14 novembre 2021 – A fronte del crollo di civiltà una persona sola non può fare nulla

Continuo a ridare vita al mio blog pubblicando una lettera che non voglio perdere spedita ad alcuni amici il 5 novembre
la grafica è penosa ma un po’ alla volta imparerò.
Vi segnalo in particolare l’asta dei marchi di Auschwi
tz a Gerusalemme

Gentili amici,
da dodici anni mi sto occupando di un problema giudicato (dalle più rispettate associazioni locali) irrilevante o irritante o una di quelle cose che è meglio non nominare a seguito di un ‘galateo’ del silenzio opportunista e omertoso. Il giudizio è mio e me ne assumo la piena responsabilità che non trasferisco ad altri.
Lo scorso mese di aprile stata presentata una proposta di legge (C3048) per correggere la stortura inserita nel 2009 nella nostra normativa che vuole la richiesta della registrazione della nascita di un proprio figlio in Italia accompagnata dalla presentazione del permesso di soggiorno .
[Per chiarezza: il riferimento è alla legge 94/2009 art. 1 comma 22 lettera G].
Naturalmente tanto vale per i cittadini non comunitari. Purtroppo mi sembra che la pur positiva presentazione non abbia caratteristiche che facciano pensare a un impegno politico, sostenuto dalla società civile, perché la proposta giunga all’approvazione prima di nuove elezioni.

Recita il decreto legislativo 286 /1998, Testo Unico sulle immigrazioni, naturalmente aggiornato, precisando con le parole evidenziate in grassetto alcuni aspetti che si vogliono noti mentre il silenzio copre il fatto che l’accesso alla registrazione della nascita non è più situazione protetta dalla non prevista esibizione del permesso di soggiorno come avveniva con la legge 40/1998 (cd Turco Napolitano).
«Fatta eccezione per i provvedimenti riguardanti attività sportive e ricreative a carattere temporaneo, per quelli inerenti all’accesso alle prestazioni sanitarie di cui all’articolo 35 e per quelli attinenti alle prestazioni scolastiche obbligatorie, i documenti inerenti al soggiorno di cui all’articolo 5, comma 8, devono essere esibiti agli uffici della pubblica amministrazione ai fini del rilascio di licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri provvedimenti di interesse dello straniero comunque denominati».
Affido ogni commento al Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia (Gruppo CRC), un network di associazioni italiane che opera al fine di garantire un sistema di monitoraggio indipendente sull’attuazione della CRC e delle Osservazioni finali del Comitato ONU in Italia.

I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia
11° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. 20 novembre 2020.

Cap. 3.1 (diritto di registrazione e cittadinanza)
“Inoltre, sempre in riferimento alla Legge 94/2009, che ha introdotto il reato d’ingresso e soggiorno irregolare e successivo obbligo di denuncia per i pubblici ufficiali incaricati di pubblico servizio, è emerso il rischio di mancata registrazione alla nascita per i minorenni nati in Italia da genitori privi di permesso di soggiorno. Nonostante la Circolare esplicativa n. 19/2009 del Ministero dell’Interno, nonché la successiva Legge 67/2014 che ha depenalizzato il reato autorizzando il Governo a convertire la fattispecie in una sanzione <…>la Legge 94/2009 continua a essere in vigore, rischiando di indurre in errore genitori in posizione irregolare, portandoli così a non provvedere alla registrazione alla nascita dei figli, per paura di essere identificati”.
http://gruppocrc.net/documento/11-rapporto-crc/
Come il solito, nella mia sprovvedutezza irrimediabile credevo che la diffusione di questa tematica con documenti sempre citati e linkati avesse un qualche effetto sulla società civile organizzata che potrebbe ora consapevolmente sostenere la proposta 3048 perché venga approvata prima delle prossime elezioni ma così non è: la forza dei ‘grandi’ si è sovrapposta alla insignificanza di ogni voce sola e soprattutto a quella di piccoli gruppi e persone seriamente interessate, motivate e correttamente informate che hanno finito per adeguarsi alle risultanze del clima omertoso che ho indicato all’inizio.
I neonati non hanno parola: ci vorrebbe il coraggio e l’impegno etico di prendere questa parola in vece loro perché tanto è loro dovuto.. Ma così non è.
Ancora una volta mi è stato detto che il mio incaponirmi non fa altro che esaltare la nullità del mio essere una.
Ho imparato: torno al mio blog trascurato dove continuerò a inserire notizie e valutazioni, cercando di non disturbare i manovratori di un consenso che torni loro utile.

Ora ci sono notizie che trasferirò nel mio blog a mia futura memoria e cito appena: rimandano a ben altro mentre ricordo quello che è successo a Novara, i no vax travestiti da internati nei campi di sterminio cui oppongo con un link la risposta di Liliana Segre e cui unisco con successivo link il rifiuto di Edith Bruck alla cittadinanza offertale dal comune di Anzio, dove cittadino onorario è anche Benito Mussolini
https://www.nextquotidiano.it/risposta-liliana-segre-no-pass-di-novara-vestiti-da-deportati/
https://www.avvenire.it/attualita/pagine/il-rifiuto-di-edith-bruck-mai-accanto-a-mussolini

Ammiro la senatrice Liliana Segre e la scrittrice Edith Bruck ma non mi basta, sono convinta che la deroga al riconoscimento dell’esistenza di chi non conta nulla sia solo il punto di partenza di altre deroghe che svuoteranno di significato i diritti fondamentali riconosciuti dall’art. 3 della nostra Costituzione.

Un esempio forte – che mi ha spinta a questo scritto – ci v iene da Israele:
La memoria della Shoah trasformata in mercato ha dato un primo esempio in Israele.
Vi prego di leggere il testo che ho ricopiato dal link che trascrivo inncalce e ho attivato inserendolo sul motore di ricerca google
ANSA.it Mondo Redazione ANSA TEL AVIV 03 novembre 2021
Rinviata l’asta dei timbri di Auschwitz per ‘marchiare’ gli ebrei
Dopo le polemiche, un tribunale ha bloccato la vendita di un simbolo della Shoah
Il tribunale distrettuale di Tel Aviv ha ordinato il rinvio di un’asta, fissata per il 9 novembre, in cui dovevano essere messi in vendita timbri di metallo utilizzati (secondo gli organizzatori) dai nazisti nel campo di sterminio di Auschwitz per tatuare le braccia degli internati ebrei.
Il ricorso è stato presentato oggi dal ‘Centro delle organizzazioni dei sopravvissuti alla Shoah’.
Il tribunale ha fissato “una udienza urgente” per il 16 novembre.

Intanto il presidente della associazione degli ebrei in Europa, il rabbino Menachem Margolin, ha scritto al ministro della giustizia israeliano Gideon Saar per chiedergli un intervento. “La prego di agire immediatamente – ha scritto – per impedire l’asta pubblica di quei timbri nazisti che, con nostro sgomento, è stata fissata proprio a Gerusalemme”. ”Agiremo secondo le decisioni del tribunale di Tel Aviv” ha anticipato il proprietario della casa d’aste, Meir Tzolman. Ha peraltro dubitato che il ministro della giustizia Saar abbia alcuna veste per intervenire nella vicenda.

IL CASO – L’orrore di Auschwitz era apparso nei giorni scorsi nel rione di Gilo, a Gerusalemme, dove una casa d’aste aveva messo in vendita reperti ritenuti ormai introvabili: otto piccoli marchi utilizzati per imprimere numeri sulla pelle degli ebrei internati in quel lager. “Sono otto tavolette di metallo, di un centimetro per un centimetro e mezzo ciascuna, su cui compare in risalto la sagoma di una cifra diversa” aveva spiegato il proprietario della casa d’aste, Meir Tzolman.
A breve distanza dal suo edificio, il direttore del Museo Yad Vashem Dany Dayan era subito passato all’attacco sostenendo che “il commercio di oggetti del genere è inaccettabile moralmente e non fa che incoraggiare la produzione di falsi”. “Yad Vashem – aveva aggiunto – si oppone a vendite del genere e chiede alle case d’aste e ai siti online di cessare le vendite di oggetti storici che derivano dall’Olocausto”. Tzolman aveva poi spiegato all’ANSA di aver deciso di mettere in vendita quella sorta di timbri “proprio per evitare il rischio che scomparissero dalle pagine della Storia” e nella speranza che raggiungano un museo. “Ad Auschwitz – ha raccontato – fu internato anche mio nonno, Yechiel Tzolman. Anche lui fu tatuato ad un braccio dai nazisti. Si salvò solo grazie alla prestanza fisica che indusse i suoi aguzzini a destinarlo a lavori pesanti piuttosto che all’eliminazione”. Dopo la Shoah sarebbe poi immigrato in Israele, dove è morto 20 anni fa.
La casa d’aste del nipote – un ebreo ortodosso – è peraltro un inno alla cultura ebraica, con vendite costanti di testi ebraici antichi e manoscritti. “Nella mia famiglia – ha aggiunto Tzolman – nessuno ha obiettato alla messa in vendita di quelle tavolette”.
A quanto gli risulta quei timbri di metallo con i punzoni a forma di cifra erano sistemati in un telaio di legno, e poi impressi a forza sulla carne del detenuto. Quindi nelle ferite aperte veniva versato un inchiostro indelebile di colore blu. “Era la stessa tecnica utilizzata allora per marchiare il bestiame – ha spiegato -. Ma le dimensioni erano state adattate appositamente per gli esseri umani, dunque erano molto più ridotte”. Con questi tatuaggi i nazisti volevano far comprendere ai prigionieri che anche se fossero scappati, sarebbero stati poi inevitabilmente rintracciati, come bovini allo sbando. Nella vendita è incluso anche un manuale prodotto dalla società tedesca Aesculap, che illustrava “l’uso corretto del prodotto”.
Secondo Tzolman, un sopravvissuto alla Shoah gli ha confermato di aver visto di persona quel genere di marchi. In Israele l’asta, fissata per il 9 novembre, ha sollevato un vespaio di polemiche. Ma Tzolman si dice determinato a non annullarla. “C’è un grande interesse, oggi le offerte si sono moltiplicate. Penso che quelle tavolette saranno acquistate ad un prezzo di 30-40 mila dollari”. Nulla di quanto afferma ha smosso minimamente Yad Vashem, che si è rifiutato di avere con lui alcun contatto. In termini generali ha fatto invece sapere di essere disposto a ricevere quelle tavolette per analizzarne l’autenticità e utilizzarle eventualmente come testimonianza storica del passato.

Ecco il link per una eventuale verifica.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/11/02/allasta-i-timbri-di-auschwitz-per-marchiare-gli-ebrei

E infine, a proposito di discriminazioni, o meglio di rifiuto delle discriminazioni, segnalo un prezioso libretto dei giuristi Francesco Bilotta e Anna Zilli: Combattere le discriminazioni. Forum. Se ne può anche ascoltare la lettura integrale on il link che riporto in calce.

Prima però trascrivo l’incipit del testo che, nella mia intenzione, chiude il cerchio che ho aperto con questo mio lungo, noioso intervento .
So già che qualcuno si chiederà che c’entra tutto questo con qualche neonato inesistente per legge. Io ho perso la fiducia nell’altrui ascolto : mi affido a questo testo di Stefano Rodotà (Il diritto ad avere dei diritti. Laterza. Bari 2012 pag. 76):
«Bisogna avere il coraggio dei diritti, vecchi o nuovi che siano. Non lasciarsi intimidire da chi ne denuncia l’inflazione, addirittura la prepotenza, la sfida ai valori costituiti. Viviamo un tempo di grande travaglio e difficoltà che però non giustificano le inerzie».

Aggiungo la bella citazione che trovo nella quarta di copertina. Non ha autore dichiarato, la faccio mia.
«Il contrasto delle discriminazioni va considerato un dovere di tutte e tutti: anche se non siamo le vittime di una discriminazione , la nostra sola tolleranza verso la discriminazione di cui siamo testimoni, ci mette nella scomoda posizione di contribuire a legittimare socialmente quel meccanismo di esclusione che abbiamo visto in azione».
https://forumeditrice.it/percorsi/storia-e-societa/diversa_mente/combattere-le-discriminazioni?version=open

Augusta De Piero

14 Novembre 2021Permalink

1 agosto 2021 – Calendario di agosto

1 agosto 1944 –        Rivolta del ghetto di Varsavia contro l’occupazione tedesca.
.1 agosto 1990 –       L’Iraq invade il Kuwait
.1 agosto 2014 –       Entra in vigore la Convenzione di Istanbul            [sintesi  nota 1]
.1 agosto 2021-         Aïd el-Kebir    Festa del sacrificio                  ………………..[nota 2]
.2 agosto           –     Giornata europea in memoria del PORRAJMOS, genocidio Rom.
[nota 3]
.2 agosto 1980 –       Strage alla stazione di Bologna
.3 agosto 1940 –       L’Italia invade la Somalia britannica
.4 agosto 1974 –       Bomba sul treno Italicus vicino a Bologna
.5 agosto 1938 –       In Italia viene pubblicato il Manifesto della razza   [testo – nota 4]
.5 agosto 1981 –        Viene approvata la legge 442.
……………………………. Abrogazione della rilevanza penale della causa d’onore. [nota 5]
.6 agosto 1945 –       Gli USA sganciano la bomba atomica su Hiroschima
.6 agosto 1978 –       Morte di Paolo VI.
.8 agosto 1945 –       Gli USA sganciano la bomba atomica su Nagasaki
.8 agosto 1956 –       Tragedia nella miniera di Marcinelle
.9 agosto 2021 –        Muharram 2021  -1443 AH (after Hijira).                           [nota 6]
12 agosto 1944 –       Strage nazista a Sant’Anna di Stazzema
13 agosto 1961 –       Inizia costruzione muro di Berlino
13 agosto  2021 –       Muore Gino Strada
14 agosto 1945 –        Resa del Giappone e fine della seconda guerra mondiale
14 agosto 1947 –        India – Dichiarazione di indipendenza
14 agosto  2018 –       Genova. Crollo del ponte Morandi.
15 agosto 1867 –        Regno d’Italia – Legge 15 agosto 1867, n. 3848
…………………………….…Legge per la liquidazione dell’asse ecclesiastico   [nota 7]
15 agosto 2009 –        Approvazione della legge 15 luglio 2009, n. 94
………………………………..”Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”
15 agosto 1917 –         Nascita del vescovo Romero
16 agosto 1924 –         Ritrovamento del corpo di Giacomo Matteotti
17 agosto 1893  –        Strage di Aigües Mortes                                               [nota 8]
17 agosto 1945 –         L’Indonesia si proclama indipendente dai Paesi Bassi
18 agosto 1936 –        Assassinio di Federico Garcia Lorca
18 agosto 2015 –        Assassinio di Khaled al Asaad
…………………………………direttore del sito archeologico  di Palmira
19 agosto 1954 –        Morte di Alcide De Gasperi
20 agosto 1960 –        Dichiarazione di indipendenza del Senegal
20 agosto  2019-         Dimissioni governo Conte 1
21 agosto 1940 –        Assassinio di Lev Trotsky
21 agosto 1964 –        Morte di Palmiro Togliatti
21 agosto 1968 –        L’URSS invade la Cecoslovacchia                            [nota 9]
23 agosto 1923 –        Assassinio di don Minzoni ad Argentea (FE)
23 agosto 1927 –        USA esecuzione di Sacco e Vanzetti
24 agosto 2004 –        Assassinio di Enzo Baldoni in Iraq
24 agosto 2016 –        Colombia. accordo governo-Farc
24 agosto 2016 –        Terremoto in centro Italia
25 agosto 1900 –         Morte di Friedrich Nietzsche
25 agosto 1989 –         Assassinio di Jerry Masslo a Villa Literno (Caserta)  [nota 10]
26 agosto 1769 –          Francia: Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino
26 agosto 1978 –         Elezione di papa Luciani (Giovanni Paolo I)
26 agosto 2018 –         Apertura Sinodo dell’Unione delle Chiese metodiste e valdesi
27 agosto 1999 –         Morte di Helder Camara – Brasile
28 agosto 1963 –         Martin Luther King guida la marcia su Washington per i diritti civili.
29 agosto 1991 –         La mafia uccide l’imprenditore Libero Grassi a Palermo
31 agosto 1994 –         Irlanda – L’IRA dichiara la cessazione di tutte le operazioni militari

NOTE:

[nota 1] Convenzione di Istanbul – contenuti
https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/0/750635/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione2-h2_h22

[nota 2]
https://www.linternaute.com/actualite/societe/1242541-aid-el-kebir-date-message-signification-les-secrets-de-la-fete-du-sacrifice/#date-aid-el-k%C3%A9bir-a%C3%AFd-el-adha-2019

Origine d’Aïd-el-Kébir L’Aïd-el-Kébir (aussi nommée Aïd-el-Adha, Aïd al-Kebir ou encore Eïd el-Adha), qui signifie « la Fête du sacrifice », est l’une des célébrations les plus importantes liées à la foi musulmane. Il s’agit d’une commémoration de la soumission d’Abraham (Ibrâhîm en arabe) à la volonté de Dieu lorsque celui-ci lui demanda de sacrifier son fils Ismaël. Certaines interprétations considèrent qu’il s’agit plutôt d’Isaac, le Coran ne mentionnant pas le nom du fils. Pour en savoir plus, consultez cet article d’Éric Geoffroy.

[nota 3]
Porajmos o Porrajmos (pronuncia italiana: poràimos; in romaní: [pʰoɽai̯ˈmos]; traducibile come “grande divoramento” o “devastazione”) è il termine con cui Rom e Sinti indicano lo sterminio del proprio popolo perpetrato da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale.

[nota 4] Manifesto della razza:
http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2018/07/14/il-manifesto-della-razza-ecco-il-testo-per-non-dimenticare-80-anni-dopo_94f44111-b55a-4545-93cd-05c829211a4e.html

[nota 5]       Alla fine del 1965 venne rapita una ragazza di Alcamo,  Franca  Viola.
Fu la prima donna in Italia a rifiutare il matrimonio riparatore.
Iniziò così il lungo processo che portò, il 5 agosto 1981 alla approvazione della legge  442  che cancellava dal codice penale italiano il delitto d’onore e il matrimonio riparatore.
Per arrivare a riconoscere lo stupro reato contro la persona dovettero  passare ancora parecchi anni e solo con la legge n. 66 del 15 febbraio 1996, “Norme contro la violenza sessuale”, si affermò il principio per cui lo stupro è un crimine contro la persona, che viene coartata nella sua libertà sessuale, e non contro la morale pubblica.

[nota 6]           L’anno islamico 1443 inizia nella notte fra il 9 e il 10 agosto.
Muharram 2021 will mark the start of New Islamic Year 1443 Hijri. The expected Gregorian Date of 1st Muharram 2021 is Monday, August 9, 2021 or Tuesday, August 10, 2021 depending on your location and sighting of the Moon of Muharram 1443

[nota 7]   Legge per la liquidazione dell’asse ecclesiastico
Locuzione adoperata per indicare i beni degli enti ecclesiastici nella legislazione eversiva delle proprietà ecclesiastiche, dal 1855 (anno della l. piemontese 878, con la quale ebbero inizio le soppressioni), al 1929 (Concordato lateranense), di cui è fondamentale la l. 3096/7 luglio 1866.
Per approfondire link all’articolo di A.C.Jemolo (1929)
https://treccani.it/enciclopedia/asse-ecclesiastico_(Enciclopedia-Italiana)

[nota 8]
17 agosto 1893 dieci operai italiani delle saline vennero uccisi a Aigues-Mortes, in Camargue, perché si era diffusa la falsa notizia che avevano ucciso  quattro  francesi.
L’odio per gli emigrati italiani che “rubavano il lavoro” scatenò il massacro e così un paese intero si scatenò contro gli operai italiani.

[nota 9]
Il 21 agosto del 1968 le truppe del Patto di Varsavia entrarono nella Cecoslovacchia per soffocare la stagione della Primavera di Praga che era iniziata  5 gennaio 1968, quando il riformista slovacco Alexander Dubček salì al potere, proseguendo fino al 20 agosto dello stesso anno, quando un corpo di spedizione dell’Unione Sovietica e degli alleati del Patto di Varsavia (ad eccezione della Romania) invase il paese.

[nota 10]
Riporto il link all’articolo di   Paolo Naso per l’esplicita connessione con il Sinodo della chiesa valdese e metodista aperto il 26 agosto.
https://www.nev.it/nev/2019/08/21/tutto-inizio-con-jerry-masslo/

1 Agosto 2021Permalink

18 luglio 2021 – Ho letto e non ho potuto far altro che appropriarmi di un testo straordinario.

Mauro Caruso  Ex Redattori LAMBDA    24 dicembre 2017  ·

INTERVISTA DI NATALE A GIUSEPPE DI 83 ANNI E ARMANDO 85 ANNI.

Vorrei chiedervi innanzitutto di presentarvi con parole vostre, avete tutto il tempo che volete… comincia tu Armando…

Armando: Allora mi chiamo Armando, sono del 32, tengo 85 anni, sono meridionale, di Foggia, i miei contadini erano, insomma non è che se la passavano tanto bene, eravamo 4 figli, papà lavorava in campagna, tenevamo un pezzo di terra e campavamo così… sai, le galline, tenevamo il maiale… i fichi, un poco di grano e si campava, quando io facevo la terza elementare è scoppiata la guerra… che io stavo da una zia a Foggia per studiare… e sono cominciati i guai: soldi niente, quello che facevamo in campagna se lo portavano all’ammasso, galline non ne tenevamo più, papà è andato in Africa e non ne abbiamo saputo più niente… che mica era come adesso… che stanno tutti i telefonini… allora non ci stava niente…

Papà e morto nel 42, in guerra… ma noi l’abbiamo saputo alla fine del 43… quando io tenevo undici anni, mamma, povera donna, che poteva fare? … che noi quattro eravamo, quella si ammazzava in campagna e poi la sera faceva le maglie… ma noi non è che tenevamo tanto da mangiare e poi sai fino al 46 stavamo proprio male… abbiamo fatto proprio la fame, io alla scuola non c’ero andato più e avevo cominciato pure io a lavorare in campagna però si campava male.

Dopo il 46, quando sono venuti gli americani le cose un poco sono cambiate… ma c’era pure tanta miseria… allora, nel 46, quando tenevo 14 anni non è che mi potevo mettere a pensare all’amore… che si doveva campare… io proprio non ci pensavo alle altre cose… Nel 48, quando tenevo 16 anni ho passato l’esperienza brutta, mo’ non so se la devo dire o no… be’… insomma … stava lì uno dei capi, quando stavamo a lavorare in campagna, questo prima m’aveva dato una pagnotta e un fiasco di vino e poi voleva che io andavo con lui, ma io non ci volevo andare, ma sono venuti lui e altri due e non c’è stato niente da fare e ci sono dovuto stare per forza, m’hanno caricato di botte e poi hanno fatto quello che volevano loro… Madonna mia come mi sono sentito dopo… ma manco ai cani una cosa simile, quelli erano come le bestie… io tenevo paura ma quelli ti potevano proprio ammazzare… e io non sapevo che fare… e che fai torni a casa e lo dici a mamma… ma tu te lo immagini?

… Ma io poi là non ci volevo tornare più, volevo andare ai carabinieri, ma tenevo paura che quelli poi si vendicavano sulla famiglia, hai capito? E non li ho denunciati… ma io una soluzione la dovevo trovare… ma allora tenevo solo 16 anni… allora sapevo che c’era uno del paese di papà, un mezzo parente nostro che teneva una cava di tufo… e l’ho detto a mamma per non farla preoccupare e me ne sono andato a piedi fino al paese, ho fatto 40 chilometri a piedi, e sono andato alla cava, là stava una polvere che non ti dico… sai con i mezzi di allora… e quello m’ha pigliato a lavorare là, ma pigliavo meno di quello che pigliavo in campagna, però erano gente onesta… da mangiare non ce ne stava per nessuno e io là dentro ero il più piccolo… e quello che potevano gli altri me lo davano a me… e io campavo così, uno di là dentro, penso eh… non lo so… ma penso che uno di là dentro pure mi aveva messo gli occhi addosso… ma era un’altra cosa… qualche cosa c’era, mi trattava bene ma non è che ha mai fatto proposte… insomma forse io pure un poco di corda gliel’ho data… ma insomma non è successo niente… e che potevo pensare all’amore in un posto come a quello? Qualcuno là degli operai era pure un bel ragazzo… però, che vuoi fare… mica mi potevo arrischiare… ah!

Una cosa… io ero gay, mo’ che parola che ci siamo imparati… tutta roba americana… e va be’… insomma ero gay pure prima che quelli facessero quello che hanno fatto… ma io non avevo dato mai corda a nessuno quando stavo in campagna… quelli erano proprio loro che erano delinquenti… alla cava no! Là a qualcuno un poco di corda gliel’avevo data pure io… io stavo sempre solo… eh! Che poi alla cava quelli che tenevano famiglia la sera se ne tornavano a casa e quelli come a me, stavano la pure la notte… ci stava un capannone di lamiera e stavamo la sotto tutti quanti, ma eravamo quelli giovani… 18/20 anni così… tu qualche cosa la potevi pure vedere, che non è che si vergognavano tanto… però insomma non è che ti potevi mettere a fare le cose tue in faccia a tutti… quando dovevi fare quello che tutti i ragazzi lo fanno te ne dovevi andare fuori la notte, dicevi che dovevi fare i bisogni e ti stavi fuori cinque minuti… così era…Insomma sono stato sette anni a lavorare alla cava, fino a 23 anni… nel frattempo i fratelli miei s’erano fatti grandi… quelli erano tutti più grandi di me io ero il più piccolo e lavoravano già… allora ho sentito che si poteva andare a lavorare al nord… era l’estate del ’55, io non tenevo né arte né parte, ma ci stava uno di Milano che stava cercando persone per lavorare là… che lui teneva una fabbrica… mi sono legato la valigia di cartone e me ne sono partito per Milano… allora poi arrivare da Foggia a Milano era come andare al polo nord… arrivo là, una cosa che non capivo niente, me ne vado all’indirizzo della fabbrica di quel signore, una cosa piccolina ma una fabbrica vera… e chi ti trovo che faceva la fila davanti alla porta? … A questo mi trovo… mi trovo a Peppino mio!

Io tenevo 23 anni e lui ne teneva 21, appena appena maggiorenne, che allora si diventava maggiorenni a 21 anni… me lo guardo, lui mi guarda e mi fa un sorriso… Madonna mia… che là nessuno m’aveva fatto un sorriso… e lo vedi come siamo noi… io sono proprio meridionale e lui era il ragazzo del nord.. biondo con gli occhi chiari… io non l’avevo mai visto uno così… un tedesco sembrava… be’ insomma era bello… e mo’ il resto glielo fai raccontare a lui…

Giuseppe: Io mi chiamo Giuseppe A. ho 83 anni, un po’ mal portati… sono nato in un paesetto vicino Padova… e allora il Veneto non era il Veneto di oggi… allora c’era la miseria nera. Io sono del 34… eravamo 9 figli, io ero il quinto, proprio in mezzo, ma nel 44 la famiglia mia è stata distrutta, non dalla guerra ma dalla polmonite, è morta mamma e 4 fratelli, due più grandi e due più piccoli di me, mio padre era morto due anni prima e a 10 anni sono andato a fare il garzone di latteria per guadagnare due soldi, partivo la mattina prestissimo, alle cinque, e dovevo accompagnare il padrone che andava per le stalle a raccogliere il latte. In pratica per me solo lavorare… altro niente… a 16 anni m’era sembrato che mi piaceva una ragazzina… ma io non capivo niente… vedevo che lo facevano tutti e pensavo che lo potevo fare anch’io… insomma quando lei m’ha detto che ci sarebbe stata io le ho detto che non era una ragazza per bene e che io volevo sposare una ragazza illibata… insomma, facciamola corta! E’ stata la prima balla che ho raccontato… Perché io l’avevo visto che non mi tirava a pensare alle ragazze, mentre invece ai maschietti sì… eh! Va bene… da noi una cosa interessante c’era… che i ragazzi andavano tutti a fare il bagno al fiume… e lì costume non ce n’era o almeno molti non ce l’avevano… si faceva la nuotata e poi ci si asciugava al sole e non erano mica ragazzini piccoli… no, no… c’era dai 16 ai 20 e pure di più… praticamente sono stati gli anni più belli della mia vita… lavoravo da cani, mi pagavano poco ma di ragazzi nudi ne vedevo tutti i giorni… certo dovevo stare attento… perché, tu lo sai eh… che succede quando ti trovi in una situazione del genere… ma io mi ero organizzato bene… insomma guardavo senza farmi vedere, c’avevo proprio i posticini miei, me li ero proprio studiati… e be’, e che vuoi fare? Se c’è la spinta si aguzza l’ingegno… poi nel 55 m’hanno mandato a Milano e lì ci siamo incontrati… ecco, in breve questa è la storia…

E a Milano che vita avete fatto?

Giuseppe:  E chiaro… sempre la vita dei morti di fame: in quattro in una stanza coi letti a castello, la sveglia alle cinque del mattino e il rientro a casa, se la poi chiamare casa, alle cinque del pomeriggio. In pratica vivevi solo la domenica… il resto lavoravi e basta!

Armando: Lo vedi mo’ come s’è fatto vecchio! Quello quando doveva uscire con me si faceva bene bene la barba, si metteva a posto i capelli… che allora ce li facevano portare cortissimi, perché alla fabbrica i capelli lunghi non li potevi tenere e s’era comprato pure una bottiglietta di lavanda, una piccola, che costava poco, però se ne veniva tutto profumato… e qualche volta andavamo al cinema, uscivamo tutte le domeniche e stavamo a chiacchierare tutte le sere ma prima di arrivare a capirci ci abbiamo messo più di un anno… allora era difficile, molto difficile e la storia l’ha cominciata lui… lui si credeva che era uno fine e se n’è uscito proprio secco secco… “ma tu per quelle cose là come fai?” Io non avevo capito niente, avevo pensato per fare i bisogni, e gli ho detto che andavo alla latrina… che quando ci sta la necessità uno non è che si può trattenere… e lui poi m’ha detto: “Ma quando lo fai a che cosa pensi?” … E a che cosa dovevo pensare? Non lo so io, ma tu quando vai al gabinetto a che cosa pensi? … e allora lui mi dice che lui quando lo faceva pensava a un bel ragazzo… e io dicevo: “Ma questo che dice? Fosse un poco fuori di cervello…”, poi m’ha detto: “Ma non è che tu quando fai certe cose pensi alle ragazze?” E allora a me mi s’è accesa la lampadina… allora ho capito! …

L’ho guardato fisso fisso e gli ho detto: “Non ho capito bene, scusa, puoi ripetere?” E lui ha detto: “Niente, niente, è cosa da niente…” e allora gli ho preso la mano e gliel’ho stretta e gli ho detto: “Peppì… e a quale ragazzo pensi quando fai quelle cose?” E lui m’ha detto: “Quello sei tu… però…” e stava cominciando col però… che quello è l’uomo del però. Io gli ho detto: “E lo sai a chi penso io quando faccio quelle cose?”. Lui m’ha detto “A me…” e qua ho fatto proprio una cosa da delinquente… gli ho detto: “No!”… Madonna mia come c’è rimasto male… però poi ho aggiunto subito: “Però da oggi comincio a pensare a te… se a te sta bene!”, lui m’ha detto: “Veramente?” e io gli ho stretto la mano forte forte… ecco così è successo. … Mo’ però facciamo una pausa… ripigliamo dopo, mo’ mi sono stancato un poco, la vuoi una cosa da bere?

(…) Allora adesso ho capito come vi siete conosciuti, quando tu avevi 23 anni e lui 21… e va bene, ma proprio la vita vostra vostra come è stata?

Armando: E come volevi che fosse noi soldi non ne tenevamo proprio, si campava, ma non è che si poteva pensare di fare altro, alla stanza dove stavamo eravamo in quattro… quello che ci mancava a noi era di potercene stare un poco per i fatti nostri… che noi pure ce ne avevamo bisogno… non è che volevamo fare chissà che cosa… però almeno un bacetto glielo volevo dare… però non si poteva fare neanche quello, e poi noi allora parlavamo tanto e pure di sesso, e sì, pure di sesso e lui mi raccontava tutte quelle cose di quando andavano al fiume coi compagni suoi e sai com’è… non è che sono cose che ti lasciano indifferente, io sapevo che lui con me ci sarebbe stato, come lui sapeva che ci sarei stato io… ma proprio non tenevamo il posto… che poi a noi metterci a fare certe cose dentro i gabinetti non ci piaceva proprio, che quello pure… come ti voglio dire… pure per fare un poco di sesso ci vuole un poco di tranquillità non è che fai così una cosa correndo correndo… ci vuole pure un poco di tenerezza, insomma ci si deve pure coccolare un pochettino… o no?Allora c’è venuta l’idea di andare a starcene per conto nostro. Noi non volevamo prendere una stanza in casa di altre persone, noi volevamo una casetta pure piccolissima ma nostra… una stanzetta sola… ma quando chiudi la porta ci stai solo tu… prima abbiamo visto un po’ in giro, poi s’è liberato un appartamentino… un buchetto proprio, una cosa che l’avevano ricavata all’ottavo piano togliendo le fontane del lavatoio… che prima a quella casa là il lavatoio stava sul tetto… l’ascensore non ci stava ma noi allora eravamo giovani e otto piani di scale si potevano pure fare. La cameretta era piccola ma tutto attorno ci stava la terrazza condominale e con ci veniva mai nessuno… Abbiamo fatto il contratto… che coi soldi ci stavamo pelo pelo e poi ci siamo trasferiti là… e quello era il paradiso nostro… che noi per quello ce l’eravamo presa la casetta là sopra.. e mo’ che ti devo raccontare? Mo’ mi metti a disagio… facevamo le cose che si fanno e che vuoi che facevamo… la cosa più bella non era nemmeno il sesso, no, la cosa più bella era quando faceva freddo l’inverno… che là ci faceva un freddo da morire, le finestre non chiudevano bene e riscaldamento non ce ne stava… che oggi nemmeno se l’immaginano e noi che facevamo… ci mettevamo dentro il letto, mettevamo sopra i cappotti e tutti i vestiti pesanti e si abbracciavamo stretti stretti, be’ poi stava pure tutto il resto… però era pure bello stare abbracciati… ma proprio per sentire meno freddo… che Peppino allora era proprio bello… mo’ che vuoi fare… ma allora era bello… che lui del nord è e a me i ragazzi come a lui mi sono sempre piaciuti tanto… mo’ insomma, mo’ te l’abbiamo detta la storia, mo’ queste cose qua le lasciamo perdere…

Giuseppe:  Digli della scuola…

Armando: Sì, sì… a un certo punto, mi pare che era il ’63 o il ’64… insomma è uscita una legge che si poteva fare la scuola media pure se lavoravi, si faceva il corso la sera e poi si faceva l’esame e noi l’abbiamo fatto, andavamo a scuola la sera, quando non ci stavano i ragazzini… c’erano i professori che ti spiegavano le cose e alla fine abbiamo pigliato la terza media… e là un poco le cose sono cambiate…Io al ‘64 tenevo 32 anni e lui 30, non è che eravamo più tanto giovanotti però la terza media l’avevamo pigliata e allora c’è venuto in mente di fare la scuola serale di perito elettrotecnico, noi pensavamo che era una cosa come la terza media ma allora si studiava… e insomma siamo stati cinque anni che la sera ce ne andavamo alla scuola appena finito il lavoro e stavamo là fino alla undici. Eh… era difficile! Certe volte siamo stati a studiare, a cercare di capire ma non si capiva proprio… mo’ la facciamo breve.. alla fine il diploma ce lo siamo pigliato che era il ’69… allora ancora i pezzi di carta valevano e alla ditta nostra siamo passati come periti… e lo stipendio era tutta un’altra cosa… e allora c’è venuto in testa che la casa ce la potevamo comprare, non quella ma una un poco meglio, una di due stanze, e l’abbiamo pigliata e, come ha voluto Dio, l’abbiamo pure pagata che non è mica tanto che l’abbiamo finita di pagare, poi sai erano i mutui vecchi, c’è stata la svalutazione e non era una cosa così pesante da pagare…

E la gente di voi sa?

Armando:  Mo’ che ti devo dire… se non sono stupidi… non è che te lo dicono… però io penso che l’hanno capito, ma a noi nessuno c’ha mai rotto le scatole… abbiamo fatto la vita nostra e basta… certo non è che andavamo abbracciati in mezzo alla strada… poi ci siamo fatti vecchi e ce ne siamo andati in pensione… mo’ si sopravvive… come Dio vuole… neanche tanto male… a noi non ci manca niente…

Avete timori per il futuro?

Armando: E certo, figlio mio, come fai a on avere timori per il futuro, noi vecchi siamo, un po’ di salute c’è ancora ma piano piano se ne sta andando pure quella… guarda a me non è che mi fa paura tanto la morte… quando l’idea che prima o poi o io o lui dobbiamo restare soli, allora quello è peggio della morte… ma come faccio io a campare senza Peppino? … non è possibile proprio, noi tutta la vita siamo stati insieme e mo’ speriamo il Padre eterno ci deve fare morire insieme, non è una cosa strana… io con Peppino c’ho passato la vita insieme… non è cosa solo di sesso…Noi abbiamo fatto tutto insieme, e mo’ vogliamo pure morire insieme, se il Padre eterno ci fa la grazia… solo quello preghiamo noi… la vita bella l’abbiamo fatta, mo’ è ora che ci mettiamo da parte… ma dimmi un poco… ma tu tutta questa storia nostra che ci devi fare? Perché quella non serve a niente… quella è importante per me e per Peppino… be’ comunque fanne quello che vuoi tu…

Ti vorrei chiedere un’ultima cosa, ma Peppino come ha reagito al fatto che tu sei stato violentato?

Armando: Io non sapevo come dirglielo, ma in un modo o nell’altro glielo dovevo dire e poi gliel’ho detto…

Giuseppe: Ma perché quelli che ci conoscono ci fanno sempre questa domanda? Scusa, scusa… io non mi arrabbio mica e a dirlo non ci metto niente… io ho pensato a come deve essere stato lui in una situazione simile e a come ci sarei rimasto io se fosse toccata a me… quando me l’abbracciavo pensavo che dovevo farlo sentire bene… tutto qua… ma ci stanno i delinquenti e non ci puoi fare niente… ci stanno! E basta!

Armando: Peppi’ digli la storia di quel ragazzo…

Giuseppe: E certo… quando noi eravamo grandi… 40 anni più o meno, c’hanno detto di un ragazzo che faceva la vita… che batteva va’… che l’avevano picchiato di brutto… questo ragazzo era non so che… mezzo parente di uno che lavorava da noi… e quello ce l’ha detto… e ha detto che non sapeva dove mandarlo perché a casa sua non se lo poteva portare perché c’aveva figli ragazzi e non voleva che stesso a contatto con quello… insomma ce lo siamo preso noi, c’aveva 21 anni era maggiorenne per fortuna, è venuto a stare da noi regolarmente, gli abbiamo dato l’altra stanza…Insomma era un bravo ragazzo, i primi tempi aveva paura di noi… si pensava chissà che cosa… poi quello che temeva lui non è successo e sì è affezionato… e noi abbiamo fatto tutta una famiglia, poi sai, piano piano gli abbiamo trovato un posto da noi alla fabbrica, s’è rimesso a studiare e ha finito gli studi… pensa che quando l’hanno pestato stava al terzo anno di filosofia, che uno così… e era pure un bel ragazzo, come gli poteva venire in testa di andarsene in giro di notte!

Ma lui pensava solo ai quattrini.. eh sì… insomma s’è laureato e se n’è andato a insegnare nelle scuole… e noi abbiamo fatto finta di essere due genitori e siamo andati a trovarlo a scuola… ma che bel professore che era! Con la giacchetta… con gli occhialetti, proprio serio serio… adesso ha più di cinquant’anni e sta con un amico suo… un po’ come stiamo noi… ogni tanto ci sentiamo… quindi noi un po’ siamo stati pure papà… Era dura prima eh! … e senza Armando sai che fine facevo io? …

Armando: Statti zitto! Ma sempre a dire stupidaggini! Che se non ci stavi tu io adesso dove stavo?

18 Luglio 2021Permalink

13 luglio 2021 – AMBASCIATORE UCCISO IN CONGO il 22 febbraio scorso

La moglie di Attanasio: «La mia vita per i bimbi di strada. Voglio che Luca resti fiero di me»

Zakia Seddiki, moglie dell’ambasciatore d’Italia: «Non ha avuto colpe, la sicurezza non dipendeva da lui»

Nei prossimi mesi dovrebbe aprire nel nostro Paese «Mama Sofia», l’associazione di volontariato fondata nel 2017 da Zakia Seddiki, la moglie dell’ambasciatore d’Italia Luca Attanasio ucciso nella Repubblica democratica del Congo. Sarebbe superficiale considerarla questione priva di rilievo: è un esempio di come una donna, una madre, può combattere perseguendo i propri principi e i propri ideali un dolore causato da armi e aggressività di altri esseri umani. «Luca mi diceva sempre: “Zakia sono orgoglioso di te, di quello che fai con Mama Sofia”. Dovrà continuare a esserlo anche se non è più fisicamente con noi», spiega in questa intervista la vedova del diplomatico, morto il 22 febbraio scorso. L’associazione ha dato aiuto in passato a bambini di strada e donne detenute.

Attanasio, come il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e l’autista Mustapha Milambo, è stato assassinato da sconosciuti mentre andava a visitare un centro scolastico nel Nord Kivu. Una zona del Congo già tormentata da Ebola, eruzioni vulcaniche, criminalità, corruzione e guerriglia mai spenta del tutto.

Capelli castani, viso dai tratti delicati, occhi di uno scuro intenso che risalta su una camicetta rosa, Zakia Seddiki risponde nell’aspetto esteriore al suo modo di esprimersi in un pomeriggio di estate. La sua determinazione è rivestita da qualcosa che sta tra la grazia e la riservatezza. Nei giorni scorsi questa donna di origini marocchine ha concluso un’altra fase della propria vita. È rientrata a Roma dal Congo. Nel Paese in cui abitava con il marito era tornata per portare via le cose di casa, impossibili da trasferire al momento della partenza improvvisa per i funerali di Stato in Italia. «Con la mia famiglia abbiamo dovuto chiudere un cerchio che andava chiuso. Era previsto che ci fermassimo a Kinshasa una settimana. Sono state tre. Il ritmo lì è lento: ho dovuto terminare i container la sera prima del rientro», racconta Zakia Seddiki.

Sono trascorsi quasi cinque mesi da quando suo marito è stato ucciso a colpi di mitra dopo l’assalto al convoglio su cui viaggiava. Lei ebbe molta solidarietà allora. Ne riceve ancora?

«Sento che tante persone mi sono vicine. Aiuta. Aiuta un po’ a non sentirsi soli».

Ha dovuto chiudere anche Mama Sofia?

«No. Mama Sofia in Congo rimane. È come un bambino che deve crescere».

Nelle mani di chi?

«Sarò sempre presente nell’associazione. Ci sono progetti in corso di esecuzione grazie ad alcune suore italiane. Le aiuterà una donna che prima era in servizio in ambasciata. Abbiamo fatto il punto giorni fa».

In che cosa consistono i progetti?

«Viene assistita una ragazza che ha vissuto due anni con l’intestino fuori dalla collocazione naturale e ha subito varie infezioni. Un altro progetto riguarda formazione professionale per ragazze madri disoccupate. Mentre ero a Kinshasa, ne abbiamo lanciato uno con un’associazione di ciechi affinché venga insegnato il mestiere di panettiere a non vedenti. Necessitano dell’accompagnamento di bambini, impossibilitati così ad andare scuola. L’obiettivo è anche consentire di studiare ai bambini».

Ne aveva parlato con l’ambasciatore Attanasio?

«Sono progetti che avevo discusso con lui e che era pronto a sostenere. Luca mi diceva sempre: “Zakia sono orgoglioso di te, di quello che fai con Mama Sofia”. Dovrà esserlo anche se non è più fisicamente con noi. Mama Sofia verrà registrata presto anche in Italia».

Per quali attività?

«Per essere utile a chi ha bisogno. Per esempio stranieri, ragazze che non riescono a frequentare la scuola e che non devono perdere il diritto di decidere sul proprio futuro. Sto riflettendo».

Con il trasloco lei si è stabilita a Roma?

«Per adesso sì. Con Luca avevamo previsto questa città per dare radici alle nostre bimbe».

La magistratura romana indaga su un funzionario del Programma alimentare mondiale. Ipotizza che sia responsabile di omesse cautele nella protezione dell’ambasciatore e di Iacovacci in quel viaggio nel Nord Kivu preparato dall’agenzia delle Nazioni Unite. Lei in febbraio mi disse: «Il Pam non ha organizzato la protezione in modo opportuno. Non hanno fatto quello che va fatto per una zona a rischio». Non è qui adesso che va emessa la sentenza. Le chiedo: l’inchiesta va nella direzione che si aspettava?

«Penso di sì».

Lei in febbraio mi disse anche: «Chiedo di rispettare Luca. Rispettiamolo, si rispetti il nostro dolore. Lo dico a chi vuole solo scrivere per scrivere, senza avere informazioni, o cambiare le mie parole». Suo marito sta avendo il rispetto che lei invocava?

«Non è uscito nessun altro articolo che mi attribuisse qualcosa che non ho detto».

Ci sono stati altri fattori esterni che le hanno causato turbamento?

«Ringrazio l’intero corpo diplomatico, sia coloro che stanno alla Farnesina sia coloro che sono all’estero, per avermi fatto sentire come se fossimo nella stessa famiglia. Ci hanno dato una mano per aspetti pratici, per tutto. Non normale è sembrata una dichiarazione di un viceministro che ci ha ferito».

Immagino lei si riferisca a quanto risposto a interrogazioni al Senato dalla viceministra degli Esteri Marina Sereni: l’ambasciatore a Kinshasa era, per la normativa, «la figura individuata quale datore di lavoro» alla quale spetta in autonomia «la valutazione dei rischi» e dotata dei «poteri organizzativi e di spesa». Risposta di ufficio fondata su mansionari, non un’accusa.

«Lo so, ma in questo periodo così complicato una cosa del genere fa sentire male. Luca non era formato per fare il militare. Non ritengo spettasse a lui valutare e gestire la sicurezza. Faceva il diplomatico. Convinto di un’idea».

Quale?

«Tante persone credono che fare il diplomatico consista in andare a cocktail. Sbagliano. Luca sosteneva che è un po’ una missione. E voleva far sentire ai missionari italiani la vicinanza dell’Italia. Li raggiungeva in posti difficili per dire: nel nome della Patria io, che la rappresento, vi sono vicino. Anche in Congo».

https://www.corriere.it/cronache/21_luglio_12/moglie-attanasio-la-mia-vita-bimbi-strada-voglio-che-luca-resti-fiero-me-ae84c802-e34f-11eb-aa6d-02d6b05969fd.shtml

NOTAho evidenziato in grassetto una frase per me centrale.
Forse ne parlerò  nei prossimi giorni.

 

13 Luglio 2021Permalink

9 maggio 2021 – Dal 25 aprile al 9 maggio- Un viaggio nel tempo , difficile ma non impossibile

Anniversario della Liberazione            domenica, 25 Aprile

Il 25 aprile è sempre stata una festa bella .
Al momento ufficiale di piazza libertà seguiva il  trasferimento a piazza 26 luglio.
Al centro il monumento che,  quando lo si pratichi all’interno,  svela uno spazio simbolico prezioso, dominato da una scritta di Piero Calamandrei che ricopio

« Quando io considero questo misterioso e miracoloso moto di popolo, questo volontario accorrere di gente umile, fino a quel giorno inerme e pacifica, che in una improvvisa illuminazione sentì che era giunto il momento di darsi alla macchia, di prendere il fucile, di ritrovarsi in montagna per combattere contro il terrore, mi vien fatto di pensare a certi inesplicabili ritmi della vita cosmica, ai segreti comandi celesti che regolano i fenomeni collettivi, come le gemme degli alberi che spuntano lo stesso giorno s’accorgono che è giunta l’ora di mettersi in viaggio. Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.»

Il monumento fu inaugurato nel 1969,  dopo non poche discussioni.
Calamandrei era scomparso nel 1956  quindi nessuna malizia nell’accettare il neutro universale dell’espressione uomini (il politicamente corretto è importante ma va praticato con una capacità di storicizzazione e senza fanatismi).
Voglio piuttosto soffermarmi sul « vivere da uomini», sottolineando il significato di una lotta di liberazione cui si deve  il tempo opportuno  per scrivere la Costituzione della Repubblica, un testo che si  proietta al futuro,  cui appartiene anche il nostro presente.
Quindi siamo eredi e nel contempo ‘signori’ di quel testo che sta a noi vivere e trasmettere.

Se non c’è figlio non c’è mamma
e se non c’è mamma non c’è bambino

In quel testo c’è un articolo, l’articolo 3,  che indica principi fondamentali, che nascono dalla dignità consapevole che ogni essere umano può scoprire nel fondo di sé, quei principi che la scritta di Piero Calamandrei ricorda nella sintesi straordinaria dello scritto: « l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.»

Ma oggi non mi basta la sintesi e ricopio l’intero articolo con rimandi ad altri della Costituzione  e soprattutto nell’angoscia che mi prende pensando ai tradimenti che  si propongono  in una fase oscura della nostra  vita che mi sento di definire tale ,  al di là di ogni melensaggine psicologica e fanatismo di coscienze  militarizzate.

Art. 3

« Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. »

Tradimenti .. appunto al plurale ma qui mi soffermo su un tradimento che si connette alla beffarda giornata della festa della mamma (incentivo al mercato … se mamma c’è).

Sappiamo (o fingiamo di non sapere,  scelta diffusa di una indifferenza praticata e furbescamente non proclamata)  che  dal 2009 la legge 94 (art. 1 comma 22 lettera G),  obbligando i migranti non comunitari a denunciare la nascita di un figlio in Italia presentando il permesso di soggiorno,  li espone al rischio che propongo con le parole  dell’11° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia.
 « Inoltre, sempre in riferimento alla Legge 94/2009, che ha introdotto il reato d’ingresso e soggiorno irregolare e successivo obbligo di denuncia per i pubblici ufficiali incaricati di pubblico servizio, è emerso il rischio di mancata registrazione alla nascita per i minorenni nati in Italia da genitori privi di permesso di soggiorno. Nonostante la Circolare esplicativa n. 19/2009 del Ministero dell’Interno, nonché la successiva Legge 67/2014 che ha depenalizzato il reato autorizzando il Governo a convertire la fattispecie in una sanzione   <…> la Legge 94/2009 continua a essere in vigore, rischiando di indurre in errore genitori in posizione irregolare, portandoli così a non provvedere alla registrazione alla nascita dei figli, per paura di essere identificati. »
(20 novembre 2020. Cap. 3.1  – diritto di registrazione e cittadinanza
Per opportuna verifica ecco il link in http://gruppocrc.net/documento/11-rapporto-crc/)

Non c’è verso di trasformare questa segnalazione in una trasparente e pubblica richiesta di modifica della legge che  abbia una forte visibilità e un pubblico riscontro, richiesta ovviamente  da proporsi  in forma associata riconosciuta  autorevole e non solo da singole persone che possono esser ignorate se non beffate.

Io so che nella piazza del 25 aprile 2021 ancora una  volta c’erano le condizioni perché si aggirassero i fantasmi di neonati umiliati a spie di chi, non potendo provvedere alla garanzia della loro esistenza giuridicamente fondata, non può dirsi genitore.

E io dovrei sentirmi a mio agio in una piazza inaccessibile a chi  come me è madre  ma in piazza non può dichiararsi tale perché una legge ha deciso che suo figlio non ha da essere?
Essere madri è un diritto – uguale per tutte – non un  privilegio

La crepa aperta nel nostro sistema da una norma infame se non  viene cancellata  ne aprirà altre:
è una deriva che  l’Europa ha già conosciuto in quelli che ritenevamo essere i suoi anni peggiori e, favoleggiavamo,  chiusi.
Possiamo ancora permetterci di considerarli i peggiori (per ora), sapendo però che non sono chiusi.

Per chi volesse sapere qualche cosa di più sul monumento alla Resistenza di Udine.

http://eliovarutti.blogspot.com/2016/06/marconi-spiega-il-monumento-alla.html

9 Maggio 2021Permalink

 14 aprile 2006  –  Liliana Segre, una grande donna in Senato e uno studente dell’università di Bologna in carcere.

UNA GRANDE DONNA ENTRA IN SENATO PER PRENDERSI PERSONALMENTE CURA DEL DIRITTO UMANO DI UN GIOVANE STUDENTE EGIZIANO.

Voglio  iniziare la ripresa del mio blog (bloccato da un po’ per la mia insipienza digitale ma non solo) trascrivendo  le  dichiarazioni della grande senatrice Segre che andrà in Senato nonostante il Covid associato ai suoi 90 anni.

” Ho firmato con profonda convinzione la mozione che chiede al governo di concedere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki, detenuto senza alcuna motivazione e senza processo sin dal 7 febbraio 2020 nelle carceri egiziane. Oggi sarò presente in aula per appoggiare la mozione e la liberazione di Zaki“.
Si schiera così con lo studente dell’Alma Mater anche la senatrice a vita Liliana Segre.
“La sua detenzione senza processo è una violazione clamorosa dei diritti umani e civili che lo Stato democratico italiano non può accettare senza fare il possibile per ottenerne la liberazione”.

Cittadinanza a Zaki: si schiera Liliana Segre – Cronaca – ilrestodelcarlino.it

Aggiungo (ma non mi fermerò qui) un mio piccolo articolo sul n.263 di Ho un Sogno, un periodico locale, in cui scrivo della senatrice Segre, quando ancora non sapevo del su ritorno in Senato .

“Tu voltati, voltati sempre a guardare l’altro”
La senatrice Segre è una portatrice di memoria  inquietante . Lo è stata da  quando  è entrata in Senato il 7 giugno 2018  ricordando che  «il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha deciso di ricordare l’ottantesimo anniversario dell’emanazione delle leggi razziali, razziste, del 1938 facendo una scelta sorprendente: nominando quale senatrice a vita una vecchia signora, una persona tra le pochissime ancora viventi in Italia che porta sul braccio il numero di Auschwitz».
I senatori si alzarono in piedi applaudendo, tutti.
La vecchia signora non costituiva una minaccia: simbolo di un ricordo  ingombrante  ma  niente di più.  Molti di loro non si rendevano conto che la senatrice Segre veniva da un’esperienza trentennale di rapporto instancabile con i giovani  cui aveva offerto la conoscenza  non solo di una memoria ferita ma di una  testimonianza incisa nella carne: «  dovevamo cominciare a dimenticare il proprio nome … . Mi venne tatuato un numero sul braccio e dopo tanti anni si legge ancora bene, 75190 ».
E il ricordo si fa presente perché declinato in  parole che evocano l’attualità:  «Sono stata anch’io richiedente asilo, clandestina, respinta . Vivevamo immersi nella zona grigia dell’indifferenza. L’ho sofferta, l’indifferenza. Li ho visti, quelli che voltavano la faccia dall’altra parte. E anche oggi ci sono persone che preferiscono non guardare».
Il crescendo di un discorso  la porta a ricordare « quei tanti che, a differenza di me, non sono tornati dai campi di sterminio, che sono stati uccisi per la sola colpa di essere nati, che non hanno tomba, che sono cenere nel vento.  Salvarli dall’oblio non significa soltanto onorare un debito storico verso quei nostri concittadini di allora, ma anche aiutare gli italiani di oggi a respingere la tentazione dell’indifferenza verso le ingiustizie e le sofferenze che ci circondano».
Quando la ‘tentazione dell’indifferenza’  si fa riferimento esplicito è troppo. Ci sono parole che nemmeno  la senatrice  Segre può permettersi di rendere attuali: « Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi». E gli applausi dei senatori si fanno selettivi.
E’ difficile chiamare con il suo nome ogni olocausto  e proprio per questo  i nomi vanno ricordati non possono essere affogati nel grigiore dell’indifferenza  “Aktion T4, Porrajmos e Omocausto”.
Per sé non scuotono la coscienza come dovrebbero fare: l’indifferenza li colloca nello spazio del grigiore che li allontana.
Ma ancora una volta è Liliana Segre che offre lo strumento necessario per non renderci ammorbati dall’indifferenza, la forma più comoda del negazionismo.
Ricorda che durante una selezione si rese conto che Janine, la piccola francese che lavorava con lei alla fabbrica di munizioni e la seguiva nella fila di scheletri nudi quali ormai quelle donne erano , si era ferita e sarebbe stata eliminata. Ormai sapeva leggere gli sguardi e i cenni degli aguzzini.
Capì ma non  osò voltarsi per salutarla e se lo rimprovera ancora.
Una scheggia di umanità nella disumanità diventa l’indicazione dell’unica strada possibile:
« Tu voltati, voltati sempre a guardare l’altro »  perché ciò di cui non si nega la vista, esiste e va affrontato con  la dignità  degli sguardi che si incontrano. Non sempre succede.

C’è una connessione fra le due notizie? Nel mio intento sì e ne scriverò presto.

14 Aprile 2021Permalink

8 novembre 2018. “Fra Trump e la Repubblica italiana – Un elemento significativo di solidale vicinanza – Primi segni di dignità sostenibile – Seconda puntata

Poco fa ho pubblicato  nel mio blog un pezzo intitolato
“Fra Trump e la Repubblica italiana – Un elemento significativo di solidale vicinanza”
[Nota 1]

Di recente sono emersi segni di dignità che potrebbero indurre a sperare in un cambiamento.  Speranza? Non so . Ma sono esempi di dignità cui voglio rendere onore.
So che resistere  per 12 anni è difficile, lo provo sulla mia pelle, ma so anche che la violazione di un diritto fondamentale, previsto in Costituzione e nella legislazione internazionale, ferisce anche tutti  coloro che non ne sono personalmente colpiti.
E’ un attentato alla nostra dignità di persone e cittadine/i: parlo evidentemente della registrazione della dichiarazione di nascita  negata ai nati in Italia se figli di migranti non comunitari.  Mi è noto che  la negazione di esistenza giuridicamente riconosciuta a questi neonati ha autorevoli sostenitori che confortano politici opportunisticamente asserviti  e organizzazioni della società civile che hanno scelto  di essere suddite .       [Nota 2]

Nel mare dell’indifferenza è consolante ritrovare i propri simili, capaci della dignità di dire NO anche se non conviene

 Nel 2014 anche con una forte presenza locale (GrIS  FVG) la Società di Medicina delle Migrazioni in un proprio congresso segnalò la necessità di cambiare la legge (94/2009 art. 1 comma 22 lettera G) che negava e nega la registrazione della dichiarazione di nascita dei figli dei Sans Papier.
In quell’anno, nell’ambito di un convegno della SIMM svoltosi a Udine avevamo, con la dott. Chiara Gallo,  costruito un panel per spiegare dettagliatamente cosa sia un  certificato di nascita.   Alcune di noi si illudevano ancora  sulla consapevolezza della funzione del certificato di nascita nella vita di ognuno. Fu così che Suzi Cucchini, forte di un certo  numero di manifesti che riproducevano quel panel,  decise di recarsi dove bacheche esposte al pubblico lo potevano accogliere. Ebbe qualche consenso ma anche inimmaginabili  rifiuti.
Per il resto silenzio che preferisco non documentare in chi lo sostenne e promosse:  per molti altrimenti insospettabili ci sono bambini cui  può essere negato il certificato di nascita.

E più o meno un anno fa la svolta

Giuseppina Trifiletti, che ama scrivere di teatro, volle esaminare assieme a me e a Giuliana Catanese la questione e ne scaturì un pezzo teatrale su cui si è misurato il  piccolo gruppo NonSoChe  che ha capito e per mesi ha dedicato il suo impegno a preparare la recita dello spettacolo “Nelle mani degli dei. L’odissea di un bambino invisibile”.
Quando tutto era pronto … il covid.
Nel periodo estivo fu possibile la rappresentazione (naturalmente nel rispetto delle norme di sicurezza) il 3 agosto nella sala della Comunità di San Domenico (che si era resa disponibile anche per le prove) e il 5 agosto al teatro San Giorgio.
Era la prima volta che un impegno culturale, segno di una dignità mantenuta e cercata, diventava strumento di diffusione della consapevolezza della dignità negata.
Intanto però maturava una possibilità nuova per cui devo riconoscimento e gratitudine all’amico Francesco Bilotta, docente all’Università di Udine di diritto civile e antidiscriminatorio, che mi ha confortato non solo con la pazienza dell’ascolto e il sostegno della sua competenza ma anche con l’inserimento dello spettacolo in una attività dell’Università di Udine.
Il 25 settembre infatti lo spettacolo andava in scena nella sala Madrassi g.c. di via Gemona (Udine), anche qui nel rispetto puntuale di tutte le misure di sicurezza,  nell’ambito del Festival dello sviluppo sostenibile cui aderisce l’Università di Udine , presentato dai proff. Marina Brollo e Francesco Bilotta.                                                                                  [Nota 3]
Trascrivo in una successiva puntata  i testi dei loro interventi pronunciati in apertura.
Ricordo anche il mensile genovese il Gallo   che ha dato ampia informazione sull’argomento e il periodico Ho un Sogno (reperibile presso  la libreria CLUF di via Gemona 22 – Udine) che non si è mai negato all’informazione sull’argomento.
Infine non voglio dimenticare la mozione presentata  dal consigliere prof. Furio Honsell in consiglio regionale di cui dirò di più in una prossima puntata.
Ed è con vero piacere che segnalo il link a un sito di Martignacco che consente di vedere l’odissea di un bambino  invisibile                                                                      [Nota 4]

[Nota 1]               https://diariealtro.it/?p=7516

[Nota 2]    Si veda il mio post del 13 giugno :  “Quando i Vescovi non dicono il vero”

https://diariealtro.it/?p=7334

[Nota 3]

https://qui.uniud.it/notizieEventi/citta/festival-dello-sviluppo-sostenibile-eventi-e-conferenze-all2019universita-di-udine

[Nota 4]   www.martignaccospazioaperto.it

8 Novembre 2020Permalink

1 novembre 2020 – Calendario Novembre

Premessa:    Il 20 novembre 1989 L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convezione internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che l’Italia ha ratificato con legge 176/1991, affermando il diritto assoluto di ogni nato  alla registrazione della nascita. Con aggressiva, devastante  indifferenza l’Italia nel 2009 con legge 94 ha escluso dalla dovuta certezza di questo diritto i nati in  Italia se figli di sans papier.
Lo fece, con voto di fiducia, un  Parlamento ormai in  maggioranza capace di far precedere la più opportunistica e abbietta convenienza al diritto e all’etica.
Quello che più mi turba è l’ostinata determinazione con cui il mondo delle associazioni più ‘rispettabili’ rifiutano una parola di dissenso rispetto a questa norma feroce.
Non posso non associare questo silenzio a quello che coronò l’evento che ricordo nel calendario il 17 novembre.
L’immagine in fondo è la parete del  ‘binario 21’ . il binario della stazione di Milano da cui partivano i treni per i lager dove i deportati avrebbero perso la propria identità. Il nome ne veniva cancellato per essere sostituiti da un  codice numerico.

novembre 1911 –            Primo bombardamento aereo italiano in Libia
…………………………. … ……(e primo bombardamento aereo della storia).
.1 novembre 2009 –     ..Morte della poetessa Alda Merini
.1 novembre 2016 –     ..Morte di Tina Anselmi, prima donna ministro nella storia della
……………………………… .repubblica
.2 novembre 1975 –     ..Assassinio di Pier Paolo Pasolini
.3 novembre 1970 —    ..Salvador Allende diventa presidente del Cile.
.4 novembre 1966 –     ..Alluvione di Firenze
.4 novembre 1995 –     ..Assassinio di Yitzhak Rabin
.5 novembre 2017 –     ..Elezioni in Sicilia. Disastro tutta sinistra
.6 novembre 1962 –     -Risoluzione ONU contro l’apartheid in Sudafrica
.7 novembre 1917 –     ..Rivoluzione d’Ottobre
.8 novembre 1960 –     ..USA: elezione alla presidenza di J.F.Kennedy
.8 novembre 2016 –      ..USA: elezione alla presidenza di D. Trump
.9 novembre 1938 –      ..Germania: “notte dei cristalli”
.9 novembre 1989 –      ..Germania: abbattimento del muro di Berlino
.9 novembre 1993 –      ..Distruzione del ponte di Mostar
10 novembre 1483 –      ..Nascita di Martin Lutero
11 novembre 1992 –      .La chiesa anglicana inglese ammette le donne pastore
…………………..….……………….(gli anglicani usano anche il termine ‘prete’).
………………………..………. Dicembre 2014: consacrazione della prima ‘vescova’
13 novembre 354 –       .. Nascita di Agostino di Ippona
13 novembre 2015 –     .. Attentati dell’ISIS a Parigi – strage del Bataclan
15 novembre 1988 –      .L’ANP annuncia la nascita dello stato palestinese
16 novembre 1989 –      . Salvador – strage dell’UCA – Universidad entroamericana
……………………………….. …. Simeón Cañas
17 Novembre 1938 –    .. REGIO DECRETO LEGGE n. 1728
…………………………………..Provvedimenti per la difesa della razza italiana
18 novembre 1626 –      ..Consacrazione della basilica di San Pietro .. 
19 novembre 1975 –      ..Spagna: morte del dittatore Francisco Franco
20 novembre 1945 –     .. Inizio del processo di Norimberga
20 novembre 1989 –        L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva la
………………..…..……………Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia
……………………….…………….e dell’adolescenza (nota 1)
22 novembre 2004 –      .Ucraina: inizio della ‘rivoluzione arancione’
23 novembre 1971 – ……La Cina sostituisce Taiwan nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
25 novembre 1973 – ……Grecia: golpe militare
25 novembre –                ..Giornata contro la violenza sulle donne
25 novembre 1992 – …… Il Parlamento vota la divisione fra Repubblica Ceca e Slovacca
25 novembre 2016 – …  ..Morte di Fidel Castro
26 novembre 1915 – … ..Einstein presenta la teoria della relatività generale
26 novembre 1954 – ..  . Ritorno di Trieste all’Italia
27 novembre 1941 – ……Resa di Gondar: l’Italia lascia l’Africa Orientale.
…………………………………….(Gondar – antica capitale imperiale dell’Etiopia)
29 novembre – ……………ONU: giornata internazionale di solidarietà con il popolo
…………………………………….palestinese
30 novembre 1780 -……..Muore Maria Teresa d’Austria
30 novembre 1786 -…     Il granduca di Toscana abolisce la pena di morte
30 novembre 1943 -……..Morte di Etty Hillesum ad Auschwitz
30 novembre 1999 – ……Seattle: prima mobilitazione del movimento no-global
…………………………….….
Note:
[nota 1] L’elenco delle giornate internazionali celebrate dalle Nazioni Unite si raggiunge con http://www.centrounesco.to.it/?action=view&id=337

1 Novembre 2020Permalink

24 ottobre 2020  – Incontro per la pace. Il grande imam di Al-Azhar

Nota di augusta: in un momento
di tante e confuse informazioni diverse
 per fortuna c’è Adista

Incontro per la pace/Imam Al-Tayeb: «La globalizzazione della fratellanza umana»

Redazione 21/10/2020, 23:11

ROMA-ADISTA. Il grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, non era presente all’incontro di preghiera per la pace «Nessuno si salva da solo. Pace e fraternità» promosso dalla Comunità di sant’Egidio ieri pomeriggio al Campidoglio. Ha però inviato un messaggio, che è stato letto da Mohamed Abdel Salam Abdellatif, segretario generale dell’Alto Comitato per la Fratellanza umana.

«Il mondo sta vivendo da quasi un anno un incubo terrificante a causa dell’epidemia di Coronavirus. Neanche uno stato è sfuggito alle sue ripercussioni, nessun popolo è sfuggito, nessuna economia si è salvata dai suoi effetti devastanti, e quanto sono più pesanti le ferite del cuore. Ciò che aggrava la dolorosa realtà è la vista di questi milioni di rifugiati, sfollati, senzatetto e vittime di zone di conflitto. Questa epidemia ha peggiorato le loro terribili condizioni in assenza della necessaria assistenza sanitaria. Allo stesso modo, interi popoli non sono stati in grado di affrontare l’epidemia.

Nonostante tutti questi rischi posti dal Coronavirus, c’è un’altra antica epidemia che si rinnova, che pensavamo sarebbe scomparsa di fronte a un pericolo che minacciava l’intera umanità, l’epidemia della discriminazione e del razzismo, una malattia che colpisce ed erode la coscienza umana. Ma, anziché osservarne la scomparsa, siamo stati scioccati nel vedere nuove forme di discriminazione a causa del Coronavirus, al punto che abbiamo sentito appelli ad abbandonare alcuni gruppi di persone al loro destino per offrire le cure prioritariamente ad altre persone, abbiamo sentito voci che chiedono di testare il vaccino su un certo gruppo di persone, sono voci che attestano solo la disumanità da parte di chi le pronuncia.

Oggi, ci aspettiamo con il mondo intero che gli sforzi scientifici siano coronati dal successo nella ricerca di un farmaco che ci salvi da questo incubo che sta per completare un anno dalla sua apparizione, mentre continua a uccidere l’umanità.

Vorrei riaffermare che la cura per l’odio umano e il razzismo è quell’antidoto che sgorga dal cuore delle amare esperienze che abbiamo vissuto e che prova colui che è dotato di una coscienza viva. Questo antidoto è la fratellanza umana, in cui vedo una solida immunità capace di affrontare le epidemie intellettuali e morali.

Il concetto di fratellanza umana non significa che ci accontentiamo di accettare l’altro, ma piuttosto che ci battiamo per il suo bene e la sua sicurezza, ci rifiutiamo di discriminarlo a causa di qualsivoglia differenza, e che non risparmiamo sforzi nel diffondere questi alti principi tra la gente.

Illustri partecipanti,

Il nuovo ordine mondiale ha promosso il concetto di globalizzazione e ci ha promesso che avrebbe portato per il mondo intero i valori della libertà, della giustizia e dell’uguaglianza, che rappresentano valori umani veramente meravigliosi. Tuttavia, abbiamo presto scoperto, purtroppo, che questi nobili valori hanno portato all’umanità sfruttamento disumano con l’esclusione del diverso, l’imposizione di un unico modello culturale, l’eliminazione delle identità, la rivendicazione del diritto alla tutela dei popoli, la pretesa dell’esistenza di un modello culturale unico adatto all’umanità, mentre modelli diversi sarebbero diventati una reliquia della storia. La globalizzazione è così caduta nell’equivoco e nella contraddizione tra i proclami e la realtà della gente, portando delle ricadute ancora più malvagie delle epoche più buie. Abbiamo visto cadere questi valori quando il mondo ha preferito ignorare popoli interi costretti all’esodo e vittima di uccisioni e della morte per fame come è il caso per i Rohingya che sono stati abbandonati alla loro sorte in mare aperto.

L’avvento del Coronavirus ha annunciato al mondo la morte della globalizzazione che aveva diviso il mondo, separato gli esseri umani, allontanato la morale e i valori, emarginato la religione. Oggi è giunto per noi il momento di adottare una nuova globalizzazione, basata sulla fratellanza umana, che promuova l’uguaglianza di tutti gli esseri umani quanto a diritti e doveri, che radichi la convivenza sociale e si impegni al rispetto delle specificità e delle identità religiose e culturali, che fermi la corsa agli armamenti e reindirizzi le centinaia e migliaia di miliardi spesi per le armi verso l’istruzione, l’assistenza sanitaria e la ricerca scientifica. Allora, e soltanto allora, potremo far fronte ai disastri e alle epidemie e saremo più forti di fronte alle varie crisi.

Dinanzi a questa crisi asfissiante abbiamo, come dotti e religiosi appartenenti alle diverse religioni, il ruolo importante di far ritornare i popoli alla religione e al suo messaggio autentico che innalza i valori umani, che sono stati emarginati e abusati, ed accusati spesso di essere la causa del terrorismo e dell’estremismo, e dopo che l’ateismo e le filosofie mondane e materiali sono riuscite ad oscurare ciò che implicano i messaggi celesti, ossia il bene, l’amore, la pace.

Lasciatemi commentare qui l’orrendo omicidio a Parigi.

Nella mia veste di sheykh di al-Azhar dichiaro davanti a Dio onnipotente che io dissocio me stesso e i precetti della religione islamica e gli insegnamenti del profeta Maometto – su di lui la pace e la benedizione di Dio – da questo peccaminoso atto criminale e da tutti coloro che perseguono questa ideologia perversa e falsa. Allo stesso tempo confermo che insultare le religioni e abusare dei simboli sacri sotto lo slogan della libertà di espressione, rappresenta una forma di ambiguità intellettuale e un esplicito appello all’immoralità. Questo terrorista e la sua gente non rappresentano la religione di Maometto – su di lui la pace e la benedizione di Dio – proprio come il terrorista neozelandese che ha ucciso i musulmani nella moschea non rappresenta la religione di Gesù, la pace sia su di lui.

Permettetemi di esprimere nuovamente la mia stima a Papa Francesco, Papa della Chiesa Cattolica, per la sua importante enciclica Fratelli Tutti, che ha offerto una diagnosi molto precisa circa la realtà del mondo e le sue malattie, e lo ha fatto da punti di vista differenti e sotto diversi aspetti, con questo coraggioso concetto umano, che aiuta gli amanti del bene e della pace a formarsi una nozione completa sulle sofferenze della “fratellanza umana” e le aspettative di raggiungerla.

Egregio pubblico!

Curiamo insieme le ferite dell’umanità, e riscopriamo i valori della misericordia, la giustizia e la tolleranza… Facciamo ritornare alla gente il sorriso strappato dalle guerre e i conflitti… Forse questi sogni sono ambiziosi ma la loro concretizzazione non è difficile per Dio Altissimo, se crediamo in Lui e nella fratellanza umana, alla quale siamo stati chiamati, e alla necessità di seminarla nelle anime delle nostre società e le generazioni future».

https://www.adista.it/articolo/64357?utm_campaign=shareaholic&utm_medium=email_this&utm_source=email

 

24 Ottobre 2020Permalink

9 ottobre 2020 _ Quando la letteratura guarda avanti, molto avanti

Quando la letteratura è testimonianza

BOCCACCIO DECAMERON Giornata sesta novella decima.
Frate Cipolla è un religioso dell’ordine di Sant’Antonio, congregazione nota al tempo del Boccaccio per i frequenti traffici di reliquie sacre e, più in generale, per un’avidità senza scrupoli.
Dioneo racconta che Frate Cipolla si reca a Certaldo, patria di Boccaccio tra l’altro, a riscuotere le offerte dei fedeli, truffandoli . Ha con sé “una delle penne dell’Agnol Gabriello” . [NOTA 1]

Ero rimasta al Medio Evo ma occorre andare aventi e registrare l’evoluzione della truffa dal denaro, al successo politico.
Con sollievo segnalo una importante, documentata riflessione del biblista Alberto Maggi.
Alberto Maggi “Santi e imbalsamati: la riflessione sulla fine della vita” [NOTA 2]

Le reliquie hanno voce, una voce che si ascolta.                                  [NOTA 3]
Convenienza invece vuole che i “senza voce” non trovino chi parla per loro , anzi la legge impedisce che qualcuno lo possa fare

“Dimmi un caso” – La truffa ingenua e la truffa oscena

Quando qualcuno segnala il rischio che un nato in Italia resti senza ogni riconoscimento giuridico (rischio fatto norma dalla legge 94 del 2009 – art. 1 comma 22 lettera g – che lo trasforma in possibilità) la risposta è “ma non è possibile! Ma sai di qualcuno cui è successo?” e fin qui siamo all’ingenuità .. . forse indifferenza indotta, forse ma possibile.
E’ certamente ben accolta dalla pigrizia dei mezzi di informazione che hanno scelto (tutti o giù di lì) di commentare comunicati e di no n affaticarsi nella ricerca e nell’inchiesta.
Lo fanno strizzando l’occhio a chi si trova eletto nelle istituzioni e dimentico del significato etico che può avere esservi “senza vincolo di mandato” .
Quando però la domanda è posta da chi dirige rispettabili e riconosciute organizzazioni intese al rispetto dei diritti dei migranti .. eh no, allora no.
La truffa esce da ogni ingenuità possibile e diventa oscena e per me (almeno per me) fonte di dubbi che solo aver pensato mi turba e mi preoccupa.
Lo ripeto da anni . Nel 2011 un periodico genovese ne pubblicò un articolo a mia firma.
Si trova nel mio blog diariealtro “15 marzo 2011 – quaderni de Il Gallo, periodico genovese”                                                                                                                               [NOTA 4]

Oggi ne parla un articolo del piccolo periodico Ho un sogno nel suo recentissimo numero 261 .
HUS ha seguito costantemente il problema e costantemente ne ha dato notizia   [NOTA 5]

Parecchi mesi fa un piccolo gruppo amante del teatro si è organizzato attorno al tema e ne ha fatto uno spettacolo che è stato il primo strumento di informazione diffusa sul problema negato finora dalle associazioni operanti in regione e riconosciute come importanti e rispettabili perché lo sono ma l’oscurità della lacuna resta.

Sono state utili coperture al silenzio della politica. Perché?

Un piccolo gruppo coraggioso ha dato aria a un ambiente che si voleva soffocante.
Lo spettacolo rappresentato il 3 e il 5 agosto (rispettivamente nella sala della comunità di San Domenico e al teatro San Giorgio, il 25 settembre è stato rappresentato nella sala Madrassi di via Gemona (sempre a Udine) .
L’ultima rappresentazione ha fatto parte degli eventi del Festival dello sviluppo sostenibile dell’università di Udine: Gli eventi di Uniud dal 25 settembre al 6 ottobre.
L’evento sarà registrato e successivamente reso disponibile sul canale YouTube “Play Uniud”
                                                                                                                               NOTA 6]

[NOTA 1]

https://linux.studenti.polito.it/static_resources/liberliber/biblioteca/b/boccaccio/decameron/html/06.htm#10

[NOTA 2]

https://alzogliocchiversoilcielo.blogspot.com/2020/10/alberto-maggi-santi-e-imbalsamati-la.html?m=1#more

[NOTA 3]

https://www.nextquotidiano.it/salvini-rosario-di-medjugorie-contro-il-coronavirus/

[NOTA 4]

https://diariealtro.it/?p=673

[NOTA  5]

HUS ottobre

[NOTA  6]

https://www.udine20.it/festival-dello-sviluppo-sostenibile-gli-eventi-di-uniud-dal-25-settembre-al-6-ottobre/

9 Ottobre 2020Permalink