1 novembre 2020 – Calendario Novembre

Premessa:    Il 20 novembre 1989 L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convezione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che l’Italia ha ratificato con legge 176/1991, affermando il diritto assoluto di ogni nato  alla registrazione della nascita. Con aggressiva, devastante  indifferenza l’Italia nel 2009 con legge 94 ha escluso dalla dovuta certezza di questo diritto i nati in  Italia se figli di sans papier.
Lo fece, con voto di fiducia, un  Parlamento ormai in  maggioranza capace di far precedere la più opportunistica e abbietta convenienza al diritto e all’etica.
Quello che più mi turba è l’ostinata determinazione con cui il mondo delle associazioni più ‘rispettabili’ rifiutano una parola di dissenso rispetto a questa norma feroce.
Non posso non associare questo silenzio a quello che coronò l’evento che ricordo nel calendario il 17 novembre.
L’immagine in fondo è la parete del  ‘binario 21’ . il binario della stazione di Milano da cui partivano i treni per i lager dove i deportati avrebbero perso la propria identità. Il nome ne veniva cancellato per essere sostituiti da un  codice numerico.

novembre 1911 –            Primo bombardamento aereo italiano in Libia
…………………………. … ……(e primo bombardamento aereo della storia).
.1 novembre 2009 –     ..Morte della poetessa Alda Merini
.1 novembre 2016 –     ..Morte di Tina Anselmi, prima donna ministro nella storia della
……………………………… .repubblica
.2 novembre 1975 –     ..Assassinio di Pier Paolo Pasolini
.3 novembre 1970 —    ..Salvador Allende diventa presidente del Cile.
.4 novembre 1966 –     ..Alluvione di Firenze
.4 novembre 1995 –     ..Assassinio di Yitzhak Rabin
.5 novembre 2017 –     ..Elezioni in Sicilia. Disastro tutta sinistra
.6 novembre 1962 –     -Risoluzione ONU contro l’apartheid in Sudafrica
.7 novembre 1917 –     ..Rivoluzione d’Ottobre
.8 novembre 1960 –     ..USA: elezione alla presidenza di J.F.Kennedy
.8 novembre 2016 –      ..USA: elezione alla presidenza di D. Trump
.9 novembre 1938 –      ..Germania: “notte dei cristalli”
.9 novembre 1989 –      ..Germania: abbattimento del muro di Berlino
.9 novembre 1993 –      ..Distruzione del ponte di Mostar
10 novembre 1483 –      ..Nascita di Martin Lutero
11 novembre 1992 –      .La chiesa anglicana inglese ammette le donne pastore
…………………..….……………….(gli anglicani usano anche il termine ‘prete’).
………………………..………. Dicembre 2014: consacrazione della prima ‘vescova’
13 novembre 354 –       .. Nascita di Agostino di Ippona
13 novembre 2015 –     .. Attentati dell’ISIS a Parigi – strage del Bataclan
15 novembre 1988 –      .L’ANP annuncia la nascita dello stato palestinese
16 novembre 1989 –      . Salvador – strage dell’UCA – Universidad entroamericana
……………………………….. …. Simeón Cañas
17 Novembre 1938 –    .. REGIO DECRETO LEGGE n. 1728
…………………………………..Provvedimenti per la difesa della razza italiana
18 novembre 1626 –      ..Consacrazione della basilica di San Pietro .. 
19 novembre 1975 –      ..Spagna: morte del dittatore Francisco Franco
20 novembre 1945 –     .. Inizio del processo di Norimberga
20 novembre 1989 –        L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la
………………..…..……………Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia
……………………….…………….e dell’adolescenza (nota 1)
22 novembre 2004 –      .Ucraina: inizio della ‘rivoluzione arancione’
23 novembre 1971 – ……La Cina sostituisce Taiwan nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
25 novembre 1973 – ……Grecia: golpe militare
25 novembre –                ..Giornata contro la violenza sulle donne
25 novembre 1992 – …… Il Parlamento vota la divisione fra Repubblica Ceca e Slovacca
25 novembre 2016 – …  ..Morte di Fidel Castro
26 novembre 1915 – … ..Einstein presenta la teoria della relatività generale
26 novembre 1954 – ..  . Ritorno di Trieste all’Italia
27 novembre 1941 – ……Resa di Gondar: l’Italia lascia l’Africa Orientale.
…………………………………….(Gondar – antica capitale imperiale dell’Etiopia)
29 novembre – ……………ONU: giornata internazionale di solidarietà con il popolo
…………………………………….palestinese
30 novembre 1780 -……..Muore Maria Teresa d’Austria
30 novembre 1786 -…     Il granduca di Toscana abolisce la pena di morte
30 novembre 1943 -……..Morte di Etty Hillesum ad Auschwitz
30 novembre 1999 – ……Seattle: prima mobilitazione del movimento no-global
…………………………….….
Note:
[nota 1] L’elenco delle giornate internazionali celebrate dalle Nazioni Unite si raggiunge con http://www.centrounesco.to.it/?action=view&id=337

1 Novembre 2020Permalink

28 ottobre 2020 Fratelli tutti – Commenti de La barba di Aronne e di Noi siamo chiesa

Il profumo della fratellanza. L’incontro interreligioso in Campidoglio

Chiesa di tutti Chiesa dei poveri 23/10/2020, 14:43

Newsletter n. 207 del 10 ottobre 2020

Dalla barba di Aronne

Care Amiche e Amici,

non era mai successo che la Repubblica Italiana – insieme al papato della Chiesa cattolica, al patriarcato di Costantinopoli, al Rabbino capo di Francia, al rappresentante del Grande Imam del Cairo, a un buddista giapponese, a una indù e a molti altri leader religiosi del mondo intero – firmasse un appello a tutte le altre Repubbliche e Regni per chiedere ai governi e a tutti gli uomini e le donne di passare a condotte di fraternità e di pace e costruire una sola umanità,  nella persuasione, che è anche una confessione di fede, che “nessuno si salva da solo”.

È accaduto martedì sera, e non in un’enclave religiosa come Assisi, ma a Roma, nella piazza del Campidoglio, che un tempo fu l’ombelico del mondo e dove dopo l’ultima guerra mondiale nacque l’unità dell’Europa, così come ora si vorrebbe che da lì nascesse l’unità del mondo.

Si dirà che questo evento, promosso dalla comunità di s. Egidio, ma con l’evidente regia e governo di papa Francesco, è stato un evento di vertice, senza partecipazione di popolo, che infatti non c’era a causa della pandemia; e tuttavia  il vero ospite dell’incontro è stato il popolo di Roma con il suo Comune, il suo retaggio e la sua Sindaca. Ed è verissimo che si è trattato di un’iniziativa dei leader, come se il mondo improvvisamente avesse trovato un bandolo, una guida; ma il movente non è stato il potere,  è stato che  “i fratelli vivano insieme”, ciò che, come dice il salmo delle Ascensioni, è ragione di soavità e di gioia e  “come olio profumato”  dal capo scende sulla barba, la barba di Aronne, e da lassù si spande in tutto il mondo, in modo che si faccia l’unità, perché non uno, non gli uni invece degli altri, non gli uni contro gli altri, ma tutti insieme siano salvi.

E non a caso negli straordinari discorsi dei leader, davvero ciascuno eco di culture diverse, sono stati convocati, per compiere l’impresa, il passato e il futuro. Papa Francesco ha evocato una sola parola di Gesù: «Basta!», la parola detta ai discepoli che volevano approvvigionarsi di spade. Il patriarca Bartolomeo ha chiamato in causa Anassìmene, il filosofo di Mileto del VI secolo a.C. che aveva individuato i quattro elementi su cui tutto si tiene, l’aria, l’acqua, il fuoco, la terra, per dire che se a tenerli insieme non è la casa comune, di cui dobbiamo aver cura, tutto si disintegra  ed esce dalla vita creata da Dio; e questa casa è come una casa di specchi, dove il volto di ciascuno riflette l’immagine di Dio e si riflette nel volto degli altri. Il Rabbino di Parigi ha ricordato un midrash in cui si racconta la nascita del tempio, e insieme lo si demitizza: c’erano due fratelli che avevano un campo di cui condividevano il raccolto, e ognuno voleva dare di più all’altro, sicché spesso si alzava di notte per andare ad aggiungere del proprio grano  altro grano al raccolto dell’altro, sicché i due cumuli risultavano sempre uguali; finché una notte essi si incontrarono, scoprirono il reciproco dono e si abbracciarono piangendo; e sulla terra bagnata da quelle lagrime Dio volle che fosse costruito il suo tempio; perciò  il tempio che ora si deve ricostruire è questa fraternità. Il presidente Mattarella ha messo in campo la Repubblica Italiana che «riconosce e onora» gli sforzi delle religioni per contribuire a un avvenire di sviluppo e di eguaglianza per le persone e i popoli, offrendo in tal modo una “testimonianza che è profezia”. E su tutti vegliava, con la mano stesa, Marco Aurelio, l’imperatore filosofo che aveva dato del povero la definizione più rigorosa: «colui che ha bisogno dell’aiuto altrui e non ricava da se stesso tutto ciò che è utile alla vita», il che equivale a dire che tutti siamo poveri, «nessuno si salva da solo».

E poi è successa una cosa straordinaria: il rappresentate del Grande Imam di Al Azhar, Ahmad Al Tayyeb, ha raccontato la scena, a cui ha assistito, di papa Francesco e l’Imam Al Tayyeb che si spartivano un pezzo di pane alla tavola del papa a Santa Marta. Certamente quello spezzar del pane non era stato preceduto in quel caso da alcuna formula di consacrazione; però se si pensa che il divieto della “communicatio in sacris” è il macigno che ancora rimane a impedire l’incontro ecumenico tra le diverse Chiese cristiane, si può misurare la portata profetica di questo comunicare nel pane tra il papa cristiano e l’imam islamico; qui, come nel pensiero comune che, per dichiarazione esplicita del papa ha contribuito ad ispirargli l’enciclica Fratelli tutti, siamo oltre il dialogo tra Islam e cristianesimo, siamo a una comunione in cammino.

Nel sito pubblichiamo una lettura di “Noi siamo Chiesa” dell’enciclica Fratelli tutti“Un appassionato appello all’unità umana”.

L’articolo che trascrivo viene dal sito di Adista       https://www.adista.it/articolo/64364

Per raggiungere l’articolo di Noi siamo chiesa, segnalato al termine del testo de La Barba di Aronne, trascrivo anche il link.  Merita veramente una lettura

https://www.chiesadituttichiesadeipoveri.it/un-appassionato-invito-allunita-umana

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28 Ottobre 2020Permalink

27 ottobre 2020 – Cominciò nel 2001

«Costruiamo una sola umanità!»: il 27 ottobre, XIX Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico 

redazione 25/10/2020, 08:09

La Giornata  ecumenica del dialogo cristiano-islamico nasce dall’iniziativa di un gruppo di intellettuali, religiosi e professori universitari che nel 2001, all’indomani della tragedia delle Torri gemelle, decise di lanciare un appello al dialogo con l’islam. «Noi, cristiane e cristiani di diverse confessioni e laici, impegnati da anni nel faticoso cammino del dialogo coi musulmani italiani o in un lavoro culturale sull’islam – recitava il primo appello – crediamo che l’orrendo attentato di New York e Washington costituisca una sfida non solo contro l’Occidente ma anche contro quell’islam, largamente maggioritario in tutto il mondo, che si fonda sui valori della pace, della giustizia e della convivenza civile».

I promotori intendevano scongiurare «un allarme preoccupante», ossia che quanto accaduto potesse «mettere in discussione o rallentare il dialogo con i fratelli musulmani, compagni di strada sul cammino della costruzione di una società pluralista, accogliente, rispettosa dei diritti umani e dei valori democratici».

La Giornata giunge nel 2020 diciassettesima edizione e che, da alcuni anni, ricorre il 27 ottobre “nello spirito di Assisi”: il primo e grande incontro mondiale delle Religioni per la pace, voluto da papa Giovani Paolo II nel 1986 nella città umbra.

L’appello dei promotori per questa edizione rileva il fatto che: «dopo 19 anni siamo ancora a parlare di dialogo cristiano-islamico come fosse la prima volta. Ma molto è cambiato. Il nostro è stato un cammino importante e positivo. Il pensiero va ai tanti amici e amiche del dialogo che hanno costruito centinaia di iniziative dal nord al sud del paese, a chi non c’è più e a chi ha percorso con noi un pezzo di strada. E come il primo giorno sentiamo forte il bisogno di riscoprire l’umanità che tutti ci unisce. E come il primo giorno sentiamo forte il bisogno di impegnarci contro le guerre, la produzione delle armi e contro l’ingiustizia sociale che nega il lavoro, le cure mediche, distrugge l’ambiente e ogni spiritualità basata sul riconoscersi fratelli e sorelle con un’unica Madre Terra da amare e difendere».

La pandemia del covid-19 è stato «un segnale forte per tutta l’umanità – scrivono gli organizzatori -.  Ci ha detto con chiarezza che non siamo onnipotenti e che abbiamo bisogno gli uni degli altri per costruire una vita degna di essere vissuta. Occorre superare ogni discriminazione e affermare sempre che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”(art. 3 Costituzione). Occorre fermare la guerra e la produzione di armamenti».

questa pagina è possibile leggere l’appello integrale..

https://www.ildialogo.org/cEv.php?=http://www.ildialogo.org/cristianoislamico/2020_1595665407.htm

27 Ottobre 2020Permalink

24 ottobre 2020  – Incontro per la pace. Il grande imam di Al-Azhar

Nota di augusta: in un momento
di tante e confuse informazioni diverse
 per fortuna c’è Adista

Incontro per la pace/Imam Al-Tayeb: «La globalizzazione della fratellanza umana»

Redazione 21/10/2020, 23:11

ROMA-ADISTA. Il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, non era presente all’incontro di preghiera per la pace «Nessuno si salva da solo. Pace e fraternità» promosso dalla Comunità di sant’Egidio ieri pomeriggio al Campidoglio. Ha però inviato un messaggio, che è stato letto da Mohamed Abdel Salam Abdellatif, segretario generale dell’Alto Comitato per la Fratellanza umana.

«Il mondo sta vivendo da quasi un anno un incubo terrificante a causa dell’epidemia di Coronavirus. Neanche uno stato è sfuggito alle sue ripercussioni, nessun popolo è sfuggito, nessuna economia si è salvata dai suoi effetti devastanti, e quanto sono più pesanti le ferite del cuore. Ciò che aggrava la dolorosa realtà è la vista di questi milioni di rifugiati, sfollati, senzatetto e vittime di zone di conflitto. Questa epidemia ha peggiorato le loro terribili condizioni in assenza della necessaria assistenza sanitaria. Allo stesso modo, interi popoli non sono stati in grado di affrontare l’epidemia.

Nonostante tutti questi rischi posti dal Coronavirus, c’è un’altra antica epidemia che si rinnova, che pensavamo sarebbe scomparsa di fronte a un pericolo che minacciava l’intera umanità, l’epidemia della discriminazione e del razzismo, una malattia che colpisce ed erode la coscienza umana. Ma, anziché osservarne la scomparsa, siamo stati scioccati nel vedere nuove forme di discriminazione a causa del Coronavirus, al punto che abbiamo sentito appelli ad abbandonare alcuni gruppi di persone al loro destino per offrire le cure prioritariamente ad altre persone, abbiamo sentito voci che chiedono di testare il vaccino su un certo gruppo di persone, sono voci che attestano solo la disumanità da parte di chi le pronuncia.

Oggi, ci aspettiamo con il mondo intero che gli sforzi scientifici siano coronati dal successo nella ricerca di un farmaco che ci salvi da questo incubo che sta per completare un anno dalla sua apparizione, mentre continua a uccidere l’umanità.

Vorrei riaffermare che la cura per l’odio umano e il razzismo è quell’antidoto che sgorga dal cuore delle amare esperienze che abbiamo vissuto e che prova colui che è dotato di una coscienza viva. Questo antidoto è la fratellanza umana, in cui vedo una solida immunità capace di affrontare le epidemie intellettuali e morali.

Il concetto di fratellanza umana non significa che ci accontentiamo di accettare l’altro, ma piuttosto che ci battiamo per il suo bene e la sua sicurezza, ci rifiutiamo di discriminarlo a causa di qualsivoglia differenza, e che non risparmiamo sforzi nel diffondere questi alti principi tra la gente.

Illustri partecipanti,

Il nuovo ordine mondiale ha promosso il concetto di globalizzazione e ci ha promesso che avrebbe portato per il mondo intero i valori della libertà, della giustizia e dell’uguaglianza, che rappresentano valori umani veramente meravigliosi. Tuttavia, abbiamo presto scoperto, purtroppo, che questi nobili valori hanno portato all’umanità sfruttamento disumano con l’esclusione del diverso, l’imposizione di un unico modello culturale, l’eliminazione delle identità, la rivendicazione del diritto alla tutela dei popoli, la pretesa dell’esistenza di un modello culturale unico adatto all’umanità, mentre modelli diversi sarebbero diventati una reliquia della storia. La globalizzazione è così caduta nell’equivoco e nella contraddizione tra i proclami e la realtà della gente, portando delle ricadute ancora più malvagie delle epoche più buie. Abbiamo visto cadere questi valori quando il mondo ha preferito ignorare popoli interi costretti all’esodo e vittima di uccisioni e della morte per fame come è il caso per i Rohingya che sono stati abbandonati alla loro sorte in mare aperto.

L’avvento del Coronavirus ha annunciato al mondo la morte della globalizzazione che aveva diviso il mondo, separato gli esseri umani, allontanato la morale e i valori, emarginato la religione. Oggi è giunto per noi il momento di adottare una nuova globalizzazione, basata sulla fratellanza umana, che promuova l’uguaglianza di tutti gli esseri umani quanto a diritti e doveri, che radichi la convivenza sociale e si impegni al rispetto delle specificità e delle identità religiose e culturali, che fermi la corsa agli armamenti e reindirizzi le centinaia e migliaia di miliardi spesi per le armi verso l’istruzione, l’assistenza sanitaria e la ricerca scientifica. Allora, e soltanto allora, potremo far fronte ai disastri e alle epidemie e saremo più forti di fronte alle varie crisi.

Dinanzi a questa crisi asfissiante abbiamo, come dotti e religiosi appartenenti alle diverse religioni, il ruolo importante di far ritornare i popoli alla religione e al suo messaggio autentico che innalza i valori umani, che sono stati emarginati e abusati, ed accusati spesso di essere la causa del terrorismo e dell’estremismo, e dopo che l’ateismo e le filosofie mondane e materiali sono riuscite ad oscurare ciò che implicano i messaggi celesti, ossia il bene, l’amore, la pace.

Lasciatemi commentare qui l’orrendo omicidio a Parigi.

Nella mia veste di sheykh di al-Azhar dichiaro davanti a Dio onnipotente che io dissocio me stesso e i precetti della religione islamica e gli insegnamenti del profeta Maometto – su di lui la pace e la benedizione di Dio – da questo peccaminoso atto criminale e da tutti coloro che perseguono questa ideologia perversa e falsa. Allo stesso tempo confermo che insultare le religioni e abusare dei simboli sacri sotto lo slogan della libertà di espressione, rappresenta una forma di ambiguità intellettuale e un esplicito appello all’immoralità. Questo terrorista e la sua gente non rappresentano la religione di Maometto – su di lui la pace e la benedizione di Dio – proprio come il terrorista neozelandese che ha ucciso i musulmani nella moschea non rappresenta la religione di Gesù, la pace sia su di lui.

Permettetemi di esprimere nuovamente la mia stima a Papa Francesco, Papa della Chiesa Cattolica, per la sua importante enciclica Fratelli Tutti, che ha offerto una diagnosi molto precisa circa la realtà del mondo e le sue malattie, e lo ha fatto da punti di vista differenti e sotto diversi aspetti, con questo coraggioso concetto umano, che aiuta gli amanti del bene e della pace a formarsi una nozione completa sulle sofferenze della “fratellanza umana” e le aspettative di raggiungerla.

Egregio pubblico!

Curiamo insieme le ferite dell’umanità, e riscopriamo i valori della misericordia, la giustizia e la tolleranza… Facciamo ritornare alla gente il sorriso strappato dalle guerre e i conflitti… Forse questi sogni sono ambiziosi ma la loro concretizzazione non è difficile per Dio Altissimo, se crediamo in Lui e nella fratellanza umana, alla quale siamo stati chiamati, e alla necessità di seminarla nelle anime delle nostre società e le generazioni future».

https://www.adista.it/articolo/64357?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=email_this&utm_source=email

 

24 Ottobre 2020Permalink

9 ottobre 2020 _ Quando la letteratura guarda avanti, molto avanti

Quando la letteratura è testimonianza

BOCCACCIO DECAMERON Giornata sesta novella decima.
Frate Cipolla è un religioso dell’ordine di Sant’Antonio, congregazione nota al tempo del Boccaccio per i frequenti traffici di reliquie sacre e, più in generale, per un’avidità senza scrupoli.
Dioneo racconta che Frate Cipolla si reca a Certaldo, patria di Boccaccio tra l’altro, a riscuotere le offerte dei fedeli, truffandoli . Ha con sé “una delle penne dell’Agnol Gabriello” . [NOTA 1]

Ero rimasta al Medio Evo ma occorre andare aventi e registrare l’evoluzione della truffa dal denaro, al successo politico.
Con sollievo segnalo una importante, documentata riflessione del biblista Alberto Maggi.
Alberto Maggi “Santi e imbalsamati: la riflessione sulla fine della vita” [NOTA 2]

Le reliquie hanno voce, una voce che si ascolta.                                  [NOTA 3]
Convenienza invece vuole che i “senza voce” non trovino chi parla per loro , anzi la legge impedisce che qualcuno lo possa fare

“Dimmi un caso” – La truffa ingenua e la truffa oscena

Quando qualcuno segnala il rischio che un nato in Italia resti senza ogni riconoscimento giuridico (rischio fatto norma dalla legge 94 del 2009 – art. 1 comma 22 lettera g – che lo trasforma in possibilità) la risposta è “ma non è possibile! Ma sai di qualcuno cui è successo?” e fin qui siamo all’ingenuità .. . forse indifferenza indotta, forse ma possibile.
E’ certamente ben accolta dalla pigrizia dei mezzi di informazione che hanno scelto (tutti o giù di lì) di commentare comunicati e di no n affaticarsi nella ricerca e nell’inchiesta.
Lo fanno strizzando l’occhio a chi si trova eletto nelle istituzioni e dimentico del significato etico che può avere esservi “senza vincolo di mandato” .
Quando però la domanda è posta da chi dirige rispettabili e riconosciute organizzazioni intese al rispetto dei diritti dei migranti .. eh no, allora no.
La truffa esce da ogni ingenuità possibile e diventa oscena e per me (almeno per me) fonte di dubbi che solo aver pensato mi turba e mi preoccupa.
Lo ripeto da anni . Nel 2011 un periodico genovese ne pubblicò un articolo a mia firma.
Si trova nel mio blog diariealtro “15 marzo 2011 – quaderni de Il Gallo, periodico genovese”                                                                                                                               [NOTA 4]

Oggi ne parla un articolo del piccolo periodico Ho un sogno nel suo recentissimo numero 261 .
HUS ha seguito costantemente il problema e costantemente ne ha dato notizia   [NOTA 5]

Parecchi mesi fa un piccolo gruppo amante del teatro si è organizzato attorno al tema e ne ha fatto uno spettacolo che è stato il primo strumento di informazione diffusa sul problema negato finora dalle associazioni operanti in regione e riconosciute come importanti e rispettabili perché lo sono ma l’oscurità della lacuna resta.

Sono state utili coperture al silenzio della politica. Perché?

Un piccolo gruppo coraggioso ha dato aria a un ambiente che si voleva soffocante.
Lo spettacolo rappresentato il 3 e il 5 agosto (rispettivamente nella sala della comunità di San Domenico e al teatro San Giorgio, il 25 settembre è stato rappresentato nella sala Madrassi di via Gemona (sempre a Udine) .
L’ultima rappresentazione ha fatto parte degli eventi del Festival dello sviluppo sostenibile dell’università di Udine: Gli eventi di Uniud dal 25 settembre al 6 ottobre.
L’evento sarà registrato e successivamente reso disponibile sul canale YouTube “Play Uniud”
                                                                                                                               NOTA 6]

[NOTA 1]

https://linux.studenti.polito.it/static_resources/liberliber/biblioteca/b/boccaccio/decameron/html/06.htm#10

[NOTA 2]

https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com/2020/10/alberto-maggi-santi-e-imbalsamati-la.html?m=1#more

[NOTA 3]

https://www.nextquotidiano.it/salvini-rosario-di-medjugorie-contro-il-coronavirus/

[NOTA 4]

http://diariealtro.it/?p=673

[NOTA  5]

HUS ottobre

[NOTA  6]

https://www.udine20.it/festival-dello-sviluppo-sostenibile-gli-eventi-di-uniud-dal-25-settembre-al-6-ottobre/

9 Ottobre 2020Permalink

1 ottobre 2020 – Calendario di ottobre

01 ottobre 2017 –     Muore il poeta friulano Pierluigi Cappello
02 ottobre – ……..    Giornata internazionale della nonviolenza
02 ottobre 1868 – .   Nascita di Gandhi
02 ottobre 2020-       Sukkot .Anno ebraico 5781
03 ottobre 1935 – ..   L’Italia invade l’Etiopia…… [nota 1]
03 ottobre 1990 – ..   Riunificazione della Germania
03 ottobre 2013 – .   .Strage di 366 migranti – Lampedusa. Giornata del migrante
04 ottobre 2019 –      Questura di Trieste: un fermato uccide due poliziotti.
06 ottobre 1973 – .    .Guerra del Kippur
07 ottobre 2001 -…    Inizio guerra USA contro l’Afghanistan
07 ottobre 2006 – …   Assassinio della giornalista Anna Politkovskaja
08 ottobre 1963 -….   Nella notte catastrofe del Vajont
09 ottobre 1967 -….   Uccisione di Ernesto ‘Che’ Guevara in Bolivia
10 ottobre – ………… .Giornata mondiale contro la pena di morte
10 ottobre 2015 – …  Strage ad Ankara. Bombe su corteo pacifista
10 ottobre 2019 -…..  .Premio Nobel per la pace 2019: Abiy Ahmed Ali,
…………………..……….primo ministro dell’Etiopia. (nota 2)
11 ottobre 1962 – … .Apertura del Concilio Vaticano II
11 ottobre 2011 -…..  Giornata internazionale delle bambine …..(nota 3)
12 ottobre – …………Columbus day – Giornata della resistenza indigena
14 ottobre 1964 – …. Premio Nobel per la pace a Martin Luther King,
………………………………assassinato il 4 aprile 1968
14 ottobre 1979 – ……Prima marcia per i diritti dei gay negli USA
15 ottobre 1582 -.. ….Entra in vigore il calendario gregoriano
16 ottobre 1943 – ……Rastrellamento nazista nel ghetto di Roma
18 ottobre 1964 -…….Muore il card. Lercaro
19 ottobre 1968 – …    Muore Aldo Capitini
19 ottobre 1960 -……..La Mauritania ottiene l’indipendenza dalla Francia
20 ottobre 2011 – ……Spagna: l’ETA depone le armi… [nota 4]
20 0ttobre 2011 – …….Libia: uccisione di Ghedaffi
21 ottobre 1945 – ……..Francia: le donne votano per la prima volta
23 ottobre 1915 -……   A New York 30.000 donne chiedono il diritto di voto
24 ottobre 1945 -……. Nasce l’Organizzazione delle Nazioni Unite
24 0ttobre 2005 – ….  . Morte di Rosa Parks
25 ottobre 1936 – ……   Hitler e Mussolini creano l’Asse Roma-Berlino
25 ottobre 1996 -…….. Irlanda. Chiusura dell’ultima lavanderia Magdalene
26 ottobre 1954 – …..  .Ritorno di Trieste all’Italia…………… [nota 5]
27 ottobre 1479 – …..  .Nascita di Erasmo da Rotterdam
27 ottobre 2020 – …… Diciannovesima giornata del dialogo cristiano-islamico
28 ottobre 1922 -…….. Marcia su Roma
29 ottobre 1923 -…….. La Turchia diventa Repubblica indipendente
30 ottobre 2016 – …….Nuova scossa terremoto. Norcia: crollo della cattedrale di San
……………………………………Benedetto
31 ottobre 1517 -…….. Lutero affigge le sue 95 tesi sulla porta della chiesa di Wittemberg
31 ottobre – ……………Le chiese protestanti celebrano la festa della Riforma
31 ottobre 1967 – …….Primo numero di Adista dal cui calendario nasce il primo nucleo di
……………………………………questo.

NOTE

[nota 1]    3 ottobre L’Italia invade l’Etiopia
– 1935. Un breve promemoria in Enciclopedia-Italiana
http://www.treccani.it/enciclopedia/guerra-italo-etiopica_%28Enciclopedia-Italiana%29/

[nota 2] …Il premio Nobel per la Pace 2019 è stato assegnato Abiy Ahmed Ali,primo
ministro dell’Etiopia, “per i suoi sforzi nel raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per le sue iniziative decisive per risolvere i conflitti lungo il confine con l’Eritrea”

https://www.agi.it/video/chi_il_premio_nobel_per_la_pace_2019-6342293/video/2019-10-12/

[nota 3] …Giornata internazionale delle bambine
Istituita dalle Nazioni Unite con la Risoluzione 66/170 del 19 dicembre 2011

[nota 4]
ETA: Euskadi Ta Askatasuna (in spagnolo País Vasco y Libertad, letteralmente “paese basco e libertà”

[nota 4]   Ritorno di Trieste all’Italia. La Venezia Giulia era divisa in due zone di influenza, ……………………………………………….Fu al centro della prima fase della guerra fredda.
L’area fu divisa in due macro zone di influenza: la zona A controllata dagli anglo-americani e la zona B dagli jugoslavi. Dal 1947 Gorizia e Monfalcone tornarono all’Italia, mentre l’Istria divenne parte del territorio della Federazione Jugoslava. Anche la città di Trieste fu separata in due zone e posta sotto l’amministrazione anglo-americana (AMG-FTT) o Territorio libero di Trieste, e sotto l’amministrazione di Belgrado (zona B-TLT). In seguito al Memorandum di Londra firmato il 5 ottobre 1954 fra i Governi d’Italia, del Regno Unito, degli Stati Uniti e della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia, concernente il Territorio Libero di Trieste, si stabiliva che la Zona A passava dall’amministrazione militare alleata all’amministrazione civile italiana (con alcune correzioni territoriali a favore della Jugoslavia con l’Operazione Giardinaggio) e quindi passavano all’amministrazione italiana i seguenti comuni della zona A: Duino, Aurisina, Sgonico, Monrupino, Trieste, Muggia, San Dorligo della Valle

30 Settembre 2020Permalink

21 settembre 2020 – Un documento di Noi Siamo Chiesa a 150 anni dal XX settembre

Noi Siamo Chiesa 20/09/2020, 16:20

150 anni dal XX settembre: ora siamo tutti d’accordo che fu un dono della Provvidenza che prevalse sulle resistenze della Chiesa e dei Papi. Il Vaticano II è il fondamento della libertà della Chiesa di essere interprete dei grandi problemi dell’umanità e di esserne il portavoce. Quello che fa papa Francesco.

La migliore storiografia ritiene che la breccia di Porta Pia, cioè la fine , il venti settembre 1870, del potere temporale della Chiesa, fu avvenimento dall’importanza straordinaria e dalle molte facce: internazionale, nazionale, politico, militare e soprattutto religioso. Questa data , dopo 150 anni, meriterebbe una grande attenzione ma essa è ora scarsa  per la concomitanza nel nostro paese delle elezioni e del referendum. Penso anche che concorra un accresciuto disinteresse sui grandi fatti della storia come se essi non contribuissero a capire il presente e a guardare al futuro. Sarà interessante capire se anche fuori d’Italia la situazione sarà simile.

Lo Stato pontificio nell’Ottocento

Una rilettura delle linee generali della storia del pontificato da fine ‘700 al 1870   serve a capire. Lo scontro con l’Illuminismo  e poi con la storia della rivoluzione francese, e più nello specifico tra Napoleone e i papi, portò a vicende che sono poi state alla base di tutto. Nel 1798 i francesi occupano Roma, dichiarano decaduto il potere temporale e papa Pio VI viene fatto prigioniero e muore in esilio in Francia l’anno successivo. Una seconda volta i francesi entrano a Roma nel 1809, annettono lo Stato pontificio all’impero francese e Pio VII  sarà loro prigioniero per ben cinque anni. Dopo la caduta di Napoleone, con il Congresso di Vienna, lo Stato pontificio viene ricostituito. La durezza dell’antagonismo del papato  contro tutti gli errori dell’età moderna continua e si accresce. Nell’enciclica Mirari vos del 1832 Gregorio XVI condanna la libertà di coscienza, “l’aborrita libertà di stampa” e tante altre cose. I primi mesi di apertura di Pio IX, eletto nel 1846, si esauriscono ben presto ed egli si contrappone alla Repubblica romana andando, per protesta, in esilio a Gaeta. Solo le truppe francesi gli permetteranno di   tornare dopo più di un anno. Intanto nel ’50 in Piemonte passano le leggi Siccardi di esproprio dei beni ecclesiastici che saranno seguite nel ‘66/’67 da altre simili. Nel’60 venivano annesse la Romagna, le Marche e l’Umbria dal nuovo Stato italiano. Lo Stato pontificio era ridotto al Lazio. Mentre Cavour e poi la Destra storica al governo volevano il “libera Chiesa in libero Stato”  e tentavano di trattare col papa una soluzione concordata per Roma capitale, la sinistra mazziniana, garibaldina ed anticlericale sperava invece in una soluzione di forza (di ciò sono prova le ben note  vicende dell’Aspromonte e di Mentana). Le tanto attesa insorgenza del popolo romano, auspicata ed attesa dai piemontesi, si dimostrò inesistente. Nel ’64 Pio IX firmò la famosa enciclica “Quanta cura” a cui era allegato il Sillabo, un elenco di 80 frasi raccolte dai suoi documenti dei quindici anni precedenti (non ci sono citazioni della Scrittura e ben poco dei Padri della Chiesa). La lettura, fatta ora, dei due documenti stupisce per i suoi contenuti e per la violenza anche verbale delle condanne che contiene. Di striscio si condanna il comunismo e il socialismo, per il resto la critica implacabile è  “alla società civile  considerata in sé stessa”, al relativismo, alla “volontà del popolo come legge suprema” e via di questo passo. Forse mai c’era stata nella storia della Chiesa una presa di posizione così rigida e  a tutto campo.

Il Vaticano I e Porta Pia

Pio IX , convocando il Concilio Vaticano I nel 1869, voleva dare sanzione formale ad un’idea di Chiesa dotata di grande compattezza e capace del massimo contrasto contro tutte le nuove libertà e le nuove culture. Al centro dell’assemblea ci fu la proclamazione dell’infallibilità del Pontefice romano con la Costituzione dogmatica Pastor Aeternus. Lo scontro interno non fu semplice, una minoranza consistente non partecipò al voto il 18 luglio 70, mentre nelle cancellerie europee ci si interrogava con preoccupazione su cosa significasse in concreto questa decisione. Il contemporaneo inizio della guerra francoprussiana, mise in moto immediatamente l’iniziativa del governo italiano, conseguente al ritiro della truppe francesi da Roma che proteggevano quello che rimaneva dello stato pontificio. Il XX settembre in una mattina i bersaglieri entrarono in Roma e la occuparono mentre  le truppe  papaline si arresero ben presto su ordine del papa che non poteva resistere né militarmente né politicamente (ma ci furono ben 69 morti, 49 sabaudi e 19 pontifici) né per la sua funzione di leader spirituale. Pochi giorni prima  la sconfitta di Sedan aveva fatto cadere Napoleone III e proclamato in Francia  la Repubblica.  Il plebiscito del 2 ottobre confermò quasi all’unanimità  l’annessione al regno d’Italia (non si capisce se per consenso o per l’astensione di chi era contrario o per entrambe le cose insieme). Pio IX il primo novembre diffuse l’enciclica “Respicientes ea omnia”, irruente nella protesta e nel giudizio (i sabaudi a Roma portano “disordine e propaganda immorale”), sostenendo che il Quirinale era stato violato, che il plebiscito era stata una finzione, che sacrilega era la spoliazione dei beni ecc… L’enciclica si conclude irrogando la scomunica maggiore a tutti quanti avevano operato, mandanti ed esecutori. Nell’affermazione che “la Nostra intenzione e la Nostra volontà è di conservare integri e inviolabili tutti i diritti e i domini di questa Santa Sede” si intravede la speranza che la situazione potesse non essere definitiva e che il papa potesse tornare per la quarta volta nel secolo a governare. Ma Pio IX, mentre si dichiarava prigioniero,  rifiutava con decisione  di lasciare Roma. Forse intuiva che la situazione si sarebbe consolidata a tempo indefinito. Nasceva così “la questione romana”.

Le “guarentigie” del 1871

I moderati al governo, per motivi interni ed internazionali, volevano ad ogni costo trovare un qualche modus vivendi col papa. Proposero e riuscirono a fare approvare il 13 maggio ‘71 la legge delle “guarentigie” (criticata dall’area radicale del Parlamento). Essa prevedeva ogni garanzia per la funzione pastorale del papa e per le comunicazioni con l’estero, la tutela della sua persona (“la persona del Sommo Pontefice è sacra e inviolabile”), i luoghi necessari al funzionamento della Curia, la rinuncia al diritto di nomina o di proposta per le nomine ecclesiastiche, l’abolizione del giuramento dei vescovi nelle mani del Re ed una somma annua per le necessità degli uffici e della corte pontificia (3.250.000 lire corrispondenti a circa 16  milioni di euro di oggi, somma  mai riscossa dal papa ma accantonata dallo Stato). Gli interventi di tipo giurisdizionale venivano molto ridotti permettendo però alcuni interventi, che saranno poi del tutto discutibili,  in assenza  di una promessa legge (art.18) sul riordinamento, la  conservazione e l’amministrazione delle proprietà ecclesiastiche. Per capire l’importanza di queste norme bisogna ricordare che l’art.19 del Concordato del 1929 prevede che il Vaticano comunichi in via riservata al governo il nome di ogni nuovo vescovo per ottenere una specie di nulla osta in relazione a eventuali esistenti “ragioni di carattere politico”. E veniva ripreso l’obbligo del giuramento al Re. Rimaneva in vigore il sistema della “congrua” un assegno di moderato importo garantito a tutti i parroci a titolo di indenizzo per gli espropri degli anni precedenti (il sistema è rimasto poi in vigore fino al 1986). Il tentativo fatto con la legge sulle guarentigie, che era costato un forte impegno delle forze al potere nel nuovo stato italiano, fallì immediatamente. Due giorni dopo l’approvazione della legge Pio IX firmò l’enciclica “Ubi nos arcano Dei” i cui contenuti erano identici a quella di novembre ma con in più  un suo rifiuto formale perché “promanante da uno stato e quindi unilaterale ed interno in contrasto con il carattere internazionale e sovrano della potestà papale” ed indicante uno “sfrontato disprezzo per la Nostra dignità ed autorità pontificia”. Il papa invocava la solidarietà degli Stati cattolici come aveva già fatto nei mesi precedenti (ma altre erano diventate le questioni più importanti, la diplomazia  in Europa  si limitò a non ritenere risolta la situazione ). Ma fu un fatto importante nello scenario internazionale dell’epoca se non altro per il coinvolgimento dell’opinione cattolica e delle sue organizzazioni.  La questione rimaneva dunque  tutta  italiana e i così detti cattolici “conciliatoristi” che volevano un accordo con lo Stato erano troppo pochi . La legge delle guarentigie fu rispettata dallo Stato, mai accettata dai papi e fu espressione della Destra storica (la sinistra mazziniana e garibaldina avrebbe voluto prendere Roma anche per indebolire o distruggere la Chiesa stessa).  Nella linea del disimpegno nel gennaio successivo il parlamento votò una legge che chiudeva  le facoltà teologiche in tutte le università di Stato. Il fatto fu gradito dalla “Civiltà Cattolica” perché lasciava l’esclusiva dell’insegnamento e della ricerca in campo teologico e pastorale ai seminari e alle tante facoltà teologiche. Ciò garantiva all’autorità ecclesiastica l’ortodossia  ma, a posteriori, è stato giudicato negativamente perché creò le condizioni per un vero e proprio pensiero unico nella Chiesa.

IL NO di Pio IX fu del tutto comprensibile

Il magistero di Pio IX rappresentava il culmine di un secolo di affermazioni e di contrapposizioni. Esse avevano un fondamento soprattutto religioso e , come tali, non erano negoziabili. Di qui il rifiuto, senza incertezze, che i papi sostennero a nome della maggioranza del tessuto ecclesiale di quel periodo nel quale avevano ancora poca voce in capitolo le nuove realtà cristiane presenti nel mondo al di fuori dell’Italia e degli Stati “cattolici”. Lo scontro avviato a fine ‘700 si avvitò su se stesso radicalizzando ogni posizione nei confronti della democrazia, dei diritti civili e del libero pensiero , poi del socialismo e del comunismo, mettendo ai margini le nuove sensibilità pure emergenti nella Chiesa (basti pensare a Rosmini,  a Manzoni e, in seguito, a padre Curci, a  Fogazzaro e a tanti altri).  I poteri della Chiesa e nella Chiesa -ribadivano i papi- sono stabiliti direttamente da Dio. Il principio di autorità è fondato sulla Rivelazione che è garante dell’interpretazione autentica del depositum fidei. La forma di governo istituita da Cristo costituisce la Chiesa “societas perfecta” dotata di tutte le competenze proprie di un organismo sociale pubblico. Il papato, infallibile in materia di fede e di costumi, ha giurisdizione universale e diretta su tutta la Chiesa, non è solo il centro ma anche il fondamento e il principio, l’autorità e la giurisdizione. Il papato è maestro di dottrina e  guida la giurisdizione. Si trattava di un irrigidimento dello schema tridentino che portava a un atteggiamento di ripulsa dei “moderni errori” lontana dal capire  le pluralità del mondo moderno. La Chiesa era guidata dal Magistero e dalla Tradizione (in diretta polemica  col “sola Scriptura” dei protestanti) e doveva essere molto centralizzata (nei riti, nelle nomine dei vescovi ecc…) perdendo così la ricchezza delle Chiese locali e la stessa comprensione della storia. Il tomismo e il diritto naturale furono  la posizione unica nelle università e nei seminari. Ciò premesso, con questa teologia, “lo Stato pontificio, era assunto, nel corso dell’Ottocento a segno di una sovranità del papato, e dunque della Chiesa , estranea e concorrenziale con le tipologie moderne di sovranità politica. Esso era diventato come espressione di una necessità teologica. In questa logica la difesa del potere temporale del pontefice riassumeva, in figura, tutti i motivi di inconciliabilità della Chiesa con i modelli di società e di Stato proposti dalle filosofie moderne, che attentavano al modello cattolico di ordinamento socioreligioso” (Francesco Traniello). Quindi il papa non poteva accettare in nessun modo, per motivi di fede, la perdita del suo residuo potere temporale nella condizione in cui aveva finito per trovarsi e doveva rinunciare ad una legge quella delle “guarentigie”.  vantaggiosa per la Chiesa, che il nuovo Stato le offriva perché  bisognoso di credibilità a livello internazionale presso l’opinione cattolica.

Dopo il XX settembre nello Stato e nella Chiesa

La fine del potere temporale ebbe conseguenze in tutti i decenni successivi e condizionò non poco la vita del nuovo Stato italiano che rimaneva privo di consensi ed energie per affrontare bene le necessità materiali che incombevano, per creare un sentimento comune nazionale  fondato sulla solidarietà  ed un senso di appartenenza che mancava. Pio IX proibì con il non expedit (1874) la partecipazione alla vita politica dei cattolici e l’atteggiamento suo e di Leone XIII fu diffidente nei confronti dei   nascenti movimenti per una presenza organizzata in politica. Nuovi sistemi di governo potevano essere tollerati ma  alla Chiesa toccava in definitiva definire le regole del bene comune cui l’attività politica doveva essere orientata. Una situazione complessa ed ambigua che vedeva da una parte il papa “prigioniero” in Vaticano vivere in una specie di situazione di extraterritorialità. Intanto la libertà della Chiesa veniva garantita Il non expedit si riduceva  progressivamente di importanza, davanti a tante situazioni di fatto, fino alla sua sostanziale caduta con il Patto Gentiloni nel 1913 e la sua abrogazione nel ‘19. In parallelo a fine ottocento cresceva la radicalizzazione tra cultura e politica da una parte e il sentire cattolico dall’altra (popolo e Vaticano), si ebbero fenomeni di forte anticlericalismo come non più in seguito. Ma il fenomeno che veramente ci interessa è la cosidetta  “modernizzazione cattolica”. La Chiesa, a partire da Leone XIII, inizia ad organizzare o a permettere l’organizzazione di realtà associative laicali allargando l’orizzonte della Chiesa (basti pensare alla Rerum Novarum). Esse hanno un dinamismo particolare, basti pensare all’Opera dei Congressi, a don Bosco, nascono le Leghe sindacali bianche, ci sarà  il tentativo democratico cristiano di Murri, sorgono le banche e le cooperative bianche, nascono nuovi ordini religiosi, cresce il numero dei missionari. Si è parlato di temporalismo sociale. La Storia cammina. Lo Stato pontificio  finisce sullo sfondo, non è più oggetto di rivendicazione. Il popolo cattolico inizia ad avere, anche quando ortodosso” e ubbidiente,  una sua presenza e vivacità, deve valutare le situazioni concrete. La Chiesa opera   attraverso questo popolo, non pensa più al “principe cristiano” ma la gerarchia si riserva il diritto-dovere di giudicare (in particolare la politica ecclesiastica degli Stati). Le associazioni sanno che c’è un limite alla loro azione ma la situazione non è più come prima.

La sostanziale continuità

Altrettanto interessante quanto si muove  nell’ambito della riflessione più interna alle strutture ecclesiastiche. Nasce un movimento biblico per la ripresa della lettura delle Scritture (prima sospettata sempre di protestantesimo), nasce un primo movimento ecumenico, in generale si riflette sul rapporto scienza-fede. Soprattutto il modernismo, movimento composito, fu l’espressione dei nuovi orientamenti, il personalismo di Maritain in seguito creò cultura per l’agire politico dei credenti, indicherà che ci può essere una antropologia cristiana. Soprattutto nuove emergenze mettono all’ultimo posto il problema del potere temporale del papa. La Grande Guerra,  il socialismo ed il comunismo, il fascismo e il nazismo  al potere diventano le vere questioni per la Chiesa e per i cattolici. Ma la posizione dottrinale ed istituzionale della Chiesa, ereditata dai decenni precedenti, per come si era definita nel passaggio centrale del XX settembre  ha contato molto, in modo diretto o indiretto, nella Chiesa nei decenni successivi nel determinarne  l’arroccamento, la rigidità dottrinale, il ruolo del papa e della curia con le sue rigide gerarchie e il forte accentramento nelle decisioni. Per cenni,  ricordiamo il Catechismo di Pio X, l’enciclica “Pascendi” contro il modernismo (che riprende lo stile della “Quanta cura”), il codice di diritto canonico del 1917, l’abbandono a sé stessi dei leaders del Partito popolare, i Patti Lateranensi (in qualche modo una specie di rivincita sul XX settembre) che rafforzarono  il fascismo. Un caso esemplare di violenza antievangelica fu l’emarginazione di Ernesto Buonaiuti, “uno dei più belli ingegni che abbia avuto l’Italia” (A.C.Jemolo).  Il pontificato di papa Pacelli, dovrà poi affrontare vicende come la seconda guerra mondiale e il consolidamento del comunismo nel mondo. Egli resta erede della linea che sostiene e giustifica la insostituibile funzione pedagogica e orientativa nella Chiesa nei riguardi della società politica con un giudizio ambivalente nei confronti della democrazia.  In questa situazione per molti aspetti ancora di continuità  con la rigidità della Chiesa di Pio IX si arriva a papa Giovanni.

Il Vaticano II cambia la storia della Chiesa

Tutti i fermenti che circolavano, in modo spesso sotterraneo nella Chiesa, soprattutto fuori d’Italia , ebbero modo di esprimersi  nel Concilio Vaticano II e a prevalere grazie a un papa che aveva studiato   la storia della Chiesa e che era vissuto fuori dal circuito curiale del cattolicesimo italiano, prima a confronto con l’ortodossia, poi a Parigi. Il Concilio rovesciò completamente gli assi portanti della Chiesa dei tempi di Pio IX. Il rapporto col mondo (il famoso incipit della Gaudium et spes), l’idea di Chiesa (collegialità, chiese locali, laicato), la libertà di coscienza e la libertà religiosa, il ritorno alla Bibbia, il giudizio sui privilegi  ecclesiastici e altro aprirono alla Chiesa le possibilità  di un nuovo ascolto  di quanto avveniva nella società. La Pacem in terris e la Populorum Progressio, che hanno fatto parte del momento e  dello spirito del Concilio, hanno amplificato ulteriormente la voce della Chiesa e soprattutto hanno dato risposte di fede che incontravano le domande di tanti credenti. Quando Montini, prima da Cardinale e poi da papa, disse che bisognava “ringraziare la divina Provvidenza” per la fine del potere temporale e che non c’era più “nessun rimpianto , nessuna nostalgia né tantomeno alcuna segreta velleità rivendicativa” non faceva che esprimere una posizione ormai largamente maggioritaria nel popolo cattolico. Erano passati cento anni da Porta Pia. Una opinione consistente continua a sostenere  la continuità del Vaticano II con tutta la storia della Chiesa. E’ un punto di vista fondato sulla volontà di voler leggere dei contenuti del Concilio solo quelli omogenei (qualcuno ne è rimasto) con una visione riduttiva e  angusta della Chiesa e del messaggio di Gesù. Il più autorevole interprete di questa posizione è stato Benedetto XVI in ripetuti interventi.

Il tentativo di fare marcia indietro dopo il Concilio

Nell’occasione di questi 150 anni ho fatto questo excursus storico per richiamare alla memoria dove eravamo e per ragionare  dove siamo ora. Nei cinquant’anni successivi al Concilio quella che sembrava una strada aperta, densa di speranza e di un nuovo modo liberante di vivere la nostra fede si è ristretta, è stata in parte deviata, a volte è stata esplicitamente bloccata. La struttura centrale della Chiesa si è rafforzata, la ricerca teologica è stata spesso mortificata proprio quando nuove comprensioni della storia esprimevano una nuova fedeltà alla Parola, un nuovo protagonismo femminile nelle comunità cristiane è rimasto isolato,  le difficoltà a farsi ascoltare dalle strutture ecclesiastiche sono continuate, una nuova alleanza, in forme particolari, si è organizzata tra il trono dei grandi poteri dell’economia nel mondo e l’altare di quelli che santificano il “sabato”,  che usano violenza contro gli “ultimi”, che, recitando il Rosario,  stanno dietro alle guerre e alla crescita delle disuguaglianze nel mondo ed usano la religione per interessi del tutto mondani. Questa alleanza  non è stata veramente contrastata. Per quanto riguarda i rapporti con lo Stato il nuovo Concordato del 1984 ha perso l’occasione  di assumere i contenuti conciliari e si è limitato  a una modernizzazione dei Patti Lateranensi. I due papati hanno contribuito in parte, o non hanno ostacolato come avrebbero dovuto, questo corso a tenere bloccata la Chiesa. ll momento peggiore è stato quello della beatificazione di Pio IX il 3 settembre del 2000,  nello stesso giorno di quella di papa Giovanni. Abbiamo ampiamente motivato il nostro radicale dissenso sulla canonizzazione dei papi, di tutti i papi (o  almeno essa avvenga a secoli di distanza). In questo caso poi abbiamo ritenuto un errore imperdonabile quello relativo a papa Mastai Ferretti  perché essa è rientrata nella logica che vuole ignorare la forte discontinuità nella storia della Chiesa tra il Vaticano I e il Vaticano II, mettendo sullo stesso piano Pio IX e Giovanni XXIII. Quanto alla riforma della Chiesa che essa sia ancora urgente e necessaria abbiamo cercato, dal basso con le nostre possibilità, di dimostrarlo negli ultimi anni intervenendo sulle principali questioni e chiedendo  cambiamenti con spirito costruttivo e di dialogo. Siamo stati e siamo poco ascoltati. C’è  l’incapacità di parlarsi, in particolare tra quelli che ritengono di essere gli unici depositari di ogni interpretazione  del Vangelo e i cosiddetti  “laici”. Anche in questa occasione vogliamo sperare che questa ricorrenza non sia celebrata solo con belle parole o con rievocazioni solo storiche come ha fatto il gesuita Giovanni  Sale sulla “Civiltà Cattolica” di questo mese. Per esempio, proprio il prestigioso quindicinale dei gesuiti potrebbe cogliere l’occasione per ripensare, in modo autocritico, su come ha informato su quelle vicende dall’inizio (la “Civiltà Cattolica” aveva scritto, al momento della sua convocazione, che il Vaticano I serviva solo a proclamare l’infallibilità del papa, oltre che a fare propri, per acclamazione, tutti i contenuti del Sillabo)  e su quanto si  possa  dire ora sulle differenze  tra la Chiesa di Porta Pia e quella del Vaticano II. La stessa proposta vale naturalmente per la generalità della stampa cattolica e dei movimenti cattolici.

Papa Francesco ora esprime  la voce universale della Chiesa sui problemi del mondo

Il nostro interesse al XX settembre e la nostra convinzione che esso sia stato “manovrato” dalla Provvidenza ci è poi reso molto piacevolmente evidente dalla situazione relativamente recente che abbiamo davanti col magistero di papa Francesco. Dopo il potere temporale dello Stato pontificio, dopo aver mediocremente usato della libertà del papato da vincoli temporali (l’anticomunismo di Wojtyla e l’eurocentrismo di papa Ratzinger) abbiamo un papa che parla veramente in nome dell’umanità con visione veramente universale, in nome di credenti e di non credenti, sulle questioni  generali. Papa Francesco è in difficoltà nel riformare la Curia, nel fermare gli scandali, nell’affrontare davvero la questione della presenza femminile nella Chiesa vincolato come è da troppe strutture ecclesiali retrograde. Ma sullo scenario internazionale si muove con una grande  evangelica libertà di analisi, di giudizio, di denuncia e di proposta. Quanto ha detto  sulla questione dell’ambiente del nostro pianeta, sulla nuova generale  corsa alle armi nucleari e sulle guerre, e sulle diffuse disuguaglianze e  sofferenze nel mondo è espressione del Vangelo e conferisce alle sue parole un’autorità straordinaria  perché libera dai poteri, dai nazionalismi, dalle culture settarie che pesano sull’umanità in questa fase difficile della storia.

Vittorio Bellavite  coordinatore nazionale di “Noi Siamo Chiesa”
Roma, 20 settembre 2020

21 Settembre 2020Permalink

1858 – Quando il sovrano regnante  dello stato pontificio rapì un bambino ebreo.

La preziosa iniziativa di Rai Radio3 di proporre nel corso delle trasmissioni varie testimonianze   relative alla giornata della breccia di Porta Pia stimola una mia riflessione personale che richiede una premessa organizzata

Premessa cronologia

1 settembre 1870 – La sconfitta della Francia  nella guerra franco –prussiana costringe la guarnigione francese a lasciare Roma, togliendo allo stato pontificio la determinante tutela militare e consentendo quindi l’ingresso delle truppe italiane in città, ponendo fine allo Stato Pontificio

2 ottobre 1870 – Un plebiscito ratifica l’annessione di Roma allo stato italiano e la città ne diviene capitale
11 febbraio 1929 – Santa Sede e regime fascista firmano i “patti lateranensi”.

Ø  A seguito del Patto del Laterano l’Italia riconosce la Città del Vaticano come stato sovrano

Ø  Con il Concordato allora contestualmente stipulato viene

– riconosciuto il carattere cattolico dello stato italian0

– assicurato il libero esercizio del potere spirituale della chiesa e del culto;

– vengono stabiliti e gli effetti civili del matrimonio canonico

– l’obbligatorietà dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole.

Il Concilio Vaticano II e successivo Concordato del 1984 introducono elementi nuovi di cui non scrivo perché voglio considerarne uno che – per me (insisto: posizione personale) –  indica continuità

Una capriola all’indietro

Quando gli sgherri di Pio IX, ultimo papa re, eseguirono l’ordine di rapire un bambino ebreo.

ll piccolo Edgardo Mortara, di famiglia ebraica bolognese, era stato battezzato di nascosto da una cameriera cristiana e tanto bastò  a Gaetano Feletti, rappresentante del Sant’Uffizio e inquisitore della città, per ordinarne il rapimento secondo le leggi dello stato pontificio di cui Bologna faceva allora parte. Il confessore della povera cameriera l’aveva attivato violando il segreto confessionale. Regnava l’ultimo papa re che non si mosse a pietà per quel bambino e si rifiutò di accogliere le richieste di giustizia che venivano da parecchi politici europei.

Può essere interessante ricordare anche che il 24 novembre 1868   furono eseguite due condanne a morte nello Stato Pontificio, le ultime, ma  la pena di morte nella Città del Vaticano è stata legale dal 1929 al 1969, prevista in caso di tentato omicidio del papa.

Il mio diariealtro non dimentica
e quello che riesce a tenere a mente a me torna utile per dare coerenza a una questione che mi sono posta undici anni fa  e di cui desidero fare una memoria documentata
Con il link che si raggiunge in calce si trova  molto materiale documentato sul caso del rapimento Mortara, accennato nel paragrafo precedente  e alcune mie considerazioni più vicine a noi che ricopio con piccole modifiche

2015 –  Il Sinodo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ignora l’uguaglianza dei neonati

So che molti (se leggeranno quanto ho scritto) ne saranno irritati o si limiteranno a compassionarmi come una fissata (capita!) e allora aggiungo la constatazione di una omissione appartenente alla chiesa cattolica che non credo si possa negare.

Evidentemente nessuno dei padri e madri sinodali, partecipi del Sinodo sulla famiglia del 2015, seppe o volle cogliere la storica connessione fra l’orrore di un bambino strappato alla sua famiglia da una qualsivoglia forma di criminalità e quello che la legge italiana impone dal 2009 ai figli dei migranti irregolari.
A loro la famiglia viene preventivamente strappata dato che non è possibile registrarne la dichiarazione di nascita e quindi assicurare a questi piccoli, come dovuto, il relativo certificato di nascita.
Non occorrono gli sgherri del 1858, basta la burocrazia frutto di una legge sciagurata ma non messa in discussione, per assicurare la possibilità dello stesso effetto  devastante dell’azione armata di allora.
….
L’indifferenza sinodale accompagna fedelmente quella del parlamento italiano che, con ampio conforto dell’opinione pubblica, non sa o non  vuole modificare la legge che tanto ha previsto undici anni fa nel quadro etico-culturale del quarto governo Berlusconi con un impegno preciso del ministro dell’interno di allora on. Roberto Maroni.

  E (finalmente ?) oggi

Tutti i tentativi di chiedere una modifica della legge 94/2009  (art. 1, comma 22, lettera g) fatti nel corso di undici anni sono finiti nel nulla (salvo una posizione esplicita ma ignorata presa dalla Società di Medicina delle Migrazioni in un congresso del 2014) finché un  piccolo gruppo di persone, coordinate da Giuseppina Trifiletti e accomunate dalla passione per il teatro, si è presa la briga di analizzare i documenti che avevo loro segnalato, ha condiviso il mio sgomento e ha realizzato un piccolo pezzo teatrale perché questa  è la modalità espressiva  che li accomuna.

Fortuna ha voluto che l’Ateneo di Udine e in particolare il Dipartimento di scienze giuridiche in materia di immigrazione (stimolato dal prof. Francesco Bilotta) si facesse carico del problema e assumesse lo spettacolo del gruppo NonSoChe, facendone un evento da inserire nel Festival della sostenibilità
Così pezzo teatrale, già presentato  lo scorso agosto al teatro San Giorgio e precedentemente  nella sala della Comunità di San Domenico (che è stata luogo prezioso di accurate prove e base rinnovata dopo il lockdown) approda alla Sala Madrassi  (della parrocchia di San Quirino).

La pandemia dell’etica
L’orrore non è solo italiano ma universale.
Anche  il Presidente degli USA se ne è fatto parte diligente individuando come luogo dello strappo la frontiera USA-Messico.
Molto ci sarebbe da dire. Riporto solo un passo di un mio post tratto dal solito diariealtro
Scrivevo il 27 dicembre 2018: Un bambino muore solo.
Le  cause del decesso del bambino proveniente dal Guatemala sono ignote. E’ morto in un centro per l’immigrazione la Vigilia di Natale.
Aveva otto anni, aveva la febbre  e, come gli altri  bambini ‘sotto custodia americana’,  era stato strappato ai suoi genitori arrestati (e imprigionati) per aver varcato illegalmente la frontiera che separa gli USA dal Messico.
“ Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Il grido di Cristo in croce gli appartiene di diritto se a Dio mio sostituiamo ‘papà”.
Chi in un simile momento potrebbe spiegare a un piccolo sofferente fino alla morte che il suo papà non l’ha abbandonato ma che è stato rapito un tizio di nome Trump?

Il riferimento del link che segue è al paragrafo:  Il mio diariealtro non dimentica

http://diariealtro.it/?p=4586

20 Settembre 2020Permalink

19 settembre 2020 – Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia – Una proposta di legge singolare

 

Relazione Honsell sul DDL 91 abbinato in discussione con Pdl 11 su Solitudine

“Solitudine”

Ma le mie urla
feriscono
come fulmini
la campana fioca
del cielo

Sprofondano
Impaurite

Santa Maria La Longa, 26 gennaio 1917

Questa Legge ricomprende sofferenze assordanti come quelle espresse nei versi di Ungaretti sulla solitudine violenta della guerra, o quelle silenziose dei manicomi e dei borghi abbandonati a cui hanno dato voce il poeta di Andreis, Federico Tavan (2007) in “Spopolamento”:

Uchì
murî
al éis deventât
un mout
come un altre
par tirâ indenant

e il nostro poeta Pierluigi Cappello, nell’incipit di “Sonno estivo” (2010):

Seduti, le gambe allungate nel silenzio,
uno a uno ci siamo portati i nostri giorni
solitudine con solitudine, impazienza e attesa

[…]

Non siamo tutti poeti però, e la solitudine è sofferenza, non musa, per i più…

A oltre due anni da quando presentammo nell’agosto del 2018, la Proposta di Legge 11 per prevenire e contrastare il fenomeno della solitudine, finalmente siamo ad un passo per arricchire il corpus normativo della Regione Friuli Venezia Giulia con un testo che ne delinea le problematicità e traccia direttive su come prevedere azioni concrete di contrasto.

Questa legge è il frutto della mediazione tra la PDL 11 e il DDL presentato dalla Giunta all’inizio di quest’anno, avvenuta in vari incontri quest’estate. Ritengo questa sintesi molto soddisfacente e per questo ringrazio i miei collaboratori di segreteria, dott. Cucchini, che mi aiutò a preparare il testo iniziale, lo staff del gruppo che mi ha assistito nel percorso  (con il capo segreteria Vanin e gli addetti di segreteria Albrizio e Reverdito), i Colleghi Consiglieri della III Commissione, soprattutto Liguori, Santoro e Ussai, che firmarono con me la PDL 11, il Presidente della III Commissione Moras e il suo staff tecnico diretto dal dott. Negro, e l’Assessore Riccardi e i suoi collaboratori guidati dalla dott.ssa Zamaro.

È paradossale che in un pianeta nel quale la popolazione sta per raggiungere gli 8 miliardi e nel quale il sovraffollamento è un’esperienza sempre più frequente, emerga invece drammatica la sofferenza della solitudine. La solitudine è diffusa non solamente presso gli anziani ma anche presso i giovani e giovanissimi. Tremende sono poi le nuove solitudini urbane, quelle della marginalizzazione e della dissociazione, o quelle dello spopolamento nelle aree montane. Preoccupante è la solitudine digitale e quella degli espulsi dal mondo del lavoro che spinge loro verso l’inattività. Le reti sociali e con esse, spesso, anche le alleanze familiari sono lacerate e non riescono più a mitigare queste sofferenze contemporanee che si sono manifestate con ancora maggiore evidenza durante il confinamento, dovuto all’emergenza epidemiologica e al distanziamento che ne è stata l’evoluzione.

Questa legge dà una prima risposta a queste sofferenze.

Nei suoi primi articoli assegna con chiarezza alla Regione il compito di affrontare e contrastare ogni esclusione, disconnessione e marginalizzazione sociale, senza distinzione di età, favorendo lo sviluppo di reti di comunità e di cittadinanza attiva e sostenendo azioni di sussidiarietà orizzontale volte a perseguire il benessere relazionale. Delineati gli obiettivi, la legge si sviluppa prevedendo interventi sia diretti sia con il coinvolgimento del terzo settore, del sistema scolastico, dell’università e della ricerca, e degli enti locali.

Certamente, avremmo preferito mantenere separate le due leggi, ovvero la L.R. 22/2014, la prima in Italia sull’Invecchiamento attivo, e questa sul contrasto alla solitudine. I destinatari di quest’ultima, come specificato nell’art. 4, sono drammaticamente molti di più di quelli della prima. Avremmo preferito che il tema del contrasto alla solitudine fosse anche inserito nella L.R. 6 del 2006 Sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale, e in particolare in un nuovo comma nel TITOLO III, che descrive le aree di intervento dei Piani di Zona, e si fossero utilizzati gli osservatori previsti nell’art. 26. Avremmo preferito inserire, altrimenti, un osservatorio in questa stessa legge che potesse rilevare le buone pratiche nonché i bisogni. Infine, avremmo preferito che venissero esplicitate misure specifiche per contrastare quelle tipologie di solitudine derivanti dall’isolamento forzato a seguito di emergenze epidemiologiche, come quella del COVID-19. Fosse stato così, questa legge sarebbe stata la prima ad affrontare tali problematiche e avrebbe costituito un punto di riferimento per futuri atti normativi. Così purtroppo non è stato.

Vista però la serietà della problematica e l’urgenza di affrontare la solitudine, abbiamo scelto di non dividere o frenare il Consiglio Regionale su un tema cruciale, ma contribuire costruttivamente soprattutto negli articoli dall’2 al 5, su finalità ed obiettivi, sui quelli riguardanti i destinatari e sulla partecipazione e sul coinvolgimento degli altri attori di rete. Siamo così riusciti ad arrivare prima ad un atto concreto e condiviso.

La nostra Proposta di Legge 11 nasceva nell’ambito della preparazione all’importante Convegno Internazionale dell’IFOTES International Federation of Telephone Emergency Services che poi si svolse con successo nel 2019 a Udine e che ha visto oltre un migliaio di rappresentanti dei telefoni amici di tutta Europa ritrovarsi per discutere il tema di come contrastare anche a livello normativo i flagelli della solitudine e del suicidio che ne costituisce lo sbocco più drammatico. In qualità di Sindaco di Udine avevo promosso tale convegno, ma a causa della fine del mandato non ho potuto partecipare. Riconosco però che l’Assessore Regionale ha colto l’importanza dell’evento e gli do atto di aver raccolto il testimone e portato a conclusione questo importante iter legislativo.

L’aver fuso questo DDL alla L.R. 22/2014 non dovrebbe compromettere né il funzionamento delle norme precedenti né quelle aggiuntive. Anzi il complesso delle norme generali comuni mi sembra che irrobustisca entrambi gli articolati specifici. Certamente l’efficacia di questa legge dipenderà dalle risorse che le verranno attribuite nelle prossime Leggi di Stabilità o di assestamento. Spero che la sensibilità maturata presso tutti i livelli di governo regionale, nelle discussioni in III Commissione, al CAL e nelle audizioni, che hanno visto indistintamente un generale apprezzamento per le leggi in questione, possa concretarsi in risposte adeguate alla vastità dei bisogni. Auspico pertanto che risorse vengano aggiunte e non certo sottratte alla legge precedente.

Auspico inoltre che tale sensibilità possa anche informare coloro che redigeranno i nuovi Piani di Zona ai sensi della L.R. 6/2006. Infine spero che l’assenza dell’osservatorio possa essere compensata dall’ampiezza e cura dei bandi previsti da questa norma per il sostegno ad iniziative, in modo che le buone pratiche e i bisogni possano emergere in sede di presentazione delle domande.

In conclusione esprimo la soddisfazione per questa legge e anche l’orgoglio, come cittadino di questa Regione, per il fatto che il FVG è la prima regione in Italia che affronti con una norma specifica il tema della solitudine, senza ipocrisie.

Penso che i tre poeti citati all’inizio ci avrebbero approvati!

Qui il testo del DDL 91 approvato in Commissione | Qui il testo della PDL 11

 

19 Settembre 2020Permalink