capitolo de I fratelli Karamazov, il poema del Grande Inquisitore . È per me un testo importante da molti anni. Cerco di ricordare le situazioni in cui l’ho letto e mi vedo nelle case in cui ho abitato che segnano il mio tempo. L’ho fatto senza dubbio negli anni cinquanta e ora era molto tempo che non lo rileggevo.
In Spagna a Siviglia quando ardevano i roghi della Santa Inquisizione, si presenta Lui . E’ Gesù ma Dostoevskij non lo nomina
«Egli è apparso in silenzio, inavvertitamente , eppure, strano!, tutti Lo riconoscono».
Il Grande inquisitore Lo vede, Lo riconosce e ne ordina la carcerazione.
La notte va nella Sua cella. Il monologo che vi si s volge (Gesù non parla mai) credo sia uno dei testi più alti della teologia. A malincuore, perché copiare è cosa faticosa, ne trascrivo solo un tratto per me perfettamente pertinente a quanto sta accadendo:
«Hai Tu il diritto di rivelarci anche uno solo dei segreti di quel mondo dal quale vieni ?»
Gli domanda il mio vecchio . E subito dà la risposta lui stesso:
«No, non l’hai, perché aggiungeresti qualcosa a quello che hai già detto allora, e toglieresti agli uomini quella libertà che difendevi tanto quando eri sulla terra. Qualunque cosa Tu ci rivelassi ora , sarebbe un attentato alla libertà di fede degli uomini, perché apparirebbe come un miracolo; ma la loro libertà di fede già allora, millecinquecento anni fa, Ti era più cara di ogni altra cosa. Non dicevi sempre: “Voglio rendervi liberi”? Ebbene ora li hai v isti questi uomini ‘liberi’ »,
aggiunge a un tratto il vecchio con un sorriso pensoso. Poi, guardandolo severamente continua: «Sì, questa faccenda ci è costata cara, ma finalmente l’abbiamo portata a termine nel Tuo nome. Per quindici secoli ci siamo tormentati con questa famosa libertà, ma ora è finita, è finita sul serio. Non lo credi? Mi guardi con aria mansueta e non mi degni neppure della Tua collera! Ma sappi che oggi , anzi proprio ora , questi uomini sono più convinti che mai di essere perfettamente liberi , e invece hanno perso la loro libertà e l’hanno deposta umilmente ai nostri piedi. Siamo noi però che abbiamo ottenuto questo! Era forse questo che Tu volevi? Una simile libertà!» ….
« Perché ora (parla dell’Inquisizione, naturalmente ) per la prima volta è diventato possibile pensare davvero alla felicità degli uomini. L’uomo fu creato ribelle: forse che i ribelli possono essere felici? Tu eri stato avvertito (gli dice il vecchio), avvertimenti e consigli non Ti erano mancati, ma Tu non li volesti ascoltare. Tu rifiutasti l’unica strada per la quale si potevano rendere felici gli uomini. Per fortuna, andandotene, rimettesti la faccenda nelle nostre mani. Tu hai promesso, hai garantito con la Tua parola , hai dato a noi il diritto di legare e di sciogliere, e ora non puoi certo pensare di riprendertelo, questo diritto. Perché dunque sei venuto a disturbarci? »

Dostoewskij non è un profeta del covid19
ma quello che io temo lo lascio alle parole del Grande Inquisitore.
Persone con una concezione già traballante della libertà, non tanto a livello personale quanto a livello sociale (e ce ne sono tante), sono convinte di essere libere nel momento in cui negano diritti fondamentali d’altri e mentre credono di assicurarli a se stessi se ne privano in una incoscienza beota.
Si apre una ferita che rende banale il male e, normalizzandolo, non si rimargina, anzi imputridisce e diffonde la peste a chi, intontito, non si rende conto di esserne affetto.
Da dieci anni so che la malvagità dell’opportunismo amorale è diventata coscienza collettiva indiscussa: che fastidio ci dà che possano esserci bambini senza nome perché nati in Italia dopo il mese di agosto 2009, figli di migranti irregolari senza permesso di soggiorno?
Noi non siamo migranti irregolari senza permesso di soggiorno quindi …
Sarà questa una frase che segnerà ogni inizio di ogni pagina del mio blog finché ne avrò voglia.
So che probabilmente  il mio sogno di arrivare oltre il covid19 avendo coscienza che questo sfregio di civiltà va cancellato non avrà esito ma non è un motivo sufficiente perché io ne taccia.
Se approdassimo oltre il covid19 con questa consapevolezza avrei speranza nel futuro che invece temo dominato dalla specie rassicurante degli zombi inconsapevoli.
Naturalmente questo non sarà il solo motivo che rende felici gli zombi ma se ognuno passasse oltre il covid19 con il sogno di un diritto umano da difendere potremmo aver speranza nel futuro, nonostante tutto.
Non posso non vedere il Grande Inquisitore che mi sembra sghignazzi.
Vorrei togliergli quel ghigno

 

25 Marzo 2020Permalink