25 settembre 2019 – Percorrere la strada del peggio non è obbligatorio

20 Settembre 2019 –    L’ostensione del bambino di Michele Serra                          [fonte 1]

La storia della bambina esibita dal Salvini alla folla di Pontida come testimonial (involontaria) della violenza dello Stato ai danni della Famiglia, ovvero del “caso Bibbiano” è così esemplarmente disgustosa da meritare un piccolo ripasso.
Appurato che non si trattava affatto di uno dei “bambini rubati dai comunisti“ in quel di Bibbiano, ora si sa anche (vedi la dettagliata ricostruzione di Giampaolo Visetti su questo giornale, ieri) che è uno dei tanti e dolorosi casi di figli contesi tra genitori in conflitto tra loro; che il Tribunale dei minori di Milano (non i famigerati “giudici di Bologna”), per ragioni giustamente non spiattellabili sui giornali e tantomeno nei comizi, aveva deciso di affidarla a una casa protetta, consentendo incontri “assistiti” con entrambi i genitori; che la bambina, durante uno di questi incontri, ha preferito allontanarsi e rifugiarsi dalla madre; che né la madre né la Lega, come è ovvio sul piano umano prima che su quello legale, avevano la potestà di consentire l’ostensione della piccola, manco fosse un rosario o la teca di San Gennaro, davanti a migliaia di persone disposte a credere qualunque cosa, anche che la piccola fosse appena stata eroicamente prelevata dal Salvini in persona in un gulag per minori.
È stata un’operazione talmente scorretta, talmente cinica, che il più scalcinato degli assistenti sociali, il più scadente degli psicologi, il più distratto dei genitori la considererebbe gravemente lesiva del diritto alla discrezione e alla protezione che una ragazzina già esposta agli sconquassi della vita avrebbe meritato.
La sconcia propaganda politica imperversante ci ha abituati al peggio. Ma è un peggio, questo al quale non possiamo permetterci il lusso di abituarci.

18 settembre – Una catena di indecenze                                                                  [fonte 2]
Ne avevo parlato il 18 settembre nel mio blog.
Il 21 ho poi trovato il prezioso articolo di Michele Serra che mi è stato di grande conforto e ne riprendo la conclusione: « La sconcia propaganda politica imperversante ci ha abituati al peggio. Ma è un peggio, questo al quale non possiamo permetterci il lusso di abituarci».
Purtroppo l’ostensione (bellissima scelta di una parola che richiama alla sacralità di una bambina, sbatacchiata come il rosario di non lontana memoria, baciata come il crocifisso di non lontana memoria) doveva e poteva essere evitata se il senatore protagonista della scena avesse ricordato il principio del “superiore interesse del minore” che riconosce al minore diritti propri (il primo in questo caso di non veder spiattellata la propria situazione privata in video e in voce).
I giornalisti (quasi tutti per quanto ho verificato) si sono buttati in una comprensibile operazione di espressa indignazione nei confronti del senatore che aveva occupato la scena enfatizzando purtroppo le informazioni sulla piccola.
Nel mio articolo del 18 settembre avevo ricordato la Carta di Treviso (il codice deontologico dei giornalisti quando si tratti di minori). Di là è possibile anche prenderne visione
Spero che in futuro ogni operatore d’ informazione ne faccia efficace memoria.
E segua la strada più difficile del rispetto a chi rispetto è dovuto e non ha difese.

[fonte 1]
https://mail.google.com/mail/u/0/?tab=wm&ogbl#inbox/QgrcJHsHnPZxhZQdwlsClcgVqsgSpvQnskL?projector=1&messagePartId=0.1.1

[fonte 2]
http://diariealtro.it/?p=6871

25 Settembre 2019Permalink

20 settembre 2019 – Una conclusione per me inevitabile a partire dalla spiaggia di Milano Marittima

Pubblicato il: 19/09/2019 18:48
«I tre poliziotti della scorta dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini sono stati interrogati da indagati in procura a Ravenna ieri con i loro avvocati in relazione alla vicenda del giro sulla moto d’acqua della polizia di cui fu protagonista il figlio dell’ex vicepremier.
Il fatto avvenne il 30 luglio scorso a Milano Marittima, quando il figlio 16enne di Salvini venne ripreso dal videomaker Valerio Lo Muzio mentre faceva un giro a bordo di una moto d’acqua della Polizia di Stato.
“Se c’è stato un errore, prendetevela con me. Indagate me, interrogate me, processate me”. Così Matteo Salvini, in diretta Facebook»          [fonte 1]
Pubblicato il: 19/09/2019
«Sono indagati e sono stati interrogati ieri in Procura a Ravenna, alla presenza dei loro avvocati, i tre poliziotti della scorta dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che il 30 luglio si trovava a Milano Marittima: quel giorno il figlio del leader del Carroccio fece un giro in mare su una moto d’acqua della Polizia pilotata da un agente. I tre, formalmente identificati dopo richiesta al Viminale, rispondono per quanto avvenne dopo l’episodio, ovvero quando un giornalista di Repubblica Valerio Lo Muzio, cercò di riprendere la scena».      [fonte 2]

Mi chiedo. Il senatore si offre come agnello al sacrificio anche per rispondere degli gli ostacoli frapposti a un giornalista per registrare la scena?

Ieri avevo scritto nel mio blog e ricopio
Un tale che poteva legittimamente collocarsi sul palco di Pontida, affacciandosi a una massa evidentemente ignorante dei diritti dei minori e del rispetto loro dovuto (fermo il principio del loro superiore interesse), ha solleticato emozioni primitive e rozze di persone che se sono rimaste lì quando MS ha sventolato una bambina in una situazione difficile e dolorosa.
La strumentalità confusa della situazione ha lasciato intendere che l’abitazione della piccola fosse da riferirsi al comune di Bibbiano con le conseguenti considerazioni su quel luogo (elemento importante da usare nella propaganda spregiudicata del sullodato) .
Mi vergogno a scrivere queste note ma non posso farne a meno anche se questa è una situazione che sporca anche chi, impotente, ne riferisce, ma vado avanti per un’altra considerazione.
Molti giornalisti si sono affannati a dire che l’indicazione del luogo originario di abusi era sbagliata e per rendere nota la fonte originaria si sono affannati a descrivere quella autentica.
Mancava l’indirizzo e il numero di telefono della povera piccola abusata e ancora abusata.

La Carta di Treviso
A questo punto interviene la conoscenza (almeno mia) della Carta di Treviso (ne indico in calce il link che consente di raggiungere il testo aggiornato al 2006).
La Carta di Treviso costituisce norma vincolante di autoregolamentazione per i giornalisti italiani, nonché guida ideale e pratica per tutta la categoria dei comunicatori
Alla base c’è il principio di difendere l’identità, la personalità e i diritti dei minorenni vittime o colpevoli di reati, o comunque coinvolti in situazioni che potrebbero comprometterne l’armonioso sviluppo psichico. Stesse garanzie sono assicurate anche ai soggetti marginali nella società.
Il minore non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive o radiofoniche che possano lederne la dignità o turbare il suo equilibrio psicologico, e ciò a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori.
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA), istituita nel 2011 per diffondere la conoscenza e promuovere l’attuazione dei diritti dei minorenni ha qualche cosa da dire dopo Pontida?

Cercando di documentarmi ascolto la rassegna stampa di radio3 e devo constatare che l’abuso delle informazioni per alcuni è finalizzato a penalizzare la scelta del sen. Salvini, per altri a segnalare quella che ritengono la cattiva conduzione del caso. Non trovo alcuna attenzione al riserbo dovuto ai minori.
Faccio riferimento a quello che ho scritto sopra a proposito della negletta Carta di Treviso                                                                                          [fonte 3]
e aggiungo l’autopresentazione del sito dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza di cui rilevo il silenzio per me insostenibile sulla vicenda Pontida e sulla sua conduzione

«Nel 1991 l’Italia ha assunto un impegno fondamentale nella storia dei diritti di bambini e adolescenti ratificando la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Primo testo internazionale vincolante in materia, la Convenzione costituisce un grande traguardo per la tutela e la promozione dei diritti delle persone di minore età che, fino ad un secolo prima, non trovavano alcuna protezione giuridica. Strumento entrato in vigore in tempi record e ratificato dal maggior numero di Stati al mondo (attualmente 196 Stati), rappresenta il primo testo che proclama insieme i diritti civili e politici con quelli economici, sociali e culturali e che riconosce esplicitamente i bambini e gli adolescenti come titolari attivi dei propri diritti. I suoi principi-guida sono l’interesse superiore e la non discriminazione di bambini e adolescenti, che pongono le basi e la non discriminazione di bambini e adolescenti, che pongono le basi per poter garantire tutti gli altri diritti di cui sono titolari le persone di minore età.
Per assicurare a livello nazionale la piena attuazione e la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti secondo le disposizioni della Convenzione, la legge n. 112 del 12 luglio 2011 ha istituito l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza».

La conclusione per me inevitabile
Anni fa ho cominciato ad occuparmi della norma contenuta nella legge 94/2009 che impone la presentazione del permesso di soggiorno alle persone non comunitarie che si presentino allo sportello del comune di competenza per registrare la nascita di un figlio (insisto: nato in Italia, non portato da un qualsiasi ‘altrove’).
Tale misura così è commentata dal Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1):
«Rispetto … al diritto di registrazione alla nascita, si fa presente che l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante. Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi».
E il rapporto ancora raccomanda «di intraprendere una campagna di sensibilizzazione sul diritto di tutti i bambini ad essere registrati alla nascita, indipendentemente dall’estrazione sociale ed etnica e dallo status soggiornante dei genitori ».                                                                                    [fonte 4]

La misura atta a sopprimere l’esistenza legale dei nati in Italia se figli di sans papier fu fortemente voluta (la legge 94 venne approvata con voto di fiducia) nel contesto del quarto governo Berlusconi e mantenuta intatta e intangibile nel tempo dei governi Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte 1 e Conte 2.
Penso che chi vuole usare i nati in Italia come spie dei loro genitori (gli 007 costano: queste creature fanno tutto il danni di cui sono stati caricati senza oneri per lo stato) possa stare tranquillo (anche ‘sereno’): nell’aprirsi del nuovo governo il sui bambini fantasma per legge è assoluto e totale. Si parla e si sparla d’altro.                                                                              [fonte 5]

[fonte 1]
https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/09/19/figlio-salvini-moto-acqua-indagati-poliziotti_aYpfX8QY72VUWOadOLcmsL.html

[fonte 2]
https://www.ilmessaggero.it/italia/salvini_figlio_moto_acqua_indagati_poliziotti_oggi_ultime_notizie-4744985.html

[fonte 3] https://www.privacy.it/archivio/cartaTV2006.html

[fonte 4]  https://www.asgi.it/famiglia-minori/convenzione-onu-infanzia-italia/

[fonte 5]
https://www.simmweb.it/8-consensus-e-congressi-simm/444-xiii-congresso-simm

20 Settembre 2019Permalink

19 settembre 2019 – Procedimento disciplinare per Vespa

L’intervento degli organismi di categoria per l’intervista alla sopravvissuta. Violazione del contratto di servizio
Bruno Vespa è stato deferito al Consiglio di Disciplina del Lazio per l’intervista a Lucia Panigalli. La richiesta è partita dall’Odg nazionale, ma anche dallo stesso Odg del Lazio. Sono inoltre giunti all’Ordine di appartenenza di Vespa alcuni esposti, tra cui quello della Cpo di Stampa Romana.
La Commissione Pari Opportunità dell’Ordine dei giornalisti e le commissioni Pari Opportunità del sindacato – Fnsi e Usigrai, sono inoltre intervenute con comunicati. Eccoli.

Dalla CPO del Consiglio nazionale dell’Ordine
“La commissione Pari Opportunità del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti – si legge nella nota della Cpo – deplora contenuti, toni e linguaggio utilizzati nella trasmissione Porta a Porta del 17 settembre 2019, durante la quale il conduttore Bruno Vespa ha reiterato un atteggiamento ambiguo, scorretto e irrispettoso nei confronti di una donna già vittima di violenza.
La commissione chiede una maggiore attenzione alla Rai nella verifica delle trasmissioni dal contenuto particolarmente sensibile come questo, anche alla luce dell’adesione dell’azienda al Manifesto di Venezia per una corretta informazione contro la violenza sulle donne”. “La commissione per le Pari Opportunità del Consiglio nazionale – continua la nota – ricorda inoltre a quanti chiedono l’intervento dell’Ordine che la competenza delle sanzioni come per tutti gli ordini professionali, in base DPR 137/2012, è passato ai consigli di disciplina, che sono totalmente autonomi rispetto agli Ordini.
Chiunque, non solo l’Ordine dei giornalisti, può segnalare a detti consigli di disciplina casi in cui le carte e i principi deontologici non siano stati rispettati. Per cui Bruno Vespa, in seguito a un regolare esposto di una privata cittadina sarà sottoposto al rituale procedimento disciplinare concluso il quale seguirà il pronunciamento”.
“Per noi – spiega Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell’Odg – Vespa, al di là dell’inquadramento contrattuale con la Rai, resta un giornalista, finché è iscritto all’Ordine”. La commissione Pari Opportunità ricorda infine che “i compiti e le funzioni dell’Odg, ente di diritto pubblico, sono circoscritti a quanto stabilito dalla legge 69/1963 ed elencati negli articoli 11 e 20 – conclude la nota – arricchiti dai compiti della formazione professionale continua, stabiliti dalla legge 148/2011 e dal successivo DPR attuativo 137/2012”.

Dalle CPO Fnsi e Usigrai
“Di fronte ai continui episodi di violenza contro le donne la Rai dovrebbe essere promotrice di cambiamento culturale. E invece dobbiamo assistere all’ennesima intervista che mette sotto accusa la vittima.”
«Signora, se avesse voluto ucciderla l’avrebbe fatto». Bruno Vespa lo dice con il sorriso sulle labbra alla donna che gli siede di fronte. La sopravvissuta ad un femminicidio, alle botte e alle coltellate e ora costretta a vivere sotto scorta, visto che il suo aggressore, Mauro Fabbri, è fuori del carcere e vive a pochi chilometri da casa sua.
È soltanto una delle frasi che hanno infarcito la morbosa intervista condotta dal noto “artista” della tv pubblica durante la puntata di martedì 17 settembre, nella quale Lucia Panigalli, questo il nome della donna, invece di poter parlare del motivo della sua presenza nello studio televisivo di Porta a Porta, cioè la richiesta di una proposta di legge, ha dovuto rispondere alle incalzanti e insinuanti domande di Vespa.
Non è nuovo Vespa a questo tipo di interviste, che si trasformano in interrogatori alle donne invece che in occasioni per raccontare e approfondire un fenomeno strutturale come quello della violenza.
E purtroppo non è nemmeno un caso isolato. Distorta, senza rispetto per la vittima ci è parsa anche la puntata de La vita in diretta del 12 settembre. Si parlava del femminicidio di Piacenza e le parole usate hanno mostrato una totale lontananza dai temi posti dal manifesto di Venezia: l’amore associato alla violenza, il racconto del solo punto di vista dell’omicida, fatto passare per “ossessionato”, attraverso una lunghissima intervista alla sua consulente “di parte”, alla vigilia della richiesta, da parte dei difensori, della perizia psichiatrica. Non è una pagina d’informazione degna del Servizio Pubblico.
Ci chiediamo come sia possibile, alla luce del ruolo che la Rai svolge al servizio delle cittadine e dei cittadini, che possa venire tollerata una tale, distorta, tossica rappresentazione della violenza contro le donne.Diciamo all’Amministratore Delegato Fabrizio Salini e al Consiglio di Amministrazione che quanto abbiamo visto nelle due puntate citate è in palese violazione non soltanto delle norme deontologiche e del Manifesto di Venezia, ma del contratto di servizio”.

https://giulia.globalist.it/attualita/2019/09/19/procedimento-disciplinare-per-vespa-2046584.html?fbclid=IwAR2qqXNC2wopvO7FfpFiPHcN3-wuEDUuA0KAFnZ6kij5XcniwxTuRMG-bLA

19 Settembre 2019Permalink

10 settembre 2019 – Il discorso completo di Conte alla Camera nel giorno della fiducia


9 settembre 2019  –  Il discorso integrale pronunciato questa mattina alle 11 dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel giorno della fiducia all’esecutivo giallorosso all’interno dell’aula Parlamentare. Molti i temi affrontati da Giuseppe Conte nel suo discorso per richiedere all’Aula la fiducia al nuovo governo.
Signor Presidente, gentili deputate e deputati, prima di avviare le mie comunicazioni in quest’Aula concedetemi innanzitutto di rivolgere un saluto e ringraziamento al presidente della Repubblica, il quale anche in queste ultime fasi così determinanti per la vita della nostra repubblica, esercitando con scrupolo le proprie prerogative costituzionali ha guidato il paese con equilibrio ed è stato riferimento per tutti.

Il programma di governo
Oggi ci presentiamo per chiedere a voi, rappresentanti del popolo italiano, la fiducia del nuovo governo che sarà il mio compito guidare con disciplina e onore. Il programma che illustro non è un elencazione di proposte eterogenee, né tantomeno la sommatoria delle diverse posizioni delle forze politiche per sostenere questa iniziativa. È, al contrario, una sintesi programmatica che disegna l’Italia del futuro, è un progetto di governo del Paese fortemente connotato sul piano politico, che annuncia risposte alle attese e bisogni dei cittadini che ci impegniamo a realizzare con lavoro e impegno di donne e uomini che qui mi affiancano. Ha l’ambizione di delineare la società in ci vogliamo vivere non solo noi stessi, ma che vogliamo consegnare ai figli e nipoti, nella consapevolezza che il patto che oggi proponiamo a voi si proietta per essere sostenibile in una dimensione intergenerazionale. Questo progetto politico segna l’inizio di una nuova, che consideriamo risolutiva, stagione riformatrice.
Come più volte sollecitato dalle forze di maggioranza, presenta elementi e caratteristiche di novità: nuovo è nella sua impostazione, nel suo impianto progettuale, nella determinazione a invertire gli indirizzi meno efficaci delle pregresse azioni, nelle modalità di elaborazione di soluzioni ai bisogni dei cittadini, nuovo nel suo sforzo di affrontare le questioni più critiche. Nello stesso tempo questo progetto, per quanto avanzato, ambisce a recuperare con umiltà un metodo di condotta politica che valorizzi, traendo ispirazione dal migliore passato, equilibrio e misura, sobrietà e rigore, affinché i cittadini possano guardarci con rinnovata fiducia, quella fiducia nelle istituzioni che è presupposto imprescindibile affinché le azioni di governo possano rivelarsi efficaci.
Si tratta di un progetto politico di ampia portata anche culturale; vogliamo volgerci alle spalle il frastuono di programmi inutili e dichiarazioni bellicose. Io e i miei Ministri prendiamo l’impegno a curare le parole, usare un lessico più consono e rispettoso delle persone, della diversità delle idee. Ci impegniamo a essere pazienti anche nel linguaggio, misurandolo sull’esigenza della comprensione; la lingua del governo sarà una lingua mite, perché siamo consapevoli che la forza della nostra azione non si misurerà con l’arroganza delle nostre parole. I cittadini ci guardano, ascoltano, attendono una parola e un’azione all’altezza della funzione a cui siamo chiamati, si attendono consapevolezza del ruolo e un supplemento di umanità, non possiamo deludere le loro aspettative.

Il Nuovo Umanesimo
Faccio mie le parole pronunciate da Saragat nella seduta inaugurale dell’assemblea costituente: “Fate che il volto di questa repubblica sia un volto umano, la democrazia non è solo un rapporto tra maggioranza e minoranza (…), ma è soprattutto un problema di rapporti fra uomo e uomo, dove questi rapporti sono umani la democrazia esiste, dove sono inumani essa è la maschera di una nuova tirannide”. Lavoriamo dunque insieme, ogni giorno, per promuovere una democrazia autenticamente umana. Il nostro governo si richiamerà a un quadro di principi e valori che offrano respiro e orizzonte alle proprie politiche, sono principi non negoziabili perché universali, si collocano in una dimensione sovra governativa, non hanno colore politico, sono scritti nella nostra Costituzione, che ho richiamato sintetizzandoli con Nuovo Umanesimo: il primato della persona, con i suoi diritti inviolabili e inderogabili doveri, il lavoro come supremo valore sociale per rendere ogni uomo un cittadino pleno iure, l’uguaglianza nelle sue varie declinazioni, il principio di laicità e la tutela di libertà religiosa, il ripudio della guerra, la promozione di pace e giustizia. All’interno di questi valori, si ascrive la nostra azione riformatrice, racchiusa in un programma del quale sarò il garante e che cercherò di tratteggiare in questo mio intervento.
Gli obiettivi posti a fondamento della formazione di governo mira a far rinascere il paese nel segno di sviluppo, innovazione, equità sociale; molte le sfide che ci attendono a partire dalla prossima relazione di bilancio, in un quadro caratterizzato da profonda incertezza dato dalle tensioni commerciali, le crisi di settori cruciali come quello manifatturiero, ci obbligano a definire un’agenda di ampio respiro e lungo periodo per rilanciare crescita sostenibile, occupazione, questione sociale e territoriale in Europa.
Non possiamo limitarci a programmare azioni che intervengano marginalmente, abbiamo l’opportunità di imprimere un’azione che restituisca una prospettiva di sviluppo e speranza a giovani e famiglie a basso reddito. Da troppi anni l’Italia fatica a esprimere il potenziale di sviluppo, cresce a ritmi molto inferiori rispetto a quelli che potrebbero garantire sviluppo armonico e sostenibile Ne ha risentivo la qualità della vita dei cittadini, la speranza dei giovani di perseguire i propri progetti, la garanzia di una terza età serena, la capacità di fornire beni pubblici di qualità. Occorre invertire questa tendenza attraverso un’azione coordinata sul piano interno ed europeo.

La politica interna e il lavoro
Sul piano interno la sfida è di aumentare la partecipazione alla vita lavorativa, soprattutto per giovani e donne particolarmente nel Mezzogiorno; vogliamo offrire loro opportunità di lavoro, salari adeguati, condizioni di vita degne di un Paese civile. Dobbiamo rimuovere gli ostacoli per il raggiungimento di questo obiettivo, riconducibili a varie cause: dinamiche fortemente condizionate dalla nostra storia economica, che non possono trovare soluzione immediate, ma richiedono una riflessione approfondita e sincera su come si è definito lo sviluppo dell’Italia post bellica, della crisi legata al nuovo ciclo della globalizzazione. Altre cause sono di più immediata evidenza e possono essere affrontate e risolte grazie a un’opera di riforma: scarsa formazione e carente dotazione di conoscenze, difficoltà di conciliare vita familiare e lavorativa; scuole e servizi di qualità saranno le prime leve sulle quali agire. Il primo, immediato intervento sarà sugli asili nido: non possiamo indugiare oltre, rafforzare l’offerta e la qualità dell’educazione fin dal nido è un investimento strategico per il futuro della società, perché combatte le diseguaglianze sociali, favorisce una completa integrazione delle donne nella comunità lavorativa. Dobbiamo contrastare la falsa mitologia per cui la cura della comunità familiare possa essere d’ostacolo a una partecipazione del mercato del lavoro: il simultaneo conseguimento di questi obiettivi è possibile con un’adeguata offerta di servizi alle famiglie, lotta alla discriminazione di genere, in particolare sul lavoro. Questo governo si adopererà con le regioni per azzerare totalmente le rette per la frequenza di asili nido e micronidi per il prossimo anno scolastico, per le famiglie svantaggiate, e per ampliare contestualmente l’offerta dei posti disponibili soprattutto nel Mezzogiorno. è una delle misure che introdurremo anche per sostenere la natalità.

La scuola e l’Università
Per la scuola, occorre migliorare la didattica, contrastare la dispersione scolastica, concentrandosi sulla professionalità dei docenti da valorizzare equamente in linea con gli altri paesi europei; occorre anche in questo contesto contrastare il precariato attraverso concorsi ordinari e straordinari che riconoscano il valore dell’esperienza e valorizzino al tempo stesso il merito. Per assicurare l’effettività del diritto allo studio valuteremo sostegni alle famiglie meno abbienti nell’ottica di innalzamento obbligo scolastico. Occorre valorizzare il sistema universitario e di ricerca per spingerci verso le più avanzate frontiere della conoscenza. Occorre avviare i nostri giovani alla formazione terziaria anche attraverso politiche adeguate di sostegno al diritto allo studio.
Il sistema di reclutamento va allineato ai migliori standard internazionali e va potenziato attraverso l’istituzione di un’agenzia nazionale sul modello di quelle istituite in altri Paesi europei per migliorare l’efficacia delle politiche pubbliche sulla ricerca grazie a nuove forme di finanziamento e forme di partenariato pubblico-privato: è in gioco il futuro dei nostri giovani migliori. Tra le eccellenze del nostro Paese ve n’è una che stiamo esportando da anni: sono le ragazze e i ragazzi soprattutto del Sud, costretti ad abbandonare i loro territori per cercare nuove opportunità all’estero: occorre invertire questa tendenza, i giovani sono la spinta propulsiva senza la quale ogni tentativo di rinnovamento è vano.
La trasformazione digitale e gli investimenti
Questo è il governo più giovane della storia della repubblica: non può rinnegare se stesso, deve raccogliere e vincere questa sfida. L’Italia dovrà essere laboratorio di innovazione, opportunità ed idee per far rimanere i giovani hic et optime. Gli anni della globalizzazione ci hanno insegnato che il lavoro di qualità è l’unica garanzia contro la povertà: il tessuto del Paese deve essere altamente qualitativo, e si deve basare su qualità e innovazione dei prodotti. Perseguiamo un modello di sviluppo integrale e inclusivo, nella prospettiva di una crescita equa e solidale. La nostra forza è un sistema industriale in grado di far incontrare produzione di massa, personalizzazione e flessibilità: occorre rafforzare determinazione e impegno affinché questa vocazione possa essere sfruttata, dobbiamo coordinare in questa direzione intervento pubblico e iniziativa privata. L’azione pubblica deve favorire questo processo, rilanciando investimenti pubblici e creando condizioni che consentano investimenti e crescita: abbiamo voluto creare un ministero per innovazione tecnologica e digitalizzazione, che aiuti le imprese, oltre che la medesima PA, a trasformare l’Italia in una smart nation. Dobbiamo perseguire una strategia di azione che porti l’Italia a primeggiare a livello mondiale in tutte le sfide che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale: una razionale politica di investimenti ci consentirà di crescere nella digitalizzazione e nell’intelligenza artificiale. Questo impegno non riguarda solo l’industria: l’innovazione deve imprimere una nuova spinta per il rinnovamento di tutti i settori, con la PA in testa a questo processo. occorrono impegni concreti, dobbiamo lavorare perché i cittadini abbiano un’unica identità digitale in un anno. Dobbiamo implementare gli investimenti di venture capital, innovazione e tecnologia. L’innovazione non può realizzarsi tuttavia senza una rete di infrastrutture tradizionali di trasporti e servizi pubblici, senza una politica di difesa dell’ambiente. è necessario ravvivare la dinamica degli investimenti nella definizione delle priorità su cui concentrare nuove risorse. in questa prospettiva le infrastrutture sono essenziali per una crescita fondata sulla sostenibilità, per un sistema moderno, connesso, integrato e più sicuro. Renderemo più efficiente il sistema delle concessioni di beni e servizi pubblici, operando un’inesorabile revisione del sistema. Quanto in relazione alle concessioni autostradali a seguito della tragedia del Morandi, voglio chiarire che questo governo porterà avanti il procedimento senza sconti per gli interessi privati, avendo quale obiettivo esclusivo la tutela dell’interesse pubblico e, con esso, la memoria delle 43 vittime, una tragedia che rimarrà una pagina indelebile della nostra storia patria. Nella prospettiva di un’azione riformatrice coraggiosa e innovativa, obiettivo primario sarà la realizzazione di un green new deal per rigenerazione urbana, riconversione energetica per un progressivo ricorso a fonti rinnovabili, protezione della biodiversità, contrasto ai cambiamenti climatici. Non consentiremo più il rilascio di nuove concessioni per le trivellazioni. Lo voglio dire chiaramente: chi verrà dopo di noi, se mai vorrà assumersi l’irresponsabilità di far tornare il paese indietro, dovrà farlo modificando questa nuova norma di legge.

La tutela dell’ambiente e la lotta alle disuguaglianze
È anche per evitare questi rischi che dci adopereremo affinché la tutela dell’ambiente e della sostenibilità siano inseriti tra i principi fondamentali del sistema costituzionale; tutto il sistema produttivo dovrà orientarsi in questa direzione, promuovendo prassi socialmente responsabili che renderanno più efficace la transizione ecologica e indirizzino il sistema verso un’economia circolare che dismetta la cultura del rifiuto e valorizzi la cultura del riciclo. D’altra parte dobbiamo essere consapevoli che siamo di fronte a cambiamenti epocali, che a tutti i livelli di governance bisogna ripensare modalità per creare nuove opportunità, ridurre le disuguaglianze, garantire l’equità intergenerazionale, non compromettere la qualità di vita delle generazioni future. Anche l’agricoltura rappresenta un comparto decisivo: è necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le migliori pratiche agronomiche, accrescere la qualità del territorio, sostenere le aziende, investire nella ricerca sulle coltivazioni, con particolare attenzione all’uso efficiente della risorsa idrica. riserveremo la massima attenzione al rafforzamento delle regole europee per etichettatura e tracciabilità degli alimenti. massima priorità assumeranno le politiche per il contrasto al disserto idrogeologico e la ricostruzione delle are terremotate che consenta di rendere più spedite le procedure, in particolare per la ricostruzione pubblica. ho incontrato una rappresentanza delle popolazioni colpite dal sisma durante le consultazioni: desidero ripetere in quest’Aula quanto già affermato. La ricostruzione sarà una questione prioritaria di questo governo. Il mio primo impegno pubblico in Italia sarà la visita ad alcuni comuni colpiti dal sisma: incontrerò sindaci e semplici cittadini; l’azione di rilancio degli investimenti passa necessariamente dall’abbattimento del divario tra nord e sud del paese, a questo scopo occorre rilanciare un piano straordinario di investimenti per il Mezzogiorno anche attraverso l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che aiuti le imprese e dia impulso all’accumulazione di capitale fisico, umano, sociale e naturale del Sud. per le aree più disagiate dobbiamo promuovere il coordinamento degli strumenti normativi esistenti, e intervenire affinché i fondi europei siano utilizzati al meglio per valorizzare i territori.

Il tessuto produttivo italiano
Per rilanciare efficacemente il nostro sistema produttivo dobbiamo tenere conto dei suoi punti di forza e debolezza. Il nostro tessuto produttivo è composto per larga parte da PMI, dobbiamo introdurre misure che incentivino queste imprese a dimensionarsi in modo sempre più strutturato. La sfida della competizione è molto dura: piccolo è bello, ma il piccolo che è messo nelle condizioni di rafforzarsi è ancora più bello. Dobbiamo creare le premesse e condizioni affinché chi voglia crescere e competere possa farlo consolidando la propria posizione anche nei mercati globali; le evidenze ci dicono che quando l’impresa cresce retribuisce meglio i propri lavoratori: le imprese che crescono investono di più, offrono opportunità di lavoro anche ai giovani altamente qualificati. Consolidare le nostre imprese vuol dire favorirne l’internazionalizzazione e incentivare l’export: su questo fronte il governo perseguirà una strategia di rafforzamento degli strumenti che consentono alle nostre aziende di navigare meglio nella competizione globale, promuovendo il made in Italy, coinvolgendo le ambasciate, sostenendo le imprese esportatrici con consulenza giuridico ed economica, accesso a ventaglio di strumenti finanziari e assicurativi. Una visione coerente e integrata di internazionalizzazione non può trascurare il ruolo traino del turismo, settore chiave per il PIL, attraverso una serie revisione della sua governance pubblica. occorre promuovere i numerosi percorsi del turismo anche grazie alla valorizzazione del patrimonio naturale, artistico e culturale: obiettivi prioritari saranno al conservazione e valorizzazione del patrimonio racchiuso nei nostri territori. Dobbiamo investire anche nelle imprese che si fondano sulla creatività, che ampliano l’accesso ai consumi culturali: l’intera società ne trarrà beneficio in termini di ricchezza e occupazione.

La politica fiscale
La crescita delle nostre imprese dovrà essere incoraggiata da una politica fiscale che non sia disincentivante verso le imprese che assumono dimensioni più consistenti. Gli italiani hanno pieno diritto a confrontarsi su un fisco chiaro, amico di cittadini e imprese: bisognerà perseguire una riforma fiscale che tenda alla semplificazione per una più efficace alleanza tra contribuenti e amministrazione per alleggerire la pressione fiscale. Questo governo perseguirà una strategia chiara: tutti, ma proprio tutti, devono pagare le tasse, affinché tutti possano pagare meno, nella prospettiva di una graduale rimodulazione delle aliquote a sostegno dei redditi medi e bassi, in linea con il fondamentale principio della progressività della tassazione, l’obiettivo è ridurre le tasse sul lavoro, il cosiddetto cuneo fiscale, e intendiamo operare questa riduzione a vantaggio dei lavoratori e individuare una retribuzione giusta, il cosiddetto salario minimo, garantendo le tutele massime a beneficio dei lavoratori anche attraverso il meccanismo dell’efficacia erga omnes dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali. Occorre procedere finalmente all’approvazione di una legge sulla rappresentanza sindacale, ovviamente sulla base di indici molto rigorosi: vogliamo individuare il giusto compenso anche per i lavoratori non dipendenti.
Ci prefiggiamo di introdurre una legge sulla parità di genere nelle retribuzioni, è una battaglia che intendiamo portare a termine al più presto; intendiamo realizzare un piano strategico di prevenzione da infortuni sul lavoro e malattie professionali. Il numero ancora troppo elevato di morti sul lavoro non può essere tollerato. Non possiamo, nessuno, rassegnarsi al fatto che in Italia, nello svolgimento della propria attività lavorativa, si possa morire o subire gravi danni fisici. Occorre anche contrastare le odiose forme di sfruttamento dei lavoratori, che finiscono con l’essere ridotti in condizioni analoghe alla vera e propria schiavitù. Riporremo anche massima attenzione al problema della tutela dei risparmi dei cittadini: a tal fine occorre prendere atto che i tre comparti – bancario, finanziario e assicurativo – sono sempre più intrecciati, e le attività di vigilanza dovrebbero ispirarsi a minimi comuni denominatori con controlli maggiori e più efficaci, per garantire maggiore trasparenza e un più adeguato livello di informazioni.

La manovra economica
Questa è la nostra visione, che si sviluppa in un orizzonte temporale ampio, he abbraccia l’intero arco della legislatura. Realizzeremo la visione tenendo conto dei vincoli di finanza pubblica e della sostenibilità del debito: in questo modo potremmo arrivare a liberare nuove risorse da investire per realizzare a fondo questa articolata stagione riformatrice. Come dimostra la sensibile riduzione dei tassi, i mercati finanziari stanno investendo con fiducia su questa nuova fase che stiamo affrontando: la definirei una vera e propria riforma strutturale perché ci permette di allentare quello che è stato il maggior freno allo sviluppo degli ultimi decenni. Ogni euro risparmiato sui tassi ci permette di eliminare il capitolo più improduttivo della nostra spesa pubblica, per liberare risorse da reinvestire in scuola, sanità, riduzione del carico fiscale. Il nostro è un progetto ambizioso e di lungo periodo, siamo consapevoli che questa manovra sarà impegnativa: la sfida più importante sarà evitare l’aumento dell’IVA e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale. Le risorse saranno reperite con una strategia organica, articolata, che includerà un controllo rigoroso della qualità della spesa corrente e un riordino del sistema delle agevolazioni fiscali che salvaguardi la funzione sociale e redistributiva di questo strumento, nonché un’efficace strategia di contrasto all’evasione.
Il nostro progetto non si limita all’ambito economico finanziario ma si estende anche al tema dei diritti, della giustizia, della tutela dei beni comuni: promuoveremo una più efficace protezione dei diritti della persona, rimuovendo le forme di diseguaglianza che impediscono la crescita della persona nella vita del Paese. è necessario rafforzare la tutela e i diritti dei minori, i diritti delle famiglie, con particolare attenzione alle famiglie numerose e prive di adeguate risorse economiche. In una società sempre più frammentata, dominata da un individualismo che tende a esaltare i forti, il ruolo sociale della famiglia è sempre più insostituibile, dunque è doveroso realizzare una politica integrata per le famiglie anche a sostegno della natalità. Massima attenzione sarà riservata al tema della disabilità, per realizzare una riunificazione normativa della disciplina in tema di sostegno alla disabilità promuovendo politiche orientate all’inclusione sociale e all’esercizio di una cittadinanza attiva. Le deleghe sulla disabilità saranno in capo direttamente alla Presidenza del Consiglio.

La riforma Fraccaro e la legge elettorale
Per il tema delle riforme costituzionali, è nostra volontà inserire in calendario il disegno di legge che promuove la riduzione del numero dei parlamentari. Questa riforma dovrà essere affiancata da un percorso volto a incrementare le garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, anche favorendo l’accesso alle formazioni minori e assicurando il pluralismo politico e territoriale. In particolare, occorrerà avviare un percorso di riforma quanto più possibile condiviso del sistema elettorale; contestualmente è nostro obiettivo procedere a una riforma dei requisiti di elettorato attivo e passivo, nonché avviare una revisione costituzionale per assicurare maggiore equilibrio al sistema e far riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Sarà un percorso di ampio respiro, che caratterizzerà questa esperienza di governo e richiederà tempo, attenzione, competenza. Ogni intervento sulla Costituzione presuppone una scrupolosa verifica degli effetti che può produrre sul sistema di pesi e contrappesi; nel quadro delle riforme costituzionali è intenzione del governo portare a termine il processo che conduca a un’autonomia differenziata giusta e cooperativa, che salvaguardi il principio di coesione e la tutela dell’unità giuridica ed economica. Occorre definire i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, e anche i fabbisogni standard, perché bisogna dare attuazione completa al 5 comma dell’art 119 della Costituzione che, ricordo a me stesso, prevede l’istituzione di un fondo perequativo per garantire a tutti la medesima qualità dei servizi. Queste cautele consentiranno di evitare che questo sacrosanto processo riformatore possa contribuire a creare un Paese a due velocità, che aggravi il divario tra Nord e Sud. Lo sviluppo locale è un prezioso motore di crescita, e molti sono gli interventi che intendiamo fare per favorirlo. è necessario rivedere il testo unico degli enti locali, anche nel caso delle città metropolitane e di Roma Capitale, il cui assetto va riformato. Dobbiamo attuare la legge per la valorizzazione dei piccoli Comuni, sopprimendo gli enti inutili. In questo contesto occorre garantire e tutelare le autonomie a statuto speciale e le minoranze linguistiche; il nostro Paese necessita di una riforma della giustizia, anche attraverso una drastica riduzione dei tempi e di una riforma del metodo di elezione dei membri del consiglio superiore della magistratura. Questo piano riformatore dovrà salvaguardare il principio di indipendenza della magistratura dalla politica, potenziare la lotta alle organizzazioni mafiose, rendere più efficace il contrasto all’evasione fiscale anche inasprendo le pene. la tutela dei beni comuni è un valore essenziale, che dobbiamo presidiare a tutti i livelli: intendiamo approvare una legge sull’acqua pubblica completando l’iter legislativo in corso; allo stesso modo il governo si impegnerà a difendere la sanità pubblica e universale predisponendo un piano di assunzioni straordinarie di medici e infermieri. Questo governo sarà anche particolarmente sensibile nella promozione del pluralismo nell’informazione: ringrazio la stampa per il suo ruolo di termometro della democrazia. L’informazione libera e indipendente è uno dei nodi nevralgici che definiscono la tenuta del nostro Paese e delle sue istituzioni. La qualità del dibattito democratico dipende anche dal contributo critico offerto ai cittadini tramite i mezzi di comunicazione. Confido che i professionisti dell’informazione possano svolgere opera di stimolo affinché gli esponenti della politica si concentrino più sul merito che sulle polemiche verbali.

La politica estera e l’Unione Europea
L’Italia sarà protagonista di una fase di rilancio dell’Unione, che punti a costruire un’Europa più solida, inclusiva, vicina ai cittadini, attenta alla sostenibilità ambientale, alla coesione sociale e territoriale. Non si tratta di indicazioni astratte, ma di obiettivi fondanti delle istituzioni eurounitarie: per farlo è essenziale migliorare le politiche, rafforzare la governance economica per favorire crescita, innovazione, sostenibilità, coesione interna, competitività. Il governo realizzerà un piano di investimenti sostenibili, per riformare l’unione economica e bancaria a partire dall’istituzione di un bilancio e di una garanzia europea dei depositi. In questo quadro occorre migliorare il patto di stabilità e di crescita e la sua applicazione, evitando effetti prociclici e sostenendo gli investimenti. Un’impostazione di bilancio prociclica rischia di vanificare gli sforzi compiuti sul piano interno; è necessario infine attuare il pilastro europeo dei diritti sociali e rafforzare le politiche di contrasto all’evasione fiscale: i profitti devono essere tassati dove effettivamente sono realizzati. Dobbiamo infine contrastare pratiche di concorrenza sleale non solo in ambito commerciale, ma anche fiscale, attraverso l’introduzione di un’aliquota minima europea. Queste sfide possono essere affrontate con successo a beneficio dell’interesse nazionale se le Istituzioni dell’unione ne usciranno rafforzate: sui vari temi europei mi sono adoperato sin dalla mia passata esperienza per affermare e rivendicare quelle sensibilità ancora largamente diffuse tra i cittadini, volte a imprimere un salto di qualità circa il ruolo dell’Unione. Difendere l’interesse nazionale non significa abbandonarsi a sterili ripiegamenti isolazionistici: difendere l’interesse nazionale significa mettere la propria patria al di sopra di tutto, non farsi mai condizionare da pressioni di poteri economici e da indebite influenze esterne. È in questo modo che ho evitato due infrazioni difendendo l’interesse nazionale e offrendo il proprio contributo in un’ottica di costruttiva cooperazione e rispetto del quadro normativo vigente. Rimango fermamente convinto che è dentro, e non fuori l’Unione, che si deve operare alla ricerca del benessere degli Italiani, aggiornando e rivitalizzando un progetto che ha assicurato per decenni pace e prosperità, sempre maggiori opportunità per i cittadini. Nel momento in cui l’Europa appare bisognosa di rinnovarsi, occorre elaborare un progetto comune a cui tutti possono partecipare, in grado di intercettare il bisogno di cittadini e imprese per fornire risposte. In questa prospettiva potrebbe essere utile partecipare alla definizione di una conferenza sul futuro dell’Europa, per rilanciare un nuovo protagonismo del nostro Continente. Solo con un rigoroso impegno possiamo ambire a ottenere quei risultati verso i quali tutti aspiriamo. penso anche al fenomeno migratorio, da gestire con rigore e responsabilità, perseguendo una politica basata su un approccio strutturale, che affronti la questione nel suo complesso, anche attraverso la definizione di una normativa che persegua la lotta all’immigrazione clandestina, ma che allo stesso tempo si dimostri capace di affrontare i temi dell’immigrazione per coloro che hanno diritto a rimanere, e dei rimpatri per coloro che non hanno titolo per rimanere. Il che significa recuperare, nella sostanza, la formulazione originaria del più recente decreto legge prima che intervenissero le integrazioni che ne hanno compromesso l’equilibrio complessivo: in materia di immigrazione non possiamo prescindere da un’effettiva solidarietà tra gli Stati membri; questa solidarietà è stata affermata anche in documenti ufficiali, preannunciata nei fatti ma non realizzata. Ho rappresentato questa visione ai principali leader europei e continuerò a farlo con iniziative concrete, per farci uscire da gestioni emergenziali. Su questo le nostre strutture sono già al lavoro anche con azioni lucide e coerenti come il nostro approccio, come l’istituzione di corridoi umanitari europei. I contatti che ho avviato con la neopresidente Ursula Von Der Leyen mi fanno ben sperare: hanno consentito di individuare punti di convergenza promettenti. Le sfide globali in corso richiedono l’affermazione di un multilateralismo efficace, irrinunciabile riferimento per un Paese che vuole evitare di uscire ridimensionato da un confronto globale. Su questo aspetto l’Italia si muoverà con coerenza nelle sedi opportune, di concerto con gli altri stati membri a partire dai vertici del G7 e del G20. Ciò vale tanto per temi globali, quali il contrasto al cambiamento climatico, quanto per l’attuale dibattito in materia di commercio: il protezionismo non rappresenta una risposta adeguata, la difesa dei nostri interessi nazionali deve essere condotta con una battaglia comune insieme agli altri Paesi europei. Ispirato da questo convincimento, ho negoziato a Bruxelles per evitare una procedura di infrazione che sarebbe stata esiziale per il Paese. Ritengo che l’Italia debba proseguire lungo i tre assi fondamentali che storia, geografia, tradizione politico-culturale ci impongono, senza perdere di vista le opportunità offerte da nuove dinamiche istituzionali. Tali assi sono, oltre alla responsabilità, le relazioni transatlantiche e il rapporto con gli USA per lo sviluppo di un Mediterraneo allargato. Il Mediterraneo non è solo area di conflitti, ma anche di grandi opportunità.

I fenomeni migratori e la cittadinanza
Il mio impegno non intende fermarsi alla sponda sud del Mediterraneo: intende continuare ad avere grande attenzione sull’Africa, facendomi interprete in Europa del ruolo di questo continente delle dinamiche internazionali. Dobbiamo poi rilanciare allo stesso modo la nostra azione nei Balcani. L’azione di governo che oggi si avvia investirà su queste direttrici per realizzare le potenzialità che il nostro Paese esprime: questo è lo spirito con cui intendiamo portare avanti i rapporti con i grandi produttori globali, come India, Russia, Cina. Tali rapporti dovranno essere declinati sempre e comunque con modalità compatibili con la nostra vocazione euroatlantica. La difesa degli assi portanti della politica estera è tanto più importante perché è non scontata: essa non è più un automatismo, ma una scelta strategica sempre più consapevole che va perseguita con coerenza per assicurare massima credibilità al nostro ruolo internazionale. Anche la legge sull’acquisto della cittadinanza italiana da parte di cittadini residenti all’estero appare meritevole di una revisione, per eliminare elementi discriminatori e introdurre ulteriori criteri: ci aspetta un lavoro intenso, servono idee, determinazione e visione per procedere senza incertezze, nella consapevolezza che abbiamo un’occasione unica per migliorare il Paese in cui viviamo. I cittadini che in questi anni hanno vissuto gli effetti della crisi richiedono alle istituzioni coraggio e forza di mettere da parte egoismi e rancori, proiettando lo sguardo in avanti. Avviamo oggi una stagione di rilancio e speranza, fondata su dialogo e confronto a tutti i livelli, ascoltando le parti sociali, le associazioni di categoria, i rappresentanti del terzo settore, senza pregiudizi verso nessuno. A un analogo spirito costruttivo si ispireranno tutti i nostri interlocutori.

Una nuova stagione riformatrice
Nel corso del primo Consiglio dei Ministri l’ho ribadito: abbiamo un’opportunità per avviare una nuova stagione riformatrice, ma la sua riuscita dipende da noi, le forze politiche di maggioranza, e i ministri: una squadra competente proveniente da forze politiche differenti, che avrà l’onore e l’onere di offrire al Paese un governo stabile, autorevole. Dovremo mostrare coesione di spirito e unità di azione nel segno della collaborazione e della lealtà. Non sarà facile, dobbiamo esserne consapevoli, saremo chiamati ad affrontare momenti duri, in cui sarà forte la tentazione di indugiare sul particulare e abbandonarsi alle polemiche; le forze politiche a sostegno di questo governo hanno dato prova di coraggio, hanno messo da parte i pregiudizi, e hanno accettato di affidarsi ai giudizi, impegnandosi a sollecitare la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni. Chiedo alle forze politiche, insieme con la fiducia, un impegno da assumere di fronte al Paese: non possiamo nei prossimi mesi dissipare il tempo a disposizione in scontri e litigi, i cittadini non comprenderebbero. Nell’interesse dei cittadini chiedo che il confronto sui temi, sulle proposte e sugli indirizzi da perseguire si svolga sempre nelle sedi istituzionali, nelle aule parlamentari, perché dobbiamo dimostrare ai cittadini che siamo impegnati a cambiare davvero il Paese senza lasciarci distrarre da valutazioni altre che non meritano di essere comprese nella dinamica politica. Lo rivendico come parte qualificante dell’indirizzo di governo: dobbiamo essere sobri nelle parole, operosi nelle azioni. Una sobrietà che mi auguro possa risultare contagiosa, orientare positivamente i comportamenti dei cittadini, a iniziare da un uso responsabile dei social network che non di rado sono ricettacolo di espressioni ingiuriose e accuse verbali. E a questo proposito non posso non stigmatizzare ancora una volta gli ignobili attacchi indirizzati a due ministre, la senatrice Teresa Bellanova, l’onorevole Paola De Micheli, alle quali rinnovo la mia partecipe vicinanza. Questo è il momento del coraggio ed è il momento della determinazione: il coraggio di disegnare un Paese migliore, la determinazione di perseguire questo obiettivo senza lasciarsi frenare ogni ostacoli.

https://www.fanpage.it/politica/il-discorso-completo-di-conte-alla-camera-nel-giorno-della-fiducia/

http://www.fanpage.it/

10 Settembre 2019Permalink

5 settembre 2019 – Marciare su Roma?

Repetita iuvant o almeno mi sono di conforto nella possibilità di affermare la certezza di una notizia:
Il già ministro degli esteri MS ha proclamato per il 19 ottobre la marcia su Roma.
Lo scrivono: La Repubblica, Il Tempo, Il Manifesto e altri.
Nel progetto a un certo punto si affaccia anche l’on Giorgia Meloni ma non è una presenza che si proponga con la stessa frequenza del signore precedentemente citato.
Internazionale e Il sole24 ore offrono anche una contestualizzazione della notizia stessa.                                                                       [link in calce Nota 1]

Quando le date
19 ottobre ma quell’altra marcia, quella del 1922 non era il 28 ottobre?
Verifico. Era il 28
La scelta del 19, una svista? Non mi sembra che il sen Matteo Salvini sia tipo da sviste: se 19 ottobre ha da essere ci sarà una ragione.
Tra l’altro un significato preciso della data forse aiuterebbe il senatore a trovare un abbigliamento adatto per l’occasione.
Cerco e non trovo. Finché… Lo scrivo o non lo scrivo? Mi sembra una notizia oggi banale (forse al suo tempo non lo era ma oggi…quasi un secolo dopo …)
Lascio perdere?
NO, registro la banalità per dimostrare a me stessa che avevo cercato forse senza trovare.
Il 23 giugno 1919 era stato eletto Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Domizio Torrigiani , succedendo a Ernesto Nathan . Costui – secondo quanto leggo alla pag 16 di Rocco Ritorto Perché resto massone – il 19 ottobre 1922 giustificò il fascismo come rivolta necessaria cui assegnava “la liberazione dalla confusione in cui versava il paese”                                      [link in calce Nota 2].

Restando al 1922 ho provato anche a far scorrere le date dell’impresa fiumana di D’Annunzio ma anche lì non ho trovato coincidenze relative al 19 ottobre.
Tutto qui. Certamente non è una notizia ma se la faccio girare forse qualcuno può essere spinto a trovare altra e più significante coincidenza.
O a stabilire che coincidenza non c’è.

Nota 1
https://www.internazionale.it/opinione/gwynne-dyer/2019/09/03/salvini-crisi

https://www.ilsole24ore.com/art/dal-papeete-marcia-roma-un-mese-declino-salvini-ACxIV5g

Nota 2
https://books.google.it/books?id=Y1ue5UMsUpYC&pg=PA16&lpg=PA16&dq=Domizio+torrigiani+circolare+19+ottobre+1922&source=bl&ots=KWgOc2Izdc&sig=ACfU3U1p_gj4e7HiiuwSuax8PJyWjI1HIg&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjLk5qrgrnkAhXC3KQKHXmmAG8Q6AEwAnoECAgQAQ#v=onepage&q=Domizio%20torrigiani%20circolare%2019%20ottobre%201922&f=false

5 Settembre 2019Permalink

20 agosto 2019 – Come muore un governo

“L’azione del governo si arresta qui”.
E’ quasi a metà del suo intervento nell’aula di palazzo Madama che ieri il premier Giuseppe Conte ha messo la parola fine ai 14 mesi di governo gialloverde aprendo ufficialmente la crisi, con le dimissioni rassegnate al presidente Mattarella che ha avviato le consultazioni a partire dalle 16.

Calendario consultazioni al Quirinale

Mercoledì 21 agosto 2019
Il presidente emerito della Repubblica, Senatore Giorgio Napolitano, non trovandosi a Roma, verrà sentito telefonicamente.
ore 16.00 presidente del Senato: Sen. Avv. Maria Elisabetta Alberti Casellati
ore 16.45 presidente della Camera dei deputati: On. Dott. Roberto Fico
ore 17.30 Gruppo parlamentare “per le autonomie (Svp-Patt,Uv)” del Senato
ore 18.00 Gruppo parlamentare Misto del Senato
ore 18.30 Gruppo parlamentare Misto della Camera dei deputati
ore 19.00 gruppo parlamentare “Liberi e uguali” della camera

Giovedì 22 agosto 2019
ore 10.00 gruppi parlamentari “Fratelli d’italia” del Senato e della Camera dei deputati
ore 11.00 gruppi parlamentari “Partito democratico” del Senato e della Camera
ore 12.00 gruppi parlamentari “Forza italia – Berlusconi presidente” del Senato e della Camera
ore 16.00 gruppi parlamentari “Lega-Salvini premier” del Senato e della Camera dei deputati
ore 17.00 gruppi parlamentari “Movimento 5 stelle” del Senato e della Camera

Alcuni articoli interessanti   A MIA FUTURA MEMORIA

Corriere della sera

Crisi di governo: urla, rosari e rubli Tra Lega e 5 Stelle un finale con rissa
Dall’uso dei simboli religiosi al caso Savoini, Conte tratta Salvini da padre severo. Lui, seccato per l’umiliazione, risponde dai banchi della Lega. Mentre Renzi si riprende la scena (e un po’ anche il partito) di Aldo Cazzullo

https://www.corriere.it/politica/19_agosto_20/crisi-governo-urla-rosari-rubli-lega-5-stelle-finale-rissa-3abf931a-c390-11e9-a7af-46fd3e83594f.shtml

La stampa

21 Agosto 2019 Accuse, smorfie e rosari nella corrida del Senato. Giù il sipario sul governo
Conte feroce con Salvini: “Irresponsabile”. Applausi dai banchi del Pd. La Lega ritira la sfiducia ma il premier in serata si dimette al Quirinale.
Francesca Schianchi

https://www.lastampa.it/politica/2019/08/21/news/accuse-smorfie-e-rosari-nella-corrida-del-senato-giu-il-sipario-sul-governo-1.37366214

Il fatto quotidiano

Crisi di governo, Conte va da Mattarella e si dimette.
Mossa disperata della Lega: ritira mozione di sfiducia. Il premier replica: “Se Salvini non ha il coraggio, mi assumo io responsabilità”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/20/crisi-di-governo-conte-va-da-mattarella-e-si-dimette-mossa-disperata-della-lega-ritira-mozione-di-sfiducia-il-premier-replica-se-salvini-non-ha-il-coraggio-mi-assumo-io-responsabilita-la-d/5397218/

La Repubblica

20 agosto 2019 _Crisi di governo, le dimissioni di Conte: “Il governo finisce qui, Salvini ha seguito interessi personali e di partito”. Poi sale al Quirinale di Alberto Custodero e Monica Rubino

All’interno dell’articolo un link porta al testo integrale del presidente Conte

https://www.repubblica.it/politica/2019/08/20/news/crisi_di_governo_conte_al_senato-233949397/

 

21 Agosto 2019Permalink

18 agosto 2019 – Ministri e medici: fra la Procura di Agrigento e l’Ordine dei Medici

«Io, poliziotto, dico: coi migranti Salvini si comporta da criminale»

Intervista esclusiva a Orlando Amodeo, primo dirigente medico della Ps appena andato in pensione: «Il ministro specula sulle tragedie e costruisce la sua fortuna sulla morte. Impedire di attraccare nei porti o ostacolare il lavoro delle Ong significa fare vittime che nessuno conosce»   di Susanna Turco
[link in calce _ fonte 1]

«Da pazzi pensare che io faccia una marchetta a Salvini»

Ho copiato il titolo di una intervista importante che è possibile leggere integralmente dal link in calce. L’intervistato è l’attuale medico in servizio a Lampedusa le cui affermazioni si possono leggere integralmente, come proposte dalla agenzia Adnkronos .
Secondo me il termine ‘marchette’ non fa parte di una terminologia professionale o forse a tanto è stato elevato e io non ne sono informata.
Comunque io esprimo la speranza, marchette o non marchette, in un intervento dell’Ordine Professionale cui un medico del servizio pubblico è necessariamente iscritto             [fonte 2 ]

Anche diariealtro ha qualche cosa da dire.
Spero di contribuire ad offrire elementi di riflessione alle tante persone che condividono, ovunque e continuamente, le affermazioni urlate da MS (Ministro dell’Interno).
Ho ricopiato quindi il testo pubblicato da Espresso Repubblica.it che ritengo aiuti a comprendere la rinnovata attualità del genere letterario proprio della cultura che dal 1938 al 1945 sostenne le leggi razziali e voglio soprattutto sottolineare il significato di ciò che era accaduto negli anni precedenti il 1938 in cui, violenze e pregiudizi millantati per verità, furono sostenuti a conforto dell’opinione pubblica che si preparava ad essere, come fu, colonna portante dell’orrore.
Il mio ‘non dimenticare’ vuole essere anche strumento per sollecitare attenzione a una mostruosità legale che dieci anni fa ha opposto ostacoli gravi alla registrazione delle dichiarazioni di nascita dei nati in Italia, figli di migranti non comunitari privi di permesso di soggiorno, condannandoli a non avere certificato di nascita.
Nessuno – che conti e pesi politicamente e culturalmente – ha voluto e vuole impegnarsi alla necessaria modifica di una legge feroce che umilia un nato ad essere spia della irregolarità dei genitori. Se realizzata sarebbe una modifica semplice e possibile della lettera g del comma 22 dell’articolo 1 della legge 94/2009, una modifica che non ha costi: richiede solo la trasparenza della dignità di chi voglia autorevolmente sostenerla.
[un po’ di documentazione nei link di due pagine del mio blog – fonte 3]

NOTE

[fonte 1]

http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/08/16/news/io-poliziotto-dico-coi-migranti-salvini-si-comporta-da-criminale-1.325980?fbclid=IwAR3qQNzW-Yhcu0Y_qBgHjfs6OjihwLQwfwCjnq_c1RFSuLOizmh-4IxtsKE

[fonte 2]

17 agosto: Medico Lampedusa: Da pazzi pensare che io faccia una marchetta a Salvini.

https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/08/17/medico-lampedusa-pazzi-pensare-che-faccia-una-marchetta-salvini_kutgzDSNeqtCLr8UO0KhQJ.html

[fonte 3]
dal blog diariealtro.it
14 agosto: Qualche ostacolo per le scimmie sagge  http://diariealtro.it/?p=6820
14 agosto: Il coraggio della responsabilità                 http://diariealtro.it/?p=6812

 

18 Agosto 2019Permalink

10 agosto 2019 – Chi dorme sulla collina?

07 agosto – Elogio del pessimismo di Gianpaolo Carbonetto      (link in calce)

È quasi come veder crescere un bambino standogli accanto ogni giorno, o quasi: nessuno ne annota quotidianamente la crescita in altezza di una frazione di millimetro, o l’aumento di peso di un paio di grammi. Però, a un certo punto, ci si rende conto che qualcosa è profondamente cambiato e non soltanto nelle dimensioni del piccolo, ma anche nelle sue capacità: comincia a distinguere i numeri e le lettere e a compitare le prime sillabe. E allora ci si accorge che la sommatoria di piccoli mutamenti inevitabilmente porta a cambiamenti profondi.
La stessa cosa sta accadendo con la situazione sociale, politica ed economica in Italia.
Solo che se si guarda ai cambiamenti di mese in mese, l’osservazione non porta gioia, bensì sgomento.

Chi, soltanto qualche mese fa, per esempio, avrebbe potuto pensare che la sindaca di Monfalcone, la leghista Anna Maria Cisint, sia pure dopo aver fissato un tetto di presenze di bambini stranieri per classe nella scuola materna e dopo avere eliminato dalla biblioteca comunale i quotidiani “Il Manifesto” e “Avvenire”, potesse arrivare al punto di istituire un «punto di ascolto riservato» – in pratica una buca per delazioni anonime, con tutto quel che ne consegue – per denunciare gli insegnanti di sinistra che «con le loro ideologie, avvelenano i giovani, osteggiando apertamente le scelte democratiche che gli italiani stanno manifestando verso gli amministratori della Lega»?

Chi avrebbe potuto immaginare che una sezione della Lega, in un comunicato, attribuisse la strage di Bologna alle Brigate Rosse, mentre c’è una sentenza definitiva che ne ascrive la responsabilità alla destra eversiva e segnatamente a Mambro e Fioravanti? E che poi, davanti alle proteste per l’ennesima delle fake-news, si limitasse a dire che si può sbagliare, ma guardandosi bene dal ricordare che la responsabilità di tutti quei morti va attribuita, appunto, alla destra e non a quella sinistra terrorista che di morti ne ha tanti altri – ma altri – sulla coscienza.

Chi avrebbe ipotizzato che la parte leghista del governo, con il solito timoroso assenso di Di Maio e dei suoi più privi di autonomia di pensiero, fosse tanto desiderosa di mettere le mani sul mondo dello sport italiano e sui soldi del CONI da ignorare gli avvertimenti del CIO che da sempre pretende l’autonomia dello sport dalla politica e che adesso minaccia esplicitamente l’esclusione dell’Italia dalle Olimpiadi di Tokyo e l’annullamento della scelta di Milano e Cortina come sede per i futuri Giochi invernali?

Chi, soprattutto tra coloro che hanno avuto l’idea di votare 5stelle, avrebbe mai pensato di vedere il proprio partito preferito praticamente comandato da Salvini, quel ministro degli Inferni che travalica largamente gli ambiti istituzionalmente assegnatigli e che ottiene quello che vuole semplicemente ricordando a Di Maio e ai suoi senatori e deputati che quando questo governo cadrà e si tornerà alle urne, saranno in molti, e in primis il cosiddetto “capo politico” della Casaleggio Associati, a restare fuori dalle Camere e a dover cercare un nuovo sistema di sostentamento perché resteranno esclusi per il limite del doppio mandato, ma soprattutto per il crollo verticale del loro gradimento nei tanti che si erano illusi e che ora sono schifati e incattiviti?

Chi avrebbe mai immaginato che il ministro degli Inferni non avesse neppure preso in considerazione quello che è scritto in diversi articoli della nostra Costituzione prima di stilare quello che beffardamente è chiamato “Decreto Sicurezza bis” che è stato approvato chiedendo la fiducia a tanti grillini e darà tanto lavoro alla Consulta?

Chi poteva pensare che a tutt’oggi la teorica sinistra italiana potesse essere ancora più preoccupata delle lotte di potere intestine piuttosto che della necessità di formare nuovamente uno o più partiti che possano ridare fiducia agli elettori, magari preparando programmi seri e non vuoti slogan di velleitaria propaganda?
Potrei andare avanti a lungo con altre domande su questo tono, ma queste mi appaiono già sufficienti per mettere in luce il punto fondamentale: distrarsi, o rassegnarsi, è vietato anche per un solo giorno. È sbagliato starsene in silenzio, o senza scrivere, perché – si pensa – tanto si finisce per dire sempre le stesse cose, o in quanto si ritiene che comunque non si potrà influire sulla possibilità di accelerare almeno un po’ la fine di questa maledetta notte che stiamo attraversando. Saranno vere entrambe le motivazioni, ma il silenzio è comunque sbagliato, sia perché non si pungola gli altri, sia in quanto si perde la propria dignità. Me ne scuso.

Non è accettabile il rassegnarsi al fatto che ormai il bordo del burrone sia talmente vicino che la caduta appare quasi inevitabile, solo perché non si è ritenuto di opporsi ogni giorno, ma solo una volta ogni tanto. E non è neanche più lecito nascondere la realtà dietro le parole. È vero: in Italia non c’è il nazismo, ma, come allora in quel partito, oggi ci sono tantissimi italiani disumani. È vero: in Italia non c’è il fascismo, ma, come allora in quel partito, oggi ci sono tantissimi italiani che sentono la democrazia come un fastidio da limitare, se non da eliminare. È vero: in Italia non c’è nessuno che vada in giro con il cappuccio del Ku Klux Klan, ma oggi ci sono tantissimi italiani che neppure più si sognano di nascondere il loro razzismo.

E a questo punto l’unica possibile ancora di salvezza è il pessimismo, quel sentimento che ci fa temere sempre quel peggio che poi quasi sempre avviene e che ci sprona a fare qualcosa per resistere e per sovvertire quello che non è un destino ineluttabile. Ogni giorno e non solo di tanto in tanto.

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07 agosto 2019      Un commento sum ergo dubito     (commento al testo di Gianpaolo Carbonetto)

Da ”Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters
Dorcas Gustine

Non ero amato dagli abitanti del villaggio,
tutto perché dicevo il mio pensiero,
e affrontavo quelli che mancavano verso di me
con chiara protesta, non nascondendo né nutrendo
segreti affanni o rancori.
È assai lodato l’atto del ragazzo spartano,
che si nascose il lupo sotto il mantello,
lasciandosi divorare, senza lamentarsi.
È più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo dal corpo
e lottare con lui all’aperto, magari per strada,
tra polvere e ululi di dolore.
La lingua è magari un membro indisciplinato —
ma il silenzio avvelena l’anima.
Mi biasimi chi vuole — io son contento.

…ma qui non dobbiamo lottare contro un lupo (o una mucca in corridoio), bensì contro una malattia subdola ed infiltrante!
Nel frattempo i guru della sinistra, sempre per citare Lee Masters,
“Tutti, tutti dormono sulla collina”.

http://carbonetto-udine.blogautore.repubblica.it/2019/08/07/elogio-del-pessimismo/

http://lovemeblue.altervista.org/parlare-antologia-spoon-river/

10 Agosto 2019Permalink

16 luglio 2019 – In alcuni comuni veneti si rinnova il censimento etnico

 In alcuni comuni veneti si rinnova il censimento etnico (un tempo razziale ora forse non si può dire, però..)

Per iscriversi alla scuola elementare di una località a cavallo tra Venezia e Padova bisogna specificare la propria etnia, ovvero se sei sinti, rom, nomade o camminante.
Leggo che il modulo consegnato ai genitori ha fatto scattare l’immediata polemica sostenuta dalle famiglie che si sono rivolte ad una associazione che fa capo a Rifondazione Comunista che a sua volta ha contattato i propri legali perché si tratterebbe di un “abuso e discriminazione gravissima”, mentre la direzione scolastica sostiene che l’atto “serve per favorire l’integrazione”, salvo cambiare parere in rapida successione temporale.

Metamorfosi dirigenziale
Le finalità del modulo – chiarisce il dirigente – erano quelle della maggior inclusione possibile e non certo il contrario” e “Le informazioni che noi raccogliamo – rileva Marzolo (il dirigente scolastico) – hanno finalità istituzionali, tese a tutelare gli alunni e non a discriminali”.
Ma poco dopo leggiamo: “Se il modulo dal punto di vista legale ha dei profili di illegittimità lo cambieremo sicuramente“, dice Carlo Marzolo, il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Corner di Fossò e Vigonovo.
Mentre apprezzo la denuncia di Rifondazione Comunista, meravigliata dalla velocità della metamorfosi , vado avanti e scopro l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali)

Un inciso necessario: cos’è UNAR
L’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica, brevemente denominato UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, è l’ufficio deputato dallo Stato italiano a garantire il diritto alla parità di trattamento di tutte le persone, indipendentemente dalla origine etnica o razziale, dalla loro età, dal loro credo religioso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro identità di genere o dal fatto di essere persone con disabilità.
L’Ufficio è stato istituito nel 2003 (d.lgs. n. 215/2003) in seguito a una direttiva comunitaria (n. 2000/43/CE), che impone a ciascun Stato Membro di attivare un organismo appositamente dedicato a contrastare le forme di discriminazione.
In particolare, UNAR si occupa di monitorare cause e fenomeni connessi ad ogni tipo di discriminazione, studiare possibili soluzioni, promuovere una cultura del rispetto dei diritti umani e delle pari opportunità e di fornire assistenza concreta alle vittime.

Tanto basti per sapere con chi e cosa abbiamo a che fare
Dichiara il direttore di UNAR
13 Luglio 2019 Scuola distribuisce moduli con etnia per i bambini rom.
Loukarelis, Unar: “Inaccettabile discriminazione”
Ritengo assolutamente inaccettabile quanto accaduto nell’Istituto Comprensivo di Fossò-Vigonovo, dove ai bambini sono stati distribuiti dei moduli all’interno dei quali andava indicata anche la loro etnia, se rom”.
Così il Direttore dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), Triantafillos Loukarelis ha commentato l’episodio accaduto nell’istituto scolastico di Fossò-Vigonovo. “Si tratta di un atteggiamento discriminatorio – continua Loukarelis – condannato non solo dalla nostra Costituzione ma anche dal diritto internazionale. In nessun caso sono infatti ammessi censimenti del genere”.
Il dirigente scolastico ha prontamente assicurato il ritiro dei moduli e la ristampa senza l’etnia. “Provvedimento che cogliamo positivamente e, contestualmente, segnaliamo che i nostri uffici sono a disposizione di ogni altro ente che dovesse avere dubbi su simili questioni. Tutto ciò al fine di evitare il verificarsi di situazioni discriminatorie, che non fanno onore al nostro Paese”.
(Nota stampa UNAR) – 13 Luglio 2019                                                            [Fonte 1]

Le sorprese non finiscono qui
Vado ancora avanti e trovo nel sito dell’UNAR la scheda per la segnalazione di discriminazioni nel sito dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) in cui potevo dichiararmi vittima o testimone di discriminazioni.                                                                      [Fonte 2]

Ho scelto di essere ‘testimone’ come cittadina. Non so se accetteranno comunque ho scritto (rispettando i 500 caratteri imposti)
«Mi dichiaro cittadina testimone di una discriminazione indotta da legge. Dal 2009 la legge 94 all’art. 1 comma 22 lettera g impone la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione delle dichiarazioni di nascita. Tale prescrizione può condizionare i genitori identificati per uno ‘status geografico/burocratico’ a non presentarsi agli uffici anagrafici per timore di essere eventualmente espulsi. Non posso testimoniare casi concreti ma solo la mia indignazione di cittadina responsabile per una norma che ci umilia tutti minacciando alcuni».
Immediata la risposta automatica ma sempre gradevole visto che non è assimilabile a urla e ululati consueti in alto loco. “Your message was sent successfully. Thanks”.

Se non mi fossi trovata nella necessità di rispettare il limite avrei scritto, ma non è detto che il testo non mi serva a una prossima occasione quindi lo mantengo pro memoria:
“Sono testimone di una discriminazione indotta da legge.
Dal 2009 la legge 94 all’art. 1 comma 22 lettera g impone la presentazione del permesso di soggiorno per la registrazione delle dichiarazioni di nascita . Infatti l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello stato, avvenuta con la legge 15 luglio 2009 n.94 in combinato disposto con gli artt. 316-362 c.p., obbliga alla denuncia i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che vengano a conoscenza delle irregolarità di un migrante.
«Tale prescrizione condiziona i genitori stranieri che, trovandosi in situazione irregolare, spesso non si presentano agli uffici anagrafici, proprio per timore di essere eventualmente espulsi», sostiene il Terzo Rapporto Supplementare alle Nazioni Unite sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia (novembre 2017. cap.3.1).
Il rischio della irrimediabile ferita a chi nasce in Italia, differenziato dagli altri per le ragioni geografico/burocratiche del/dei genitori permane anche se la circolare n. 19 del 7 agosto 2009 del Ministero dell’Interno (Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali) afferma:
« Per lo svolgimento delle attività riguardanti le dichiarazioni di nascita e di riconoscimento di filiazione (registro di nascita – dello stato civile) non devono essere esibiti documenti inerenti al soggiorno trattandosi di dichiarazioni rese, anche a tutela del minore, nell’interesse pubblico della certezza delle situazioni di fatto».
Personalmente non posso testimoniare casi concreti ma solo la mia indignazione di cittadina consapevole e responsabile per una norma che ci umilia tutti minacciando alcuni.

[Fonte 1]
http://www.unar.it/scuola-distribuisce-moduli-con-etnia-per-i-bambini-nomadi-loukarelis-unar-inaccettabile-discriminazione/
[Fonte 2]
http://www.unar.it/cosa-facciamo/contact-center/fai-una-segnalazione/

Per leggere il testo della mozione 92 relativa alla registrazione delle dichiarazioni di nascita (presentatore Furio Honsell – regione FVG):                                                      http://diariealtro.it/?p=6724

16 Luglio 2019Permalink

11 luglio 2019 – Una capitana coraggiosa e le parole d’odio

11 luglio 2019 _ Carola Rakete , ecco la querela contro Salvini:    
                            “Sequestrate i suoi account Facebook e Twitter”  

Le 22 offese del ministro alla Capitana e la richiesta di chiudere le pagine ufficiali.
“Sono mezzi di propagazione dell’odio”. Diffamazione e istigazione a delinquere i reati ipotizzati. Salvini: “Ridicolo”. di Fabio Tonacci

 

ROMA – L’aveva annunciato già nell’intervista esclusiva a Repubblica di alcuni giorni fa, ora è passata ai fatti. Carola Rackete presenterà oggi pomeriggio (al più tardi domani mattina) alla procura di Roma una querela contro il ministro dell’Interno per “diffamazione aggravata” e “istigazione a delinquere”. Non solo. Nella denuncia chiede ai magistrati di sequestrare i mezzi attraverso cui passa quello che lei definisce il “messaggio d’odio”: le pagine ufficiali su Facebook e Twitter di Matteo Salvini.

Nelle quattordici pagine della querela l’avvocato di Carola, Alessandro Gamberini, riporta 22 offese del ministro, contenute nei sui tweet, nelle dirette Facebook e in alcune interviste televisive. “Matteo Salvini – si legge nel documento – mi ha definito pubblicamente e ripetutamente sbrufoncella, fuorilegge, complice dei trafficanti, potenziale assassina, delinquente, criminale, pirata, una che ha provato a uccidere dei finanzieri e ad ammazzare cinque militari italiani, che ha attentato alla vita di militari in servizio, che ha deliberatamente rischiato di uccidere cinque ragazzi e che occupa il suo tempo a infrangere le leggi italiane e fa politica sulla pelle dei disgraziati: la gravità della lesione al mio onore è in sé evidente”.
Pronta la replica di Salvini su Facebook. “La comunista tedesca, quella che ha speronato la motovedetta della Guardia di Finanza, ha chiesto alla Procura di chiudere le mie pagine Facebook e Twitter. Non c’è limite al ridicolo. Quindi posso usare solo Instagram???”.
Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini, commenta l’esposto della capitana della Sea-Watch.

La trentunenne tedesca ricorda ancora una volta che le sue azioni sono state motivate esclusivamente dalla necessità di tutelare la vita e l’incolumità fisica e psichica dei naufraghi a bordo. “La legittimità della mia condotta è stata riconosciuta allo stato dall’autorità giudiziaria (la gip di Agrigento Alessandra Vella, ndr) che l’ha valutata come adempimento di un dovere”. La Capitana Carola ricostruisce anche la “campagna diffamatoria” che da settimane il ministro conduce nei confronti della ong Sea-Watch. “Dice che si tratta di un’organizzazione illegale e fuorilegge, sostenendo che i suoi rappresentanti sarebbero complici di scafisti e trafficanti. Tali affermazioni sono lesive della mia reputazione e mettono a rischio la mia persona e la mia incolumità, in quanto dipendente e rappresentate della Sea-Watch”.

Sull’incolumità personale messa a rischio, come dimostrano centinaia di messaggi di offese e minacce apparsi su Internet (“contro di me si è generata una spirale massiva e diffusa di violenza”) si incardina la seconda parte della denuncia. “Non posso non aver paura di parole che provengono da chi esercita un ruolo pubblico così rilevante come quello di ministro, tra l’altro dell’Interno, che dovrebbe avere il ruolo, semmai, di tutelare anche la mia persona. Nelle parole di Matteo Salvini sono veicolati sentimenti viscerali di odio, denigrazione, delegittimazione e persino di vera e propria deumanizzazione”.

C’è anche la fotografia, pubblicata da Salvini, in cui il ministro è ritratto insieme a un gruppi di donne in divisa, e sotto la foto di Carola con la scritta “una criminale”. Per i legali di Carola, “è un’immagine che assume la connotazione di una segnalazione pubblica e rimanda ai manifesti dei ricercati, e quindi si tratta di un’istigazione pubblica a delinquere”. Nella denuncia sono trascritte le offese sessiste apparse in Rete e nei commenti ai post di Salvini, sugli account ufficiali. Motivo per cui la Capitana chiede il sequestro preventivo degli account ufficiali del ministro, sia quello su Facebook sia quello su Twitter: “La richiesta è legittimata dalla giurisprudenza della Corte Suprema – motiva l’avvocato Alessandro Gamberini – che autorizza il sequestro dei servizi di rete e delle pagine informatiche che non rientrano nella nozione di stampa e quindi non godono delle garanzie costituzionali in tema di sequestro di stampa”. [Fonte 1]

Un documento regionale del FVG  ben si connette alle ragioni del ‘caso’ della capitana
Mozione n. 55 “Sulla necessità di completare l’iter e approvare al più presto il Ddl nazionale S. 362” –

La mozione , presentata dal consigliere regionale Honsell il 19 febbraio 2019 è stata respinta nella seduta n. 83 del 26 giugno 2019

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
VISTO il Disegno di legge nazionale S. 362 “Istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”, presentato in data 14 maggio 2018;
APPURATO che il suddetto disegno di legge non ha ancora iniziato l’esame presso la prima Commissione permanente a cui è stato assegnato in data 26 giugno 2018;
RAVVISATO che recentemente l’ODIHR (Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti dell’uomo), istituito dall’OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), ente che si occupa di censire gli hate crimes in diversi Paesi del mondo, ha aggiornato i dati relativi al censimento dei crimini d’odio, intolleranza o razzismo, perpetrati in Italia nel 2017, rilevando che i crimini sono aumentati di circa il 30% rispetto al 2016 e quasi del 60% rispetto al 2013;
CONSIDERATO che i suddetti dati, su stessa specificazione dell’ODIHR, potrebbero rappresentare una stima a ribasso in quanto basata su crimini riconosciuti come tali dallo Stato italiano, il quale riconosce quali crimini d’odio i reati previsti dalla legge Mancino del 1993, che però si limita a punire l’odio razziale;
RILEVATO che il Codice Penale italiano non prevede una definizione di “crimine d’odio” e di conseguenza una legislazione specifica dedicata ai crimini d’odio verso altre categorie a rischio come ad esempio persone con disabilità, LGBTQ o appartenenti a minoranze, quale che sia la connotazione;
ATTESO che numerosi sono i casi di cronaca che testimoniano crimini d’odio perpetrati anche nel territorio regionale;
Tutto ciò premesso
impegna la Giunta regionale
1. ad attivarsi con le Presidenze di Camera e Senato e con la Presidenza del Consiglio affinché si inizi al più presto l’esame del Disegno di Legge citato al fine di velocizzare e rendere il più possibile condiviso il testo della legge e l’iter di approvazione;
2. ad attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale.

Post scriptum:

Il 28 ottobre dello scorso anno, nella relativa pagina del mio blog, ho presentato un breve commento alla “proposta Segre” [Fonte 2]  e, quando il consigliere Honsell ha presentato la mozione trascritta sopra, ho letto con particolare favore il punto 2 delle conclusioni:

Il Consiglio regionale impegna la giunta regionale:
“ad attivare politiche di sensibilizzazione e promozione sul territorio regionale anticipando in tal modo i contenuti e il senso della proposta legislativa della senatrice Segre, con la finalità di ribadire e rafforzare la tradizione di civiltà e apertura della nostra comunità regionale”.

Credo che a questo punto un minimo di elaborazione culturale condivisa sia urgente e indispensabile.
Non sarà un no dell’istituzione regionale a bloccare il desiderio di conoscere e la necessità di capire le ragioni di ogni parte.
Se è facile però capire quelle della proposta (tra l’altro molto ben illustrate nella relazione di presentazione) non conosco ancora quelle di chi vi si è opposto.
Spero di poterne prendere atto quando riuscirò ad avere un verbale d’aula o altra documentazione.
Bastino per ora le significative conclusioni del Consigliere proponente:

OpenFVG: Honsell, Aula perde occasione per contrastare discorso d’odio.

Il Consiglio Regionale oggi ha perduto un’occasione per contrastare il “discorso d’odio” che sta imbarbarendo la comunicazione sui social e sui media, dai giornali alle televisioni: ha votato infatti contro la mia mozione di sostegno al Parlamento della legge Segre e la richiesta di anticiparne i contenuti in questa regione istituendo un osservatorio che monitori il fenomeno. Questo voto negativo è un fatto grave anche perché il dibattito in aula di alcuni consiglieri è stato un chiaro esempio di discorso d’odio.

[Fonte 1]
https://www.repubblica.it/cronaca/2019/07/11/news/carola-230955102/
[Fonte 2]

29 ottobre 2018 – La prima proposta di legge della Senatrice Segre

11 Luglio 2019Permalink