8 novembre 2018. “Fra Trump e la Repubblica italiana – Un elemento significativo di solidale vicinanza – Primi segni di dignità sostenibile – Seconda puntata

Poco fa ho pubblicato  nel mio blog un pezzo intitolato
“Fra Trump e la Repubblica italiana – Un elemento significativo di solidale vicinanza”
[Nota 1]

Di recente sono emersi segni di dignità che potrebbero indurre a sperare in un cambiamento.  Speranza? Non so . Ma sono esempi di dignità cui voglio rendere onore.
So che resistere  per 12 anni è difficile, lo provo sulla mia pelle, ma so anche che la violazione di un diritto fondamentale, previsto in Costituzione e nella legislazione internazionale, ferisce anche tutti  coloro che non ne sono personalmente colpiti.
E’ un attentato alla nostra dignità di persone e cittadine/i: parlo evidentemente della registrazione della dichiarazione di nascita  negata ai nati in Italia se figli di migranti non comunitari.  Mi è noto che  la negazione di esistenza giuridicamente riconosciuta a questi neonati ha autorevoli sostenitori che confortano politici opportunisticamente asserviti  e organizzazioni della società civile che hanno scelto  di essere suddite .       [Nota 2]

Nel mare dell’indifferenza è consolante ritrovare i propri simili, capaci della dignità di dire NO anche se non conviene

 Nel 2014 anche con una forte presenza locale (GrIS  FVG) la Società di Medicina delle Migrazioni in un proprio congresso segnalò la necessità di cambiare la legge (94/2009 art. 1 comma 22 lettera G) che negava e nega la registrazione della dichiarazione di nascita dei figli dei Sans Papier.
In quell’anno, nell’ambito di un convegno della SIMM svoltosi a Udine avevamo, con la dott. Chiara Gallo,  costruito un panel per spiegare dettagliatamente cosa sia un  certificato di nascita.   Alcune di noi si illudevano ancora  sulla consapevolezza della funzione del certificato di nascita nella vita di ognuno. Fu così che Suzi Cucchini, forte di un certo  numero di manifesti che riproducevano quel panel,  decise di recarsi dove bacheche esposte al pubblico lo potevano accogliere. Ebbe qualche consenso ma anche inimmaginabili  rifiuti.
Per il resto silenzio che preferisco non documentare in chi lo sostenne e promosse:  per molti altrimenti insospettabili ci sono bambini cui  può essere negato il certificato di nascita.

E più o meno un anno fa la svolta

Giuseppina Trifiletti, che ama scrivere di teatro, volle esaminare assieme a me e a Giuliana Catanese la questione e ne scaturì un pezzo teatrale su cui si è misurato il  piccolo gruppo NonSoChe  che ha capito e per mesi ha dedicato il suo impegno a preparare la recita dello spettacolo “Nelle mani degli dei. L’odissea di un bambino invisibile”.
Quando tutto era pronto … il covid.
Nel periodo estivo fu possibile la rappresentazione (naturalmente nel rispetto delle norme di sicurezza) il 3 agosto nella sala della Comunità di San Domenico (che si era resa disponibile anche per le prove) e il 5 agosto al teatro San Giorgio.
Era la prima volta che un impegno culturale, segno di una dignità mantenuta e cercata, diventava strumento di diffusione della consapevolezza della dignità negata.
Intanto però maturava una possibilità nuova per cui devo riconoscimento e gratitudine all’amico Francesco Bilotta, docente all’Università di Udine di diritto civile e antidiscriminatorio, che mi ha confortato non solo con la pazienza dell’ascolto e il sostegno della sua competenza ma anche con l’inserimento dello spettacolo in una attività dell’Università di Udine.
Il 25 settembre infatti lo spettacolo andava in scena nella sala Madrassi g.c. di via Gemona (Udine), anche qui nel rispetto puntuale di tutte le misure di sicurezza,  nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile cui aderisce l’Università di Udine , presentato dai proff. Marina Brollo e Francesco Bilotta.                                                                                  [Nota 3]
Trascrivo in una successiva puntata  i testi dei loro interventi pronunciati in apertura.
Ricordo anche il mensile genovese il Gallo   che ha dato ampia informazione sull’argomento e il periodico Ho un Sogno (reperibile presso  la libreria CLUF di via Gemona 22 – Udine) che non si è mai negato all’informazione sull’argomento.
Infine non voglio dimenticare la mozione presentata  dal consigliere prof. Furio Honsell in consiglio regionale di cui dirò di più in una prossima puntata.
Ed è con vero piacere che segnalo il link a un sito di Martignacco che consente di vedere l’odissea di un bambino  invisibile                                                                      [Nota 4]

[Nota 1]               http://diariealtro.it/?p=7516

[Nota 2]    Si veda il mio post del 13 giugno :  “Quando i Vescovi non dicono il vero”

http://diariealtro.it/?p=7334

[Nota 3]

https://qui.uniud.it/notizieEventi/citta/festival-dello-sviluppo-sostenibile-eventi-e-conferenze-all2019universita-di-udine

[Nota 4]   www.martignaccospazioaperto.it

8 Novembre 2020Permalink

1 novembre 2020 – Calendario Novembre

Premessa:    Il 20 novembre 1989 L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convezione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che l’Italia ha ratificato con legge 176/1991, affermando il diritto assoluto di ogni nato  alla registrazione della nascita. Con aggressiva, devastante  indifferenza l’Italia nel 2009 con legge 94 ha escluso dalla dovuta certezza di questo diritto i nati in  Italia se figli di sans papier.
Lo fece, con voto di fiducia, un  Parlamento ormai in  maggioranza capace di far precedere la più opportunistica e abbietta convenienza al diritto e all’etica.
Quello che più mi turba è l’ostinata determinazione con cui il mondo delle associazioni più ‘rispettabili’ rifiutano una parola di dissenso rispetto a questa norma feroce.
Non posso non associare questo silenzio a quello che coronò l’evento che ricordo nel calendario il 17 novembre.
L’immagine in fondo è la parete del  ‘binario 21’ . il binario della stazione di Milano da cui partivano i treni per i lager dove i deportati avrebbero perso la propria identità. Il nome ne veniva cancellato per essere sostituiti da un  codice numerico.

novembre 1911 –            Primo bombardamento aereo italiano in Libia
…………………………. … ……(e primo bombardamento aereo della storia).
.1 novembre 2009 –     ..Morte della poetessa Alda Merini
.1 novembre 2016 –     ..Morte di Tina Anselmi, prima donna ministro nella storia della
……………………………… .repubblica
.2 novembre 1975 –     ..Assassinio di Pier Paolo Pasolini
.3 novembre 1970 —    ..Salvador Allende diventa presidente del Cile.
.4 novembre 1966 –     ..Alluvione di Firenze
.4 novembre 1995 –     ..Assassinio di Yitzhak Rabin
.5 novembre 2017 –     ..Elezioni in Sicilia. Disastro tutta sinistra
.6 novembre 1962 –     -Risoluzione ONU contro l’apartheid in Sudafrica
.7 novembre 1917 –     ..Rivoluzione d’Ottobre
.8 novembre 1960 –     ..USA: elezione alla presidenza di J.F.Kennedy
.8 novembre 2016 –      ..USA: elezione alla presidenza di D. Trump
.9 novembre 1938 –      ..Germania: “notte dei cristalli”
.9 novembre 1989 –      ..Germania: abbattimento del muro di Berlino
.9 novembre 1993 –      ..Distruzione del ponte di Mostar
10 novembre 1483 –      ..Nascita di Martin Lutero
11 novembre 1992 –      .La chiesa anglicana inglese ammette le donne pastore
…………………..….……………….(gli anglicani usano anche il termine ‘prete’).
………………………..………. Dicembre 2014: consacrazione della prima ‘vescova’
13 novembre 354 –       .. Nascita di Agostino di Ippona
13 novembre 2015 –     .. Attentati dell’ISIS a Parigi – strage del Bataclan
15 novembre 1988 –      .L’ANP annuncia la nascita dello stato palestinese
16 novembre 1989 –      . Salvador – strage dell’UCA – Universidad entroamericana
……………………………….. …. Simeón Cañas
17 Novembre 1938 –    .. REGIO DECRETO LEGGE n. 1728
…………………………………..Provvedimenti per la difesa della razza italiana
18 novembre 1626 –      ..Consacrazione della basilica di San Pietro .. 
19 novembre 1975 –      ..Spagna: morte del dittatore Francisco Franco
20 novembre 1945 –     .. Inizio del processo di Norimberga
20 novembre 1989 –        L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la
………………..…..……………Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia
……………………….…………….e dell’adolescenza (nota 1)
22 novembre 2004 –      .Ucraina: inizio della ‘rivoluzione arancione’
23 novembre 1971 – ……La Cina sostituisce Taiwan nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
25 novembre 1973 – ……Grecia: golpe militare
25 novembre –                ..Giornata contro la violenza sulle donne
25 novembre 1992 – …… Il Parlamento vota la divisione fra Repubblica Ceca e Slovacca
25 novembre 2016 – …  ..Morte di Fidel Castro
26 novembre 1915 – … ..Einstein presenta la teoria della relatività generale
26 novembre 1954 – ..  . Ritorno di Trieste all’Italia
27 novembre 1941 – ……Resa di Gondar: l’Italia lascia l’Africa Orientale.
…………………………………….(Gondar – antica capitale imperiale dell’Etiopia)
29 novembre – ……………ONU: giornata internazionale di solidarietà con il popolo
…………………………………….palestinese
30 novembre 1780 -……..Muore Maria Teresa d’Austria
30 novembre 1786 -…     Il granduca di Toscana abolisce la pena di morte
30 novembre 1943 -……..Morte di Etty Hillesum ad Auschwitz
30 novembre 1999 – ……Seattle: prima mobilitazione del movimento no-global
…………………………….….
Note:
[nota 1] L’elenco delle giornate internazionali celebrate dalle Nazioni Unite si raggiunge con http://www.centrounesco.to.it/?action=view&id=337

1 Novembre 2020Permalink

1858 – Quando il sovrano regnante  dello stato pontificio rapì un bambino ebreo.

La preziosa iniziativa di Rai Radio3 di proporre nel corso delle trasmissioni varie testimonianze   relative alla giornata della breccia di Porta Pia stimola una mia riflessione personale che richiede una premessa organizzata

Premessa cronologia

1 settembre 1870 – La sconfitta della Francia  nella guerra franco –prussiana costringe la guarnigione francese a lasciare Roma, togliendo allo stato pontificio la determinante tutela militare e consentendo quindi l’ingresso delle truppe italiane in città, ponendo fine allo Stato Pontificio

2 ottobre 1870 – Un plebiscito ratifica l’annessione di Roma allo stato italiano e la città ne diviene capitale
11 febbraio 1929 – Santa Sede e regime fascista firmano i “patti lateranensi”.

Ø  A seguito del Patto del Laterano l’Italia riconosce la Città del Vaticano come stato sovrano

Ø  Con il Concordato allora contestualmente stipulato viene

– riconosciuto il carattere cattolico dello stato italian0

– assicurato il libero esercizio del potere spirituale della chiesa e del culto;

– vengono stabiliti e gli effetti civili del matrimonio canonico

– l’obbligatorietà dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole.

Il Concilio Vaticano II e successivo Concordato del 1984 introducono elementi nuovi di cui non scrivo perché voglio considerarne uno che – per me (insisto: posizione personale) –  indica continuità

Una capriola all’indietro

Quando gli sgherri di Pio IX, ultimo papa re, eseguirono l’ordine di rapire un bambino ebreo.

ll piccolo Edgardo Mortara, di famiglia ebraica bolognese, era stato battezzato di nascosto da una cameriera cristiana e tanto bastò  a Gaetano Feletti, rappresentante del Sant’Uffizio e inquisitore della città, per ordinarne il rapimento secondo le leggi dello stato pontificio di cui Bologna faceva allora parte. Il confessore della povera cameriera l’aveva attivato violando il segreto confessionale. Regnava l’ultimo papa re che non si mosse a pietà per quel bambino e si rifiutò di accogliere le richieste di giustizia che venivano da parecchi politici europei.

Può essere interessante ricordare anche che il 24 novembre 1868   furono eseguite due condanne a morte nello Stato Pontificio, le ultime, ma  la pena di morte nella Città del Vaticano è stata legale dal 1929 al 1969, prevista in caso di tentato omicidio del papa.

Il mio diariealtro non dimentica
e quello che riesce a tenere a mente a me torna utile per dare coerenza a una questione che mi sono posta undici anni fa  e di cui desidero fare una memoria documentata
Con il link che si raggiunge in calce si trova  molto materiale documentato sul caso del rapimento Mortara, accennato nel paragrafo precedente  e alcune mie considerazioni più vicine a noi che ricopio con piccole modifiche

2015 –  Il Sinodo della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ignora l’uguaglianza dei neonati

So che molti (se leggeranno quanto ho scritto) ne saranno irritati o si limiteranno a compassionarmi come una fissata (capita!) e allora aggiungo la constatazione di una omissione appartenente alla chiesa cattolica che non credo si possa negare.

Evidentemente nessuno dei padri e madri sinodali, partecipi del Sinodo sulla famiglia del 2015, seppe o volle cogliere la storica connessione fra l’orrore di un bambino strappato alla sua famiglia da una qualsivoglia forma di criminalità e quello che la legge italiana impone dal 2009 ai figli dei migranti irregolari.
A loro la famiglia viene preventivamente strappata dato che non è possibile registrarne la dichiarazione di nascita e quindi assicurare a questi piccoli, come dovuto, il relativo certificato di nascita.
Non occorrono gli sgherri del 1858, basta la burocrazia frutto di una legge sciagurata ma non messa in discussione, per assicurare la possibilità dello stesso effetto  devastante dell’azione armata di allora.
….
L’indifferenza sinodale accompagna fedelmente quella del parlamento italiano che, con ampio conforto dell’opinione pubblica, non sa o non  vuole modificare la legge che tanto ha previsto undici anni fa nel quadro etico-culturale del quarto governo Berlusconi con un impegno preciso del ministro dell’interno di allora on. Roberto Maroni.

  E (finalmente ?) oggi

Tutti i tentativi di chiedere una modifica della legge 94/2009  (art. 1, comma 22, lettera g) fatti nel corso di undici anni sono finiti nel nulla (salvo una posizione esplicita ma ignorata presa dalla Società di Medicina delle Migrazioni in un congresso del 2014) finché un  piccolo gruppo di persone, coordinate da Giuseppina Trifiletti e accomunate dalla passione per il teatro, si è presa la briga di analizzare i documenti che avevo loro segnalato, ha condiviso il mio sgomento e ha realizzato un piccolo pezzo teatrale perché questa  è la modalità espressiva  che li accomuna.

Fortuna ha voluto che l’Ateneo di Udine e in particolare il Dipartimento di scienze giuridiche in materia di immigrazione (stimolato dal prof. Francesco Bilotta) si facesse carico del problema e assumesse lo spettacolo del gruppo NonSoChe, facendone un evento da inserire nel Festival della sostenibilità
Così pezzo teatrale, già presentato  lo scorso agosto al teatro San Giorgio e precedentemente  nella sala della Comunità di San Domenico (che è stata luogo prezioso di accurate prove e base rinnovata dopo il lockdown) approda alla Sala Madrassi  (della parrocchia di San Quirino).

La pandemia dell’etica
L’orrore non è solo italiano ma universale.
Anche  il Presidente degli USA se ne è fatto parte diligente individuando come luogo dello strappo la frontiera USA-Messico.
Molto ci sarebbe da dire. Riporto solo un passo di un mio post tratto dal solito diariealtro
Scrivevo il 27 dicembre 2018: Un bambino muore solo.
Le  cause del decesso del bambino proveniente dal Guatemala sono ignote. E’ morto in un centro per l’immigrazione la Vigilia di Natale.
Aveva otto anni, aveva la febbre  e, come gli altri  bambini ‘sotto custodia americana’,  era stato strappato ai suoi genitori arrestati (e imprigionati) per aver varcato illegalmente la frontiera che separa gli USA dal Messico.
“ Dio mio, perché mi hai abbandonato?” Il grido di Cristo in croce gli appartiene di diritto se a Dio mio sostituiamo ‘papà”.
Chi in un simile momento potrebbe spiegare a un piccolo sofferente fino alla morte che il suo papà non l’ha abbandonato ma che è stato rapito un tizio di nome Trump?

Il riferimento del link che segue è al paragrafo:  Il mio diariealtro non dimentica

http://diariealtro.it/?p=4586

20 Settembre 2020Permalink

20 luglio 2020 – Scrivo al cardinale Bassetti, presidente della CEI.

Lettera aperta a
Sua Eminenza reverendissima
Cardinale Gualtiero Bassetti
Presidente  Conferenza Episcopale Italiana
Sua sede

Oggetto: “Omofobia,  non  serve una nuova legge” –

Eminenza Reverendissima
Il percorso che Le proporrò per arrivare al documento “Omofobia,  non  serve una nuova legge” – che ho letto  nel sito della Conferenza Episcopale Italiana  in data 10 giugno ( firmato La Presidenza della CEI ) – segue un andamento obliquo per cui Le chiedo, se vorrà leggermi, qualche riga di pazienza.

Non molti giorni fa si è diffusa la notizia di una inchiesta svolta dai poliziotti del Compartimento Polizia Postale per la Toscana coordinati dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, Antonio Sangermano.
La  denuncia era partita  da una  madre che aveva trovato sul telefono cellulare del figlio quindicenne molti film a contenuto pedopornografico non estraneo ad atti sadici perpetrati su bambini anche molto piccoli.

L’inchiesta ha rivelato che gli spettatori,  giovani e giovanissimi, erano molti, vittime  certamente di un  processo corruttivo quando la loro integrità psicologica ed etica è stata probabilmente  scossa, aggredita in un momento di fragilità particolare qual è l’adolescenza.  E a tale considerazione non si sottraggono molte delle fonti di informazione  che si possono consultare.

Ma ci sono altre vittime. Prime fra tutte i piccoli (si legge anche di infanti) che sono state abusati e torturati per raggiungere lo scopo di costruire filmati da diffondere, come è avvenuto.
Al di là di qualche cenno frettoloso di queste vittime nessuno parla o meglio nessuno sembra  farsene carico.
“Hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi per udire e non odono (Ez. 12, 2)”.
L’inchiesta di cui si legge, che porterebbe all’identificazione di chi ha diffuso l’orrore,  può estendersi alla ricerca dell’identità di quei piccoli martirizzati per poterli tutelare?
Le leggi italiane in  materia  assicurano questo tipo di attenzione e particolare protezione?
In Italia dal 2009 esiste una legge che nega ai genitori privi di permesso di soggiorno la registrazione della dichiarazione di nascita che consenta a questi nati in Italia di avere il certificato di nascita e quindi, favorendo l’assoluto anonimato,  costruisce vittime possibili di abusi ma non  identificabili (la burocrazia che rende questo percorso più complicato di quanto io abbia scritto offre anche qualche spiraglio di salvezza ma non voglio approfondire questo aspetto in  una lettera che sarà già troppo lunga).

Pian piano mi avvicino alla ragione per cui Le scrivo.
Nel documento della CEI con cui ho iniziato questa mia comunicazione  si afferma che “Le discriminazioni – comprese quelle basate sull’orientamento sessuale –costituiscono una violazione della dignità umana, che – in quanto tale – deve essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni. Trattamenti pregiudizievoli, minacce, aggressioni, lesioni, atti di bullismo, stalking… sono altrettante forme di attentato alla sacralità della vita umana e vanno perciò contrastate senza mezzi termini”.
Ma, si aggiunge,  “un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, contenute nell’ordinamento giuridico del nostro Paese, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio”.

Come mai questa attenzione alle “discriminazioni, comprese quelle basate sull’orientamento sessuale” accompagnata a una rassicurazione pacificante  sulla capacità di tutela del nostro ordinamento giuridico nel momento in cui sono segnalate aggressioni dovute proprio alle minacce  e peggio contro le libere e consapevoli scelte di orientamento sessuale diverso dall’eterosessualità?
Il vostro documento prende occasione dal dibattito in  Parlamento sulle  proposte di legge “sui i reati di omostransfobia” (che  sommariamente richiama il settore  per cui sarebbe meglio dire reati motivati da omotransfobia nelle sue varie declinazioni)  e aggiungete – e siamo al punto -“preoccupazione” per le proposte di legge attualmente in corso di esame, dato che “ anche per questi ambiti non solo non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l’urgenza di nuove disposizioni”.

Una problematica del genere impegnò il Parlamento quando discusse la legge 205/2003  (cd  legge Mancino)  che,  in riferimento all’art. 3 della Costituzione, , approvò una norma  che si occupava dei “reati punibili … commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità”.

Oggi si pone  la stessa necessità di rendere effettivo l’art. 3  alla voce “sesso”, termine allora ignorato,  oggi chiamato in  causa da ciò che accade.
E’ ben chiaro che la vostra preoccupazione,  in questo caso dichiaratamente  intenzionata ad  invitare il Parlamento al silenzio , si riferisce esclusivamente all’omotransfobia (che è probabilmente quanto volete sia taciuto)  ma siete voi stessi ad aggiungere un termine che mi consente questo scritto.

Infatti scrivete che “ ANCHE per questi ambiti .. non si riscontra alcun vuoto normativo, ma nemmeno lacune che giustifichino l’urgenza di nuove disposizioni”.
Le violenze che si possono configurare come reati motivati da omotransfobia non mancano e la congiunzione che ho evidenziato con le lettere maiuscole  porta alla ragionevole considerazione  che vi siano anche  altri ambiti, a vostro parere di adeguata silente tutela della persona, di cui  si possa affermare  con Dante, «Parlando cose che ‘l tacere è bello»( inferno  IV, 104).

Dante sperimentava la bellezza di quel silenzio nel “limbo” – dove pur parlava («sì com’era ‘l parlar colà dov’era» inferno, IV, 103 ) – ma noi non siamo nel limbo bensì  in una realtà dura, difficile che crea dolore a persone fragili che non  hanno parola ma su cui si possono pronunciare parole che, pur se non d’odio dichiarato, ne  minino la dignità.

Non a caso – e ciò mi turba molto – nelle leggi in dibattito è scomparso il reato di propaganda d’odio, sebbene  le parole possano devastare quanto le ginocchia sul collo di una persona a terra, dove vengono soffocate a vita quando non a prezzo della vita.
Il Parlamento possa parlare senza sentirsi ostacolato (o se il caso confortato) da un vostro richiamo all’opportunità del tacere,  mentre potreste voi stessi essere –o almeno non ostacolare altri che vogliano esserlo – voce dei senza voce!

Eminenza reverendissima,
Le scrivo questa lettera aperta nella Sua veste di  Presidente della CEI.
Se vorrà leggerla  non si preoccupi. La mia firma è quella di una donna vecchia, nata prima dell’a approvazione delle leggi razziali,  che non ha aggregazioni di nessun genere a sostenerla e  quindi non conta nulla se non per l’esigenza di dire perché la responsabilità del contrasto alla violenza è di tutti.

Cordialmente
Augusta De Piero
depieroaugusta@gmail.com

Link per raggiungere il documento della CEI del 10 giugno, citato nel post che precede

Omofobia, non serve una nuova legge

documento che si trova anche inserito alla stessa data in un articolo del quotidiano Avvenire,
https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/omofobia-non-serve-una-nuova-legge

20 Luglio 2020Permalink

20 giugno 2020 – dal 1934 Tout va très bien, Madame la Marquise

Martedì scorso “Il fatto quotidiano” riportava, nell’articolo “La tolleranza zero di Donald Trump” di Giampiero Gramaglia, una notizia che mi lasciava meravigliata.
«In ciascuno degli ultimi quattro anni censiti, oltre mille minori migranti entrati negli Stati Uniti dalla frontiera meridionale da soli, senza i genitori. o separati dalla famiglia all’arrivo, come prevede la prassi instaurati dall’Amministrazione Trump, hanno subito molestie sessuali mentre erano affidati all’autorità pubblica. I dati sono contenuti in un rapporto ufficiale del Dipartimento della Sanità e dei Servizi Umani».

Accidenti, mi sono detta, ma io ne avevo scritto nel mio blog e – essendo fornita di apposite parole chiave- ho ritrovato: ne avevo scritto il 27 dicembre 2018.
Titolo “Un bambino muore solo. Ha fatto paura al Presidente degli Stati Uniti”.
In quel post avevo riportato – con un link a TG2000 che ancora funziona – la registrazione dei pianti dei bambini, strappati ai genitori e ingabbiati, perché i genitori che – con loro – avevano cercato di passare il confine dal Messico erano stati incarcerati e non potevano tenerli con sé.

https://www.youtube.com/watch?v=y05743HMrWM

La strana ricomparsa del problema il 16 giugno 2020 mi aveva incuriosito e ora ne ho scoperto la ragione.
Per saperne di più inserisco il link alla notizia con data dall’ANSA                             . [Fonte 1]

A questo punto continuo a cercare perché c’è qualche cosa che non mi torna.
E il “qualche cosa” si trova oggi in un articolo di Avvenire, quotidiano vicino alla CEI, di cui ricopio brevi passaggi

«New York. Stop della Corte Suprema americana al tentativo di Donald Trump di eliminare il diritto degli immigrati giunti negli Stati Uniti da bambini a rimanere negli Usa. Grazie alla decisione del massimo tribunale statunitense circa 700mila giovani che vivono, hanno studiato e ora lavorano negli Usa potranno rimanere nel “loro” Paese senza paura della deportazione. I nove giudici hanno dato ragione alla corte che nel 2017 aveva impugnato la decisione della Casa Bianca di eliminare le protezioni stabilite dal programma Deferred action for childhood arrivals (Daca), creato nel 2012 da Barack Obama […]
Due giorni fa, i giudici della Corte suprema statunitense hanno stabilito che il divieto di discriminazione nel mondo del lavoro va esteso anche alle persone gay e “transgender”».
Nell’articolo pubblicato oggi a firma Elena Molinari, il riferimento ai transgender non suscita commento alcuno.                         [Fonte 2]

Torno in Italia
Torno in Italia e riprendo l’affermazione contenuta nell’articolo di Avvenire citato sopra, articolo che si può leggere integralmente con il link segnalato come Fonte 2 e che correttamente riferisce di una attenzione specifica negli USA alla rimozione di una discriminazione sul lavoro di “gay e transgender”. Voglio capire se e quale peso potrebbe avere un analogo atteggiamento costruttivo in Italia , nel riferimento a una riforma legislativa il cui obiettivo è quello «di estendere le sanzioni già individuate per i reati qualificati dalla discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi anche alle fattispecie connesse all’omofobia e alla transfobia».
Con questa iniziativa la Camera «intende dunque colpire non soltanto i casi di omofobia e di transfobia ma le condotte di apologia, di istigazione e di associazione finalizzata alla discriminazione, comprese quelle motivate dall’identità sessuale della vittima. Si tratta di un intervento reso quanto mai necessario e urgente dalle dimensioni impressionanti che hanno assunto nel nostro Paese i casi di discriminazione di violenza nei confronti delle donne e delle persone LGBTI».                                                               [Fonte 3]

Con passo felpato.
A questo punto interviene la CEI con un comunicato dal linguaggio nuovo, “tollerante”, ben diverso da quello con cui il cardinale Ruini, presidente della CEI, nel 2005 aveva fatto fallire il referendum sulla legge 40, e afferma che «trattamenti pregiudizievoli, minacce, aggressioni, lesioni, atti di bullismo, stalking … sono altrettante forme di attentato alla sacralità della vita umana e vanno perciò contrastate senza mezzi termini». E continua: «un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, contenute nell’ordinamento giuridico del nostro Paese, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio».
In sostanza nulla si deve fare sul piano istituzionale perché tutto va bene com’è.                     [Fonte 4]

A questa posizione hanno proposto dignitose, consapevoli e responsabili obiezioni i genitori di un figlio omosessuale . L’agenzia Adista ha pubblicato il testo della loro lettera                                      [Fonte 5]

Tutto va bene com’è?!   
Certamente l’assit che la CEI lancia alle forze dell’intolleranza presenti in parlamento non è cosa da poco e può essere di ostacolo a una iniziativa di riforma, data l’autorevolezza dei Vescovi nei confronti dell’opinione pubblica, ma a me quel “tutto va bene” preoccupa anche per un altro motivo.

Nel 2009 la legge 94, imponendo la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione delle dichiarazioni di nascita in Italia di un figlio di migranti irregolari, aveva – e ha, dato che la legge non è stata modificata – creato le condizioni per dissuadere i genitori dal compiere l’atto dovuto. Il 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia raccomanda «al Parlamento di legiferare in modo da garantire il diritto alla registrazione per tutti i minorenni nati in Italia, indipendentemente dalla situazione amministrativa dei genitori».
Le maggioranze politiche che hanno sostenuto i governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e 2 se ne sono disinteressate e se ne disinteressano tuttora, confortate dal silenzio delle più importanti associazioni che dicono di voler tutelare i diritti umani.
E, naturalmente dalla silente autorità vescovile che per queste piccole vittime non ha neppure bisogno di dire ai parlamentari di non fare nulla perché nulla hanno fatto e stanno facendo.

Stiamo catalogando i “resti” dell’umanità da scartare senza fatica … da una pacca sulla spalla alla pigrizia parlamentare al silenzio che consente la continuità di un arbitrio.

[Fonte 1]
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2020/06/18/la-corte-suprema-usa-blocca-trump-sui-dreamer_69709907-0822-4d32-93cd-d337c74dcfdb.html

[Fonte 2]
https://www.avvenire.it/mondo/pagine/nuovo-schiaffo-della-corte-suprema-trump-non-potr-deportare-i-dreamers

[Fonte 3]                Atto Camera 107
https://www.camera.it/leg18/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=18&codice=leg.18.pdl.camera.107.18PDL0005470&back_to=https://www.camera.it/leg18/126?tab=2-e-leg=18-e-idDocumento=107-e-sede=-e-tipo=#RL
Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654, e al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, per il contrasto dell’omofobia e della transfobia nonché delle altre discriminazioni riferite all’identità sessuale

[Fonte 4]             https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/omofobia-non-serve-una-nuova-legge
Nel contesto dell’articolo, raggiungibile con il link segnalato , si può leggere l’intero comunicato della Presidenza CEI.
Dalla autopresentazione di Avvenire
4 dicembre 1968. La data di nascita di Avvenire è legata a una persona, una scelta e un evento. Fu Paolo VI a volere un nuovo quotidiano dei cattolici italiani, si prefiggeva di tradurre lo spirito del Concilio Vaticano II in uno strumento popolare d’informazione e di giudizio sulla realtà del mondo contemporaneo.

[Fonte 5]          https://www.adista.it/articolo/63700

20 Giugno 2020Permalink

13 giugno 2020 – Quando i Vescovi non dicono il vero

Provo a scrivere le mie sempre più sconsolate considerazioni in merito all’intreccio pericoloso e per me inaccettabile sulle motivazioni con cui i Vescovi italiani si oppongono alla proposta di legge “ … contrasto dell’omofobia e della transfobia nonché delle altre discriminazioni riferite all’identità sessuale” (C 107) .
I vescovi non attaccano frontalmente la proposta, la aggirano affermando – e ciò è falso – che “non si riscontra alcun vuoto normativo o lacune – che giustifichino l’urgenza di nuove disposizioni”.
Il metodo è quello applicato dal card Ruini nel 2005 contro il referendum abrogativo di alcuni aspetti della legge 40/2004 “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”.
Il cardinale, allora presidente della CEI, si fece portavoce dell’istanza ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana invitando i cattolici a non presentarsi alle urne con lo scopo di non raggiungere il quorum del 50%. Arrivò al suo scopo umiliando uno strumento democratico previsto dalla Costituzione, il referendum appunto.
Oggi il metodo contro la proposta di legge C 107 è meno aggressivo e la motivazione del dissenso non sembra entrare nel merito ma fa perno sull’inutilità dell’intervento perché nell’ordinamento giuridico dell’Italia “esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio”.
E ciò non è vero: la discriminazione di alcune tipologie di persone deboli le sottopone a privazione di diritti fondamentali altrimenti universali.

Ci sono violenze che non hanno bisogno di ginocchia sul collo di una persona per soffocarla.

Indico due discriminazioni a me note presenti in legge:

1. La legge 94/2009 obbliga alla presentazione del permesso di soggiorno i genitori di nati in Italia, al momento di registrarne la nascita.
E’ evidente che la ratio fondamentale di questa norma (assolutamente nuova nell’ordinamento della Repubblica Italiana) è quello di creare, in chi non abbia il permesso di soggiorno, disagio e quindi paura a presentarsi allo sportello del comune per dichiarare la nascita di un figlio in Italia, una paura tale da poter mancare a questo atto dovuto.
Il 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia non a caso raccomanda «al Parlamento di legiferare in modo da garantire il diritto alla registrazione per tutti i minorenni nati in Italia, indipendentemente dalla situazione amministrativa dei genitori».

E’ chiaro che a tanto non rimedierebbe l’approvazione della proposta di legge nota come atto C 107. Oggi l’argomentazione negazionista della necessità di maggior attenzione ai diritti della persona, come affermati anche nell’art. 3 della Costituzione , offre ai Vescovi l’opportunità di farne un uso spregiudicato per vanificare la norma che contrasta l’omofobia e la transfobia.
Oggettivamente alleati di quella destra che tanto vuole, possono offrire un gradito salvagente anche a tentennati forze di sinistra e lo fanno, per ora, sulla pelle dei neonati, soggetti indifendibili perché indifesi.

.2. L’esclusione dalla norma Legge 20 maggio 2016, n. 76. “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” della step child adoption, condannando quindi il figlio di coppie omossessuali, registrato come tale solo da uno dei membri della coppia, a trovarsi privo di ogni tutela qualora il genitore riconosciuto venisse, per una qualsiasi ragione, a mancare. [Fonte 4]

E non voglio dimenticare l’indifferenza consapevole in merito alla proposta della senatrice Segre di istituire : “una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza” .
Una proposta di grande interesse che offrirebbe un interessante contributo alla comprensione del rapporto fra parole d’odio e disprezzo e la traduzione delle stesse in indicazioni operative.    [Fonte 5]

DOCUMENTAZIONE

10 giugno 2020 Omofobia. I vescovi: no a una nuova legge, ma più impegno educativo

La presidenza della Conferenza episcopale italiana esprime, in una nota, la sua opinione sulla questione omofobia. Di fronte a nuove proposte legislative, sostiene che non sia necessaria una nuova legge, piuttosto occorra applicare le norme già vigenti e promuovere l’educazione al riconoscimento della dignità di ogni persona

Isabella Piro – Città del Vaticano

Nell’ordinamento giuridico dell’Italia “esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio” e quindi “non serve una nuova legge” sull’omofobia. È quanto scrive, in una nota, la presidenza della Cei, la Conferenza episcopale italiana, guardando “con preoccupazione alle proposte di legge attualmente in corso di esame presso la Commissione Giustizia della Camera dei deputati contro i reati di omotransfobia”. Anche per questi ambiti, infatti, “non si riscontra alcun vuoto normativo o lacune – si legge nel testo – che giustifichino l’urgenza di nuove disposizioni”. Introdurre, quindi, “ulteriori norme incriminatrici” rischierebbe di aprire a “derive liberticide”, sottolinea la presidenza della Cei, e di “colpire l’espressione di una legittima opinione” più che “sanzionare la discriminazione”.                      [Fonte 1]

ROMA_ No a ogni discriminazione, ma no anche a una nuova legge contro l’omofobia che finirebbe solo per colpire «l’espressione di una legittima opinione» – come quella che i bambini hanno bisogno di una mamma e un papà – e rischierebbe di scadere in «derive liberticide». I vescovi italiani guardano «con preoccupazione» alle proposte di legge contro i reati di omotransfobia attualmente al vaglio della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Si tratta, ricorda il quotidiano della Cei Avvenire, di cinque ddl (Boldrini, Zan, Scalfarotto, Perantoni, Bartolozzi) che puntano a modificare agli articoli 604-bis e 604-ter del Codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere. I testi dovrebbero essere votati a luglio.                                                                                                                                       [Fonte 2]

Proposta di legge: BOLDRINI e SPERANZA: “Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654, e al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, per il contrasto dell’omofobia e della transfobia nonché delle altre discriminazioni riferite all’identità sessuale” (107)  [Fonte 3]

Copio dalla elazione della p.d.l. che sarà dibattuta dal prossimo mese di luglio insieme ad altre proposte dello stato oggetto
“ Obiettivo della proposta di legge è quello di sanzionare, modificando la legge Mancino-Reale, le condotte di istigazione e di violenza finalizzate alla discriminazione in base all’identità sessuale della persona, definita come l’insieme, l’interazione o ciascuna delle seguenti componenti:
a) il sesso biologico della persona;
b) la sua identità di genere (la percezione che una persona ha di sé come uomo o donna, anche se non corrispondente al proprio sesso biologico);
c) il suo ruolo di genere (qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse all’essere uomo o donna);
d) l’orientamento sessuale (l’attrazione emotiva o sessuale nei confronti di persone dello stesso sesso, di sesso opposto o di entrambi i sessi)”.

[Fonte 1]
Nota di aug.
Isabella Piro_ prof. ordinario diritto romano e diritti dell’antichità
I grassetti nell’articolo che ho copiato sono miei
https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2020-06/omofobia-nota-cei-vescovi-italia-legislazione-educazione.html

[Fonte 2]
https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2020/06/10/news/omofobia-i-vescovi-italiani-non-serve-una-nuova-legge-rischio-derive-liberticide-1.38951140

[Fonte 3]
https://www.camera.it/leg18/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=18&codice=leg.18.pdl.camera.107.18PDL0005470&back_to=https://www.camera.it/leg18/126?tab=2-e-leg=18-e-idDocumento=107-e-sede=-e-tipo=

[Fonte 4]
Ne ho scritto (ovviamente documentando) in diariealtro del 5 gennaio 2018
“La crudeltà stupida che appaga e paga”. http://diariealtro.it/?p=5485

[Fonte 5]
28 ottobre 2018 La prima proposta di legge della senatrice Segre
http://diariealtro.it/?p=6180

13 Giugno 2020Permalink

15 aprile 2020 – Schiavi della pubblica opinione producono schiavi.

Chi guardasse il calendario del mio blog ad ogni 16 aprile potrà leggere
1995 Pakistan: assassinio del sindacalista Iqbal Masih. Aveva 12 anni
Da allora il 16 aprile è Giornata Mondiale contro la schiavitù infantile –
Istituita in memoria di Iqbal, un bambino pakistano che a soli cinque anni viene consegnato ad un fabbricante di tappeti. Una fabbrica in cui i lavoratori sono tutti bambini che in regime di totale sfruttamento vengono costantemente percossi per ogni minimo errore di lavorazione o per ogni cenno di rimostranza. Iqbal riesce a scappare e, da un incontro con un’attivista per i diritti minorili, comincia la sua battaglia anti-sfruttamento e inizia a lottare contro la schiavitù infantile. La sua piccola voce, le sue denunce, fanno il giro del mondo raggiungendo una tale forza da costringere la fabbrica dove lavorava, e molte altre, a chiudere. Tuttavia è proprio in questo frangente che il bambino pakistano diviene un bersaglio e sarà a causa della sua denuncia che sarà ucciso il 16 aprile 1995.

Con mia meraviglia i giornali oggi ne parlano, ne parla la giornalista di Prima Pagina.
Nel mio blog, oltre alla data, c’era una nota promemoria con cui l’avevo associato ad altri bambini con storie d’attualità
Si può leggere il 28 settembre 2019 con il link http://diariealtro.it/?p=6897
Lascio perdere diariealtro e cerco di capire che succede

Ieri La Stampa aveva un breve articolo di Andrea Riccardi, ex ministro e fondatore della comunità di Sant’Egidio che evidenzia come regolarizzare gli immigrati sarebbe vantaggioso e giusto.
L’articolo non è leggibile ai non abbonati e non trovo più il quotidiano sparito fra quelli che cerco disperatamente di leggere con esiti deprimenti per l’insufficienza del tempo-

Mi soccorre un articolo on line
Coronavirus, Riccardi: ‘Regolarizzare immigrati irregolari, potenziali focolai di infetti’
L’articolo è firmato da Pasquale De Marte e accanto trovo anche l’indicazione per un video di Chiara Esposito [fonte 2]

La guerra contro la diffusione del Coronavirus va combattuta su più fronti.
Uno di questi potrebbe essere quello delle persone che rischiano di sfuggire al controllo in quanto irregolari. E’ il caso dei migranti, molto spesso lavoratori stagionali ai limiti della schiavitù, che possono diventare un preoccupante veicolo di contagio. A lanciare l’allarme e a proporre misure di regolarizzazione straordinarie è l’ex ministro per l’Integrazione del governo Monti, Andrea Riccardi. Il fondatore della comunità di Sant’Egidio, in un’intervista rilasciata a La Stampa, ha spiegato tutte le problematiche connesse al mondo del lavoro e a chi è sul territorio italiano in maniera borderline o comunque irregolare.
Un esercito di invisibili in Italia
Non è un segreto che in Italia ci siano molte persone che lavorano senza un permesso di soggiorno. Come spiega lo stesso Riccardi, si tratta di persone provenienti dall’Est Europa che lavorano come colf, badanti e baby sitter. A loro si aggiungono indiani, africani o persone del Bangladesh che prestano il loro servizio e fanno la fame. “Non hanno – evidenzia l’ex ministro- diritti e fanno la fame”. A rendere più complicata la loro situazione, secondo Riccardi, ci sarebbe stata ,la loro esclusione dagli ammortizzatori sociali straordinari del periodo.
“E’ stato – fa sapere – un errore gravissimo lasciarli senza tutele”.
Tuttavia, secondo Andrea Riccardi, sotto il profilo strettamente lavorativo il problema va affrontato sotto due aspetti. Il primo è strettamente legato alla manodopera. “Secondo Confagricoltura – evidenzia – occorrono 200.000 lavoratori, sono a rischio la produzione e gli allevamenti”.
Per Riccardi, migranti decisivi nella ripresa
La richiesta di manodopera e l’emergenza sanitaria fa nascere, secondo l’ex ministro, la necessità di offrire maggiori garanzie per chi potrebbe lavorare nelle campagne e assistere gli anziani. Tenerli ai margini potrebbe diventare un rischio destinato a diventare sensibile sotto ogni punto di vista. “In Italia – ha detto – ci sono 600.000 migranti irregolari che vivono ai margini e possono alimentare focolai di infezione.
Occorre regolarizzarli prevedendo permessi di soggiorno temporanei per garantire la tutela sociale. Nella fase 2 ci sarà ancora più bisogno di loro”.
Riccardi ha fatto sapere che non vuole sentir parlare di sanatoria, ma necessità di regolarizzare gli immigrati che potrebbero giocare un ruolo decisivo nella ripresa del Paese.
Dopo il Ministro Teresa Bellanova che aveva palesato la necessità di manodopera straniera nei campi, un’altra voce arriva sulla stessa lunghezza d’onda.

Concludo ragionando sul nuovo modello di inclusione, tramite regolarizzazione

Invisibili utili che di conseguenza devono diventare visibili; adulti impegnati nel salvare i prodotti dell’agricoltura nel nostro territorio e badanti che devono salvare famiglie abbandonate con soggetti bisognosi di assistenza
Invisibili inutili e perciò abbandonati dalle istituzioni, dalle norme di legge, alle associazioni culturali, assistenziali, dalle chiese cristiane finalmente ecumeniche nell’accettazione che, a seguito della legge 94/2009, ci siano nati nel nostro territorio cui, accuratamente classificati per condizioni burocratiche, viene negato anche il nome .
Il metodo non è quello usato in Pakistan per il povero Iqbal ma è più morbido e possibilmente altrettanto efficace .

Schiavi della pubblica opinione producono schiavi.
Meritano segnalazione i pochi che si sono rifiutati di partecipare alla distruzione di nati in Italia, distruzione gradita all’indifferenza dei più.

Di seguito accanto ad ogni passaggio indico la data più recente in cui ne ho scritto nel blog diariealtro dove si possono trovare i link per risalire alle fonti.
Ha espresso il sui dissenso la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (e va segnalata in proposito l’attività del GrIS FVG) anche in sede congressuale nel 2014,
La ministra Lamorgese ha dato dignità alla circolare che affida ai comuni l’aggiramento eticamente e politicamente sostenibile dei comuni che la applicano. (7 settembre 2019)
Il consigliere Furio Honsell ha richiamato il ruolo dei comuni con una mozione approvata dal consiglio regionale del FVG (3 ottobre 2919) l.
Ha dato notizia della necessità di cambiare la legge il gruppo Convention on the Rights of the Child
anche con la pubblicazione del 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. (14 marzo 2020)
Ha consentito alla mia ipotesi il giurista Pietro Ichino
(direttamente al suo sito: https://www.pietroichino.it/?p=54020 )

FONTI
[fonte 1]
https://www.lastampa.it/topnews/primo-piano/2020/04/14/news/coronavirus-andrea-riccardi-regolarizziamo-tutti-gli-immigrati-cosi-possiamo-evitare-il-contagio-1.38715498
[fonte 2]
https://it.blastingnews.com/politica/2020/04/coronavirus-riccardi-regolarizzare-immigrati-irregolari-potenziali-focolai-di-infetti-003115143.html

15 Aprile 2020Permalink

7 febbraio 2020 – NASCITE INVISIBILI per legge

Nascite Invisibili,  resistenti nonostante l’UNICEF
(Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia)

Il rapporto “Birth Registration for Every Child by 2030: Are we on track?”
(Registrare alla nascita ogni bambino entro il 2030: siamo sulla strada giusta?)
analizza i dati di 174 Stati e mostra che a livello globale, negli ultimi dieci anni,
la percentuale di bambini sotto i 5 anni regolarmente registrati all’anagrafe nazionale
è aumentata di circa del 20% passando dal 63% al 75%.

«Abbiamo fatto molti progressi, ma ancora troppi bambini non vengono registrati»
ha dichiarato Henrietta Fore, Direttore esecutivo dell’UNICEF.

«Un bambino non registrato alla nascita è invisibile:
non esiste per il governo o per la legge.
Senza prove che ne attestino l’identità, i bambini restano
spesso esclusi dall’accesso all’istruzione, alle cure mediche
o da altri servizi di prima necessità,
e sono più vulnerabili allo sfruttamento e agli abusi.»

Nel mese di settembre 2015 i governi dei 193 Paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto

«l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,
un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità».

Questo programma si struttura per obiettivi.
L’obiettivo 16 propone di
«Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile ,
garantire a tutti l’accesso alla giustizia, e creare istituzioni efficaci,
responsabili ed inclusive a tutti i livelli».

E, più specificatamente , il punto 9 recita
«Entro il 2030, fornire identità giuridica per tutti ,
inclusa la registrazione delle nascite».

Tutto chiaro? E in Italia siamo tranquilli ?   Purtroppo no

Italia controcorrente

Per rendersene conto è bene leggere la nota agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
che rimanda alle Raccomandazioni avanzate all’Italia dal Comitato ONU
sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza a febbraio 2019 e anche qui
proviamo a scegliere un punto specifico di particolare interesse
perché la legislazione italiana si oppone all’obiettivo 16.9 delle NU,
seguendo un percorso inverso almeno per una determinata categoria di persone
.
Leggiamo infatti nel 10mo Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio
della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (nota al cap.3.1):

«Si evidenzia come i nati in Italia da genitori senza permesso di soggiorno
potrebbero essere a rischio di mancata registrazione (cosiddette nascite invisibili)
a causa della legge 94/2009, che ha introdotto il reato di ingresso e soggiorno irregolare
e successivo obbligo di denuncia per i pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio.
Nonostante la circolare esplicativa n.19/2009 del Ministero dell’Interno,
nonché la successiva legge 67/2014 che ha di fatto depenalizzato
il reato di ingresso e soggiorno irregolare autorizzando il Governo
a convertire la fattispecie in una sanzione amministrativa,
la Legge 94/2009 continua ad essere in vigore e potrebbe indurre in errore genitori
in posizione irregolare, portandoli a non provvedere alla registrazione alla nascita
dei figli per paura di essere identificati».

Un nodo gordiano.
A questo punto è chiaro che se un genitore non denuncia un figlio nato in Italia manca
al suo dovere ed è suscettibile di sanzione se lo denuncia rischia una sanzione
e in ogni caso la piccola spia, ignara ma efficace, vede violato il suo diritto fondamentale
che il Codice Civile, all’art. 1, così chiarisce
“la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita”.
E’ ben vero che di recente una circolare del Ministero dell’Interno ha affermato che
«per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita …
non devono essere esibiti documenti di soggiorno, trattandosi di dichiarazioni rese,
anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza della situazione di fatto»
.

E fermo restando che è necessario dare una informazione corretta, con attenzione particolare
ai soggetti minacciati, la direttiva precisa che
«alla corretta applicazione della direttiva appena enunciata
esercitano i loro poteri di vigilanza i Prefetti,
dal momento che gli ufficiali di stato civile sono tenuti ad uniformarsi alle istruzioni
che vengono formulate a livello centrale dal ministero dell’Interno».

Svelando odio e indifferenza. Ripensare con la senatrice Segre
Solo una politica mirata a costruire il disprezzo per ‘l’altro’ , se non l’odio,
può aver garantito il permanere di una norma mostruosa
come quella che inutilmente da dieci anni minaccia.
E non minaccia solo chi è nato da genitori che la legge italiana
vuole siano “sbagliati” ma ci minaccia tutti perché apre una crepa
che diventerà voragine nella trasformazione dei diritti umani in privilegi per categorie esclusive
..
Dice la ministra Lamorgese associandosi a parole della senatrice Segre che l’odio
«è un’emergenza culturale e civile. Nell’odio in cui siamo immersi c’è spesso assenza totale di pensiero. Inconsapevolezza di quali ferite si aprano nel ridare corpo a certi fantasmi.
Io a questo fallimento non voglio rassegnarmi e penso non sia giusto rassegnarsi».
Non è giusto ma molti ci riescono.

7 Febbraio 2020Permalink

5 novembre 2019 La senatrice Segre parla ai medici

Liliana Segre, l’appello ai giovani medici: «Rispettate il giuramento, siate uomini e donne di buona volontà» – Il video
4 Novembre 2019 – 14:54 di Cristin Cappelletti

All’università Statale di Milano la senatrice a vita ha ricordato i medici ebrei italiani deportati durante la seconda guerra mondiale
Davanti a laureandi e studenti in medicina dell’università Statale di Milano la senatrice a vita ha lanciato un appello, un monito ai giovani medici: «In qualunque professione così come nella vita bisogna fare una scelta, ma chi è medico una scelta l’ha già fatta e non potrà e non dovrà mai scegliere così come hanno fatto i medici nazisti: dovrà curare l’altro, dovrà essere uomo o donna di buona volontà».
Nell’aula magna Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, ha ricordato gli ultimi momenti del nonno malato di Parkinson, ucciso poi in un campo di concentramento perché considerato «un pericolo per il Terzo Reich».
«Venivano sempre dei medici in casa nostra. Molti vennero a salutare, molti vennero a dire: “noi andiamo via, non possiamo più esercitare qui”. Un capitale umano che fu perduto in quegli anni, pensiamo ai fisici, biologi, medici, persone che come Rita Levi Montalcini presero il premio Nobel ma che fecero le loro scoperte fuori dall’Italia», ricorda la senatrice a vita.
Un incontro, quello organizzato alla Statale, per ricordare cosa successe ai medici ebrei italiani durante la seconda guerra mondiale. «Al loro arrivo nei campi, tutti i medici vennero chiamati da parte e furono mandati per mesi – finché durarono – in quell’immondo ospedale chiamato “Revier” in cui molti entravano, perché le malattie erano tantissime, ma pochi uscivano. Quei medici erano crudelmente destinati anche a non curare più quelli che sarebbero andati nelle camere a gas, privilegiando quelli che se la sarebbero cavata con le poche medicine disponibili».
«A volte sembra di aver perduto, con la scelta di odiare invece che di amare, quei principi che devono invece condurre l’uomo e la donna nel proprio destino senza mai perdere di vista la scelta», ha concluso la senatrice, che al termine del suo intervento è stata a lungo applaudita dai partecipanti.

https://www.open.online/2019/11/04/liliana-segre-lappello-ai-giovani-medici-rispettate-il-giuramento-siate-uomini-e-donne-di-buona-volonta-il-video/

L’intervento che ho riportato sopra mi coinvolge particolarmente perché mi richiama un precedente di cui trascrivo la memoria dal mio blog.
Nel predisporre quella che sarebbe stata la legge la legge 94/2009 qualcuno aveva pensato alla figura del medico spia. Era il predecessore del ministro degli interni del governo da poco trascorso.

Era in discussione quello che l’anno successivo sarebbe diventato il “pacchetto sicurezza” (legge 94/2009). Fra le norme impronunciabili che conteneva e contiene c’era anche l’obbligo per i medici e gli operatori sanitari di denunciare chi si presentasse per cure (o vi capitasse dopo un incidente) a un qualsiasi servizio sanitario pubblico senza permesso di soggiorno. Il dr. Luigi Conte, allora Presidente dell’Ordine in Provincia di Udine, reagì col comunicato che riporto di seguito (come reagì l’ordine dei medici a livello nazionale) e la norma infame non arrivò nemmeno al dibattito parlamentare quando sarebbe stata blindata come la condanna dei figli dei sans papier a non esistere.
Fra tanta persistente barbarie fa piacere ricordare un gesto di civiltà

COMUNICATO STAMPA DELL’ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI UDINE
PREOCCUPAZIONE SU PROPOSTA EMENDAMENTO DEL C.D. “PACCHETTO SICUREZZA”
“Il Medico non è un delatore e risponde all’obbligo deontologico di garantire assistenza a tutti “senza distinzioni di età, di sesso, di etnia, di religione, di nazionalità, di condizione sociale, di ideologia, in tempo di pace e in tempo di guerra, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera”.

Come da parecchi anni segnalo, senza che qualche sporadico segnale di interesse abbia mai prodotto una riforma legislativa, nella legge 94/2009 è rimasta intatta la condanna dei figli dei migranti irregolari a non avere il certificato di nascita che può essere loro concesso (la parola giusta sarebbe garantito ma in clima salviniano, benedetto dalle recenti parole del card. Ruini e dai silenzi sul punto dai tanto autorevoli vescovi italiani, mi attengo allo squallore del ‘concesso’) diventando per legge spie dei loro genitori burocraticamente irregolari (legge 94/2009 art. 1 comma 22 lettera g).
Quella condanna – resa tanto forte da farsi opinione comune – ha assicurato il mantenimento della norma infame durante il tempo dei governi ( si parte dal 4 Berlusconi quando fu votata con voto di fiducia) Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e Conte 2 e delle variegate maggioranze che li hanno sostenuti e li sostengono.
Dopo anni di tentativi frustrati di suscitare interesse ne ho scritto a Pietro Ichino, un giurista già parlamentare di cui ricevo una newsletter interessante e, sorprendentemente , ho ricevuto risposta.
Per leggere la mia lettera e altro connesso trascrivo in calce il link ma qui copio la risposta pur questa dal mio interlocutore pubblicata.
Cara Augusta, la mia opinione su questo argomento è in tutto e per tutto coincidente con la sua. La ringrazio di questa occasione che mi dà per esprimerla pubblicamente, e anche dei riferimenti normativi, che metto qui a disposizione dei parlamentari che vorranno attivarsi per correggere il vero e proprio… mostro giuridico che la indigna. (p.i.)
https://www.pietroichino.it/?p=54020

5 Novembre 2019Permalink

7 settembre 2019 – Non conto nulla ma voglio che il mio blog ringrazi la ministra Lamorgese

Una circolare da strumento ‘fragile’ a elemento di forza a sostegno di soggetti fragili

Lo scorso mese di giugno il consigliere regionale Furio Honsell presentò al consiglio regionale una mozione che, se approvata, avrebbe impegnato la Giunta regionale
“ad attivare azioni per una più ampia promozione della circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”                         [fonte 1]

In questo passaggio c’è un riferimento alla ‘circolare 19’ che così descritto – fra le tante, rigorose citazioni di norme nell’ampia premessa della mozione n.92–
Segnalato che… la legge 15 luglio 2009, n. 94 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” all’art. 1, comma 22, lettera g), modifica l’art. 6, comma 2, del Testo Unico sull’immigrazione del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, cancellando il riferimento all’eccezione che escludeva dalla presentazione del permesso di soggiorno la richiesta di atti di stato civile, ivi compresa evidentemente la domanda di registrazione di nascita”.
Il primo ottobre, nella seduta n.97, la proposta Honsell veniva affidata al dibattito del consiglio regionale che, avendola esaminata, l’approvava “all’unanimità .. con modifiche orali proposte dal Presidente della Regione Fedriga”
Le ‘modifiche orali’ nulla eccepivano del rigoroso elenco di norme in vigore.

La modifica conclusiva così recita (e, mi ripeto, accolta all’unanimità)
“il Consiglio Regionale … impegna la Giunta Regionale … a dare evidenza alla circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”.
Da parte mia annoto che quel ‘dare evidenza’ è certamente più debole dell’ “attivare azioni” del testo originale ma poiché dipende dalle modifiche orali proposte dal Presidente Fedriga lo interpreto come impegno assunto dal Presidente della Regione, tale che sarebbe fellonia tradirlo.                                                C19_Honsell-consiglio- 2 colonne-tabella

A chi ‘dare evidenza’?
Ce lo dice un passaggio della accolta Mozione 92 : “RICORDATO che già nel 2009 fu emanata la circolare interpretativa n. 19 del Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali che ha la funzione di tutelare il diritto del neonato in Italia ad avere un’esistenza legalmente riconosciuta …” il Consiglio regionale impegna la Giunta a dare evidenza, nel quadro sopra citato, alla responsabilità dei Sindaci cui è ben noto che il Codice Civile, all’art. 1, chiarisce che “la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita”, sindaci cui spetta l’onore di assicurare – con la correttezza del funzionamento dello sportello degli Uffici Anagrafe l’esistenza legale di tutti coloro che nascono in Italia.                                                                                                                                   [fonte 2]  [fonte 3]

Di passaggio – per evitare la paura dei tanti pavidi e dei troppi vigliacchi che abitano la nostra terra – trascrivo ancora un passaggio delle ipercitata Mozione 92: “RILEVATO che ottemperando al diritto del bambino ad avere il certificato di nascita gli sarà assicurata la cittadinanza dei genitori in conformità alla norma in vigore, Legge 5 febbraio 1992 n. 91”.
Sottolineo che l’impegno ben condivisibile, che presto si manifesterà per promuovere le modifiche alla LEGGE 5 febbraio 1992, n. 91 “Nuove norme sulla cittadinanza”, è cosa altra dall’impegno della corretta registrazione di chi nasce in Italia, registrazione che non implica assolutamente la concessione automatica della cittadinanza italiana.
Una domanda però me la consento: «Se una persona non esiste come si fa ad attribuirgli una qualsivoglia cittadinanza?»

La storia dei neonati fantasma non finisce in Regione ma si allarga
Mentre il Consiglio Regionale discuteva della mozione 92, l’on. Federico Fornaro presentava una interrogazione a risposta immediata in commissione affari Costituzionali, con cui “si chiede al Ministro dell’Interno , per quanto di sua competenza, se intenda intervenire , con le azioni necessarie, affinché venga garantita ai figli degli stranieri la registrazione della dichiarazione di nascita nel rispetto della Costituzione e della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, eliminando la presentazione del permesso di soggiorno, dei genitori, evitando in questo modo che i bambini possano non venir iscritti all’anagrafe”.
Incredibilmente immediata era la risposta trasmessa dagli Uffici della Ministra Lamorgese C19_testi Ministra Lamorgese
che riprendono il testo della circolare 19 per chiarire che:
Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita- dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto”.
E ancora “per la corretta applicazione della direttiva appena enunciata, esercitano il loro potere i Prefetti dal momento che gli ufficiali di Stato civile sono tenuti a uniformarsi alle istruzioni che vengono formulate a livello centrale dal ministero dell’interno”.
E non mancano di indicare i Prefetti come referenti di eventuali segnalazioni di “difformità applicative”.
Ancora una precisazione: ho apprezzato molto la trascrizione della risposta data a una interrogazione dell’allora on. Leoluca Orlando il 31 gennaio 2011 (ma che bravo chi si è adoperato nella ricerca storica!) che si poneva precocemente nella linea oggi precisata e garantita dalla autorità del Ministro in carica, Luciana Lamorgese, solo per segnalare che i termini figlio legittimo o naturale (e simili aggettivazioni riconosciute allora) oggi non sono più in vigore. Di bambini parliamo, non di figli di …, cui la legge riconosce – con la ratifica della Convenzione di New York sopra citata il superiore interesse in ogni atto che , in quanto minori, li coinvolga.
E finalmente, a questo punto registro l’art. 7 comma della legge 176/1991, correttamente trascritto nelle premesse alla Mozione 92: “Gli Stati parti vigilano affinché questi diritti siano attuati in conformità con la loro legislazione nazionale e con gli obblighi che sono imposti loro dagli strumenti internazionali applicabili in materia, in particolare nei casi in cui se ciò non fosse fatto, il fanciullo verrebbe a trovarsi apolide”.

Un appello (tutto mio che invio nella speranza che qualche persona lo raccolga con l’autorevolezza che io non ho)

APPELLO               (N.B.: la tartarughina aquileiense sono io)

Ora il Presidente della regione e gli assessori di competenza si impegnino correttamente e con trasparenza a ciò che loro stessi hanno deciso – con il consenso unanime del Consiglio –
dare evidenza alla circolare interpretativa 19/2009 del Ministero dell’Interno al fine di assicurare un’integrale esistenza giuridica di ogni soggetto nato nel territorio”.
e con altrettanta trasparenza lo facciano i Sindaci, primo argine contro una paura che paralizza e devasta coloro cui è impedito di dirsi padri e madri del loro bambino appena nato.

NOTE:

[fonte 1]
https://dait.interno.gov.it/servizi-demografici/circolari/circolare-n19-del-7-agosto-2009

[fonte 2]
http://www.comune.ra.it/Aree-Tematiche/Anagrafe-e-immigrazione/Anagrafe/Un-po-di-storia/Storia-delle-anagrafi
Mi permetto di suggerire la lettura del testo che si raggiunge con il link trascritto sopra.
Ne trascrivo un passaggio
Storia delle anagrafi.
L’Anagrafe (dal greco anagraphé = registrazione, iscrizione) della Popolazione Residente ha la funzione di registrare nominativamente, secondo determinati caratteri naturali e sociali, gli abitanti residenti in un Comune, sia come singoli sia come componenti di una famiglia o componenti di una convivenza, nonché le successive variazioni che si verificano nella popolazione stessa.

[fonte 3]
Ufficiale dello stato civile è il sindaco in qualità di ufficiale del Governo o chi lo sostituisce (vicesindaco, assessore anziano, commissario prefettizio).

D.P.R. 396/2000TITOLO II Delle funzioni degli ufficiali dello stato civile
Il sindaco, il titolare della funzione di ufficiale dello stato civile, di norma la delega a consiglieri comunali o al segretario comunale. Il conferimento della delega, in ogni caso, non priva il sindaco della titolarità delle funzioni.
Anche altri soggetti possono esercitare la funzione di uff. dello stato civile, ad esempio: autorità diplomatiche e consolari italiane all’estero; comandanti delle navi.
I compiti dell’ufficiale di stato civile sono disciplinati dall’art. 5 del D.P.R. 396/2000.

5. Compiti degli ufficiali dello stato civile.
1. L’ufficiale dello stato civile, nel dare attuazione ai princìpi generali sul servizio dello stato civile di cui agli articoli da 449 a 453 del codice civile e nel rispetto della legge 31 dicembre 1996, n. 675, espleta i seguenti compiti: a) omissis; b) omissis c) rilascia, nei casi previsti, gli estratti e i certificati che concernono lo stato civile, nonché le copie conformi dei documenti depositati presso l’ufficio dello stato civile

7 Ottobre 2019Permalink