13.12.2011 CIE – Riaperto l’accesso agli organi d’informazione

Roma 13 dicembre 2011             Oggetto: accesso ai centri

La pressione migratoria determinata dal massiccio afflusso di cittadini stranieri provenienti dai paesi del Nord Africa, che ha interessato l’intero territorio nazionale, aveva reso necessario,  nel prevalente obiettivo di  non intralciare le attività di accoglienza loro rivolte,  limitare l’ingresso solo alle categorie di soggetti o Enti richiamati nelle direttive n. 1305-11050/110(4) del 1 aprile e dell’8 aprile 2011.
Il significativo decremento dei flussi provenienti dal Nord Africa registratosi nell’ultimo mese del corrente anno e l’attivazione  del complesso sistema di accoglienza consentono ora di poter  revocare le direttive del 2011 e di ripristinare i contenuti della direttiva del 24 aprile 2007, ad integrazione della quale si ritiene, peraltro,  di impartire le seguenti ulteriori disposizioni. 

–       le SSLL, per la preventiva comunicazione. inoltreranno Ie istanze di accesso corredandole delle proprie valutazioni in merito – al competente . Dipartimento per le Libertà Civili e l’immigrazione e per conoscenza al gabinetto del Ministro.
–       l. SS,LL., oltre che per motivi di ordine pubblico, potranno differire l’accesso nei centri anche per ragioni di sicurezza nei casi in cui la struttura sia interessata a lavori di ristrutturazione o comunque dalla esecuzione di rilevanti lavori di manutenzione straordinaria.-        

IL MINISTRO           Annamaria Cancellieri

Nel linguaggio formale della direttiva è contenuta una storia che brevemente richiamo.
La direttiva del 24 aprile del 2007  (ringrazio l’amico che mi ha aiutato a recuperarne i contenuti) diceva che
Sarà consentito l´accesso in tutti i Centri di accoglienza, identificazione e permanenza temporanea ai rappresentanti delle organizzazioni umanitarie internazionali e nazionali, come l´Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l´Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e la Croce Rossa Italiana. Saranno anche accolte le richieste di accesso provenienti da Sindaci, Presidenti di Provincia e Presidenti di Giunta e di Consiglio Regionale. I soggetti del privato sociale, in relazione alle proprie finalità, saranno ammessi a svolgere specifiche attività di assistenza sulla base di convenzioni con gli enti locali o con i Prefetti.
I giornalisti, con i fotocineoperatori che li accompagnano, potranno accedere ai Centri sulla base di un´autorizzazione che sarà rilasciata dai Prefetti, sentiti gli enti gestori delle strutture interessate. Nel determinare le modalità e i tempi delle visite, si dovrà tener conto delle esigenze di tutela della privacy di coloro che sono ospitati nei Centri e della necessità di non creare intralcio alle attività svolte all´interno delle strutture.

 

Questa direttiva fu revocata lo scorso mese di aprile e ora si ritorna a quelle disposizioni cancellando le disposizioni emanate lo scorso aprile, regnanti il cav. Berlusconi e il leghista on Maroni.

Così commenta la Federazione Nazionale della stampa (il cui comunicato è pure riportato nel sito dell’ASGI, citato in apertura

Roma, 13 dicembre 2011
Prot. n. 205

Il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale, comunica:
“E’ un’ottima notizia la decisione del ministro Cancellieri di aprire di nuovo ai giornalisti le porte dei Cie. Finalmente viene ripristinato il nostro diritto-dovere di raccontare ciò che avviene in queste strutture. E’ una decisione che giova anche alla credibilità delle istituzioni italiane preposte all’accoglienza degli immigrati, perché il blocco disposto ad aprile dall’allora ministro Maroni autorizza da mesi il sospetto che all’interno di Cie e Cara vengano praticati trattamenti lesivi dei diritti umani. La revoca del divieto è una riaffermazione di basilari principi costituzionali, per la quale anche la Fnsi ringrazia il ministro Cancellieri e tutti i parlamentari che si sono battuti per il risultato di oggi. Ma un ringraziamento va anche alle molte organizzazioni che, insieme a Fnsi e Ordine dei Giornalisti, hanno dato vita nei mesi scorsi alla campagna “LasciateCIEntrare”: positivo esempio di come, in difesa del diritto all’informazione, si possano saldare alleanze importanti tra le rappresentanze professionali e le voci della società civile. Ora ci auguriamo che di questo diritto d’accesso ristabilito l’informazione italiana faccia uso intenso”.

E ora commento io


Commento io dal mio punto di osservazione interessato al CIE e al CARA di Gradisca (Go).
Da mesi e mesi gruppi locali interessati all’organizzazione dei centri protestavano per gli impedimenti all’ingresso.
Ora possono fare due cose (e io temo si adageranno sulla prima)
1. Continuare a protestare perché l’apertura non è indiscriminata (che è la soluzione abituale e, a mio parere,  più comoda).

2. Attivare qualche consigliere regionale a raggiungere il prefetto di Gorizia per informarsi sulla natura e la durata dei lavori di ristrutturazione all’interno del centri, creando le condizioni per una presenza giornalistica attenta e competente non appena ciò sarà possibile.
So che agire da pignoli e pedanti osservatori delle regole è faticoso e richiede attenzione e accortezza, che non sembrano attitudini proprie di chi protesta senza progetti ma solo accodandosi ad altri che hanno cominciato, ma a volte consente di raggiungere qualche risultato che può disturbare interlocutori disattenti se non ostili più della protesta stessa.
So che dire queste cose non serve a nulla e può dar fastidio (ammesso che qualcuno di coloro cui sono dirette legga il mio blog) ma io scrivo anche a mia futura memoria.

dicembre 23, 2011Permalink

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