2 gennaio 2018 – Emma Bonino e la lista Europa

La mia stima e gratitudine a Emma Bonino che con un impegno personale riuscì a risolvere il caso Shalabayeva,  riportando in Italia la piccola che era stata deportata con la sua mamma.
E’ colpa di chi ne fu responsabile per cui la mia ripugnanza non demorde. Fa parte della politica usa ad adoperare i bambini come arma impropria per creare paura nei loro genitori.
Al tempo ne scrissi molto nel mio blog.
Riporto tre pagine che mi sembrano significative e presentano anche caratteri di attualità.
Sono lieta che il mio blog mi consenta una memoria ordinata e documentata in una realtà dove in molti nascono ogni mattina con una memoria già formata dall’apporto di sondaggi spesso scelti fra quelli comodi

27 novembre 2015                http://diariealtro.it/?p=4100  ;
30 novembre 2015            http://diariealtro.it/?p=4105 
;
27 settembre 2017            http://diariealtro.it/?p=5267 ;

 

gennaio 2, 2018Permalink

1 gennaio 2018 – Calendario

.1 gennaio 1948 – Italia, entra in vigore la Costituzione
.1 gennaio 1959 – Inizio della rivoluzione cubana
.1 gennaio 2017 – Strage in un nightclub di Istanbul
.2 gennaio 1979 – Brasile, assassinio di Francisco Jentel, difensore dei contadini
…………………………………….indios
.2 gennaio 2016 – Entra in vigore l’accordo fra la Santa Sede e lo stato di
…………………………………….Palestina firmato il 26 giugno 2015
.3 gennaio 1964 – New York, 500mila studenti in piazza contro l’apartheid
.4 gennaio 2005 – La Corte Suprema del Cile autorizza il processo a Pinochet
.5 gennaio 1942 – Morte di Tina Modotti.
.5 gennaio 1948 –  Nasce Peppino Impastato. Cosa Nostra lo eliminerà a 30 anni
.5 gennaio 1984 – ‘Cosa nostra’ uccide il giornalista Giuseppe Fava.
.5 gennaio 2017 –  Muore Tullio De Mauro
.6 gennaio 1907 –  Maria Montessori apre la prima casa dei bambini
.6 gennaio 1980 –  Assassinio del presidente della regione Sicilia, Piersanti
………………………………Mattarella
.6 gennaio 1992 –  Il Consiglio di sicurezza dell’ONU condanna all’unanimità Israele
………………………………..per la deportazione di Palestinesi (risoluzione n. 726)
.7 gennaio – ……….Natale ortodosso e copto
.7 gennaio 2015 – Parigi, strage alla redazione di Charlie Hebdo
.8 gennaio 1642 – Morte di Galileo
.8 gennaio 1913 – Sudafrica: Nasce l’African National Congress (Anc)
.8 gennaio 2015 – Romero è riconosciuto ‘martire’ dalla chiesa cattolica (era stato
……………………………….. assassinato il 24 marzo 1980)
10 gennaio 1948 – Prima assemblea generale delle Nazioni Unite a Londra
11 gennaio 1947 – Scissione di Palazzo Barberini (nascita Psdi)
11 gennaio 2014 – Morte di Ariel Sharon
12 gennaio 1948 – La Corte Suprema USA dichiara l’uguaglianza fra neri e bianchi
14 gennaio – ………Capodanno ortodosso e copto
14 gennaio 2011 – Tunisia, cade il regime di Ben Alì
15 gennaio 1929 – Nascita di Martin Luther King
15 gennaio 1993 – Arresto di Totò Riina
16 gennaio 1992 – Firma degli accordi di pace in El Salvador
17 gennaio 1961 – Congo, assassinio di Patrice Lumumba
17 gennaio 1991 – Inizia la prima Guerra del Golfo
18 gennaio 1919 – Luigi Sturzo fonda il Partito Popolare Italiano
18 gennaio 2017 – Valanga a Rigopiano – distruzione albergo
19 gennaio 1969 – Praga, morte di Jan Palach
20 gennaio 1996 – Arafat eletto presidente dell’Anp
21 gennaio 1924 – Morte di Lenin
21 gennaio 1984 – Brasile: nasce il Movimento Sem Terra
25 gennaio 2015 – Rapimento di Giulio Regeni
26 gennaio 1564 – Pubblicazione delle conclusioni del Concilio di Trento
27 gennaio -……….Giornata mondiale in memoria delle vittime della Shoa
29 gennaio 1895 – José Martì inizia la guerra per l’indipendenza di Cuba
30 gennaio 1948 – Assassinio di Gandhi a Nuova Delhi
31 gennaio 1929 – L’Urss esilia Lev Trotsky
31 gennaio 2015 – Sergio Mattarella, dodicesimo presidente della repubblica
31 gennaio 2018 – Entra in vigore la legge 22 dicembre 2017, n. 219
…………………………….N
orme in materia di consenso informato e di disposizioni
anticipate di trattamento.

gennaio 1, 2018Permalink

31 dicembre 2017 – Dopo lo squallore che il senato ci ha imposto il 23 dicembre

Appello al Presidente Gentiloni

Signor Presidente
potrà tranquillamente esimersi dalla lettura di questa lettera aperta che porta una sola firma, firma probabilmente inutile e che però corrisponde al vizio di affermare la propria competente responsabilità, almeno per la propria dignità se altro non rimane.
Ci sono principi cui non si addice il silenzio.
Ho trovato nel sito del senato il testo dell’Articolo 3 della Costituzione in una forma che ha il merito (per ogni termine che è definizione precisa di una condizione) di segnalare i successivi articoli che quel termine evoca.

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Un solo termine manca di ogni riferimento, quello che suona ‘condizioni personali e sociali’.
Fra le tante ‘condizioni’ personali che è possibile evocare c’è anche l’età, un fatto oggettivo che oggi però ha la sua precisazione nell’art 7 della Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che in Italia è legge (n.176 del 1991).

Art. 7
1. Il fanciullo è registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto a un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi.
2. Gli Stati parti vigilano affinché questi diritti siano attuati in conformità con la loro legislazione nazionale e con gli obblighi che sono imposti loro dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in particolare nei casi in cui se ciò non fosse fatto, il fanciullo verrebbe a trovarsi apolide.

Quindi il minore è portatore di diritti propri la cui garanzia è affidata agli stati (comma 2 dell’art. 7). Nello specifico ha diritto ad esistere.
Con la norma ‘Disposizioni in materia di cittadinanza’ (cd ius soli) che il Senato non ha voluto approvare c’erano studenti della nostra scuola che – per poter vivere pienamente il loro diritto allo studio – chiedevano fosse considerato lo ‘ius culturae’ un principio nuovo, inserito in quella norma cui anche 29 senatori di un partito di maggioranza hanno voltato irrispettosamente le spalle.
E dico ‘irrispettosamente’ perché il diritto allo studio appartiene a tutti, anche ai ‘figli degli altri’ e non solo ai ‘figli nostri’, come vuole una cultura diffusa che cerca di obbligarci a un salto all’indietro che fa paura perché ci costringe ad affacciarci su un baratro di cui conosciamo i frutti perversi che hanno devastato l’Europa tutta.

In quella norma cancellata c’era però anche un comma (comma 3 dell’art. 2) che riguardava l’esistenza giuridicamente riconosciuta di ogni nuovo nato in Italia.

E’ bene ricordare che nel 2009 il ‘pacchetto sicurezza’ (legge 94) introdusse un principio nuovo che assicurava alla cultura del disprezzo e dell’odio la possibilità di rendere impraticabili due atti di stato civile: il matrimonio e la registrazione delle dichiarazioni di nascita (quella dichiarazione che assicura a ogni nuovo nato il certificato di nascita).

A sanare il problema matrimonio provvide la Corte Costituzionale che nel 2011, con sentenza 245, cancellò il permesso di soggiorno dai documenti necessari per presentare la richiesta di contrarre matrimonio.
Restavano i nati in Italia, figli di migranti non comunitari, irregolari perché senza permesso di soggiorno e a questi nulla fu perdonato, restarono e restano eredità disperata di un principio che dal quarto governo Berlusconi, ha attraversato inamovibile i governi Monti, Letta, Renzi per approdare al governo che Lei ancora presiede.

Se le Disposizioni fossero state approvate anche quel vulnus alla nostra civiltà sarebbe stato sanato e il suo governo non dovrebbe misurarsi con questa misura di inciviltà che invece anche Lei lascerà in eredità a chi uscirà vincitore dalle elezioni del 4 marzo
Il 23 dicembre infatti è paradossalmente sfuggito alla bocciatura, altrimenti operata dalle ‘Disposizioni in materia di cittadinanza’, solo l’articolo discriminatorio introdotto nel 2009 perché quello è legge – mentre tutto il resto, tutto l’impegno per sostenere il cd ‘ius soli’, tutti i concetti elaborati e discussi, tutta la passione di chi aveva capito il senso di quella norma e si era adoperato a sostenerla è stato radicalmente vanificato, flatus vocis avrebbero detto con sintetica efficacia i filosofi medievali.

L’approvazione mancata il
23 dicembre ha assicurato ai cristiani
un Natale di cui è protagonista indiscusso re Erode, lo stragista d’epoca. Gesù Bambino nulla ha da dire perché è stato nascosto e salvato con la fuga (nel caso d’epoca in Egitto).
Però, egregio Presidente, se il suo impegno per lo ‘ius soli’ è stato reale, conforma a quanto andava dicendo, c’è una cosa che ancora può fare nei tre mesi che sono a disposizione prima delle elezioni.

 

E così vengo, finalmente, all’appello

Quando fu approvata la lettera g del comma 22 dell’art. 1 della legge 94 (ormai presente anche nel Testo unico sull’immigrazione come art. 6 comma 2) persino il governo di allora (quarto Berlusconi) ricorse a una misura che lo tutelasse da penalizzazioni internazionali ed emanò immediatamente una circolare che, in materia di registrazione anagrafica, diceva e dice il contrario della legge, concedendo quindi, con misura amministrativa, il certificato di nascita che la legge negava e nega (Ministero dell’interno, circolare n. 19 del 2009).

Mentre ho la dolorosa consapevolezza che per ciò che riguarda lo ’ius soli’ tutto ormai sarà da rifare, so che l’articolo di legge negazionista resterà in vigore fintanto che altra legge non lo cancelli (e che lei – oggettivamente – ne sarà traghettatore alla prossima legislatura come i suoi predecessori sono stati per la sua) e che la circolare 19 resterà in vigore almeno per i prossimi tre mesi (non so se dopo le elezioni scomparirà o resterà).

In questi tre mesi se ne faccia garante, pubblicizzi la circolare 19, verifichi che tutti i comuni la applichino regolarmente, ne faccia consapevoli i soggetti interessati, assicuri loro una tutela se ci fossero comuni che ne ostacolassero il rispetto.
Quando altro non resta anche una sola vita salvata ha un senso.

Augusta De Piero
Udine

dicembre 31, 2017Permalink

26 dicembre 2017 – Una lettera al presidente

Conservo la lettera del 25 dicembre: é una delle mie tante, inutili ma necessarie obiezioni al rifiuto a ricordare

Lo Ius soli è stato rinviato al prossimo 9 gennaio ma se – come sembra ormai probabile – il presidente della Repubblica scioglierà le Camere il 28 dicembre, il provvedimento sulla cittadinanza non potrà diventare legge. 

#ItalianiSenzaCittadinanza
MOVIMENTO DI FIGLIE E FIGLI DI IMMIGRATI CRESCIUTI IN ITALIA MA SENZA PASSAPORTO ITALIANO #ITALIANISENZACITTADINANZA FACEBOOK.COM/ITALIANISENZACITTADINANZA – Italianisenzacittadinanza@gmail.com –  Insaf Dimassi 3342582757 Marwa Mahmoud 3498016627 Paula Baudet Vivanco 3339872148

Oggetto: lettera aperta del Movimento #ItalianiSenzaCittadinanza in merito al ddl 2092 di riforma della legge della cittadinanza italiana, l. n. 91 del 1992.

Al Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella,

Egregio Presidente della Repubblica,
Oggi, 27 dicembre, ricorrono i settant’anni della promulgazione della Costituzione del nostro Paese. In una giornata così bella e fondamentale per le nostre vite e per la nostra democrazia, è nostro dovere ricordarLe come molte e molti di noi abbiano imparato a conoscerla tra i banchi di scuola, imparandone i valori fondamentali di libertà, uguaglianza, pace, rispetto, imparando a diventare di fatto cittadini e non più sudditi, secondo gli auspici di Piero Calamandrei e le opportune circolari ministeriali che spingono i docenti a seminare semi di cittadinanza attiva nei loro allievi e nelle loro allieve.
Tutti e tutte noi l’abbiamo letta, riletta e riscoperta in questo anno di mobilitazione a favore della riforma della cittadinanza, ci siamo riconosciuti profondamente nei suoi valori, e in particolare nell’articolo 3, il cui secondo, magnifico comma, concepito dal padre costituente Lelio Basso, che recitando ” […] E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” , prospetta un orizzonte di riduzione delle diversità e di accesso ai diritti fra le varie componenti della Nazione e di progressivo ampliamento dei diritti e della platea degli aventi diritto come inscritto nell’intelaiatura profonda della Repubblica.

Caro Presidente, concorderà con noi che il 23 dicembre la Repubblica ha fallito nella rimozione di questi “ostacoli”, mantenendo di fatto una distinzione netta tra cittadini e non, basata su una concezione prettamente elitaria ed economica della cittadinanza.
La cittadinanza è qualcosa di più di un diritto. La grande filosofa Hannah Arendt l’ha definita «il diritto ad avere diritti» in quanto solo il riconoscimento della cittadinanza trasforma un individuo in un soggetto giuridico detentore di diritti.
Non lasci che questa battaglia, iniziata con le prime mobilitazioni della Rete Nazionale Antirazzista nel 1997, quando molti e molte di noi non erano ancora nati, cada in un nulla di fatto. Anche perché così non è. Il quadro che consegnerebbe al Paese la rinuncia a discutere in aula la riforma della cittadinanza è ben diverso da quello che si presentava all’inizio della legislatura. In questi mesi, forze oscure che puntano a indebolire le ragioni della convivenza e dello stato di diritto sono cresciute, proprio cavalcando le ragioni del fronte del no alla riforma, riattivando la memoria di parole d’ordine che credevamo dimenticate, legate al fascismo e del colonialismo.
Qui, non si parla di una battaglia che punta semplicemente alla conquista di un accesso
alla cittadinanza più semplificato, con la nostra battaglia puntiamo ad ottenere, finalmente, il nostro riconoscimento come categoria sociale finora ignorata e dimenticata; con la nostra battaglia puntiamo ad una politica di ampio respiro, al passo con i tempi e che soprattutto sappia riconoscere i cambiamenti sociali e culturali del proprio Paese. Con la nostra battaglia, inoltre, puntiamo ad ottenere un’applicazione ancora più incisiva della nostra Costituzione Italiana.
Talvolta le autorità di un Paese democratico sono chiamate dalla Storia a promuovere leggi che possono apparire divisive ma che in realtà sono necessarie a potenziare gli anticorpi e a creare argini contro la deriva di forze antidemocratiche e destabilizzanti.
Non lasciateci soli ancora una volta.
RingraziandoLa della Sua attenzione, cogliamo l’occasione per augurarLe buone feste.
Con Rispetto,
Il Movimento #ItalianiSenzaCittadinanza

dicembre 26, 2017Permalink

20 dicembre 2017 – Vittorio Emanuele III, la maestra Stella e un suo alunno

Dalla rubrica Invece Concita (La Repubblica) di Concita De Gregorio

Grazie a Stella Salvatori, insegnante
Nei giorni del rientro in Italia della salma di Vittorio Emanuele III, trasferita in Italia da Alessandria d’Egitto a bordo di un volo militare e ora tumulata nel santuario di Vicoforte, Cuneo, a fianco della moglie, la regina Elena, ricevo questa mail da un’anziana insegnante in pensione. Il rientro delle spoglie di Vittorio Emanuele, re complice del regime fascista, hanno suscitato molte polemiche e la protesta della comunità ebraica. La maestra Stella Salvatori ricorda di quando, nel 1985, portò la sua classe – una quinta elementare – in visita a Roma alle Fosse Ardeatine. Furono ricevuti dal presidente della Repubblica di allora, Sandro Pertini. I bambini e la maestra cercarono nel sacrario la tomba del padre di un’antica compagna di classe dell’insegnante. Oggi uno di quei bambini, diventato uomo, ha fatto una telefonata alla sua vecchia maestra, telefonata che lei trascrive per noi, anticipandola con un suo commento. Ecco le parole della maestra Stella e del suo alunno.
“Nell’atrio del Palazzo Comunale di Cuneo c’è una epigrafe di Piero Calamandrei. Si sciolgono sulla pietra i suoi versi. ‘Lo avrai/ camerata Kesselring/ il monumento che pretendi da noi italiani/ ma con che pietra si costruirà / a deciderlo tocca a noi/ Non coi sassi affumicati/ dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio/ non colla terra dei cimiteri/ dove i nostri compagni giovinetti/ riposano in serenità. Ma soltanto col silenzio dei torturati più duro di un macigno decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo’”.  
“Questa poesia, nella sua totale stesura fu memorizzata dai miei ragazzi in procinto di essere ricevuti dal presidente Sandro Pertini al Quirinale. Era il1985. Frequentavano la quinta elementare. Furono condotti, quei ragazzi e i loro genitori, nelle cave delle Fosse Ardeatine dove, nel sacrario, cercarono la tomba del padre di Giovanna Margioni, mia compagna di collegio. Lì, in silenzio composto sostarono a lungo. Ieri mi ha telefonato uno di quei ragazzi. Mi ha detto: ‘Maestra – i miei ragazzi continuano per tutta la vita a chiamarmi maestra, anche da adulti, e questo mi fa tanto piacere – Maestra, credo che l’infame patto fra il re Vittorio Emanuele III e Benito Mussolini sia stato dimenticato. La farsa della marcia su Roma trasformata in regime, dissolta. E poi il Patto d’Acciaio. La firma apposta sulla legislazione razziale… Maestra… La guerra! Quanto ci ha parlato di quella guerra che le ha portato via metà della sua famiglia! Il re in fuga. Ricorda il filmato che ci mostrò? La fila di auto sulla via Appia? Il re, il figlio Umberto, il Maresciallo Badoglio. Ricorda quanto ridemmo perché alcuni ‘dignitari’ erano aggrappati alle auto con lo sportello semi chiuso? Come si può pensare di mettere una pietra su tanta indifferenza di quel re sulle sorti della nostra patria. Patria. Terra dei padri. Quel re non merita un solo pensiero di accoglienza .Dobbiamo meditare che questo è stato. Grazie di avercelo insegnato’. Grazie a voi, ragazzi miei, di ricordarlo”.

http://invececoncita.blogautore.repubblica.it/articoli/2017/12/20/vittorio-emanuele-iii-la-maestra-stella-e-un-suo-alunno/?ref=RHPPRB-BH-I0-C4-P2-S1.4-T1

dicembre 20, 2017Permalink

18 dicembre 2017 – La chiamano umana pietà

Dal Corriere della sera – link in calce

Vittorio Emanuele III salma a Cuneo di Dino Martirano
Tecnicamente si è trattato di un volo militare operato da un C130 (cargo) della 46a Brigata aerea dislocata a Pisa San Giusto. Il personale militare imbarcato era a conoscenza della destinazione finale (Egitto) ma fino al momento dell’atterraggio tutti ignoravano il vero scopo della missione. Nessuno sapeva che quel velivolo, di solito adibito a trasporti sanitari d’urgenza o al trasferimento di mezzi, avrebbe di lì a poco riportato sul suolo italiano la salma di Vittorio Emanuele III di Savoia.
Senza arrivare alla suggestione degli ordini contenuti in una busta con la ceralacca consegnata all’equipaggio, è vero che l’intera operazione è stata condotta con un altissimo livello di segretezza. Un vincolo mantenuto da decine di persone — coinvolti gli appartai di Quirinale, Palazzo Chigi, Farnesina, Viminale e Difesa — che sul finale è stato rotto soltanto dall’abate di Vicoforte, don Meo Bessone. C’ è stato infatti un improvviso slittamento temporale di 48 ore tra il rientro da Montpellier della salma della regina Elena e quella di Vittorio Emanuele III. Venerdì, quando la parte francese dell’operazione era completata (e rivelata dall’abate), la missione egiziana era ancora in alto mare con tutti i rischi del caso.
L’operazione è stata «agevolata politicamente» dal Quirinale — che lavora da un anno dopo aver ricevuto la richiesta umanitaria da parte dei Savoia — ma il braccio operativo ce l’ha messo il governo. La cabina di regia è stata del Cerimoniale del Ministero degli Affari Esteri (ad Alessandria, al momento dell’imbarco della salma, era presente l’ambasciatore Giampaolo Cantini) ma erano al corrente i militari (Difesa), vari prefetti (Viminale) e Palazzo Chigi. L’aiuto assicurato ai Savoia ha suscitato le critiche dell’Unione delle comunità ebraiche sulla circostanza che Vittorio Emanuele III firmò le leggi razziali nel ‘38. Ma c’è anche l’atto di accusa di Carlo Smuraglia, presidente dell’Associazione nazionale partigiani: «Quello dei Savoia lo considero un problema chiuso da molto tempo. Smettiamo di parlarne. Ritengo che portare la salma in Italia con solennità e volo di Stato è qualcosa che urta le coscienze di chi custodisce una memoria storica. E non si parli più neanche di questa ipotesi di mettere le loro salme nel Pantheon».
Molto duro anche il deputato Giulio Marcon (Sinistra italiana-Liberi e Uguali): «Qualcuno dovrà spiegare a noi, alla Corte dei Conti e agli italiani per quale motivo sia stato usato un aereo dell’Aeronautica militare, un volo di Stato per riportare in Italia la salma di colui che non si oppose all’ avvento della dittatura fascista, firmò la vergogna delle leggi razziali contro gli ebrei». Sui costi, oltre al volo militare senza il quale il rientro non sarebbe stato possibile, al Quirinale osservano che tutto ciò che ha riguardato esumazione, trasferimento e inumazione delle salme in Francia, in Egitto e in Italia è a carico dei Savoia. Sulle ore di volo del C130, infine, si fa notare che quegli aerei si levano in volo comunque tutti giorni per motivi di addestramento.

www.corriere.it/cronache/17_dicembre_17/vittorio-emanuele-iii-salma-cuneo-polemica-volo-militare-il-rientro-salma-chi-ha-pagato-nipote-me-non-arrivata-fattura-dfec57aa-e364-11e7-b314-d3981516e8be.shtml

http://app.readspeaker.com/cgi-bin/rsent?customerid=5110&lang=it_it&voice=Luca&readid=content-to-read&url=www.corriere.it/cronache/17_dicembre_17/vittorio-emanuele-iii-salma-cuneo-polemica-volo-militare-il-rientro-salma-chi-ha-pagato-nipote-me-non-arrivata-fattura-dfec57aa-e364-11e7-b314-d3981516e8be.shtml

dicembre 18, 2017Permalink

17 dicembre 2017 – Ritorna senza vergogna

17 dicembre 2017. Viene riportata in Italia con areo militare la salma di Vittorio Emanuele III accompagnata all’aeroporto di Alessandria d’Egitto dall’ambasciatore italiano al Cairo
Sulla vicenda interviene la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni: “In un’epoca segnata dal progressivo smarrimento di Memoria e valori fondamentali il rientro della salma del re Vittorio Emanuele III in Italia non può che generare profonda inquietudine, anche perché giunge alla vigilia di un anno segnato da molti anniversari”, tra cui “gli 80 anni dalla firma delle Leggi Razziste”.
Per quel che vale – ma certe cose vanno dette anche se una posizione personale può non contare nulla – ne condivido la profonda inquietudine.

Per non dimenticare le tappe di un percorso di violenza e vergogna
27 ottobre 1922  Il presidente del consiglio Luigi Facta prepara un decreto per
………………………….la proclamazione dello stato d’assedio della città di Roma
28 ottobre 1922   Il re rifiuta di firmarlo e …..
29 ottobre 1922   invita telegraficamente Benito Mussolini ad assumere la guida del governo
……………………………Mussolini prende il treno e giunge a Roma
30 ottobre 1922 ……Alcune migliaia di fascisti entrano in città e sfilano.
E’ la marcia su Roma
5 settembre 1938, anno XVI dell’era fascista – il re firma il Regio decreto legge n. 1390
…………………………………..Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista.
Vittorio Emanuele III per grazia di dio e per volontà della nazione re d’Italia e imperatore d’Etiopia ne firmerà successivamente la conversione in legge n 99/1939.
17 Novembre 1938 – Vittorio Emanuele III firma il Regio Decreto Legge n. 1728
………………………………..Provvedimenti per la difesa della razza italiana
25 luglio 1943 –       Il re destituisce Mussolini, capo del governo e lo fa arrestare.
3 settembre 1943 –  Il governo Badoglio firma l’armistizio di Cassibile
7-8 settembre 1943 Il re, accompagnato dal maresciallo Badoglio, da alcuni ministri e dalla
………………………… famiglia, fugge da Roma e ripara a Brindisi.

dicembre 17, 2017Permalink

16 dicembre 2017 – Erode fra noi. Natale sarà un valido motivo per celebrarlo

Una notizia che vorrei fosse letta

Ricopio l’articolo di cui segnalo il link in calce come di consueto.
Vorrei che questa notizia fosse letta, come io la leggo, non quale orrenda eccezione al senso comune, ma come parte di quel senso comune cui alcune nostre leggi si ispirano.
Ricordo che nel 2009, quarto governo Berlusconi, Ministro dell’interno Maroni, fu votato con voto di fiducia il ‘pacchetto sicurezza’.
La lettera g, comma 22, art 1 della legge 94 riuscì a fare ciò che neppure la Bossi Fini aveva fatto: creare le condizioni per negare il certificato di nascita a nati in Italia, se figli di sans papier privi di permesso di soggiorno.
Presente nella nostra legislazione come comma 2 dell’art 6 del Testo Unico sull’immigrazione si sarebbe potuto modificare senza onere alcuno di spesa ma non è stato fatto [NOTA 1].

La modifica è entrata come proposta nelle “Disposizioni di legge in materia di cittadinanza” (cd ius soli art 2 comma 3) . Ora sembra che la sorte delle Disposizioni sia segnata e con essa l’articolo che salverebbe i neonati

Erode ringrazia
Un filo rosso, ripugnante nella sua ferma coerenza, lega il quarto governo Berlusconi (ministro dell’interno Maroni, primo responsabile dalla condanna a non esistere dei figli dei sans papier) a tutti i governi successivi con la complicità delle relative maggioranze parlamentari: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. Fanno da sfondo gli ululati di Grillo, leader non parlamentare di un partito di peso quantitativo in parlamento.
Quando, con la fine della legislatura, tutto il lavoro fatto finirà – con la dolorosa beffa dei ragazzi che erano stati illusi dalle proposte di facilitazione nell’acquisizione della cittadinanza italiana (ius culturae!) – resterà inamovibile eredità assicurata ai prossimo parlamento la condanna a non esistere dei figli dei sans papier perché quella è legge, il resto – dicevano nel MedioEvo – flatus vocis.
Della riduzione di proposte rispettose della Costituzione a flatus vocis è responsabile anche la Conferenza Episcopale della chiesa cattolica che riuscì, con non apprezzabile fermezza, a non inserirla nelle proposta della Relazione filiale del Sinodo sulla famiglia (2015).
Le fecero e le fanno ecumenico eco nel conforme silenzio le chiese protestanti che hanno a loro favore la debolezza numerica che rappresentano in Italia

INTERCETTAZIONI
«I bambini? Che muoiano»: i rifiuti tossici vicino a una scuola di Livorno
Sei arresti: gli scarti pericolosi venivano smaltiti come innocui
di Marco Gasperetti
FIRENZE — «Ci mancavano anche i bambini che vanno all’ospedale. Che muoiano, m’importa niente dei bambini che si sentano male. Io li scaricherei in mezzo di strada, i rifiuti». Se non ci fossero realmente gli alunni di una scuola con gli occhi arrossati e la gola che fa male per le esalazioni di quei rifiuti pericolosissimi della vicina discarica, ci sarebbe quasi da pensare a un orribile scherzo in vernacolo livornese. E invece quelle parole pronunciate da uno degli arrestati e registrate dai carabinieri, mentre il suo interlocutore sorride divertito, non sono soltanto un oltraggio, ma resteranno per sempre il simbolo di questa maxi inchiesta della Dia su oltre 200 mila tonnellate di rifiuti tossici. Che, partita da Firenze e Livorno, è destinata ad allargarsi. Sei le persone arrestate, almeno una trentina gli indagati, 150 i carabinieri del nucleo forestale impegnati nel blitz e coordinati dal procuratore di Livorno, Ettore Squillace Greco.

Sarebbero decine e decine le aziende italiane che «ripulivano» i loro rifiuti tossici («c’è di tutto, tanto mercurio», si legge in un’altra intercettazione) in un paio di aziende toscane che, con trucchi amministrativi, raggiri e una sconcertante incapacità di controllo delle autorità competenti, riuscivano a smaltire sostanze altamente tossiche come se fossero normale spazzatura cambiando codici e documenti. Un metodo definito dal pubblico ministero Squillace Greco simile a quello usato dalla camorra nella Terra dei fuochi.

Agli arresti domiciliari per traffico di rifiuti, associazione per delinquere e truffa aggravata, sono finiti imprenditori e gestori di impianti di riciclaggio di scarti altamente pericolosi. (ometto i nomi che comunque si possono leggere nell’articolo raggiungibile con link) .

Tra i rifiuti tossici che arrivavano in discarica come «ordinari e innocui», c’erano stracci imbevuti di sostanze tossiche, filtri per olio motore e toner. Nelle discariche entravano camion carichi ad altissimo rischio ambientale e per la salute pubblica e ne uscivano puliti, come se quei siti fossero l’esempio più virtuoso di ecologia. Il business superava i 26 milioni di euro con una truffa per la Regione Toscana di almeno 4 milioni. C’erano connivenze? I sospetti ci sono. Tanto che nelle richieste di custodia cautelare il pm sostiene che «uno dei meccanismi di autotutela attivati dall’associazione criminale è proprio quello che prevede sistematiche pressioni su soggetti legati alle istituzioni per indurli a captare notizie utili su eventuali indagini o comunque suggerimenti per eluderle». E adesso si cerca di capire bene chi siano questi personaggi così accreditati.

14 dicembre 2017 | 18:19
HTTP://WWW.CORRIERE.IT/VIDEO-ARTICOLI/2017/12/14/I-BAMBINI-CHE-MUOIANO-L-INTERCETTAZIONE-NELL-INCHIESTA-RIFIUTI-TOSSICI-A-SCUOLA/6A97087C-E0F0-11E7-ACEC-8B1CF54B0D3E.SHTML

[NOTA 1]
DECRETO LEGISLATIVO, TESTO COORDINATO, 25/07/1998 N° 286, G.U. 18/08/1998
HTTP://WWW.ALTALEX.COM/DOCUMENTS/NEWS/2014/04/08/TESTO-UNICO-SULL-IMMIGRAZIONE-TITOLO-II#TITOLO2

[NOTA 2]
HTTPS://PRESS.VATICAN.VA/CONTENT/SALASTAMPA/IT/BOLLETTINO/PUBBLICO/2015/10/24/0816/01825.HTML
Synod15 – Relazione Finale del Sinodo dei Vescovi al Santo Padre Francesco (24 ottobre 2015),

dicembre 16, 2017Permalink

14 dicembre 2017 – – Il nemico si combatte anche disinformando

Il salotto come luogo della politica

Dichiara Berlusconi a che Tempo che fa: “non basta frequentare un ciclo scolastico per essere italiano e per avere diritto automatico alla cittadinanza. Noi non voteremo la fiducia allo Ius Soli”.

Cominciamo dall’errore più clamoroso che brilla nella sintesi del già cav per ricordarci che il diritto automatico alla cittadinanza non esiste.
Rivio al mio blog (diariealtro.it) del 28 giugno in cui ho trascritto l’ottima informazione del senatore Della Zuanna.
Qui sintetizzo: la norma ‘Disposizioni in materia di cittadinanza’ (cd ius soli), approvata dalla Camera nel 2015 e da allora abbandonata al galleggiamento in Senato presto affonderà, temo, e continuo a sperare di smentirmi.
Il già cav. non è solo, non è solo in un’opinione pubblica disposta a bere ogni sciocchezza pur di essere confermata nel pregiudizio e non è solo in senato dove otto seguaci fedeli fino allo spregio di sé e degli altri hanno presentato un emendamento ‘difensivo’ nel caso improbabile che si arrivasse a discutere lo ius soli’.
Quell’emendamento propone la cancellazione del comma 3 dell’art. 2 che, se approvato, salverebbe i nati in Italia, figli di migranti privi di permesso di soggiorno. La legge oggi impone la presentazione del documento che non hanno, trasformando la domanda di registrazione della nascita del figlio in un’autodenuncia che prelude all’espulsione. Quel comma cancellerebbe l’obbligo di quella presentazione.
Gli otto eroi che si sono esposti con il loro nome e appartenenza (FI PdL) è giusto siano ricordati come evidentemente desiderano (probabilmente sanno che questa manovra, associata al pregiudizio, confermata dalle chiacchiere in un salotto televisivo può assicurare successo alle prossime elezioni)
Per me appartengono alla serie “Se li conosci li eviti” (dove si trovano in abbondante compagnia) ma li assecondo e pubblico il loro nome: Paolo Romani, Bernini, Gasparri, D’alì, Malan, Pelino, Floris, Fazzone

L’eredità: allo stato di fantasmi li abbiamo ridotti e fantasmi restino.

Non dimentichiamo che il prossimo governo post elettorale, quale che sia, raccoglierà un’eredità per molti preziosa. Con le elezioni tutto ciò che non è approvato decade e quindi resterà la beffa ai ragazzini che dai banchi di scuola chiedono di diventare cittadini, a chi ha capito e lavorato per consentire l’approvazione della legge.
Invece resterà solo quell’articolo approvato nel cd pacchetto sicurezza del 2009, proprio quello che gli otto eroi citati sopra vogliono mantenere.
Non sono stati capaci di superare la follia, voluta dall’allora Ministro Maroni nel quadro confortante del quarto governo Berlusconi, i governi e le maggioranze succedutesi da allora: Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, tutti padri dei propri figli nel disprezzo dell’indifferenza ai figli degli altri.

https://www.agi.it/politica/berlusconi_fazio_m5s_gallitellicandidato_premier_bossi-3166689/news/2017-11-26/

http://diariealtro.it/?p=5047

dicembre 14, 2017Permalink

14 dicembre 2017 – Il biotestamento è legge

Con tutta l’ammirazione per Beppino Englaro.

Il biotestamento (ovvero il testo sulle Disposizioni anticipate di trattamento e in materia di consenso informato), legge già licenziata dalla Camera, è passata senza modifiche al Senato. La legge è stata quindi approvata in via definitiva con 180 favorevoli, 71 contrari e sei astensioni. Al termine del voto finale, l’aula ha lungamente applaudito l’approvazione del provvedimento.

Ora bisognerà capire, studiarne l’applicazione ma l’esistenza di una legge, anche se non rappresenta quanto di meglio si potrebbe desiderare, consente di muoversi su un terreno di certezze.,

 

 

dicembre 14, 2017Permalink