5 luglio 2024_ lettera aperta al Presidente Mattarella

Oggetto: Lettera aperta al Presidente Mattarella

Egregio Presidente,

Permetta a una vecchia  cittadina  di esprimere il suo grazie per il discorso  da Lei tenuto in apertura della Settimana sociale dei cattolici italiani,  un evento dal titolo suggestivo  “Al  cuore della democrazia” che nelle sue parola ha il suono di una vitale, universale  utopia.
Voglio che questo mio atto  abbia un carattere pubblico , forse sfacciato, se mai qualche quotidiano pubblicherà la lettera aperta che cercherò di diffondere stimolata da quell’espressione che Lei ha usato senza preconcette riserve  « misurarsi con la storia » e  che  così ha descritto: «La democrazia, … , si invera ogni giorno nella vita delle persone e nel mutuo rispetto delle relazioni sociali, in condizioni storiche mutevoli, senza che questo possa indurre ad atteggiamenti remissivi circa la sua qualità».
Non posso ignorare , perché è esperienza di vita, che la quotidianità delle esperienze di ognuno può essere testimonianza non di frange marginali del vivere, ma di quel cuore della democrazia che rende la nostra vita in ogni momento  non solo,  se possibile,  soddisfacente  ma degna.
A tale proposito voglio ora ricordare che nel 1998 la cd legge Turco Napolitano,  prendendo atto della necessità di dare riconosciuta e non occasionale certezza alla presenza degli immigrati non comunitari,  aveva proposto  il permesso di soggiorno  come documento da esibirsi ove fosse necessario testimoniare la legittimità riconosciuta della loro presenza.
Ma aveva anche  sapientemente identificato le occasioni in cui questo documento non dovesse essere esibito e, fra queste, la registrazione degli atti di nascita, al fine di assicurare senza riserve il diritto universale di ogni nato a un’esistenza giuridicamente riconosciuta-
Purtroppo nel 2009 tutto cambiò: bastò un piccolo articolo , uno fra i tanti, in una legge  che  tratta di tutto e di più che , imponendo la presentazione del permesso di soggiorno anche per la registrazione degli atti di nascita , creò le condizioni perchè la paura di esibirsi irregolare  potesse indurre un genitore non comunitario a sottrarsi al diritto dovere di registrare la nascita di un proprio figlio in Italia.
Per chiarezza ricordo il riferimento: “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” legge 94/2009  art. 1 comma 22 lettera G.
Credo che testimonianze atroci delle modalità di vita dei migranti non comunitari nei ghetti del lavoro nero  consenta di non sprecare parole per testimoniare la prevedibilità di tale paura.
Una  Sua parola , presidente Mattarella, potrebbe finalmente suggerire  al Parlamento la necessità di tornare al dettato della legge Turco Napolitano.
Come Lei ha detto:  « Al cuore della democrazia vi sono le persone, le relazioni e le comunità a cui esse danno vita, le espressioni civili, sociali, economiche che sono frutto della loro libertà, delle loro aspirazioni, della loro umanità: questo è il cardine della nostra Costituzione ».
Rinnovando i ringraziamenti porgo distinti saluti

Augusta De Piero
Udine

Lettera inviata a Messaggero Veneto

5 Luglio 2024Permalink